Difference between revisions of "Beginners' Guide/Installation (Italiano)"

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[[hu:Beginners' Guide/Installation]]
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[[ja:Beginners' Guide/Installation]]
 
[[ko:Beginners' Guide/Installation]]
 
[[ko:Beginners' Guide/Installation]]
 
[[nl:Beginners' Guide/Installatie]]
 
[[nl:Beginners' Guide/Installatie]]
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=== Cambiare la mappatura della tastiera ===
 
=== Cambiare la mappatura della tastiera ===
  
{{tip|Questo passaggio è facoltativo per la maggioranza degli utenti.. Utile solo se si ha intenzione di scrivere nella propria lingua in uno dei file di configurazione , se si utilizzano segni diacritici per la password wifi, o se si desidera ricevere i messaggi di sistema (ad esempio, i possibili errori) nella propria lingua.}}
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{{tip|Questo passaggio è facoltativo per la maggioranza degli utenti.. Utile solo se si ha intenzione di scrivere nella propria lingua in uno dei file di configurazione, se si utilizzano segni diacritici per la password wifi, o se si desidera ricevere i messaggi di sistema (ad esempio, i possibili errori) nella propria lingua.}}
  
Per impostazione predefinita , il layout della tastiera è impostato su {{ic|us}}. Se non avete una tastiera americana [[Wikipedia:File:KB_United_States-NoAltGr.svg|US]] è possibile cambiare il layout eseguendo:
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Per impostazione predefinita, il layout della tastiera è impostato su {{ic|us}}. Se non avete una tastiera americana [[Wikipedia:File:KB_United_States-NoAltGr.svg|US]] è possibile cambiare il layout eseguendo:
  
 
  # loadkeys ''layout''
 
  # loadkeys ''layout''
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Dove ''layout'' corrisponde al vostro tipo di tastiera, come {{ic|it}}, {{ic|uk}} oppure {{ic|be-latin1}}. Si veda [[KEYMAP#Keyboard_layouts|qui]] per un elenco completo.
 
Dove ''layout'' corrisponde al vostro tipo di tastiera, come {{ic|it}}, {{ic|uk}} oppure {{ic|be-latin1}}. Si veda [[KEYMAP#Keyboard_layouts|qui]] per un elenco completo.
 
   
 
   
Il tipo di carattere deve essere cambiato, perché la maggior parte delle lingue usa più glifi rispetto alle 26 lettere dell'[[Wikipedia:English_alphabet|alfabeto inglese]]. In caso contrario, alcuni caratteri stranieri possono apparire come quadrati bianchi o altri simboli . Si noti che il nome è case-sensitive , quindi digitarlo ''esattamente'' come lo vedete:
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Il tipo di carattere deve essere cambiato, perché la maggior parte delle lingue usa più glifi rispetto alle 26 lettere dell'[[Wikipedia:English_alphabet|alfabeto inglese]]. In caso contrario, alcuni caratteri stranieri possono apparire come quadrati bianchi o altri simboli . Si noti che il nome è case-sensitive, quindi digitarlo ''esattamente'' come lo vedete:
  
 
  # setfont Lat2-Terminus16
 
  # setfont Lat2-Terminus16
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=== Stabilire una connessione di rete ===
 
=== Stabilire una connessione di rete ===
  
Il demone {{ic | dhcpcd}} della rete viene avviato automaticamente al boot e tenterà di avviare una connessione cablata , se disponibile. Provare a eseguire il ping di un sito web per vedere se ha avuto successo. E dal momento che Google è sempre attivo ...
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{{attenzione|udev non assegna i nomi delle interfacce di rete in base al tradizionale schema di denominazione wlanX e ethX. Se si proviene da una diversa distribuzione o si reinstalla Arch e non si è a conoscenza del nuovo metodo di denominazione delle interfacce, per favore non date per scontato che la vostra interfaccia wireless si chiama wlan0, o che l'interfaccia cablata sia denominata eth0. È possibile utilizzare il comando "ip" per scoprire i nomi delle interfacce.}}
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Dalla versione di systemd-197 e succesive, udev assegna ora i nomi delle interfacce di rete in maniera prevedibile e stabile, che si discostano molto dal vecchio sistema incrementale di denominazione (wlan0, wlan1 , ecc.) Questo nuovo metodo di nomenclatura delle interfacce è garantita per essere persistente anche dopo un riavvio, il che risolve il problema della mancanza di prevedibilità di assegnazione di un nome all'interfaccia di rete. Per ulteriori informazioni sul motivo per cui questo cambiamento è stato necessario, leggere http://www.freedesktop.org/wiki/Software/systemd/PredictableNetworkInterfaceNames .
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Il demone {{ic | dhcpcd}} della rete viene avviato automaticamente al boot e tenterà di avviare una connessione cablata, se disponibile. Provare a eseguire il ping di un sito web per vedere se ha avuto successo. E dal momento che Google è sempre attivo ...
  
 
{{hc|# ping -c 3 www.google.com|2=
 
{{hc|# ping -c 3 www.google.com|2=
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rtt min/avg/max/mdev = 16.660/17.320/18.254/0.678 ms}}
 
rtt min/avg/max/mdev = 16.660/17.320/18.254/0.678 ms}}
  
Se si ottiene un  errore {{ic | ping: unknown host}} , sarà necessario configurare la rete manualmente , come spiegato in seguito .
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Se si ottiene un  errore {{ic | ping: unknown host}}, sarà necessario configurare la rete manualmente, come spiegato in seguito .
  
 
Altrimenti si continui con il paragrafo [[#Preparare l'unità di archiviazione|Preparare l'unità di archiviazione]].
 
Altrimenti si continui con il paragrafo [[#Preparare l'unità di archiviazione|Preparare l'unità di archiviazione]].
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Seguire questa procedura se si necessita di impostare una connessione cablata tramite un indirizzo IP statico.  
 
Seguire questa procedura se si necessita di impostare una connessione cablata tramite un indirizzo IP statico.  
  
Se il computer è connesso ad una rete Ethernet, in molti casi, si avrà una interfaccia denominata {{ic | eth0}}. Se si dispone di schede di rete aggiuntive (oltre a quella integrata nella scheda madre, per esempio), il loro nome seguirà la sequenza {{ic|eth1}}, {{ic|eth''X''}},...
+
Per prima cosa si identifichi il nome della propria interfaccia ethernet.
  
Per farlo dovete essere a conoscenza delle seguenti impostazioni:
+
{{hc|# ip link|
 +
1: lo: <LOOPBACK,UP,LOWER_UP> mtu 65536 qdisc noqueue state UNKNOWN mode DEFAULT
 +
    link/loopback 00:00:00:00:00:00 brd 00:00:00:00:00:00
 +
2: enp2s0f0: <BROADCAST,MULTICAST> mtu 1500 qdisc noop state DOWN mode DEFAULT qlen 1000
 +
    link/ether 00:11:25:31:69:20 brd ff:ff:ff:ff:ff:ff
 +
3: wlp3s0: <BROADCAST,MULTICAST,UP,LOWER_UP> mtu 1500 qdisc mq state UP mode DORMANT qlen 1000
 +
    link/ether 01:02:03:04:05:06 brd ff:ff:ff:ff:ff:ff}}
 +
 
 +
In questo esempio l'interfaccia ethernet è denominata enp2s0f0. Se non siete sicuri, è probabile che le proprie interfaccie ethernet iniziano con la lettera "e", è improbabile che inizino con la lettera "lo" o con la lettera "w". È inoltre possibile utilizzare iwconfig e vedere quali interfacce siano senza fili :
 +
 
 +
{{hc|# iwconfig|2=
 +
enp2s0f0  no wireless extensions.
 +
wlp3s0    IEEE 802.11bgn  ESSID:"NETGEAR97" 
 +
          Mode:Managed  Frequency:2.427 GHz  Access Point: 2C:B0:5D:9C:72:BF 
 +
          Bit Rate=65 Mb/s  Tx-Power=16 dBm 
 +
          Retry  long limit:7  RTS thr:off  Fragment thr:off
 +
          Power Management:on
 +
          Link Quality=61/70  Signal level=-49 dBm 
 +
          Rx invalid nwid:0  Rx invalid crypt:0  Rx invalid frag:0
 +
          Tx excessive retries:0  Invalid misc:430  Missed beacon:0
 +
lo        no wireless extensions.}}
 +
 
 +
In questo esempio , ne enp2s0f0, ne il dispositivo di loopback hanno estensioni wireless, il che significa enp2s0f0 è la nostra interfaccia ethernet.
 +
 
 +
È inoltre necessario conoscere le seguenti impostazioni:
  
 
* Indirizzo IP statico
 
* Indirizzo IP statico
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* Nome di dominio (se non si tratta di una LAN locale, nel qual caso si può mettere up).  
 
* Nome di dominio (se non si tratta di una LAN locale, nel qual caso si può mettere up).  
  
Attivare la connessione all'interfaccia Ethernet , es. per {{ic|eth0}}:
+
Attivare la connessione all'interfaccia Ethernet (es. {{ic|enp2s0f0}}):
  
  # ip link set eth0 up
+
  # ip link set enp2s0f0 up
  
 
Aggiungere l'indirizzo:
 
Aggiungere l'indirizzo:
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Ad esempio:
 
Ad esempio:
  
  # ip addr add 192.168.1.2/24 dev eth0
+
  # ip addr add 192.168.1.2/24 dev enp2s0f0
  
 
Per maggiori opzioni, eseguire {{ic|man ip}}
 
Per maggiori opzioni, eseguire {{ic|man ip}}
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{{nota| Attualmente è possibile aggiungere al massimo 3 linee per il {{ic|nameserver}}.}}  
 
{{nota| Attualmente è possibile aggiungere al massimo 3 linee per il {{ic|nameserver}}.}}  
  
Ora si dovrebbe avere una connessione di rete funzionante . In caso contrario , controllare in dettaglio la pagina [[Configurazione della Rete]].
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Ora si dovrebbe avere una connessione di rete funzionante . In caso contrario, controllare in dettaglio la pagina [[Configurazione della Rete]].
  
 
==== Wireless ====
 
==== Wireless ====
  
 
Seguire la seguente procedura si necessita di una connessione wireless (WiFi) durante l'installazione.
 
Seguire la seguente procedura si necessita di una connessione wireless (WiFi) durante l'installazione.
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 +
Se si proviene da un'altra distribuzione, o se questa è la prima volta che installate Arch Linux da quanto è stata deprecata la vecchia denominazione delle interfacce di rete, potreste essere sorpresi di apprendere che la prima interfaccia wireless non si chiama più "wlan0". In realtà, nessuna delle interfacce sono più precedute automaticamente da "wlan". Niente panico, eseguire semplicemente {{ic|iwconfig}} per scoprire il nome della vostra interfaccia wireless.
  
 
Le utilità ed i driver wireless sono ora disponibili nell'ambiente live del supporto d'installazione. Una buona conoscenza del proprio hardware wireless sarà di importanza fondamentale per una buona riuscita dell'operazione. È da notare che la seguente procedura rapida ''eseguita a questo punto dell'installazione'' inizializzerà l'hardware di rete per un utilizzo esclusivamente ''all'interno dell'ambiente live di installazione''. Questi passaggi ( o qualche altra forma di gestione wireless ) '''deve essere ripetuto dal sistema realmente installato dopo che è stato avviato'''.
 
Le utilità ed i driver wireless sono ora disponibili nell'ambiente live del supporto d'installazione. Una buona conoscenza del proprio hardware wireless sarà di importanza fondamentale per una buona riuscita dell'operazione. È da notare che la seguente procedura rapida ''eseguita a questo punto dell'installazione'' inizializzerà l'hardware di rete per un utilizzo esclusivamente ''all'interno dell'ambiente live di installazione''. Questi passaggi ( o qualche altra forma di gestione wireless ) '''deve essere ripetuto dal sistema realmente installato dopo che è stato avviato'''.
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Da notare anche che questi passaggi sono opzionali se non si ha necessità di connessione wireless durante il processo d'installazione; le funzionalità wireless verranno comunque abilitate in seguito.
 
Da notare anche che questi passaggi sono opzionali se non si ha necessità di connessione wireless durante il processo d'installazione; le funzionalità wireless verranno comunque abilitate in seguito.
  
{{Nota|Nell'esempio seguente utilizzeremo {{ic|wlan0}} come interfaccia di rete e {{ic|linksys}} per il nome ESSID. Ricordarsi di cambiare questi valori in base alla proprie esigenze.}}
+
{{Nota|Nell'esempio seguente utilizzeremo {{ic|wlp3s0}} come interfaccia di rete e {{ic|linksys}} per il nome ESSID. Ricordarsi di cambiare questi valori in base alla proprie esigenze.}}
  
* (opzionale) Identificare la propria interfaccia wireless:
+
* Identificare la propria interfaccia wireless:
  
 
  # lspci | grep -i net
 
  # lspci | grep -i net
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{{Nota| Se non si vede qualcosa di simile a questo, il driver wireless non è stato caricato. Se questo è il proprio caso, sarà necessario caricare il driver manualmente. Si prega di consultare la pagina [[Wireless Setup (Italiano)|wireless Setup]] per informazioni più dettagliate.}}
 
{{Nota| Se non si vede qualcosa di simile a questo, il driver wireless non è stato caricato. Se questo è il proprio caso, sarà necessario caricare il driver manualmente. Si prega di consultare la pagina [[Wireless Setup (Italiano)|wireless Setup]] per informazioni più dettagliate.}}
  
{{hc|iwconfig|2=iwconfig
+
{{hc|# iwconfig|2=
  lo no wireless extensions.
+
enp2s0f0 no wireless extensions.
eth0 no wireless extensions.
+
wlp3s0    IEEE 802.11bgn ESSID:"NETGEAR97"
wlan0    unassociated ESSID:""
+
           Mode:Managed  Frequency:2.427 GHz Access Point: 2C:B0:5D:9C:72:BF    
           Mode:Managed  Channel=0 Access Point: Not-Associated    
+
           Bit Rate=65 Mb/s  Tx-Power=16 dBm  
           Bit Rate:0 kb/s  Tx-Power=20 dBm   Sensitivity=8/0 
+
           Retry long limit:7  RTS thr:off  Fragment thr:off
           Retry limit:7  RTS thr:off  Fragment thr:off
+
           Power Management:on
           Power Management:off
+
           Link Quality=61/70 Signal level=-49 dBm 
           Link Quality:0 Signal level:0  Noise level:0
+
 
           Rx invalid nwid:0  Rx invalid crypt:0  Rx invalid frag:0
 
           Rx invalid nwid:0  Rx invalid crypt:0  Rx invalid frag:0
           Tx excessive retries:0  Invalid misc:0   Missed beacon:0}}
+
           Tx excessive retries:0  Invalid misc:430   Missed beacon:0
 +
lo        no wireless extensions.}}
  
In questo esempio, {{ic|wlan0}} è l'interfaccia wireless disponibile.
+
In questo esempio, {{ic|wlp3s0}} è l'interfaccia wireless disponibile.
  
 
* Accendere l'interfaccia con:
 
* Accendere l'interfaccia con:
  
  # ip link set wlan0 up
+
  # ip link set wlp3s0 up
  
Una piccola percentuale di chipset wireless richiedono un firmware oltre al corrispondente driver. Se il proprio chipset wireless richiede un firmware , si dovrebbe ottenere un errore simile:
+
Una piccola percentuale di chipset wireless richiedono un firmware oltre al corrispondente driver. Se il proprio chipset wireless richiede un firmware, si dovrebbe ottenere un errore simile:
  
  {{hc| ip link set wlan0 up|SIOCSIFFLAGS: No such file or directory|prompt=#}}
+
  {{hc| ip link set wlp3s0 up|SIOCSIFFLAGS: No such file or directory|prompt=#}}
  
 
Se non si è sicuri, eseguire {{ic|dmesg}} per interrogare il log del kernel per una richiesta di firmware da parte del chipset wireless:
 
Se non si è sicuri, eseguire {{ic|dmesg}} per interrogare il log del kernel per una richiesta di firmware da parte del chipset wireless:
Line 168: Line 199:
 
{{Attenzione | I pacchetti dei firmware dei chipset per il wireless (per le schede che lo necessitano) sono preinstallati in  {{ic|/lib/firmware}} nell'ambiente live, (su CD o supporto USB) ''ma dovranno essere esplicitamente installati sul sistema definitivo per fornire funzionalità wireless all'avvio!'' La selezione e installazione dei pacchetti è spiegata in seguito. Accertarsi di aver spuntato sia il modulo sia il firmware durante la selezione dei pacchetti! Consultare [[Wireless_Setup_(Italiano)|Wireless Setup]] se non si è sicuri riguardo l'installazione del particolare firmware per la propria scheda.}}
 
{{Attenzione | I pacchetti dei firmware dei chipset per il wireless (per le schede che lo necessitano) sono preinstallati in  {{ic|/lib/firmware}} nell'ambiente live, (su CD o supporto USB) ''ma dovranno essere esplicitamente installati sul sistema definitivo per fornire funzionalità wireless all'avvio!'' La selezione e installazione dei pacchetti è spiegata in seguito. Accertarsi di aver spuntato sia il modulo sia il firmware durante la selezione dei pacchetti! Consultare [[Wireless_Setup_(Italiano)|Wireless Setup]] se non si è sicuri riguardo l'installazione del particolare firmware per la propria scheda.}}
  
Successivamente, utilizzare wifi-menu contenuto nel pacchetto {{pkg|netcfg}} per connettersi ad una rete:
+
Successivamente, utilizzare {{ic|wifi-menu}} contenuto nel pacchetto {{pkg|netcfg}} per connettersi ad una rete:
  
   # wifi-menu wlan0
+
   # wifi-menu wlp3s0
 +
 
 +
{{attenzione|Al momento, il wifi-menu di netcfg, quando viene eseguito senza argomenti, cercherà "wlan0". Eseguite wifi-menu con l'interfaccia di rete come argomento, al fine di poterlo utilizzare.}}
  
 
Si dovrebbe ora avere una connessione di rete funzionante. In caso contrario controllare la dettagliata pagina [[Wireless_Setup|Wireless Setup]].
 
Si dovrebbe ora avere una connessione di rete funzionante. In caso contrario controllare la dettagliata pagina [[Wireless_Setup|Wireless Setup]].
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==== xDSL (PPPoE), modem analogici o ISDN ====
 
==== xDSL (PPPoE), modem analogici o ISDN ====
  
Se si dispone di un router in modalità bridge , eseguire:
+
Se si dispone di un router in modalità bridge, eseguire:
  
 
  # pppoe-setup
 
  # pppoe-setup
Line 182: Line 215:
 
* Digitare il nome utente fornito dal vostro ISP.
 
* Digitare il nome utente fornito dal vostro ISP.
 
* Premere {{keypress|Invio}} per "eth0"
 
* Premere {{keypress|Invio}} per "eth0"
* Premere {{keypress|Invio}} per "no" , in modo che rimanga in modo permanente.
+
* Premere {{keypress|Invio}} per "no", in modo che rimanga in modo permanente.
 
* Selezionare {{ic|server}} ( poiché questo è solitamente il caso ).
 
* Selezionare {{ic|server}} ( poiché questo è solitamente il caso ).
 
* Premere {{keypress|1}} per un firewall.
 
* Premere {{keypress|1}} per un firewall.
Line 196: Line 229:
 
  # echo nameserver 8.8.8.8 > /etc/resolv.conf
 
  # echo nameserver 8.8.8.8 > /etc/resolv.conf
  
Se si dispone di un modem  (dial-up), o di una connessione ISDN, consultare la pagina [[Direct Modem Connection]].
+
Se si dispone di una connessione dial-up, o ISDN, consultare la pagina [[Direct Modem Connection]].
  
 
==== Reti dietro un Server Proxy ====
 
==== Reti dietro un Server Proxy ====
  
Se si è dietro ad un server proxy, è necessario esportare le variabili di ambiente {{ic|http_proxy}} e {{ic|ftp_proxy}}. '''[[Proxy|Si legga qui]]''' per ulteriori informazioni.
+
Se si è dietro ad un server proxy, è necessario esportare le variabili di ambiente {{ic|http_proxy}} e {{ic|ftp_proxy}}. Si consulti il wiki [[Proxy settings]] per ulteriori informazioni.
  
 
=== Preparare l'unità di archiviazione ===
 
=== Preparare l'unità di archiviazione ===
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{{attenzione|Il partizionamento può distruggere i dati presenti. È '''fortemente''' consigliato fare prima una copia di sicurezza dei dati importanti prima di procedere.}}
 
{{attenzione|Il partizionamento può distruggere i dati presenti. È '''fortemente''' consigliato fare prima una copia di sicurezza dei dati importanti prima di procedere.}}
  
Coloro che non hanno dimestichezza con tool a riga di comando, e i novizi, sono incoraggiati ad utilizzare uno strumento grafico di partizionamento. [http://gparted.sourceforge.net/download.php GParted] è un buon esempio ed è disponibile in diverse distribuzioni Linux "live" come [[Wikipedia:Parted_Magic|Parted Magic]], [[Wikipedia:Ubuntu_(operating_system)|Ubuntu]], [[Wikipedia:Linux_Mint|Linux Mint]], etc. Un dispositivo deve prima di tutto essere [[Partitioning (Italiano)|partizionato]], e le partizioni devono essere formattate con un [[File Systems (Italiano)| file system]] prima di riavviare.
+
Coloro che non hanno dimestichezza con tool a riga di comando, e i novizi, sono incoraggiati ad utilizzare uno strumento grafico di partizionamento. [http://gparted.sourceforge.net/download.php GParted] è un buon esempio ed è [http://gparted.sourceforge.net/livecd.php disponibile con un CD "Live"]. Inoltre è anche incluso nei CD live della maggior parte dei distributioni Linux, come [[Wikipedia:Ubuntu_(operating_system)|Ubuntu]] e [[Wikipedia:Linux_Mint|Linux Mint]]. Un dispositivo deve prima di tutto essere [[Partitioning (Italiano)|partizionato]], e le partizioni devono essere formattate con un [[File Systems (Italiano)| file system]] prima di riavviare.
  
Se avete già effettuato questa procedura, si proceda con [[#Montare le partizioni|Montare le partizioni]].
+
E 'possibile creare un file di swap in qualsiasi momento dopo l'installazione, quindi non c'è bisogno di decidere sulla dimensione riservata a swap ora. Se si desidera creare una partizione di swap in questo momento, si veda [[Swap]] per maggiori dettagli (ma si noti che è molto più facile ridimensionare un file rispetto ad una partizione).
  
In caso contrario , vedere il seguente esempio.
+
Se avete già effettuato questa procedura, si proceda con [[#Montare le partizioni|Montare le partizioni]].
 +
In caso contrario, vedere il seguente esempio.
  
 
==== Esempio ====
 
==== Esempio ====
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L'attuale supporto di installazione di Arch Linux include i seguenti tool di partizionamento:
 
L'attuale supporto di installazione di Arch Linux include i seguenti tool di partizionamento:
  
* [[Wikipedia:gdisk|gdisk]] – supporta solo una tabella di partizioni [[GPT]].
+
* [[Wikipedia:gdisk|gdisk]] e [[Wikipedia:cgdisk|cgdisk]] – supportano solo una tabella di partizioni [[GPT]].
* [[Wikipedia:cfdisk|cfdisk]] – supporta solo una tabella di partizioni [[MBR]].
+
* [[Wikipedia:fdisk|fdisk]] e [[Wikipedia:cfdisk|cfdisk]] – supportano solo una tabella di partizioni [[MBR]].
* [[Wikipedia:parted|parted]] – supporta entrambi.
+
* [[Wikipedia:GNU Parted|parted]] – supporta entrambi.
  
Questo esempio utilizza '''cfdisk''' , ma può essere eseguita con '''Gdisk''', che consentirà il partizionamento GPT al posto dell'MBR.
+
Questo esempio utilizza '''cfdisk''', ma può essere eseguita con '''cgdisk''', che consentirà il partizionamento GPT al posto dell'MBR.
  
{{Box BLUE|Note relative al boot [[UEFI]]:|
+
{{Box BLUE|Note relative al boot [[Unified Extensible Firmware Interface (Italiano)|UEFI]]:|
* Se si dispone di una scheda madre UEFI è necessaria un'altra partizione per ospitare la [[Unified_Extensible_Firmware_Interface#Create_an_UEFI_System_Partition_in_Linux|partizione di sistema UEFI]].
+
* Se si dispone di una scheda madre UEFI è necessaria un'altra partizione per ospitare la [[Unified_Extensible_Firmware_Interface_(Italiano)#Creare_una_partizione_di_sistema_UEFI_con_Linux|partizione di sistema UEFI]].
 
* Si raccomanda di usare sempre GPT per l'avvio UEFI, in quanto alcuni firmware UEFI non consentono il boot UEFI-MBR.}}
 
* Si raccomanda di usare sempre GPT per l'avvio UEFI, in quanto alcuni firmware UEFI non consentono il boot UEFI-MBR.}}
  
 
{{Box BLUE|Note relative al partizionamento [[GPT]]:|
 
{{Box BLUE|Note relative al partizionamento [[GPT]]:|
 
* Se non si ha il dual boot con Windows, allora è consigliabile usare GPT invece che MBR. Si legga [[GPT]] per un elenco dei vantaggi.
 
* Se non si ha il dual boot con Windows, allora è consigliabile usare GPT invece che MBR. Si legga [[GPT]] per un elenco dei vantaggi.
* Se si dispone di una scheda madre BIOS (o si ha intenzione di avviare la macchina in modalità di compatibilità BIOS) e si desidera installare GRUB con partizionamento GPT, allora avete bisogno di creare un "partizione di avvio del BIOS" ([[GRUB2_(Italiano)#Istruzioni_specifiche_per_GPT|BIOS Boot Partition]])) di 2 MiB. Si veda. Syslinux non ne ha bisogno.}}
+
* Se si dispone di una scheda madre BIOS (o si ha intenzione di avviare la macchina in modalità di compatibilità BIOS) e si desidera installare GRUB con partizionamento GPT, allora avete bisogno di creare un "partizione di avvio del BIOS" ([[GRUB2_(Italiano)#Istruzioni_specifiche_per_GPT|BIOS Boot Partition]])) di 2 MiB. Si veda. Syslinux non ne ha bisogno.
 +
* Alcuni sistemi BIOS possono avere problemi con GPT. Si veda http://mjg59.dreamwidth.org/8035.html e http://rodsbooks.com/gdisk/bios.html per maggiori informazioni e possibili soluzioni.}}
  
 
{{Nota|Se si sta installando su dispositivi USB flash, consultare "[[Installing Arch Linux on a USB key (Italiano)| Installare Arch Linux su dispositivi USB]]".}}
 
{{Nota|Se si sta installando su dispositivi USB flash, consultare "[[Installing Arch Linux on a USB key (Italiano)| Installare Arch Linux su dispositivi USB]]".}}
Line 234: Line 269:
 
  # cfdisk /dev/sda
 
  # cfdisk /dev/sda
  
Il sistema di esempio conterrà una partizione root ({{ic|/}}) da 15 GB, una partizione di swap da 1 GB, e una partizione {{ic|/home}} per lo spazio su disco rimanente.  
+
Il sistema di esempio conterrà una partizione root da 15 GB, e una partizione [[Partitioning_(Italiano)#Home|home]] per lo spazio su disco rimanente.  
  
 
Si sottolinea ancora una volta che il partizionamento è una scelta personale e questo esempio è solo a scopo illustrativo. Si consulti la pagina sul [[Partitioning (Italiano)|partizionamento]].
 
Si sottolinea ancora una volta che il partizionamento è una scelta personale e questo esempio è solo a scopo illustrativo. Si consulti la pagina sul [[Partitioning (Italiano)|partizionamento]].
Line 240: Line 275:
 
'''Root''':
 
'''Root''':
 
* Scegliere "New" (o premere {{Keypress|N}}) - premere {{Keypress|Enter}} per scegliere "Primary" - Digitare la grandezza in "15360" - premere {{Keypress|Enter}} per scegliere "Beginning" - premere {{Keypress|Enter}} per scegliere "Bootable".
 
* Scegliere "New" (o premere {{Keypress|N}}) - premere {{Keypress|Enter}} per scegliere "Primary" - Digitare la grandezza in "15360" - premere {{Keypress|Enter}} per scegliere "Beginning" - premere {{Keypress|Enter}} per scegliere "Bootable".
 
'''Swap''':
 
* Muoversi col tasto freccia in basso selezionando lo spazio libero
 
* Scegliere "New" (o premere {{Keypress|N}}) - premere {{Keypress|Enter}} per scegliere "Primary" - Digitare la grandezza in "1024" - premere {{Keypress|Enter}} per scegliere "Beginning".
 
* Scegliere "type" (o premere {{Keypress|T}}) - premere un qualsiasi tasto per scorrere la lista fino in fondo - Scegliere come "type" 82 e premere {{Keypress|Enter}}.
 
  
 
'''Home''':
 
'''Home''':
Line 255: Line 285:
 
  -------------------------------------------------------------------------
 
  -------------------------------------------------------------------------
 
  sda1    Boot  Primary    Linux                          15360 #root
 
  sda1    Boot  Primary    Linux                          15360 #root
  sda2           Primary    Linux swap / Solaris            1024 #swap
+
  sda2          Primary    Linux                          133000 #/home
sda3           Primary    Linux                          133000 #/home
+
  
 
Siate consapevoli del fatto che questa operazione distruggerà i dati sul disco, quindi ricontrollate tutto il lavoro e assicuratevi che le dimensioni delle partizioni, così come la tabella delle partizioni, siano quelle volute, prima di continuare.
 
Siate consapevoli del fatto che questa operazione distruggerà i dati sul disco, quindi ricontrollate tutto il lavoro e assicuratevi che le dimensioni delle partizioni, così come la tabella delle partizioni, siano quelle volute, prima di continuare.
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Se volete ricominciare da capo, si può semplicemente selezionare Quit (o premere {{keypress|Q}}) per uscire senza salvare le modifiche e quindi riavviare cfdisk.
 
Se volete ricominciare da capo, si può semplicemente selezionare Quit (o premere {{keypress|Q}}) per uscire senza salvare le modifiche e quindi riavviare cfdisk.
  
Se si è soddisfatti, selezionare "Write"  (o premere {{Keypress|Shift+W}}) per finalizzare e scrivere la tabella delle partizioni sul disco. Premere "yes" e scegliere "Quit" ( o premere {{ Keypress | Q}}) per uscire da cfdisk , senza apportare più modifiche.
+
Se si è soddisfatti, selezionare "Write"  (o premere {{Keypress|Shift+W}}) per finalizzare e scrivere la tabella delle partizioni sul disco. Premere "yes" e scegliere "Quit" ( o premere {{ Keypress | Q}}) per uscire da cfdisk, senza apportare più modifiche.
  
 
Il semplice partizionamento non è sufficiente, utilizzare l'utility {{ic|mkfs}} per formattare le partizioni con un [[File Systems (Italiano)|File Systems]]. Per formattare le partizioni con filesystem {{ic|ext4}}:
 
Il semplice partizionamento non è sufficiente, utilizzare l'utility {{ic|mkfs}} per formattare le partizioni con un [[File Systems (Italiano)|File Systems]]. Per formattare le partizioni con filesystem {{ic|ext4}}:
  
{{Attenzione| Controllate effettivamente che sia {{ic|/dev/sda1}} la partizione che si vuole formattare.}}
+
{{Attenzione| Controllate effettivamente che sia {{ic|/dev/sda1}} che {{ic|/dev/sda2}} siano le partizioni che si vogliono formattare.}}
  
 
  # mkfs.ext4 /dev/sda1
 
  # mkfs.ext4 /dev/sda1
  # mkfs.ext4 /dev/sda3
+
  # mkfs.ext4 /dev/sda2
  
In seguito formattare e attivare la partizione di swap:
+
Se si è creata una partizione dedicata per swap (code 82), non si dimentichi di formattarla e attivarla con:
  
  # mkswap /dev/sda2
+
  # mkswap /dev/sda''X''
  # swapon /dev/sda2
+
  # swapon /dev/sda''X''
  
 
=== Montare le partizioni ===
 
=== Montare le partizioni ===
  
Ogni partizione è identificata con un suffisso numerico. Ad esempio, {{ic|sda1}} specifica la prima partizione del primo disco , mentre {{ic|sda}} indica l'intero disco.
+
Ogni partizione è identificata con un suffisso numerico. Ad esempio, {{ic|sda1}} specifica la prima partizione del primo disco, mentre {{ic|sda}} indica l'intero disco.
  
 
Per visualizzare lo schema delle partizioni correnti:
 
Per visualizzare lo schema delle partizioni correnti:
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  # mkdir /mnt/home  
 
  # mkdir /mnt/home  
  # mount /dev/sda3 /mnt/home
+
  # mount /dev/sda2 /mnt/home
 
+
Nel caso abbiate una partizione {{ic|/boot}} separata:
+
 
+
# mkdir /mnt/boot
+
# mount /dev/sda''X'' /mnt/boot
+
  
 
Nel caso si abbia una scheda madre UEFI, montare la partizione UEFI:
 
Nel caso si abbia una scheda madre UEFI, montare la partizione UEFI:
  
 
  # mkdir /mnt/boot/efi
 
  # mkdir /mnt/boot/efi
  # mount /dev/sda''X'' /mnt/boot/efi  
+
  # mount /dev/sda''X'' /mnt/boot/efi
  
 
=== Selezionare un mirror ===
 
=== Selezionare un mirror ===
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* Col tasto {{Keypress|PageUp}} posizionatevi in cima.
 
* Col tasto {{Keypress|PageUp}} posizionatevi in cima.
 
* Con {{Keypress|Ctrl+U}} copiate la linea all'inizio della lista.
 
* Con {{Keypress|Ctrl+U}} copiate la linea all'inizio della lista.
* Con {{Keypress|Ctrl+X}} sipuò uscire, e quando viene richiesto di salvare le modifiche , premere {{Keypress|Y}} ed {{Keypress|Invio}} per utilizzare lo stesso nome.
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* Con {{Keypress|Ctrl+X}} sipuò uscire, e quando viene richiesto di salvare le modifiche, premere {{Keypress|Y}} ed {{Keypress|Invio}} per utilizzare lo stesso nome.
  
 
Se si desidera, è possibile rendere il mirror copiato ''l'unico'' disponibile e cancellare tutto il resto (utilizzando {{Keypress|Ctrl+K}}), ma di solito è una buona idea averne qualcuno in più, nel caso in cui il primo risulti offline.
 
Se si desidera, è possibile rendere il mirror copiato ''l'unico'' disponibile e cancellare tutto il resto (utilizzando {{Keypress|Ctrl+K}}), ma di solito è una buona idea averne qualcuno in più, nel caso in cui il primo risulti offline.
  
 
{{suggerimento|  
 
{{suggerimento|  
* Potete utilizzare [http://www.archlinux.org/mirrorlist/ Mirrorlist Generator] per ottenere un elenco aggiornato per il vostro paese. I mirror HTTP sono più veloci dei FTP, a causa di qualcosa di una procedura chiamata [[Wikipedia:Keepalive|keepalive]]. Con FTP, pacman deve inviare un segnale ogni volta che si scarica un pacchetto, con conseguenza che si genera una breve pausa. Per conoscere altri modi per generare un elenco dei mirror, vedere [[Mirrors_(Italiano)#Scelta_e_selezione_dei_mirrors|Scelta e selezione dei mirrors]] e [[Reflector]].
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* Potete utilizzare [https://www.archlinux.org/mirrorlist/ Mirrorlist Generator] per ottenere un elenco aggiornato per il vostro paese. I mirror HTTP sono più veloci dei FTP, a causa di qualcosa di una procedura chiamata [[Wikipedia:Keepalive|keepalive]]. Con FTP, pacman deve inviare un segnale ogni volta che si scarica un pacchetto, con conseguenza che si genera una breve pausa. Per conoscere altri modi per generare un elenco dei mirror, vedere [[Mirrors_(Italiano)#Scelta_e_selezione_dei_mirrors|Scelta e selezione dei mirrors]] e [[Reflector]].
 
* [https://archlinux.org/mirrors/status/ Arch Linux MirrorStatus] rapporta diversi informazioni sui mirror, come problemi di rete con un server, problemi di raccolta dei dati, l'ultima volta che un mirror è stato sincronizzato, ecc. }}
 
* [https://archlinux.org/mirrors/status/ Arch Linux MirrorStatus] rapporta diversi informazioni sui mirror, come problemi di rete con un server, problemi di raccolta dei dati, l'ultima volta che un mirror è stato sincronizzato, ecc. }}
  
 
{{nota|1=
 
{{nota|1=
 
* Ogni volta che in futuro si modifica la lista di mirror, ricordate sempre di forzare pacman per aggiornare tutti gli elenchi dei pacchetti con {{ic | pacman -Syy}}. Questa è considerata una buona pratica per evitare possibili mal di testa . Si veda [[Mirrors_(Italiano)|Mirrors]] per ulteriori informazioni.
 
* Ogni volta che in futuro si modifica la lista di mirror, ricordate sempre di forzare pacman per aggiornare tutti gli elenchi dei pacchetti con {{ic | pacman -Syy}}. Questa è considerata una buona pratica per evitare possibili mal di testa . Si veda [[Mirrors_(Italiano)|Mirrors]] per ulteriori informazioni.
* Se il supporto di installazione che state utilizzando è vecchio, la vostra lista dei server mirror potrebbe essere superata, ciò potrebbe portare a problemi durante l'aggiornamento di Arch-Linux tramite pacman (Si veda il {{Bug|22510}}). Pertanto si consiglia di ottenere una versione aggiornata del mirrorlist, come descritto in seguito.
+
* Se il supporto di installazione che state utilizzando è vecchio, la vostra lista dei server mirror potrebbe essere superata, ciò potrebbe portare a problemi durante l'aggiornamento di Arch-Linux tramite pacman (Si veda il {{Bug|22510}}). Pertanto si consiglia di ottenere una versione aggiornata del mirrorlist, come descritto sopra.
 
* Sono stati segnalati alcuni problemi sul [https://bbs.archlinux.org/ forum di Arch Linux] per quanto concerne dei problemi di rete che impediscono a pacman di aggiornare/sincronizzare i repository (si veda  [https://bbs.archlinux.org/viewtopic.php?id=68944] e [https://bbs.archlinux.org/viewtopic.php?id=65728] ). Quando si installa nativamente Arch, questi problemi sono stati risolti sostituendo il la variabile predefinita per lo scaricamento dei pacchetti di pacman con uno alternativo (si veda [[Improve Pacman Performance|migliorare le prestazioni di Pacman]] per maggiori dettagli). Quando si installa Arch come un sistema operativo Guest in [[VirtualBox (Italiano)|Virtualbox]], questo problema è stato risolto utilizzando "interfaccia host" invece di "NAT" nelle proprietà della macchina virtuale.}}
 
* Sono stati segnalati alcuni problemi sul [https://bbs.archlinux.org/ forum di Arch Linux] per quanto concerne dei problemi di rete che impediscono a pacman di aggiornare/sincronizzare i repository (si veda  [https://bbs.archlinux.org/viewtopic.php?id=68944] e [https://bbs.archlinux.org/viewtopic.php?id=65728] ). Quando si installa nativamente Arch, questi problemi sono stati risolti sostituendo il la variabile predefinita per lo scaricamento dei pacchetti di pacman con uno alternativo (si veda [[Improve Pacman Performance|migliorare le prestazioni di Pacman]] per maggiori dettagli). Quando si installa Arch come un sistema operativo Guest in [[VirtualBox (Italiano)|Virtualbox]], questo problema è stato risolto utilizzando "interfaccia host" invece di "NAT" nelle proprietà della macchina virtuale.}}
  
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Il sistema base viene installato tramite l'ausilio dello script  [https://github.com/falconindy/arch-install-scripts/blob/master/pacstrap.in pacstrap].  
 
Il sistema base viene installato tramite l'ausilio dello script  [https://github.com/falconindy/arch-install-scripts/blob/master/pacstrap.in pacstrap].  
  
# pacstrap /mnt base base-devel
+
L'opzione {{ic|-i}} può essere omessa se ​​si desidera installare tutti i pacchetti del gruppo ''base'' e ''base-devel'' senza chiedere conferma.
  
{{nota|Se pacman non riesce a verificare i pacchetti, controllate l'ora del vostro sistema. Se la data di sistema non è valida (ad esempio, mostra l'anno 2010), le chiavi per la firma dei pacchetti verranno considerate scadute (o non valide), i controlli sulle firme dei pacchetti falliranno e l'installazione verrà interrotta. Assicurarsi di correggere l'ora del sistema, sia in modo manuale, o con il client {{pkg|ntp}}, e ripetere l'esecuzione del comando pacstrap. Fare riferimento a alla pagina [[Time| Time]] per ulteriori informazioni sulla correzione di ora di sistema.}}
+
  # pacstrap -i /mnt base base-devel
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{{nota|Se pacman non riesce a verificare i pacchetti, controllate l'ora del vostro sistema con {{ic|cal}}. Se la data di sistema non è valida (ad esempio, mostra l'anno 2010), le chiavi per la firma dei pacchetti verranno considerate scadute (o non valide), i controlli sulle firme dei pacchetti falliranno e l'installazione verrà interrotta. Assicurarsi di correggere l'ora del sistema, sia in modo manuale, o con il client {{pkg|ntp}}, e ripetere l'esecuzione del comando pacstrap. Fare riferimento a alla pagina [[Time| Time]] per ulteriori informazioni sulla correzione di ora di sistema.}}
  
 
* {{Grp|base}}: Pacchetti software del repo [core] che forniscono un ambiente  di base minimale.  
 
* {{Grp|base}}: Pacchetti software del repo [core] che forniscono un ambiente  di base minimale.  
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=== Generare il file fstab ===
 
=== Generare il file fstab ===
  
Generare un file [[fstab (Italiano)|fstab]] con il seguente comando. Se si preferisce utilizzare gli {{ic|UUID}} o i {{ic|labels}}, aggiungere rispettivamente le opzioni {{ic|-U}} o {{ic|-L}}. Considerate l'idea di controllare il file fstab auto-generato prima di continuare:
+
Generare un file [[fstab (Italiano)|fstab]] con il seguente comando. Saranno utilizzati gli {{ic|UUID}} perché hanno alcuni vantaggi (si veda [[Fstab_(Italiano)#Identificare_i_filesystem|Identificare i filesystem]]). Se invece si preferisce utilizzare le etichette, sostituire l'opzione {{ic|-U}} con il parametro {{ic|-L}}.
  
 
{{nota|Se si verificano errori nell'esecuzione di genfstab, o successivamente durante il processo di installazione, ''' non''' eseguire nuovamente genfstab, basta modificare il file fstab.}}
 
{{nota|Se si verificano errori nell'esecuzione di genfstab, o successivamente durante il processo di installazione, ''' non''' eseguire nuovamente genfstab, basta modificare il file fstab.}}
  
  # genfstab -p /mnt >> /mnt/etc/fstab
+
  # genfstab -U -p /mnt | sed 's/rw,relatime,data=ordered/defaults,relatime/' >> /mnt/etc/fstab
 
  # nano /mnt/etc/fstab
 
  # nano /mnt/etc/fstab
  
Inoltre, solo la  partizione di root {{ic|/}} deve avere un valore {{ic|1}} per l'ultimo campo. Tutto il resto dovrebbero avere un {{ic|2}} o uno {{ic|0}} (si veda [[fstab (Italiano)#Definizione dei campi|Definizione dei campi]]).
+
{{attenzione|Il file fstab dovrebbe sempre essere controllato dopo che è stato generato. Se avete fatto una partizione di sistema EFI in precedenza, {{ic|genfstab}} avrà aggiunto erroneamente delle opzioni per la partizione di sistema EFI. In questo modo verà ''impedito'' al computer di avviarsi da quel disco, quindi è necessario rimuovere tutte le opzioni per la partizione EFI ad eccezione di {{ic|noatime}}. Per le altre partizioni che ne fanno uso , assicurarsi di sostituire {{ic|1="codepage=cp437"}} con {{ic|1="codepage=437"}}, Altrimenti al prossimo riavvio, tutti punti di mount con questa opzione avranno esito negativo e systemd si fermerà in ''recovery mode''. Questo problema dovrebbe essere risolto da linux 3.8.}}
  
Anche {{ic|1=data=ordered}} deve essere rimosso. Questa opzione verrà utilizzata automaticamente che se si specifichi o meno.  
+
Alcune considerazioni :
 +
 
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* Solo la  partizione di root {{ic|/}} deve avere un valore {{ic|1}} per l'ultimo campo. Tutto il resto dovrebbero avere un {{ic|2}} o uno {{ic|0}} (si veda [[fstab (Italiano)#Definizione dei campi|Definizione dei campi]]).
  
 
=== Effettuare Chroot e configurare il sistema di base ===
 
=== Effettuare Chroot e configurare il sistema di base ===
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  # arch-chroot /mnt
 
  # arch-chroot /mnt
 +
 +
{{nota|Utilizzare {{ic|arch-chroot /mnt /bin/bash}} per avere chroot in una shell bash.}}
  
 
In questa fase dell'installazione, sarà possibile configurare i file di configurazione principali del proprio sistema base di Arch Linux. Questi possono essere creati, se non esistono, o modificati, se si desidera modificare le impostazioni predefinite .
 
In questa fase dell'installazione, sarà possibile configurare i file di configurazione principali del proprio sistema base di Arch Linux. Questi possono essere creati, se non esistono, o modificati, se si desidera modificare le impostazioni predefinite .
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KEYMAP=it
 
KEYMAP=it
 
FONT=Lat2-Terminus16
 
FONT=Lat2-Terminus16
FONT_MAP=}}
+
}}
  
* {{ic| KEYMAP}} - Si prega di notare che questa impostazione è valida solo per le TTY, non per tutti i gestori di finestre grafici o per X.Org.
+
* {{ic| KEYMAP}} - Si prega di notare che questa impostazione è valida solo per le TTY, non per tutti i gestori di finestre grafici o per Xorg.
  
 
* {{ic|FONT}} - I font disponibili per la console sono elencati in {{ic|/usr/share/kbd/consolefonts/}}. Il valore predefinito (vuoto) è sicuro. ma alcuni caratteri stranieri possono apparire come quadrati bianchi o altri simboli. Si consiglia di cambiare come {{ic|Lat2-Terminus16}}. Poiché, come citato in {{ic|/usr/share/kbd/consolefonts/README.Lat2-Terminus16}}, dovrebbe sostenere "circa 110 gruppi linguistici".   
 
* {{ic|FONT}} - I font disponibili per la console sono elencati in {{ic|/usr/share/kbd/consolefonts/}}. Il valore predefinito (vuoto) è sicuro. ma alcuni caratteri stranieri possono apparire come quadrati bianchi o altri simboli. Si consiglia di cambiare come {{ic|Lat2-Terminus16}}. Poiché, come citato in {{ic|/usr/share/kbd/consolefonts/README.Lat2-Terminus16}}, dovrebbe sostenere "circa 110 gruppi linguistici".   
  
* {{ic|FONT_MAP}} - Definisce la mappatura per la console da caricare con il programma setfont al boot. Si legga  {{ic|man setfont}. Il valore predefinito (vuoto) è sicuro.
+
* Opzione aggiuntiva {{ic|FONT_MAP}} - Definisce la mappatura per la console da caricare con il programma setfont al boot. Si legga  {{ic|man setfont}. Il valore predefinito (vuoto) o la sua rimozione è sicura e non crea problemi.
  
 
Si veda [[Fonts_(Italiano)#Font_per_console|Font per Console]] e {{ic|man vconsole.conf}} per avere maggiori informazioni.
 
Si veda [[Fonts_(Italiano)#Font_per_console|Font per Console]] e {{ic|man vconsole.conf}} per avere maggiori informazioni.
  
====Timezone ====
+
====Time zone ====
  
 
I fusi orari disponibili e le regioni possono essere trovati nelle directory {{ic|/usr/share/zoneinfo/<Zone>/<SubZone>}}.
 
I fusi orari disponibili e le regioni possono essere trovati nelle directory {{ic|/usr/share/zoneinfo/<Zone>/<SubZone>}}.
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:{{nota| Utilizzare [[Wikipedia:it:Coordinated Universal Time|UTC]]per l'orologio hardware non significa che verrà utilizzato UTC nel software.}}
 
:{{nota| Utilizzare [[Wikipedia:it:Coordinated Universal Time|UTC]]per l'orologio hardware non significa che verrà utilizzato UTC nel software.}}
 
: {{bc|# hwclock --systohc --utc}}
 
: {{bc|# hwclock --systohc --utc}}
 +
 +
Per sincronizzare il vostro tempo "UTC" su internet , vedere [[Network Time Protocol daemon (Italiano)|NTPd]].
  
 
* '''localtime''' (Altamente Sconsigliato) - utilizzato di default in Windows.  
 
* '''localtime''' (Altamente Sconsigliato) - utilizzato di default in Windows.  
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Se avete un sistema dual-boot con Windows (o avete in previsione di averlo):
 
Se avete un sistema dual-boot con Windows (o avete in previsione di averlo):
  
* '''Raccomandato'''. Impostare sia Arch Linux che Windows in modo che utilizzino UTC. Si necessita una [[Time#UTC_in_Windows|correzione del registro]] di Windows. Inoltre, assicurarsi di impedire a Windows di sincronizzare l'orologio da internet, in modo che l'orologio hardware utilizzi nuovamente ''localtime''. Se si vuole usufruire della funzionalità di sincronizzazione dell'orologio (NTP sync), è necessario utilizzare [[Network Time Protocol daemon (Italiano)|ntpd]] sulla propria installazione di Arch Linux.
+
* '''Raccomandato'''. Impostare sia Arch Linux che Windows in modo che utilizzino UTC. Si necessita una [[Time#UTC_in_Windows|correzione del registro]] di Windows. Inoltre, assicurarsi di impedire a Windows di sincronizzare l'orologio da internet, in modo che l'orologio hardware utilizzi nuovamente ''localtime''.
  
* '''Sconsigliato'''. Impostare Arch Linux su ''localtime'' e rimuovere eventuali demoni relativi all'orologio da {{ic|/etc/rc.conf}}. Questo permetterà a Windows di prendersi cura della correzione dell'ora hardware e sarà necessario ricordarsi di avviare Windows almeno due volte l'anno (in primavera e autunno), quando [[Wikipedia:Daylight_savings_time|DTS]] elabora l'ora legale. Quindi, per favore non chiedere sul forum perchè l'orologio è un'ora indietro o in avanti se utilizzate questo sistema e siete soliti passare molto tempo senza avviare Windows.
+
* '''Sconsigliato'''. Impostare Arch Linux su ''localtime'' e disabilitare ogni servizio relativo all'impostazione dell'orologio, come [[Network Time Protocol daemon (Italiano)|NTPd]]. Questo permetterà a Windows di prendersi cura della correzione dell'ora hardware e sarà necessario ricordarsi di avviare Windows almeno due volte l'anno (in primavera e autunno), quando [[Wikipedia:Daylight savings time|DTS]] elabora l'ora legale. Quindi, per favore non chiedere sul forum perchè l'orologio è un'ora indietro o in avanti se utilizzate questo sistema e siete soliti passare molto tempo senza avviare Windows.
  
 
==== Moduli del Kernel ====
 
==== Moduli del Kernel ====
  
{{Suggerimento|Questo è solo un esempio , non è necessario impostarlo. Normalmente tutti i moduli necessari sono caricati automaticamente da udev, quindi raramente si avrà bisogno di aggiungerne qualcuno. Si aggiungano solamente i moduli che se ne conosce la mancanza}}
+
{{Suggerimento|Questo è solo un esempio, non è necessario impostarlo. Normalmente tutti i moduli necessari sono caricati automaticamente da udev, quindi raramente si avrà bisogno di aggiungerne qualcuno. Si aggiungano solamente i moduli che se ne conosce la mancanza}}
  
 
Per aggiungere i moduli del kernel da caricare durante l'avvio, creare un file {{ic|*.Conf}} in {{ic|/etc/modules-load.d/}}, con un nome in base al programma che li utilizza .
 
Per aggiungere i moduli del kernel da caricare durante l'avvio, creare un file {{ic|*.Conf}} in {{ic|/etc/modules-load.d/}}, con un nome in base al programma che li utilizza .
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virtio-net}}
 
virtio-net}}
  
Se ci sono più moduli da caricare per {{ic|*.conf}} , I nomi dei moduli possono essere separati andando a capo. Un buon esempio risulta  [[VirtualBox#Arch_Linux_guests|VirtualBox Guest Additions]].
+
Se ci sono più moduli da caricare per {{ic|*.conf}}, I nomi dei moduli possono essere separati andando a capo. Un buon esempio risulta  [[VirtualBox#Arch_Linux_guests|VirtualBox Guest Additions]].
  
 
Le righe vuote e linee il cui primo carattere è {{ic|#}} o {{ic|;}}, vengono ignorate.
 
Le righe vuote e linee il cui primo carattere è {{ic|#}} o {{ic|;}}, vengono ignorate.
 
====Daemons====
 
 
{{Suggerimento| La linea relativa ai {{ic|DAEMONS}} non deve essere modificata in questo momento, ma è utile spiegare che cosa siano, in quanto questo termine si ritroverà spesso in questa guida.}}
 
 
Un [[Daemon|demone]] (daemon in inglese) è un programma che viene eseguito in background, rimane in attesa di eventi e fornisce servizi. Alcuni buoni esempi sono: un server web che attende una richiesta per fornire una pagina (ad esempio: {{ic|httpd}}), un server SSH in attesa di un login utente (ad esempio: {{ic|sshd}}), un demone che scrive messaggi in un file di log ({{ic|syslog}}, un client BitTorrent (ad esempio {{ic|rtorrent}}, {{ic|inondati}}), un lettore di musica (ad esempio {{ic|mpd}}), un firewall (ad esempio {{ic|iptables}}), etc. Mentre queste sono applicazioni ricche di funzionalità, il loro lavoro di solito non è quello visibile. Il loro vantaggio principale è che si blocca anche se il server Xorg (o è assente dal sistema), essi continueranno a lavorare.
 
 
I demoni possono essere aggiunti alla riga {{ic|DAEMONS}} nel file {{ic|/etc/rc.conf}} e verranno eseguiti all'avvio del sistema nell'ordine in cui sono stati collocati. I loro nomi equivalgono agli script presenti in {{ic|/etc/rc.d/}}.
 
 
{{hc|# nano /etc/rc.conf|2=
 
DAEMONS=(network @syslog-ng netfs crond)}}
 
 
* Un punto esclamativo ({{ic|!}}) davanti a uno script ne impedisce l'esecuzione.
 
 
* Una chiocciola ({{ic|@}}) davanti a uno script fa si che venga eseguito in background, la sequenza di avvio non attenderà il completamento di questo demone prima di passare al successivo (utile per ridurre il tempo di avvio). Non mettere in background demoni che dipendono dall'esecuzione di altri demoni. Per esempio {{ic|mpd}} dipende da {{ic|network}}, metterlo in background potrebbe causare un malfunzionamento di {{ic|mpd}}.
 
 
Una lista dei servizi disponibili (ed il loro stato di esecuzione) può essere generata utilizzando il comando:
 
 
# rc.d list
 
  
 
==== Hostname ====
 
==== Hostname ====
  
Aggiungere il proprio''hostname'' nel file {{ic|/etc/hostname}}:  
+
Impostare l'[[Wikipedia::it:hostname|hostname]] a vostro piacimento (ad esempio "arch"):
  
 
  # echo '''myhostname''' > /etc/hostname
 
  # echo '''myhostname''' > /etc/hostname
  
Impostarlo a proprio piacimento (ad esempio ''arch''). Questo è il nome del vostro computer. Lo si aggiunga anche in {{ic |/etc/hosts}} :
+
{{nota|Non è più necessario modificare {{ic|/etc/hosts}}. Il pacchetto {{Pkg|nss-myhostname}} provvederà alla risoluzione del nome host, ed è installato su tutti i sistemi per impostazione predefinita.}}
  
{{attenzione|Questo formato, '''tra cui il 'localhost' e il nome host effettivo''', è richiesto per la compatibilità dei programmi che usano la rete per dialogare con altre parti del sistema operativo. Errori in questa voce possono causare scarse prestazioni della rete e/o malfunzionamenti di alcuni programmi, lentezza ad avviarsi o addirittura potrebbero non funzionare affatto.}}
+
=== Configurare la rete ===
  
{{hc|# nano /etc/hosts|
+
È necessario configurare la rete ancora una volta, ma questa volta per l'ambiente appena installato. La procedura e prerequisiti sono molto simili a quella descritta [[#Stabilire una connessione di rete | precedentemente]], eccetto che stiamo per renderla persistente ed eseguita automaticamente all'avvio.
  127.0.0.1  '''myhostname''' localhost
+
  ::1        '''myhostname''' localhost
+
#192.168.1.100 '''myhostname'''.domain.org '''myhostname''' #De-commentare se si utilizza un indirizzo ip statico e cancellare questo commento.}}
+
  
{{Nota|{{ic|127.0.0.1}} e {{ic|::1}} ::1 sono gli indirizzi IPv4 e IPv6 dell'interfaccia di rete locale [[Wikipedia:localhost|loopback]].}}
+
{{nota| Per informazioni più approfondite, consultare le pagine [[Configurazione della Rete]] e [[Wireless_Setup|Wireless Setup]].}}
  
{{suggerimento|Per convenienza è possibile utilizzare gli alias in  {{ic|/etc/hosts}}  per gli altri host della propria rete o anche per i siti Internet, per esempio:
+
==== Reti Wired ====
  
192.168.1.90  media
+
; IP Dinamico
192.168.1.88  data
+
  
L'esempio riportato sopra dovrebbe consentire l'accesso dei media e server di dati sulla rete in base al nome e senza la necessità di scrivere i loro rispettivi indirizzi IP.}}
+
Se si utilizza solo un singolo collegamento di rete fissa cablata, non avete bisogno di un servizio di gestione della rete e si può semplicemente attivare il servizio {{ic|dhcpcd}}. Dove <interface> è la  vostra interfaccia cablata :
  
=== Configurare la rete ===
+
  # systemctl enable dhcpcd@<interface>.service
  
È necessario configurare la rete ancora una volta, ma questa volta per l'ambiente appena installato. La procedura e prerequisiti sono molto simili a quella descritta [[#Stabilire una connessione di rete | precedentemente]], eccetto che stiamo per renderla persistente ed eseguita automaticamente all'avvio.
+
{{attenzione|1= {{ic|systemd}} ora [https://bbs.archlinux.org/viewtopic.php?id=156375 rinomina] le interfacce di rete. Inoltre, {{ic|dhcpcd@.service}} [https://bbs.archlinux.org/viewtopic.php?pid=1218527#p1218527 crea] sempre un link simbolico chiamato {{ic|dhcpcd@eth0.service}}, non importa ciò che l'utente fornisce per {{ic|<interface>}}. Il comando precedente non funziona.}}
  
{{nota| Per informazioni più approfondite, consultare le pagine [[Configurazione della Rete]] e [[Wireless_Setup|Wireless Setup]].}}
+
In alternativa, è possibile utilizzare il servizio {{ic|net-auto-wired}} di {{Pkg|netcfg}}, che gestisce con egregiamente le connessioni dinamiche a nuove reti:
  
==== Reti Wired ====
+
Installare {{Pkg|ifplugd}}, che è richiesto per {{ic|net-auto-wired}}:
  
Se si utilizza solo un singolo collegamento di rete fissa cablata, è possibile utilizzare il demone {{ic|network}}, una soluzione semplice per IP dinamico e indirizzamento statico.
+
# pacman -S ifplugd
Per prima cosa, assicurarsi che il demone venga elencato nell'array {{ic|DAEMONS}}:
+
  
{{hc|# nano /etc/rc.conf|2=
+
Impostare il profilo dhcp e attivare il servizio {{ic|net-auto-wired}}:
DAEMONS=(... network ...)}}
+
  
Successivamente configurare la sezione {{ic|NETWORKING}} in {{ic|/etc/rc.conf}} come segue, a seconda del tipo di indirizzamento IP.
+
# cd /etc/network.d
 +
# ln -s examples/ethernet-dhcp .
 +
# systemctl enable net-auto-wired.service
  
; IP Dinamico (DHCP)
+
; IP Statico
  
Supponendo che l'interfaccia di rete da attivare all'inizio sia {{ic|eth0}}, utilizzare questa configurazione:
+
Installare {{Pkg|ifplugd}}, che è necessario per utilizzare {{ic|net-auto-wired}}:
  
  interface=eth0
+
  # pacman -S ifplugd
address=
+
netmask=
+
gateway=
+
  
I vostri indirizzi server DNS verranno automaticamente compilati dal demone {{ic|dhcpcd}}.
+
Copiare un profilo di esempio da {{ic|/etc/network.d/examples}} a {{ic|/etc/network.d}}:
  
; IP Statico
+
# cd /etc/network.d
 +
# cp examples/ethernet-static .
  
Se state utilizzando un indirizzo IP statico, utilizzare questa configurazione:
+
Modificare il profilo in base alle proprie esigenze:
  
  interface=eth0
+
  # nano ethernet-static
address=192.168.0.2
+
netmask=255.255.255.0
+
broadcast=192.168.0.255
+
gateway=192.168.0.1
+
  
Sarà inoltre necessario aggiungere il vostro nome di indirizzi IP del server (DNS) e il vostro nome di dominion nel file {{ic | /etc/resolv.conf}} in questo modo:
+
Abilitare il servizio {{ic|net-auto-wired}}:
  
  nameserver 61.23.173.5
+
  # systemctl enable net-auto-wired.service
nameserver 61.95.849.8
+
search example.com
+
 
+
{{suggerimento|Il demone {{ic|network}} è adatto per sistemi di connessione cablata ad una singola rete. Per le configurazioni di rete multiple (ad esempio utilizzando un computer portatile), si raccomanda di usare un programma per la gestore di rete, ad esempio [[netcfg (Italiano)|netcfg]], che è stato progettato per gestire sia le connessioni cablate che wireless.}}
+
  
 
==== Reti Wireless ====
 
==== Reti Wireless ====
  
Il demone {{ic|network}} non è sufficiente per gestire  le reti, che richiedono una configurazione aggiuntiva. Avrete bisogno di installare altri programmi per configurare e gestire i profili di rete wireless, come [[netcfg (Italiano)|netcfg]].  
+
Avrete bisogno di installare dei programmi addizionali per abilitare essere abilitati a configurare e gestire i profili di rete wireless per[[netcfg (Italiano)|netcfg]].  
  
 
[[NetworkManager (Italiano)|NetworkManager]] e [[Wicd (Italiano)|Wicd]] sono altre alternative popolari.
 
[[NetworkManager (Italiano)|NetworkManager]] e [[Wicd (Italiano)|Wicd]] sono altre alternative popolari.
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* Installare i pacchetti richiesti:
 
* Installare i pacchetti richiesti:
  
  # pacman -S wireless_tools netcfg dialog
+
  # pacman -S wireless_tools wpa_supplicant wpa_actiond dialog
 
+
Se utilizzate la crittografia wireless WPA/WPA2, installare:
+
 
+
# pacman -S wpa_supplicant wpa_actiond
+
  
 
Se il proprio adattatore wireless richiede un firmware (come descritto nella sezione su [[#Wireless|stabilire una connessione Wireless]] e [[Wireless Setup (Italiano)#Drivers e firmware|Drivers e firmware]]), installare il pacchetto contenente il proprio firmware. Per esempio:
 
Se il proprio adattatore wireless richiede un firmware (come descritto nella sezione su [[#Wireless|stabilire una connessione Wireless]] e [[Wireless Setup (Italiano)#Drivers e firmware|Drivers e firmware]]), installare il pacchetto contenente il proprio firmware. Per esempio:
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  # pacman -S zd1211-firmware
 
  # pacman -S zd1211-firmware
  
* Collegarsi alla rete con alla rete con {{ic|wifi-menu}} (eventualmente controllare il nome dell'interfaccia con {{ic|ip link}}, ma di solito è {{ic|wlan0}}), che genererà un file di profilo in {{ic|/etc/network.d}} col nome del vostro SSID. Vi sono anche dei modelli disponibili in {{ic|/etc/network.d/examples/}} per la configurazione manuale.
+
* Dopo aver terminato il resto di questa installazione e riavviato il sistema, è possibile collegarsi alla rete con {{ic|wifi-menu <interface>}} (dove <interface> è l'interfaccia del vostro chipset wireless), che genererà un file di profilo in {{ic|/etc/network.d}} col nome del vostro SSID. Vi sono anche dei modelli disponibili in {{ic|/etc/network.d/examples/}} per la configurazione manuale.
  
  # wifi-menu
+
  # wifi-menu <interface>
  
* Aggiungere {{ic|net-auto-wireless}} alla lista dei {{ic|DAEMONS}} in {{ic|/etc/rc.conf}}, il demone si collegherà alle reti conosciute, e gestirà ordinatamente il roaming e la disconnessione:
+
{{attenzione|Se si sta utilizzando wifi-menu, questo deve essere fatto '''dopo''' il riavvio del sistema e quando non si è più in ambiente chroot. Il processo generato da questo comando va in conflitto con quello che viene eseguita al di fuori del chroot. In alternativa, si può solo configurare un profilo di rete manualmente utilizzando i modelli menzionati in precedenza in modo da non doversi preoccuparvi di usare wifi-menu a tutti i costi.}}
  
{{Note|[[netcfg (Italiano)|netcfg]] fornisce anche {{ic|net-auto-wired}}, che può essere usato in combinazione con {{ic|net-auto-wireless}}.}}
+
* Abilitare il servizio {{ic|net-auto-wireless}}, il demone si collegherà alle reti conosciute, e gestirà ordinatamente il roaming e la disconnessione:
  
{{hc|# nano /etc/rc.conf|2=
+
# systemctl enable net-auto-wireless.service
DAEMONS=(... net-auto-wireless ...)}}
+
 
 +
{{Note|[[netcfg (Italiano)|netcfg]] fornisce anche {{ic|net-auto-wired}}, che può essere usato in combinazione con {{ic|net-auto-wireless}}.}}
  
 
* Assicurarsi che la variabile dell'interfaccia wireless (si solito {{ic|wlan0}}) sia correttamente impostata in {{ic|/etc/conf.d/netcfg}}:
 
* Assicurarsi che la variabile dell'interfaccia wireless (si solito {{ic|wlan0}}) sia correttamente impostata in {{ic|/etc/conf.d/netcfg}}:
  
 
{{hc|# nano /etc/conf.d/netcfg|2=
 
{{hc|# nano /etc/conf.d/netcfg|2=
WIRELESS_INTERFACE="wlan0"}}
+
WIRELESS_INTERFACE="wlp3s0"}}
  
 
Inoltre è possibile definire una lista di profili di rete a cui connettersi automaticamente con la variabile {{ic|AUTO_PROFILES}} in  {{ic|/etc/conf.d/netcfg}}. Se {{ic|AUTO_PROFILES}} non è impostato, verranno provate tutte le reti wireless conosciute.
 
Inoltre è possibile definire una lista di profili di rete a cui connettersi automaticamente con la variabile {{ic|AUTO_PROFILES}} in  {{ic|/etc/conf.d/netcfg}}. Se {{ic|AUTO_PROFILES}} non è impostato, verranno provate tutte le reti wireless conosciute.
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==== xDSL (PPPoE), modem analogici o ISDN ====
 
==== xDSL (PPPoE), modem analogici o ISDN ====
  
Per attivare una connessione a modem xDSL, analogici e ISDN, consultare il wiki [[Direct Modem Connection]].
+
Per attivare una connessione a modem xDSL, dial-up e ISDN, consultare il wiki [[Direct Modem Connection]].
  
 
===Configurare Pacman===
 
===Configurare Pacman===
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Per la selezione di un repositorio o le opzioni di pacman, modificare il file {{ic|/etc/pacman.conf}}.  
 
Per la selezione di un repositorio o le opzioni di pacman, modificare il file {{ic|/etc/pacman.conf}}.  
 
{{Nota|Quando si scelgono i repository, assicurarsi di decommentare sia la riga {{ic|[''Nome_Repositorio'']}}, sia la riga {{ic|Include}}. Diversamente, il repository in oggetto sarà omesso. È un errore molto comune.}}
 
  
 
  # nano /etc/pacman.conf
 
  # nano /etc/pacman.conf
Line 618: Line 612:
  
 
Se avete installato Arch Linux x86_64, si raccomanda di abilitare il repository {{ic|[multilib]}} (per essere in grado di eseguire sia applicazioni a 32 bit che a 64 bit):
 
Se avete installato Arch Linux x86_64, si raccomanda di abilitare il repository {{ic|[multilib]}} (per essere in grado di eseguire sia applicazioni a 32 bit che a 64 bit):
 +
 +
{{Nota|Quando si scelgono i repository, assicurarsi di decommentare sia la riga {{ic|[''Nome_Repositorio'']}}, sia le righe al di sotto. Diversamente, il repository in oggetto sarà omesso. Questo è un errore molto comune. Di seguito un esempio corretto per il repository multilib.}}
  
 
  [multilib]
 
  [multilib]
 +
SigLevel = PackageRequired
 
  Include = /etc/pacman.d/mirrorlist
 
  Include = /etc/pacman.d/mirrorlist
  
Si veda l'articolo [[Official Repositories (Italiano)| Repositori Ufficiali]] per ulteriori informazioni , compresi i dettagli sullo scopo di ogni repository.
+
Sarà quindi necessario aggiornare l'elenco dei pacchetti mediante l'esecuzione di {{ic|pacman}} con l'opzione {{ic|-Sy}}. In caso contrario si genera l'errore "warning: database file for 'multilib' does not exist" quando si utilizza pacman.
 +
 
 +
Si veda l'articolo [[Official Repositories (Italiano)| Repositori Ufficiali]] per ulteriori informazioni, compresi i dettagli sullo scopo di ogni repository.
  
 
Per i programmi non disponibili direttamente tramite pacman, si consulti la pagina [[AUR (Italiano)|Arch User Repository]].
 
Per i programmi non disponibili direttamente tramite pacman, si consulti la pagina [[AUR (Italiano)|Arch User Repository]].
Line 635: Line 634:
 
   
 
   
 
  # mkinitcpio -p linux
 
  # mkinitcpio -p linux
 +
 +
{{nota|Per le installazioni di Arch VPS su QEMU (es. utilizzando {{ic|virtual-manager}}), potrebbe necessitare dell'aggiunta dei moduli {{ic|virtio}} in {{ic|mkinitcpio.conf}} per essere in grado di avviarsi.
 +
{{hc|# nano /etc/mkinitcpio.conf|2=
 +
MODULES="virtio virtio_blk virtio_pci virtio_net"}}
 +
}}
  
 
=== Impostare la password di Root e aggiungere un normale utente ===
 
=== Impostare la password di Root e aggiungere un normale utente ===
Line 644: Line 648:
 
{{Attenzione|Linux è un ambiente multi-utente. Si consiglia di non eseguire le attività quotidiane utilizzando l'account di root, è una pratica sconsigliata ed estremamente pericoloso. L'account di root dovrebbe essere utilizzato solo per le attività amministrative.}}
 
{{Attenzione|Linux è un ambiente multi-utente. Si consiglia di non eseguire le attività quotidiane utilizzando l'account di root, è una pratica sconsigliata ed estremamente pericoloso. L'account di root dovrebbe essere utilizzato solo per le attività amministrative.}}
  
Aggiungere un account utente normale utilizzando uno dei due seguenti metodi. L'utente ''archie'' è solo un esempio.  
+
Aggiungere un account utente normale. L'utente ''archie'' utilizzato è solo un esempio.  
  
====Metodo interattivo====
+
# useradd -m -g users -G wheel -s /bin/bash ''archie''
 +
# passwd ''archie''
  
Il comando {{ic|adduser}} vi chiederà informazioni in modo interattivo:
+
Se si desidera ripetere l'operazione utilizzare il comando {{ic|userdel}}. L'opzione {{ic|-r}} rimuoverà la directory home dell'utente e il suo contenuto, insieme con le impostazioni dell'utente (i cosiddetti file "punto").
{{hc|# adduser|
+
Login name for new user []: '''archie'''
+
+
User ID ('UID') [ defaults to next available ]:
+
+
Initial group [ users ]:
+
+
Additional groups (comma separated) []: ''''audio,video,storage,power,optical,lp,scanner,games'''
+
 
+
Home directory [ /home/archie ]:
+
+
Shell [ /bin/bash ]:
+
+
Expiry date (YYYY-MM-DD) []:
+
}}
+
 
+
Come mostrato nell'esempio, si consiglia di inserire i valori solo per il nome di {{ic|Login}} e {{ic|Additional groups}}, e lasciare vuoti tutti gli altri campi.
+
 
+
Nell'esempio, l'elenco dei {{ic|Additional groups}} (Gruppi Addizionali), sono una tipica scelta per un sistema Desktop, e sono quindi raccomandati per gli utenti principianti.
+
 
+
*'''audio''' - per processi che riguardano la scheda audio e il software relativo.
+
*'''video''' - per gestire il video ed usare l'accelerazione 3d.
+
*'''storage''' - per gestire i dispositivi di archiviazione.
+
*'''power''' - usato per le opzioni di alimentazione (Es: lo spegnimento tramite il tasto di alimentazione).
+
*'''optical''' - per gestire i drive ottici e masterizzare.
+
*'''lp''' - per gestire i processi di stampa.
+
*'''scanner''' - per utilizzare gli scanner.
+
*'''games''' - necessario per il permesso di scrittura per i giochi nel gruppo giochi.
+
 
+
Per informazioni aggiuntive sulla lista e sugli altri gruppi, consultare la pagina [[Users and Groups (Italiano)#Gruppi per gli utenti|Gruppi per gli utenti]]
+
 
+
Successivamente vi verrà presentata una anteprima del suo nuovo account, e la possibilità di annullare o continuare le operazioni.
+
Dopo aver premuto {{keypress|ENTER}} verrà creato l'account, e vi verrà richiesto di inserire ulteriori informazioni facoltative per i nuovi utenti (ad esempio il nome completo etc.). Infine, vi verrà chiesto di inserire la password per l'account creato.
+
 
+
====Metodo non interattivo====
+
 
+
# useradd -m -g users -G audio,video,storage,power,optical,lp,scanner,games -s /bin/bash archie
+
 
+
# passwd archie
+
 
+
Per inserire informazioni aggiuntive è possibile utilizzare il comando {{ic | chfn}}.
+
 
+
==== Cancellare un account utente ====
+
 
+
In caso di errore, se si volesse cancellare un account utente per utilizzare un nome differente o per qualsiasi altra ragione, utilizzare {{ic|/usr/sbin/userdel}}:
+
  
 
  # userdel -r [username]
 
  # userdel -r [username]
  
L'opzione {{ic|-r}} rimuoverà la directory home dell'utente e il suo contenuto, insieme con le impostazioni dell'utente (i cosiddetti file "punto").
+
Per ulteriori informazioni si veda [[Users_and_Groups_(Italiano) | Utenti e Gruppi]].
 
+
====Maggiori informazioni====
+
 
+
Si veda il wiki [[Users_and_Groups_(Italiano) | Utenti e Gruppi]] per ulteriori informazioni. Se si desidera cambiare il nome del proprio utente o di qualsiasi utente esistente, consultare la pagina [[Change_username|Cambiare nomeutente]]. È anche possibile controllare le pagine man di {{ic|usermod(8)}} e {{ic|gpasswd(8)}}.
+
  
 
=== Installare e configurare un bootloader ===
 
=== Installare e configurare un bootloader ===
Line 712: Line 668:
  
 
* GRUB è più ricco di funzionalità e supporta scenari più complessi. Il suo file di configurazione è più simile ad un linguaggio di scripting, e modificarli manualmente può essere difficile per i principianti. Si raccomanda di generarne automaticamente uno.
 
* GRUB è più ricco di funzionalità e supporta scenari più complessi. Il suo file di configurazione è più simile ad un linguaggio di scripting, e modificarli manualmente può essere difficile per i principianti. Si raccomanda di generarne automaticamente uno.
 +
 +
{{nota|Alcuni sistemi BIOS possono avere problemi con GPT. Si veda http://mjg59.dreamwidth.org/8035.html e http://rodsbooks.com/gdisk/bios.html per maggiori informazioni e possibili soluzioni.}}
  
 
===== Syslinux =====
 
===== Syslinux =====
Line 717: Line 675:
 
Installare il pacchetto {{Pkg|syslinux}} e successivamente utilizzare lo script {{ic|syslinux-install_update}} per ''installare'' automaticamente modificare i file ({{ic|-i}}), marcare la partizione ''active'' impostandola con il flag di ''boot'' ({{ic|-a}}), e installarlo sul codice di avvio ''MBR'' ({{ic|-m}}):
 
Installare il pacchetto {{Pkg|syslinux}} e successivamente utilizzare lo script {{ic|syslinux-install_update}} per ''installare'' automaticamente modificare i file ({{ic|-i}}), marcare la partizione ''active'' impostandola con il flag di ''boot'' ({{ic|-a}}), e installarlo sul codice di avvio ''MBR'' ({{ic|-m}}):
  
{{nota|Se si è partizionato il disco come GPT , installare anche il pacchetto {{Pkg|gptfdisk}} (tramite {{ic|pacman -S gptfdisk}}), perché fornisce {{ic|sgdisk}}, che verrà utilizzato per impostare il flag lo specifico flag GPT si avvio.}}
+
{{nota|Se si è partizionato il disco come GPT, installare anche il pacchetto {{Pkg|gptfdisk}} (tramite {{ic|pacman -S gptfdisk}}), perché fornisce {{ic|sgdisk}}, che verrà utilizzato per impostare il flag lo specifico flag GPT si avvio.}}
  
 
   # pacman -S syslinux  
 
   # pacman -S syslinux  
   # syslinux-install_update -iam
+
   # syslinux-install_update -i -a -m
  
 
Configurare il file {{ic|syslinux.cfg}} per puntare alla giusta partizione di {{ic|/root}}. Questo passaggio è fondamentale. Se dovesse puntare alla partizione sbagliata, Arch Linux non si avvia.Cambiare {{ic|/dev/sda3}} in modo che coincida con la vostra partizione root designata (se avete partizionato il disco come abbiamo fatto nell'esempio, la vostra partizione di root sarà sda1). Fate lo stesso per {{ic|LABEL archfallback}}.
 
Configurare il file {{ic|syslinux.cfg}} per puntare alla giusta partizione di {{ic|/root}}. Questo passaggio è fondamentale. Se dovesse puntare alla partizione sbagliata, Arch Linux non si avvia.Cambiare {{ic|/dev/sda3}} in modo che coincida con la vostra partizione root designata (se avete partizionato il disco come abbiamo fatto nell'esempio, la vostra partizione di root sarà sda1). Fate lo stesso per {{ic|LABEL archfallback}}.
Line 735: Line 693:
 
===== GRUB =====
 
===== GRUB =====
  
{{Nota| Per dispositivi partizionati in GPT su schede madri con BIOS, GRUB necessità di una "[[GRUB2_(Italiano)#Istruzioni_specifiche_per_GPT|BIOS Boot Partition]]" (partizione di avvio del BIOS) da 2 MiB.}}
+
Installare il pacchetto {{Pkg|grub-bios}} ed eseguire il comando {{ic|grub-install}}.
  
{{Note|Si prega di non utilizzare come parametro una partizione tipo {{ic|sda''X''}} nel comando seguente. È possibile utilizzare {{ic|/dev/sdb}} se vi avete installato Arch, fino a quando si imposta tale unità come primo dispositivo di avvio nelle impostazioni del BIOS.}}
+
{{Nota|Cambiare {{ic|/dev/sda}} in modo che rifletta il dispositivo su cui è stato installato Arch. Non aggiungere un numero alla partizione (non utilizzare {{ic|sda''X''}}).}}
 +
 
 +
{{Nota| Per dispositivi partizionati in GPT su schede madri con BIOS, GRUB necessità di una "[[GRUB2_(Italiano)#Istruzioni_specifiche_per_GPT|partizione di avvio del BIOS]]" da 2 MiB.}}
  
 
  # pacman -S grub-bios
 
  # pacman -S grub-bios
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==== Per schede madri con UEFI====
 
==== Per schede madri con UEFI====
  
Per un avvio UEFI , il disco deve essere partizionato in GPT, e una partizione di sistema UEFI (512 MiB o superiore, FAT32 , di tipo {{ic|EF00}}) deve essere presente e montata su {{ic|/boot/efi}}. Se avete seguito questa guida dall'inizio, avete già effettuato questo passaggio.
+
Per un avvio UEFI, il disco deve essere partizionato in GPT, e una partizione di sistema UEFI (512 MiB o superiore, FAT32, di tipo {{ic|EF00}}) deve essere presente e montata su {{ic|/boot/efi}}. Se avete seguito questa guida dall'inizio, avete già effettuato questo passaggio.
  
 
Vi sono diversi [[UEFI_Bootloaders|bootloader UEFI]] disponibili, viene raccomandato l'utilizzo di EFISTUB. Di seguito troverete le istruzioni per impostare EFISTUB e GRUB.
 
Vi sono diversi [[UEFI_Bootloaders|bootloader UEFI]] disponibili, viene raccomandato l'utilizzo di EFISTUB. Di seguito troverete le istruzioni per impostare EFISTUB e GRUB.
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===== EFISTUB =====
 
===== EFISTUB =====
  
Il kernel Linux può agire come un proprio bootloader proprio utilizzando EFISTUB. Questo è il metodo di avvio UEFI raccomandato dagli sviluppatori ed è più semplice rispetto all'utilizzo di {{ic|grub-efi-x86_64}}. La procedura riportata di seguito imposta rEFInd (un fork di rEFIt) per fornire un menu EFISTUB per il kernel, nonché per l'avvio di altri bootloader UEFI. È inoltre possibile utilizzare [[UEFI_Bootloaders#Using_gummiboot|gummiboot]] (non testato) al posto di rEFInd. Sia rEFInd che gummiboot sono in grado di rilevare Windows bootloader UEFI in caso di dual-boot.
+
Il kernel Linux può agire come un proprio bootloader proprio utilizzando EFISTUB. Questo è il metodo di avvio UEFI raccomandato dagli sviluppatori ed è più semplice rispetto all'utilizzo di {{ic|grub-efi-x86_64}}. La procedura riportata di seguito imposta rEFInd (un fork di rEFIt) per fornire un menu EFISTUB per il kernel, nonché per l'avvio di altri bootloader UEFI. È inoltre possibile utilizzare [[UEFI_Bootloaders#Using_gummiboot|gummiboot]] al posto di rEFInd. Sia rEFInd che gummiboot sono in grado di rilevare Windows bootloader UEFI in caso di dual-boot.
  
 
1. Avviare in modalità UEFI e caricare il modulo del kernel {{ic|efivars}} prima di effettuare il chroot:
 
1. Avviare in modalità UEFI e caricare il modulo del kernel {{ic|efivars}} prima di effettuare il chroot:
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  # modprobe efivars   
 
  # modprobe efivars   
  
2. Montare la partizione UEFISYS su {{ic|/mnt/boot/efi}}, effettuare il chroot e [[UEFI_Bootloaders#Setting_up_EFISTUB| copiare i file del kernel e di initramfs]] in {{ic|/boot/efi}}.
+
2. Montare la partizione UEFISYS su {{ic|/mnt/boot/efi}}, effettuare il chroot e [[UEFI_Bootloaders#Setting_up_EFISTUB| copiare i file del kernel e di initramfs]] in {{ic|/boot/efi}} come descritto di seguito.
  
3. Ogni volta che il kernel e il file initramfs vengono aggiornati in {{ic|/boot}}, hanno bisogno di essere aggiornati anche in {{ic|/boot/efi/EFI/arch}}. Questo può essere automatizzato sia  [[UEFI_Bootloaders#Sync_EFISTUB_Kernel_in_UEFISYS_partition_using_Systemd|utilizzando Systemd]], sia [[UEFI_Bootloaders#Sync_EFISTUB_Kernel_in_UEFISYS_partition_using_Incron|utilizando incron]] (per chi non utilizza Systemd).
+
* Creare la directory {{ic|/boot/efi/EFI/arch/}}.
  
4. Installare i seguenti pacchetti:
+
* Copiare {{ic|/boot/vmlinuz-linux}} in {{ic|/boot/efi/EFI/arch/vmlinuz-arch.efi}}. L'estensione {{ic|.Efi}} del file è molto importante in quanto alcuni firmware UEFI rifiutano di avviare un file senza tale estensione. '''Importante:''' Si ricordi che il file si chiama vmlinu'''z''' e non vmlinu'''x'''.
  
# pacman -S refind-efi-x86_64 efibootmgr
+
* Copiare {{ic|/boot/initramfs-linux.img}} in {{ic|/boot/efi/EFI/arch/initramfs-arch.img}}.
  
5. Installare rEFInd sulla partizione UEFISYS (come decritto in [[UEFI Bootloaders#Using rEFInd]]):
+
* Copiare {{ic|/boot/initramfs-linux-fallback.img}} in {{ic|/boot/efi/EFI/arch/initramfs-arch-fallback.img}}.
  
# mkdir -p /boot/efi/EFI/arch/refind
+
Ogni volta che il kernel e il file initramfs vengono aggiornati in {{ic|/boot}}, hanno bisogno di essere aggiornati anche in {{ic|/boot/efi/EFI/arch}}. Questo può essere automatizzato sia [[UEFI_Bootloaders#Sync_EFISTUB_Kernel_in_UEFISYS_partition_using_Systemd|utilizzando Systemd]], sia [[UEFI_Bootloaders#Sync_EFISTUB_Kernel_in_UEFISYS_partition_using_Incron|utilizando incron]] (per chi non utilizza Systemd).
# cp /usr/lib/refind/refindx64.efi /boot/efi/EFI/arch/refind/refindx64.efi
+
  # cp /usr/lib/refind/config/refind.conf /boot/efi/EFI/arch/refind/refind.conf
+
# cp -r /usr/share/refind/icons /boot/efi/EFI/arch/refind/icons
+
  
6. Creare un file {{ic|/boot/efi/EFI/arch/refind_linux.conf}} con i parametri del kernel per essere utilizzati da rEFInd:
+
3. In questa guida si imposta una interfaccia grafica di avvio chiamato rEFInd. Bootloader alternativi possono essere trovati nella pagina [[UEFI Bootloaders#Booting EFISTUB]]. Per il bootloader rEFInd, è consigliato installare i seguenti pacchetti:
 +
 
 +
# pacman -S refind-efi efibootmgr
 +
 
 +
4. Installare rEFInd sulla partizione UEFISYS (come decritto in [[UEFI Bootloaders#Using rEFInd]]):
 +
 
 +
# mkdir -p /boot/efi/EFI/refind
 +
# cp /usr/lib/refind/refind_x64.efi /boot/efi/EFI/refind/refind_x64.efi
 +
# cp /usr/lib/refind/config/refind.conf /boot/efi/EFI/refind/refind.conf
 +
# cp -r /usr/share/refind/icons /boot/efi/EFI/refind/icons
 +
 
 +
5. Creare un file {{ic|/boot/efi/EFI/arch/refind_linux.conf}} con i parametri del kernel per essere utilizzati da rEFInd:
  
 
{{hc|# nano /boot/efi/EFI/arch/refind_linux.conf|2=
 
{{hc|# nano /boot/efi/EFI/arch/refind_linux.conf|2=
Line 788: Line 756:
 
"Boot to console"  "root=/dev/sdaX ro rootfstype=ext4 systemd.unit=multi-user.target"}}
 
"Boot to console"  "root=/dev/sdaX ro rootfstype=ext4 systemd.unit=multi-user.target"}}
  
7. Aggiungere rEFInd al menu di avvio UEFI utilizzando [[UEFI#efibootmgr|efibootmgr]].  
+
{{Nota|{{ic|refind_linux.conf}} è copiato nella directory {{ic|/boot/efi/EFI/arch/}} deve il kernel e il file initramfs sono stati precedentemente copiati tramite lo step 2.}}
 +
{{Nota|In {{ic|refind_linux.conf}} sdaX si riferisce proprio al file system root, non alla partizione di boot, se sono stati creati separatamente.}}
 +
6. Aggiungere rEFInd al menu di avvio UEFI utilizzando [[Unified_Extensible_Firmware_Interface_(Italiano)#efibootmgr|efibootmgr]].  
  
 
{{Warning|Usare {{ic|efibootmgr}} su machine Mac Apple può corrompere il firmware, e potrebbe essere necessario re-flashare la ROM della scheda madre. Per sistemi Mac usare {{AUR|mactel-boot}} o "bless" direttamente da Mac OS X.}}
 
{{Warning|Usare {{ic|efibootmgr}} su machine Mac Apple può corrompere il firmware, e potrebbe essere necessario re-flashare la ROM della scheda madre. Per sistemi Mac usare {{AUR|mactel-boot}} o "bless" direttamente da Mac OS X.}}
  
# efibootmgr -c -g -d /dev/sdX -p Y -w -L "Arch Linux (rEFInd)" -l '\\EFI\\arch\\refind\\refindx64.efi'
+
  # efibootmgr -c -g -d /dev/sdX -p Y -w -L "rEFInd" -l '\EFI\refind\refind_x64.efi'
  
{{Note|Nel comando precedente, X e Y corrispondono al disco e la partizione della partizione UEFISYS. Ad esempio per {{ic|/dev/sdc5}}, X è "c" e Y è "5".}}
+
{{Nota|Nel comando precedente, X e Y corrispondono al disco e la partizione della partizione UEFISYS. Ad esempio per {{ic|/dev/sdc5}}, X è "c" e Y è "5".}}
  
9. (Opzionale) Come ripiego , nel caso in cui la voce creata da {{ic|efibootmgr}} non funziona, copiare {{ic|refindx64.efi}} in {{ic|/boot/efi/EFI/boot/bootx64.efi}} come segue::
+
7. (Opzionale) Come ripiego, nel caso in cui la voce creata da {{ic|efibootmgr}} non funziona, copiare {{ic|refind_x64.efi}} in {{ic|/boot/efi/EFI/boot/boot_x64.efi}} come segue::
  
  # cp -r /boot/efi/EFI/arch/refind/* /boot/efi/EFI/boot/
+
  # cp -r /boot/efi/EFI/refind/* /boot/efi/EFI/boot/
  # mv /boot/efi/EFI/boot/refindx64.efi to /boot/efi/EFI/boot/bootx64.efi
+
  # mv /boot/efi/EFI/boot/refind_x64.efi /boot/efi/EFI/boot/boot_x64.efi
  
 
===== GRUB =====
 
===== GRUB =====
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  # cp /usr/share/locale/en\@quot/LC_MESSAGES/grub.mo /boot/grub/locale/en.mo
 
  # cp /usr/share/locale/en\@quot/LC_MESSAGES/grub.mo /boot/grub/locale/en.mo
  
Eseguire il successivo comando per creare una voce di menu nel menu di avvio di GRUB per UEFI. Si veda [[UEFI#efibootmgr|efibootmgr]] per maggiori informazioni.
+
Il comando seguente crea una voce di menu di GRUB nel menu di avvio UEFI. Tuttavia, a partire dalla versione 2.0 di {{Pkg|grub-efi-x86_64}}, {{ic|grub-install}} tenta di creare una voce di menu, laciare {{ic|efibootmgr}} potrebbe non essere necessario. Si veda [[UEFI#efibootmgr|efibootmgr]] per maggiori informazioni.
  
   # efibootmgr -c -g -d /dev/sdX -p Y -w -L "Arch Linux (GRUB)" -l '\\EFI\\arch_grub\\grubx64.efi'
+
   # efibootmgr -c -g -d /dev/sdX -p Y -w -L "Arch Linux (GRUB)" -l '\EFI\arch_grub\grubx64.efi'
  
Mentre è possibile utilizzare un file {{ic|grub.cfg}} creato manualmente, si raccomanda, per i principianti, di generarne uno automaticamente:
+
Mentre, successivamente è possibile utilizzare un file {{ic|grub.cfg}} creato manualmente, si raccomanda, per i principianti, di generarne uno automaticamente:
  
 
{{Suggerimento|Se volete che questo comando ricerchi automaticamente eventuali altri sistemi operativi presenti nel vostro computer, installare prima il pacchetto {{Pkg|os-prober}} ({{ic|pacman -S os-prober}}) prima di eseguire il comando successivo.}}
 
{{Suggerimento|Se volete che questo comando ricerchi automaticamente eventuali altri sistemi operativi presenti nel vostro computer, installare prima il pacchetto {{Pkg|os-prober}} ({{ic|pacman -S os-prober}}) prima di eseguire il comando successivo.}}
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Per di ulteriori informazioni su come configurare e utilizzare GRUB, si veda la pagina [[GRUB (Italiano)|GRUB]].
 
Per di ulteriori informazioni su come configurare e utilizzare GRUB, si veda la pagina [[GRUB (Italiano)|GRUB]].
 
===Aggiornare il sistema===
 
 
{{Attenzione|1=Gli aggiornamenti di sistema devono essere effettuati con cura. É molto importante leggere e comprendere [https://bbs.archlinux.org/viewtopic.php?id=57205 questo metodo] prima di procedere.}}
 
 
Spesso gli sviluppatori forniscono importanti informazioni su configurazioni richieste e modifiche per problemi noti. Si presuppone che l'utente Arch Linux consulti queste pagine prima di effettuare un aggiornamento:
 
 
* [http://www.archlinux.it/forum/viewforum.php?f=15 Ultime Notizie] Che dovrebbero essere lette prima di avviare un aggiornamento e, nel caso si verifica un errore controllare le notizie ''prima'' di postare una domanda sul forum!
 
* [http://archlinux.org/pipermail/arch-announce/ Annunci della mailing list]
 
 
Per aggiornare all'ultima versione disponibile tutti i pacchetti installati nel proprio sistema:
 
 
# pacman -Syu
 
 
oppure con :
 
 
# pacman --sync --refresh --sysupgrade
 
 
É possibile che venga proposto di aggiornare pacman stesso in primo luogo. In tal caso, rispondere digitando {{keypress|s}}, e una volta finito l'aggiornamento ridare il comando {{ic|pacman -Syu}}.
 
 
{{Nota | Occasionalmente, le modifiche di configurazione possono richiedere un intervento dell'utente durante un aggiornamento, leggere l'output di pacman per eventuali informazioni pertinenti. Vedere [[Pacnew and Pacsave Files]] per maggiori dettagli}}
 
 
{{nota|In caso di aggiornamento del pacchetto {{pkg|linux}} occorre riavviare il sistema.}}
 
 
Tenere presente che Arch è una distribuzione '''rolling release'''. Questo significa che l'utente non è tenuto a reinstallare o eseguire una ricostruzione elaborata del sistema per aggiornarla alla versione più recente. Dare periodicamente il comando {{ic|pacman -Syu}} (tenendo presente l'avviso posto ad inizio paragrafo) mantiene l'intero sistema aggiornato e ''bleeding edge''. Alla fine di questo aggiornamento, il sistema sarà completamente all'ultima versione disponibile.
 
 
Consultare [[Pacman (Italiano)| Pacman]] e le [[FAQ_(Italiano)#Gestione_Pacchetti|domande frequenti]] riguardo ai problemi di gestione e aggiornamento dei pacchetti.
 
  
 
=== Smontare le partizioni montate ===
 
=== Smontare le partizioni montate ===

Revision as of 21:59, 18 February 2013

Suggerimento: Questa è una parte della versione suddivisa in pagine multiple della Guida per Principianti. Cliccare qui se si preferisce consultare la guida nella sua interezza.


Installazione

Vi verrà visualizzato un prompt in una shell e sarete loggati automaticamente come root.

Cambiare la mappatura della tastiera

Tip: Questo passaggio è facoltativo per la maggioranza degli utenti.. Utile solo se si ha intenzione di scrivere nella propria lingua in uno dei file di configurazione, se si utilizzano segni diacritici per la password wifi, o se si desidera ricevere i messaggi di sistema (ad esempio, i possibili errori) nella propria lingua.

Per impostazione predefinita, il layout della tastiera è impostato su us. Se non avete una tastiera americana US è possibile cambiare il layout eseguendo:

# loadkeys layout

Dove layout corrisponde al vostro tipo di tastiera, come it, uk oppure be-latin1. Si veda qui per un elenco completo.

Il tipo di carattere deve essere cambiato, perché la maggior parte delle lingue usa più glifi rispetto alle 26 lettere dell'alfabeto inglese. In caso contrario, alcuni caratteri stranieri possono apparire come quadrati bianchi o altri simboli . Si noti che il nome è case-sensitive, quindi digitarlo esattamente come lo vedete:

# setfont Lat2-Terminus16

Per impostazione predefinita, la lingua è impostata su Inglese (US). Se si desidera cambiare la lingua per il processo di installazione (Italiano, in questo esempio), rimuovere il simbolo # davanti al locale che si desidera nel file /etc/locale.gen, insieme con l'inglese (US). Si prega di scegliere la voce UTF-8.

Utilizzare Template:Keypress per uscire e, quando viene richiesto di salvare le modifiche, premere Template:Keypress e successivamente Template:Keypress per utilizzare lo stesso nome.

# nano /etc/locale.gen
en_US.UTF-8 UTF-8
it_IT.UTF-8 UTF-8
# locale-gen
# export LANG=it_IT.UTF-8

Ricordarsi che Template:Keypress attiva e disattiva la mappatura.

Stabilire una connessione di rete

Attenzione: udev non assegna i nomi delle interfacce di rete in base al tradizionale schema di denominazione wlanX e ethX. Se si proviene da una diversa distribuzione o si reinstalla Arch e non si è a conoscenza del nuovo metodo di denominazione delle interfacce, per favore non date per scontato che la vostra interfaccia wireless si chiama wlan0, o che l'interfaccia cablata sia denominata eth0. È possibile utilizzare il comando "ip" per scoprire i nomi delle interfacce.

Dalla versione di systemd-197 e succesive, udev assegna ora i nomi delle interfacce di rete in maniera prevedibile e stabile, che si discostano molto dal vecchio sistema incrementale di denominazione (wlan0, wlan1 , ecc.) Questo nuovo metodo di nomenclatura delle interfacce è garantita per essere persistente anche dopo un riavvio, il che risolve il problema della mancanza di prevedibilità di assegnazione di un nome all'interfaccia di rete. Per ulteriori informazioni sul motivo per cui questo cambiamento è stato necessario, leggere http://www.freedesktop.org/wiki/Software/systemd/PredictableNetworkInterfaceNames .

Il demone dhcpcd della rete viene avviato automaticamente al boot e tenterà di avviare una connessione cablata, se disponibile. Provare a eseguire il ping di un sito web per vedere se ha avuto successo. E dal momento che Google è sempre attivo ...

# ping -c 3 www.google.com
PING www.l.google.com (74.125.132.105) 56(84) bytes of data.
64 bytes from wb-in-f105.1e100.net (74.125.132.105): icmp_req=1 ttl=50 time=17.0 ms
64 bytes from wb-in-f105.1e100.net (74.125.132.105): icmp_req=2 ttl=50 time=18.2 ms
64 bytes from wb-in-f105.1e100.net (74.125.132.105): icmp_req=3 ttl=50 time=16.6 ms
--- www.l.google.com ping statistics ---
3 packets transmitted, 3 received, 0% packet loss, time 2003ms
rtt min/avg/max/mdev = 16.660/17.320/18.254/0.678 ms

Se si ottiene un errore ping: unknown host, sarà necessario configurare la rete manualmente, come spiegato in seguito .

Altrimenti si continui con il paragrafo Preparare l'unità di archiviazione.

Wired

Seguire questa procedura se si necessita di impostare una connessione cablata tramite un indirizzo IP statico.

Per prima cosa si identifichi il nome della propria interfaccia ethernet.

# ip link
1: lo: <LOOPBACK,UP,LOWER_UP> mtu 65536 qdisc noqueue state UNKNOWN mode DEFAULT 
    link/loopback 00:00:00:00:00:00 brd 00:00:00:00:00:00
2: enp2s0f0: <BROADCAST,MULTICAST> mtu 1500 qdisc noop state DOWN mode DEFAULT qlen 1000
    link/ether 00:11:25:31:69:20 brd ff:ff:ff:ff:ff:ff
3: wlp3s0: <BROADCAST,MULTICAST,UP,LOWER_UP> mtu 1500 qdisc mq state UP mode DORMANT qlen 1000
    link/ether 01:02:03:04:05:06 brd ff:ff:ff:ff:ff:ff

In questo esempio l'interfaccia ethernet è denominata enp2s0f0. Se non siete sicuri, è probabile che le proprie interfaccie ethernet iniziano con la lettera "e", è improbabile che inizino con la lettera "lo" o con la lettera "w". È inoltre possibile utilizzare iwconfig e vedere quali interfacce siano senza fili :

# iwconfig
enp2s0f0  no wireless extensions.
wlp3s0    IEEE 802.11bgn  ESSID:"NETGEAR97"  
          Mode:Managed  Frequency:2.427 GHz  Access Point: 2C:B0:5D:9C:72:BF   
          Bit Rate=65 Mb/s   Tx-Power=16 dBm   
          Retry  long limit:7   RTS thr:off   Fragment thr:off
          Power Management:on
          Link Quality=61/70  Signal level=-49 dBm  
          Rx invalid nwid:0  Rx invalid crypt:0  Rx invalid frag:0
          Tx excessive retries:0  Invalid misc:430   Missed beacon:0
lo        no wireless extensions.

In questo esempio , ne enp2s0f0, ne il dispositivo di loopback hanno estensioni wireless, il che significa enp2s0f0 è la nostra interfaccia ethernet.

È inoltre necessario conoscere le seguenti impostazioni:

  • Indirizzo IP statico
  • Subnet mask
  • Indirizzo IP del Gateway
  • Nome indirizzi IP del server (DNS)
  • Nome di dominio (se non si tratta di una LAN locale, nel qual caso si può mettere up).

Attivare la connessione all'interfaccia Ethernet (es. enp2s0f0):

# ip link set enp2s0f0 up

Aggiungere l'indirizzo:

# ip addr add <Indirizzo IP>/<subnetmask> dev <interfaccia>

Ad esempio:

# ip addr add 192.168.1.2/24 dev enp2s0f0

Per maggiori opzioni, eseguire man ip

Allo stesso modo aggiungere il vostro gateway, sostituendo <Indirizzo IP> col l'indirizzo IP del vostro gateway.:

# ip route add default via <Indirizzo IP>

Ad esempio:

# ip route add default via 192.168.1.1

Modificare il file /etc/resolv.conf immettendo il vostro nome di indirizzi IP del server (DNS) e il vostro nome di dominio:

# nano /etc/resolv.conf
 nameserver 61.23.173.5
 nameserver 61.95.849.8
 search example.com
Nota: Attualmente è possibile aggiungere al massimo 3 linee per il nameserver.

Ora si dovrebbe avere una connessione di rete funzionante . In caso contrario, controllare in dettaglio la pagina Configurazione della Rete.

Wireless

Seguire la seguente procedura si necessita di una connessione wireless (WiFi) durante l'installazione.

Se si proviene da un'altra distribuzione, o se questa è la prima volta che installate Arch Linux da quanto è stata deprecata la vecchia denominazione delle interfacce di rete, potreste essere sorpresi di apprendere che la prima interfaccia wireless non si chiama più "wlan0". In realtà, nessuna delle interfacce sono più precedute automaticamente da "wlan". Niente panico, eseguire semplicemente iwconfig per scoprire il nome della vostra interfaccia wireless.

Le utilità ed i driver wireless sono ora disponibili nell'ambiente live del supporto d'installazione. Una buona conoscenza del proprio hardware wireless sarà di importanza fondamentale per una buona riuscita dell'operazione. È da notare che la seguente procedura rapida eseguita a questo punto dell'installazione inizializzerà l'hardware di rete per un utilizzo esclusivamente all'interno dell'ambiente live di installazione. Questi passaggi ( o qualche altra forma di gestione wireless ) deve essere ripetuto dal sistema realmente installato dopo che è stato avviato.

Da notare anche che questi passaggi sono opzionali se non si ha necessità di connessione wireless durante il processo d'installazione; le funzionalità wireless verranno comunque abilitate in seguito.

Nota: Nell'esempio seguente utilizzeremo wlp3s0 come interfaccia di rete e linksys per il nome ESSID. Ricordarsi di cambiare questi valori in base alla proprie esigenze.
  • Identificare la propria interfaccia wireless:
# lspci | grep -i net

o, se si utilizzano dispositivi USB:

# lsusb
  • Assicurarsi che udev abbia caricato il driver, a che il driver abbia creato un'interfaccia del kernel utilizzabile con iwconfig:
Nota: Se non si vede qualcosa di simile a questo, il driver wireless non è stato caricato. Se questo è il proprio caso, sarà necessario caricare il driver manualmente. Si prega di consultare la pagina wireless Setup per informazioni più dettagliate.
# iwconfig
enp2s0f0  no wireless extensions.
wlp3s0    IEEE 802.11bgn  ESSID:"NETGEAR97"  
          Mode:Managed  Frequency:2.427 GHz  Access Point: 2C:B0:5D:9C:72:BF   
          Bit Rate=65 Mb/s   Tx-Power=16 dBm    
          Retry  long limit:7   RTS thr:off   Fragment thr:off
          Power Management:on
          Link Quality=61/70  Signal level=-49 dBm   
          Rx invalid nwid:0  Rx invalid crypt:0  Rx invalid frag:0
          Tx excessive retries:0  Invalid misc:430   Missed beacon:0
lo        no wireless extensions.

In questo esempio, wlp3s0 è l'interfaccia wireless disponibile.

  • Accendere l'interfaccia con:
# ip link set wlp3s0 up

Una piccola percentuale di chipset wireless richiedono un firmware oltre al corrispondente driver. Se il proprio chipset wireless richiede un firmware, si dovrebbe ottenere un errore simile:

 ip link set wlp3s0 up
SIOCSIFFLAGS: No such file or directory

Se non si è sicuri, eseguire dmesg per interrogare il log del kernel per una richiesta di firmware da parte del chipset wireless:

Esempio di output da un chipset Intel che necessita ed ha richiesto un firmware al kernel all'avvio.

# dmesg | grep firmware
firmware: requesting iwlwifi-5000-1.ucode

Se non vi è output, si può concludere che il chipset wireless del sistema non richiede firmware..

Attenzione: I pacchetti dei firmware dei chipset per il wireless (per le schede che lo necessitano) sono preinstallati in /lib/firmware nell'ambiente live, (su CD o supporto USB) ma dovranno essere esplicitamente installati sul sistema definitivo per fornire funzionalità wireless all'avvio! La selezione e installazione dei pacchetti è spiegata in seguito. Accertarsi di aver spuntato sia il modulo sia il firmware durante la selezione dei pacchetti! Consultare Wireless Setup se non si è sicuri riguardo l'installazione del particolare firmware per la propria scheda.

Successivamente, utilizzare wifi-menu contenuto nel pacchetto netcfg per connettersi ad una rete:

 # wifi-menu wlp3s0
Attenzione: Al momento, il wifi-menu di netcfg, quando viene eseguito senza argomenti, cercherà "wlan0". Eseguite wifi-menu con l'interfaccia di rete come argomento, al fine di poterlo utilizzare.

Si dovrebbe ora avere una connessione di rete funzionante. In caso contrario controllare la dettagliata pagina Wireless Setup.

xDSL (PPPoE), modem analogici o ISDN

Se si dispone di un router in modalità bridge, eseguire:

# pppoe-setup
  • Digitare il nome utente fornito dal vostro ISP.
  • Premere Template:Keypress per "eth0"
  • Premere Template:Keypress per "no", in modo che rimanga in modo permanente.
  • Selezionare server ( poiché questo è solitamente il caso ).
  • Premere Template:Keypress per un firewall.
  • Digitare la password fornita dal vostro ISP.
  • Premere Template:Keypress per terminare.

Per utilizzare queste impostazioni e connettersi al provider di servizi Internet (ISP), eseguire :

# pppoe-start

Potrebbe anche essere necessario impostare resolv.conf:

# echo nameserver 8.8.8.8 > /etc/resolv.conf

Se si dispone di una connessione dial-up, o ISDN, consultare la pagina Direct Modem Connection.

Reti dietro un Server Proxy

Se si è dietro ad un server proxy, è necessario esportare le variabili di ambiente http_proxy e ftp_proxy. Si consulti il wiki Proxy settings per ulteriori informazioni.

Preparare l'unità di archiviazione

Attenzione: Il partizionamento può distruggere i dati presenti. È fortemente consigliato fare prima una copia di sicurezza dei dati importanti prima di procedere.

Coloro che non hanno dimestichezza con tool a riga di comando, e i novizi, sono incoraggiati ad utilizzare uno strumento grafico di partizionamento. GParted è un buon esempio ed è disponibile con un CD "Live". Inoltre è anche incluso nei CD live della maggior parte dei distributioni Linux, come Ubuntu e Linux Mint. Un dispositivo deve prima di tutto essere partizionato, e le partizioni devono essere formattate con un file system prima di riavviare.

E 'possibile creare un file di swap in qualsiasi momento dopo l'installazione, quindi non c'è bisogno di decidere sulla dimensione riservata a swap ora. Se si desidera creare una partizione di swap in questo momento, si veda Swap per maggiori dettagli (ma si noti che è molto più facile ridimensionare un file rispetto ad una partizione).

Se avete già effettuato questa procedura, si proceda con Montare le partizioni. In caso contrario, vedere il seguente esempio.

Esempio

L'attuale supporto di installazione di Arch Linux include i seguenti tool di partizionamento:

Questo esempio utilizza cfdisk, ma può essere eseguita con cgdisk, che consentirà il partizionamento GPT al posto dell'MBR.

Note relative al boot UEFI:
  • Se si dispone di una scheda madre UEFI è necessaria un'altra partizione per ospitare la partizione di sistema UEFI.
  • Si raccomanda di usare sempre GPT per l'avvio UEFI, in quanto alcuni firmware UEFI non consentono il boot UEFI-MBR.
Note relative al partizionamento GPT:
  • Se non si ha il dual boot con Windows, allora è consigliabile usare GPT invece che MBR. Si legga GPT per un elenco dei vantaggi.
  • Se si dispone di una scheda madre BIOS (o si ha intenzione di avviare la macchina in modalità di compatibilità BIOS) e si desidera installare GRUB con partizionamento GPT, allora avete bisogno di creare un "partizione di avvio del BIOS" (BIOS Boot Partition)) di 2 MiB. Si veda. Syslinux non ne ha bisogno.
  • Alcuni sistemi BIOS possono avere problemi con GPT. Si veda http://mjg59.dreamwidth.org/8035.html e http://rodsbooks.com/gdisk/bios.html per maggiori informazioni e possibili soluzioni.
Nota: Se si sta installando su dispositivi USB flash, consultare " Installare Arch Linux su dispositivi USB".
# cfdisk /dev/sda

Il sistema di esempio conterrà una partizione root da 15 GB, e una partizione home per lo spazio su disco rimanente.

Si sottolinea ancora una volta che il partizionamento è una scelta personale e questo esempio è solo a scopo illustrativo. Si consulti la pagina sul partizionamento.

Root:

Home:

  • Muoversi col tasto freccia in basso selezionando lo spazio libero
  • Scegliere "New" (o premere Template:Keypress) - premere Template:Keypress per scegliere "Primary" - premere Template:Keypress per utilizzare tutto lo spazio rimanente sul disco, oppure (indicare la grandezza desiderata)

Ecco come dovrebbe apparire:

Name    Flags  Part Type   FS Type         [Label]         Size (MB)
-------------------------------------------------------------------------
sda1    Boot   Primary     Linux                           15360 #root
sda2           Primary     Linux                          133000 #/home

Siate consapevoli del fatto che questa operazione distruggerà i dati sul disco, quindi ricontrollate tutto il lavoro e assicuratevi che le dimensioni delle partizioni, così come la tabella delle partizioni, siano quelle volute, prima di continuare.

Se volete ricominciare da capo, si può semplicemente selezionare Quit (o premere Template:Keypress) per uscire senza salvare le modifiche e quindi riavviare cfdisk.

Se si è soddisfatti, selezionare "Write" (o premere Template:Keypress) per finalizzare e scrivere la tabella delle partizioni sul disco. Premere "yes" e scegliere "Quit" ( o premere Template:Keypress) per uscire da cfdisk, senza apportare più modifiche.

Il semplice partizionamento non è sufficiente, utilizzare l'utility mkfs per formattare le partizioni con un File Systems. Per formattare le partizioni con filesystem ext4:

Attenzione: Controllate effettivamente che sia /dev/sda1 che /dev/sda2 siano le partizioni che si vogliono formattare.
# mkfs.ext4 /dev/sda1
# mkfs.ext4 /dev/sda2

Se si è creata una partizione dedicata per swap (code 82), non si dimentichi di formattarla e attivarla con:

# mkswap /dev/sdaX
# swapon /dev/sdaX

Montare le partizioni

Ogni partizione è identificata con un suffisso numerico. Ad esempio, sda1 specifica la prima partizione del primo disco, mentre sda indica l'intero disco.

Per visualizzare lo schema delle partizioni correnti:

#  lsblk /dev/sda

Fate attenzione, perché l'ordine di montaggio è importante. Per prima cosa, montare la partizione di root su /mnt. Seguendo l'esempio precedente (il vostro potrebbe essere diverso):

# mount /dev/sda1 /mnt

In seguito montare la partizione /home e qualsiasi altra partizione separata (/boot, /var, etc. ), se ne avete.

# mkdir /mnt/home 
# mount /dev/sda2 /mnt/home

Nel caso si abbia una scheda madre UEFI, montare la partizione UEFI:

# mkdir /mnt/boot/efi
# mount /dev/sdaX /mnt/boot/efi

Selezionare un mirror

Prima di procedere è necessario modificare il file mirrorlist e inserire il vostro mirror preferito in cima alla lista . una copia di questo file sarà pure installato sul vostro nuovo sistema da pacstrap, quindi conviene impostarlo come si deve.

# nano /etc/pacman.d/mirrorlist
##
## Arch Linux repository mirrorlist
## Sorted by mirror score from mirror status page
## Generated on 2012-MM-DD
##

Server = http://mirror.example.xyz/archlinux/$repo/os/$arch
...

Se si desidera, è possibile rendere il mirror copiato l'unico disponibile e cancellare tutto il resto (utilizzando Template:Keypress), ma di solito è una buona idea averne qualcuno in più, nel caso in cui il primo risulti offline.

Suggerimento:
  • Potete utilizzare Mirrorlist Generator per ottenere un elenco aggiornato per il vostro paese. I mirror HTTP sono più veloci dei FTP, a causa di qualcosa di una procedura chiamata keepalive. Con FTP, pacman deve inviare un segnale ogni volta che si scarica un pacchetto, con conseguenza che si genera una breve pausa. Per conoscere altri modi per generare un elenco dei mirror, vedere Scelta e selezione dei mirrors e Reflector.
  • Arch Linux MirrorStatus rapporta diversi informazioni sui mirror, come problemi di rete con un server, problemi di raccolta dei dati, l'ultima volta che un mirror è stato sincronizzato, ecc.
Nota: * Ogni volta che in futuro si modifica la lista di mirror, ricordate sempre di forzare pacman per aggiornare tutti gli elenchi dei pacchetti con pacman -Syy. Questa è considerata una buona pratica per evitare possibili mal di testa . Si veda Mirrors per ulteriori informazioni.
  • Se il supporto di installazione che state utilizzando è vecchio, la vostra lista dei server mirror potrebbe essere superata, ciò potrebbe portare a problemi durante l'aggiornamento di Arch-Linux tramite pacman (Si veda il FS#22510). Pertanto si consiglia di ottenere una versione aggiornata del mirrorlist, come descritto sopra.
  • Sono stati segnalati alcuni problemi sul forum di Arch Linux per quanto concerne dei problemi di rete che impediscono a pacman di aggiornare/sincronizzare i repository (si veda [1] e [2] ). Quando si installa nativamente Arch, questi problemi sono stati risolti sostituendo il la variabile predefinita per lo scaricamento dei pacchetti di pacman con uno alternativo (si veda migliorare le prestazioni di Pacman per maggiori dettagli). Quando si installa Arch come un sistema operativo Guest in Virtualbox, questo problema è stato risolto utilizzando "interfaccia host" invece di "NAT" nelle proprietà della macchina virtuale.

Installare il sistema base

Il sistema base viene installato tramite l'ausilio dello script pacstrap.

L'opzione -i può essere omessa se ​​si desidera installare tutti i pacchetti del gruppo base e base-devel senza chiedere conferma.

 # pacstrap -i /mnt base base-devel
Nota: Se pacman non riesce a verificare i pacchetti, controllate l'ora del vostro sistema con cal. Se la data di sistema non è valida (ad esempio, mostra l'anno 2010), le chiavi per la firma dei pacchetti verranno considerate scadute (o non valide), i controlli sulle firme dei pacchetti falliranno e l'installazione verrà interrotta. Assicurarsi di correggere l'ora del sistema, sia in modo manuale, o con il client ntp, e ripetere l'esecuzione del comando pacstrap. Fare riferimento a alla pagina Time per ulteriori informazioni sulla correzione di ora di sistema.
  • base: Pacchetti software del repo [core] che forniscono un ambiente di base minimale.
  • base-devel: Pacchetti ed utilità extra da [core] come make, e automake. Sarebbe meglio selezionarlo, in quanto, anche se non fondamentale in questa fase, sarà comunque molto utile in seguito se volete ampliare il vostro sistema. Il guppo base-devel è richiesto nell'installazione del software presente in AUR.

Questo vi consentirà di avere un sistema base di Arch Linux. Altri pacchetti possono essere installati in seguito tramite pacman.

Generare il file fstab

Generare un file fstab con il seguente comando. Saranno utilizzati gli UUID perché hanno alcuni vantaggi (si veda Identificare i filesystem). Se invece si preferisce utilizzare le etichette, sostituire l'opzione -U con il parametro -L.

Nota: Se si verificano errori nell'esecuzione di genfstab, o successivamente durante il processo di installazione, non eseguire nuovamente genfstab, basta modificare il file fstab.
# genfstab -U -p /mnt | sed 's/rw,relatime,data=ordered/defaults,relatime/' >> /mnt/etc/fstab
# nano /mnt/etc/fstab
Attenzione: Il file fstab dovrebbe sempre essere controllato dopo che è stato generato. Se avete fatto una partizione di sistema EFI in precedenza, genfstab avrà aggiunto erroneamente delle opzioni per la partizione di sistema EFI. In questo modo verà impedito al computer di avviarsi da quel disco, quindi è necessario rimuovere tutte le opzioni per la partizione EFI ad eccezione di noatime. Per le altre partizioni che ne fanno uso , assicurarsi di sostituire "codepage=cp437" con "codepage=437", Altrimenti al prossimo riavvio, tutti punti di mount con questa opzione avranno esito negativo e systemd si fermerà in recovery mode. Questo problema dovrebbe essere risolto da linux 3.8.

Alcune considerazioni :

  • Solo la partizione di root / deve avere un valore 1 per l'ultimo campo. Tutto il resto dovrebbero avere un 2 o uno 0 (si veda Definizione dei campi).

Effettuare Chroot e configurare il sistema di base

Successivamente bisogna entrare tramite chroot nel nostro nuovo sistema installato.

# arch-chroot /mnt
Nota: Utilizzare arch-chroot /mnt /bin/bash per avere chroot in una shell bash.

In questa fase dell'installazione, sarà possibile configurare i file di configurazione principali del proprio sistema base di Arch Linux. Questi possono essere creati, se non esistono, o modificati, se si desidera modificare le impostazioni predefinite .

Seguire da vicino e comprendere questi passaggi è di fondamentale importanza per garantire un sistema configurato correttamente.

Locale

I Locale sono utilizzati da glibc ed altri programmi o librerie per generare le localizzazioni specifiche, il rendering del testo, i simboli specifici della lingua, visualizzare correttamente i valori monetari regionali, ora e formato della data, idiosincrasie alfabetiche, e le altre impostazioni internazionali specifiche.

Ci sono due file che hanno bisogno di essere modificati: locale.gen e locale.conf .

  • locale.gen è un file vuoto (tutte le voci commentate) per impostazione predefinita, ed è necessario rimuovere il simbolo # davanti alle stringhe che si intende attivare. È possibile rimuovere il commento a più righe della stessa lingua, fino a quando si sceglie tra di essi la codifica UTF-8.
# nano /etc/locale.gen
en_US.UTF-8 UTF-8
it_IT.UTF-8 UTF-8
 # locale-gen

Questo verrà eseguito ad ogni aggiornamento di glibc, rigenerando di tutti i locali inclusi in /etc/locale.gen.

  • Il file locale.conf non esiste per impostazione predefinita. Impostare solo la variabile LANG dovrebbe essere sufficiente. Esso fungerà da valore di default per tutte le altre variabili.
 # echo LANG=en_US.UTF-8 > /etc/locale.conf
 # export LANG=en_US.UTF-8
Nota: Se si è impostata una lingua diversa dall'inglese, all'inizio dell'installazione, allora i comandi da dare dovrebbero essere simili a questi
# echo LANG=it_IT.UTF-8 > /etc/locale.conf
# export LANG=it_IT.UTF-8

Per impostare altre variabili LC_*, eseguire prima il comando locale per visualizzare le opzioni disponibili. Potete trovare un esempio avanzato qui.

Attenzione: Impostare la variabile LC_ALL è fortemente sconsigliato poiché sovrascrive tutte le altre impostazioni.

Mappatura e Font per la Console

Se avete impostato una mappatura della tastiera all'inizio del processo di installazione, caricarlo ora, poiché l'ambiente è cambiato. Per esempio :

# loadkeys it
# setfont Lat2-Terminus16

Per rendere disponibili le modifiche dopo il riavvio, editare il file /etc/vconsole.conf.

# nano /etc/vconsole.conf
KEYMAP=it
FONT=Lat2-Terminus16
  • KEYMAP - Si prega di notare che questa impostazione è valida solo per le TTY, non per tutti i gestori di finestre grafici o per Xorg.
  • FONT - I font disponibili per la console sono elencati in /usr/share/kbd/consolefonts/. Il valore predefinito (vuoto) è sicuro. ma alcuni caratteri stranieri possono apparire come quadrati bianchi o altri simboli. Si consiglia di cambiare come Lat2-Terminus16. Poiché, come citato in /usr/share/kbd/consolefonts/README.Lat2-Terminus16, dovrebbe sostenere "circa 110 gruppi linguistici".
  • Opzione aggiuntiva FONT_MAP - Definisce la mappatura per la console da caricare con il programma setfont al boot. Si legga {{ic|man setfont}. Il valore predefinito (vuoto) o la sua rimozione è sicura e non crea problemi.

Si veda Font per Console e man vconsole.conf per avere maggiori informazioni.

Time zone

I fusi orari disponibili e le regioni possono essere trovati nelle directory /usr/share/zoneinfo/<Zone>/<SubZone>.

Per poter visualizzare le zone disponibili, controllando la directory /usr/share/zoneinfo/ :

# ls /usr/share/zoneinfo/

Allo stesso modo potete controllare il contenuto della directory appartenente ad una SubZone:

# ls /usr/share/zoneinfo/Europe

Creare un collegamento simbolico a /etc/localtime con il file corrispondente alla vostre esigenze, /usr/share/zoneinfo/<Zone>/<SubZone>, usando questo comando:

# ln -s /usr/share/zoneinfo/<Zone>/<SubZone> /etc/localtime

Esempio:

# ln -s /usr/share/zoneinfo/Europe/Rome /etc/localtime

Hardware clock

Impostare la modalità orologio hardware in modo uniforme tra i sistemi operativi sulla stessa macchina. Altrimenti l'orario può essere sovrascritto e causare sfasamenti di orario.

Potete generare il file /etc/adjtime automaticamente utilizzando uno dei seguenti comandi:

  • UTC (raccomandato)
Nota: Utilizzare UTCper l'orologio hardware non significa che verrà utilizzato UTC nel software.
# hwclock --systohc --utc

Per sincronizzare il vostro tempo "UTC" su internet , vedere NTPd.

  • localtime (Altamente Sconsigliato) - utilizzato di default in Windows.
Attenzione: Utilizzare localtime può portare a diversi e irreparabili bug. Tuttavia, non ci sono piani per l'abbandono del supporto di localtime.
# hwclock --systohc --localtime

Se avete un sistema dual-boot con Windows (o avete in previsione di averlo):

  • Raccomandato. Impostare sia Arch Linux che Windows in modo che utilizzino UTC. Si necessita una correzione del registro di Windows. Inoltre, assicurarsi di impedire a Windows di sincronizzare l'orologio da internet, in modo che l'orologio hardware utilizzi nuovamente localtime.
  • Sconsigliato. Impostare Arch Linux su localtime e disabilitare ogni servizio relativo all'impostazione dell'orologio, come NTPd. Questo permetterà a Windows di prendersi cura della correzione dell'ora hardware e sarà necessario ricordarsi di avviare Windows almeno due volte l'anno (in primavera e autunno), quando DTS elabora l'ora legale. Quindi, per favore non chiedere sul forum perchè l'orologio è un'ora indietro o in avanti se utilizzate questo sistema e siete soliti passare molto tempo senza avviare Windows.

Moduli del Kernel

Suggerimento: Questo è solo un esempio, non è necessario impostarlo. Normalmente tutti i moduli necessari sono caricati automaticamente da udev, quindi raramente si avrà bisogno di aggiungerne qualcuno. Si aggiungano solamente i moduli che se ne conosce la mancanza

Per aggiungere i moduli del kernel da caricare durante l'avvio, creare un file *.Conf in /etc/modules-load.d/, con un nome in base al programma che li utilizza .

# nano /etc/modules-load.d/virtio-net.conf
# Carica il modulo 'virtio-net.ko' al boot.
virtio-net

Se ci sono più moduli da caricare per *.conf, I nomi dei moduli possono essere separati andando a capo. Un buon esempio risulta VirtualBox Guest Additions.

Le righe vuote e linee il cui primo carattere è # o ;, vengono ignorate.

Hostname

Impostare l'hostname a vostro piacimento (ad esempio "arch"):

# echo myhostname > /etc/hostname
Nota: Non è più necessario modificare /etc/hosts. Il pacchetto nss-myhostname provvederà alla risoluzione del nome host, ed è installato su tutti i sistemi per impostazione predefinita.

Configurare la rete

È necessario configurare la rete ancora una volta, ma questa volta per l'ambiente appena installato. La procedura e prerequisiti sono molto simili a quella descritta precedentemente, eccetto che stiamo per renderla persistente ed eseguita automaticamente all'avvio.

Nota: Per informazioni più approfondite, consultare le pagine Configurazione della Rete e Wireless Setup.

Reti Wired

IP Dinamico

Se si utilizza solo un singolo collegamento di rete fissa cablata, non avete bisogno di un servizio di gestione della rete e si può semplicemente attivare il servizio dhcpcd. Dove <interface> è la vostra interfaccia cablata :

  # systemctl enable dhcpcd@<interface>.service
Attenzione: systemd ora rinomina le interfacce di rete. Inoltre, dhcpcd@.service crea sempre un link simbolico chiamato dhcpcd@eth0.service, non importa ciò che l'utente fornisce per <interface>. Il comando precedente non funziona.

In alternativa, è possibile utilizzare il servizio net-auto-wired di netcfg, che gestisce con egregiamente le connessioni dinamiche a nuove reti:

Installare ifplugd, che è richiesto per net-auto-wired:

# pacman -S ifplugd

Impostare il profilo dhcp e attivare il servizio net-auto-wired:

# cd /etc/network.d
# ln -s examples/ethernet-dhcp .
# systemctl enable net-auto-wired.service
IP Statico

Installare ifplugd, che è necessario per utilizzare net-auto-wired:

# pacman -S ifplugd

Copiare un profilo di esempio da /etc/network.d/examples a /etc/network.d:

# cd /etc/network.d
# cp examples/ethernet-static .

Modificare il profilo in base alle proprie esigenze:

# nano ethernet-static

Abilitare il servizio net-auto-wired:

# systemctl enable net-auto-wired.service

Reti Wireless

Avrete bisogno di installare dei programmi addizionali per abilitare essere abilitati a configurare e gestire i profili di rete wireless pernetcfg.

NetworkManager e Wicd sono altre alternative popolari.

  • Installare i pacchetti richiesti:
# pacman -S wireless_tools wpa_supplicant wpa_actiond dialog

Se il proprio adattatore wireless richiede un firmware (come descritto nella sezione su stabilire una connessione Wireless e Drivers e firmware), installare il pacchetto contenente il proprio firmware. Per esempio:

# pacman -S zd1211-firmware
  • Dopo aver terminato il resto di questa installazione e riavviato il sistema, è possibile collegarsi alla rete con wifi-menu <interface> (dove <interface> è l'interfaccia del vostro chipset wireless), che genererà un file di profilo in /etc/network.d col nome del vostro SSID. Vi sono anche dei modelli disponibili in /etc/network.d/examples/ per la configurazione manuale.
# wifi-menu <interface>
Attenzione: Se si sta utilizzando wifi-menu, questo deve essere fatto dopo il riavvio del sistema e quando non si è più in ambiente chroot. Il processo generato da questo comando va in conflitto con quello che viene eseguita al di fuori del chroot. In alternativa, si può solo configurare un profilo di rete manualmente utilizzando i modelli menzionati in precedenza in modo da non doversi preoccuparvi di usare wifi-menu a tutti i costi.
  • Abilitare il servizio net-auto-wireless, il demone si collegherà alle reti conosciute, e gestirà ordinatamente il roaming e la disconnessione:
# systemctl enable net-auto-wireless.service
Note: netcfg fornisce anche net-auto-wired, che può essere usato in combinazione con net-auto-wireless.
  • Assicurarsi che la variabile dell'interfaccia wireless (si solito wlan0) sia correttamente impostata in /etc/conf.d/netcfg:
# nano /etc/conf.d/netcfg
WIRELESS_INTERFACE="wlp3s0"

Inoltre è possibile definire una lista di profili di rete a cui connettersi automaticamente con la variabile AUTO_PROFILES in /etc/conf.d/netcfg. Se AUTO_PROFILES non è impostato, verranno provate tutte le reti wireless conosciute.

xDSL (PPPoE), modem analogici o ISDN

Per attivare una connessione a modem xDSL, dial-up e ISDN, consultare il wiki Direct Modem Connection.

Configurare Pacman

Pacman è il package manager di Arch Linux. É altamente raccomandato di studiare e imparare ad usarlo. Si veda man pacman, e si legga anche l'articolo Pacman, oppure si può anche consultare la pagina Pacman Rosetta per un confronto con i più diffusi gestori di pacchetti.

Per la selezione di un repositorio o le opzioni di pacman, modificare il file /etc/pacman.conf.

# nano /etc/pacman.conf

Molti utenti vorranno utilizzare [core], [extra] e [community].

Se avete installato Arch Linux x86_64, si raccomanda di abilitare il repository [multilib] (per essere in grado di eseguire sia applicazioni a 32 bit che a 64 bit):

Nota: Quando si scelgono i repository, assicurarsi di decommentare sia la riga [Nome_Repositorio], sia le righe al di sotto. Diversamente, il repository in oggetto sarà omesso. Questo è un errore molto comune. Di seguito un esempio corretto per il repository multilib.
[multilib]
SigLevel = PackageRequired
Include = /etc/pacman.d/mirrorlist

Sarà quindi necessario aggiornare l'elenco dei pacchetti mediante l'esecuzione di pacman con l'opzione -Sy. In caso contrario si genera l'errore "warning: database file for 'multilib' does not exist" quando si utilizza pacman.

Si veda l'articolo Repositori Ufficiali per ulteriori informazioni, compresi i dettagli sullo scopo di ogni repository.

Per i programmi non disponibili direttamente tramite pacman, si consulti la pagina Arch User Repository.

Creare un ambiente iniziale ramdisk

Suggerimento: La maggior parte degli utenti possono saltare questo passaggio e utilizzare i valori predefiniti forniti in /etc/mkinitcpio.conf. L'immagine initramfs (nella cartella di /boot) è già stato generato in base a questo file quando il pacchetto linux (il kernel Linux) è stato installato precedentemente con pacstrap.

Qui è necessario impostare i giusti hooks se root risiede su un disco USB, se si utilizza un sistema RAID, LVM, o se /usr è in una partizione separata.

Modificare /etc/mkinitcpio.conf in base alle proprie esigenze e ri-generare l'immagine initramfs con

# mkinitcpio -p linux
Nota: Per le installazioni di Arch VPS su QEMU (es. utilizzando virtual-manager), potrebbe necessitare dell'aggiunta dei moduli virtio in mkinitcpio.conf per essere in grado di avviarsi.
# nano /etc/mkinitcpio.conf
MODULES="virtio virtio_blk virtio_pci virtio_net"

Impostare la password di Root e aggiungere un normale utente

Potete impostare la password di root con

# passwd
Attenzione: Linux è un ambiente multi-utente. Si consiglia di non eseguire le attività quotidiane utilizzando l'account di root, è una pratica sconsigliata ed estremamente pericoloso. L'account di root dovrebbe essere utilizzato solo per le attività amministrative.

Aggiungere un account utente normale. L'utente archie utilizzato è solo un esempio.

# useradd -m -g users -G wheel -s /bin/bash archie
# passwd archie

Se si desidera ripetere l'operazione utilizzare il comando userdel. L'opzione -r rimuoverà la directory home dell'utente e il suo contenuto, insieme con le impostazioni dell'utente (i cosiddetti file "punto").

# userdel -r [username]

Per ulteriori informazioni si veda Utenti e Gruppi.

Installare e configurare un bootloader

Schede Madri BIOS

Per i sistemi BIOS sono disponibili tre bootloader : syslinux, GRUB, e LILO. Si scelga il bootloader secondo le vostre esigenze. Di seguito verranno spiegati solo Syslinux e GRUB.

  • Syslinux è (attualmente) limitato a caricare solo i file dalla partizione in cui è stato installato. Il suo file di configurazione è considerato più facile da capire. Esempi di configurazione possono essere trovati qui.
  • GRUB è più ricco di funzionalità e supporta scenari più complessi. Il suo file di configurazione è più simile ad un linguaggio di scripting, e modificarli manualmente può essere difficile per i principianti. Si raccomanda di generarne automaticamente uno.
Nota: Alcuni sistemi BIOS possono avere problemi con GPT. Si veda http://mjg59.dreamwidth.org/8035.html e http://rodsbooks.com/gdisk/bios.html per maggiori informazioni e possibili soluzioni.
Syslinux

Installare il pacchetto syslinux e successivamente utilizzare lo script syslinux-install_update per installare automaticamente modificare i file (-i), marcare la partizione active impostandola con il flag di boot (-a), e installarlo sul codice di avvio MBR (-m):

Nota: Se si è partizionato il disco come GPT, installare anche il pacchetto gptfdisk (tramite pacman -S gptfdisk), perché fornisce sgdisk, che verrà utilizzato per impostare il flag lo specifico flag GPT si avvio.
 # pacman -S syslinux 
 # syslinux-install_update -i -a -m

Configurare il file syslinux.cfg per puntare alla giusta partizione di /root. Questo passaggio è fondamentale. Se dovesse puntare alla partizione sbagliata, Arch Linux non si avvia.Cambiare /dev/sda3 in modo che coincida con la vostra partizione root designata (se avete partizionato il disco come abbiamo fatto nell'esempio, la vostra partizione di root sarà sda1). Fate lo stesso per LABEL archfallback.

# nano /boot/syslinux/syslinux.cfg
...
LABEL arch
        ...
        APPEND root=/dev/sda3 ro
        ...

Per di ulteriori informazioni su come configurare e utilizzare Syslinux, consultare la pagina Syslinux.

GRUB

Installare il pacchetto grub-bios ed eseguire il comando grub-install.

Nota: Cambiare /dev/sda in modo che rifletta il dispositivo su cui è stato installato Arch. Non aggiungere un numero alla partizione (non utilizzare sdaX).
Nota: Per dispositivi partizionati in GPT su schede madri con BIOS, GRUB necessità di una "partizione di avvio del BIOS" da 2 MiB.
# pacman -S grub-bios
# grub-install --target=i386-pc --recheck /dev/sda
# cp /usr/share/locale/en\@quot/LC_MESSAGES/grub.mo /boot/grub/locale/en.mo

Mentre è possibile utilizzare un file grub.cfg creato manualmente, si raccomanda per i principianti di generarne uno automaticamente:

Suggerimento: Se volete che questo comando ricerchi automaticamente eventuali altri sistemi operativi presenti nel vostro computer, installare prima il pacchetto os-prober (pacman -S os-prober) prima di eseguire il comando successivo.
# grub-mkconfig -o /boot/grub/grub.cfg

Per di ulteriori informazioni su come configurare e utilizzare GRUB, si veda la pagina GRUB.

Per schede madri con UEFI

Per un avvio UEFI, il disco deve essere partizionato in GPT, e una partizione di sistema UEFI (512 MiB o superiore, FAT32, di tipo EF00) deve essere presente e montata su /boot/efi. Se avete seguito questa guida dall'inizio, avete già effettuato questo passaggio.

Vi sono diversi bootloader UEFI disponibili, viene raccomandato l'utilizzo di EFISTUB. Di seguito troverete le istruzioni per impostare EFISTUB e GRUB.

Note: Syslinux non supporta UEFI.
EFISTUB

Il kernel Linux può agire come un proprio bootloader proprio utilizzando EFISTUB. Questo è il metodo di avvio UEFI raccomandato dagli sviluppatori ed è più semplice rispetto all'utilizzo di grub-efi-x86_64. La procedura riportata di seguito imposta rEFInd (un fork di rEFIt) per fornire un menu EFISTUB per il kernel, nonché per l'avvio di altri bootloader UEFI. È inoltre possibile utilizzare gummiboot al posto di rEFInd. Sia rEFInd che gummiboot sono in grado di rilevare Windows bootloader UEFI in caso di dual-boot.

1. Avviare in modalità UEFI e caricare il modulo del kernel efivars prima di effettuare il chroot:

# modprobe efivars   

2. Montare la partizione UEFISYS su /mnt/boot/efi, effettuare il chroot e copiare i file del kernel e di initramfs in /boot/efi come descritto di seguito.

  • Creare la directory /boot/efi/EFI/arch/.
  • Copiare /boot/vmlinuz-linux in /boot/efi/EFI/arch/vmlinuz-arch.efi. L'estensione .Efi del file è molto importante in quanto alcuni firmware UEFI rifiutano di avviare un file senza tale estensione. Importante: Si ricordi che il file si chiama vmlinuz e non vmlinux.
  • Copiare /boot/initramfs-linux.img in /boot/efi/EFI/arch/initramfs-arch.img.
  • Copiare /boot/initramfs-linux-fallback.img in /boot/efi/EFI/arch/initramfs-arch-fallback.img.

Ogni volta che il kernel e il file initramfs vengono aggiornati in /boot, hanno bisogno di essere aggiornati anche in /boot/efi/EFI/arch. Questo può essere automatizzato sia utilizzando Systemd, sia utilizando incron (per chi non utilizza Systemd).

3. In questa guida si imposta una interfaccia grafica di avvio chiamato rEFInd. Bootloader alternativi possono essere trovati nella pagina UEFI Bootloaders#Booting EFISTUB. Per il bootloader rEFInd, è consigliato installare i seguenti pacchetti:

# pacman -S refind-efi efibootmgr

4. Installare rEFInd sulla partizione UEFISYS (come decritto in UEFI Bootloaders#Using rEFInd):

# mkdir -p /boot/efi/EFI/refind
# cp /usr/lib/refind/refind_x64.efi /boot/efi/EFI/refind/refind_x64.efi
# cp /usr/lib/refind/config/refind.conf /boot/efi/EFI/refind/refind.conf
# cp -r /usr/share/refind/icons /boot/efi/EFI/refind/icons

5. Creare un file /boot/efi/EFI/arch/refind_linux.conf con i parametri del kernel per essere utilizzati da rEFInd:

# nano /boot/efi/EFI/arch/refind_linux.conf
"Boot to X"               "root=/dev/sdaX ro rootfstype=ext4 systemd.unit=graphical.target"
"Boot to console"   "root=/dev/sdaX ro rootfstype=ext4 systemd.unit=multi-user.target"
Nota: refind_linux.conf è copiato nella directory /boot/efi/EFI/arch/ deve il kernel e il file initramfs sono stati precedentemente copiati tramite lo step 2.
Nota: In refind_linux.conf sdaX si riferisce proprio al file system root, non alla partizione di boot, se sono stati creati separatamente.

6. Aggiungere rEFInd al menu di avvio UEFI utilizzando efibootmgr.

Warning: Usare efibootmgr su machine Mac Apple può corrompere il firmware, e potrebbe essere necessario re-flashare la ROM della scheda madre. Per sistemi Mac usare mactel-bootAUR o "bless" direttamente da Mac OS X.
 # efibootmgr -c -g -d /dev/sdX -p Y -w -L "rEFInd" -l '\EFI\refind\refind_x64.efi'
Nota: Nel comando precedente, X e Y corrispondono al disco e la partizione della partizione UEFISYS. Ad esempio per /dev/sdc5, X è "c" e Y è "5".

7. (Opzionale) Come ripiego, nel caso in cui la voce creata da efibootmgr non funziona, copiare refind_x64.efi in /boot/efi/EFI/boot/boot_x64.efi come segue::

# cp -r /boot/efi/EFI/refind/* /boot/efi/EFI/boot/
# mv /boot/efi/EFI/boot/refind_x64.efi  /boot/efi/EFI/boot/boot_x64.efi
GRUB
Nota: Nel caso abbiate un sistema EFI 32-bit, come i Mac antecedenti il 2008, installare grub-efi-i386 e usare --target=i386-efi.
# pacman -S grub-efi-x86_64 efibootmgr
# grub-install --target=x86_64-efi --efi-directory=/boot/efi --bootloader-id=arch_grub --recheck
# cp /usr/share/locale/en\@quot/LC_MESSAGES/grub.mo /boot/grub/locale/en.mo

Il comando seguente crea una voce di menu di GRUB nel menu di avvio UEFI. Tuttavia, a partire dalla versione 2.0 di grub-efi-x86_64, grub-install tenta di creare una voce di menu, laciare efibootmgr potrebbe non essere necessario. Si veda efibootmgr per maggiori informazioni.

 # efibootmgr -c -g -d /dev/sdX -p Y -w -L "Arch Linux (GRUB)" -l '\EFI\arch_grub\grubx64.efi'

Mentre, successivamente è possibile utilizzare un file grub.cfg creato manualmente, si raccomanda, per i principianti, di generarne uno automaticamente:

Suggerimento: Se volete che questo comando ricerchi automaticamente eventuali altri sistemi operativi presenti nel vostro computer, installare prima il pacchetto os-prober (pacman -S os-prober) prima di eseguire il comando successivo.
# grub-mkconfig -o /boot/grub/grub.cfg

Per di ulteriori informazioni su come configurare e utilizzare GRUB, si veda la pagina GRUB.

Smontare le partizioni montate

Uscire dall'ambiente chroot:

# exit

Precedentemente, come esempio, si sono montate le partizioni sotto /mnt. In questa fase procederemo a smontarle tutte.

# umount /mnt/{boot,home,}

Riavviare il computer:

# reboot
Suggerimento: Assicurarsi di rimuovere il supporto di installazione altrimenti si rischia di avviare nuovamente il supporto di installazione.