Difference between revisions of "Beginners' Guide/Installation (Italiano)"

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<noinclude>
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#REDIRECT: [[Installation guide (Italiano)]]
[[Category:Getting and installing Arch (Italiano)]]
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[[Category:About Arch (Italiano)]]
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[[da:Beginners' Guide/Installation]]
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[[en:Beginners' Guide/Installation]]
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[[es:Beginners' Guide/Installation]]
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[[hr:Beginners' Guide/Installation]]
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[[hu:Beginners' Guide/Installation]]
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[[ja:Beginners' Guide/Installation]]
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[[ko:Beginners' Guide/Installation]]
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[[nl:Beginners' Guide/Installatie]]
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[[pl:Beginners' Guide/Installation]]
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[[pt:Beginners' Guide/Installation]]
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[[ru:Beginners' Guide/Installation]]
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[[sr:Beginners' Guide/Installation]]
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[[zh-CN:Beginners' Guide/Installation]]
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{{suggerimento| Questa è una parte della versione suddivisa in pagine multiple della Guida per Principianti. '''[[Guida per Principianti|Cliccare qui]]''' se si preferisce consultare la guida nella sua interezza.}}
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</noinclude>
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==Installazione==
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Vi verrà visualizzato un prompt in una shell e sarete loggati automaticamente come root.
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=== Cambiare la mappatura della tastiera ===
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{{tip|Questo passaggio è facoltativo per la maggioranza degli utenti.. Utile solo se si ha intenzione di scrivere nella propria lingua in uno dei file di configurazione, se si utilizzano segni diacritici per la password wifi, o se si desidera ricevere i messaggi di sistema (ad esempio, i possibili errori) nella propria lingua.}}
+
 
+
Per impostazione predefinita, il layout della tastiera è impostato su {{ic|us}}. Se non avete una tastiera americana [[Wikipedia:File:KB_United_States-NoAltGr.svg|US]] è possibile cambiare il layout eseguendo:
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# loadkeys ''layout''
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Dove ''layout'' corrisponde al vostro tipo di tastiera, come {{ic|it}}, {{ic|uk}} oppure {{ic|be-latin1}}. Si veda [[KEYMAP#Keyboard_layouts|qui]] per un elenco completo.
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+
Il tipo di carattere deve essere cambiato, perché la maggior parte delle lingue usa più glifi rispetto alle 26 lettere dell'[[Wikipedia:English_alphabet|alfabeto inglese]]. In caso contrario, alcuni caratteri stranieri possono apparire come quadrati bianchi o altri simboli . Si noti che il nome è case-sensitive, quindi digitarlo ''esattamente'' come lo vedete:
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# setfont Lat2-Terminus16
+
 
+
Per impostazione predefinita, la lingua è impostata su Inglese (US). Se si desidera cambiare la lingua per il processo di installazione ''(Italiano, in questo esempio)'', rimuovere il simbolo {{ic|#}} davanti al [http://www.greendesktiny.com/support/knowledgebase_detail.php?ref=EUH-483 locale] che si desidera nel file {{ic|/etc/locale.gen}}, insieme con l'inglese (US). Si prega di scegliere la voce {{ic|UTF-8}}.
+
 
+
Utilizzare {{Keypress|Ctrl+X}} per uscire e, quando viene richiesto di salvare le modifiche, premere {{Keypress|Y}} e successivamente {{Keypress|Invio}} per utilizzare lo stesso nome.
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{{hc|# nano /etc/locale.gen|
+
en_US.UTF-8 UTF-8
+
it_IT.UTF-8 UTF-8}}
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# locale-gen
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# export LANG=it_IT.UTF-8
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Ricordarsi che {{Keypress|Alt+Shift}} attiva e disattiva la mappatura.
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=== Stabilire una connessione di rete ===
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Il demone {{ic | dhcpcd}} della rete viene avviato automaticamente al boot e tenterà di avviare una connessione cablata, se disponibile. Provare a eseguire il ping di un sito web per vedere se ha avuto successo. E dal momento che Google è sempre attivo ...
+
 
+
{{hc|# ping -c 3 www.google.com|2=
+
PING www.l.google.com (74.125.132.105) 56(84) bytes of data.
+
64 bytes from wb-in-f105.1e100.net (74.125.132.105): icmp_req=1 ttl=50 time=17.0 ms
+
64 bytes from wb-in-f105.1e100.net (74.125.132.105): icmp_req=2 ttl=50 time=18.2 ms
+
64 bytes from wb-in-f105.1e100.net (74.125.132.105): icmp_req=3 ttl=50 time=16.6 ms
+
--- www.l.google.com ping statistics ---
+
3 packets transmitted, 3 received, 0% packet loss, time 2003ms
+
rtt min/avg/max/mdev = 16.660/17.320/18.254/0.678 ms}}
+
 
+
Se si ottiene un  errore {{ic | ping: unknown host}}, sarà necessario configurare la rete manualmente, come spiegato in seguito .
+
 
+
Altrimenti si continui con il paragrafo [[#Preparare l'unità di archiviazione|Preparare l'unità di archiviazione]].
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==== Wired ====
+
 
+
Seguire questa procedura se si necessita di impostare una connessione cablata tramite un indirizzo IP statico.
+
 
+
Se il computer è connesso ad una rete Ethernet, in molti casi, si avrà una interfaccia denominata {{ic | eth0}}. Se si dispone di schede di rete aggiuntive (oltre a quella integrata nella scheda madre, per esempio), il loro nome seguirà la sequenza {{ic|eth1}}, {{ic|eth''X''}},...
+
 
+
Per farlo dovete essere a conoscenza delle seguenti impostazioni:
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* Indirizzo IP statico
+
* Subnet mask
+
* Indirizzo IP del Gateway
+
* Nome indirizzi IP del server (DNS)
+
* Nome di dominio (se non si tratta di una LAN locale, nel qual caso si può mettere up).
+
 
+
Attivare la connessione all'interfaccia Ethernet (es. {{ic|eth0}}):
+
 
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# ip link set eth0 up
+
 
+
Aggiungere l'indirizzo:
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# ip addr add <Indirizzo IP>/<subnetmask> dev <interfaccia>
+
 
+
Ad esempio:
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# ip addr add 192.168.1.2/24 dev eth0
+
 
+
Per maggiori opzioni, eseguire {{ic|man ip}}
+
 
+
Allo stesso modo aggiungere il vostro gateway, sostituendo <Indirizzo IP> col l'indirizzo IP del vostro gateway.:
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# ip route add default via <Indirizzo IP>
+
 
+
Ad esempio:
+
 
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# ip route add default via 192.168.1.1
+
 
+
Modificare il file {{ic|/etc/resolv.conf}} immettendo il vostro nome di indirizzi IP del server (DNS) e il vostro nome di dominio:
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{{hc|# nano /etc/resolv.conf|
+
nameserver 61.23.173.5
+
nameserver 61.95.849.8
+
search example.com
+
}}
+
 
+
{{nota| Attualmente è possibile aggiungere al massimo 3 linee per il {{ic|nameserver}}.}}
+
 
+
Ora si dovrebbe avere una connessione di rete funzionante . In caso contrario, controllare in dettaglio la pagina [[Configurazione della Rete]].
+
 
+
==== Wireless ====
+
 
+
Seguire la seguente procedura si necessita di una connessione wireless (WiFi) durante l'installazione.
+
 
+
Le utilità ed i driver wireless sono ora disponibili nell'ambiente live del supporto d'installazione. Una buona conoscenza del proprio hardware wireless sarà di importanza fondamentale per una buona riuscita dell'operazione. È da notare che la seguente procedura rapida ''eseguita a questo punto dell'installazione'' inizializzerà l'hardware di rete per un utilizzo esclusivamente ''all'interno dell'ambiente live di installazione''. Questi passaggi ( o qualche altra forma di gestione wireless ) '''deve essere ripetuto dal sistema realmente installato dopo che è stato avviato'''.
+
 
+
Da notare anche che questi passaggi sono opzionali se non si ha necessità di connessione wireless durante il processo d'installazione; le funzionalità wireless verranno comunque abilitate in seguito.
+
 
+
{{Nota|Nell'esempio seguente utilizzeremo {{ic|wlan0}} come interfaccia di rete e {{ic|linksys}} per il nome ESSID. Ricordarsi di cambiare questi valori in base alla proprie esigenze.}}
+
 
+
* (opzionale) Identificare la propria interfaccia wireless:
+
 
+
# lspci | grep -i net
+
 
+
o, se si utilizzano dispositivi USB:
+
 
+
# lsusb
+
 
+
* Assicurarsi che udev abbia caricato il driver, a che il driver abbia creato un'interfaccia del kernel utilizzabile con {{ic|iwconfig}}:
+
 
+
{{Nota| Se non si vede qualcosa di simile a questo, il driver wireless non è stato caricato. Se questo è il proprio caso, sarà necessario caricare il driver manualmente. Si prega di consultare la pagina [[Wireless Setup (Italiano)|wireless Setup]] per informazioni più dettagliate.}}
+
 
+
{{hc|iwconfig|2=iwconfig
+
lo no wireless extensions.
+
eth0 no wireless extensions.
+
wlan0    unassociated  ESSID:""
+
          Mode:Managed  Channel=0  Access Point: Not-Associated 
+
          Bit Rate:0 kb/s  Tx-Power=20 dBm  Sensitivity=8/0 
+
          Retry limit:7  RTS thr:off  Fragment thr:off
+
          Power Management:off
+
          Link Quality:0  Signal level:0  Noise level:0
+
          Rx invalid nwid:0  Rx invalid crypt:0  Rx invalid frag:0
+
          Tx excessive retries:0  Invalid misc:0  Missed beacon:0}}
+
 
+
In questo esempio, {{ic|wlan0}} è l'interfaccia wireless disponibile.
+
 
+
* Accendere l'interfaccia con:
+
 
+
# ip link set wlan0 up
+
 
+
Una piccola percentuale di chipset wireless richiedono un firmware oltre al corrispondente driver. Se il proprio chipset wireless richiede un firmware, si dovrebbe ottenere un errore simile:
+
 
+
{{hc| ip link set wlan0 up|SIOCSIFFLAGS: No such file or directory|prompt=#}}
+
 
+
Se non si è sicuri, eseguire {{ic|dmesg}} per interrogare il log del kernel per una richiesta di firmware da parte del chipset wireless:
+
 
+
Esempio di output da un chipset Intel che necessita ed ha richiesto un firmware al kernel all'avvio.
+
 
+
{{hc|# dmesg <nowiki>|</nowiki> grep firmware|
+
firmware: requesting iwlwifi-5000-1.ucode}}
+
 
+
Se non vi è output, si può concludere che il chipset wireless del sistema non richiede firmware..
+
 
+
{{Attenzione | I pacchetti dei firmware dei chipset per il wireless (per le schede che lo necessitano) sono preinstallati in  {{ic|/lib/firmware}} nell'ambiente live, (su CD o supporto USB) ''ma dovranno essere esplicitamente installati sul sistema definitivo per fornire funzionalità wireless all'avvio!'' La selezione e installazione dei pacchetti è spiegata in seguito. Accertarsi di aver spuntato sia il modulo sia il firmware durante la selezione dei pacchetti! Consultare [[Wireless_Setup_(Italiano)|Wireless Setup]] se non si è sicuri riguardo l'installazione del particolare firmware per la propria scheda.}}
+
 
+
Successivamente, utilizzare {{ic|wifi-menu}} contenuto nel pacchetto {{pkg|netcfg}} per connettersi ad una rete:
+
 
+
  # wifi-menu wlan0
+
 
+
Si dovrebbe ora avere una connessione di rete funzionante. In caso contrario controllare la dettagliata pagina [[Wireless_Setup|Wireless Setup]].
+
 
+
==== xDSL (PPPoE), modem analogici o ISDN ====
+
 
+
Se si dispone di un router in modalità bridge, eseguire:
+
 
+
# pppoe-setup
+
 
+
* Digitare il nome utente fornito dal vostro ISP.
+
* Premere {{keypress|Invio}} per "eth0"
+
* Premere {{keypress|Invio}} per "no", in modo che rimanga in modo permanente.
+
* Selezionare {{ic|server}} ( poiché questo è solitamente il caso ).
+
* Premere {{keypress|1}} per un firewall.
+
* Digitare la password fornita dal vostro ISP.
+
* Premere {{keypress|Y}} per terminare.
+
 
+
Per utilizzare queste impostazioni e connettersi al provider di servizi Internet  (ISP), eseguire :
+
 
+
# pppoe-start
+
 
+
Potrebbe anche essere necessario impostare {{ic|resolv.conf}}:
+
 
+
# echo nameserver 8.8.8.8 > /etc/resolv.conf
+
 
+
Se si dispone di una connessione dial-up, o ISDN, consultare la pagina [[Direct Modem Connection]].
+
 
+
==== Reti dietro un Server Proxy ====
+
 
+
Se si è dietro ad un server proxy, è necessario esportare le variabili di ambiente {{ic|http_proxy}} e {{ic|ftp_proxy}}. '''[[Proxy|Si legga qui]]''' per ulteriori informazioni.
+
 
+
=== Preparare l'unità di archiviazione ===
+
 
+
{{attenzione|Il partizionamento può distruggere i dati presenti. È '''fortemente''' consigliato fare prima una copia di sicurezza dei dati importanti prima di procedere.}}
+
 
+
Coloro che non hanno dimestichezza con tool a riga di comando, e i novizi, sono incoraggiati ad utilizzare uno strumento grafico di partizionamento. [http://gparted.sourceforge.net/download.php GParted] è un buon esempio ed è disponibile in diverse distribuzioni Linux "live" come [[Wikipedia:Parted_Magic|Parted Magic]], [[Wikipedia:Ubuntu_(operating_system)|Ubuntu]], [[Wikipedia:Linux_Mint|Linux Mint]], etc. Un dispositivo deve prima di tutto essere [[Partitioning (Italiano)|partizionato]], e le partizioni devono essere formattate con un [[File Systems (Italiano)| file system]] prima di riavviare.
+
 
+
E 'possibile creare un file di swap in qualsiasi momento dopo l'installazione, quindi non c'è bisogno di decidere sulla dimensione riservata a swap ora. Se si desidera creare una partizione di swap in questo momento, si veda [[Swap]] per maggiori dettagli (ma si noti che è molto più facile ridimensionare un file rispetto ad una partizione).
+
 
+
Se avete già effettuato questa procedura, si proceda con [[#Montare le partizioni|Montare le partizioni]].
+
In caso contrario, vedere il seguente esempio.
+
 
+
==== Esempio ====
+
 
+
L'attuale supporto di installazione di Arch Linux include i seguenti tool di partizionamento:
+
 
+
* [[Wikipedia:cgdisk|cgdisk]] – supporta solo una tabella di partizioni [[GPT]].
+
* [[Wikipedia:cfdisk|cfdisk]] – supporta solo una tabella di partizioni [[MBR]].
+
* [[Wikipedia:parted|parted]] – supporta entrambi.
+
 
+
Questo esempio utilizza '''cfdisk''', ma può essere eseguita con '''cgdisk''', che consentirà il partizionamento GPT al posto dell'MBR.
+
 
+
{{Box BLUE|Note relative al boot [[Unified Extensible Firmware Interface (Italiano)|UEFI]]:|
+
* Se si dispone di una scheda madre UEFI è necessaria un'altra partizione per ospitare la [[Unified_Extensible_Firmware_Interface_(Italiano)#Creare_una_partizione_di_sistema_UEFI_con_Linux|partizione di sistema UEFI]].
+
* Si raccomanda di usare sempre GPT per l'avvio UEFI, in quanto alcuni firmware UEFI non consentono il boot UEFI-MBR.}}
+
 
+
{{Box BLUE|Note relative al partizionamento [[GPT]]:|
+
* Se non si ha il dual boot con Windows, allora è consigliabile usare GPT invece che MBR. Si legga [[GPT]] per un elenco dei vantaggi.
+
* Se si dispone di una scheda madre BIOS (o si ha intenzione di avviare la macchina in modalità di compatibilità BIOS) e si desidera installare GRUB con partizionamento GPT, allora avete bisogno di creare un "partizione di avvio del BIOS" ([[GRUB2_(Italiano)#Istruzioni_specifiche_per_GPT|BIOS Boot Partition]])) di 2 MiB. Si veda. Syslinux non ne ha bisogno.
+
* Alcuni sistemi BIOS possono avere problemi con GPT. Si veda http://mjg59.dreamwidth.org/8035.html e http://rodsbooks.com/gdisk/bios.html per maggiori informazioni e possibili soluzioni.}}
+
 
+
{{Nota|Se si sta installando su dispositivi USB flash, consultare "[[Installing Arch Linux on a USB key (Italiano)| Installare Arch Linux su dispositivi USB]]".}}
+
 
+
# cfdisk /dev/sda
+
 
+
Il sistema di esempio conterrà una partizione root da 15 GB, e una partizione [[Partitioning_(Italiano)#Home|home]] per lo spazio su disco rimanente.
+
 
+
Si sottolinea ancora una volta che il partizionamento è una scelta personale e questo esempio è solo a scopo illustrativo. Si consulti la pagina sul [[Partitioning (Italiano)|partizionamento]].
+
 
+
'''Root''':
+
* Scegliere "New" (o premere {{Keypress|N}}) - premere {{Keypress|Enter}} per scegliere "Primary" - Digitare la grandezza in "15360" - premere {{Keypress|Enter}} per scegliere "Beginning" - premere {{Keypress|Enter}} per scegliere "Bootable".
+
 
+
'''Home''':
+
* Muoversi col tasto freccia in basso selezionando lo spazio libero
+
* Scegliere "New" (o premere {{Keypress|N}}) - premere {{Keypress|Enter}} per scegliere "Primary" - premere {{Keypress|Enter}} per utilizzare tutto lo spazio rimanente sul disco, oppure (indicare la grandezza desiderata)
+
 
+
Ecco come dovrebbe apparire:
+
 
+
Name    Flags  Part Type  FS Type        [Label]        Size (MB)
+
-------------------------------------------------------------------------
+
sda1    Boot  Primary    Linux                          15360 #root
+
sda2          Primary    Linux                          133000 #/home
+
 
+
Siate consapevoli del fatto che questa operazione distruggerà i dati sul disco, quindi ricontrollate tutto il lavoro e assicuratevi che le dimensioni delle partizioni, così come la tabella delle partizioni, siano quelle volute, prima di continuare.
+
 
+
Se volete ricominciare da capo, si può semplicemente selezionare Quit (o premere {{keypress|Q}}) per uscire senza salvare le modifiche e quindi riavviare cfdisk.
+
 
+
Se si è soddisfatti, selezionare "Write"  (o premere {{Keypress|Shift+W}}) per finalizzare e scrivere la tabella delle partizioni sul disco. Premere "yes" e scegliere "Quit" ( o premere {{ Keypress | Q}}) per uscire da cfdisk, senza apportare più modifiche.
+
 
+
Il semplice partizionamento non è sufficiente, utilizzare l'utility {{ic|mkfs}} per formattare le partizioni con un [[File Systems (Italiano)|File Systems]]. Per formattare le partizioni con filesystem {{ic|ext4}}:
+
 
+
{{Attenzione| Controllate effettivamente che sia {{ic|/dev/sda1}} che {{ic|/dev/sda2} siano le partizioni che si vogliono formattare.}}
+
 
+
# mkfs.ext4 /dev/sda1
+
# mkfs.ext4 /dev/sda2
+
 
+
=== Montare le partizioni ===
+
 
+
Ogni partizione è identificata con un suffisso numerico. Ad esempio, {{ic|sda1}} specifica la prima partizione del primo disco, mentre {{ic|sda}} indica l'intero disco.
+
 
+
Per visualizzare lo schema delle partizioni correnti:
+
 
+
#  lsblk /dev/sda
+
 
+
Fate attenzione, perché l'ordine di montaggio è importante. Per prima cosa, montare la partizione di root su {{ic | /mnt}}. Seguendo l'esempio precedente (il vostro potrebbe essere diverso):
+
 
+
# mount /dev/sda1 /mnt
+
 
+
In seguito montare la partizione {{ic|/home}} e qualsiasi altra partizione separata ({{ic|/boot}}, {{ic|/var}}, etc. ), se ne avete.
+
+
# mkdir /mnt/home
+
# mount /dev/sda2 /mnt/home
+
 
+
Nel caso si abbia una scheda madre UEFI, montare la partizione UEFI:
+
 
+
# mkdir /mnt/boot/efi
+
# mount /dev/sda''X'' /mnt/boot/efi
+
 
+
=== Selezionare un mirror ===
+
 
+
Prima di procedere è necessario modificare il file {{ic|mirrorlist}} e inserire il vostro mirror preferito in cima alla lista . una copia di questo file sarà pure installato sul vostro nuovo sistema da {{ic|pacstrap}}, quindi conviene impostarlo come si deve.
+
 
+
{{hc|# nano /etc/pacman.d/mirrorlist|
+
##
+
## Arch Linux repository mirrorlist
+
## Sorted by mirror score from mirror status page
+
## Generated on 2012-MM-DD
+
##
+
 
+
<nowiki>Server = http://mirror.example.xyz/archlinux/$repo/os/$arch</nowiki>
+
...}}
+
 
+
* Con {{Keypress|Alt+6}} copiate una linea {{ic|Server}}.
+
* Col tasto {{Keypress|PageUp}} posizionatevi in cima.
+
* Con {{Keypress|Ctrl+U}} copiate la linea all'inizio della lista.
+
* Con {{Keypress|Ctrl+X}} sipuò uscire, e quando viene richiesto di salvare le modifiche, premere {{Keypress|Y}} ed {{Keypress|Invio}} per utilizzare lo stesso nome.
+
 
+
Se si desidera, è possibile rendere il mirror copiato ''l'unico'' disponibile e cancellare tutto il resto (utilizzando {{Keypress|Ctrl+K}}), ma di solito è una buona idea averne qualcuno in più, nel caso in cui il primo risulti offline.
+
 
+
{{suggerimento|
+
* Potete utilizzare [http://www.archlinux.org/mirrorlist/ Mirrorlist Generator] per ottenere un elenco aggiornato per il vostro paese. I mirror HTTP sono più veloci dei FTP, a causa di qualcosa di una procedura chiamata [[Wikipedia:Keepalive|keepalive]]. Con FTP, pacman deve inviare un segnale ogni volta che si scarica un pacchetto, con conseguenza che si genera una breve pausa. Per conoscere altri modi per generare un elenco dei mirror, vedere [[Mirrors_(Italiano)#Scelta_e_selezione_dei_mirrors|Scelta e selezione dei mirrors]] e [[Reflector]].
+
* [https://archlinux.org/mirrors/status/ Arch Linux MirrorStatus] rapporta diversi informazioni sui mirror, come problemi di rete con un server, problemi di raccolta dei dati, l'ultima volta che un mirror è stato sincronizzato, ecc. }}
+
 
+
{{nota|1=
+
* Ogni volta che in futuro si modifica la lista di mirror, ricordate sempre di forzare pacman per aggiornare tutti gli elenchi dei pacchetti con {{ic | pacman -Syy}}. Questa è considerata una buona pratica per evitare possibili mal di testa . Si veda [[Mirrors_(Italiano)|Mirrors]] per ulteriori informazioni.
+
* Se il supporto di installazione che state utilizzando è vecchio, la vostra lista dei server mirror potrebbe essere superata, ciò potrebbe portare a problemi durante l'aggiornamento di Arch-Linux tramite pacman (Si veda il {{Bug|22510}}). Pertanto si consiglia di ottenere una versione aggiornata del mirrorlist, come descritto sopra.
+
* Sono stati segnalati alcuni problemi sul [https://bbs.archlinux.org/ forum di Arch Linux] per quanto concerne dei problemi di rete che impediscono a pacman di aggiornare/sincronizzare i repository (si veda  [https://bbs.archlinux.org/viewtopic.php?id=68944] e [https://bbs.archlinux.org/viewtopic.php?id=65728] ). Quando si installa nativamente Arch, questi problemi sono stati risolti sostituendo il la variabile predefinita per lo scaricamento dei pacchetti di pacman con uno alternativo (si veda [[Improve Pacman Performance|migliorare le prestazioni di Pacman]] per maggiori dettagli). Quando si installa Arch come un sistema operativo Guest in [[VirtualBox (Italiano)|Virtualbox]], questo problema è stato risolto utilizzando "interfaccia host" invece di "NAT" nelle proprietà della macchina virtuale.}}
+
 
+
=== Installare il sistema base ===
+
 
+
Il sistema base viene installato tramite l'ausilio dello script  [https://github.com/falconindy/arch-install-scripts/blob/master/pacstrap.in pacstrap].
+
 
+
L'opzione {{ic|-i}} può essere omessa se ​​si desidera installare tutti i pacchetti del gruppo ''base'' e ''base-devel'' senza chiedere conferma.
+
 
+
  # pacstrap -i /mnt base base-devel
+
 
+
{{nota|Se pacman non riesce a verificare i pacchetti, controllate l'ora del vostro sistema con {{ic|cal}}. Se la data di sistema non è valida (ad esempio, mostra l'anno 2010), le chiavi per la firma dei pacchetti verranno considerate scadute (o non valide), i controlli sulle firme dei pacchetti falliranno e l'installazione verrà interrotta. Assicurarsi di correggere l'ora del sistema, sia in modo manuale, o con il client {{pkg|ntp}}, e ripetere l'esecuzione del comando pacstrap. Fare riferimento a alla pagina [[Time| Time]] per ulteriori informazioni sulla correzione di ora di sistema.}}
+
 
+
* {{Grp|base}}: Pacchetti software del repo [core] che forniscono un ambiente  di base minimale.
+
* {{Grp|base-devel}}: Pacchetti ed utilità extra da [core] come {{ic|make}}, e {{ic|automake}}. Sarebbe meglio selezionarlo, in quanto, anche se non fondamentale in questa fase, sarà comunque molto utile in seguito se volete ampliare il vostro sistema. Il guppo ''base-devel'' è richiesto nell'installazione del software presente in [[AUR (Italiano)|AUR]].
+
 
+
Questo vi consentirà di avere un sistema base di Arch Linux. Altri pacchetti possono essere installati in seguito tramite [[pacman (Italiano)|pacman]].
+
 
+
=== Generare il file fstab ===
+
 
+
Generare un file [[fstab (Italiano)|fstab]] con il seguente comando. Saranno utilizzati gli {{ic|UUID}} perché hanno alcuni vantaggi (si veda [[Fstab_(Italiano)#Identificare_i_filesystem|Identificare i filesystem]]). Se invece si preferisce utilizzare le etichette, sostituire l'opzione {{ic|-U}} con il parametro {{ic|-L}}.
+
 
+
{{nota|Se si verificano errori nell'esecuzione di genfstab, o successivamente durante il processo di installazione, ''' non''' eseguire nuovamente genfstab, basta modificare il file fstab.}}
+
 
+
# genfstab -U -p /mnt >> /mnt/etc/fstab
+
# nano /mnt/etc/fstab
+
 
+
Alcune considerazioni :
+
 
+
* Sostituire {{ic|1="codepage=cp437"}} con {{ic|1="codepage=437"}}, Altrimenti al prossimo riavvio, tutti punti di mount con questa opzione avranno esito negativo e systemd si fermerà in ''recovery mode''.
+
* Si prega di prendersi del tempo per allineare le colonne correttamente, utilizzando gli spazi ed il tasto {{Keypress|Tab}}, come negli esempi della pagina [[fstab (Italiano)|fstab]]. In questo modo risulta più facile da leggere ed è anche più semplice individuare un problema.
+
* Solo la  partizione di root {{ic|/}} deve avere un valore {{ic|1}} per l'ultimo campo. Tutto il resto dovrebbero avere un {{ic|2}} o uno {{ic|0}} (si veda [[fstab (Italiano)#Definizione dei campi|Definizione dei campi]]).
+
* L'opzione {{ic|1=data=ordered}} può essere rimosso, perché sarà usato automaticamente, se si specifichi o meno. Non deve risultare nessun ingombro nel vostro fstab.
+
* Per le macchine con meno di 384 MB di RAM, deve essere rimossa anche la voce {{ic|tmpfs}}, perché per impostazione predefinita utilizza la metà della RAM disponibile.
+
 
+
=== Effettuare Chroot e configurare il sistema di base ===
+
 
+
Successivamente bisogna entrare tramite [[chroot]] nel nostro nuovo sistema installato.
+
 
+
# arch-chroot /mnt
+
 
+
In questa fase dell'installazione, sarà possibile configurare i file di configurazione principali del proprio sistema base di Arch Linux. Questi possono essere creati, se non esistono, o modificati, se si desidera modificare le impostazioni predefinite .
+
 
+
Seguire da vicino e comprendere questi passaggi è di fondamentale importanza per garantire un sistema configurato correttamente.
+
 
+
==== Locale ====
+
 
+
I '''Locale''' sono utilizzati da '''glibc''' ed altri programmi o librerie per generare le localizzazioni specifiche, il rendering del testo, i simboli specifici della lingua, visualizzare correttamente i valori monetari regionali, ora e formato della data, idiosincrasie alfabetiche, e le altre impostazioni internazionali specifiche.
+
 
+
Ci sono due file che hanno bisogno di essere modificati: {{ic | locale.gen}} e {{ic | locale.conf }}.
+
 
+
* {{ic|locale.gen}} è un file vuoto (tutte le voci commentate) per impostazione predefinita, ed è necessario rimuovere il simbolo {{ic|#}} davanti alle stringhe che si intende attivare. È possibile rimuovere il commento a più righe della stessa lingua, fino a quando si sceglie tra di essi la codifica {{ic|UTF-8}}.
+
 
+
{{hc|# nano /etc/locale.gen|
+
en_US.UTF-8 UTF-8
+
it_IT.UTF-8 UTF-8}}
+
 
+
  # locale-gen
+
 
+
Questo verrà eseguito ad ogni aggiornamento di '''glibc''', rigenerando di tutti i locali inclusi in {{ic|/etc/locale.gen}}.
+
 
+
* Il file {{ic|locale.conf}} non esiste per impostazione predefinita. Impostare solo la variabile {{ic|LANG}} dovrebbe essere sufficiente. Esso fungerà da valore di default per tutte le altre variabili.
+
 
+
  # echo LANG=en_US.UTF-8 > /etc/locale.conf
+
  # export LANG=en_US.UTF-8
+
 
+
{{nota|Se si è impostata una lingua diversa dall'inglese, all'inizio dell'installazione, allora i comandi da dare dovrebbero essere simili a questi
+
# echo LANG<nowiki>=</nowiki>it_IT.UTF-8 > /etc/locale.conf
+
# export LANG<nowiki>=</nowiki>it_IT.UTF-8
+
}}
+
 
+
Per impostare altre variabili {{ic|LC_*}}, eseguire prima il comando {{ic|locale}} per visualizzare le opzioni disponibili. Potete trovare un esempio avanzato [[Locale_(Italiano)#Impostare_il_locale_a_livello_di_sistema|qui]].
+
 
+
{{Attenzione|Impostare la variabile {{ic|LC_ALL}} è fortemente sconsigliato poiché sovrascrive tutte le altre impostazioni.}}
+
 
+
==== Mappatura e Font per la Console ====
+
 
+
Se avete impostato una mappatura della tastiera all'[[#Cambiare la mappatura della tastiera|inizio]]
+
del processo di installazione, caricarlo ora, poiché l'ambiente è cambiato.
+
Per esempio :
+
 
+
# loadkeys ''it''
+
# setfont Lat2-Terminus16
+
 
+
Per rendere disponibili le modifiche dopo il riavvio, editare il file {{ic|/etc/vconsole.conf}}.
+
 
+
{{hc|# nano /etc/vconsole.conf|2=
+
KEYMAP=it
+
FONT=Lat2-Terminus16
+
FONT_MAP=}}
+
 
+
* {{ic| KEYMAP}} - Si prega di notare che questa impostazione è valida solo per le TTY, non per tutti i gestori di finestre grafici o per Xorg.
+
 
+
* {{ic|FONT}} - I font disponibili per la console sono elencati in {{ic|/usr/share/kbd/consolefonts/}}. Il valore predefinito (vuoto) è sicuro. ma alcuni caratteri stranieri possono apparire come quadrati bianchi o altri simboli. Si consiglia di cambiare come {{ic|Lat2-Terminus16}}. Poiché, come citato in {{ic|/usr/share/kbd/consolefonts/README.Lat2-Terminus16}}, dovrebbe sostenere "circa 110 gruppi linguistici". 
+
 
+
* {{ic|FONT_MAP}} - Definisce la mappatura per la console da caricare con il programma setfont al boot. Si legga  {{ic|man setfont}. Il valore predefinito (vuoto) è sicuro.
+
 
+
Si veda [[Fonts_(Italiano)#Font_per_console|Font per Console]] e {{ic|man vconsole.conf}} per avere maggiori informazioni.
+
 
+
====Time zone ====
+
 
+
I fusi orari disponibili e le regioni possono essere trovati nelle directory {{ic|/usr/share/zoneinfo/<Zone>/<SubZone>}}.
+
 
+
Per poter visualizzare le ''zone'' disponibili, controllando la directory {{ic|/usr/share/zoneinfo/}} :
+
 
+
# ls /usr/share/zoneinfo/
+
 
+
Allo stesso modo potete controllare il contenuto della directory appartenente ad una ''SubZone'':
+
 
+
# ls /usr/share/zoneinfo/Europe
+
 
+
Creare un collegamento simbolico a {{ic|/etc/localtime}} con il file corrispondente alla vostre esigenze, {{ic |/usr/share/zoneinfo/<Zone>/<SubZone>}}, usando questo comando:
+
 
+
# ln -s /usr/share/zoneinfo/<Zone>/<SubZone> /etc/localtime
+
 
+
'''Esempio:'''
+
 
+
# ln -s /usr/share/zoneinfo/Europe/Rome /etc/localtime
+
 
+
==== Hardware clock ====
+
 
+
Impostare la modalità orologio hardware in modo uniforme tra i sistemi operativi sulla stessa macchina. Altrimenti l'orario può essere sovrascritto e causare sfasamenti di orario.
+
 
+
Potete generare il file {{ic|/etc/adjtime}} automaticamente utilizzando uno dei seguenti comandi:
+
 
+
*'''UTC''' (raccomandato)
+
:{{nota| Utilizzare [[Wikipedia:it:Coordinated Universal Time|UTC]]per l'orologio hardware non significa che verrà utilizzato UTC nel software.}}
+
: {{bc|# hwclock --systohc --utc}}
+
 
+
* '''localtime''' (Altamente Sconsigliato) - utilizzato di default in Windows.
+
:{{Attenzione|Utilizzare ''localtime'' può portare a diversi e irreparabili bug. Tuttavia, non ci sono piani per l'abbandono del supporto di ''localtime''.}}
+
: {{bc|# hwclock --systohc --localtime}}
+
 
+
Se avete un sistema dual-boot con Windows (o avete in previsione di averlo):
+
 
+
* '''Raccomandato'''. Impostare sia Arch Linux che Windows in modo che utilizzino UTC. Si necessita una [[Time#UTC_in_Windows|correzione del registro]] di Windows. Inoltre, assicurarsi di impedire a Windows di sincronizzare l'orologio da internet, in modo che l'orologio hardware utilizzi nuovamente ''localtime''. Se si vuole usufruire della funzionalità di sincronizzazione dell'orologio (NTP sync), è necessario utilizzare [[Network Time Protocol daemon (Italiano)|ntpd]] sulla propria installazione di Arch Linux.
+
 
+
* '''Sconsigliato'''. Impostare Arch Linux su ''localtime'' e disabilitare ogni servizio relativo all'impostazione dell'orologio, come {{ic|ntpd.service}}. Questo permetterà a Windows di prendersi cura della correzione dell'ora hardware e sarà necessario ricordarsi di avviare Windows almeno due volte l'anno (in primavera e autunno), quando [[Wikipedia:Daylight_savings_time|DTS]] elabora l'ora legale. Quindi, per favore non chiedere sul forum perchè l'orologio è un'ora indietro o in avanti se utilizzate questo sistema e siete soliti passare molto tempo senza avviare Windows.
+
 
+
==== Moduli del Kernel ====
+
 
+
{{Suggerimento|Questo è solo un esempio, non è necessario impostarlo. Normalmente tutti i moduli necessari sono caricati automaticamente da udev, quindi raramente si avrà bisogno di aggiungerne qualcuno. Si aggiungano solamente i moduli che se ne conosce la mancanza}}
+
 
+
Per aggiungere i moduli del kernel da caricare durante l'avvio, creare un file {{ic|*.Conf}} in {{ic|/etc/modules-load.d/}}, con un nome in base al programma che li utilizza .
+
 
+
{{hc|# nano /etc/modules-load.d/virtio-net.conf|
+
# Carica il modulo 'virtio-net.ko' al boot.
+
virtio-net}}
+
 
+
Se ci sono più moduli da caricare per {{ic|*.conf}}, I nomi dei moduli possono essere separati andando a capo. Un buon esempio risulta  [[VirtualBox#Arch_Linux_guests|VirtualBox Guest Additions]].
+
 
+
Le righe vuote e linee il cui primo carattere è {{ic|#}} o {{ic|;}}, vengono ignorate.
+
 
+
==== Hostname ====
+
 
+
Impostare l'[[Wikipedia::it:hostname|hostname]] a vostro piacimento (ad esempio "arch"):
+
 
+
# echo '''myhostname''' > /etc/hostname
+
 
+
{{nota|Non è più necessario modificare {{ic|/etc/hosts}}. Il pacchetto {{Pkg|nss-myhostname}} provvederà alla risoluzione del nome host, ed è installato su tutti i sistemi per impostazione predefinita.}}
+
 
+
=== Configurare la rete ===
+
 
+
È necessario configurare la rete ancora una volta, ma questa volta per l'ambiente appena installato. La procedura e prerequisiti sono molto simili a quella descritta [[#Stabilire una connessione di rete | precedentemente]], eccetto che stiamo per renderla persistente ed eseguita automaticamente all'avvio.
+
 
+
{{nota| Per informazioni più approfondite, consultare le pagine [[Configurazione della Rete]] e [[Wireless_Setup|Wireless Setup]].}}
+
 
+
==== Reti Wired ====
+
 
+
; IP Dinamico
+
 
+
Se si utilizza solo un singolo collegamento di rete fissa cablata, non avete bisogno di un servizio di gestione della rete e si può semplicemente attivare il servizio {{ic|dhcpcd}}:
+
 
+
# systemctl enable dhcpcd@eth0.service
+
 
+
In alternativa, è possibile utilizzare il servizio {{ic|net-auto-wired}} di {{Pkg|netcfg}}, che gestisce con egregiamente le connessioni dinamiche a nuove reti:
+
 
+
# pacman -S ifplugd
+
# cd /etc/network.d
+
# ln -s examples/ethernet-dhcp .
+
# systemctl enable net-auto-wired.service
+
 
+
; IP Statico
+
 
+
Installare {{Pkg|ifplugd}}, che è necessario per utilizzare {{ic|net-auto-wired}}:
+
 
+
# pacman -S ifplugd
+
 
+
Copiare un profilo di esempio da {{ic|/etc/network.d/examples}} a {{ic|/etc/network.d}}:
+
 
+
# cd /etc/network.d
+
# cp examples/ethernet-static .
+
 
+
Modificare il profilo in base alle proprie esigenze:
+
 
+
# nano ethernet-static
+
 
+
Abilitare il servizio {{ic|net-auto-wired}}:
+
 
+
# systemctl enable net-auto-wired.service
+
 
+
==== Reti Wireless ====
+
 
+
Avrete bisogno di installare dei programmi addizionali per abilitare essere abilitati a configurare e gestire i profili di rete wireless per[[netcfg (Italiano)|netcfg]].
+
 
+
[[NetworkManager (Italiano)|NetworkManager]] e [[Wicd (Italiano)|Wicd]] sono altre alternative popolari.
+
 
+
* Installare i pacchetti richiesti:
+
 
+
# pacman -S wireless_tools wpa_supplicant wpa_actiond dialog
+
 
+
Se il proprio adattatore wireless richiede un firmware (come descritto nella sezione su [[#Wireless|stabilire una connessione Wireless]] e [[Wireless Setup (Italiano)#Drivers e firmware|Drivers e firmware]]), installare il pacchetto contenente il proprio firmware. Per esempio:
+
 
+
# pacman -S zd1211-firmware
+
 
+
* Collegarsi alla rete con alla rete con {{ic|wifi-menu}} (eventualmente controllare il nome dell'interfaccia con {{ic|ip link}}, ma di solito è {{ic|wlan0}}), che genererà un file di profilo in {{ic|/etc/network.d}} col nome del vostro SSID. Vi sono anche dei modelli disponibili in {{ic|/etc/network.d/examples/}} per la configurazione manuale.
+
 
+
# wifi-menu
+
 
+
* Abilitare il servizio {{ic|net-auto-wireless}}, il demone si collegherà alle reti conosciute, e gestirà ordinatamente il roaming e la disconnessione:
+
 
+
# systemctl enable net-auto-wireless.service
+
 
+
{{Note|[[netcfg (Italiano)|netcfg]] fornisce anche {{ic|net-auto-wired}}, che può essere usato in combinazione con {{ic|net-auto-wireless}}.}}
+
 
+
* Assicurarsi che la variabile dell'interfaccia wireless (si solito {{ic|wlan0}}) sia correttamente impostata in {{ic|/etc/conf.d/netcfg}}:
+
 
+
{{hc|# nano /etc/conf.d/netcfg|2=
+
WIRELESS_INTERFACE="wlan0"}}
+
 
+
Inoltre è possibile definire una lista di profili di rete a cui connettersi automaticamente con la variabile {{ic|AUTO_PROFILES}} in  {{ic|/etc/conf.d/netcfg}}. Se {{ic|AUTO_PROFILES}} non è impostato, verranno provate tutte le reti wireless conosciute.
+
 
+
==== xDSL (PPPoE), modem analogici o ISDN ====
+
 
+
Per attivare una connessione a modem xDSL, dial-up e ISDN, consultare il wiki [[Direct Modem Connection]].
+
 
+
===Configurare Pacman===
+
 
+
Pacman è il '''pac'''kage '''man'''ager di Arch Linux. É altamente raccomandato di studiare e imparare ad usarlo. Si veda {{ic|man pacman}}, e si legga anche l'articolo  [[Pacman_(Italiano)| Pacman]], oppure si può anche consultare la pagina [[Pacman Rosetta]] per un confronto con i più diffusi gestori di pacchetti.
+
 
+
Per la selezione di un repositorio o le opzioni di pacman, modificare il file {{ic|/etc/pacman.conf}}.
+
 
+
{{Nota|Quando si scelgono i repository, assicurarsi di decommentare sia la riga {{ic|[''Nome_Repositorio'']}}, sia la riga {{ic|Include}}. Diversamente, il repository in oggetto sarà omesso. È un errore molto comune.}}
+
 
+
# nano /etc/pacman.conf
+
 
+
Molti utenti vorranno utilizzare {{ic|[core]}}, {{ic|[extra]}} e {{ic|[community]}}.
+
 
+
Se avete installato Arch Linux x86_64, si raccomanda di abilitare il repository {{ic|[multilib]}} (per essere in grado di eseguire sia applicazioni a 32 bit che a 64 bit):
+
 
+
[multilib]
+
Include = /etc/pacman.d/mirrorlist
+
 
+
Si veda l'articolo [[Official Repositories (Italiano)| Repositori Ufficiali]] per ulteriori informazioni, compresi i dettagli sullo scopo di ogni repository.
+
 
+
Per i programmi non disponibili direttamente tramite pacman, si consulti la pagina [[AUR (Italiano)|Arch User Repository]].
+
 
+
=== Creare un ambiente iniziale ramdisk ===
+
 
+
{{Suggerimento|La maggior parte degli utenti possono saltare questo passaggio e utilizzare i valori predefiniti forniti in {{ic|/etc/mkinitcpio.conf}}. L'immagine initramfs (nella cartella di {{ic|/boot}}) è già stato generato in base a questo file quando il pacchetto {{Pkg|linux}} (il kernel Linux) è stato installato precedentemente con {{ic|pacstrap}}.}}
+
 
+
Qui è necessario impostare i giusti [[Mkinitcpio (Italiano)#HOOKS|hooks]] se root risiede su un disco USB, se si utilizza un sistema RAID, LVM, o se {{ic|/usr}} è in una partizione separata.
+
 
+
Modificare {{ic|/etc/mkinitcpio.conf}} in base alle proprie esigenze e ri-generare l'immagine initramfs con
+
+
# mkinitcpio -p linux
+
 
+
=== Impostare la password di Root e aggiungere un normale utente ===
+
 
+
Potete impostare la password di root con
+
 
+
# passwd
+
 
+
{{Attenzione|Linux è un ambiente multi-utente. Si consiglia di non eseguire le attività quotidiane utilizzando l'account di root, è una pratica sconsigliata ed estremamente pericoloso. L'account di root dovrebbe essere utilizzato solo per le attività amministrative.}}
+
 
+
Aggiungere un account utente normale. Per un modo più interattivo è possibile utilizzare il comando {{ic | adduser}}. Tuttavia verrà mostrato il metodo non-interattivo.
+
L'utente ''archie'' utilizzato è solo un esempio.
+
 
+
# useradd -m -g users -s /bin/bash ''archie''
+
# passwd ''archie''
+
 
+
Se si desidera ripetere l'operazione utilizzare il comando {{ic|userdel}}. L'opzione {{ic|-r}} rimuoverà la directory home dell'utente e il suo contenuto, insieme con le impostazioni dell'utente (i cosiddetti file "punto").
+
 
+
# userdel -r [username]
+
 
+
Per ulteriori informazioni si veda [[Users_and_Groups_(Italiano) | Utenti e Gruppi]].
+
 
+
=== Installare e configurare un bootloader ===
+
 
+
==== Schede Madri BIOS ====
+
 
+
Per i sistemi BIOS sono disponibili tre bootloader :  syslinux, GRUB, e [[LILO]]. Si scelga il bootloader secondo le vostre esigenze. Di seguito verranno spiegati solo Syslinux e GRUB.
+
 
+
* Syslinux è (attualmente) limitato a caricare solo i file dalla partizione in cui è stato installato. Il suo file di configurazione è considerato più facile da capire. Esempi di configurazione possono essere trovati [https://bbs.archlinux.org/viewtopic.php?pid=1109328#p1109328 qui].
+
 
+
* GRUB è più ricco di funzionalità e supporta scenari più complessi. Il suo file di configurazione è più simile ad un linguaggio di scripting, e modificarli manualmente può essere difficile per i principianti. Si raccomanda di generarne automaticamente uno.
+
 
+
{{nota|Alcuni sistemi BIOS possono avere problemi con GPT. Si veda http://mjg59.dreamwidth.org/8035.html e http://rodsbooks.com/gdisk/bios.html per maggiori informazioni e possibili soluzioni.}}
+
 
+
===== Syslinux =====
+
 
+
Installare il pacchetto {{Pkg|syslinux}} e successivamente utilizzare lo script {{ic|syslinux-install_update}} per ''installare'' automaticamente modificare i file ({{ic|-i}}), marcare la partizione ''active'' impostandola con il flag di ''boot'' ({{ic|-a}}), e installarlo sul codice di avvio ''MBR'' ({{ic|-m}}):
+
 
+
{{nota|Se si è partizionato il disco come GPT, installare anche il pacchetto {{Pkg|gptfdisk}} (tramite {{ic|pacman -S gptfdisk}}), perché fornisce {{ic|sgdisk}}, che verrà utilizzato per impostare il flag lo specifico flag GPT si avvio.}}
+
 
+
  # pacman -S syslinux
+
  # syslinux-install_update -iam
+
 
+
Configurare il file {{ic|syslinux.cfg}} per puntare alla giusta partizione di {{ic|/root}}. Questo passaggio è fondamentale. Se dovesse puntare alla partizione sbagliata, Arch Linux non si avvia.Cambiare {{ic|/dev/sda3}} in modo che coincida con la vostra partizione root designata (se avete partizionato il disco come abbiamo fatto nell'esempio, la vostra partizione di root sarà sda1). Fate lo stesso per {{ic|LABEL archfallback}}.
+
 
+
{{hc|# nano /boot/syslinux/syslinux.cfg|2=
+
...
+
LABEL arch
+
        ...
+
        APPEND root=/dev/sda3 ro
+
        ...}}
+
 
+
Per di ulteriori informazioni su come configurare e utilizzare Syslinux, consultare la pagina [[Syslinux (Italiano)|Syslinux]].
+
 
+
===== GRUB =====
+
 
+
Installare il pacchetto {{Pkg|grub-bios}} ed eseguire il comando {{ic|grub-install}}.
+
 
+
{{Nota|Cambiare {{ic|/dev/sda}} in modo che rifletta il dispositivo su cui è stato installato Arch. Non aggiungere un numero alla partizione (non utilizzare {{ic|sda''X''}}).}}
+
 
+
{{Nota| Per dispositivi partizionati in GPT su schede madri con BIOS, GRUB necessità di una "[[GRUB2_(Italiano)#Istruzioni_specifiche_per_GPT|partizione di avvio del BIOS]]" da 2 MiB.}}
+
 
+
# pacman -S grub-bios
+
# grub-install --target=i386-pc --recheck /dev/sda
+
# cp /usr/share/locale/en\@quot/LC_MESSAGES/grub.mo /boot/grub/locale/en.mo
+
 
+
Mentre è possibile utilizzare un file {{ic|grub.cfg}} creato manualmente, si raccomanda per i principianti di generarne uno automaticamente:
+
 
+
{{Suggerimento|Se volete che questo comando ricerchi automaticamente eventuali altri sistemi operativi presenti nel vostro computer, installare prima il pacchetto {{Pkg|os-prober}}  ({{ic|pacman -S os-prober}}) prima di eseguire il comando successivo.}}
+
 
+
# grub-mkconfig -o /boot/grub/grub.cfg
+
 
+
Per di ulteriori informazioni su come configurare e utilizzare GRUB, si veda la pagina [[GRUB (Italiano)|GRUB]].
+
 
+
==== Per schede madri con UEFI====
+
 
+
Per un avvio UEFI, il disco deve essere partizionato in GPT, e una partizione di sistema UEFI (512 MiB o superiore, FAT32, di tipo {{ic|EF00}}) deve essere presente e montata su {{ic|/boot/efi}}. Se avete seguito questa guida dall'inizio, avete già effettuato questo passaggio.
+
 
+
Vi sono diversi [[UEFI_Bootloaders|bootloader UEFI]] disponibili, viene raccomandato l'utilizzo di EFISTUB. Di seguito troverete le istruzioni per impostare EFISTUB e GRUB.
+
 
+
{{Note|Syslinux non supporta UEFI.}}
+
 
+
===== EFISTUB =====
+
 
+
Il kernel Linux può agire come un proprio bootloader proprio utilizzando EFISTUB. Questo è il metodo di avvio UEFI raccomandato dagli sviluppatori ed è più semplice rispetto all'utilizzo di {{ic|grub-efi-x86_64}}. La procedura riportata di seguito imposta rEFInd (un fork di rEFIt) per fornire un menu EFISTUB per il kernel, nonché per l'avvio di altri bootloader UEFI. È inoltre possibile utilizzare [[UEFI_Bootloaders#Using_gummiboot|gummiboot]] al posto di rEFInd. Sia rEFInd che gummiboot sono in grado di rilevare Windows bootloader UEFI in caso di dual-boot.
+
 
+
1. Avviare in modalità UEFI e caricare il modulo del kernel {{ic|efivars}} prima di effettuare il chroot:
+
 
+
# modprobe efivars 
+
 
+
2. Montare la partizione UEFISYS su {{ic|/mnt/boot/efi}}, effettuare il chroot e [[UEFI_Bootloaders#Setting_up_EFISTUB| copiare i file del kernel e di initramfs]] in {{ic|/boot/efi}}.
+
 
+
3. Ogni volta che il kernel e il file initramfs vengono aggiornati in {{ic|/boot}}, hanno bisogno di essere aggiornati anche in {{ic|/boot/efi/EFI/arch}}. Questo può essere automatizzato sia  [[UEFI_Bootloaders#Sync_EFISTUB_Kernel_in_UEFISYS_partition_using_Systemd|utilizzando Systemd]], sia [[UEFI_Bootloaders#Sync_EFISTUB_Kernel_in_UEFISYS_partition_using_Incron|utilizando incron]] (per chi non utilizza Systemd).
+
 
+
4. A questo punto , è possibile passare a [[UEFI Bootloaders#Booting EFISTUB]] per scegliere un metodo di installazione del boot loader. Le istruzioni che seguono vi porteranno ad impostare e configurarne una che utilizza una interfaccia grafica di avvio chiamato rEFInd. Installare i seguenti pacchetti:
+
 
+
# pacman -S refind-efi efibootmgr
+
 
+
5. Installare rEFInd sulla partizione UEFISYS (come decritto in [[UEFI Bootloaders#Using rEFInd]]):
+
 
+
# mkdir -p /boot/efi/EFI/refind
+
# cp /usr/lib/refind/refindx64.efi /boot/efi/EFI/refind/refindx64.efi
+
# cp /usr/lib/refind/config/refind.conf /boot/efi/EFI/refind/refind.conf
+
# cp -r /usr/share/refind/icons /boot/efi/EFI/refind/icons
+
 
+
6. Creare un file {{ic|/boot/efi/EFI/arch/refind_linux.conf}} con i parametri del kernel per essere utilizzati da rEFInd:
+
 
+
{{hc|# nano /boot/efi/EFI/arch/refind_linux.conf|2=
+
"Boot to X"              "root=/dev/sdaX ro rootfstype=ext4 systemd.unit=graphical.target"
+
"Boot to console"  "root=/dev/sdaX ro rootfstype=ext4 systemd.unit=multi-user.target"}}
+
 
+
{{Nota|{{ic|refind_linux.conf}} deve risiedere nella stessa directory del kernel e del file initramfs, non nella directory  dove è presenmte {{ic|refindx64.efi}}}}.
+
 
+
7. Aggiungere rEFInd al menu di avvio UEFI utilizzando [[Unified_Extensible_Firmware_Interface_(Italiano)#efibootmgr|efibootmgr]].
+
 
+
{{Warning|Usare {{ic|efibootmgr}} su machine Mac Apple può corrompere il firmware, e potrebbe essere necessario re-flashare la ROM della scheda madre. Per sistemi Mac usare {{AUR|mactel-boot}} o "bless" direttamente da Mac OS X.}}
+
 
+
  # efibootmgr -c -g -d /dev/sdX -p Y -w -L "rEFInd" -l '\EFI\refind\refindx64.efi'
+
 
+
{{Nota|Nel comando precedente, X e Y corrispondono al disco e la partizione della partizione UEFISYS. Ad esempio per {{ic|/dev/sdc5}}, X è "c" e Y è "5".}}
+
 
+
9. (Opzionale) Come ripiego, nel caso in cui la voce creata da {{ic|efibootmgr}} non funziona, copiare {{ic|refindx64.efi}} in {{ic|/boot/efi/EFI/boot/bootx64.efi}} come segue::
+
 
+
# cp -r /boot/efi/EFI/refind/* /boot/efi/EFI/boot/
+
# mv /boot/efi/EFI/boot/refindx64.efi  /boot/efi/EFI/boot/bootx64.efi
+
 
+
===== GRUB =====
+
 
+
{{nota|Nel caso abbiate un sistema EFI 32-bit, come i Mac antecedenti il 2008, installare {{ic|grub-efi-i386}} e usare {{ic|1=--target=i386-efi}}.}}
+
 
+
# pacman -S grub-efi-x86_64 efibootmgr
+
# grub-install --target=x86_64-efi --efi-directory=/boot/efi --bootloader-id=arch_grub --recheck
+
# cp /usr/share/locale/en\@quot/LC_MESSAGES/grub.mo /boot/grub/locale/en.mo
+
 
+
Il comando seguente crea una voce di menu di GRUB nel menu di avvio UEFI. Tuttavia, a partire dalla versione 2.0 di {{Pkg|grub-efi-x86_64}}, {{ic|grub-install}} tenta di creare una voce di menu, laciare {{ic|efibootmgr}} potrebbe non essere necessario. Si veda [[UEFI#efibootmgr|efibootmgr]] per maggiori informazioni.
+
 
+
  # efibootmgr -c -g -d /dev/sdX -p Y -w -L "Arch Linux (GRUB)" -l '\EFI\arch_grub\grubx64.efi'
+
 
+
Mentre, successivamente è possibile utilizzare un file {{ic|grub.cfg}} creato manualmente, si raccomanda, per i principianti, di generarne uno automaticamente:
+
 
+
{{Suggerimento|Se volete che questo comando ricerchi automaticamente eventuali altri sistemi operativi presenti nel vostro computer, installare prima il pacchetto {{Pkg|os-prober}} ({{ic|pacman -S os-prober}}) prima di eseguire il comando successivo.}}
+
 
+
# grub-mkconfig -o /boot/grub/grub.cfg
+
 
+
Per di ulteriori informazioni su come configurare e utilizzare GRUB, si veda la pagina [[GRUB (Italiano)|GRUB]].
+
 
+
=== Smontare le partizioni montate ===
+
 
+
Uscire dall'ambiente chroot:
+
 
+
# exit
+
 
+
Precedentemente, come esempio, si sono montate le partizioni sotto {{ic|/mnt}}. In questa fase procederemo a smontarle tutte.
+
 
+
# umount /mnt/{boot,home,}
+
 
+
Riavviare il computer:
+
 
+
# reboot
+
 
+
{{suggerimento|Assicurarsi di rimuovere il supporto di installazione altrimenti si rischia di avviare nuovamente il supporto di installazione.}}
+
<noinclude>
+
{{Beginners' Guide navigation (Italiano)}}</noinclude>
+

Latest revision as of 17:58, 12 July 2016