Difference between revisions of "Arch boot process (Italiano)"

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Revision as of 03:34, 2 June 2013

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Bootloader

Dopo che la macchina viene accesa ed il POST è stato completato, il BIOS identifica la periferica impostata per il boot e passa il controllo al settore di avvio (Master Boot Record) della periferica. Su una macchina GNU/Linux, spesso viene installato sul MBR del disco un bootloader come GRUB o LILO. Il bootloader offre diverse opzioni di avvio, come Arch Linux e Windows configurati in dual-boot. Una volta che viene selezionata Arch, il bootloader carica il kernel (vmlinuz-linux) ed il ramdisk iniziale (initramfs-linux.img) in memoria e dopo avvia il kernel, passando all'indirizzo di memoria dell'immagine.

Kernel

Il kernel è il cuore di un sistema operativo. Esso lavora a basso livello (kernelspace) interagendo tra le periferiche della macchina, ed i programmi che ne richiedono le risorse per funzionare. Per sfruttare la CPU in modo efficiente, il kernel usa un sistema di pianificazione per decidere a quale processo assegnare la priorità e quando, creando così l'illusione (per l'occhio umano) che i processi vengano eseguiti contemporaneamente.

initramfs

Dopo essere stato caricato, il kernel decomprime l'initramfs (initial RAM filesystem), che diventa il file system di root iniziale. Il kernel successivamente esegue /init come primo processo. La fase early userspace inizia.

L'obiettivo di initramfs è di effettuare il bootstrap del sistema fino a che quest'ultimo non sia in gradi di accedere al filesystem di root (vedi FHS per maggiori informazioni). Ciò significa che ogni modulo richiesto dalle periferiche come dischi IDE, SCSI, o SATA (oppure USB/FireWire, se si effettua il boot da una di queste periferiche) deve essere caricabile dall'initramfs se non è stato compilato all'interno del kernel; Una volta che sono caricati i moduli necessari, (sia da un programma, sia con uno script, o tramite udev), il processo di boot continua. Per questa ragione nell'initramfs è necessaria la sola presenza dei moduli assolutamente indispensabili per l'accesso al filesystem di root; non è quindi necessario che contenga tutti i moduli che servono al completo funzionamento della macchina. La maggior parte dei moduli sarà caricata in seguito da udev, durante la fase di init.

Processo init

Alla fase finale della early userspace, la vera root è stata montata, e si sostituisce al file system di root iniziale. /sbin/init è eseguito, sostituendo il processo /init.

In passato, Arch usava SysVinit come processo init. Oggi, sulle nuove installazioni, systemd è utilizzato di default. Eventuali utenti che ancora utilizzino SysVinit sono consigliati di passare a systemd.

Altre risorse