Beginners' Guide/Post-Installation (Italiano)

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Nota: Questa è una parte della versione suddivisa in pagine multiple della Guida per Principianti. Cliccare qui se si preferisce consultare la guida nella sua interezza.


Post-Installazione

Congratulazioni, e benvenuti nel sistema base di Arch Linux!

Questa sezione coprirà varie procedure essenziali da effettuare dopo l'installazione, come l'aggiornamento del nuovo sistema e l'aggiunta di un regolare utente non-root.

Aggiornare

Il nuovo sistema di base Arch Linux è ora un funzionale sistema operativo GNU/Linux pronto per essere personalizzato. A partire da questo elegante set di strumenti sarà possibile costruire il sistema più adatto ai propri scopi.

Autenticarsi (login) con l'account root. Si vedrà come configurare 'Pacman e aggiornare il sistema da utente root.

Nota: Le console virtuali 1-6 sono accessibili. È possibile passare da una all'altra con Template:Keypress+Template:Keypress... Template:Keypress.

Configurazione della rete (se necessario)

Se si ha correttamente configurato il proprio sistema, si dovrebbe avere una connessione funzionante. Provare ad effettuare il ping su www.google.com per verificarlo:

Template:Command

Se si è correttamente stabilita una connessione di rete, continuare con [[#Aggiornamento, Sincronizzazione e Avanzamento del sistema tramite Pacman.

Se, dopo aver provato ad effettuare il ping su www.google.com, si è ricevuto un errore "unknown host", si può concludere che la rete non è correttamente configurata. Innanzitutto verificare nuovamente l'integrità e le corrette impostazioni dei seguenti file:

Template:Filename - Verificare sopratutto i valori delle sezioni HOSTNAME e NETWORKING.

Template:Filename - Controllare la formattazione. (Vedere sopra.)

Template:Filename - Se si usa un IP statico. Se si utilizza DHCP, questo file verrà creato e distrutto dinamicamente come impostazione predefinita.

Suggerimento: Istruzioni avanzate per la configurazione della rete possono essere rinvenute nell'articolo Network.
LAN via cavo

Controllare le proprie interfacce ethernet con:

# ifconfig -a

Tutte le interfacce devono essere elencate. Dovrebbe essere presente una voce per eth0, o magari eth1. Come esempio useremo eth0.

IP Statico

Se richiesto, è possibile impostare un nuovo IP statico tramite:

# ifconfig eth0 <indirizzo ip> netmask <netmask> up 

ed un gateway predefinito con:

# route add default gw <indirizzo ip del gateway>

verificare che Template:Filename contenga il proprio server DNS ed aggiungerlo nel caso non fosse presente. Verificare di nuovo la propria configurazione di rete con il ping su www.google.com. Se tutto dovesse funzionare ora, modificare Template:Filename come descritto in precedenza per l'IP statico.

DHCP

Se si ha nella propria rete un server DHCP/router, provare:

# dhcpcd eth0

Se questo dovesse funzionare, modificare Template:Filename come descritto in precedenza per l'IP dinamico.

LAN Wireless

Si prega di consultare la guida rapida al wireless per l'ambiente live per i dettagli sul collegamento a una rete wireless. Anche se non si è più nella fase di installazione, i comandi sono gli stessi fino a quando si è installato tutti i pacchetti relativi wireless durante la selezione dei pacchetti. Si ricordi che il dispositivo wireless può avere bisogno del firmware per funzionare. Per la risoluzione dei problemi, controllare la pagina dettagliata sulla configurazione wireless.

Server Proxy

Se si è dietro ad un server proxy, editare il file Template:Filename ed immettere i dovuti parametri http_proxy e ftp_proxy .

Modem analogico, ISDN e DSL (PPPoE)

Vedere il wiki Internet Access per istruzioni detagliate.

Aggiornamento, Sincronizzazione e Avanzamento del sistema tramite Pacman

Ora si aggiornerà il sistema utilizzando Pacman. Pacman è il package manager di Arch Linux. Esso gestisce l'intero sistema dei pacchetti, permettendo l'installazione, la disinstallazione, il ripristino di versioni precedenti dei pacchetti (attraverso la cache), il trattamento dei pacchetti auto-compilati, la risoluzione automatica delle dipendenze, ricerche da remoto e in locale, e molto altro. Pacman verrà ora utilizzato per scaricare i pacchetti software da repository remoti e li installerà sul proprio sistema.

Nota: Se è stato installato il sistema attraverso una netinstall, molti pacchetti, se non tutti, saranno già aggiornati. Tuttavia, è ancora consigliabile eseguire questo processo di aggiornamento.
/etc/pacman.conf

Pacman tenterà di accedere al file Template:Filename ogni volta che viene eseguito. Questo file di configurazione è diviso in sezioni o repository. Ogni sezione definisce un repository di pacchetti che pacman può utilizzare nel cercare pacchetti. L'eccezione a questa regola è la sezione "Options", che definisce opzioni globali.

Nota: il file fornito di default dovrebbe funzionare correttamente, perciò potrebbe non essere necessario modificarlo a questo punto, ma si raccomanda comunque di verificarlo. Ulteriori informazioni sono disponibili nell'articolo Mirrors.
# nano /etc/pacman.conf

I vari Repository verranno descritti in seguito. Abilitare tutti i repository desiderati rimuovendo il simbolo cancelletto "#" davanti alle righe 'Include =' e '[repository]').

Nota: Quando si scelgono i repository, assicurarsi di decommentare sia la riga d'intestazione del repository racchiusa tra parentesi quadre, sia la riga 'Include ='. Diversamente, il repository in oggetto sarà omesso. È un errore molto comune.
Package Repositories

Un Repository è un deposito di archiviazione dal quale i pacchetti software possono essere scaricati e installati su un computer. I manutentori dei pacchetti (sviluppatori e utenti fidati (TU)) di Arch Linux mantengono un certo numero di repository ufficiali contenenti i pacchetti software più essenziali e popolari, facilmente accessibili tramite pacman. Questo articolo delinea i repository ufficialmente supportati. Si veda la pagina sui repository ufficiali per ulteriori informazioni, e sullo scopo di ogni repository.

Molti utenti vorranno utilizzare [core], [extra] e [community]. Se si desidera eseguire applicazioni a 32 bit su Arch x86_64, attivare il repository [multilib] aggiungendo le righe seguenti al file Template:Filename, o de-commentandole se già presenti:

[multilib]
Include = /etc/pacman.d/mirrorlist
AUR (unsupported)

Il repository AUR contiene anche il ramo unsupported, al quale non è possibile accedere direttamente tramite pacman*. AUR [unsupported] non contiene pacchetti binari. Fornisce invece oltre 23000 script PKGBUILD per compilare pacchetti da sorgente, che non sarebbero disponibili tramite gli altri repository. Quando su AUR un pacchetto non supportato acquisisce abbastanza voti, può essere spostato nel repository AUR [community], se un TU decide di adottarlo e mantenerlo.

  • Mantenuto dai Trusted User
  • Solo script bash di compilazione PKGBUILD
  • Non accessibile tramite pacman di default

* I wrapper di pacman (AUR Helpers) possono aiutare ad accedere ad AUR senza difficoltà.

/etc/pacman.d/mirrorlist

Definisce i mirror dei repository di pacman e le loro priorità.

Aprire il file Template:Filename con un editor e de-commentare un server (rimuovendo il simbolo '#' davanti ad esso) più vicino a se. Dopodiché procedere con un completo aggiornamento della banca dati dei pacchetti:

# pacman -Syy

Passare due volte il flag --refresh o -y a pacman, lo costringe a rigenerare tutta la lista dei pacchetti anche se quella esistente è considerata aggiornata. Eseguire pacman -Syy ogni volta che si cambia mirror è una buona abitudine ed evita possibili mal di testa.

rankmirrors

In alternativa è possibile utilizzare Template:Codeline. rankmirrors è uno script in bash che tenterà di rilevare quali mirror tra quelli de-commentati in Template:Filename sono più vicini alla macchina, calcolandone la latenza. Mirror più veloci incrementeranno drasticamente le performance di pacman, e l'esperienza globale con Archlinux. Questo script può essere eseguito periodicamente, specialmente se si riscontrano velocità di download e/o aggiornamenti scarsi. Da notare che rankmirrors non esegue verifiche sulla banda disponibile dal mirror. Altri tool quali wget o rsync possono essere utilizzati per quantificare l'effettiva capacità in upload del mirror dopo la generazione di un nuovo Template:Filename.

Immettere il seguente comando per aggiornare completamente il database dei pacchetti, aggiornare e installare curl:

# pacman -Syyu curl 
  • Se si ottiene un errore in questo passaggio, usare il comando "nano /etc/pacman.d/mirrorlist" e decommentare un server adatto alle proprie esigenze.

spostarsi nella directory Template:Filename:

# cd /etc/pacman.d

creare una copia di sicurezza di Template:Filename:

# cp mirrorlist mirrorlist.backup

Modificare mirrorlist.backup e decommentare tutti i mirror appartenenti al proprio continente o che risultino geograficamente vicini da un test con rankmirrors.

# nano mirrorlist.backup

Eseguire lo script su mirrorlist.backup con lo switch -n e redirigere l'output su un nuovo file Template:Filename:

# rankmirrors -n 6 mirrorlist.backup > mirrorlist

-n 6: classifica i 6 mirror più vicini

Forzare pacman a rigenerare tutte le liste di pacchetti ora che il nuovo mirrorlist è al suo posto:

# pacman -Syy
Controllo dei mirror per pacchetti aggiornati

Poiché rankmirrors non effettua un controllo sull'aggiornamento della lista dei pacchetti di un mirror, è importante notare che alcuni di essi potrebbero contenere pacchetti non più aggiornati, questo perché effettua un controllo sulla velocità dei mirror e non sul loro effettivo aggiornamento. . ArchLinux Mirrorcheck riporta vari aspetti dei mirror tra i quali: quelli su cui sono riscontrati problemi di rete, problemi di database, riporta la data dell'ultima sincronizzazione, etc. Qualcuno potrebbe voler controllare manualmente i mirror in Template:Filename per assicurarsi che contenga solo mirror aggiornati, se avere software all'ultima versione disponibile è una priorità.

In alternativa, il Mirrorlist Generator può generare automaticamente una lista di mirrors più vicini alla propria posizione prendendo in esame quelli più aggiornati.

Familiarizzare con pacman

Pacman è il miglior amico dell'utente Arch. È fortemente raccomandato studiarne i comandi e poi provarli. Vedere:

man pacman

Per ulteriori informazioni consultare la guida pacman e l'articolo pacman rosetta, che fornisce un confronto tra comandi più utilizzati prendendo in esame i vari gestori di pacchetti.

Aggiornare il sistema

Ora si è pronti per aggiornare l'intero sistema. Prima di effettuare questa operazione, è buona norma leggere le notizie (e facoltativamente il annunci della mailing list). Spesso gli sviluppatori forniscono importanti informazioni su configurazioni richieste e modifiche per problemi noti. É pratica di ogni buon Arciere consultare queste pagine, prima di ogni aggiornamento. Per aggiornare all'ultima versione disponibile tutti i pacchetti installati nel proprio sistema:

# pacman -Syu

oppure con :

# pacman --sync --refresh --sysupgrade

Pacman ora scaricherà una nuova copia aggiornata della lista dei pacchetti dai server definiti in Template:Filename ed eseguirà tutti gli aggiornamenti disponibili. É possibile che venga proposto di aggiornare pacman stesso in primo luogo. Nel caso, rispondere "yes" e una volta finito l'aggiornamento ridare il comando Template:Codeline.

In caso di aggiornamento del Kernel occorre riavviare il sistema.

Nota: Occasionalmente, le modifiche di configurazione possono richiedere un intervento dell'utente durante un aggiornamento, leggere l'output di pacman per eventuali informazioni pertinenti.

Pacman salva l'ouput nel file Template:Filename.

Per ulteriori informazioni su opzioni e configurazione consultare la guida approfondita su Pacman.

Ignorare pacchetti

Dopo l'esecuzione del comando Template:Codeline, l'intero sistema sarà aggiornato. È possibile prevenire l'aggiornamento di un pacchetto. Uno scenario tipico potrebbe essere quello di un pacchetto il cui aggiornamento potrebbe risultare problematico per il sistema. In questo caso, Ci sono due opzioni; indicare il/i pacchetto/i da ignorare direttamente nella riga di comando di pacman utilizzando lo switch --ignore (eseguire Template:Codeline per i dettagli) oppure indicare permanentemente il/i pacchetto/i da ignorare all'interno di Template:Filename nella array IgnorePkg. Per ulteriori informazioni consultare la guida su Pacman.

L'utente avanzato dovrebbe tenere il sistema costantemente aggiornato tramite Template:Codeline, piuttosto che aggiornare i pacchetti uno per uno. Naturalmente questo non è obbligatorio, ma bisogna tenere presente che un comportamento differente potrebbe comportare un blocco del sistema o un suo malfunzionamento. La maggior parte delle lamentele giungono a causa di aggiornamenti di singoli pacchetti, compilazioni inusuali o installazioni improprie. Anche l'utilizzo di IgnorePkg in Template:Filename non è affatto incoraggiato, e dovrebbe essere utilizzato solo raramente, quando si è certi di sapere ciò che si sta facendo.

La bellezza di una distribuzione rolling release

Tenere presente che Arch è una distribuzione rolling release. Questo significa che non c'è necessità di eseguire la reinstallazione del sistema per aggiornarlo ad una versione più recente. Dare periodicamente il comando Template:Codeline mantiene aggiornato il sistema alla versione più recente.

Aggiungere un utente

Nota: Prima di aggiungere i propri utenti, considerare di proteggere ulteriormente il sistema passando da una password con hash MD5 a delle password con hash sha512. Vedere l'articolo SHA password hashes per ulteriori informazioni.

Linux è un ambiente multi-utente. Non si dovrebbe fare il lavoro quotidiano (navigare in Internet, scrivere una e-mail, ascoltare musica, ecc.) con l'account di root, perché è un rischio per la sicurezza del sistema. L'utente Root è per compiti amministrativi. Invece aggiungere un normale account utente non-root utilizzando il programma Template:Codeline.

# useradd -m -g [gruppo_iniziale] -G [gruppi_addizionali] -s [login_shell] [nome_utente] 

  • -m Crea una directory home dell'utente come /home/username. All'interno della propria directory home, un utente può scrivere file, cancellarli, installare programmi, etc. Le directory home degli utenti conterranno i loro dati ed i loro file di configurazione personali, i cosiddetti file punto (il loro nome è preceduto da un punto), che risultano nascosti. (Per visualizzare i file nascosti, abilitare l'opzione dedicata nel proprio file manager, oppure utilizzare ls con lo switch -a. Se dovesse presentarsi un conflitto tra i file di configurazione lato utente (sotto /home/username) e globali (solitamente sotto /etc), i settaggi lato utente prevarranno. Tra i file-punto spesso modificati dall'utente, troviamo Template:Filename e Template:Filename. I file di configurazione rispettivamente del server X e di Bash. Tra le altre cose consentono all'utente rispettivamente: di cambiare il window manager da avviare dopo il login il primo, e gli alias, comandi personalizzati e variabili d'ambiente il secondo. Quando viene creato un utente i suoi file-punto vengono prelevati dalla directory /etc/skel dove risiedono dei prototipi di file di sistema.
  • -g Il nome del gruppo o il numero del gruppo iniziale di login dell'utente. Il nome del gruppo deve esistere. Se è previsto il numero di un gruppo, deve riferirsi ad un gruppo già esistente. Se non specificato, il comportamento di useradd dipenderà dalla variabile USERGROUPS_ENAB contenuti in Template:Filename.
  • -G Aggiunge l'utente ad una lista di gruppi supplementari. Ogni gruppo è separato dal seguente da una virgola, senza spazi interposti. La condizione predefinita, è quella di far appartene l'utente al singolo gruppo iniziale (users).
  • -s Il percorso ed il nome del file della shell di login di default dell'utente. Arch linux utilizza Bash. Al termine della procedura d'avvio la shell di login predefinita è quella specificata dall'utente. (Assicurarsi che il pacchetto della shell impostata sia installato se si sceglie una shell differente da Bash)

Le opzioni di default possono essere usate tranquillamente; quando richiesto, aggiungere i seguenti gruppi supplementari (utili specialmente se si ha intenzione di installare un ambiente Desktop completo):

  • audio - per processi che riguardano la scheda audio e il software relativo
  • floppy - per accedere al floppy
  • lp - per gestire i processi di stampa
  • optical - per gestire i drive ottici e masterizzare
  • storage - per gestire i dispositivi di archiviazione
  • video - per gestire il video ed usare l'accelerazione 3d
  • wheel - per usare sudo
  • games - necessario per il permesso di scrittura per i giochi nel gruppo giochi
  • power - per spegnere il computer da utente normale
  • scanner - per utilizzare gli scanner

Un esempio per un tipico sistema desktop, aggiungere un utente denominato "archie" specificando bash come shell di login

# useradd -m -g users -G audio,lp,optical,storage,video,wheel,games,power,scanner -s /bin/bash archie

Successivamente, aggiungere una password per il nuovo utente tramite Template:Codeline.

Un esempio per l'utente dell'esempio, 'archie':

# passwd archie

(Sarà richiesto di fornire la nuova password.)

Il nuovo utente non-amministratore è stato ora creato, completo di una directory home ed una password di login.

Cancellare un account utente:

In caso di errore, se si volesse cancellare un account utente per utilizzare un nome differente o per qualsiasi altra ragione, utilizzare Template:Codeline:

# userdel -r [username]
  • -r I file nella directory home dell'utente saranno cancellati con la directory stessa e la coda di messaggi dell'utente.

Se si desidera cambiare il nome del proprio utente o di qualsiasi utente esistente, consultare le guide Change_username ed User_Management, per avere ulteriori informazioni sui gruppi consultare l'articolo correlato. È anche possibile controllare le pagine man di usermod(8) e gpasswd(8).

Installare e configurare Sudo (Opzionale)

Per installare Sudo:

# pacman -S sudo

Per aggiungere un utente ai sudo user (sudoer) usare il comando visudo che deve essere impartito da root.

Per impostazione predefinita, il comando visudo utilizza l'editor di vi. Se non si sa come usare vi, è possibile impostare la variabile d'ambiente EDITOR per un editor di propria scelta, come in questo esempio con l'editor 'nano' :

# EDITOR=nano visudo
Nota: Si noti che si sta settando una variabile e si sta dando il comando Template:Codeline sulla stessa linea e allo stesso tempo. Questo perché separando i comandi potrebbe non eseguirsi correttamente.

Se si ha dimestichezza con l'utilizzo dell'editor vi, allora si raccomanda l'utilizzo del comando Template:Codeline senza l'ausilio della variabile EDITOR=nano :

# visudo

Questo comando aprirà il file Template:Filename in una sessione dell'editor nano (è possibile cambiare nano con vi tramite la variabile d'ambiente EDITOR). Visudo copia il file da modificare in un file temporaneo, e successivamente esegue un controllo "sanity check". Se passa, il file temporaneo sovrascrive l' originale con i permessi corretti.

Attenzione: Non modificare Template:Filename direttamente con un editor; Errori nelle sintassi possono causare problemi (come rendere l'account di root inutilizzabile). È necessario utilizzare il comando visudo per modificare il file Template:Filename.

Nel paragrafo precedente si è aggiunto l'utente al gruppo wheel. Per dare agli utenti del gruppo wheel pieni privilegi di root usano "sudo" prima di un comando decommentare la riga seguente:

%wheel ALL=(ALL) ALL

Ora si può dare a qualsiasi utente l'accesso al comando sudo semplicemente aggiungendolo al gruppo wheel.

Per maggiori informazioni, ad esempio su come settare la bash_completion <TAB>, consultare la guida relativa a sudo.

Extra

Ora si dovrebbe avere un sistema completamente funzionante Arch, che fungerà da base adatta per voi di sviluppare, sulla base di esigenze. Tuttavia, molte persone sono interessati ad un sistema desktop completo di suoni e grafica. Questa parte della guida fornisce un breve riassunto per ottenere questi extra di lavoro.

Audio

Se si desidera attivare l'audio, consultare la pagina Advanced Linux Sound Architecture per le relative istruzioni. In alternativa, procedere alla sezione successiva (installazione di una GUI), e impostare l'audio più tardi (solitamente funziona senza bisogno di configurare nulla, ci sarà bisogno solo di attivare il canale audio che può risultare muto).

L' Advanced Linux Sound Architecture (conosciuto con l'acronimo di ALSA) è una componente del kernel e si consiglia di provare prima questa soluzione. Tuttavia, se non funziona o non si è soddisfatti della qualità, l'Open Sound System è una valida alternativa. OSS4.2 è stato rilasciato sotto una licenza libera ed è generalmente considerato un significativo passo in avanti rispetto alle versioni precedenti. Se si riscontrano problemi con ALSA, o semplicemente si vuole provare un'alternativa, si può scegliere OSS4.2. Maggiori informazioni possono essere reperite alla pagina OSS

Se si dispone di avanzati requisiti di audio, si dia un'occhiata alla pagina Audio per una panoramica dei diversi articoli.

Graphical User Interface (interfaccia grafica utente)

Installare X

L' X Windows System versione 11 (comunemente chiamato X11, o semplicemente X) consente di disegnare su schermo le finestre. Fornisce il toolkit standard per visualizzare interfacce utente grafiche (Graphical User Interface, GUI).

Nota: Se si sta installando Arch Linux come guest su virtualbox, è necessario un modo diverso per completare l'installazione di X. Consultare il viki lanciare Arch Linux come guest, e saltare quanto descritto di seguito.

Adesso installeremo i pacchetti base Xorg usando pacman. Questo è il primo passo per costruire una GUI.

Installare i pacchetti base:

# pacman -S xorg

Installare mesa per il supporto 3D:

# pacman -S mesa

Le utility 3d Template:Codeline e glxinfo sono incluse nel pacchetto mesa-demos:

# pacman -S mesa-demos

Installare un driver video

Successivamente, è necessario installare un driver per la scheda grafica. Se non si conosce la scheda grafica in uso è possibile eseguire il comando Template:Codeline :

$ lspci
Nota: Il driver vesa è il driver più generico, e dovrebbe funzionare con quasi tutti i chipset video moderni. Se non si riesce a trovare un driver adatto per il proprio chipset video si può ripiegare su vesa, che dovrebbe funzionare con qualsiasi scheda video, ma offre solo uno supporto 2D lento.

Se serve una lista di tutti i driver video open-source, utilizzare:

$ pacman -Ss xf86-video | less

{{Nota|I driver proprietari NVIDIA e ATI sono contemplati nelle prossime sezioni. Se si ha intenzione di fare pesanti elaborazione 3D come i giochi, considerare l'utilizzo di quest'ultimi}

Installare il driver video appropriato per la propria scheda video, ad esempio per il driver Savage:

# pacman -S xf86-video-savage
Suggerimento: Per alcune schede video Intel, è necessaria una ulteriore configurazione per ottenere prestazioni adeguate in ambito 2D e 3D, vedere Intel per ulteriori informazioni.
Scheda grafica Nvidia

Gli utenti di schede video Nvidia hanno la possibilità di poter scegliere tra tre diversi driver video (escludendo i driver vesa):

  • I driver open source 'nouveau', che offrono buon prestazioni, un'ottima accelerazione 2D ed uno sperimentale al 3D che includono un supporto per il composite di base (il risparmio energetico non è ancora supportato). Feature Matrix.
  • I driver open source 'nv', oramai non più sviluppato, che offre scarse prestazioni ed il solo supporto al 2D.
  • I driver proprietari 'nvidia', che offrono buone prestazioni 3D ed hanno il supporto al risparmio energetico. Vedere la pagina Nvidia per maggiori informazioni. Anche se si pensa di utilizzare i driver proprietari, si consiglia di iniziare con i driver nouveau e poi passare al driver binario, perché nouveau sarà quasi sempre in grado di funzionare, mentre nvidia richiede più configurazione e probabilmente qualche risoluzione di problemi.

I driver open-source nouveau dovrebbero essere sufficienti per la maggior parte degli utenti ed essere la scelta consigliata, per installarli:

# pacman -S xf86-video-nouveau

Per un supporto 3D sperimentale:

# pacman -S nouveau-dri

Creare il file Template:Filename, ed al suo interno aggiungere quanto segue:

Template:File Ciò è necessario per assicurare che il driver nouveau venga caricato. Xorg non è ancora in grado di caricarlo automaticamente.

Suggerimento: Per maggiori istruzioni consultare la pagina Nouveau.
Schede grafiche ATI

I possessori di schede grafiche ATI possono scegliere tra due tipi di driver (escludendo i driver vesa):

  • I driver open source radeon, forniti dal pacchetto xf86-video-ati. Consultare Feature Matrix per maggiori dettagli.
  • I driver proprietari fglrx, forniti dal pacchetto Catalyst disponibili su AUR. Essi supportano solo le schede più recenti (ossia, dalle HD2xxx in su). I driver ATI Catalyst erano precedentemente un pacchetto precompilato fornito da Arch nei repository extra, ma da marzo 2009 non sono più supportati ufficialmente a causa della non soddisfacente celerità e qualità del loro sviluppo. Consultare il wiki ATI Catalyst per maggiori informazioni.

I driver open-source sono la scelta consigliata. Installare i driver ATI radeon con

 # pacman -S xf86-video-ati
Suggerimento: Istruzioni più dettagliate sono reperibili nell'articolo su ATI.

Installare driver di input

Udev devrebbe essere in grado di rilevare l'hardware senza problemi ed evdev (xf86-input-evdev) è il nuovo e moderno driver per l'input hotplugging. Esso è capace di gestire, nella maggior parte dei casi, quasi tutti i dispositivi e l'installazione di driver di input specifici non è più necessaria. Evdev viene già installato come dipendenza di Xorg.

Se evdev non supporta il proprio dispositivo, installare i driver necessari dal gruppo di xorg-input-drivers.

Per una lista completa dei driver disponibili, eseguire una ricerca con pacman:

# pacman -Ss xf86-input | less
Nota: Se si necessita solamente dei driver xf86-input-tastiera o xf86-input-mouse, si consideri di disabilitare hotplugging, altrimenti evdev agirà come il driver di ingresso principale.

Gli utenti notebook (o utilizzatori di un touchscreen) avranno inoltre bisogno del pacchetto synaptics per permettere ad X di configurare il touchpad:

# pacman -S xf86-input-synaptics
Suggerimento: Per maggiori informazioni su particolari configurazioni o riguardo alla risoluzione di problemi nella configurazione del touchpad, consultare il wiki Touchpad Synaptics.

Configurare X (Opzionale)

Attenzione: I driver proprietari di solito richiedono un riavvio dopo l'installazione e la loro configurazione. Si veda NVIDIA o ATI Catalyst per i dettagli.

Il server X ed X.Org contemplano l'auto-configurazione. Pertanto, in molti casi, potrebbe tranquillamente funzionare senza l'ausilio di un file Template:Filename. Se si desidera configurare il Server X, consultare la documentazione di Xorg.

Impostare il layout della tastiera se non si usa quello standard US

Impostare il layout della tastiera nel file Template:Filename (se si usa un layout diverso da quello della tastiera standard US)

Section "InputClass"
	Identifier "evdev keyboard catchall"
	MatchIsKeyboard "on"
	MatchDevicePath "/dev/input/event*"
	Driver "evdev"
	Option "XkbLayout" "it"
EndSection
Nota: Il valore da inserire in input.xkb.layout può differire dal codice keymap solitamente usato dai comandi Template:Codeline o Template:Codeline. Ad esempio per ottenere il layout uk il valore da usare sarà: gb.

Aggiungendo l'opzione :

Option "XkbOptions" "terminate:ctrl_alt_bksp"

Si abiliterà la possibilità di riavviare il server X premendo i tasti Template:Keypress+Template:Keypress+Template:Keypress.

Testare X

Questa sezione spiegherà come avviare l'ambiente grafico di base incluso in Xorg in modo da testarlo. Il quale utilizza come scelta predefinita TWM, un semplice e leggero window manager.

L'ambiente X di default è piuttosto spoglio. La sezione seguente si occuperà di installare un ambiente desktop oppure un window manager di propria scelta per integrare X.

Se è appena stato installato Xorg, si avrà un file Template:Filename vuoto nella propria $HOME che è necessario eliminare o modificare in modo che X si avvi correttamente. Se questo non viene fatto, X mostrerà una schermata vuota apparentemente senza nessun errore nel proprio Template:Filename. Semplicemente eliminandolo si otterrà l'esecuzione con un ambiente X predefinito.

$ rm ~/.xinitrc
Messaggi bus
Nota: dbus è probabilmente necessario per il corretto funzionamento di molte applicazioni, se si è sicuri che sia possibile farne a meno, saltare questa sezione.

Installare dbus:

# pacman -S dbus

Per poter avviarlo automaticamente al boot, si dovrebbe aggiungere dbus alla propria lista DAEMONS in Template:Filename:

DAEMONS=(syslog-ng dbus network crond)

Se si necessita di avviare dbus senza riavviare, eseguire:

# /etc/rc.d/dbus start
Avviare X
Nota: la classica combinazione di tasti Template:Keypress-Template:Keypress-Template:Keypress, usata per terminare il server X, è stata deprecata e non funzionerà. Può essere riabilitata modificando modificando xorg.conf, come descritto qui.

Infine, avviare Xorg:

$ startx

oppure

$ xinit -- /usr/bin/X -nolisten tcp

Se lo schermo dovesse diventare nero, si può provare a spostarsi su un'altra console virtuale (Template:Keypress-Template:Keypress-Template:Keypress ad esempio), ed effettuare un login "cieco" come root, premendo poi Template:Keypress, ed immettendo la password di root confermata di nuovo con Template:Keypress.

Si può anche provare a terminare la sessione X con Template:Codeline (si noti che è una X maiuscola):

# pkill X

Se pkill non funziona, riavviare alla cieca con:

# reboot
In caso di errori

Se si verificano problemi, controllare il file di log Template:Filename. Al suo interno si ricerchino le linee che iniziano con Template:Codeline che rappresentano gli errori, ed anche Template:Codeline che sono avvertimenti che potrebbero indicare altri problemi.

# grep EE /var/log/Xorg.0.log

Gli errori possono anche essere ricercati nell'output della console virtuale dove X è stato avviato.

Consultare la sezione Xorg per istruzioni più dettagliate e risoluzione dei problemi.

C'è bisogno di aiuto?

Se dopo aver consultato l'articolo inerente la configurazione di Xorg si hanno ancora dei problemi e si necessita di richiedere assistenza sul forum di Arch, ci si assicuri di installare e utilizzare wgetpaste:

# pacman -S wgetpaste

Utilizzare wgetpaste e postare i collegamenti dei seguenti file al momento di chiedere aiuto nel proprio post sul forum:

Utilizzare wgetpaste in questo modo:

$ wgetpaste </percorso/del/file>

Inviare il link corrispondente nel proprio post sul forum. Assicurarsi di fornire anche adeguate informazioni riguardo il proprio hardware e i driver.

Attenzione: È estremamente importante fornire più dettagli possibili per la risoluzione dei problemi con X. Quando si chiede aiuto sul forum di Arch, si prega di fornire tutte le informazioni pertinenti come specificato in precedenza.

Installare i font

A questo punto, si potrebbe desiderare di risparmiare tempo installando un set di caratteri visivamente piacevole prima di passare ad installare un ambiente desktop o un window manager. Dejavu è un insieme di font di alta qualità :

Per installarli :

# pacman -S ttf-dejavu

Fare riferimento a Font Configuration per sapere come configurare il rendering dei font e a Fonts per i suggerimenti sui tipi di caratteri e le istruzioni di installazione.

Scegliere ed installare una interfaccia grafica

Mentre il sistema X Window fornisce il quadro di base per la costruzione di una Graphicals User Interface (GUI).

Nota: A differenza di molte altre distribuzioni, Arch Linux non deciderà quale ambiente grafico si desidera utilizzare. La scelta di un DE o WM è una decisione molto soggettiva e personale. Si scelga l'ambiente migliore in base alle proprie esigenze. Vale la pena di provare vari ambienti indicati da qui in poi e successivamente fare la propria scelta, pacman può rimuovere completamente qualsiasi cosa venga installata.
Window Manager (WM) 
Un Window Manager (Gestore delle finestre) controlla il posizionamento e l'aspetto delle finestre dell'applicazione in combinazione con il sistema X Window. Consultare l'articolo Window managers per avere ulteriori informazioni e orientarsi nella scelta di un gestore delle finestre.
Desktop Environment (DE)
Un Desktop Environment (Ambiente desktop), lavora in cima e in collaborazione con X, per fornire una completa interfaccia grafica funzionale e dinamica. Un ambiente desktop contiene in genere un gestore di finestre, icone, applets, finestre, barre degli strumenti, cartelle, wallpapers, una suite di applicazioni e capacità come il drag and drop. Quando si pensa ad un desktop personalizzato e completo di solito ciò che si desidera è un DE. Consultare l'articolo Desktop environments per avere ulteriori informazioni e orientarsi nella scelta di un ambiente desktop.
Nota: É possibile costruire il proprio ambiente desktop (DE) utilizzando un Window Manager (WM) e le applicazioni di propria scelta.

Dopo l'installazione di un'interfaccia grafica, probabilmente si vorrà continuare con Raccomandazioni generali per le istruzioni post-installazione.

Metodi per avviare un Ambiente Grafico

Manualmente

Si potrebe essere tra coloro che preferiscono avviare X manualmente dal proprio terminale, piuttosto che fare il boot grafico direttamente nel desktop. Per i comandi specifici per un ambiente desktop, consultare il wiki corrispondente al proprio DE scelto. Per comandi più generici utilizzati in X, consultare questa sezione della pagina di Xorg.

Automaticamente

Si potrebbe preferire di avviare il proprio ambiente desktop in modo automatico dopo la fase di boot del sistema, invece che far partire X manualmente. Si veda Display Manager per le istruzioni su come usare un gestore di login o Avviare X al boot per avere due metodi che non si basano su un display manager.


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