Beginners' guide (Italiano)

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zh-CN:Beginners' Guide zh-TW:Beginners' Guide

Suggerimento: Questa pagina è disponibile anche in una versione suddivisa in pagine multiple, piuttosto che in una sola. Se si preferisce consultarla nella maniera alternativa, iniziare da qui.

Questo documento vuole essere una guida per l'installazione di Arch Linux utilizzando un sistema live avviato con l'immagine ufficiale di installazione. Prima di installare, è consigliato dare una lettura alle FAQ (Italiano).


L'Arch wiki mantenuto dalla community è una risorsa eccellente e deve essere la prima risorsa da consultare in caso di problemi. Sono disponibili anche il canale IRC ed il forum italiano o internazionale per ricercare ulteriori risposte. Inoltre, assicurarsi di leggere le pagine man page per qualsiasi comando sconosciuto. Per farsi un'idea di massima sulla configurazione necessaria e` possibile consultare archlinux(7).

Contents

Prima dell'installazione

Arch Linux dovrebbe essere installabile su ogni macchina compatibile con l'architetture x86_64 e con un minimo di 512 MB di RAM. L'installazione base con solo i pacchetti presenti nel gruppo base richiede circa 800 MB di spazio su disco rigido. Siccome durante la fase di installazione vengono scaricati i pacchetti aggiornati direttamente dai repository remoti, una connessione ad internet e` fondamentale durante il processo.

Scaricare e avviare un disco di installazione come spiegato in Category:Getting and installing Arch. Ora ci si dovrebbe trovare di fronte ad una console virtuale. L'utente root dovrebbe gia` essere loggato. La shell di default e` Zsh. I comandi piu` comuni come systemctl(1) possono essere autocompletati dal tasto tab.


Per switchare su un'altra console - per esempio per visualizzare questa guida tramite elinks durante il processo di installazione - usare la combinazione di tasti Alt+freccia. Per editare testo e files nano, vi e vim sono disponibili.

Impostare il corretto layout della tastiera

Di default la tastiera e` mappata su un layout statunitense. La lista dei possibili layout e` disponibile tramite ls /usr/share/kbd/keymaps/**/*.map.gz. Per modificare il layout aggiungere il rispettivo filename a loadkeys(1), omettendo estensione e percorso completo. Ad esempio, il comando loadkeys it impostera` sul sistema il layout italiano.

I font utilizzabili sulla console si trovano in /usr/share/kbd/consolefonts/ e possono essere selezionati tramite setfont(8).

Verificare il boot mode

Se si boota su una scheda madre sulla quale e` abilitato UEFI, Archiso avviera` Arch Linux di conseguenza tramite systemd-boot. Per verificarlo si possono controllare le efivars directory:

 # ls /sys/firmware/efi/efivars

Se questa directory non esiste significa che il boot di Arch Linux e` avvenuto in modalita` BIOS. Per ulteriori dettagli fare riferimento alla documentazione della propria scheda madre.

Connettersi ad Internet

L'immagine di installazione di Arch Linux di default abilita un demone dhcpcd per le intefacce wired. La connessione puo` essere controllata con

# ping archlinux.org

Se la connessione risulta non disponibile, fermare il servizio dhcpcd con systemctl stop dhcpcd@, Tab e vedere Network configuration.

Per connessioni wireless, iw(8), wpa_supplicant(8) e netctl sono disponibili. Vedere Wireless network configuration per ulteriori informazioni.

Aggiornare l'orologio di sistema

Usare il comando timedatectl(1) per assicurarsi che l'orologio sia corretto:

# timedatectl set-ntp true

Per controllare lo status del servizio: timedatectl status.

Partizionare il disco

Quando riconosciuti dal disco di installazione, ai dischi viene associato un block device come /dev/sda. Per identificare questi devices, usare lsblk o fdisk — i risultati che finiscono con rom, loop o airoot possono essere ignorati:

# fdisk -l

Le seguenti partizioni (mostrate con un suffisso numerico) sono fondamentali:

Opzionalmente una partizione di Swap puo` essere impostata.

Per modificare la tabella delle partizioni, usare fdisk o parted. Vedere Partitioning per informazioni piu` accurate.

Se si necessita di LVM, disk encryption o RAID, agire ora.

Formattare le partizioni

Una volta che le partizioni sono state create, vanno formattate con un file system appropriato. Per esempio, per formattare la root su /dev/sda1 in ext4, il comando e`:

# mkfs.ext4 /dev/sda1

Vedere File systems#Create a file system per dettagli.

Mount the file systems

Montare il filesiste della partizione di root in /mnt, per esempio:

# mount /dev/sda1 /mnt

Creare i punti di mount delle altre partizioni create e montarle di conseguenza, Ad esempio:

# mkdir /mnt/boot
# mount /dev/sda2 /mnt/boot

genfstab rilevera` i punti di mount dei file system e della partizione di swap.

Installazione

Prima di procedere è necessario modificare il file /etc/pacman.d/mirrorlist per usare i mirror di vostro gradimento. Questa copia del mirrorlist sarà pure installato sul vostro nuovo sistema da pacstrap, quindi conviene impostarlo come si deve.

Utilizzando lo script pacstrap potete installare il sistema base.

# pacstrap /mnt base 

Altri pacchetti possono essere installati aggiungendo i loro nomi al comando precedente (separati da uno spazio), incluso il bootloader che si desidera.

Configurare il sistema

  • Generare un file fstab con il seguente comando (sarebbe preferibile utilizzare come nomenclatura gli UUID o i label, nel caso aggiungere rispettivamente le opzioni -U o -L):
# genfstab -p /mnt >> /mnt/etc/fstab
  • Effettuare un chroot nel nostro nuovo sistema appena installato:
# arch-chroot /mnt
  • Scrivere il proprio hostname in /etc/hostname.
  • Creare un link simbolico di /usr/share/zoneinfo/Zone/SubZone in /etc/localtime . Rimpiazzare Zone e Subzone in base alle vostre esigenze. Per esempio:
# ln -s /usr/share/zoneinfo/Europe/Rome /etc/localtime
  • De-commentare i locale che si vuole utilizzare in /etc/locale.gen e generarlo con il comando locale-gen.
  • Impostare le proprie preferenze sul locale in /etc/locale.conf.
  • Aggiungere un font e una mappatura della tastiera che si desidera utilizzare per la console in /etc/vconsole.conf
  • Configurare /etc/mkinitcpio.conf in base alle proprie esigenze (si legga mkinitcpio) e creare un RAM disk iniziale con:
# mkinitcpio -p linux

Installare e configurare un boot loader

Si veda la pagina Boot loaders per le scelte disponibili.

Smontare le partizioni montate

Se si è ancora in ambiente environment, digitare prima di tutto exit o Ctrl+D per uscire da chroot. Prima si sono montate le partizioni sotto /mnt. In questa fase procederemo a smontarle tutte.

# umount -R /mnt

Si riavvii il sistema e si prosegua nella configurazione del proprio sistema.

Post-Installazione

Gestione Utenti

Aggiungere gli account utente che si richiedono come come descritto in Gestione degli utenti. Non è consigliabile utilizzare l'account di root per un uso regolare, o esporlo tramite SSH su un server. L'account di root deve essere utilizzato solo per le attività amministrative.

Gestione dei Pacchetti

Leggere Pacman e FAQ-Gestione dei Pacchettiper avere le risposte in materia di installazione dei pacchetti, l'aggiornamento e la gestione.

Gestione dei Servizi

Arch Linux usa come init systemd, he è il sistema responsabile dei servizi per Linux. Per mantenere la vostra installazione di Arch Linux, è una buona idea per imparare le basi sul suo utilizzo. L'interazione con systemd è fatto attraverso il comando systemctl. Si legga Uso base di systemctl per ulteriori informazioni.

Suono

ALSA di solito funziona automaticamente. Ha bisogno solo di essere riattivato. Installare alsa-utils (che contiene alsamixer) e seguire queste istruzioni.

ALSA è incluso con il kernel ed è raccomandato. Se non dovesse funzionare, OSS è una valida alternativa. Se si dispone di avanzati requisiti audio, dare un'occhiata al sistema audio per una panoramica dei vari articoli.

Display server

L'X Window System (comunemente chiamato X11, o semplicemente X) consente di disegnare su schermo le finestre. Fornisce il toolkit standard per visualizzare interfacce utente grafiche (Graphical User Interface, GUI). Si veda Xorg per maggiori informazioni.

Wayland è un nuovo protocollo server display e l'implementazione di riferimento Weston è disponibile. Il supporto per le applicazioni è molto scarsa in questa fase iniziale di sviluppo.

Font

Si potrebbe desiderare di installare un set di caratteri TrueType, in quanto solo font bitmap non scalabili sono inclusi di default. Dejavu è un font di uso generico di alta qualità e con una buona copertura Unicode :

# pacman -S ttf-dejavu

Fare riferimento a Font Configuration per sapere come configurare il rendering dei font e a Fonts per i suggerimenti sui tipi di caratteri e le istruzioni di installazione.

Appendice

Per un elenco dei programmi maggiormente utilizzati e si veda l'articolo applicazioni comuni.

Si veda anche Raccomandazioni Generali per consigli post-installazione, come la configurazione del touchpad o il rendering dei font. Questo documento vuole essere una guida per l'installazione di Arch Linux utilizzando un sistema live avviato con l'immagine ufficiale di installazione. Prima di installare, è consigliato dare una lettura alle FAQ (Italiano).


L'Arch wiki mantenuto dalla community è una risorsa eccellente e deve essere la prima risorsa da consultare in caso di problemi. Sono disponibili anche il canale IRC ed il forum italiano o internazionale per ricercare ulteriori risposte. Inoltre, assicurarsi di leggere le pagine man page per qualsiasi comando sconosciuto. Per farsi un'idea di massima sulla configurazione necessaria e` possibile consultare archlinux(7).

Prima dell'installazione

Arch Linux dovrebbe essere installabile su ogni macchina compatibile con l'architetture x86_64 e con un minimo di 512 MB di RAM. L'installazione base con solo i pacchetti presenti nel gruppo base richiede circa 800 MB di spazio su disco rigido. Siccome durante la fase di installazione vengono scaricati i pacchetti aggiornati direttamente dai repository remoti, una connessione ad internet e` fondamentale durante il processo.

Scaricare e avviare un disco di installazione come spiegato in Category:Getting and installing Arch. Ora ci si dovrebbe trovare di fronte ad una console virtuale. L'utente root dovrebbe gia` essere loggato. La shell di default e` Zsh. I comandi piu` comuni come systemctl(1) possono essere autocompletati dal tasto tab.


Per switchare su un'altra console - per esempio per visualizzare questa guida tramite elinks durante il processo di installazione - usare la combinazione di tasti Alt+freccia. Per editare testo e files nano, vi e vim sono disponibili.

Impostare il corretto layout della tastiera

Di default la tastiera e` mappata su un layout statunitense. La lista dei possibili layout e` disponibile tramite ls /usr/share/kbd/keymaps/**/*.map.gz. Per modificare il layout aggiungere il rispettivo filename a loadkeys(1), omettendo estensione e percorso completo. Ad esempio, il comando loadkeys it impostera` sul sistema il layout italiano.

I font utilizzabili sulla console si trovano in /usr/share/kbd/consolefonts/ e possono essere selezionati tramite setfont(8).

Verificare il boot mode

Se si boota su una scheda madre sulla quale e` abilitato UEFI, Archiso avviera` Arch Linux di conseguenza tramite systemd-boot. Per verificarlo si possono controllare le efivars directory:

 # ls /sys/firmware/efi/efivars

Se questa directory non esiste significa che il boot di Arch Linux e` avvenuto in modalita` BIOS. Per ulteriori dettagli fare riferimento alla documentazione della propria scheda madre.

Connettersi ad Internet

L'immagine di installazione di Arch Linux di default abilita un demone dhcpcd per le intefacce wired. La connessione puo` essere controllata con

# ping archlinux.org

Se la connessione risulta non disponibile, fermare il servizio dhcpcd con systemctl stop dhcpcd@, Tab e vedere Network configuration.

Per connessioni wireless, iw(8), wpa_supplicant(8) e netctl sono disponibili. Vedere Wireless network configuration per ulteriori informazioni.

Aggiornare l'orologio di sistema

Usare il comando timedatectl(1) per assicurarsi che l'orologio sia corretto:

# timedatectl set-ntp true

Per controllare lo status del servizio: timedatectl status.

Partizionare il disco

Quando riconosciuti dal disco di installazione, ai dischi viene associato un block device come /dev/sda. Per identificare questi devices, usare lsblk o fdisk — i risultati che finiscono con rom, loop o airoot possono essere ignorati:

# fdisk -l

Le seguenti partizioni (mostrate con un suffisso numerico) sono fondamentali:

Opzionalmente una partizione di Swap puo` essere impostata.

Per modificare la tabella delle partizioni, usare fdisk o parted. Vedere Partitioning per informazioni piu` accurate.

Se si necessita di LVM, disk encryption o RAID, agire ora.

Formattare le partizioni

Una volta che le partizioni sono state create, vanno formattate con un file system appropriato. Per esempio, per formattare la root su /dev/sda1 in ext4, il comando e`:

# mkfs.ext4 /dev/sda1

Vedere File systems#Create a file system per dettagli.

Mount the file systems

Montare il filesiste della partizione di root in /mnt, per esempio:

# mount /dev/sda1 /mnt

Creare i punti di mount delle altre partizioni create e montarle di conseguenza, Ad esempio:

# mkdir /mnt/boot
# mount /dev/sda2 /mnt/boot

genfstab rilevera` i punti di mount dei file system e della partizione di swap.

Installazione

Prima di procedere è necessario modificare il file /etc/pacman.d/mirrorlist per usare i mirror di vostro gradimento. Questa copia del mirrorlist sarà pure installato sul vostro nuovo sistema da pacstrap, quindi conviene impostarlo come si deve.

Utilizzando lo script pacstrap potete installare il sistema base.

# pacstrap /mnt base 

Altri pacchetti possono essere installati aggiungendo i loro nomi al comando precedente (separati da uno spazio), incluso il bootloader che si desidera.

Configurare il sistema

  • Generare un file fstab con il seguente comando (sarebbe preferibile utilizzare come nomenclatura gli UUID o i label, nel caso aggiungere rispettivamente le opzioni -U o -L):
# genfstab -p /mnt >> /mnt/etc/fstab
  • Effettuare un chroot nel nostro nuovo sistema appena installato:
# arch-chroot /mnt
  • Scrivere il proprio hostname in /etc/hostname.
  • Creare un link simbolico di /usr/share/zoneinfo/Zone/SubZone in /etc/localtime . Rimpiazzare Zone e Subzone in base alle vostre esigenze. Per esempio:
# ln -s /usr/share/zoneinfo/Europe/Rome /etc/localtime
  • De-commentare i locale che si vuole utilizzare in /etc/locale.gen e generarlo con il comando locale-gen.
  • Impostare le proprie preferenze sul locale in /etc/locale.conf.
  • Aggiungere un font e una mappatura della tastiera che si desidera utilizzare per la console in /etc/vconsole.conf
  • Configurare /etc/mkinitcpio.conf in base alle proprie esigenze (si legga mkinitcpio) e creare un RAM disk iniziale con:
# mkinitcpio -p linux

Installare e configurare un boot loader

Si veda la pagina Boot loaders per le scelte disponibili.

Smontare le partizioni montate

Se si è ancora in ambiente environment, digitare prima di tutto exit o Ctrl+D per uscire da chroot. Prima si sono montate le partizioni sotto /mnt. In questa fase procederemo a smontarle tutte.

# umount -R /mnt

Si riavvii il sistema e si prosegua nella configurazione del proprio sistema.

Post-Installazione

Gestione Utenti

Aggiungere gli account utente che si richiedono come come descritto in Gestione degli utenti. Non è consigliabile utilizzare l'account di root per un uso regolare, o esporlo tramite SSH su un server. L'account di root deve essere utilizzato solo per le attività amministrative.

Gestione dei Pacchetti

Leggere Pacman e FAQ-Gestione dei Pacchettiper avere le risposte in materia di installazione dei pacchetti, l'aggiornamento e la gestione.

Gestione dei Servizi

Arch Linux usa come init systemd, he è il sistema responsabile dei servizi per Linux. Per mantenere la vostra installazione di Arch Linux, è una buona idea per imparare le basi sul suo utilizzo. L'interazione con systemd è fatto attraverso il comando systemctl. Si legga Uso base di systemctl per ulteriori informazioni.

Suono

ALSA di solito funziona automaticamente. Ha bisogno solo di essere riattivato. Installare alsa-utils (che contiene alsamixer) e seguire queste istruzioni.

ALSA è incluso con il kernel ed è raccomandato. Se non dovesse funzionare, OSS è una valida alternativa. Se si dispone di avanzati requisiti audio, dare un'occhiata al sistema audio per una panoramica dei vari articoli.

Display server

L'X Window System (comunemente chiamato X11, o semplicemente X) consente di disegnare su schermo le finestre. Fornisce il toolkit standard per visualizzare interfacce utente grafiche (Graphical User Interface, GUI). Si veda Xorg per maggiori informazioni.

Wayland è un nuovo protocollo server display e l'implementazione di riferimento Weston è disponibile. Il supporto per le applicazioni è molto scarsa in questa fase iniziale di sviluppo.

Font

Si potrebbe desiderare di installare un set di caratteri TrueType, in quanto solo font bitmap non scalabili sono inclusi di default. Dejavu è un font di uso generico di alta qualità e con una buona copertura Unicode :

# pacman -S ttf-dejavu

Fare riferimento a Font Configuration per sapere come configurare il rendering dei font e a Fonts per i suggerimenti sui tipi di caratteri e le istruzioni di installazione.

Appendice

Per un elenco dei programmi maggiormente utilizzati e si veda l'articolo applicazioni comuni.

Si veda anche Raccomandazioni Generali per consigli post-installazione, come la configurazione del touchpad o il rendering dei font. Questo documento vuole essere una guida per l'installazione di Arch Linux utilizzando un sistema live avviato con l'immagine ufficiale di installazione. Prima di installare, è consigliato dare una lettura alle FAQ (Italiano).


L'Arch wiki mantenuto dalla community è una risorsa eccellente e deve essere la prima risorsa da consultare in caso di problemi. Sono disponibili anche il canale IRC ed il forum italiano o internazionale per ricercare ulteriori risposte. Inoltre, assicurarsi di leggere le pagine man page per qualsiasi comando sconosciuto. Per farsi un'idea di massima sulla configurazione necessaria e` possibile consultare archlinux(7).

Prima dell'installazione

Arch Linux dovrebbe essere installabile su ogni macchina compatibile con l'architetture x86_64 e con un minimo di 512 MB di RAM. L'installazione base con solo i pacchetti presenti nel gruppo base richiede circa 800 MB di spazio su disco rigido. Siccome durante la fase di installazione vengono scaricati i pacchetti aggiornati direttamente dai repository remoti, una connessione ad internet e` fondamentale durante il processo.

Scaricare e avviare un disco di installazione come spiegato in Category:Getting and installing Arch. Ora ci si dovrebbe trovare di fronte ad una console virtuale. L'utente root dovrebbe gia` essere loggato. La shell di default e` Zsh. I comandi piu` comuni come systemctl(1) possono essere autocompletati dal tasto tab.


Per switchare su un'altra console - per esempio per visualizzare questa guida tramite elinks durante il processo di installazione - usare la combinazione di tasti Alt+freccia. Per editare testo e files nano, vi e vim sono disponibili.

Impostare il corretto layout della tastiera

Di default la tastiera e` mappata su un layout statunitense. La lista dei possibili layout e` disponibile tramite ls /usr/share/kbd/keymaps/**/*.map.gz. Per modificare il layout aggiungere il rispettivo filename a loadkeys(1), omettendo estensione e percorso completo. Ad esempio, il comando loadkeys it impostera` sul sistema il layout italiano.

I font utilizzabili sulla console si trovano in /usr/share/kbd/consolefonts/ e possono essere selezionati tramite setfont(8).

Verificare il boot mode

Se si boota su una scheda madre sulla quale e` abilitato UEFI, Archiso avviera` Arch Linux di conseguenza tramite systemd-boot. Per verificarlo si possono controllare le efivars directory:

 # ls /sys/firmware/efi/efivars

Se questa directory non esiste significa che il boot di Arch Linux e` avvenuto in modalita` BIOS. Per ulteriori dettagli fare riferimento alla documentazione della propria scheda madre.

Connettersi ad Internet

L'immagine di installazione di Arch Linux di default abilita un demone dhcpcd per le intefacce wired. La connessione puo` essere controllata con

# ping archlinux.org

Se la connessione risulta non disponibile, fermare il servizio dhcpcd con systemctl stop dhcpcd@, Tab e vedere Network configuration.

Per connessioni wireless, iw(8), wpa_supplicant(8) e netctl sono disponibili. Vedere Wireless network configuration per ulteriori informazioni.

Aggiornare l'orologio di sistema

Usare il comando timedatectl(1) per assicurarsi che l'orologio sia corretto:

# timedatectl set-ntp true

Per controllare lo status del servizio: timedatectl status.

Partizionare il disco

Quando riconosciuti dal disco di installazione, ai dischi viene associato un block device come /dev/sda. Per identificare questi devices, usare lsblk o fdisk — i risultati che finiscono con rom, loop o airoot possono essere ignorati:

# fdisk -l

Le seguenti partizioni (mostrate con un suffisso numerico) sono fondamentali:

Opzionalmente una partizione di Swap puo` essere impostata.

Per modificare la tabella delle partizioni, usare fdisk o parted. Vedere Partitioning per informazioni piu` accurate.

Se si necessita di LVM, disk encryption o RAID, agire ora.

Formattare le partizioni

Una volta che le partizioni sono state create, vanno formattate con un file system appropriato. Per esempio, per formattare la root su /dev/sda1 in ext4, il comando e`:

# mkfs.ext4 /dev/sda1

Vedere File systems#Create a file system per dettagli.

Mount the file systems

Montare il filesiste della partizione di root in /mnt, per esempio:

# mount /dev/sda1 /mnt

Creare i punti di mount delle altre partizioni create e montarle di conseguenza, Ad esempio:

# mkdir /mnt/boot
# mount /dev/sda2 /mnt/boot

genfstab rilevera` i punti di mount dei file system e della partizione di swap.

Installazione

Prima di procedere è necessario modificare il file /etc/pacman.d/mirrorlist per usare i mirror di vostro gradimento. Questa copia del mirrorlist sarà pure installato sul vostro nuovo sistema da pacstrap, quindi conviene impostarlo come si deve.

Utilizzando lo script pacstrap potete installare il sistema base.

# pacstrap /mnt base 

Altri pacchetti possono essere installati aggiungendo i loro nomi al comando precedente (separati da uno spazio), incluso il bootloader che si desidera.

Configurare il sistema

  • Generare un file fstab con il seguente comando (sarebbe preferibile utilizzare come nomenclatura gli UUID o i label, nel caso aggiungere rispettivamente le opzioni -U o -L):
# genfstab -p /mnt >> /mnt/etc/fstab
  • Effettuare un chroot nel nostro nuovo sistema appena installato:
# arch-chroot /mnt
  • Scrivere il proprio hostname in /etc/hostname.
  • Creare un link simbolico di /usr/share/zoneinfo/Zone/SubZone in /etc/localtime . Rimpiazzare Zone e Subzone in base alle vostre esigenze. Per esempio:
# ln -s /usr/share/zoneinfo/Europe/Rome /etc/localtime
  • De-commentare i locale che si vuole utilizzare in /etc/locale.gen e generarlo con il comando locale-gen.
  • Impostare le proprie preferenze sul locale in /etc/locale.conf.
  • Aggiungere un font e una mappatura della tastiera che si desidera utilizzare per la console in /etc/vconsole.conf
  • Configurare /etc/mkinitcpio.conf in base alle proprie esigenze (si legga mkinitcpio) e creare un RAM disk iniziale con:
# mkinitcpio -p linux

Installare e configurare un boot loader

Si veda la pagina Boot loaders per le scelte disponibili.

Smontare le partizioni montate

Se si è ancora in ambiente environment, digitare prima di tutto exit o Ctrl+D per uscire da chroot. Prima si sono montate le partizioni sotto /mnt. In questa fase procederemo a smontarle tutte.

# umount -R /mnt

Si riavvii il sistema e si prosegua nella configurazione del proprio sistema.

Post-Installazione

Gestione Utenti

Aggiungere gli account utente che si richiedono come come descritto in Gestione degli utenti. Non è consigliabile utilizzare l'account di root per un uso regolare, o esporlo tramite SSH su un server. L'account di root deve essere utilizzato solo per le attività amministrative.

Gestione dei Pacchetti

Leggere Pacman e FAQ-Gestione dei Pacchettiper avere le risposte in materia di installazione dei pacchetti, l'aggiornamento e la gestione.

Gestione dei Servizi

Arch Linux usa come init systemd, he è il sistema responsabile dei servizi per Linux. Per mantenere la vostra installazione di Arch Linux, è una buona idea per imparare le basi sul suo utilizzo. L'interazione con systemd è fatto attraverso il comando systemctl. Si legga Uso base di systemctl per ulteriori informazioni.

Suono

ALSA di solito funziona automaticamente. Ha bisogno solo di essere riattivato. Installare alsa-utils (che contiene alsamixer) e seguire queste istruzioni.

ALSA è incluso con il kernel ed è raccomandato. Se non dovesse funzionare, OSS è una valida alternativa. Se si dispone di avanzati requisiti audio, dare un'occhiata al sistema audio per una panoramica dei vari articoli.

Display server

L'X Window System (comunemente chiamato X11, o semplicemente X) consente di disegnare su schermo le finestre. Fornisce il toolkit standard per visualizzare interfacce utente grafiche (Graphical User Interface, GUI). Si veda Xorg per maggiori informazioni.

Wayland è un nuovo protocollo server display e l'implementazione di riferimento Weston è disponibile. Il supporto per le applicazioni è molto scarsa in questa fase iniziale di sviluppo.

Font

Si potrebbe desiderare di installare un set di caratteri TrueType, in quanto solo font bitmap non scalabili sono inclusi di default. Dejavu è un font di uso generico di alta qualità e con una buona copertura Unicode :

# pacman -S ttf-dejavu

Fare riferimento a Font Configuration per sapere come configurare il rendering dei font e a Fonts per i suggerimenti sui tipi di caratteri e le istruzioni di installazione.

Appendice

Per un elenco dei programmi maggiormente utilizzati e si veda l'articolo applicazioni comuni.

Si veda anche Raccomandazioni Generali per consigli post-installazione, come la configurazione del touchpad o il rendering dei font.