Beginners' guide (Italiano)

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Contents

Prefazione

Questo documento guiderà l'utente attraverso il processo di installazione e configurazione di Arch Linux, e si riferisce alla ISO Voodoo. Mentre questa guida intende illustrare come ottenere un sistema Arch Linux completamente configurato (ambiente desktop grafico, guardare un DVD, navigare in internet, lavorare con le email, ascoltare musica), è impossibile descrivere (o anche prevedere) tutte le possibilità e le opzioni. Così come è stata concepita, questa guida concentrerà l'attenzione su alcuni punti ritenuti particolarmente utili; per approfondire si può utilizzare il wiki di Arch Linux o i forum di Arch Linux. Una lettura interessante è Il metodo Arch, che delinea i principi fondamentali della distribuzione Arch Linux.

Per i nuovi utenti, bisogna tener conto che l'installazione di Arch Linux potrebbe essere in gran parte differente dalle altre distribuzioni. Un sistema Arch Linux è costruito dall'utente, partendo dall'installatore per arrivare ad un sistema base con nient'altro che una shell bash ( interfaccia a linea di comando) e strumenti di base del sistema. Dalla linea di comando si aggiungeranno pacchetti dai repository Arch usando pacman attraverso la connessione ad internet, fino a che il sistema sarà adattato alle proprie esigenze. Questo permette la massima flessibilità, scelta, e controllo delle risorse occupate dal sistema. Dato che è l'utente che lo costruisce, egli conoscerà perfettamente i pregi e i difetti del proprio sistema, e acquisterà familiarità con quello che c'è sotto l'involucro.

Se pensi che manchi qualcosa di importante o che qualcosa non funzioni, segnalalo sul forum ufficiale italiano. Sentiti libero di modificare questa pagina per includere la risoluzione o qualsiasi cosa della quale tu abbia avuto bisogno (effettivamente questa è l'idea base di un wiki :)). Per ulteriore aiuto non esitare a fare riferimento al [forum].


Benvenuto in Arch! Ora cominciamo.

Ottenere l'ultima versione ISO

E' possibile ottenere l'ultimo rilascio ufficiale da www.archlinux.org/download/.

Si raccomanda di scegliere il base-CD, per diverse ragioni:

  1. richiede meno tempo/banda per l'utente (e per i server) durante il download;
  2. la versione completa ha pacchetti in conflitto, e sebbene l'utente sappia quello che fa, l'installatore non permette di installare con conflitti in corso;
  3. il sistema base è più facile e più rapido da aggiornare; inoltre
  4. questa guida è impostata sulla procedura d'installazione del sistema base.

Dopo che il sistema base è a posto, aggiornare il sistema (# pacman -Syu) e aggiungere ciò che serve con pacman dai repository di internet.

Installare il sistema base

Al pari delle indicazioni di questa guida, può essere altrettanto utile la Guida ufficiale di installazione di Arch Linux. Inoltre, è disponibile una copia stampabile.

Avviare il CD di Arch Linux

Inserire il CD nel lettore cdrom e avviare il pc da lì. Potrebbe essere necessario cambiare l'ordine di avvio nel bios del computer o premere un tasto (generalmente F11 o F12) durante la fase del bios.

Alcune utili opzioni per l'avvio del CD di Arch Linux:

  • ide-legacy se si verificano problemi coi drive IDE
  • noapic acpi=off pci=routeirq nosmp se il sistema si blocca durante il processo di avvio
  • memtest86+ per individuare eventuali errori nella memoria

Scegliere "Arch Linux Installation / Rescue System". Per modificare le opzioni di avvio premere e per editare le linee corrispondenti. Il sistema si avvierà e comparirà un messaggio di benvenuto con delle spiegazioni.

Cambiare la mappatura della tastiera

Premere Invio alla schermata di benvenuto. Per configurare una tastiera non-US scrivere

km

nella linea di comando e scegliere la mappatura appropriata per la tastiera.

Example(norwegian) for illustrative purposes:

In console keymap screen select

no-latin1

In console font screen select

lat0-16

Per il font della consolle "default8x16.psfu.gz" va sempre bene.

Iniziare l'installazione

Immettere

/arch/setup 

per far partire l'installazione.

Selezionare una sorgente di installazione

Verrà suggerita una fonte di installazione. Scegliere CD se si usa una ISO base o completa (current), scegliere ftp se si usa l'ISO ftp.

Preparare il disco rigido

Selezionare la prima voce di menù "Prepare Hard Drive". Attenzione che "Auto-Prepare" può essere rischioso perchè cancella l'intero disco rigido. Vediamo ora come suddividere il disco rigido in partizioni manualmente. Scegliere "2. Partition Hard Drives", selezionare il disco da ripartire (/dev/sdx), e creare alcune partizioni.

Informazioni di base sulle partizioni:
Una partizione è una sezione dello spazio del disco rigido che appare come un disco separato, e può essere aggiunto al filesystem di Archlinux. Le partizioni sono suddivise in partizione "Primaria", "Estesa" e "Logica".
Le partizioni primarie possono essere avviabili, e sono limitate a 4. Per esempio. se si usa un PC con un solo drive SATA, la prima partizione primaria sarà identificata come sda1. La seconda partizione primaria sarà identificata come sda2, e di seguito sda3, e sda4. Superate 4 partizioni, saremo costretti a usare una partizione estesa contenente partizioni logiche.
I dischi ATA (IDE) sono identificati come hd*

Le partizioni estese di per se non sono utilizzabili, esse sono dei meri "contenitori" per le partizioni logiche. Le partizioni logiche devono essere contenute in questa partizione estesa. Quando si suddivide un disco in partizioni, si può vedere questo schema di numerazione creando 3 partizioni primarie sda1-3 più una partizione estesa sda4, e creando poi dentro la partizione estesa più partizioni logiche (sda5, sda6 e così via).

Ognuno ha un'opinione diversa sul metodo migliore per suddividere il disco rigido. Quello che serve è almeno una partizione primaria contenente il Filesystem della directory radice ( / ). Altre partizioni possono essere create per /boot (che contiene principalmente il kernel) e /home (che contiene i dati dell'utente). É altamente consigliabile avere / e /home su partizioni separate. Ciò rende possibile reinstallare Arch Linux (o anche un'altra distribuzione) preservando dati, musica, immagini e preferenze dell'ambiente desktop.

In questa guida di esempio verrà creata una partizione per /, una partizione per /home e una partizioni di swap.


Informazioni di base sulla partizione swap:
Una partizione swap è uno spazio nel disco rigido dove risiede la "ram virtuale". Se i processi hanno bisogno di più RAM di quella che è fisicamente disponibile, Linux non può soddisfare la richiesta e si verifica un errore. Una partizione swap viene in soccorso in questa situazione integrando la RAM fisica con una RAM virtuale. Linux usa lo spazio del disco rigido per conservare una certa quantità di dati che non è più possibile tenere nella memoria fisica (in realtà è un po' più complicato perchè Linux tenta di mettere nello spazio swap le infomazioni utilizzate meno frequentemente). Poiché un disco rigido è molto lento paragonato alla RAM fisica, questo è solo un ripiego.


Interrogando due persone sulla partizione swap si riceveranno quattro risposte diverse. Se si ha a disposizione RAM in abbondanza (più di 1024 MB) sarebbe possibile non usare affatto una partizione swap. Alcuni suggeriscono di usare il doppio della quantità di RAM fisica, altri raccomandano di non usarne più di 1024 MB. Una quantità di swap fra 512 MB and 1 GB potrebbe essere una buona scelta. In questo esempio verrà creato uno spazio di swap pari a 1 GB.

Per iniziare creiamo la partizione primaria che dovrà contenere il filesystem della directory radice. Scegliere New -> Primary e inserire la dimensione desiderata (a volte fra 4 e 8 GB è una buona scelta per avere un sistema Linux completo). Mettere la partizione all'inizio del disco. Selezionare la partizione appena creata e scegliere "Bootable" per rendere questa partizione avviabile. Aggiungiamo un'altra partizione per la directory home. Scegliere un'altra partizione primaria e impostare la dimensione a un valore a scelta. La dimensione dipende proprio dalla quantità di dati da memorizzare nelle directory degli utenti, per cui non si può dare nessun suggerimento. La dimensione può variare da poche centinaia di MB per alcuni documenti da ufficio a centinaia di GB e più per video e mp3. Se si vuole utilizzare tutto lo spazio del disco rigido, la dimensione è pari allo spazio rimanente meno 512 MB - 1 GB. Alla fine creiamo una terza partizione di swap. Selezionare una dimensione fra 512 MB e 1 GB e cambiare il tipo a 82 (Linux swap / Solaris).

Il risultato potrebbere essere qualcosa di simile: (la dimensione potrebbere variare in base alle decisioni dell'utente):

Name    Flags  Part Type   FS Type         [Label]         Size (MB)
-------------------------------------------------------------------------
sda1    Boot   Primary     Linux                           (4096 - 8192)
sda2           Primary     Linux                           (> 100)
sda3           Primary     Linux swap / Solaris            (512 - 1024)

Scegliere Write e digitare yes. Attenzione che questa operazione può distruggere i dati sul disco se si sono cancellate delle partizioni. Scegliere Quit per abbandonare il partizionatore. Scegliere Done per abbandonare questo menù e continuare con "Definire i punti di montaggio del Filesystem"

Definire i punti di montaggio del filesystem

Due parole su filesystem e "file system":

Technically, and for accuracy, a filesystem is a data format for information throughput, whereas a "file system" (notice the space) is a term referring to the layout of all files and directories on a given system. (In our case, the hierarchical UNIX file system.) Therefore, when you are asked if you want to create a filesystem, you are being asked if you want to format the particular partition... but when you are asked for mount points, you are providing where the given partition will reside in your Arch Linux "file system". Let's begin.

Per prima cosa bisogna rispondere alla domanda sulla partizione da usare come swap, scegliere quella appropriata (in questo esempio sda3). Verrà chiesto se si vuol creare un filesystem swap, selezionare yes. Poi bisogna decidere dove montare la directory / (root), scegliere la partizione (sda1 nell'esempio). Verrà chiesto che genere di filesystem si desidera.

Di nuovo, se si chiede a due persone quale filesystem scegliere si avranno 5 risposte differenti. Ognuno ha vantaggi e svantaggi. Qui di seguito è riportata una breve panoramica sui filesystem supportati.

1. ext2 - è il vecchio, affidabile filesystem GNU/Linux. Veloce e molto stabile, ma senza journaling.

2. ext3 - essenzialmente è il sistema ext2, ma col supporto per il journaling. Leggermente più lento di ext2 e altri filesystem. Estremamente stabile e di gran lunga il più usato, supportato e sviluppato.

3. ReiserFS - il journaling FS ad alte prestazioni di Hans Reiser usa un metodo molto interessante di data throughput. ReiserFSè molto veloce, specialmente quando opera con molti file piccoli. ReiserFS è piuttosto ben affermato e stabile.

4. JFS - è il journaling FS di IBM. JFS è piuttosto ben affermato, veloce e stabile.

5. XFS - è un veloce journaling filesystem che è più adatto per file di grandi dimensioni, maggiori 1 GB; è più lento con piccoli file. Piuttosto stabile.

Una delle differenze maggiori è il journaling (qualcosa di simile ai log di transazione negli ambienti di database). Tutti i filesystem ad eccezione di Ext2 usano il journaling. Ext3 è completamente compatibile con Ext2, perciò si può montarlo anche con CD di ripristino molto vecchi. Una scelta sicura per la partizione radice è Ext3. Reiserfs, XFS e JFS vanno ugualmente bene dal momento che GRUB (il boot manager che installeremo dopo) può avviare anche da questi. Creare il filesystem (format the partition) selezionando yes. Ora verrà chiesto di creare qualche partizione aggiuntiva. Nell'esempio rimane solo sda2, scegliere un tipo di filesystem e montarlo sotto /home. Di nuovo creare il filesystem e scegliere Done. Tornare al menù principale.

Selezionare i pacchetti

Ora selezioniamo alcuni pacchetti da installare. Scegliere CD come sorgente e selezionare il drive cd appropriato, se ce n'è più d'uno.
É preferibile cominciare con un sistema essenziale, perciò non installiamo niente di più che i pacchetti della categoria base (si consiglia di selezionare tutti i pacchetti base). In questo momento non serve selezionare pacchetti aggiuntivi; vedremo più avanti come installare altro software più facilmente. Se si è sicuri di non aver bisogno di alcuni pacchetti (per esempio, un tipo di filesystem che non si utilizza, o il suporto per ISDN o PPPoE), questi si possono rimuovere tranquillamente dalla selezione dei pacchetti base.

Andare alla fase successiva per "Installare i pacchetti".

Installare i pacchetti

Questo è un lavoro facile perchè tutto si svolge automaticamente. Andare a prendere un caffè e attendere la fine dell'installazione (premere continue se necessario).

Configurare il sistema

Verrà chiesto se si vuole scegliere hwdetect per reperire qualche informazione per la propria configurazione. Questo è raccomandato, perciò è meglio scegliere questa opzione. Ora verrà chiesto se serve il supporto per avviare da dispositivi usb, dispositivi FireWire, dispositivi PCMCIA, condivisioni NFS, serie RAID software, volumi LVM2 e volumi cifrati. Scegliere yes se se ne ha bisogno, nel nostro esempio non serve niente di tutto questo. La prossima domanda riguarda l'editor di testo da usare, scegliere nano se non si ha familiarità con vi/vim. Ora comparirà un menù coi più importanti file di configurazione er il sistema. Per adesso faremo solo alcuni piccoli aggiustamenti. Per vedere le opzioni disponibili in rc.conf semplicemente premere Alt+F2 per aprire una shell, vedere il file e tornare all'installatore con Alt+F1.

/etc/rc.conf:
  • Cambiare LOCALE se necessario (e.g. "it_IT.utf8")
  • Cambiare TIMEZONE se necessario (e.g. "Europe/Rome")
  • Cambiare KEYMAP se necessario (e.g. "it")
  • Cambiare MODULES se si è a conoscenza che un modulo importante non viene caricato (hwdetect dovrebbe aver rilevato i moduli più importanti)
  • Cambiare il proprio HOSTNAME Cambiare le impostazioni di rete:
    • Non modificare la linea lo
    • Aggiustare l'indirizzo IP, netmask e broadcast se si utilizza un ip statico
    • Impostare eth0="dhcp" se si ha un router che assegna un indirizzo ip dinamicamente
    • Se si ha un IP statico impostare l'indirizzo del gateway a quello del proprio router e rimuovere il prefisso ! dalla relativa voce in ROUTES

Non si deve cambiare la linea daemons in questo momento, però è utile spiegare cosa sono i demoni, perchè ne avremo bisogno più avanti in questa guida.
Un demone è un programma che viene eseguito in background, rimane in attesa di eventi e fornisce servizi. Un buon esempio è un webserver che attende una richiesta per trasmettere una pagina o un server SSH in attesa che qualcuno cerchi di autenticarsi. Mentre queste sono applicazioni complete, ci sono demoni il cui lavoro non è quello visibile. Un demone che scrive messaggi in un file log (e.g. syslog, metalog), un demone che abbassa la frequenza della cpu se il sistema non ha niente da fare o un demone che fornisce un login grafico (e.g. gdm, kdm).
Tutti questi programmi possono essere aggiunti alla linea daemons e verranno eseguiti all'avvio del sistema. Demoni utili saranno presentati nel corso di questa guida.

Utilizzare Ctrl+X per abbandonare l'editor.

/etc/hosts:

Aggiungere l'hostname desiderato (quello che hai definito prima in rc.conf) come nel seguente esempio:

127.0.0.1  miohostname.domain.org   localhost.localdomain   localhost miohostname

Questo formato, incluso i nomi dei 'localhost', è richiesto per la compatibilità del programma. For most users, simply adding the hostname to the end of the default line will work, as in the following work:

127.0.0.1   localhost.localdomain   localhost yourhostname

Se si usa un IP statico, aggiungere una nuova linea <static-ip> hostname.domainname hostname, p. es.

192.168.1.100 miohostname.domain.org  miohostname
/etc/fstab, mkinitcpio.conf e modprobe.conf

Non è necessario modificare /etc/fstab, mkinitcpio.conf e modprobe.conf a questo punto (fstab gestisce i filesystem, mkinitcpio configura la ramdisk (e.g. avviare da RAID, volumi cifrati) e modprobe può essere usato per definire alcune opzioni di configurazione particolari per i moduli).

/etc/resolv.conf (per IP statico)

Se si usa un ip statico impostare il server dns in /etc/resolv.conf (nameserver <ip-address>) You may have as many as you wish.

Se si utilizza un router, sarebbe meglio specificare i server DNS nel router stesso, e semplicemente puntare a essi dal file resolv.conf, usando l'indirizzo IP del router (che è anche il proprio gateway da /etc/rc.conf), e.g.:

nameserver 192.168.1.1

Alternativamente, aggiungere i server preferiti uno ad uno, e.g.:

nameserver 4.2.2.1
nameserver 4.2.2.2
/etc/locale.gen

Scegliere i locale che servono (rimuovere il prefisso # dalla linea desiderata), e.g.:

en_US ISO-8859-1
en_US.UTF-8	

(Il proprio locale deve coincidere con quello specificato nel file /etc/rc.conf di cui sopra.)

root password

Per finire impostare una password per l'utente root e assicurarsi di ricordarla in futuro.
Tornare al menù principale e proseguire con l'intallazione di un kernel.

Installare il Kernel

Qui non ci sono molte scelte, scegliere v2.6 e continuare. Si potrebbe cambiare il kernel in un secondo momento. Verrà creata un'immagine di fallback; per andare sul sicuro mantenere mkinitcpio così com'è. Continuare con "installare un bootloader".

Installare un bootloader

Poichè non abbiamo alcun sistema operativo secondario nel nostro esempio, ci serve un bootmanager. Si consiglia GNU GRUB. In alternativa si può optare per LILO. La configurazione di GRUB proposta (/boot/grub/menu.lst) dovrebbe essere sufficiente. La sola cosa che si potrebbe modificare è la risoluzione della consolle. Aggiungere un vga=<numero> alla prima linea del kernel. Una tavola di corrispondenza tra le risoluzioni e i numeri vga compare nel file menu.lst.

title  Arch Linux (Main)
root   (hd0,0)
kernel /boot/vmlinuz26 root=/dev/sda1 ro vga=773
initrd /boot/kernel26.img

L'argomento "vga=773" assegna un framebuffer 1024x768 con color depth 256.

Uscire dall'installazione e digitare reboot.

Se tutto va bene, il nuovo sistema ArchLinux verrà caricato e al termine comparirà una riga di login (è possibile cambiare l'ordine di avvio nel BIOS per avviare dal disco rigido).

Configurare il sistema base

Vedremo ora qualcosa di facile per i principianti. Autenticarsi (login) con l'account root.

Configurare pacman

Digitare /etc/pacman.conf

nano -w /etc/pacman.conf

e rimuovere il prefisso # dalle linee "Include = /etc/pacman.d/community" e "[community]" per abilitare il repository community di Arch che propone molte applicazioni utili. Ora modificare /etc/pacman.d/community e spostare i mirror più vicini alla propria località (usando nano Alt+A inizia la selezione di un'area, cursore giù contrassegna le linee, Ctrl+K taglia l'area selezionata e Ctrl+U la ripristina). Ripetere per tutti i file in /etc/pacman.d/

Configurare la rete

Se tutto è andato bene si dovrebbe avere una rete funzionante. Provare con ping www.google.it per verificarlo.

ping -c 3 www.google.com

Se viene stabilita una connessione di rete, continuare con "Aggiornare, sincronizzare e Upgrade il sistema con pacman".

Se, dopo aver eseguito ping www.google.com, viene segnalato un errore "unknown host", la rete non è configurata. You may choose to double-check the following files for integrity and proper settings:

/etc/rc.conf # Specifically, check your HOSTNAME= and NETWORKING section

/etc/hosts # Double-check your format. (See above.)

/etc/resolv.conf # If you are using a static IP. If you are using DHCP, this file will be dynamically created and destroyed by default, but can be changed to your preference. (See Network.)

Istruzioni avanzate per configurare la rete si trovano nell'articolo Network.

Rete locale via cavo

. Controllare con

ifconfig

ci dovrebbe essere una voce per eth0. É possibile definire un nuovo ip statico con

ifconfig eth0 <ip address> netmask <netmask> up 

e il gateway di default con

route add default gw <ip address of the gateway>

Controllare se /etc/resolv.conf contiene il server dns e aggiungerlo se manca. Controllare di nuovo la rete con ping www.google.it. Se tutto ora funziona, adattare /etc/rc.conf come descritto nella sezione 2.6 (IP statico). Se si ha un server/router dhcp nella rete provare

dhcpcd eth0

Se questo funziona, adattare /etc/rc.conf come descritto nella sezione 2.6 (ip dinamico).

Rete locale Wireless

Wireless Setup (TODO) Simplify and generalize it, link only for more advanced stuff

Modem analogico

Per poter usare un modem Hayes-compatibile, esterno, analogico, bisogna aver installato almeno il pacchetto ppp. Modificare il file /etc/ppp/options per adattarlo alle proprie esigenze e seguendo la pagina man di pppd (man pppd). Bisogna definire uno script di chat per fornire username e password all'ISP una volta stabilita la connessione iniziale. Le pagine man di pppd e chat forniscono esempi che dovrebbero essere sufficienti per stabilire una connessione funzionante se si ha abbastanza esperienza o perseveranza. Con udev, le porte seriali in genere sono /dev/tts/0 and /dev/tts/1. Leggere il suggerimento Dialup without a dialer HOWTO

Invece di combattere con lo spartano pppd, si può scegliere di installare wvdial o uno strumento simile che semplifichi considerevolmente il processo di configurazione. Nel caso si usi un cosidetto WinModem, che è sostanzialmente una scheda plugin PCI che funziona come un modem analogico interno, ci si può soffermare sull'ampia documentazione nella pagina principale di LinModem.

ISDN

La configurazione dell'ISDN è fatta in tre fasi:

  1. Installare e configurare l'hardware
  2. Installare e configurare le utilità ISDN
  3. Aggiungere le impostazioni per il proprio ISP

Gli attuali kernel standard di Arch includono i moduli ISDN necessari, intendendo con ciò che non è necessario ricompilare il kernel a meno che non si debba usare un hardware ISDN alquanto insolito. Dopo aver installato fisicamente la scheda ISDN sulla macchina oppure collegato il box ISDN alla porta USB, si cercherà di caricare i moduli con modprobe. Quasi tutte le schede ISDN PCI passive sono gestite dal modulo isax che richiede due parametri; type and protocol. Il protocollo dev'essere impostato a '1' se il proprio paese usa lo sandard TR6, '2' se usa EuroISDN (EDSS1), '3' se si è agganciati ad una cosidetta leased-line senza canale Delta, and '4' per US NI1.

I dettagli di tutte queste impostazioni e su come definirle sono inclusi nella documentazione del kernel, più specificatamente nella subdirectory isdn, oppure sono disponibili online. Il parametro type dipende dalla scheda; Una lista di tutti i possibili tipi si trova nel file README.HiSax della documentazione del kernel. Sceglere la propria scheda e caricare il modulo con le opzioni appropriate in questo modo:

modprobe hisax type=18 protocol=2

Questo carica il modulo hisax per ELSA Quickstep 1000PCI, che in Germania è usato col protocollo EDSS1. Si può trovare un utile rapporto di debug nel file /var/log/everything.log nel quale si vede come la scheda viene preparata per il funzionamento. Notare che probabilmente sarà necessario caricare alcuni moduli usb prima di poter utilizzare un adattatore USB ISDN esterno.

Verificato che la scheda funziona con determinate impostazioni, aggiungere le opzioni del modulo a /etc/modprobe.conf:

alias ippp0 hisax
options hisax type=18 protocol=2

Alternativamente, si può aggiungere qui solo la linea delle opzioni, e aggiungere hisax all'array MODULES in rc.conf. Questa è veramente una scelata personale, ma questo esempio ha il vantaggio che il modulo non verrà caricato finché non ce ne sarà veramente bisogno.

Fatto questo, si dovrebbe avere un hardware funzionante e supportato. Ora servono i programmi di utilità essenziali per poterlo usare effettivamente!

Installare il pacchetto isdn4k-utils e leggere la pagina man di isdnctrl per iniziare. Proseguendo nella pagina man si troveranno spiegazioni su come creare un file di configurazione che può essere analizzato da isdnctrl, così come alcuni utili esempi di configurazione. Notare che se si usa US NI1 bisogna aggiungere il proprio SPID all'impostazione dell'MSN separato da due punti.

Dopo aver configurato la scheda ISDN con l'utilità isdnctrl, si dovrebbe essere in grado di collegarsi al numero di telefono specificato nel parametro PHONE_OUT, senza però riuscire nell'autenticazione con nome utente e password. Per far questo è necessario aggiungere nome utente e password a /etc/ppp/pap-secrets o /etc/ppp/chap-secrets, a seconda del protocollo usato dal proprio ISP per l'autenticazione, come se si dovesse configurare una normale connessione analogica PPP. Nel dubbio inserire i dati in entrambi i file.

Se tutto è configurato correttamente, si dovrebbe essere in grado di stabilire una connessione dial-up con

isdnctrl dial ippp0

come utente root. Se ci sono problemi controllare i file di log!

DSL (PPPoE)

Queste istruzioni valgono solo se dovrà essere il proprio PC a controllare la connessione all'ISP. Non c'è bisogno di fare nient'altro che definire un corretto gateway di default se si usa un router separato di qualche tipo per svolgere le funzioni secondarie.

Prima di usare la connessione alla linea DSL, bisogna installare fisicamente la scheda di rete che sarà connessa al modem DSL nel computer. Dopo aver aggiunto la scheda di rete appena intallata a modprobe.conf o all'array MODULES, si dovrà installare il pacchetto rp-pppoe ed eseguire lo script pppoe-setup per configurare la connessione. Una volta inseriti tutti i dati richiesti, ci si può connettere e disconnettere con

/etc/rc.d/adsl start

e

/etc/rc.d/adsl stop

rispettivamente. La configurazione è generalmente piuttosto facile e lineare, però si possono leggere le pagine man per avere suggerimenti. Per connettersi automaticamente all'avvio aggiungere adsl all'array DAEMONS.

Aggiornare il sistema con Pacman

Ora aggiorneremo il sistema con pacman, il gestore dei pacchetti di Arch Linux. Pacman è veloce, semplice ed estremamente potente. Gestisce l'intero sistema dei pacchetti e permette l'installazione, la disinstallazione, il ripristino di versioni precedenti dei pacchetti (attraverso la cache), il trattamento dei pacchetti autocompilati, la risoluzione automatica delle dipendenze, e molto altro.

Aggiornare e sincronizzare il database dei pacchetti con:

pacman -Sy

pacman acquisirà le informazioni più recenti sui pacchetti disponibili. Il passo successivo è l'aggiornamento dello stesso pacman.

Nota: questo passo è necessario solo passando da pacman 2.x.y a pacman 3, se si ha un vecchio disco d'installazione.

pacman -S pacman

Utilizzare

pacman -Su 

per aggiornare l'intero sistema. O farlo in un'unica soluzione con

pacman -Syu

pacman mostrerà i pacchetti aggiornati, se termina senza un messaggio vuol dire che tutti i pacchetti sono già aggiornati.

É caldamente raccomandato lo studio e l'apprendimento di pacman.

man pacman

E una visita alle voci sul wiki riguardanti pacman, con comodo.

Aggiungere un utente e impostare i gruppi

Non si dovrebbe fare il lavoro quotidiano con l'account di root perchè è troppo potente per usarlo solo scrivere una lettera o ascoltare musica. Aggiungere invece un account utente con

adduser

Mentre la maggior parte delle opzioni di default possono essere usate tranquillamente, si dovrebbe aggiungere ai propri gruppi supplementari almeno audio e wheel. Audio permette all'utente di utilizzare la scheda audio mentre wheel permette di passare all'account root con su.

Si può inoltre aggiungere optical ai gruppi se si vuole abilitare la registrazione di CD / DVD da parte dell'account utente.

Vedi Groups per sapere di quali gruppi bisogna essere membri, per esempio (come root):

usermod -aG abs,audio,video,camera,disk,floppy,lp,optical,network,scanner,slocate,storage,users,wheel USERNAME

Installare e configurare l'Hardware

Configurare la scheda audio

La scheda audio dovrebbe essere già funzionante ma non è possibile sentire nulla perchè il volume è disattivato per default. Installare alsa-utils

pacman -S alsa-utils

e usare alsamixer per regolare i canali.

alsamixer

Attivare il volume almeno del Master e del canale PCM (premere il tasto M) e aumentare il volume col tasto su. Uscire da alsamixer con ESC e memorizzre le impostazioni con

alsactl store

Se si pensa di usare un ambiente desktop come GNOME o KDE and would prefer that alsa remember your settings when you change them, do not execute the above command--your volume settings will be remembered automatically.
Aggiungere alsa alla sezione DAEMONS in /etc/rc.conf per ripristinare automaticamente il mixer all'avvio.

nano /etc/rc.conf
DAEMONS=(syslog-ng network crond alsa)

Configurare la regolazione della frequenza della CPU

I processori moderni possono diminuire la frequenza e il voltaggio per ridurre il riscaldamento e il il consumo di energia. In primo luogo una riduzione porterà ad avere un sistema più silenzioso, quindi anche un sistema desktop ne avrà vantaggi. Installare cpufrequtils con

pacman -S cpufrequtils

e aggiungere cpufreq ai demoni in /etc/rc.conf. Editare il file di configurazione /etc/conf.d/cpufreq e cambiare

governor="conservative"

che incrementa dinamicamente la frequenza della cpu quando è necessario (che è una scelta sicura anche sui sistemi desktop). Modificare min_freq e max_freq per adattarle alle specifiche della cpu del sistema. Aggiungere i moduli per la riduzione della frequenza alla riga dei moduli di /etc/rc.conf. La maggior parte dei notebook e desktop moderni possono usare semplicemente il driver acpi-cpufreq, comunque ci sono altre possibilità di scelta che comprendono i driver p4-clockmod, powernow-k6, powernow-k7, powernow-k8, e speedstep-centrino. Caricare il modulo con

modprobe <modulname> 

e far partire cpufreq con

/etc/rc.d/cpufreq start

Per maggiori e più dettagliate informazione vedere Cpufrequtils

Alcune precisazioni per i portatili

Il supporto per ACPI è necesssario per usare alcune funzioni speciali sul notebook (e.g. sleep, sleep quando il coperchio è chiuso, tasti speciali...). Installare acpid

pacman -S acpid

aggiungerlo ai demoni in /etc/rc.conf (acpid). Avviarlo con

/etc/rc.d/acpid start

Informazioni più specifiche riguardo ad Arch Linux sui diversi computer portatili si trovano in Category:Laptops (English)

Installare e configurare Xorg

Ora installeremo Xorg con pacman. Eseguire, come utente root:

pacman -S xorg-server xorg-xkb-utils xorg-xauth xorg-server-utils xorg-xinit xf86-video-vesa xf86-input-mouse xf86-input-keyboard

(Il vecchio gruppo di pacchetti xorg è stato rimosso. Se riappare , le opzioni per il suo uso saranno elencate qui.) Ora abbiamo i pacchetti base che servono per far partire il server X. Ora bisogna aggiungere il driver per la scheda grafica (e.g. xf86-video-<nome>). Per avere una lista completa dei driver video open-source digitare:

pacman -Ss xf86-video | less

Se non si conosce la scheda grafica in uso eseguire

lspci | grep VGA

Si riporta una lista dei driver open source, e dei corrispondenti chipset video.

  • xf86-video-apm Alliance ProMotion video driver
  • xf86-video-ark ark video driver
  • xf86-video-ati ati video driver
  • xf86-video-chips Chips and Tecnologies video driver
  • xf86-video-cirrus Cirrus Logic video driver
  • xf86-video-dummy dummy video driver
  • xf86-video-fbdev framebuffer video driver
  • xf86-video-glint GLINT/Permedia video driver
  • xf86-video-i128 Number 0 i128 video driver
  • xf86-video-i740 Intel i740 video driver
  • xf86-video-i810 Intel i810/i830/i9xx video drivers
  • xf86-video-imstt Integrated Micro Solutions Twin Turbo vidoe driver
  • xf86-video-mga mga video driver (Matrox Graphics Adapter)
  • xf86-video-neomagic neomagic video driver
  • xf86-video-nv nvidia nv video driver
  • xf86-video-rendition Rendition video driver
  • xf86-video-s3 S3 video driver
  • xf86-video-s3virge S3 Virge video driver
  • xf86-video-savage savage video driver
  • xf86-video-siliconmotion siliconmotion video driver
  • xf86-video-sis SiS video driver
  • xf86-video-sisusb SiS USB video driver
  • xf86-video-tdfx tdfx video driver
  • xf86-video-trident Trident video driver
  • xf86-video-tseng tseng video driver
  • xf86-video-unichrome Unichrome video drivers
  • xf86-video-v4l v4l video driver
  • xf86-video-vesa vesa video driver
  • xf86-video-vga VGA 16 color video driver
  • xf86-video-via via video driver
  • xf86-video-vmware vmware video driver
  • xf86-video-voodoo voodoo video driver
  • Note that the vesa driver is the most generic, and should work with almost any modern video chipset. If you cannot find a suitable driver for your video chipset, vesa should work.
  • If you have an nVIDIA or ATI video adapter, you may wish to install the proprietary nVIDIA or ATI drivers. Installing proprietary video drivers is covered below under "Using proprietary Graphics Driver (nVIDIA, ATI)"

Install the appropriate video driver for your video card/onboard video. e.g.:

pacman -S xf86-video-i810

(for the intel 810 chipset driver.)

Creare /etc/X11/xorg.conf

Per default non c'è un file di configurazione di Xorg, e con l'ultimo Xorg non serve, se l'autoidentificazione funziona adeguatamente e non si devono attivare caratterisctiche tipo aiglx e simili. Tuttavia molti avranno la necessità di generare un file di configurazione.

Per fare un file di configurazione usando Xorg eseguire

Xorg -configure

Che crea il file /root/xorg.conf. Spostare il file di configurazione generato nella posizione appropriata, e.g.,

mv /root/xorg.conf.new /etc/X11/xorg.conf

Un altro metodo per fare un file xorg.conf senza metterci le mani sopra è quello di servirsi dell'utilità di tpowa:

hwd -xa
hwd (per vedere le diverse opzioni)

I drive video proprietari inoltre hanno strumenti di utilità che elaborano il file xorg.conf per configurare i driver (vedi sotto). Questi sono

aticonfig

e

nvidia-xconfig

Tuttavia si dovrebbe avere dimestichezza nel modificare il file di configurazione manualmente (poiché ciò è necessario di solito per risolvere diversi inconvenienti di tanto in tanto):

nano /etc/X11/xorg.conf

Editare il file /etc/X11/xorg.conf per specificare i propri driver video. e.g.:

Section "Device"
Driver  "i810"
  • Un semplice test per X

A questo punto si dovrebbe avere xorg installato, con un driver video adatto e un file di configurazione /etc/X11/xorg.conf. Per testare la propria configurazione installare xterm. Xterm è un emulatore di terminale molto semplice che gira nell'ambiente X Server. Xterm consentirà di verificare effettivamente se il driver video e /etc/X11/xorg.conf sono configurati correttamente. In alternativa, si può verificare se l'autorilevamento di X funziona in modo soddisfacente, in assenza di /etc/X11/xorg.conf.

pacman -S xterm

Modificre il file /home/username/.xinitrc, come utente normale, per stabilire l'evento del server X da chiamare col comando 'startx':

su mionomeutente
nano ~/.xinitrc

e aggiungere (o decommentare)

exec xterm

Si dovrebbe avere qualcosa di simile:

#!/bin/sh
#
# ~/.xinitrc
#
# Executed by startx (run your window manager from here)
#
exec xterm
# exec wmaker
# exec startkde
# exec icewm
# exec blackbox
# exec fluxbox

(Assicurarsi di avere una sola linea commentata in ~/.xinitrc ) Se non c'è ~/.xinitrc, si deve semplicemente crearne uno con le informazioni viste sopra.

Avviare il server X come utente normale, con:

startx

Si dovrebbe avere una sessione di xterm aperta. Si può uscire dal server X con Ctrl+Alt+Backspace, o digitando "exit". Se si hanno problemi nell'avviare X, si possono cercare gli errori nel file /var/log/Xorg.0.log e nei messaggi sulla consolle da cui è stato avviato X.

Ora si potrebbe installare un login manager grafico (per evitare di dover editare startx ogni volta che si accende il computer) tipo GDM or KDM, però per questo si può attendere e si trovano istruzioni dettagliate sulla configurazione di Xorg nell'articolo Xorg.

Regolare il layout della tastiera

Per cambiare il layout della tastiera aprire il file /etc/X11/xorg.conf e aggiungere queste linee nella sezione Input (keyboard0) (l'esempio mostra un layout italiano con nessun tasto inattivo, modificarlo secondo le necessità).

       Option          "XkbLayout"     "it"
       Option          "XkbVariant"    "nodeadkeys"

Regolare il Mouse

Se si vuole abilitare l'uso della rotellina, aggiungere alla sezione Input (mouse0):

       Option      "ZAxisMapping" "4 5 6 7"

evdev

Se si possiede un mouse moderno con diversi tasti e funzioni, sarebbe meglio installare il driver per il mouse evdev, che permette di sfruttare la piena funzionalità del proprio mouse:

pacman -S evdev

Caricare il driver:

modprobe evdev

Trovare il nome del mouse:

cat /proc/bus/input/devices | egrep "Name"

Utilizzando il nome del mouse, configurare la sezione mouse di /etc/X11/xorg.conf di conseguenza, eg:

Section "InputDevice"
 Identifier      "Evdev Mouse"
 Driver          "evdev"
 Option          "Name" "Logitech USB-PS/2 Optical Mouse"
 Option          "CorePointer"
EndSection

Si può avere solo un dispositivo "CorePointer" specificato in /etc/X11/xorg.conf, perciò assicurarsi di decommentare any other mouse entries until you feel safe removing the old, unused entries.

Usare i driver proprietari della scheda grafica (Nvidia, Ati)

You may choose to use the proprietary video drivers from nVIDIA or ATI.

Scheda grafica Nvidia

I driver nVIDIA proprietari sono generalmente cosiderati di qualità eccellente, e offrono prestazioni 3D superiori.

Prima di configurare la scheda grafica bisogna sapere quali sono i driver adatti. Arch ha attualmente 3 diversi diriver ognuno dei quali è adatto a un certo sottogruppo di schede: nvidia-71xx, nvidia-96xx and nvidia. La prima è per schede molto vecchie come TNT e TNT2, la seconda supporta debolmente le schede più nuove fino alla GF 4. L'ultima supporta solo le GPU più nuove, successive alla GF 4. Consultare l'homepage di nVIDIA per vedere quella che va bene. La differenza è solo per l'intallazione; la configurazione è la stessa per tutti i driver.

Installare i driver nvidia con

pacman -S nvidia # nvidia-71xx, nvidia-96xx

A questo punto, ci sono 3 modi di procedere.

1. Se non esiste affatto un file xorg.conf, o se c'è un xorg.conf e si vuole generarne uno completamente nuovo con l'utilità di nVIDIA, fare una copia di quello vecchio:

mv /etc/X11/xorg.conf /etc/X11/xorg.old

Quindi creare il nuovo /etc/X11/xorg.conf con

nvidia-xconfig

L'utilità nvidia-xconfig crea nomalmente un xorg.conf molto corto, semplificato e facile da leggere.

Ha anche diverse opzioni che specificano ulteriormente il contenuto e le opzioni del file xorg. Per esempio,

nvidia-xconfig --composite --add-argb-glx-visuals

Per più dettagliate informazioni, vedere nvidia-xconfig(1).

2. Se esiste un xorg.conf e si vuole utilizzare quello, editare xorg manualmente, e aggiustare la sezione Device Section cambiando Driver "<vecchionomedriver>" con Driver "nvidia".

Section "Device"
   
Driver  "nvidia" 

3. In alternativa, si può tenere il file /etc/X11/xorg.conf esistente ed eseguire:

nvidia-xconfig

che aggiorna automaticamente /etc/X11/xorg.conf per l'utilzzo col driver proprietario nVIDIA.

Alcune opzioni utili nella sezione device sono (attenzione che queste potrebbero non funzionare sul sistema in uso):

       Option          "RenderAccel" "true"
       Option          "NoLogo" "true"
       Option          "AGPFastWrite" "true"
       Option          "EnablePageFlip" "true"

nvidia-xconfig aggiunge automaticamente l'opzione glx in xorg. Se non si usa nvidia-xconfig, si dovrebbe aggiungerla alla sezione module:

Load "glx"

Ricontrollare /etc/X11/xorg.conf per essere sicuri che i valori di default depth, horizontal refresh, vertical refresh e resolutions siano accettabili.

Logout and login.

Avviare il server X server come utente normale, per testare la configurazione:

startx

Istruzioni avanzate per la configurazione Nvidia si trova nell'articolo NVIDIA.

Schede grafiche ATI

I possessori di schede ATI hannno due opzioni per i driver. Se si è indecisi sui driver da usare si consiglia di provare prima quello open source. Il driver open source soddisfa la maggior parte delle esigenze oltre a essere generalmente meno problematico.

Installare il driver ATI proprietario con

pacman -S fglrx

Usare lo strumento di utilità aticonfig per modificare il file xorg.conf. Nota: Il driver proprietario non supporta AIGLX. Per usare Compiz o Beryl con questo driver si deve usare XGL.

Installare il driver ATI open-source con

pacman -S xf86-video-ati

Attualmente il driver open source non ha lo stesso livello di prestazioni di quello proprietario. Inoltre non ha il TV-out, il supporto per i DVI dual-link, e probabilmente altre caratteristiche. Per un'altro verso supporta Aiglx e ha un miglior supporto per il dual-head.

Istruzioni avanzate per la configurazione delle schede ATI si trovano in ATI wiki.

Installare e configurare un ambiente Desktop

Se si chiede a due persone quale sia il miglior Desktop Environment o Window Manager, si riceveranno sei risposte diverse.

  • Se si cerca qualcosa di simile a Windows e Mac OSX, KDE è una buona scelta
  • Se si cerca qualcosa che segue più rigorosamente il pincipio KISS, è meglio Gnome
  • Se si ha un sistema con scarsa capacità di memoria una buona soluzione è xfce4, poichè dà ancora un ambiente desktop completo
  • Se si vuole qualcosa di più leggero, openbox, fluxbox o fvwm2 può essere quello giusto (per non parlare di tutti gli altri window manager leggeri come windowmaker e twm).
  • Se si ha in mente qualcosa di completamente differente provare ion, wmii o dwm.

Installare i font

Inizialmente conviene installare alcuni font attraenti prima di installare un ambiente desktop/window manager. Dejavu e bitstream-vera sono dei set di font carini. Per i siti web sarebbe meglio avere anche i font microsoft. Installare con

pacman -S ttf-ms-fonts ttf-dejavu ttf-bitstream-vera

Gnome

Generalità su Gnome

Il progetto GNOME project prevede due cose: l'ambiente desktop GNOME, un intuitivo e attraente desktop per utenti finali, e la piattaforma di sviluppo GNOME, un'architettura estesa per la creazione di applicazioni da integrare nel resto del desktop.

Installazione

Installare gnome con

pacman -S gnome

Se si vuole una più che completa Distribuzione-Gnome con tante funzionalità extra, dare un

pacman -S gnome-extra

Per andare sul sicuro scegliere tutti i pacchetti elencati.
Si può anche installare un login manager grafico. Per gnome si consiglia gdm. Installare gdm con

pacman -S gdm

Testarlo con

/etc/rc.d/gdm start

Se tutto funziona si può far partire gdm in automatico all'avvio del sistema; aggiungere gdm alla sezione demoni nel file /etc/rc.conf.

Sarebbe opportuno installare anche un terminale e un editor di testo. Tra le possibili scelte si segnalano gnome-terminal e geany:

pacman -S geany gnome-terminal

Istruzioni avanzate per l'installazione e la configurazione di Gnome si trovano nell'articolo Gnome.

Migliorare l'aspetto del desktop

Non tutti trovano i temi e le icone di gnome molto attraenti. Un tema gtk carino è murrine. Installarlo con

pacman -S gtk-engine-murrine

e selezionarlo con System->Preferences->Theme. Diversi temi, icone e sfondi si trovano in Gnome Look

KDE

Generalità su KDE

KDE è un potente ambiente grafico desktop Free Software per stazioni di lavoro Linux e Unix. Unisce facilità d'uso, contemporanea funzionalità e grafica straordinaria con la superiorità tecnologica del sistema operativo Unix.

Installazione

Arch propone diverse versioni di kde. Il pacchetto completo può essere installato tramite:

pacman -S kde

Per andare sul sicuro scegliere tutti i pacchetti elencati. Da notare che il pacchetto kde è di oltre 300 MB.

Testarlo con

/etc/rc.d/kdm start

Se tutto funziona si consiglia di far partire automaticamente kdm all'avvio del sistema, aggiungendo 'kdm' alla sezione DAEMONS nel file /etc/rc.conf.

In alternativa si può decidere di installare solo kdebase, una versione più snella, che è ~80MB.

pacman -S kdebase

(Si fa rilevare che kdebase richiederà alcuni font da installare prima di far partire X. Vedi sopra per l'installazione dei font.)

Per finire, c'è una versione ottimizzata e modulare di KDE che è solo per Arch. Si chiama KDEmod e si trova a http://kdemod.ath.cx/.

Per lanciare KDE al comando 'startx', modificare il file /home/username/.xinitrc e decommentare la linea relativa a kde.

Istruzioni avanzate su come installare e configurare KDE si trovano nell'articolo KDE.

Xfce

Generalità su Xfce

Xfce è un ambiente desktop (DE), tipo GNOME o KDE. Contiene una serie di applicazioni come: un'applicazione root window, un window manager, un file manager, un pannello, etc. Xfce è scritto utilizzando il toolkit GTK2 e contiene un proprio ambiente di sviluppo (librerie, demoni, etc.) simile agli altri grandi DE. Diversamente da GNOME o KDE, Xfce è leggero e progettato più sul modello di CDE che su quello di Windows o Mac. Ha un ciclo di sviluppo molto più lento, ma è molto stabile ed estremamente veloce. Xfce è ottimo per sistemi hardware più vecchi.

Installazione

Installare xfce con

pacman -S xfce4 xfce4-goodies 

In kdm o gdm xfce compare nell'elenco delle nuove sessioni. In alternativa si può usare

startxfce4

Istruzioni avanzate per l'installazione e la configurazione di Xfce si trovano nell'articolo Xfce.

*box

Fluxbox

Fluxbox © è un altro windowmanager per X. E' basato sul codice di Blackbox 0.61.1. Fluxbox assomiglia a blackbox e può gestire stili, colori, posizione di finestre e cose simili esattamente come blackbox (ha piena compatibilità con stili e temi).

Installa Fluxbox usando

pacman -S fluxbox fluxconf menumaker

Se usi gdm/kdm come gestori dei login sarà aggiunta una nuova sessione fluxbox automaticamente. Altrimenti dovrai modificare il file .xinitrc del tuo utente ed aggiungere questo:

exec startfluxbox

Sono disponibili maggiori informazioni in Fluxbox.

Openbox

Openbox è un window manager aderente agli standard, veloce, leggero ed estensibile.

Openbox lavora con le tue applicazioni, e rende più facile la gestione del tuo desktop. Questo perchè l'approccio al suo sviluppo è stato l'esatto opposto di quello che sembra essere lo standard per i gestori di finestre. Openbox è stato scritto prima di tutto per essere aderente agli standard e lavorare a dovere. Solo quando questi requisiti sono stati soddisfatti, gli sviluppatori si sono concentrati sull'interfaccia.

Openbox è perfettamente funzionale come unico ambiente di lavoro, o può essere usato come un rimpiazzo per i gestori di finestre predefiniti in GNOME o KDE.

Installa openbox usando

pacman -S openbox obconf menumaker

Una volta che openbox è stato installato riceverai l'avviso di spostare menu.xml e rc.xml in ~/.config/openbox nella tua cartella home.

mkdir -p ~/.config/openbox/
cp /etc/xdg/openbox/rc.xml ~/.config/openbox/
cp /etc/xdg/openbox/menu.xml ~/.config/openbox/

Nel file "rc.xml" puoi cambiare diversi impostazioni per Openbox (oppure puoi usare OBconf). In "menu.xml" puoi cambiare il menu che compare con il click del tasto destro.

Per poter fare l'accesso ad openbox puoi fare il login grafico con KDM/GDM oppure con startx, nel qual caso dovrai editare il tuo ~/.xinitrc (come utente) e aggiungere

exec openbox

Per KDM non c'è nient'altro da fare, openbox è aggiunta nel menu "Sessioni" di KDM.

Programmi utili per openbox sono:

  • pyPanel o lxpanel ise vuoi un pannello
  • feh se vuoi impostare lo sfondo
  • Rox se vuoi un filemanager semplice e le icone sul desktop

Ulteriori informazioni sono disponibili in Openbox.

fvwm2

FVWM è un manager di desktop virtuali per X estremamente potente e conforme alle specifiche ICCCM. Lo sviluppo è attivo, e il supporto è eccellente.

Installa fvwm2 con

pacman -S fvwm 

fvwm sarà automaticamente aggiunto al menu sessioni di kdm/gdm. Altrimenti aggiungi

exec fvwm

al .xinitrc del tuo utente.

Nota che questa versione stabile di fvwm è vecchia di qualche anno. Se vuoi versioni più recenti di fvwm, ci sono un po' di pacchetti fvwm-devel nelle repositories unstable.

Applicazioni utili

Questa sezione non sarà mai completa. Mostra solamente alcune buone applicazioni per l'utente di ogni giorno.

Internet

Firefox e Thunderbird sono buone applicazioni per navigare in internet e gestire le tue email. Se stai usando Gnome potresti voler dare un'occhiata a epiphany ed evolution, se stai usando KDE konqueror e kmail potrebbero fare al caso tuo. Se vuoi qualcosa di completamente differente puoi sempre usare Opera e vari browser testuali. Pidgin (Gaim) e Kopete sono buoni instant-messengers rispettivamente per Gnome e KDE. PSI e Gajim sono perfetti se usi solo Jabber o GoogleTalk.

Ufficio

Openoffice è una suite per l'ufficio completa (simile a Microsoft Office). Abiword è una buon e leggero wordprocessor alternativo, gnumeric è un'alternativa a excel per Gnome. KOffice è una suite per l'ufficio completa per il desktop KDE. Gimp (o gimpshop) sono programmi di grafica (pixel based e simili a Adobe Photoshop) mentre Inkscape è un programma di grafica vettoriale (come Adobe Illustrator). E ovviamente Arch rende disponibile un set completo di programmi LaTex.

Multimedia

Lettori Video

VLC

VLC Player è un lettore multimediale per Linux. Per installarlo dai semplicemente

pacman -Sy vlc

(TODO) Instructions for VLC mozilla plug-in

Mplayer

MPlayer è un lettore multimediale per Linux Per installarlo dai semplicemente

pacman -Sy mplayer

Ha anche un plugin per Mozilla per i video e gli stream nelle pagine web. Per installarlo,

pacman -Sy mplayer-plugin

Se usi KDE, KMplayer è la scelta migliore. Ha un plugin per i video e gli stream nelle pagine web, che funziona con Konqueror. Per installarlo:

pacman -Sy kmplayer

(TODO) GMPlayer instructions

Totem

(TODO)totem-xine resta la migliore scelta se vuoi guardare dvd.

Kaffeine

Kaffeine è una buona scelta per gli utenti KDE. Per installarlo,

pacman -Sy kaffeine

Lettori Audio

Gnome

(TODO)Banshee, Quodlibet, Exaile, Rhythmbox, Listen sono tutti buoni lettori audio. Guarda su gnomefiles.org per compararli.

KDE

Amarok è uno dei migliori lettori audio e libreria musicale per KDE. Per installarlo,

pacman -Sy amarok-base

Console

Moc è un lettore audio basato su ncurses; un'altra buona scelta è mpd con un frontend.

Un'altra ottima scelta è cmus[1] o anche cplay.

Altri lettori basati su X

(TODO)Xmms, audacious, bmpx.


Codecs e altri tipi di contenuti multimediali

DVD

Puoi usare totem-xine, mplayer o kaffeine (tanto per dire tre dei più conosciuti) per guardare dvd. L'unica cosa di cui potresti aver bisogno è libdvdcss. Ricordati che usarla può essere illegale in certi stati.

Flash

Installa il plugin flash con pacman -S flashplugin per abilitare Macromedia (ora Adobe) Flash nel tuo browser.

Quicktime

I codec quicktime sono contenuti nel pacchetto codecs . Per installarlo dai

pacman -S codecs

Realplayer

Il codec per Realplayer 9 è contenuto nel pacchetto codecs. Per installarlo,

pacman -S codecs

C'è Realplayer 10 disponibile come pacchetto binario per Linux. Puoi ottenerlo da AUR here

Masterizzare CD e DVD

(Todo)Brasero, k3b, cdrecord, graveman...

La maggioranza dei programmi di masterizzazione usano cdrecord:

pacman -S cdrkit

Un buon programma per masterizzare DVD da linea di comando è growisofs:

pacman -S dvd+rw-tools

TV-Cards

Ci sono molte cose da fare se vuoi guardare la TV in (Arch) Linux. La parte più importante è trovare che Chip sta usando il tuo sintonizzatore tv. Comunque, ce ne sono parecchi supportati. Assicurati di controllare in qualche Database di Hardware per esserne sicuro (per esempio, [2] ). Una volta che conosci il tuo modello, ci sono pochi passi per far funzionare tutto.

Nella maggior parte dei casi, avrai bisogno di usare i bttv-drivers (esistono altri drivers, vedi [3]) , con i moduli I2C-modules.

Configurarli è il passo più difficile. Se sei fortunato,

modprobe bttv 

riconoscerà automaticamente la scheda (guarda dmesg per i risultati). Nel qual caso, hai solo bisogno di installare un programma per guardare la TV. Ne parleremo più avanti, comunque. Se il riconoscimento automatico non ha funzionato, avrai bisogno di controllare il file CARDLIST, che è incluso nell'archivio di bttv[4] per cercare i giusti parametri per la tua scheda. Una PV5951 senza supporto radio avrà bisogno di questa linea:

modprobe bttv card=42 radio=0

Alcune schede hanno bisogno della linea seguente per produrre suono:

modprobe tvaudio

Comunque, questo può cambiare. Semplicemente fai delle prove. Altre schede hanno bisogno di

modprobe tuner

E' una questione di tentativi ed errori, comunque.

TODO: clarify the installation-procedure

Per guardare la TV, installa il pacchetto xawtv con

pacman -S xawtv

e leggi la sua pagina man.

TODO: clarify some possible problems and procedures. Introduction to XAWTV on another page?

Fotocamere Digitali

I modelli recenti di macchine digitali sono supportati come periferiche usb di archiviazione, il che vuol dire che puoi semplicemente collegarle e copiare le immagini. Modelli più vecchi possono usare il ptp (Picture Transfer Protocol), che ha bisogno di un "driver speciale". Gphoto2 fornisce questo driver e permette un trasferimento delle immagini da shell, digikam (per kde) e gthumb (per Gnome, gtkam potrebbe essere un'altra scelta) usano questo driver e offrono una comoda interfaccia.

Memorie USB / Hard Disks

Memorie USB e hard disks sono supportati fin da subito e apparirà un nuovo device scsi (/dev/sdx). Se stai usando KDE o Gnome dovresti usare dbus e hal (aggiungili ai tuoi demoni in /etc/rc.conf) e loro saranno montati automaticamente. Se usi un Desktop Environment diverso dai un'occhiata a ivman.

Manuntenzione del sistema

Pacman

Pacman è un package manager sia dal lato binario sia dal lato sorgenti, capace di scaricare, installare e aggiornare pacchetti da repositories locali e remoti, con piena gestione delle dipendenze, e ha tools facili da capire per creare i tuoi pacchetti.

Una descrizione più dettagliata può essere trovata in Pacman.

Comandi Utili

Per sincronizzare il database locale dei pacchetti con le repositories remote (è una buona idea far questo prima di installare e aggiornare pacchetti):

pacman -Sy

Per installare o aggiornare un singolo pacchetto o una lista di pacchetti (incluse le dipendenze):

pacman -S pacchetto1 pacchetto2

Per rimuovere un singolo pacchetto, lasciando tutte le sue dipendenze installate:

pacman -R pacchetto

Per rimuovere anche tutti le dipendenze dei pacchetti che non sono usate da nessun'altro pacchetto installato:

pacman -Rs pacchetto

Per aggiornare tutti i pacchetti nel sistema:

pacman -Su

Per cercare nel database pacchetti una lista di pacchetti che corrispondono alla parola cercata:

pacman -Ss parola

Ulteriori Informazioni

Ulteriori informazioni e supporto possono essere trovati all'homepage italiana di arch ,nell'homepage ufficiale di arch, nei forum italiano e forum inglese , nei canali irc di Arch e nelle mailing list.