Fonts (Italiano)

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Sommario help replacing me
Documenta l'installazione e l'utilizzo dei Fonts su Arch Linux
Note legali
Certi pacchetti font possono imporre alcune limitazioni legali
Articoli correlati
Font Configuration (Italiano): Configurazione dei carattere e abbellimento
Java Fonts - Sun JRE: Caratteri specifici su sistemi Java (Sun)
MS Fonts: Aggiunta dei caratteri Microsoft e configurazione ottimale

Font formats

La maggior parte dei font usati oggi dai computer sono sia in formato bitmap che outline. I font Bitmap archiviano immagini fisse per ogni glifo, di ogni dimensione e tipo, per carattere e punto. Il profilo o vettore dei font memorizza i caratteri come istruzioni per disegnare ogni linea e curva del glifo, potendo inoltre scalare in un ampio raggio di dimensioni senza problemi.

Le estensioni comuni nei nomi dei font comprendono:

  • bdf e bdf.gz – (Bitmap Distribution Format), font bitmap compressi in gzip bdf
  • pcf e pcf.gz – (Portable Compiled Font), font bitmap compressi in gzip pcf
  • psf, psfu, psf.gz e psfu.gz – (Pc Screen Font), (Pc Screen Font Unicode) e le versioni gzip, font bitmap, (incompatibili con Xorg)
  • pfa e pfb – (PostScript Font A-SCII) e (PostScript Font Binary), font con funzionalità di contorno e font PostScript, per istruzioni built-in delle stampanti.
  • ttf – (True Type Font), font con funzionalità di contorno. Originariamente concepito come una sostituzione per i font PostScript.
  • otf – (Open Type Font), font con funzionalità di contorno. TrueType con istruzioni tipografiche PostScript.

Nella maggior parte dei casi, le differenze tecniche tra TrueType e OpenType possono essere ignorate, alcuni font con un'estensione ttf sono in realtà i font OpenType.

Altri formati

L'applicazione di composizione TeX, ed il suo software font abbinato, Metafont, randerizza i caratteri utilizzando metodi propri. Alcune delle estensioni dei file utilizzati per i font da questi due programmi sono *pk, *gf, mf e vf.

FontForge, è un'applicazione per l'editing dei caratteri in grado di memorizzare i caratteri nel loro formato nativo basato su testo, sfd, spline font database.

Installazione

Vari metodi di installazione dei font.

Pacman

Font specifici e collezioni di font possono essere installati dai nei repository abilitati utilizzando pacman. I font disponibili possono essere trovati utilizzando:

$ pacman -Ss font

O per ricercare solo i font ttf:

$ pacman -Ss ttf

Alcuni font come terminus sono installati in Template:Filename, che non viene aggiunto al percorso dei font di default. Aggiungendo le seguenti righe a Template:Filename

xset +fp /usr/share/fonts/local
xset fp rehash

i font possono essere usati in X11.

Creazione di un pacchetto

Per avere la possibilità di gestire i font con pacman, è possibile creare un pacchetto per Arch. Questi possono anche essere condivisi con la comunità per mezzo di AUR. Ecco un esempio di come compilare un pacchetto di base. Per ulteriori informazioni sulla creazione di pacchetti, leggere PKGBUILD.

pkgname=ttf-fontname
pkgver=1.0
pkgrel=1
depends=('fontconfig' 'xorg-font-utils')
pkgdesc="custom fonts"
arch=('any')
source=(http://someurl.org/$pkgname.tar.bz2)
install=$pkgname.install

build()
{
  mkdir -p $pkgdir/usr/share/fonts/TTF
  cp $srcdir/$pkgname/*.ttf $pkgdir/usr/share/fonts/TTF
}

Questo PKGBUILD presuppone che i font siano TrueType. Dovrà anche essere creato un file di installazione (Template:Filename) per aggiornare la cache dei font:

post_install() {
  echo -n "Updating font cache... "
  fc-cache -fs >/dev/null
  mkfontscale /usr/share/fonts/TTF /usr/share/fonts/Type1
  mkfontdir /usr/share/fonts/TTF /usr/share/fonts/Type1
  echo "done"
}

post_upgrade() {
  post_install
}

Installazione manuale

Il metodo raccomandato per aggiungere font non disponibili nei repository al sistema, è descritto in #Creating a package. Questo dà a pacman la possibilità di rimuoverli o aggiornarli in un secondo momento. Possono inoltre essere installati manualmente.

Per installare i font a livello di intero sistema (disponibile per tutti gli utenti), spostare la cartella nella directory Template:Filename. Per installare i font ad un singolo utente, utilizzare invece Template:Filename.

Potrebbe anche essere necessario aggiornare Template:Filename o Template:Filename con la nuova directory. Eseguire una ricerca con chiave FontPath per trovare la posizione corretta del file ed aggiungere il nuovo percorso. Consultare #Fonts with Xorg per maggiori informazioni.

Aggiornare infine fontconfig, la cache dei font:

$ fc-cache -vf

Applicazioni datate

Con le vecchie applicazioni che non supportano fontconfig (ad es. le applicazioni GTK1, e xfontsel) l'indice dovrà essere creato nella directory dei font:

$ mkfontscale
$ mkfontdir

O per includere più di una cartella con un solo comando:

$ for dir in /font/dir1/ /font/dir2/; do xset +fp $dir; done && xset fp rehash

A volte il server X potrebbe non riuscire a caricare la cartella fonts e sarà necessario ripetere l'analisi tutti i file Template:Filename:

# xset +fp /usr/share/fonts/misc # Inform the X server of new directories
# xset fp rehash                # Forces a new rescan

Per controllare che i font siano inclusi:

$ xlsfonts | grep fontname

Pango Warnings

Quando Pango è in uso sul proprio sistema sarà letto da fontconfig per risolvere da dove leggere i font.

(process:5741): Pango-WARNING **: failed to choose a font, expect ugly output. engine-type='PangoRenderFc', script='common'
(process:5741): Pango-WARNING **: failed to choose a font, expect ugly output. engine-type='PangoRenderFc', script='latin'

Nel caso si vedano errori simili a questo e/o blocchi invece di caratteri nell'applicazione, sarà necessario aggiungere dei font e aggiornare la cache dei font. Questo esempio utilizza i font Template:Package Official per illustrare la soluzione e viene eseguito da root, per consentirne l'utilizzo a livello globale nel sistema.

# pacman -S ttf-liberation
  -- output abbreviated, assumes installation succeeded -- 

# fc-cache -vfs
/usr/share/fonts: caching, new cache contents: 0 fonts, 3 dirs
/usr/share/fonts/TTF: caching, new cache contents: 16 fonts, 0 dirs
/usr/share/fonts/encodings: caching, new cache contents: 0 fonts, 1 dirs
/usr/share/fonts/encodings/large: caching, new cache contents: 0 fonts, 0 dirs
/usr/share/fonts/util: caching, new cache contents: 0 fonts, 0 dirs
/var/cache/fontconfig: cleaning cache directory   
fc-cache: succeeded


È possibile verificare la corretta configurazione di un font di default in questo modo:

# fc-match
LiberationMono-Regular.ttf: "Liberation Mono" "Regular"

Font e Xorg

Per abilitare Xorg a trovare ed utilizzare i nuovi font installati, è necessario aggiungere i percorsi dei font stessi in Template:Filename (un file di configurazione Xorg diverso potrebbe funzionare comunque).

Ecco un esempio della sezione che deve essere aggiunta a Template:Filename. Aggiungere o rimuovere i percorsi in base agli specifici requisiti dei propri caratteri.

# Let Xorg know about the custom font directories
Section "Files"
    FontPath    "/usr/share/fonts/100dpi"
    FontPath    "/usr/share/fonts/75dpi"
    FontPath    "/usr/share/fonts/cantarell"
    FontPath    "/usr/share/fonts/cyrillic"
    FontPath    "/usr/share/fonts/encodings"
    FontPath    "/usr/share/fonts/local"
    FontPath    "/usr/share/fonts/misc"
    FontPath    "/usr/share/fonts/OTF"
    FontPath    "/usr/share/fonts/TTF"
    FontPath    "/usr/share/fonts/util"
EndSection

Pacchetti font

Questa è una lista selettiva, ma riporta la maggior parte dei font reperibili su AUR oltre a quelli nei repository ufficiali. I caratteri sono taggati "Unicode" se provvisti di ampio supporto Unicode; consultarere il progetto o le pagine di Wikipedia per maggiori informazioni.

Braille

International users

Arabo

Cinese, Giapponese, Coreano, Vietnamita

Cinese (principalmente)
Giapponese
Coreano

Cirillico

Vedere anche #Monospace, #Sans e #Serif

Greco

Quasi tutti i font Unicode contengono il set di caratteri greci (polytonic incluso). Alcuni pacchetti di font aggiuntivi, che potrebbero non contenere il set completo Unicode ma utilizzano caratteri tipografici greci di alta qualità (e naturalmente anche latini) sono:

Ebraico

  • culmusAUR - Ottima collezione di font in ebraico

Indiano

Khmer

Singalese

Tamil

Thailandese

Math

Microsoft fonts

Consultare MS Fonts.

Monospace

Ecco alcuni suggerimenti: ogni utente ha le proprie preferenze, quindi sperimentare un po' per trovare quello più consono ai propri gusti. Se non si ha voglia di provarli uno alla volta, c'è uno spunto di Dan Benjamin sul suo blog: Top 10 Programming Fonts.

Qui è visualizzabile una discreta lista di font suggeriti da Trevor Lowing: http://www.lowing.org/fonts/

TrueType

Bitmap

Sans-serif

Script

Serif

Assortiti

  • Template:Package AUR - una vasta collezione di font gratuiti (tra cui ubuntu, inconsolata, droid, ecc.)
Nota: La finestra di dialogo dove vengono mostrati i font, nelle singole applicazioni, diventerannò molto lunghe perchè questo pacchetto installa sul sistema più di cento nuovi font

Font per console

La console, ovvero un terminale in esecuzione senza X Window System, utilizza il carattere ASCII impostato come predefinito. Questo tipo di carattere e la mappa dei tasti utilizzati sono facilmente modificabili.

Un font per la console è limitato a 256 o 512 caratteri. I font si trovano in Template:Filename.

I Keymaps, la connessione tra il tasto premuto e il carattere utilizzato dal computer, si trovano nelle sottodirectory di Template:Filename.

Anteprima e verifica

Purtroppo, nessuna libreria organizzata di immagini è disponibile per le anteprime dei font per la console. L'utente può tuttavia, usare setfont per cambiare temporaneamente i caratteri e valutare se utilizzarli come predefiniti. I glifi o lettere disponibili nel carattere possono anche essere visti come una tabella con il comando showconsolefont.

Se il font appena modificato non è adatto, è possibile il ripristino al font di default con il comando setfont senza argomenti. Se la console è totalmente illeggibile, questo comando, setfont, sarà ancora utile all'utente mentre "digita alla cieca".

Si noti che setfont funziona solo sulla console attualmente in uso. Eventuali altre console, attive o inattive, rimangono inalterate.

Esempi

Modificare il carattere. Questo è un esempio rappresentativo:

$ setfont /usr/share/kbd/consolefonts/gr737b-9x16-medieval.psfu.gz

Oppure passare ad un carattere con 512 glifi e impostare la mappatura della tastiera a ISO 8859-5 per mezzo dell'opzione -m:

$ setfont /usr/share/kbd/consolefonts/LatArCyrHeb-16.psfu.gz -m 8859-5

Poi impartire dei comandi per inviare messaggi di testo sul display, consultare magari una manpage, provare vi o nano e visualizzare la tabella dei glifi con il comando showconsolefont.

Ritornare al font di default con:

$ setfont

Modificare il carattere predefinito

Per cambiare il font di default, le impostazioni CONSOLEFONT= e CONSOLEMAP= in Template:Filename devono essere modificate. Si ricorda ancora che i caratteri si trovano nella cartella Template:Filename e i keymap si trovano nelle sottodirectory di Template:Filename.

Esempi

Per la visualizzazione di caratteri come Č, ž, đ, š or Ł, ę, ą, ś usando i font Template:Filename:

CONSOLEFONT="lat2-16"

Ciò significa che la seconda parte dei caratteri ISO/IEC 8859 sono usati con il formato 16. È possibile modificare la dimensione del carattere usando altri valori come lat2-08...16. Per le regioni soggette alle specifiche 8859, vedere Wikipedia. Si possono usare i caratteri Terminus, consigliati se si lavora molto in console senza server X. Per esempio ter-216b è latin-2 part, dimensione 16, grassetto. ter-216n è lo stesso, ma con peso normale. I font Terminus hanno dimensioni fino a 32.


Ora, impostare il keymap corretto; per lat2-16 sarà:

CONSOLEMAP="8859-2"

Per utilizzare il carattere specificato nello userspace iniziale, cioè nelle prime fasi del processo di avvio, aggiungere il consolefont abbinato a Template:Filename:

HOOKS="base udev autodetect pata scsi sata filesystems consolefont keymap"

Poi ricompilare l'immagine:

# mkinitcpio -p linux
Note: I passi sopra deve essere ripetuti per ogni kernel installato (avendone installati più di uno).

Consultare Mkinitcpio#HOOKS per maggiori informazioni.