Difference between revisions of "Network Time Protocol daemon (Italiano)"

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(Utilizzo senza demone)
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Quest'articolo descrive come configurare ed eseguire NTPd (Network Time Protocol daemon), il metodo più diffuso per sincronizzare l'[[Time|orologio software]] di un sistema GNU/Linux con dei time server utilizzando il [[Wikipedia:Network Time Protocol|Network Time Protocol]]; se appositamente configurato, NTPd può far funzionare il computer stesso come un time server.
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[[zh-CN:Network Time Protocol daemon]]
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Questo articolo descrive come configurare ed eseguire NTPd (Network Time Protocol daemon), il metodo più diffuso per sincronizzare l'[[Time|orologio software]] di un sistema GNU/Linux con dei time server utilizzando il [[Wikipedia:Network Time Protocol|Network Time Protocol]]; se appositamente configurato, NTPd può far funzionare il computer stesso come un time server.
  
 
==Installazione==
 
==Installazione==
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==Configurazione==
 
==Configurazione==
{{Suggerimento|Se si vuole semplicemente una sincronizzazione singola, vedere [[Network_Time_Protocol_daemon (Italiano)#Utilizzo_senza_demone|Utilizzo senza demone.]]}}
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{{Suggerimento|Il pacchetto {{pkg|ntp}} è installato di default con {{ic|/etc/ntp.conf}}, che dovrebbe far funzionare NTPd senza apportare alcuna configurazione.}}
  
 
===Configurare la connessione per server NTP===
 
===Configurare la connessione per server NTP===
La prima cosa che bisogna definire in {{ic|/etc/ntp.conf}} sono i server con cui il computer dovrà sincronizzarsi. Si noti che alcuni valori di default sono già presenti, quindi si sincronizza semplicemente con `ntpd -q`.
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La prima cosa che bisogna definire in {{ic|/etc/ntp.conf}} sono i server con cui il computer dovrà sincronizzarsi.
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I server NTP sono classificati in un sistema gerarchico con vari livelli chiamati ''stratum'': i dispositivi che sono considerati sorgenti indipendenti dell'orario sono classificati come ''stratum 0''; i server direttamente connessi ai dispositivi ''stratum 0'' sono classificati come ''stratum 1''; i server connessi a loro volta a dispositivi ''stratum 1'' sono classificati come ''stratum 2'' e così via.
 
I server NTP sono classificati in un sistema gerarchico con vari livelli chiamati ''stratum'': i dispositivi che sono considerati sorgenti indipendenti dell'orario sono classificati come ''stratum 0''; i server direttamente connessi ai dispositivi ''stratum 0'' sono classificati come ''stratum 1''; i server connessi a loro volta a dispositivi ''stratum 1'' sono classificati come ''stratum 2'' e così via.
  
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Le seguenti linee sono un esempio:
 
Le seguenti linee sono un esempio:
  
server 0.it.pool.ntp.org iburst
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{{hc|/etc/ntp.conf|
server 1.it.pool.ntp.org iburst
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server 2.it.pool.ntp.org iburst
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server 3.it.pool.ntp.org iburst
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L'opzione ''iburst'' è consigliata, e invia una serie (''burst'') di pacchetti se non riesce ad ottenere una connessione al primo tentativo. L'opzione ''burst'' non dovrebbe invece essere mai usata senza un'esplicita autorizzazione, e probabilmente porterebbe ad essere inseriti in una blacklist.
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server 0.pool.ntp.org iburst
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server 1.pool.ntp.org iburst
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L'opzione {{ic|iburst}} è consigliata, e invia una serie (burst) di pacchetti solo se non riesce ad ottenere una connessione al primo tentativo. L'opzione {{ic|burst}} agisce sempre così, anche al primo tentativo, e non dovrebbe essere mai usata senza un'esplicita autorizzazione, perché potrebbe causare l'inserimento in blacklist.
  
 
===Configurare il proprio server NTP===
 
===Configurare il proprio server NTP===
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{{Nota|Definire il file di log non è obbligatorio, ma è sempre una buona idea avere dei feedback per operazioni ''ntpd''.}}
 
{{Nota|Definire il file di log non è obbligatorio, ma è sempre una buona idea avere dei feedback per operazioni ''ntpd''.}}
 
Effettivamente, definire un file di log non è obbligatorio, ma è sempre una buona idea per avere un resoconto delle operazioni di ''ntpd''.
 
  
 
===Altre risorse inerenti la configurazione NTP===
 
===Altre risorse inerenti la configurazione NTP===
 
Infine, mai dimenticarsi delle pagine di manuale: c'è la possibilità che {{ic|man ntp.conf}} possa rispondere a molti dubbi che siano rimasti (leggere anche le pagine di manuale correlate: {{ic|man <nowiki>{ntpd|ntp_auth|ntp_mon|ntp_acc|ntp_clock|ntp_misc}</nowiki>}}).
 
Infine, mai dimenticarsi delle pagine di manuale: c'è la possibilità che {{ic|man ntp.conf}} possa rispondere a molti dubbi che siano rimasti (leggere anche le pagine di manuale correlate: {{ic|man <nowiki>{ntpd|ntp_auth|ntp_mon|ntp_acc|ntp_clock|ntp_misc}</nowiki>}}).
 
{{Gentoo (Italiano)|NTP}}
 
  
 
==Utilizzo senza demone==
 
==Utilizzo senza demone==
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Per sincronizzare l'orologio di sistema una sola volta, senza avviare il demone NTP, eseguire:
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# ntpd -qg
  
Per sincronizzare l'orologio di sistema una sola volta, senza avviare il demone NT, eseguire:
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Questo ha lo stesso effetto del programma {{ic|ntpdate}}, [http://support.ntp.org/bin/view/Dev/DeprecatingNtpdate che ora è deprecato].
  
# ntpd -qg
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L'opzione {{ic|-g}} permette di spostare l'orologio oltre la soglia di panico (15 minuti di default) senza un avvertimento. Si noti che la compensazione è anormale e potrebbe indicare un'errata impostazione del fuso orario, il guasto del chip orologio, o semplicemente un lunghissimo periodo di abbandono. Se in questi casi non si vuole impostare l'orologio e riportare l'errore in syslog, rimuovere {{ic|-g}}.
  
E' necessario anche avviare il demone [[Time#hwclock daemon|hwclock]]:
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Dopo aver aggiornato l'orologio di sistema, per salvare l'ora nell'orologio hardware per mantenerlo al riavvio:
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# hwclock -w
  
# rc.d start hwclock
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===Sincronizzare una volta in fase di boot===
  
{{ic|hwclock}} semplicemente salverà l'orologio di sistema con l'orologio hardware quando si spegne il computer. Aggiungere {{ic|hwclock}} al proprio [[rc.conf (Italiano)#Demoni|array DAEMONS]] per evitare il secondo step, in futuro.
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{{Attenzione|
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* Utilizzare questo metodo è fortemente sconsigliato su server e in generale su macchine che devono funzionare continuativamente per periodi maggiori di 2 o 3 giorni, infatti l'orologio di sistema viene aggiornato solo una volta durante il boot.
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* Lanciare {{ic|ntpd -qg}} come un evento di ''cron'' è da evitare assolutamente, a meno di essere perfettamente consapevoli del comportamento delle proprie applicazioni avviate in caso di modifiche istantanee dell'orologio di sistema.}}
  
L'opzione {{ic|-g}} permette di spostare l'orologio oltre la soglia di panico (15 minuti di default) senza un avvertimento.
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Se si vuole sincronizzare l'orologio di sistema ogni volta che il sistema si avvia, si può aggiungere la riga {{ic|ntpd -qg &}} al proprio {{ic|/etc/rc.local}}. Vedere [[Autostarting]] per i metodi alternativi:
Questo processo ha un comportamento analogo al programma {{ic|ntpdate}}, [http://support.ntp.org/bin/view/Dev/DeprecatingNtpdate che è ormai deprecato]. Si noti che la compensazione è anormale e potrebbe indicare un'errata impostazione del fuso orario, il guasto del chip orologio, o semplicemente un lunghissimo periodo di abbandono. Se in questi casi non si vuole impostare l'orologio e riportare l'errore in syslog, rimuovere {{ic|-g}}:
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  # ntpd -q
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  ntpd -qg &
  
Ad esempio, si può aggiungere la linea {{ic|ntpd -qg &}} al proprio {{ic|/etc/rc.local}} per avviarlo al boot. Vedere [[Autostarting]] per metodi alternativi.
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Si dovrebbe anche aggiungere il demone {{ic|hwclock}} al proprio [[Daemon (Italiano)#SEsecuzione_automatica_all.27avvio|DAEMONS array]], a meno che qualcos'altro, ad esempio un altro sistema operativo in dual boot, non aggiorni già l'orologio hardware. Vedere [[Time#hwclock daemon]] per maggiori informazioni.
  
{{Attenzione|
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Affinché questo metodo funzioni è necessario fare in modo che, quando {{ic|rc.local}} viene eseguito, la connessione di rete sia già stata inizializzata (ad esempio, non si dovrebbero avere in background demoni correlati alla rete in {{ic|/etc/rc.conf}})
* Utilizzare questo metodo è fortemente sconsigliato su server e in generale su macchine che devono funzionare continuativamente per periodi maggiori di 2 o 3 giorni, infatti l'orologio di sistema viene aggiornato solo una volta durante il boot.
+
* Lanciare {{ic|ntpd -qg}} come un evento di ''cron'' è da evitare assolutamente, a meno di essere perfettamente consapevoli del comportamento delle proprie applicazioni avviate in caso di modifiche istantanee dell'orologio di sistema.
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*Se qualcos'altro si prende cura dell'aggiornamento dell'orologio hardware, ad esempio un altro sistema operativo in dual boot, si dovrebbe evitare di avviare {{ic|hwclock}}.}}
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{{Nota|Perché questo metodo funzioni bisogna assicurarsi che, quando {{ic|rc.local}} viene eseguito, la connessione alla rete sia già stata inizializzata (ad esempio non si dovrebbero avviare in background in {{ic|/etc/rc.conf}} demoni essenziali per il funzionamento della rete stessa)}}
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Se per qualche ragione non si vuole eseguire il demoone {{ic|hwclock}}, aggiungere le seguenti linee in {{ic|/etc/rc.local}} al posto di {{ic|ntpd -qg &}}:
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{ ntpd -qg; hwclock -w; } &
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Questa sintassi fà in modo che entrambi i comandi siano eseguiti in background, ma assicura che vengono eseguiti in ordine (e non contemporaneamente). Si noti che eseguir il comando {{ic|hwclock -w}} all'avvio, non è equivalente all'esecuzione del demone {{ic|hwclock}, che esegue invece {{ic|hwclock --adjust}} allo spegnimento.
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Note that running the {{ic|hwclock -w}} command at boot is not equivalent to executing the {{ic|hwclock}} daemon, which instead runs {{ic|hwclock --adjust}} at shutdown.
  
 
==Avvio come demone==
 
==Avvio come demone==
===Avvio di ntpd===
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===Avvio di ntpd sysvinit===
 
ntpd imposta la modalità 11 minuti, che sincronizza l'orologio di sistema con l'hardware ogni 11 minuti. Il demone hwclock misura l'orologio hardware e lo sincronizza, creando conflitti con ntpd.
 
ntpd imposta la modalità 11 minuti, che sincronizza l'orologio di sistema con l'hardware ogni 11 minuti. Il demone hwclock misura l'orologio hardware e lo sincronizza, creando conflitti con ntpd.
  
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{{hc|/etc/rc.conf|2=DAEMONS=(... !hwclock '''ntpd''' ...)}}
 
{{hc|/etc/rc.conf|2=DAEMONS=(... !hwclock '''ntpd''' ...)}}
  
===NetworkManager===
 
{{Nota|ntpd dovrebbe restare in esecuzione quando la rete non funziona, se il demone hwclock è disabilitato, quindi questo non dovrebbe essere necessario.}}
 
''ntpd'' può essere acceso/spento a seconda della connessione internet attraverso l'uso dei [[NetworkManager#Network Services with NetworkManager Dispatcher|dispatcher script di NetworkManager]]. È possibile installare gli script necessari dal repo [community]:
 
  
{{bc|# pacman -S networkmanager-dispatcher-ntpd}}
+
=== Abilitare demone ntpd sul sistema Native systemd ===
  
===Avvio come utente non-root===
+
E' possibile abilitare il demone ntpd all'avvio con il seguente comando:
Quando compilato con l'opzione ''--enable-linux-caps'', ntp può essere avviato da utente non root in modo tale da aumentare la sicurezza (il pacchetto vanilla di Arch Linux contiene quest'opzione).
+
  
{{Nota|Prima di provare quest'opzione, assicurarsi che ntp abbia già creato {{ic|/var/lib/ntp/ntp.drift}}.}}
+
{{bc|# systemctl enable ntpd}}
  
Creare il gruppo ''ntp'' e l'utente ''ntp'':
+
Oppure, in alternativa, utilizzare:
  
{{bc|# groupadd ntp<br>
+
{{bc|# timedatectl set-ntp 1}}
<nowiki>#</nowiki> useradd -r -d /var/lib/ntp -g ntp -s /bin/false ntp}}
+
  
Cambiare il proprietario della cartella ntp con l'utente/gruppo ntp:
+
===Controllare se il demone sta sincronizzando correttamente===
  
{{bc|# chown -R ntp:ntp /var/lib/ntp}}
+
Utilizzare l'utility ntpq per visualizzare la lista dei peers configurati:
  
Editare {{ic|/etc/conf.d/ntpd.conf}} e cambiare
+
{{bc|$ ntpq -np}}
  
NTPD_ARGS="-g"
+
Il ritardo, l'offset e le colonne jitter dovrebbero essere diverse da zero. I server ntpd che si stanno sincronizzando sono preceduti da un asterisco.
  
in
+
===NetworkManager===
 
+
{{Nota|ntpd dovrebbe restare in esecuzione quando la rete non funziona, se il demone hwclock è disabilitato, quindi questo non dovrebbe essere necessario.}}
NTPD_ARGS="-g -u ntp:ntp"
+
''ntpd'' può essere acceso/spento a seconda della connessione internet attraverso l'uso dei [[NetworkManager (Italiano)#Servizi di rete con NetworkManager Dispatcher|dispatcher script di NetworkManager]]. È possibile installare gli script necessari dal repo [community]:
  
Infine, riavviare il demone:
+
{{bc|# pacman -S networkmanager-dispatcher-ntpd}}
 
+
{{bc|# /etc/rc.d/ntpd restart}}
+
  
 
===Esecuzione in chroot===
 
===Esecuzione in chroot===
{{Nota|Prima di questo, completare la sezione precedente, inerente l'esecuzione da utente non-root, poiché chroot è relativamente inutile per garantire i processi in esecuzione come utente root.}}
+
{{Nota|ntpd dovrebbe essere eseguito senza i privilegi di amministratore, prima di tentare nell'ambiente chroot (di default, nel pacchetto vanilla di Arch Linux, poiché chroot è relativamente inutile per garantire i processi in esecuzione come utente root.}}
  
 
Editare {{ic|/etc/conf.d/ntpd.conf}} e modificare
 
Editare {{ic|/etc/conf.d/ntpd.conf}} e modificare

Revision as of 15:58, 7 December 2013

Questo articolo descrive come configurare ed eseguire NTPd (Network Time Protocol daemon), il metodo più diffuso per sincronizzare l'orologio software di un sistema GNU/Linux con dei time server utilizzando il Network Time Protocol; se appositamente configurato, NTPd può far funzionare il computer stesso come un time server.

Installazione

Installare ntp, disponibile nei repository ufficiali.

Configurazione

Suggerimento: Il pacchetto ntp è installato di default con /etc/ntp.conf, che dovrebbe far funzionare NTPd senza apportare alcuna configurazione.

Configurare la connessione per server NTP

La prima cosa che bisogna definire in /etc/ntp.conf sono i server con cui il computer dovrà sincronizzarsi.

I server NTP sono classificati in un sistema gerarchico con vari livelli chiamati stratum: i dispositivi che sono considerati sorgenti indipendenti dell'orario sono classificati come stratum 0; i server direttamente connessi ai dispositivi stratum 0 sono classificati come stratum 1; i server connessi a loro volta a dispositivi stratum 1 sono classificati come stratum 2 e così via.

È necessario comprendere che lo stratum di un server non può essere considerato un'indicazione della sua precisione o affidabilità. Tipicamente, per scopi generici di sincronizzazione sono utilizzati server dello stratum 2: a meno che non si conoscano già i server a cui connettersi, è bene utilizzare quelli forniti da pool.ntp.org (link alternativo) scegliendo il pool di server più vicino alla propria posizione geografica.

Le seguenti linee sono un esempio:

/etc/ntp.conf

 server 0.pool.ntp.org iburst
 server 1.pool.ntp.org iburst
 server 2.pool.ntp.org iburst
 server 3.pool.ntp.org iburst

L'opzione iburst è consigliata, e invia una serie (burst) di pacchetti solo se non riesce ad ottenere una connessione al primo tentativo. L'opzione burst agisce sempre così, anche al primo tentativo, e non dovrebbe essere mai usata senza un'esplicita autorizzazione, perché potrebbe causare l'inserimento in blacklist.

Configurare il proprio server NTP

Se si sta configurando un server ntp, è necessario aggiungere local clock come server, in maniera che, nel caso il computer perda la connessione ad internet, non smetta comunque di inviare l'orario al network; è bene aggiungere localhost come un server stratum 10 (utilizzando il comando fudge) in maniera che non sia mai usato a meno che sia perso l'accesso ad internet:

server 127.127.1.0
fudge  127.127.1.0 stratum 10

La prossima cosa da fare è definire le regole che permetteranno ai vari client di connettersi al servizio (anche localhost è considerato un client) utilizzando il comando restrict; nel file dovrebbe già essere presente una linea simile a questa:

restrict default nomodify nopeer

Questa linea nega a chiunque il permesso di modificare qualunque cosa ed impedisce di interrogare lo stato del time server: nomodify impedisce la riconfigurazione di ntpd (con ntpq oppure ntpdc) e noquery impedisce il dumping dei dati da ntpd (sempre con ntpq oppure ntpdc).

È possibile aggiungere anche altre opzioni:

restrict default kod nomodify notrap nopeer noquery
Nota: Questo permetterà ad altre persone di interrogare il proprio time server. E' necessario aggiungere noserve per fermare il serving time.

La documentazione completa per l'opzione "restrict" è reperibile in man ntp_acc. Per istruzioni dettagliate vedere https://support.ntp.org/bin/view/Support/AccessRestrictions.

La linea seguente serve ad indicare a ntpd cosa può attraversare il proprio server; la seguente riga è sufficiente se non si sta configurando un server NTP:

restrict 127.0.0.1

Se si vuole forzare la risoluzione DNS al namespace IPv6, scrivere -6 davanti all'indirizzo IP o l'host name -4 forza l'IPv4), ad esempio:

restrict -6 default nomodify nopeer
restrict -6 ::1    # ::1 is the IPv6 equivalent for 127.0.0.1

A questo punto rimane solo da aggiungere il percorso del file per il drift (che tiene conto della deviazione dell'orario di sistema) ed eventualmente il percorso del file di log:

driftfile /var/lib/ntp/ntp.drift
logfile /var/log/ntp.log

Una configurazione basilare, sarà simile a questa (tutti i commenti sono stati eliminati per chiarezza):

/etc/ntp.conf
server 0.pool.ntp.org iburst
server 1.pool.ntp.org iburst
server 2.pool.ntp.org iburst
server 3.pool.ntp.org iburst

restrict default kod nomodify notrap nopeer noquery
restrict -6 default kod nomodify notrap nopeer noquery

restrict 127.0.0.1
restrict -6 ::1  

driftfile /var/lib/ntp/ntp.drift
logfile /var/log/ntp.log
Nota: Definire il file di log non è obbligatorio, ma è sempre una buona idea avere dei feedback per operazioni ntpd.

Altre risorse inerenti la configurazione NTP

Infine, mai dimenticarsi delle pagine di manuale: c'è la possibilità che man ntp.conf possa rispondere a molti dubbi che siano rimasti (leggere anche le pagine di manuale correlate: man {ntpd|ntp_auth|ntp_mon|ntp_acc|ntp_clock|ntp_misc}).

Utilizzo senza demone

Per sincronizzare l'orologio di sistema una sola volta, senza avviare il demone NTP, eseguire:

# ntpd -qg

Questo ha lo stesso effetto del programma ntpdate, che ora è deprecato.

L'opzione -g permette di spostare l'orologio oltre la soglia di panico (15 minuti di default) senza un avvertimento. Si noti che la compensazione è anormale e potrebbe indicare un'errata impostazione del fuso orario, il guasto del chip orologio, o semplicemente un lunghissimo periodo di abbandono. Se in questi casi non si vuole impostare l'orologio e riportare l'errore in syslog, rimuovere -g.

Dopo aver aggiornato l'orologio di sistema, per salvare l'ora nell'orologio hardware per mantenerlo al riavvio:

# hwclock -w

Sincronizzare una volta in fase di boot

Attenzione:
  • Utilizzare questo metodo è fortemente sconsigliato su server e in generale su macchine che devono funzionare continuativamente per periodi maggiori di 2 o 3 giorni, infatti l'orologio di sistema viene aggiornato solo una volta durante il boot.
  • Lanciare ntpd -qg come un evento di cron è da evitare assolutamente, a meno di essere perfettamente consapevoli del comportamento delle proprie applicazioni avviate in caso di modifiche istantanee dell'orologio di sistema.

Se si vuole sincronizzare l'orologio di sistema ogni volta che il sistema si avvia, si può aggiungere la riga ntpd -qg & al proprio /etc/rc.local. Vedere Autostarting per i metodi alternativi:

ntpd -qg &

Si dovrebbe anche aggiungere il demone hwclock al proprio DAEMONS array, a meno che qualcos'altro, ad esempio un altro sistema operativo in dual boot, non aggiorni già l'orologio hardware. Vedere Time#hwclock daemon per maggiori informazioni.

Affinché questo metodo funzioni è necessario fare in modo che, quando rc.local viene eseguito, la connessione di rete sia già stata inizializzata (ad esempio, non si dovrebbero avere in background demoni correlati alla rete in /etc/rc.conf)

Se per qualche ragione non si vuole eseguire il demoone hwclock, aggiungere le seguenti linee in /etc/rc.local al posto di ntpd -qg &:

{ ntpd -qg; hwclock -w; } &

Questa sintassi fà in modo che entrambi i comandi siano eseguiti in background, ma assicura che vengono eseguiti in ordine (e non contemporaneamente). Si noti che eseguir il comando hwclock -w all'avvio, non è equivalente all'esecuzione del demone {{ic|hwclock}, che esegue invece hwclock --adjust allo spegnimento.

Note that running the hwclock -w command at boot is not equivalent to executing the hwclock daemon, which instead runs hwclock --adjust at shutdown.

Avvio come demone

Avvio di ntpd sysvinit

ntpd imposta la modalità 11 minuti, che sincronizza l'orologio di sistema con l'hardware ogni 11 minuti. Il demone hwclock misura l'orologio hardware e lo sincronizza, creando conflitti con ntpd.

Fermare il demone hwclock (se in esecuzione):

# rc.d stop hwclock

Avviare il demone ntpd:

# rc.d start ntpd

Aggiungere ntpd alla lista DAEMONS per avviarlo automaticamente al boot e assicurarsi di disabilitare hwclock:

/etc/rc.conf
DAEMONS=(... !hwclock ntpd ...)


Abilitare demone ntpd sul sistema Native systemd

E' possibile abilitare il demone ntpd all'avvio con il seguente comando:

# systemctl enable ntpd

Oppure, in alternativa, utilizzare:

# timedatectl set-ntp 1

Controllare se il demone sta sincronizzando correttamente

Utilizzare l'utility ntpq per visualizzare la lista dei peers configurati:

$ ntpq -np

Il ritardo, l'offset e le colonne jitter dovrebbero essere diverse da zero. I server ntpd che si stanno sincronizzando sono preceduti da un asterisco.

NetworkManager

Nota: ntpd dovrebbe restare in esecuzione quando la rete non funziona, se il demone hwclock è disabilitato, quindi questo non dovrebbe essere necessario.

ntpd può essere acceso/spento a seconda della connessione internet attraverso l'uso dei dispatcher script di NetworkManager. È possibile installare gli script necessari dal repo [community]:

# pacman -S networkmanager-dispatcher-ntpd

Esecuzione in chroot

Nota: ntpd dovrebbe essere eseguito senza i privilegi di amministratore, prima di tentare nell'ambiente chroot (di default, nel pacchetto vanilla di Arch Linux, poiché chroot è relativamente inutile per garantire i processi in esecuzione come utente root.

Editare /etc/conf.d/ntpd.conf e modificare

NTPD_ARGS="-g -u ntp:ntp"

in

NTPD_ARGS="-g -i /var/lib/ntp -u ntp:ntp"

Quindi, editare/etc/ntp.conf per cambiare il percorso del driftfile ed indirizzarlo alla directory chroot, anzichè alla cartella radice reale. Cambiare:

driftfile       /var/lib/ntp/ntp.drift

in

driftfile       /ntp.drift

Creare un ambiente chroot adatto, di modo che getaddrinfo() funzionerà creando idonee cartelle e file (da root):

# mkdir /var/lib/ntp/etc /var/lib/ntp/lib /var/lib/ntp/proc
# touch /var/lib/ntp/etc/resolv.conf /var/lib/ntp/etc/services

ed esegueno il collegamento-montaggio dei suddetti file:

/etc/fstab
...
#ntpd chroot mounts
/etc/resolv.conf  /var/lib/ntp/etc/resolv.conf none bind 0 0
/etc/services	  /var/lib/ntp/etc/services none bind 0 0
/lib		          /var/lib/ntp/lib none bind 0 0
/proc		  /var/lib/ntp/proc none bind 0 0
# mount -a

Infine, riavviare nuovamente il demone:

# rc.d restart ntpd

E' relativamente difficile essere sicuri che la configurazione driftfile sta funionando, senza attendere un po' di tempo, perchè ntpd non legge né scrive molto spesso. Se qualcosa è andato storto, si registrerà un errore; se funziona tutto bene, il timestamp si aggiornerà. Se non si ottengono errori dopo un'intera giornata ed il timestamp viene aggiornato, si dovrebbe essere sicuri del successo.

Alternative

Possibili alternative ad NTPd sono Chrony, una connessione dial-up semplice e specificatamente progettata per sistemi che non sono sempre online, e OpenNTPD, parte del progetto OpenBSD e attualmente non mantenuto per Linux.

Vedere anche

  • Time (per maggiori informazioni sulla gestione del tempo nel computer)

Link esterni