Difference between revisions of "Installation guide (Italiano)"

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m (intestazione allineata ~~~~)
(update minimum RAM size to 530 MiB (from an quick test in VirtualBox, I got 516 MiB for BIOS and 529 MiB for EFI); see also https://lists.archlinux.org/pipermail/arch-releng/2020-May/003957.html)
 
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[[Category:About Arch (Italiano)]]
 
[[Category:About Arch (Italiano)]]
[[Category:Getting and installing Arch (Italiano)]]
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[[Category:Installation process (Italiano)]]
 
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[[es:Installation guide]]
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[[fa:راهنمای تازه‌کاران]]
 
[[fi:Installation guide]]
 
[[fi:Installation guide]]
 
[[fr:Arch install scripts]]
 
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[[pl:Installation guide]]
 
[[pl:Installation guide]]
 
[[pt:Installation guide]]
 
[[pt:Installation guide]]
[[ro:Ghid de instalare]]
 
 
[[ru:Installation guide]]
 
[[ru:Installation guide]]
 
[[sk:Installation guide]]
 
[[sk:Installation guide]]
 
[[sr:Installation guide]]
 
[[sr:Installation guide]]
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[[sv:Installation guide]]
 
[[th:Installation guide]]
 
[[th:Installation guide]]
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[[tr:Installation guide]]
 
[[uk:Installation guide]]
 
[[uk:Installation guide]]
 
[[zh-hans:Installation guide]]
 
[[zh-hans:Installation guide]]
 
[[zh-hant:Installation guide]]
 
[[zh-hant:Installation guide]]
 
Questo documento vuole essere una guida per l'installazione di [[Arch Linux (Italiano)|Arch Linux]] utilizzando un sistema ''live'' avviato con l'immagine ufficiale di installazione.
 
Questo documento vuole essere una guida per l'installazione di [[Arch Linux (Italiano)|Arch Linux]] utilizzando un sistema ''live'' avviato con l'immagine ufficiale di installazione.
Prima di installare, è consigliato dare una lettura alle [[FAQ (Italiano)|FAQ]]. Per le convenzioni usate leggere [[Help:Reading]].
+
Prima di installare, è consigliato dare una lettura alle [[FAQ (Italiano)|FAQ]]. Per le convenzioni usate leggere [[Help:Reading]]. In particolare, gli esempi di codice potrebbero contenere dei segnaposto (formattati in {{ic|''corsivo''}}) che devono essere sostituiti manualmente.
  
Per istruzioni piu` dettagliate sui vari programmi vedere le rispettive [[man page]] e le rispettive pagine [[ArchWiki:About (Italiano)|ArchWiki]] che normalmente verranno linkate di volta in volta nella guida. Per un aiuto piu` interattivo si possono sfruttare i [[IRC channel|canali IRC]], il [https://bbs.archlinux.org/ forum internazionale] e il [https://www.archlinux.it/forum/ forum italiano].
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Per istruzioni più dettagliate sui vari programmi vedere le rispettive pagine [[ArchWiki:About (Italiano)|ArchWiki]] e le [[man page]] dei programmi, entrambe linkate in questa guida. Per un aiuto interattivo sono anche disponibili i [[IRC channel|canali IRC]], il [https://bbs.archlinux.org/ forum internazionale] e il [https://www.archlinux.it/forum/ forum italiano].
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Arch Linux dovrebbe eseguirsi su qualsiasi computer compatibile [[Wikipedia:X86-64|x86_64]] con un minimo di 530 MiB di RAM. Un'installazione basilare dovrebbe occupare meno di 2 GiB di spazio su disco. Poiché il processo di installazione necessita di recuperare pacchetti da un repository remoto, questa guida assume la presenza di una connessione internet funzionante.
  
 
== Prima dell'installazione ==
 
== Prima dell'installazione ==
  
Arch Linux dovrebbe essere installabile su ogni macchina compatibile con l'architetture [[w:X86-64|x86_64]] e con un minimo di 512 MB di RAM. L'installazione base con solo i pacchetti presenti nel gruppo {{Grp|base}} richiede circa 800 MB di spazio su disco rigido. Siccome durante la fase di installazione vengono scaricati i pacchetti aggiornati direttamente dai repository remoti, una connessione ad internet e` fondamentale durante il processo.
+
Il supporto di installazione e le sue firme [[GnuPG]] possono essere ottenute dalla pagina [https://archlinux.org/download/ Download].
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=== Verifica della firma ===
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 +
E' raccomandata la verifica della firma dell'immagine prima dell'utilizzo, specialmente se è stata scaricata da un ''mirror HTTP'', dove i download possono essere soggetti ad intercettazioni per [https://www2.cs.arizona.edu/stork/packagemanagersecurity/attacks-on-package-managers.html fornire immagini malevoli].
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Su un sistema con [[GnuPG]] installato, eseguire il comando seguente per scaricare la ''firma PGP'' (sotto ''Checksums'') nella directory col file ISO, e [[GnuPG#Verify a signature|verificarla]] con:
  
Scaricare e avviare un disco di installazione come spiegato in [[:Category:Getting and installing Arch]]. Ora ci si dovrebbe trovare di fronte ad una [[w:Virtual Console|console virtuale]]. L'utente ''root'' dovrebbe gia` essere loggato. La shell di default e` [[Zsh]]. I comandi piu` comuni come {{man|1|systemctl}} possono essere [[w:Command-line completion|autocompletati]] dal tasto ''tab''.
+
$ gpg --keyserver-options auto-key-retrieve --verify archlinux-''version''-x86_64.iso.sig
  
 +
In alternativa, da un'installazione esistente di Arch Linux eseguire:
  
Per switchare su un'altra console - per esempio per visualizzare questa guida tramite [[elinks]] durante il processo di installazione - usare la [[Keyboard shortcuts|combinazione di tasti]] {{ic|Alt+''freccia''}}. Per [[textedit|editare]] testo e files [[nano#Usage|nano]], [[w:vi|vi]] e [[vim#Usage|vim]] sono disponibili.
+
$ pacman-key -v archlinux-''version''-x86_64.iso.sig
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{{Note|
 +
* La stessa firma potrebbe essere stata manipolata se è stata scaricata da un sito mirror, anziché dalla pagina [https://archlinux.org/download/ archlinux.org] come indicato sopra. In questo caso, assicurarsi che la chiave pubblica, che è utilizzata per decifrare la firma, sia firmata da un'altra chiave di fiducia. Il comando {{ic|gpg}} riporterà l'impronta (fingerprint) della chiave pubblica.
 +
* Un altro metodo per verificare l'autenticità della firma è assicurarsi che l'impronta della chiave pubblica sia identica all'impronta della chiave dello [https://www.archlinux.org/people/developers/ Sviluppatore di Arch Linux] che ha firmato il file ISO. Vedi [[Wikipedia:Public-key cryptography]] per avere più informazioni sul processo chiave pubblica per autentica delle chiavi.
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}}
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=== Avvio dell'ambiente live ===
 +
 
 +
L'ambiente live può essere avviato da una [[USB flash installation media|memoria USB]], un [[Optical disc drive#Burning|disco ottico]] o da una rete con [[PXE]]. Per una spiegazione sulle alternative del processo di installazione vedere [[:Category:Installation process]].
 +
 
 +
* Impostare il dispositivo di avvio ad un'unità contenente il supporto di installazione di Arch Linux, tipicamente premendo un tasto specifico durante la fase [[Wikipedia:Power-on self test|POST]], come indicato sulla schermata di avvio. Fare riferimento al manuale della propria scheda madre per i dettagli.
 +
* Quando il menu di Arch Linux appare, scegliere l'opzione ''Boot Arch Linux'' e premere {{ic|Enter}} per accedere all'ambiente di installazione.
 +
* Vedere [https://projects.archlinux.org/archiso.git/tree/docs/README.bootparams README.bootparams] per una lista dei [[Kernel parameters#Configuration|parametri di avvio]], e [https://git.archlinux.org/archiso.git/tree/configs/releng/packages.x86_64 packages.x86_64] per una lista dei pacchetti inclusi.
 +
* Sarai connesso alla prima [[Wikipedia:Virtual console|virtual console]] con l'utente root, e sarà presentata una shell [[Zsh]].
 +
 
 +
Per cambiare ad una console differente, per esempio, per vedere questa guida con [[ELinks]] durante l'installazione, utilizzare la [[Keyboard shortcuts|scorciatoia]] {{ic|Alt+''arrow''}}. Per [[textedit|modificare]] file di configurazione sono disponibili [[nano#Usage|nano]], [[Wikipedia:vi|vi]] e [[vim#Usage|vim]].
  
 
=== Impostare il corretto layout della tastiera ===
 
=== Impostare il corretto layout della tastiera ===
  
Di default la tastiera e` [[console keymap|mappata]] su un layout [[w:File:KB United States-NoAltGr.svg|statunitense]]. La lista dei possibili layout e` disponibile tramite {{ic|ls /usr/share/kbd/keymaps/**/*.map.gz}}. Per modificare il layout aggiungere il rispettivo filename a {{man|1|loadkeys}}, omettendo estensione e percorso completo. Ad esempio, il comando {{ic|loadkeys it}} impostera` sul sistema il layout italiano.
+
La [[console keymap|mappatura della tastiera]] predefinita è quella [[Wikipedia:File:KB United States-NoAltGr.svg|US]]. Le disposizioni alternative possono essere elencate con:
  
I [[Console fonts|font]] utilizzabili sulla console si trovano in {{ic|/usr/share/kbd/consolefonts/}} e possono essere selezionati tramite {{man|8|setfont}}.
+
# ls /usr/share/kbd/keymaps/**/*.map.gz
  
=== Verificare il boot mode ===
+
Per modificare la disposizione, aggiungere un nome di file corrispondente al comando {{man|1|loadkeys}}, omettendo percorso ed estensione. Per esempio, per impostare una disposizione di tastiera italiana:
Se si boota su una scheda madre sulla quale e` abilitato [[UEFI]], [[Archiso]] [[boot|avviera`]] Arch Linux di conseguenza tramite [[systemd-boot]]. Per verificarlo si possono controllare le [[UEFI#UEFI variables|efivars]] directory:
 
  
  # ls /sys/firmware/efi/efivars
+
# loadkeys it
  
Se questa directory non esiste significa che il boot di Arch Linux e` avvenuto in modalita` [[w:BIOS|BIOS]]. Per ulteriori dettagli fare riferimento alla documentazione della propria scheda madre.
+
I [[Console fonts|font utilizzabili nella console]] si trovano su {{ic|/usr/share/kbd/consolefonts/}} e possono essere impostati analogamente con {{man|8|setfont}}.
 +
 
 +
=== Verificare la modalità di boot ===
 +
 
 +
Se la modalità UEFI è attivata in una scheda madre [[UEFI]], [[Archiso]] [[boot|avvierà]] Arch Linux tramite [[systemd-boot]]. Per verificare, elencare la directory [[UEFI#UEFI variables|efivars]]:
 +
 
 +
# ls /sys/firmware/efi/efivars
 +
 
 +
Se la directory non esiste, il sistema potrebbe essere avviato in modalità [[Wikipedia:BIOS|BIOS]] o CSM. Fare riferimento al manuale della scheda madre per i dettagli.
  
 
=== Connettersi ad Internet ===
 
=== Connettersi ad Internet ===
  
L'immagine di installazione di Arch Linux di default [[enable|abilita]] un demone [[dhcpcd]] per le intefacce [https://git.archlinux.org/archiso.git/tree/configs/releng/airootfs/etc/udev/rules.d/81-dhcpcd.rules wired]. La connessione puo` essere controllata con
+
Per impostare una connessione di rete, eseguire i passaggi seguenti:
 
# ping archlinux.org
 
  
Se la connessione risulta non disponibile, [[stop|fermare]] il servizio ''dhcpcd'' con {{ic|systemctl stop dhcpcd@}}, {{ic|Tab}} e vedere [[Network configuration]].
+
* Assicurarsi che l'[[network interface|interfaccia di rete]] sia elencata ed abilitata, per esempio con {{man|8|ip-link}}: {{bc|# ip link}}
 +
* Connettersi alla rete. Inserire il cavetto Ethernet o [[Wireless network configuration|connettersi alla LAN wireless]].
 +
* Configurare la connessione di rete:
 +
** [[Network configuration#Static IP address|Indirizzo IP statico]]
 +
** Indirizzo IP dinamico: utilizzare [[DHCP]].
 +
*:{{Note|L'immagine di nstallazione attiva [[dhcpcd]] ({{ic|dhcpcd@''interface''.service}}) per le [https://git.archlinux.org/archiso.git/tree/configs/releng/airootfs/etc/udev/rules.d/81-dhcpcd.rules periferiche di rete con cavo] all'avvio.}}
 +
* La conessione può essere verificata usando [[Wikipedia:ping|ping]]: {{bc|# ping archlinux.org}}
  
Per connessioni '''wireless''', {{man|8|iw}}, {{man|8|wpa_supplicant}} e [[netctl#Wireless .28WPA-PSK.29|netctl]] sono disponibili. Vedere [[Wireless network configuration]] per ulteriori informazioni.
+
=== Aggiornare l'orologio di sistema ===
  
=== Aggiornare l'orologio di sistema ===
+
Utilizzare il comando {{man|1|timedatectl}} per assicurarsi che l'orologio sia corretto:
Usare il comando {{man|1|timedatectl}} per assicurarsi che l'orologio sia corretto:
 
  
 
  # timedatectl set-ntp true
 
  # timedatectl set-ntp true
  
Per controllare lo status del servizio: {{ic|timedatectl status}}.
+
Per controllare lo status del servizio, utilizzare {{ic|timedatectl status}}.
  
 
=== Partizionare il disco ===
 
=== Partizionare il disco ===
  
Quando riconosciuti dal disco di installazione, ai dischi viene associato un ''block device'' come {{ic|/dev/sda}}. Per identificare questi devices, usare [[lsblk]] o ''fdisk'' — i risultati che finiscono con {{ic|rom}}, {{ic|loop}} o {{ic|airoot}} possono essere ignorati:
+
Quando riconosciuti dal sistema live, i dischi sono assegnati a [[block device|dispositivi a blocchi]] come {{ic|/dev/sda}} or {{ic|/dev/nvme0n1}}. Per identificare questi dispositivi, utilizzare [[lsblk]] o ''fdisk''.
  
 
  # fdisk -l
 
  # fdisk -l
  
Le seguenti ''partizioni'' (mostrate con un suffisso numerico) sono fondamentali:
+
I risultati che terminano con {{ic|rom}}, {{ic|loop}} o {{ic|airoot}} potrebbero essere ignorati.
 +
 
 +
Le seguenti [[partitions|partizioni]] sono '''richieste''' su un dispositivo a scelta:
 +
 
 +
* Una partizione per la directory radice {{ic|/}}.
 +
* Se [[UEFI]] è attivato, una [[EFI system partition|partizione di sistema EFI]].
  
* Una partizione per la directory root {{ic|/}}.
+
Se si desidera creare un dispositivo a blocchi a cascata per [[LVM]], per la [[dm-crypt|cifratura del sistema]] o per [[RAID]], è necessario farlo adesso.
* Se [[UEFI]] e` abilitato, una [[EFI System Partition]].
 
  
Opzionalmente una partizione di [[Swap (Italiano)|Swap]] puo` essere impostata.
+
==== Disposizioni di esempio ====
  
Per modificare la ''tabella delle partizioni'', usare [[fdisk]] o [[parted]]. Vedere [[Partitioning]] per informazioni piu` accurate.
+
{| class="wikitable"
 +
!colspan="5" | BIOS con [[MBR]]
 +
|-
 +
! Punto di montaggio
 +
! Partizione
 +
! [[Wikipedia:Partition type|Tipo di partizione]]
 +
! Dimensione suggerita
 +
|-
 +
| {{ic|/mnt}}
 +
| {{ic|/dev/sd''X''1}}
 +
| Linux
 +
| Resto del dispositivo
 +
|-
 +
| [SWAP]
 +
| {{ic|/dev/sd''X''2}}
 +
| Linux swap
 +
| Più di 512 MiB
 +
|-
 +
!colspan="5" | UEFI con [[GPT]]
 +
|-
 +
! Punto di montaggio
 +
! Partizione
 +
! [[Wikipedia:GUID Partition Table#Partition type GUIDs|Tipo di partizione]]
 +
! Dimensione suggerita
 +
|-
 +
| {{ic|/mnt/boot}} or {{ic|/mnt/efi}}
 +
| {{ic|/dev/sd''X''1}}
 +
| [[EFI system partition]]
 +
| 260–512 MiB
 +
|-
 +
| {{ic|/mnt}}
 +
| {{ic|/dev/sd''X''2}}
 +
| Linux x86-64 root (/)
 +
| Resto del dispositivo
 +
|-
 +
| [SWAP]
 +
| {{ic|/dev/sd''X''3}}
 +
| Linux swap
 +
| Più di 512 MiB
 +
|-
 +
|}
  
Se si necessita di [[LVM]], [[disk encryption]] o [[RAID]], agire ora.
+
Vedere anche [[Partitioning#Example layouts]].
 +
 
 +
{{Note|
 +
* Utilizzare [[fdisk]] o [[parted]] per modificare le tabelle delle partizioni, per esempio {{ic|fdisk /dev/sd''X''}}.
 +
* Lo spazio di [[Swap]] può essere impostato su un [[swap file|file di swap]] per quei file system che lo supportano.
 +
}}
  
 
=== Formattare le partizioni ===
 
=== Formattare le partizioni ===
  
Una volta che le partizioni sono state create, vanno formattate con un [[file system]] appropriato. Per esempio, per formattare la root su {{ic|/dev/''sda1''}} in {{ic|''ext4''}}, il comando e`:
+
Una volta che le partizioni sono state create, ciascuna deve essere formattata con un [[file system]] appropriato. Per esempio, se la partizione radice è {{ic|/dev/sd''X''1}} e conterrà un file system {{ic|''ext4''}} eseguire:
  
  # mkfs.''ext4'' /dev/''sda1''
+
  # mkfs.''ext4'' /dev/sd''X1''
  
Vedere [[File systems#Create a file system]] per dettagli.
+
Se hai creato una partizione di swap, inizializzarla ''mkswap'':
  
=== Mount the file systems ===
+
# mkswap /dev/sd''X2''
 +
# swapon /dev/sd''X2''
  
[[Mount|Montare]] il filesiste della partizione di root in {{ic|/mnt}}, per esempio:
+
Vedere [[File systems#Create a file system]] per i dettagli.
  
# mount /dev/''sda1'' /mnt
+
=== Montare il file system ===
  
Creare i punti di mount delle altre partizioni create e montarle di conseguenza, Ad esempio:
+
[[Mount|Montare]] il file system della partizione radice in {{ic|/mnt}}, per esempio:
  
# mkdir /mnt/''boot''
+
  # mount /dev/sd''X1'' /mnt
  # mount /dev/''sda2'' /mnt/''boot''
 
  
[https://git.archlinux.org/arch-install-scripts.git/tree/genfstab.in genfstab] rilevera` i punti di mount dei file system e della partizione di swap.
+
Creare eventuali punti di mount rimanenti (come {{ic|/mnt/efi}}) e montare le partizioni corrispondenti.
 +
 
 +
[https://git.archlinux.org/arch-install-scripts.git/tree/genfstab.in genfstab] successivamente rileverà il file system montato e le partizioni di swap.
  
<!-- Fino a qui allineata al 13/Nov/2017 -->
 
 
== Installazione ==
 
== Installazione ==
 +
=== Selezionare il mirror corretto ===
 +
 +
I pacchetti da installare verranno scaricati da [[Mirrors|server mirror]] che sono definiti in {{ic|/etc/pacman.d/mirrorlist}}. Sul sistema live, tutti i mirror sono abilitati e sono ordinati in base allo stato di sincronizzazione e alla velocità rilevati al momento della generazione dell'immagine  iso.
 +
 +
Il mirror che si troverà più in alto nella lista sarà quello a priorità maggiore quando si andrà a scaricare un pacchetto. Potresti voler modificare questo file, e spostare il mirror più vicino geograficamente in cima alla lista, oppure secondo altri criteri.
 +
 +
Questo file, verrà poi copiato sul nuovo sistema installato da ''pacstrap'', pertanto è importante modificarlo correttamente.
 +
 +
=== Installare i pacchetti essenziali ===
 +
Usare [https://projects.archlinux.org/arch-install-scripts.git/tree/pacstrap.in pacstrap] per installare il pacchetto {{Pkg|base}}, il kernel {{Pkg|linux}} e i firmware per gli hardware più comuni:
 +
 +
# pacstrap /mnt base linux linux-firmware
 +
 +
{{Tip|Puoi sostituire il pacchetto {{Pkg|linux}} con un pacchetto [[kernel]] a scelta. E' possibile omettere l'installazione del kernel o del pacchetto dei firmware se si è coscienti di ciò che viene fatto.}}
  
Prima di procedere è necessario modificare il file {{ic|/etc/pacman.d/mirrorlist}} per usare i [[Mirrors (Italiano)|mirror]] di vostro gradimento. Questa copia del mirrorlist sarà pure installato sul vostro nuovo sistema da {{ic|pacstrap}}, quindi conviene impostarlo come si deve.
+
Il pacchetto {{Pkg|base}} non include tutti gli strumenti presenti sul sistema live di installazione, quindi l'installazione di altri pacchetti potrebbe essere necessaria per avere un sistema base completamente funzionante. In particolare, considerare l'installazione di:
  
Utilizzando lo script [https://projects.archlinux.org/arch-install-scripts.git/tree/pacstrap.in pacstrap] potete installare il sistema base.
+
* utilità utente per la gestione dei [[file systems]] che saranno utilizzati dal sistema,
+
* utilità per accedere a partizioni [[RAID]] o [[LVM]],
# pacstrap /mnt base
+
* firmware specifici per altri dispositivi non inclusi in {{Pkg|linux-firmware}},
 +
* software necessari per la [[networking|rete]],
 +
* un [[text editor|editor di testo]],
 +
* pacchetti per accedere alla documentazione delle pagine [[man]] e [[info]]: {{Pkg|man-db}}, {{Pkg|man-pages}} e {{Pkg|texinfo}}.
  
Altri pacchetti possono essere installati aggiungendo i loro nomi al comando precedente (separati da uno spazio), incluso il bootloader che si desidera.
+
Per [[install|installare]] altri pacchetti o gruppi di pacchetti, aggiungere i nomi (separati da spazio) al comando ''pacstrap'' precedente o utilizzare [[pacman]] mentre ci si trova nel [[#Chroot|chroot del nuovo sistema]]. Per confronto, i pacchetti disponibili nel sistema live possono trovarsi su [https://projects.archlinux.org/archiso.git/tree/configs/releng/packages.x86_64 packages.x86_64].
  
=== Configurare il sistema ===
+
== Configurare il sistema ==
  
* Generare un file [[fstab (Italiano)|fstab]] con il seguente comando (sarebbe preferibile utilizzare come nomenclatura gli UUID o i label, nel caso aggiungere rispettivamente le opzioni {{ic|-U}} o {{ic|-L}}):
+
=== Fstab ===
:{{bc|# genfstab -p /mnt >> /mnt/etc/fstab}}
 
* Effettuare un [[chroot]] nel nostro nuovo sistema appena installato:
 
:{{bc|# arch-chroot /mnt}}
 
* Scrivere il proprio hostname in {{ic|/etc/hostname}}.
 
* Creare un link simbolico di {{ic|/usr/share/zoneinfo/Zone/SubZone}} in {{ic|/etc/localtime}} . Rimpiazzare {{ic|Zone}} e {{ic|Subzone}} in base alle vostre esigenze. Per esempio:
 
:{{bc|# ln -s /usr/share/zoneinfo/Europe/Rome /etc/localtime}}
 
* De-commentare i ''locale'' che si vuole utilizzare in {{ic|/etc/locale.gen}} e generarlo con il comando {{ic|locale-gen}}.
 
* Impostare le proprie [[Locale_(Italiano)#Impostare_il_locale_a_livello_di_sistema|preferenze sul locale]] in {{ic|/etc/locale.conf}}.
 
* Aggiungere un [[Fonts#Console_fonts|font]] e una [[KEYMAP|mappatura della tastiera]] che si desidera utilizzare per la console in {{ic|/etc/vconsole.conf}}
 
* Configurare {{ic|/etc/mkinitcpio.conf}} in base alle proprie esigenze (si legga [[mkinitcpio (Italiano)|mkinitcpio]]) e creare un RAM disk iniziale con:
 
:{{bc|# mkinitcpio -p linux}}
 
* Impostare una password di ''root'' con {{ic|passwd}}.
 
* Configurare nuovamente la connessione di rete per l'ambiente appena installato. Si consultino [[Configurazione della Rete]] e [[Wireless Setup (Italiano)|Wireless Setup]].
 
  
=== Installare e configurare un boot loader ===
+
Generare un file [[fstab (Italiano)|fstab]] (usare {{ic|-U}} o {{ic|-L}} per definire ci si vuole riferire alla partizioni con [[UUID]] o labels rispettivamente):
  
Si veda la pagina [[Boot loaders]] per le scelte disponibili.
+
# genfstab -U /mnt >> /mnt/etc/fstab
  
=== Smontare le partizioni montate ===
+
Controllare il risultato in {{ic|/mnt/etc/fstab}} ed editare in caso di errore.
  
Se si è ancora in ambiente environment, digitare prima di tutto {{ic|exit}} o {{ic|Ctrl+D}} per uscire da chroot.
+
=== Chroot ===
Prima si sono montate le partizioni sotto {{ic|/mnt}}. In questa fase procederemo a smontarle tutte.
 
 
 
# umount -R /mnt
 
  
Si riavvii il sistema e si prosegua nella configurazione del proprio sistema.
+
[[chroot|Cambiare la radice]] nel nuovo sistema:
  
== Post-Installazione==
+
# arch-chroot /mnt
 +
 
 +
=== Time zone ===
 +
 
 +
Impostare la propria [[Time zone]]:
 +
 
 +
# ln -sf /usr/share/zoneinfo/Region/City /etc/localtime
 +
 
 +
Eseguire {{man|8|hwclock}} per generare {{ic|/etc/adjtime}}:
 +
 
 +
# hwclock --systohc
 +
 
 +
Questo comando assume che il proprio orologio hardware sia impostato su [[wikipedia:UTC|UTC]]. Per dettagli vedere [[System time#Time standard]].
 +
 
 +
=== Locale ===
 +
 
 +
Modificare {{ic|/etc/locale.gen}} e decommentare {{ic|it_IT.UTF-8 UTF-8}} e altre [[locale|localizzazioni]] necessarie. Generare le localizzazioni eseguendo:
 +
 
 +
# locale-gen
 +
 
 +
Creare il file {{man|5|locale.conf}}, e impostare la [[variable]] {{ic|LANG}}:
 +
 
 +
{{hc|1=/etc/locale.conf|2=
 +
LANG=''it_IT.UTF-8''
 +
}}
 +
 
 +
Se si è [[#Impostare il corretto layout della tastiera|settato un layout della tastiera]], rendere persistente questa modifica in {{man|5|vconsole.conf}}:
 +
 
 +
{{hc|1=/etc/vconsole.conf|2=
 +
KEYMAP=''it''
 +
}}
 +
 
 +
=== Configurazione della rete ===
 +
Creare il file {{man|5|hostname}}:
 +
 
 +
{{hc|/etc/hostname|
 +
''mio_hostname''
 +
}}
  
=== Gestione Utenti ===
+
Aggiungere le voci corrispondenti al file {{man|5|hosts}}:
 +
{{hc|/etc/hosts|
 +
127.0.0.1 localhost
 +
::1 localhost
 +
127.0.1.1 ''mio_hostname''.localdomain ''mio_hostname''
 +
}}
  
Aggiungere gli account utente che si richiedono come come descritto in [[Users and groups (Italiano)#Gestione degli utenti|Gestione degli utenti]]. Non è consigliabile utilizzare l'account di root per un uso regolare, o esporlo tramite [[Secure Shell (Italiano)|SSH]] su un server. L'account di root deve essere utilizzato solo per le attività amministrative.  
+
Se il sistema ha un indirizzo IP permanente, dovrebbe essere indicato anziché {{ic|127.0.1.1}}.
  
=== Gestione dei Pacchetti ===
+
Completa la [[network configuration|configurazione di rete]] per il nuovo ambiente installato, che include [[install|l'installazione]] del software preferito [[network management|per la gestione della rete]].
  
Leggere [[Pacman (Italiano)|Pacman]] e [[FAQ_(Italiano)#Gestione_Pacchetti|FAQ-Gestione dei Pacchetti]]per avere le risposte in materia di installazione dei pacchetti, l'aggiornamento e la gestione.
+
=== Initramfs ===
  
=== Gestione dei Servizi ===
+
La creazione di un nuovo ''initramfs'' normalmente non è necessaria, in quanto [[mkinitcpio]] è stato eseguito durante l'installazione del pacchetto [[kernel]] con ''pacstrap''.
  
Arch Linux usa come init [[systemd (Italiano)|systemd]], he è il sistema responsabile dei servizi per Linux. Per mantenere la vostra installazione di Arch Linux, è una buona idea per imparare le basi sul suo utilizzo. L'interazione con systemd è fatto attraverso il comando {{ic|systemctl}}. Si legga [[Systemd_(Italiano)#Uso_base_di_systemctl|Uso base di systemctl]] per ulteriori informazioni.
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Per [[Install Arch Linux on LVM#Adding mkinitcpio hooks|LVM]], [[dm-crypt|cifratura del sistema]] o [[RAID#Configure mkinitcpio|RAID]], modificare {{man|5|mkinitcpio.conf}} e ricreate l'immagine initramfs:
  
=== Suono ===
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# mkinitcpio -P
  
[[Advanced Linux Sound Architecture (Italiano)|ALSA]] di solito funziona automaticamente. Ha bisogno solo di essere riattivato. Installare {{pkg|alsa-utils}} (che contiene {{ic|alsamixer}}) e seguire [[Advanced_Linux_Sound_Architecture_(Italiano)#Togliere_il_muto_ai_canali|queste]] istruzioni.
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=== Password di root ===
  
ALSA è incluso con il kernel ed è raccomandato. Se non dovesse funzionare, [[Open Sound System (Italiano)|OSS]] è una valida alternativa. Se si dispone di avanzati requisiti audio, dare un'occhiata al [[Sound_system_(Italiano)|sistema audio]] per una panoramica dei vari articoli.
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Impostare una [[password]] per l'utente root:
  
=== Display server ===
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# passwd
  
L'X Window System (comunemente chiamato '''X11''', o semplicemente '''X''') consente di disegnare su schermo le finestre. Fornisce il toolkit standard per visualizzare interfacce utente grafiche (Graphical User Interface, GUI). Si veda [[Xorg (Italiano)|Xorg]] per maggiori informazioni.
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=== Boot loader ===
  
[[Wayland]] è un nuovo protocollo server display e l'implementazione di riferimento Weston è disponibile. Il supporto per le applicazioni è molto scarsa in questa fase iniziale di sviluppo.
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Scegliere e installare un [[boot loader]] compatibile per Linux. Se hai una CPU Intel o AMD, in aggiunta abilita l'aggiornamento del [[microcode]].
  
=== Font ===
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== Reboot ==
  
Si potrebbe desiderare di installare un set di caratteri TrueType, in quanto solo font bitmap non scalabili sono inclusi di default. Dejavu è un font di uso generico di alta qualità e con una buona copertura [[Wikipedia:it:Unicode|Unicode]] :
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Uscire dall'ambiente chroot con {{ic|exit}} o premendo {{ic|Ctrl+D}}.
  
# pacman -S ttf-dejavu
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Opzionalmente smontare a mano le partizioni con {{ic|umount -R /mnt}}: questo potrebbe portare a qualche warning di partizione "busy" (occupata, quindi impossibile da smontare), trovarne la causa con {{man|1|fuser}}.
  
Fare riferimento a [[Font configuration (Italiano)|Font Configuration]] per sapere come configurare il rendering dei font e a [[Fonts_(Italiano)|Fonts]] per i suggerimenti sui tipi di caratteri e le istruzioni di installazione.
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Riavviare la macchina con un {{ic|reboot}}. Tutte le partizioni vengono smontate automaticamente da systemd. Ricordare di rimuovere il ''media'' di installazione e di loggarsi sulla nuova Arch Linux tramite l'utente root appena creato.  
  
== Appendice ==
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== Post-Installazione==
  
Per un elenco dei programmi maggiormente utilizzati e si veda l'articolo  [[List of applications (Italiano)|applicazioni comuni]].  
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Vedere [[General recommendations]] per la gestione del sistema e per tutorials post installazione (gestione di utenti, interfacce grafiche, suoni, configurazione di eventuali touchpad...)
  
Si veda anche [[Raccomandazioni Generali]] per consigli post-installazione, come la configurazione del touchpad o il rendering dei font.
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Per una lista di applicazioni che potrebbero tornare utili leggere: [[List of applications]].
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<!-- Sincronizzata alla guida inglese il 02/05/2020 da Muflone -->

Latest revision as of 15:46, 2 May 2020

Questo documento vuole essere una guida per l'installazione di Arch Linux utilizzando un sistema live avviato con l'immagine ufficiale di installazione. Prima di installare, è consigliato dare una lettura alle FAQ. Per le convenzioni usate leggere Help:Reading. In particolare, gli esempi di codice potrebbero contenere dei segnaposto (formattati in corsivo) che devono essere sostituiti manualmente.

Per istruzioni più dettagliate sui vari programmi vedere le rispettive pagine ArchWiki e le man page dei programmi, entrambe linkate in questa guida. Per un aiuto interattivo sono anche disponibili i canali IRC, il forum internazionale e il forum italiano.

Arch Linux dovrebbe eseguirsi su qualsiasi computer compatibile x86_64 con un minimo di 530 MiB di RAM. Un'installazione basilare dovrebbe occupare meno di 2 GiB di spazio su disco. Poiché il processo di installazione necessita di recuperare pacchetti da un repository remoto, questa guida assume la presenza di una connessione internet funzionante.

Prima dell'installazione

Il supporto di installazione e le sue firme GnuPG possono essere ottenute dalla pagina Download.

Verifica della firma

E' raccomandata la verifica della firma dell'immagine prima dell'utilizzo, specialmente se è stata scaricata da un mirror HTTP, dove i download possono essere soggetti ad intercettazioni per fornire immagini malevoli.

Su un sistema con GnuPG installato, eseguire il comando seguente per scaricare la firma PGP (sotto Checksums) nella directory col file ISO, e verificarla con:

$ gpg --keyserver-options auto-key-retrieve --verify archlinux-version-x86_64.iso.sig

In alternativa, da un'installazione esistente di Arch Linux eseguire:

$ pacman-key -v archlinux-version-x86_64.iso.sig
Note:
  • La stessa firma potrebbe essere stata manipolata se è stata scaricata da un sito mirror, anziché dalla pagina archlinux.org come indicato sopra. In questo caso, assicurarsi che la chiave pubblica, che è utilizzata per decifrare la firma, sia firmata da un'altra chiave di fiducia. Il comando gpg riporterà l'impronta (fingerprint) della chiave pubblica.
  • Un altro metodo per verificare l'autenticità della firma è assicurarsi che l'impronta della chiave pubblica sia identica all'impronta della chiave dello Sviluppatore di Arch Linux che ha firmato il file ISO. Vedi Wikipedia:Public-key cryptography per avere più informazioni sul processo chiave pubblica per autentica delle chiavi.

Avvio dell'ambiente live

L'ambiente live può essere avviato da una memoria USB, un disco ottico o da una rete con PXE. Per una spiegazione sulle alternative del processo di installazione vedere Category:Installation process.

  • Impostare il dispositivo di avvio ad un'unità contenente il supporto di installazione di Arch Linux, tipicamente premendo un tasto specifico durante la fase POST, come indicato sulla schermata di avvio. Fare riferimento al manuale della propria scheda madre per i dettagli.
  • Quando il menu di Arch Linux appare, scegliere l'opzione Boot Arch Linux e premere Enter per accedere all'ambiente di installazione.
  • Vedere README.bootparams per una lista dei parametri di avvio, e packages.x86_64 per una lista dei pacchetti inclusi.
  • Sarai connesso alla prima virtual console con l'utente root, e sarà presentata una shell Zsh.

Per cambiare ad una console differente, per esempio, per vedere questa guida con ELinks durante l'installazione, utilizzare la scorciatoia Alt+arrow. Per modificare file di configurazione sono disponibili nano, vi e vim.

Impostare il corretto layout della tastiera

La mappatura della tastiera predefinita è quella US. Le disposizioni alternative possono essere elencate con:

# ls /usr/share/kbd/keymaps/**/*.map.gz

Per modificare la disposizione, aggiungere un nome di file corrispondente al comando loadkeys(1), omettendo percorso ed estensione. Per esempio, per impostare una disposizione di tastiera italiana:

# loadkeys it

I font utilizzabili nella console si trovano su /usr/share/kbd/consolefonts/ e possono essere impostati analogamente con setfont(8).

Verificare la modalità di boot

Se la modalità UEFI è attivata in una scheda madre UEFI, Archiso avvierà Arch Linux tramite systemd-boot. Per verificare, elencare la directory efivars:

# ls /sys/firmware/efi/efivars

Se la directory non esiste, il sistema potrebbe essere avviato in modalità BIOS o CSM. Fare riferimento al manuale della scheda madre per i dettagli.

Connettersi ad Internet

Per impostare una connessione di rete, eseguire i passaggi seguenti:

Aggiornare l'orologio di sistema

Utilizzare il comando timedatectl(1) per assicurarsi che l'orologio sia corretto:

# timedatectl set-ntp true

Per controllare lo status del servizio, utilizzare timedatectl status.

Partizionare il disco

Quando riconosciuti dal sistema live, i dischi sono assegnati a dispositivi a blocchi come /dev/sda or /dev/nvme0n1. Per identificare questi dispositivi, utilizzare lsblk o fdisk.

# fdisk -l

I risultati che terminano con rom, loop o airoot potrebbero essere ignorati.

Le seguenti partizioni sono richieste su un dispositivo a scelta:

Se si desidera creare un dispositivo a blocchi a cascata per LVM, per la cifratura del sistema o per RAID, è necessario farlo adesso.

Disposizioni di esempio

BIOS con MBR
Punto di montaggio Partizione Tipo di partizione Dimensione suggerita
/mnt /dev/sdX1 Linux Resto del dispositivo
[SWAP] /dev/sdX2 Linux swap Più di 512 MiB
UEFI con GPT
Punto di montaggio Partizione Tipo di partizione Dimensione suggerita
/mnt/boot or /mnt/efi /dev/sdX1 EFI system partition 260–512 MiB
/mnt /dev/sdX2 Linux x86-64 root (/) Resto del dispositivo
[SWAP] /dev/sdX3 Linux swap Più di 512 MiB

Vedere anche Partitioning#Example layouts.

Note:
  • Utilizzare fdisk o parted per modificare le tabelle delle partizioni, per esempio fdisk /dev/sdX.
  • Lo spazio di Swap può essere impostato su un file di swap per quei file system che lo supportano.

Formattare le partizioni

Una volta che le partizioni sono state create, ciascuna deve essere formattata con un file system appropriato. Per esempio, se la partizione radice è /dev/sdX1 e conterrà un file system ext4 eseguire:

# mkfs.ext4 /dev/sdX1

Se hai creato una partizione di swap, inizializzarla mkswap:

# mkswap /dev/sdX2
# swapon /dev/sdX2

Vedere File systems#Create a file system per i dettagli.

Montare il file system

Montare il file system della partizione radice in /mnt, per esempio:

# mount /dev/sdX1 /mnt

Creare eventuali punti di mount rimanenti (come /mnt/efi) e montare le partizioni corrispondenti.

genfstab successivamente rileverà il file system montato e le partizioni di swap.

Installazione

Selezionare il mirror corretto

I pacchetti da installare verranno scaricati da server mirror che sono definiti in /etc/pacman.d/mirrorlist. Sul sistema live, tutti i mirror sono abilitati e sono ordinati in base allo stato di sincronizzazione e alla velocità rilevati al momento della generazione dell'immagine iso.

Il mirror che si troverà più in alto nella lista sarà quello a priorità maggiore quando si andrà a scaricare un pacchetto. Potresti voler modificare questo file, e spostare il mirror più vicino geograficamente in cima alla lista, oppure secondo altri criteri.

Questo file, verrà poi copiato sul nuovo sistema installato da pacstrap, pertanto è importante modificarlo correttamente.

Installare i pacchetti essenziali

Usare pacstrap per installare il pacchetto base, il kernel linux e i firmware per gli hardware più comuni:

# pacstrap /mnt base linux linux-firmware
Tip: Puoi sostituire il pacchetto linux con un pacchetto kernel a scelta. E' possibile omettere l'installazione del kernel o del pacchetto dei firmware se si è coscienti di ciò che viene fatto.

Il pacchetto base non include tutti gli strumenti presenti sul sistema live di installazione, quindi l'installazione di altri pacchetti potrebbe essere necessaria per avere un sistema base completamente funzionante. In particolare, considerare l'installazione di:

Per installare altri pacchetti o gruppi di pacchetti, aggiungere i nomi (separati da spazio) al comando pacstrap precedente o utilizzare pacman mentre ci si trova nel chroot del nuovo sistema. Per confronto, i pacchetti disponibili nel sistema live possono trovarsi su packages.x86_64.

Configurare il sistema

Fstab

Generare un file fstab (usare -U o -L per definire ci si vuole riferire alla partizioni con UUID o labels rispettivamente):

# genfstab -U /mnt >> /mnt/etc/fstab

Controllare il risultato in /mnt/etc/fstab ed editare in caso di errore.

Chroot

Cambiare la radice nel nuovo sistema:

# arch-chroot /mnt

Time zone

Impostare la propria Time zone:

# ln -sf /usr/share/zoneinfo/Region/City /etc/localtime

Eseguire hwclock(8) per generare /etc/adjtime:

# hwclock --systohc

Questo comando assume che il proprio orologio hardware sia impostato su UTC. Per dettagli vedere System time#Time standard.

Locale

Modificare /etc/locale.gen e decommentare it_IT.UTF-8 UTF-8 e altre localizzazioni necessarie. Generare le localizzazioni eseguendo:

# locale-gen

Creare il file locale.conf(5), e impostare la variable LANG:

/etc/locale.conf
LANG=it_IT.UTF-8

Se si è settato un layout della tastiera, rendere persistente questa modifica in vconsole.conf(5):

/etc/vconsole.conf
KEYMAP=it

Configurazione della rete

Creare il file hostname(5):

/etc/hostname
mio_hostname

Aggiungere le voci corrispondenti al file hosts(5):

/etc/hosts
127.0.0.1	localhost
::1		localhost
127.0.1.1	mio_hostname.localdomain	mio_hostname

Se il sistema ha un indirizzo IP permanente, dovrebbe essere indicato anziché 127.0.1.1.

Completa la configurazione di rete per il nuovo ambiente installato, che include l'installazione del software preferito per la gestione della rete.

Initramfs

La creazione di un nuovo initramfs normalmente non è necessaria, in quanto mkinitcpio è stato eseguito durante l'installazione del pacchetto kernel con pacstrap.

Per LVM, cifratura del sistema o RAID, modificare mkinitcpio.conf(5) e ricreate l'immagine initramfs:

# mkinitcpio -P

Password di root

Impostare una password per l'utente root:

# passwd

Boot loader

Scegliere e installare un boot loader compatibile per Linux. Se hai una CPU Intel o AMD, in aggiunta abilita l'aggiornamento del microcode.

Reboot

Uscire dall'ambiente chroot con exit o premendo Ctrl+D.

Opzionalmente smontare a mano le partizioni con umount -R /mnt: questo potrebbe portare a qualche warning di partizione "busy" (occupata, quindi impossibile da smontare), trovarne la causa con fuser(1).

Riavviare la macchina con un reboot. Tutte le partizioni vengono smontate automaticamente da systemd. Ricordare di rimuovere il media di installazione e di loggarsi sulla nuova Arch Linux tramite l'utente root appena creato.

Post-Installazione

Vedere General recommendations per la gestione del sistema e per tutorials post installazione (gestione di utenti, interfacce grafiche, suoni, configurazione di eventuali touchpad...)

Per una lista di applicazioni che potrebbero tornare utili leggere: List of applications.