Difference between revisions of "Beginners' guide (Italiano)"

From ArchWiki
Jump to: navigation, search
m (corretto link per articolo Post-installation)
Line 1: Line 1:
 
[[Category:Getting and installing Arch (Italiano)]]
 
[[Category:Getting and installing Arch (Italiano)]]
 
[[Category:About Arch (Italiano)]]
 
[[Category:About Arch (Italiano)]]
 +
[[ar:Beginners' Guide]]
 
[[bg:Beginners' Guide]]
 
[[bg:Beginners' Guide]]
 
[[cs:Beginners' Guide]]
 
[[cs:Beginners' Guide]]

Revision as of 14:27, 1 June 2013

zh-CN:Beginners' Guide zh-TW:Beginners' Guide

Suggerimento: Questa pagina è disponibile anche in una versione suddivisa in pagine multiple, piuttosto che in una sola. Se si preferisce consultarla nella maniera alternativa, iniziare da qui.

Template:Article summary start Template:Article summary text Template:Article summary heading Template:Article summary wiki Template:Article summary wiki Template:Article summary text Template:Article summary wiki Template:Article summary text Template:Article summary end Questo documento vuole essere una guida per l'installazione di Arch Linux utilizzando un sistema live avviato con l'immagine ufficiale di installazione. Prima di installare, è consigliato dare una lettura alle FAQ. Per le convenzioni usate leggere Help:Reading.

Per istruzioni piu` dettagliate sui vari programmi vedere le rispettive man page e le rispettive pagine ArchWiki che normalmente verranno linkate di volta in volta nella guida. Per un aiuto piu` interattivo si possono sfruttare i canali IRC, il forum internazionale e il forum italiano.

Contents

Prima dell'installazione

Arch Linux dovrebbe essere installabile su ogni macchina compatibile con l'architettura x86_64 e con un minimo di 512 MB di RAM. L'installazione base con solo i pacchetti presenti nel gruppo base richiede circa 800 MB di spazio su disco rigido. Siccome durante la fase di installazione vengono scaricati i pacchetti aggiornati direttamente dai repository remoti, una connessione ad internet e` fondamentale durante il processo.

Scaricare e avviare un disco di installazione come spiegato in Category:Getting and installing Arch. Ora ci si dovrebbe trovare di fronte ad una console virtuale. L'utente root dovrebbe gia` essere loggato. La shell di default e` Zsh. I comandi piu` comuni come systemctl(1) possono essere autocompletati dal tasto tab.


Per switchare su un'altra console - per esempio per visualizzare questa guida tramite ELinks durante il processo di installazione - usare la combinazione di tasti Alt+freccia. Per editare testo e files sono disponibili gli editor: nano, vi e vim.

Impostare il corretto layout della tastiera

Di default la tastiera e` mappata su un layout US. La lista dei possibili layout e` disponibile tramite ls /usr/share/kbd/keymaps/**/*.map.gz. Per modificare il layout aggiungere il rispettivo filename a loadkeys(1), omettendo estensione e percorso completo. Ad esempio, il comando loadkeys it impostera` sul sistema il layout italiano.

I font utilizzabili sulla console si trovano in /usr/share/kbd/consolefonts/ e possono essere selezionati tramite setfont(8).

Verificare il boot mode

Se si boota su una scheda madre sulla quale e` abilitato UEFI, Archiso avviera` Arch Linux di conseguenza tramite systemd-boot. Per verificarlo si possono controllare le efivars directory:

 # ls /sys/firmware/efi/efivars

Se questa directory non esiste significa che il boot di Arch Linux e` avvenuto in modalita` BIOS. Per ulteriori dettagli fare riferimento alla documentazione della propria scheda madre.

Connettersi ad Internet

L'immagine di installazione di Arch Linux di default abilita un demone dhcpcd per le intefacce wired. La connessione puo` essere controllata con

# ping archlinux.org

Se la connessione risulta non disponibile, fermare il servizio dhcpcd con systemctl stop dhcpcd@, Tab e vedere Network configuration.

Per connessioni wireless, iw(8), wpa_supplicant(8) e netctl sono disponibili. Vedere Wireless network configuration per ulteriori informazioni.

Aggiornare l'orologio di sistema

Usare il comando timedatectl(1) per assicurarsi che l'orologio sia corretto:

# timedatectl set-ntp true

Per controllare lo status del servizio: timedatectl status.

Partizionare il disco

Quando riconosciuti dal disco di installazione, ai dischi viene associato un block device come /dev/sda. Per identificare questi devices, usare lsblk o fdisk — i risultati che finiscono con rom, loop o airoot possono essere ignorati:

# fdisk -l

Le seguenti partizioni (mostrate con un suffisso numerico) sono fondamentali:

Opzionalmente una partizione di Swap puo` essere impostata.

Per modificare la tabella delle partizioni, usare fdisk o parted. Vedere Partitioning per informazioni piu` accurate.

Se si necessita di LVM, disk encryption o RAID, agire ora.

Formattare le partizioni

Una volta che le partizioni sono state create, vanno formattate con un file system appropriato. Per esempio, per formattare la root su /dev/sda1 in ext4, il comando e`:

# mkfs.ext4 /dev/sda1

Vedere File systems#Create a file system per dettagli.

Mount the file systems

Montare il filesiste della partizione di root in /mnt, per esempio:

# mount /dev/sda1 /mnt

Creare i punti di mount delle altre partizioni create e montarle di conseguenza, Ad esempio:

# mkdir /mnt/boot
# mount /dev/sda2 /mnt/boot

genfstab rilevera` i punti di mount dei file system e della partizione di swap.


Installazione

Selezionare il mirror corretto

I pacchetti da installare verranno scaricati da server mirror che sono definiti in /etc/pacman.d/mirrorlist. Sul sistema live, tutti i mirror sono abilitati e sono ordinati in base allo stato di sincronizzazione e alla velocita` rilevati al momento della generazione dell'immagine iso.

Il mirror che si trovera` piu` in alto nella lista sara` quello a priorita` maggiore quando si andra` a scaricare un pacchetto. E` sicuramente buona norma modificare questo file, inserendo in alto i mirror geograficamente piu` vicini all'Italia.

Questo file, verra` poi copiato sul sistema installato da pacstrap.

Installare i pacchetti base

Usare pacstrap per installare il gruppo di pacchetti base:

# pacstrap /mnt base 

Questo gruppo non include tutti i pacchetti disponibili sulla live come btrfs-progs o firmware per specifiche schede di rete; vedere packages.both per informazioni.

Per installare altri pacchetti o altri gruppi come ad esempio base-devel aggiungere a i loro nomi a pacstrap separati da spazi, ad esempio:

# pacstrap /mnt base base-devel

o usare direttamente pacman dopo lo step #Chroot.

Configurare il sistema

Fstab

Generare un file fstab (usare -U o -L per definire ci si vuole riferire alla partizioni con UUID o labels rispettivamente):

# genfstab -p /mnt >> /mnt/etc/fstab

Controllare il risultato in /mnt/etc/fstab ed editare in caso di errore.

Chroot

Effettuare un chroot nel nuovo nuovo sistema:

# arch-chroot /mnt

Time zone

Settare la propria Time zone:

# ln -sf /usr/share/zoneinfo/Region/City /etc/localtime

Lanciare hwclock(8) per generare /etc/adjtime:

# hwclock --systohc

Questo comando assume che il proprio orologio hardware sia impostato su UTC. Per dettagli vedere Time#Time standard.

Locale

Decommentare en_US.UTF-8 UTF-8 e altre localizzazioni necessarie in /etc/locale.gen e generarle con:

# locale-gen

Settare la variabile LANG in locale.conf(5), ad esempio:

/etc/locale.conf
LANG=it_IT.UTF-8

Se si e` settato un layout della tastiera, rendere persistente questa modifica in vconsole.conf(5):

/etc/vconsole.conf
KEYMAP=us'

Hostname

Creare il file hostname(5):

/etc/hostname
mio_hostname

Aggiungere il proprio hostname anche al file hosts(5):

/etc/hosts
127.0.0.1	localhost.localdomain	localhost
::1		localhost.localdomain	localhost
127.0.1.1	mio_hostname.localdomain	mio_hostname

Per informazioni piu` approfondite vedere Network configuration#Set the hostname.

Configurazione della rete

Il nuovo sistema installato non ha nessuna connessione attiva di default. Vedere Network configuration#Network managers.

Per configurare reti wireless, installare il pacchetto iw e wpa_supplicant. Opzionalmente installare dialog per poter usare wifi-menu.

Initramfs

Creare una nuova initramfs normalmente non e` richiesto, in quanto mkinitcpio viene richiamato ad ogni installazione del pacchetto linux tramite pacstrap.

Per configuazioni speciali, modificare il file mkinitcpio.conf(5) e ricreare la initramfs a mano con il comando:

# mkinitcpio -p linux

Password di root

Impostare una password per l'utente root:

# passwd

Boot loader

Leggere Category:Boot loaders per vedere quali siano le principali scelte e configurazioni disponibili.

Se si usa una CPU Intel, installare il pacchetto intel-ucode e abilitare l'aggiornamento del microcode.

Reboot

Uscire dall'ambiente chroot con exit o premendo Ctrl+D.

Opzionalmente smontare a mano le partizioni con umount -R /mnt: questo potrebbe portare a qualche warning di partizione "busy" (occupata, quindi impossibile da smontare), trovarne la causa con fuser(1).

Riavviare la macchina con un reboot. Tutte le partizioni vengono smontate automaticamente da systemd. Ricordare di rimuovere il media di installazione e di loggarsi sulla nuova Arch Linux tramite l'utente root appena creato.

Post-Installazione

Vedere General recommendations per la gestione del sistema e per tutorials post installazione (gestione di utenti, interfacce grafiche, suoni, configurazione di eventuali touchpad...)

Per una lista di applicazioni che potrebbero tornare utili leggere: List of applications. Questo documento vuole essere una guida per l'installazione di Arch Linux utilizzando un sistema live avviato con l'immagine ufficiale di installazione. Prima di installare, è consigliato dare una lettura alle FAQ. Per le convenzioni usate leggere Help:Reading.

Per istruzioni piu` dettagliate sui vari programmi vedere le rispettive man page e le rispettive pagine ArchWiki che normalmente verranno linkate di volta in volta nella guida. Per un aiuto piu` interattivo si possono sfruttare i canali IRC, il forum internazionale e il forum italiano.

Prima dell'installazione

Arch Linux dovrebbe essere installabile su ogni macchina compatibile con l'architettura x86_64 e con un minimo di 512 MB di RAM. L'installazione base con solo i pacchetti presenti nel gruppo base richiede circa 800 MB di spazio su disco rigido. Siccome durante la fase di installazione vengono scaricati i pacchetti aggiornati direttamente dai repository remoti, una connessione ad internet e` fondamentale durante il processo.

Scaricare e avviare un disco di installazione come spiegato in Category:Getting and installing Arch. Ora ci si dovrebbe trovare di fronte ad una console virtuale. L'utente root dovrebbe gia` essere loggato. La shell di default e` Zsh. I comandi piu` comuni come systemctl(1) possono essere autocompletati dal tasto tab.


Per switchare su un'altra console - per esempio per visualizzare questa guida tramite ELinks durante il processo di installazione - usare la combinazione di tasti Alt+freccia. Per editare testo e files sono disponibili gli editor: nano, vi e vim.

Impostare il corretto layout della tastiera

Di default la tastiera e` mappata su un layout US. La lista dei possibili layout e` disponibile tramite ls /usr/share/kbd/keymaps/**/*.map.gz. Per modificare il layout aggiungere il rispettivo filename a loadkeys(1), omettendo estensione e percorso completo. Ad esempio, il comando loadkeys it impostera` sul sistema il layout italiano.

I font utilizzabili sulla console si trovano in /usr/share/kbd/consolefonts/ e possono essere selezionati tramite setfont(8).

Verificare il boot mode

Se si boota su una scheda madre sulla quale e` abilitato UEFI, Archiso avviera` Arch Linux di conseguenza tramite systemd-boot. Per verificarlo si possono controllare le efivars directory:

 # ls /sys/firmware/efi/efivars

Se questa directory non esiste significa che il boot di Arch Linux e` avvenuto in modalita` BIOS. Per ulteriori dettagli fare riferimento alla documentazione della propria scheda madre.

Connettersi ad Internet

L'immagine di installazione di Arch Linux di default abilita un demone dhcpcd per le intefacce wired. La connessione puo` essere controllata con

# ping archlinux.org

Se la connessione risulta non disponibile, fermare il servizio dhcpcd con systemctl stop dhcpcd@, Tab e vedere Network configuration.

Per connessioni wireless, iw(8), wpa_supplicant(8) e netctl sono disponibili. Vedere Wireless network configuration per ulteriori informazioni.

Aggiornare l'orologio di sistema

Usare il comando timedatectl(1) per assicurarsi che l'orologio sia corretto:

# timedatectl set-ntp true

Per controllare lo status del servizio: timedatectl status.

Partizionare il disco

Quando riconosciuti dal disco di installazione, ai dischi viene associato un block device come /dev/sda. Per identificare questi devices, usare lsblk o fdisk — i risultati che finiscono con rom, loop o airoot possono essere ignorati:

# fdisk -l

Le seguenti partizioni (mostrate con un suffisso numerico) sono fondamentali:

Opzionalmente una partizione di Swap puo` essere impostata.

Per modificare la tabella delle partizioni, usare fdisk o parted. Vedere Partitioning per informazioni piu` accurate.

Se si necessita di LVM, disk encryption o RAID, agire ora.

Formattare le partizioni

Una volta che le partizioni sono state create, vanno formattate con un file system appropriato. Per esempio, per formattare la root su /dev/sda1 in ext4, il comando e`:

# mkfs.ext4 /dev/sda1

Vedere File systems#Create a file system per dettagli.

Mount the file systems

Montare il filesiste della partizione di root in /mnt, per esempio:

# mount /dev/sda1 /mnt

Creare i punti di mount delle altre partizioni create e montarle di conseguenza, Ad esempio:

# mkdir /mnt/boot
# mount /dev/sda2 /mnt/boot

genfstab rilevera` i punti di mount dei file system e della partizione di swap.


Installazione

Selezionare il mirror corretto

I pacchetti da installare verranno scaricati da server mirror che sono definiti in /etc/pacman.d/mirrorlist. Sul sistema live, tutti i mirror sono abilitati e sono ordinati in base allo stato di sincronizzazione e alla velocita` rilevati al momento della generazione dell'immagine iso.

Il mirror che si trovera` piu` in alto nella lista sara` quello a priorita` maggiore quando si andra` a scaricare un pacchetto. E` sicuramente buona norma modificare questo file, inserendo in alto i mirror geograficamente piu` vicini all'Italia.

Questo file, verra` poi copiato sul sistema installato da pacstrap.

Installare i pacchetti base

Usare pacstrap per installare il gruppo di pacchetti base:

# pacstrap /mnt base 

Questo gruppo non include tutti i pacchetti disponibili sulla live come btrfs-progs o firmware per specifiche schede di rete; vedere packages.both per informazioni.

Per installare altri pacchetti o altri gruppi come ad esempio base-devel aggiungere a i loro nomi a pacstrap separati da spazi, ad esempio:

# pacstrap /mnt base base-devel

o usare direttamente pacman dopo lo step #Chroot.

Configurare il sistema

Fstab

Generare un file fstab (usare -U o -L per definire ci si vuole riferire alla partizioni con UUID o labels rispettivamente):

# genfstab -p /mnt >> /mnt/etc/fstab

Controllare il risultato in /mnt/etc/fstab ed editare in caso di errore.

Chroot

Effettuare un chroot nel nuovo nuovo sistema:

# arch-chroot /mnt

Time zone

Settare la propria Time zone:

# ln -sf /usr/share/zoneinfo/Region/City /etc/localtime

Lanciare hwclock(8) per generare /etc/adjtime:

# hwclock --systohc

Questo comando assume che il proprio orologio hardware sia impostato su UTC. Per dettagli vedere Time#Time standard.

Locale

Decommentare en_US.UTF-8 UTF-8 e altre localizzazioni necessarie in /etc/locale.gen e generarle con:

# locale-gen

Settare la variabile LANG in locale.conf(5), ad esempio:

/etc/locale.conf
LANG=it_IT.UTF-8

Se si e` settato un layout della tastiera, rendere persistente questa modifica in vconsole.conf(5):

/etc/vconsole.conf
KEYMAP=us'

Hostname

Creare il file hostname(5):

/etc/hostname
mio_hostname

Aggiungere il proprio hostname anche al file hosts(5):

/etc/hosts
127.0.0.1	localhost.localdomain	localhost
::1		localhost.localdomain	localhost
127.0.1.1	mio_hostname.localdomain	mio_hostname

Per informazioni piu` approfondite vedere Network configuration#Set the hostname.

Configurazione della rete

Il nuovo sistema installato non ha nessuna connessione attiva di default. Vedere Network configuration#Network managers.

Per configurare reti wireless, installare il pacchetto iw e wpa_supplicant. Opzionalmente installare dialog per poter usare wifi-menu.

Initramfs

Creare una nuova initramfs normalmente non e` richiesto, in quanto mkinitcpio viene richiamato ad ogni installazione del pacchetto linux tramite pacstrap.

Per configuazioni speciali, modificare il file mkinitcpio.conf(5) e ricreare la initramfs a mano con il comando:

# mkinitcpio -p linux

Password di root

Impostare una password per l'utente root:

# passwd

Boot loader

Leggere Category:Boot loaders per vedere quali siano le principali scelte e configurazioni disponibili.

Se si usa una CPU Intel, installare il pacchetto intel-ucode e abilitare l'aggiornamento del microcode.

Reboot

Uscire dall'ambiente chroot con exit o premendo Ctrl+D.

Opzionalmente smontare a mano le partizioni con umount -R /mnt: questo potrebbe portare a qualche warning di partizione "busy" (occupata, quindi impossibile da smontare), trovarne la causa con fuser(1).

Riavviare la macchina con un reboot. Tutte le partizioni vengono smontate automaticamente da systemd. Ricordare di rimuovere il media di installazione e di loggarsi sulla nuova Arch Linux tramite l'utente root appena creato.

Post-Installazione

Vedere General recommendations per la gestione del sistema e per tutorials post installazione (gestione di utenti, interfacce grafiche, suoni, configurazione di eventuali touchpad...)

Per una lista di applicazioni che potrebbero tornare utili leggere: List of applications. Questo documento vuole essere una guida per l'installazione di Arch Linux utilizzando un sistema live avviato con l'immagine ufficiale di installazione. Prima di installare, è consigliato dare una lettura alle FAQ. Per le convenzioni usate leggere Help:Reading.

Per istruzioni piu` dettagliate sui vari programmi vedere le rispettive man page e le rispettive pagine ArchWiki che normalmente verranno linkate di volta in volta nella guida. Per un aiuto piu` interattivo si possono sfruttare i canali IRC, il forum internazionale e il forum italiano.

Prima dell'installazione

Arch Linux dovrebbe essere installabile su ogni macchina compatibile con l'architettura x86_64 e con un minimo di 512 MB di RAM. L'installazione base con solo i pacchetti presenti nel gruppo base richiede circa 800 MB di spazio su disco rigido. Siccome durante la fase di installazione vengono scaricati i pacchetti aggiornati direttamente dai repository remoti, una connessione ad internet e` fondamentale durante il processo.

Scaricare e avviare un disco di installazione come spiegato in Category:Getting and installing Arch. Ora ci si dovrebbe trovare di fronte ad una console virtuale. L'utente root dovrebbe gia` essere loggato. La shell di default e` Zsh. I comandi piu` comuni come systemctl(1) possono essere autocompletati dal tasto tab.


Per switchare su un'altra console - per esempio per visualizzare questa guida tramite ELinks durante il processo di installazione - usare la combinazione di tasti Alt+freccia. Per editare testo e files sono disponibili gli editor: nano, vi e vim.

Impostare il corretto layout della tastiera

Di default la tastiera e` mappata su un layout US. La lista dei possibili layout e` disponibile tramite ls /usr/share/kbd/keymaps/**/*.map.gz. Per modificare il layout aggiungere il rispettivo filename a loadkeys(1), omettendo estensione e percorso completo. Ad esempio, il comando loadkeys it impostera` sul sistema il layout italiano.

I font utilizzabili sulla console si trovano in /usr/share/kbd/consolefonts/ e possono essere selezionati tramite setfont(8).

Verificare il boot mode

Se si boota su una scheda madre sulla quale e` abilitato UEFI, Archiso avviera` Arch Linux di conseguenza tramite systemd-boot. Per verificarlo si possono controllare le efivars directory:

 # ls /sys/firmware/efi/efivars

Se questa directory non esiste significa che il boot di Arch Linux e` avvenuto in modalita` BIOS. Per ulteriori dettagli fare riferimento alla documentazione della propria scheda madre.

Connettersi ad Internet

L'immagine di installazione di Arch Linux di default abilita un demone dhcpcd per le intefacce wired. La connessione puo` essere controllata con

# ping archlinux.org

Se la connessione risulta non disponibile, fermare il servizio dhcpcd con systemctl stop dhcpcd@, Tab e vedere Network configuration.

Per connessioni wireless, iw(8), wpa_supplicant(8) e netctl sono disponibili. Vedere Wireless network configuration per ulteriori informazioni.

Aggiornare l'orologio di sistema

Usare il comando timedatectl(1) per assicurarsi che l'orologio sia corretto:

# timedatectl set-ntp true

Per controllare lo status del servizio: timedatectl status.

Partizionare il disco

Quando riconosciuti dal disco di installazione, ai dischi viene associato un block device come /dev/sda. Per identificare questi devices, usare lsblk o fdisk — i risultati che finiscono con rom, loop o airoot possono essere ignorati:

# fdisk -l

Le seguenti partizioni (mostrate con un suffisso numerico) sono fondamentali:

Opzionalmente una partizione di Swap puo` essere impostata.

Per modificare la tabella delle partizioni, usare fdisk o parted. Vedere Partitioning per informazioni piu` accurate.

Se si necessita di LVM, disk encryption o RAID, agire ora.

Formattare le partizioni

Una volta che le partizioni sono state create, vanno formattate con un file system appropriato. Per esempio, per formattare la root su /dev/sda1 in ext4, il comando e`:

# mkfs.ext4 /dev/sda1

Vedere File systems#Create a file system per dettagli.

Mount the file systems

Montare il filesiste della partizione di root in /mnt, per esempio:

# mount /dev/sda1 /mnt

Creare i punti di mount delle altre partizioni create e montarle di conseguenza, Ad esempio:

# mkdir /mnt/boot
# mount /dev/sda2 /mnt/boot

genfstab rilevera` i punti di mount dei file system e della partizione di swap.


Installazione

Selezionare il mirror corretto

I pacchetti da installare verranno scaricati da server mirror che sono definiti in /etc/pacman.d/mirrorlist. Sul sistema live, tutti i mirror sono abilitati e sono ordinati in base allo stato di sincronizzazione e alla velocita` rilevati al momento della generazione dell'immagine iso.

Il mirror che si trovera` piu` in alto nella lista sara` quello a priorita` maggiore quando si andra` a scaricare un pacchetto. E` sicuramente buona norma modificare questo file, inserendo in alto i mirror geograficamente piu` vicini all'Italia.

Questo file, verra` poi copiato sul sistema installato da pacstrap.

Installare i pacchetti base

Usare pacstrap per installare il gruppo di pacchetti base:

# pacstrap /mnt base 

Questo gruppo non include tutti i pacchetti disponibili sulla live come btrfs-progs o firmware per specifiche schede di rete; vedere packages.both per informazioni.

Per installare altri pacchetti o altri gruppi come ad esempio base-devel aggiungere a i loro nomi a pacstrap separati da spazi, ad esempio:

# pacstrap /mnt base base-devel

o usare direttamente pacman dopo lo step #Chroot.

Configurare il sistema

Fstab

Generare un file fstab (usare -U o -L per definire ci si vuole riferire alla partizioni con UUID o labels rispettivamente):

# genfstab -p /mnt >> /mnt/etc/fstab

Controllare il risultato in /mnt/etc/fstab ed editare in caso di errore.

Chroot

Effettuare un chroot nel nuovo nuovo sistema:

# arch-chroot /mnt

Time zone

Settare la propria Time zone:

# ln -sf /usr/share/zoneinfo/Region/City /etc/localtime

Lanciare hwclock(8) per generare /etc/adjtime:

# hwclock --systohc

Questo comando assume che il proprio orologio hardware sia impostato su UTC. Per dettagli vedere Time#Time standard.

Locale

Decommentare en_US.UTF-8 UTF-8 e altre localizzazioni necessarie in /etc/locale.gen e generarle con:

# locale-gen

Settare la variabile LANG in locale.conf(5), ad esempio:

/etc/locale.conf
LANG=it_IT.UTF-8

Se si e` settato un layout della tastiera, rendere persistente questa modifica in vconsole.conf(5):

/etc/vconsole.conf
KEYMAP=us'

Hostname

Creare il file hostname(5):

/etc/hostname
mio_hostname

Aggiungere il proprio hostname anche al file hosts(5):

/etc/hosts
127.0.0.1	localhost.localdomain	localhost
::1		localhost.localdomain	localhost
127.0.1.1	mio_hostname.localdomain	mio_hostname

Per informazioni piu` approfondite vedere Network configuration#Set the hostname.

Configurazione della rete

Il nuovo sistema installato non ha nessuna connessione attiva di default. Vedere Network configuration#Network managers.

Per configurare reti wireless, installare il pacchetto iw e wpa_supplicant. Opzionalmente installare dialog per poter usare wifi-menu.

Initramfs

Creare una nuova initramfs normalmente non e` richiesto, in quanto mkinitcpio viene richiamato ad ogni installazione del pacchetto linux tramite pacstrap.

Per configuazioni speciali, modificare il file mkinitcpio.conf(5) e ricreare la initramfs a mano con il comando:

# mkinitcpio -p linux

Password di root

Impostare una password per l'utente root:

# passwd

Boot loader

Leggere Category:Boot loaders per vedere quali siano le principali scelte e configurazioni disponibili.

Se si usa una CPU Intel, installare il pacchetto intel-ucode e abilitare l'aggiornamento del microcode.

Reboot

Uscire dall'ambiente chroot con exit o premendo Ctrl+D.

Opzionalmente smontare a mano le partizioni con umount -R /mnt: questo potrebbe portare a qualche warning di partizione "busy" (occupata, quindi impossibile da smontare), trovarne la causa con fuser(1).

Riavviare la macchina con un reboot. Tutte le partizioni vengono smontate automaticamente da systemd. Ricordare di rimuovere il media di installazione e di loggarsi sulla nuova Arch Linux tramite l'utente root appena creato.

Post-Installazione

Vedere General recommendations per la gestione del sistema e per tutorials post installazione (gestione di utenti, interfacce grafiche, suoni, configurazione di eventuali touchpad...)

Per una lista di applicazioni che potrebbero tornare utili leggere: List of applications.