Difference between revisions of "Arch boot process (Italiano)"

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({{Filename|/etc/rc.single}})
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=== {{Filename|/etc/rc.multi}} ===
 
=== {{Filename|/etc/rc.multi}} ===
{{Filename|/etc/rc.multi}} is run on any multi-user runlevel (i.e. 2, 3. 4 and 5) which basically means any ordinary boot. Typically, users will not notice the transition from {{Filename|rc.sysinit}} to {{Filename|rc.multi}} as {{Filename|rc.multi}} also uses the functions file to produce output. This script has three tasks:
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{{Filename|/etc/rc.multi}} viene eseguito a tutti i runlevel multiutente(es.2,3,4 e 5), cioè ad ogni normale avvio. Normalmente, gli utenti non si accorgono del passaggio da {{Filename|rc.sysinit}} a {{Filename|rc.multi}} perché anche esso usa le stesse funzioni per mandare messaggi a video. Questo script ha tre compiti:
  
* First, it runs sysctl (to modify kernel parameters at runtime) which applies the settings in {{Filename|/etc/sysctl.conf}}. Arch has very few of these by default; mainly networking settings.
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* Primo, essegue {{Codeline|sysctl}}(per modificare i parametri del kernel a runtime) facendo riferimento alle configurazioni presenti in {{Filename|/etc/sysctl.conf}}. Arch prevede già alcune opzioni all'interno del file; principalmente si tratta di opzioni di rete.
* Secondly, and most importantly, it starts [[daemons]], as per the {{Codeline|DAEMONS}} array in {{Filename|rc.conf}}.
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* Secondo, e più importante, si occupa di avviare i [[daemons (Italiano)|demoni]], secondo la disposizione nell'array {{Codeline|DAEMONS}} in {{Filename|rc.conf}}.
* Finally, it will run {{Filename|/etc/rc.local}}.  
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* Infine, esegue {{Filename|/etc/rc.local}}.
  
 
=== {{Filename|/etc/rc.local}} ===
 
=== {{Filename|/etc/rc.local}} ===

Revision as of 20:49, 4 May 2010

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Note: Questo articolo è in fase di traduzione. Seguite per ora le istruzioni della versione inglese.

Questo articolo intende descrivere l'ordine cronologico del processo di avvio di Arch, ed i file che lo interessano, fornendo link a sezioni del wiki dove necessario. Arch come BSD utilizza init, contrariamente al più diffuso SysV. Ciò implica una lieve distinzione tra i runlevel, dato che il sistema di default usa i soliti moduli ed i soliti processi in tutti gli altri runlevel. Il vantaggio è che gli utenti potranno configurare semplicemente il processo di avvio(vedere rc.conf (Italiano); lo svantaggio è che alcune configurazioni interessanti che offre SysV vanno perse. Consultare la guida su come aggiungere runlevel in modo da utilizzare alcune opzioni di SysV in Arch. Consultare Wikipedia:init per approfondire maggiormente le distinzioni tra SysV ed il metodo BSD.

Prima di init

Dopo che la macchina viene accesa ed il POST è stato completato, il BIOS identifica la periferica impostata per il boot e passa il controllo al settore di avvio(Master Boot Record (Italiano)) della periferica. Su una macchina GNU/Linux, spesso viene installato sul MBR del disco un bootloader come GRUB (Italiano) o LILO (Italiano). Il bootloader offre diverse opzioni di avvio ad esempio come Arch Linux e Windows configurati in dual-boot. Una volta che viene selezionata Arch, l'immagine del kernel nella cartella Template:Filename(attualmente il nome del file è Template:Filename) viene decompressa e caricata in memoria.

Il kernel è il cuore di un sistema operativo. Esso lavora a basso livello (kernelspace) interagendo tra le periferiche della macchina, ed i programmi che ne richiedono le risorse per funzionare. Per sfruttare la CPU in modo efficiente, il kernel usa un sistema di pianificaizone per decidere a quale processo assegnare la priorità e quando, creando così l'illusione(per l'occhio umano) che i processi vengano eseguiti contemporaneamente.

Dopo che il kernel è stato caricato, viene letto l'initramfs(initial RAM filesystem). L'obbiettivo di initramfs è di effettuare il bootstrap del sistema dalla periferica in cui si trova il filesystem di root(vedi FHS (Italiano) per maggiori informazioni). Ciò significa che ogni modulo richiesto dalle periferiche come dischi IDE, SCSI, o SATA (oppure USB/FireWire, se si effettua il boot da una di queste periferiche) deve essere caricato. Una volta che initramfs carica i moduli necessari, sia manualmente che tramite udev (Italiano), il controllo passa di nuovo al kernel ed il processo di avvio continua. Per questa ragione l'initrd può contenere solo i moduli strettamente necessari per l'accesso al filesystem di root(/); non è quindi necessario che contenga tutti i moduli che servono al completo funzionamento della macchina. La maggior parte dei moduli sarà caricata in seguito da udev, durante la fase di init.

Il kernel successivamente richiama il programma Template:Codeline che si trova in Template:Filename. Template:Codeline fa riferimento a Template:Codeline, la libreria standard del C del progetto GNU. Le librerie sono un insieme di programmi e routine utilizzate frequentemente e sono facilmente identificabili dalla loro esetensione Template:Filename. Sono essenziali per il funzionamento base del sistema. Questa fase del processo di avvio è definita early userspace.

init: Gli script di boot di Arch

Il principale processo di avvio di Arch è inizializzato da Template:Codeline, il quale genera tutti gli altri processi. L'obbiettivo di Template:Codeline è di portare il sistema ad uno stato in cui possa essere utilizzato, servedosi degli script di avvio. Come detto in precedenza Arch utilizza degli script di avvio simili a quelli di BSD. Template:Codeline legge il file Template:Filename; il file Template:Filename di default comincia così:

Template:File

La prima linea non commentata definisce il runlevel di default del sistema(3). Cosa succede quando il kernel richiama init:

Template:Filename

Il file Template:Filename è un grande script che si occupa di tutta la configurazione dell'hardware, ed alcuni compiti di inizializzazione. Può essere identificato dal suo primo compito, inviare al video le linee:

Arch Linux
http://www.archlinux.org
Copyright 2002-2007 Judd Vinet
Copyright 2007-2009 Aaron Griffin
Distributed under the GNU General Public License (GPL)

Una veloce visione di alcuni suoi compiti:

Template:Filename è uno script e non un file di configurazione. Esso include (quindi ottiene le variabili da) rc.conf (Italiano) per le configurazioni e Template:Filename per le fuznioni che producono l'output grafico(colori allineamento ad esempio il passaggio dei demoni da 'busy' a 'done' ecc.). Non c'è bisogno di modificare questo file, salvo non si vogla farlo per provare a velocizzare il processo di boot(a proprio rischio e pericolo).

Template:Filename

La modalità a singolo utente(single-user mode) si avvierà come utente root, e dovrebbe essere usata se il sistema non riesce ad avviarsi normalmente o in caso di manutenzione del sistema. Questo script assicura che non siano in esecuzione altri demoni se non quelli essenziali: syslog-ng ed udev. La modalità single-user è utile per la manutenzione del sistema essa infatti impedisce agli utenti di connettersi da remoto evitando quindi che vengano effettuate operazioni che possano portare a perdite di dati o danneggiamenti. Dalla modalità single-user gli utenti possono tornare ad effettuare l'accesso alla normale sessione (multi-user) digitando 'exit' nel prompt dei comandi.

Template:Filename

Template:Filename viene eseguito a tutti i runlevel multiutente(es.2,3,4 e 5), cioè ad ogni normale avvio. Normalmente, gli utenti non si accorgono del passaggio da Template:Filename a Template:Filename perché anche esso usa le stesse funzioni per mandare messaggi a video. Questo script ha tre compiti:

Template:Filename

Template:Filename is the local multi-user startup script. Empty by default, it is a good place to put any last-minute commands the system should run at the very end of the boot process. Most common system configuration tasks (like loading modules, changing the console font, or setting up devices) usually have a dedicated place where they belong. To avoid confusion, ensure that whatever one intends to add to Template:Filename is not already residing in Template:Filename, or any other existing configuration location instead.

When editing this file, keep in mind that it is run after the basic setup (modules/daemons), as the root user, and whether or not X starts. Here is an example which just un-mutes the ALSA sound settings:

Template:File

Another common usage for Template:Filename is to apply various hacks when one cannot make the ordinary initialization work correctly.

init: Login

By default, after the Arch boot scripts are completed, the Template:Codeline program prompts users for a login name. After a login name is received, Template:Codeline calls Template:Codeline to prompt for the login password.

Finally, with a successful login, the Template:Codeline program starts the user's default shell. The default shell and environment variables may be globally defined within Template:Filename. All variables within a users home directory shall take precedence over those globally defined under Template:Filename. For instance, if two conflicting variables are specified within Template:Filename and Template:Filename, the one dictated by Template:Filename shall prevail.

Other options include mingetty which allows for auto-login and rungetty which allows for auto-login and automatically running commands and programs, e.g. the always useful htop.

The majority of users wishing to start an X server during the boot process will want to install a display manager, and see Display Manager for details. Alternatively, Start X at Boot outlines methods that do not involve a display manager.

Risorse