Difference between revisions of "Official Installation Guide (Italiano)"

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{{Article summary text|Traduzione della Guida di installazione ufficiale di Arch Linux, aggiornata ad Aprile 2010}}
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{{Article summary text| 1=
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Traduzione della Guida di installazione ufficiale di Arch Linux, aggiornata ad Aprile 2010}}
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<p>General installation documentation for the Arch Linux distribution.</p>
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<p>This guide is only valid for release 2009.08 or newer.</p>
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<p>This guide is maintained in [http://projects.archlinux.org/?p=aif.git aif git] <br />
 +
Patches/comments are welcome on the arch
 +
[http://www.archlinux.org/mailman/listinfo/arch-releng releng mailing list]
 +
or mail to [mailto:dieter@archlinux.org dieter@archlinux.org]</p>
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<p>This guide is available in the /arch directory of release media and on
 +
[http://wiki.archlinux.org/index.php/Official_Arch_Linux_Install_Guide The arch wiki]</p>
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{{Article summary heading|Articoli Collegati}}
 
{{Article summary heading|Articoli Collegati}}
 
{{Article summary wiki|Beginners Guide (Italiano)}} (Consigliata per utenti poco esperti)
 
{{Article summary wiki|Beginners Guide (Italiano)}} (Consigliata per utenti poco esperti)
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<h1>Introduzione</h1>
 
<h1>Introduzione</h1>
<h2>Cos'è Arch Linux?</h2>
 
  
<p>Arch Linux è una distribuzione Linux ottimizzata per architetture i686 e x86_64 sviluppata in maniera indipendente,
+
<h2>Cos'&egrave; Arch Linux?</h2>
originariamente basta sulle idee di CRUX. <br />
+
 
Lo sviluppo è focalizzato sul bilanciamento tra semplicità, eleganza, correttezza del codice, e software aggiornato all'ultima versione.<br />
+
<p>Arch Linux &egrave; una distribuzione Linux ottimizzata per architetture i686 e
La sua leggerezza ed il suo design semplice la rendono facile da estendere e trasformare in qualsiasi tipo di sistema si stia costruendo.</p>
+
x86_64 sviluppata in maniera indipendente, originariamente basta sulle idee di
 +
CRUX.  
 +
Lo sviluppo &egrave; focalizzato sul bilanciamento tra semplicit&agrave;, eleganza,
 +
correttezza del codice e software aggiornato all'ultima versione.
 +
La sua leggerezza ed il suo design semplice la rendono facile da estendere e
 +
trasformare in qualsiasi tipo di sistema si stia costruendo.</p>
  
 
<h2>Licenza</h2>
 
<h2>Licenza</h2>
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<h2>Architetture</h2>
 
<h2>Architetture</h2>
  
<p>Arch Linux è ottimizzata per processori i686 e x86_64 e quindi non girerà su quasiasi tipo di processore x86 inferiore o incompatibile con questi ultimi (i386, i486 o i586).
+
<p>Arch Linux &egrave; ottimizzata per processori i686 e x86_64 e quindi non girer&agrave; su
Sono richiesti processori Pentium Pro, un Pentium II, AMD Athlon (K7) o superiori.
+
quasiasi tipo di processore x86 inferiore o incompatibile con questi ultimi
(tecnicamente, cpu senza le istruzioni cmov come l'AMD K6 ed il VIA C3 sono anch'esse i686, ma in questa distribuzione si utilizza gcc che si avvale di istruzioni cmov)
+
(i386, i486 o i586). Sono richiesti processori Pentium Pro, Pentium II, AMD
Prima di installare Arch Linux, bisognerebbe decidere quale metodo di installazione si vuole utilizzare.</p>
+
Athlon (K7) o superiori (tecnicamente, cpu senza le istruzioni cmov come l'AMD
 +
K6 ed il VIA C3 sono anch'esse i686, ma in questa distribuzione si utilizza
 +
gcc che si avvale di istruzioni cmov). Prima di installare Arch Linux,
 +
bisognerebbe decidere quale metodo di installazione si vuole utilizzare.</p>
  
<h2>Immagini Disponibili</h2>
+
<h2>Immagini disponibili</h2>
  
 
<p>Arch Linux fornisce immagini avviabili per:</p>
 
<p>Arch Linux fornisce immagini avviabili per:</p>
  
 
<ul>
 
<ul>
<li>Lettori Cd-Rom (formato ISO): funzionano su quasi ogni tipo di macchina con un lettore cd-rom</li>
+
<li>Lettori Cd-Rom (formato ISO): funzionano su quasi tutti i tipi di macchina  
<li>Immagine per drive USB (formato raw): funziona su qualunque sistema abilitato all'avvio da periferica USB.</li>
+
con un lettore cd-rom</li>
 +
<li>Immagini USB (formato raw): funziona su qualunque sistema  
 +
abilitato all'avvio da periferica USB.</li>
 
</ul>
 
</ul>
  
<p>Si utilizza il bootloader GRUB, ma per coloro i quali avessero dei problemi di mancato caricamento di GRUB con determinati lettori Cd-Rom, vengono fornite anche delle immagini con bootloader ISOLINUX. <br />
+
<p>Viene utilizzato il bootloader GRUB ma, per coloro i quali avessero dei
Ci sono due varianti per ogni tipo di supporto, che differiscono solo in termini di pacchetti forniti.</p>
+
problemi per il mancato caricamento di GRUB con determinati lettori Cd-Rom,
 +
vengono fornite anche delle immagini ISO col bootloader ISOLINUX.  
 +
Ci sono due varianti per ogni tipo di supporto, che differiscono solo in
 +
termini di pacchetti forniti.</p>
  
 
<ul>
 
<ul>
<li><p>Le immagini "core" contengono uno "snapshot" dei pacchetti essenziali <br />
+
<li><p>Le immagini "core" contengono uno "snapshot" dei pacchetti essenziali. <br />
Queste immagini sono ideali per chi ha una connessione lenta, o difficile da configurare.</p></li>
+
Queste immagini sono ideali per chi ha una connessione internet lenta, o
<li><p>Le immagini "net" non contengono alcun pacchetto, ed useranno la connessione Internet per installarli. <br />
+
difficile da configurare.</p></li>
Queste immagini sono preferibili in quanto al termine dell'installazione ci si ritroverà con un sistema aggiornato all'ultima versione di ogni pacchetto, e sono ideali per chi ha a disposizione una connessione veloce.</p></li>
+
<li><p>Le immagini "net" non contengono alcun pacchetto, e useranno la  
 +
connessione internet per installarli. <br />
 +
Queste immagini sono preferibili in quanto al termine dell'installazione
 +
ci si ritrover&agrave; con un sistema aggiornato, e sono ideali per chi ha a
 +
disposizione una connessione veloce.</p></li>
 
</ul>
 
</ul>
  
<p>Si può impostare l'installer in modo da ottenere i pacchetti tramite una connessione (Internet o di altro tipo)
+
<p>Si pu&ograve; impostare l'installer in modo da ottenere i pacchetti tramite una
usando una qualunque tra queste immagini, ed ognuna di queste può anche essere utilizzata come ambiente di recupero completamente funzionante.<br />
+
connessione (internet o di altro tipo) usando una di queste immagini,
Le immagini lavorano come un qualsiasi sistema Arch Linux regolarmente installato. <br />
+
e ognuna di queste pu&ograve; anche essere utilizzata come ambiente di recupero
Infatti, sono esattamente la stessa cosa, solamente installate su CD o drive USB anzichè su Hard Disk. <br />
+
completamente funzionante.
Includono l'intero set di pacchetti "base", cosiccome vari programmi di utilità di rete ed hanno già installato il pacchetto AIF. <br />
+
Le immagini lavorano come un qualsiasi sistema Arch Linux regolarmente
Se c'è qualcos'altro di cui ti trovi ad aver bisogno durante l'utilizzo, sfrutta semplicemente la tua connessione ad Internet ed installalo tramite pacman. <br />
+
installato. Infatti sono esattamente la stessa cosa, solamente installate
Una breve guida ai comandi di pacman è disponibile alla fine di questa pagina.</p>
+
su CD o su un'immagine USB anzich&egrave; su di un disco fisso. <br />
 +
Includono l'intero set di pacchetti "base", cos&igrave; come vari programmi
 +
di utilit&agrave; di rete e driver, e hanno il pacchetto AIF installato.
 +
Se nel corso della procedura si dovesse aver bisogno di qualcosa d'altro,
 +
basta installarlo tramite pacman sfruttando la connessione internet. <br />
 +
Una breve guida ai comandi di pacman &egrave; disponibile alla fine di questa pagina.</p>
  
 
<h2>AIF, lo strumento di installazione</h2>
 
<h2>AIF, lo strumento di installazione</h2>
  
<p>Arch Linux utilizza AIF, 'Arch Linux Installation Framework', per eseguire l'installazione. <br />
+
<p>Arch Linux utilizza AIF, 'Arch Linux Installation Framework', per eseguire
Questo strumento - scritto in Bash - consiste in alcune librerie per eseguire varie attività (installazione di pacchetti, preparazione del disco etc.) ed
+
l'installazione. <br />
alcune procedure che usano queste librerie per fornire un semplice mezzo di completa installazione o per eseguire porzioni di procedura correlate più piccoli('procedure parziali').
+
Questo strumento - scritto in Bash - consiste in alcune librerie per eseguire
 +
varie attivit&agrave; (installazione di pacchetti, preparazione del disco etc.) e
 +
alcune c.d. procedure che usano queste librerie per fornire un
 +
semplice mezzo di installazione o per eseguire porzioni di procedura
 +
correlate pi&ugrave; piccole ('procedure parziali').
 
Le seguenti procedure sono fornite di default:</p>
 
Le seguenti procedure sono fornite di default:</p>
  
 
<ul>
 
<ul>
<li>interattiva: Una procedura d'installazione interattiva, che pone alcuni quesiti all'utente, lo guida durante l'installazionea
+
<li>interattiva: una procedura d'installazione interattiva, che pone alcuni  
e lo aiuta a configurare il sistema modificando automaticamente alcune impostazioni in base alle scelte effettuate in precedenza.
+
          quesiti all'utente, lo guida durante l'installazione e lo  
(ad es. impostazioni di rete) <br />
+
          aiuta a configurare il sistema finale modificando
           Il sistema installato avrà inizialmente solo un set di pacchetti "base" personalizzabile
+
          automaticamente alcune impostazioni in base alle scelte
          con tutti gli strumenti ed i driver di cui si ha bisogno per essere connessi in rete. <br />
+
          effettuate in precedenza (ad es. impostazioni di rete).
           Una volta avviato correttamente il sistema installato, si potrà eseguire un aggiornamento totale del sistema e l'installazione di altri pacchetti desiderati.  
+
           Il sistema installato avr&agrave; inizialmente solo un set di pacchetti
          (aliased as <code>/arch/setup</code>)</li>
+
          "base" personalizzabile con tutti gli strumenti e i driver di  
<li>automatic:   Una procedura automatizzata, con un interazione con l'utente tendente a zero.<br />
+
          cui si ha bisogno per essere connessi in rete.  
           Utilizza profili predefiniti per la configurazione del sistema. <br />
+
           Una volta avviato correttamente il sistema installato, si potr&agrave;
           Controllare /usr/share/aif/examples/ per vedere dei file con profili d'esempio.
+
          eseguire un aggiornamento totale del sistema e l'installazione
          Gli esempi rappresentano alcuni scenari generici, ma si è liberi di modificarli nel caso si volessero
+
          di altri pacchetti desiderati. (richiamata da /arch/setup)</li>
           installare ulteriori pacchetti, apportare modifiche alle configurazioni, etc.</li>
+
<li>automatica: una procedura automatizzata, con un interazione con l'utente  
<li>base:        Installazione di base, con poca interazione con l'utente, ed alcune configurazioni standard. <br />
+
          tendente a zero. <br />
           Questa procedura è utilizzata dalle altre per ereditarietà, NON è stata creata per essere utilizzata direttamente dall'utente finale.</li>
+
           Utilizza profili predefiniti per la configurazione del sistema.  
<li>configurazione-parziale-della-rete: riprende i passi della procedura interattiva relativamente alla configurazione della rete, per operare queste ultime direttamente da sistema live</li>
+
           Si vedano i file con i profili d'esempio nella directory
<li>dischi-parziale: Esegue il sottosistema disco, o un ripristino</li>
+
          /usr/share/aif/examples/. Gli esempi rappresentano alcuni
<li>parziale-keymap: cambia le configurazioni di mappatura della tastiera o di font della console (aliased as <code>km</code>)</li>
+
          scenari generici, ma si &egrave; liberi di modificarli nel caso si  
 +
           volessero installare ulteriori pacchetti, apportare modifiche
 +
          alle configurazioni, etc.</li>
 +
<li>base:        installazione di base, con poca interazione con l'utente, e
 +
          alcune configurazioni standard. <br />
 +
           Questa procedura &egrave; utilizzata dalle altre per ereditariet&agrave;, NON  
 +
          &egrave; stata creata per essere utilizzata direttamente dall'utente
 +
          finale.</li>
 +
<li>parziale-configurazione della rete: riprende i passi della procedura <br />
 +
                                  interattiva relativamente alla  
 +
                                  configurazione della rete, per dare
 +
                                  assistenza per la configurazione della
 +
                                  rete nell'ambiente live
 +
parziale-dischi: esegue il sottosistema disco o un ripristino
 +
parziale-keymap: cambia le configurazioni di mappatura della tastiera o dei
 +
            font della console (richiamata dal comando km)</li>
 
</ul>
 
</ul>
  
<p>L'utilità di procedure come configurazione-parziale-della-rete o parziale-keymap rispetto
+
<p>L'utilit&agrave; di procedure come parziale-keymap e
all'utilizzo diretto di strumenti quali loadkeys o ifconfig, sta nel fatto che al momento di eseguire la procedura interattiva
+
parziale-configurazione-della-rete rispetto all'utilizzo diretto di strumenti
verrà richiesto se applicare o meno queste impostazioni al sistema</p>
+
quali loadkeys o ifconfig sta nel fatto che, al momento di eseguire la
 +
procedura interattiva, verr&agrave; richiesto se applicare o meno queste impostazioni
 +
ai file di configurazione del sistema finale.</p>
  
<p>Se si vuole andare oltre, si può anche:</p>
+
<p>Se si vuole andare oltre, si pu&ograve; anche:</p>
  
 
<ul>
 
<ul>
<li>scrivere le proprie procedure da zero, o sovrascrivendo alcune parti di procedure già esistenti.</li>
+
<li>scrivere le proprie procedure da zero o sovrascrivendo alcune parti di
<li>scrivere le proprie librerie, in modo da fornire nuove e riusabili funzionalità.</li>
+
procedure gi&agrave; esistenti</li>
 +
<li>scrivere le proprie librerie, in modo da fornire nuove e riusabili
 +
funzionalit&agrave;</li>
 
<li>creare le proprie configurazioni per le procedure che le supportano (ad es. automatica)</li>
 
<li>creare le proprie configurazioni per le procedure che le supportano (ad es. automatica)</li>
 
</ul>
 
</ul>
Line 107: Line 164:
  
 
<ul>
 
<ul>
<li><p>È possibile scaricare Arch Linux da uno qualunque dei mirror elencati sulla pagina
+
<li><p>&Egrave; possibile scaricare Arch Linux da un qualsiasi mirror tra quelli
[http://www.archlinux.org/download/ download]</p></li>
+
elencati sulla pagina [http://www.archlinux.org/download/ download]</p></li>
<li><p>È anche possibile acquistare un cd d'installazione da Archux, OSDisc o LinuxCD
+
<li><p>&Egrave; anche possibile acquistare un cd d'installazione da Archux, OSDisc o  
per riceverlo ovunque nel mondo.</p></li>
+
LinuxCD e riceverlo in qualsiasi parte del mondo.</p></li>
 
</ul>
 
</ul>
  
<h2>Preparazione del Supporto d'Installazione</h2>
+
<h2>Preparazione del supporto d'installazione</h2>
  
 
<p><strong>CD-ROM</strong></p>
 
<p><strong>CD-ROM</strong></p>
Line 120: Line 177:
 
<li><p>Scaricare iso/<release>/archlinux-XXX.iso</p></li>
 
<li><p>Scaricare iso/<release>/archlinux-XXX.iso</p></li>
 
<li><p>Scaricare iso/<release>/sha1sums.txt</p></li>
 
<li><p>Scaricare iso/<release>/sha1sums.txt</p></li>
<li><p>Verificare l'integrità dell'immagine .iso utilizzando sha1sum:</p>
+
<li><p>Verificare l'integrit&agrave; dell'immagine .iso utilizzando sha1sum:</p>
  
 
<p>sha1sum --check sha1sums.txt</p>
 
<p>sha1sum --check sha1sums.txt</p>
Line 133: Line 190:
 
<li><p>Scaricare iso/<release>/archlinux-XXX.img</p></li>
 
<li><p>Scaricare iso/<release>/archlinux-XXX.img</p></li>
 
<li><p>Scaricare iso/<release>/sha1sums.txt</p></li>
 
<li><p>Scaricare iso/<release>/sha1sums.txt</p></li>
<li><p>Verificare l'integrità dell'immagine .iso utilizzando sha1sum:</p>
+
<li><p>Verificare l'integrit&agrave; dell'immagine .iso utilizzando sha1sum:</p>
  
 
<p>sha1sum --check sha1sums.txt</p>
 
<p>sha1sum --check sha1sums.txt</p>
  
 
<p>archlinux-XXX.img: OK</p></li>
 
<p>archlinux-XXX.img: OK</p></li>
<li><p>Scrivere l'immagine del disco su di una unità di archiviazione di massa,
+
<li><p>Scrivere l'immagine del disco su di una unit&agrave; di archiviazione di massa,  
 
utilizzando dd o altri software simili di scrittura a basso livello:</p>
 
utilizzando dd o altri software simili di scrittura a basso livello:</p>
  
Line 144: Line 201:
 
</ul>
 
</ul>
  
<p>Assicurarsi di utilizzare /dev/sdX e non /dev/sdX1 <br />
+
<p>Assicurarsi di utilizzare /dev/sdX e non /dev/sdX1.
Questo comando cancellerà irrimediabilmente tutti i dati dalla memoria USB
+
Questo comando canceller&agrave; irrimediabilmente tutti i dati dalla memoria USB,
Assicurarsi perciò di non avere file importanti su di essa.</p>
+
per cui &egrave; meglio assicurarsi di non avere file importanti su di essa.</p>
  
 +
<h1>Installare Arch Linux</h1>
  
=Installare Arch Linux=
+
<h2>Usare il supporto di installazione</h2>
  
==Usando il supporto di Installazione==
+
<h3>Prima di avviare</h3>
  
===Prima del boot===
+
<p>Controllare che il BIOS del computer sia impostato per accettare l'avvio da
 +
CD-ROM o da periferica USB. <br />
 +
Riavvare il computer con il CD di installazione di Arch Linux nel lettore o la
 +
periferica USB inserita nella porta. Una volta che il supporto di installazione
 +
scelto verr&agrave; avviato, appariranno a schermo il logo di Arch Linux e un men&ugrave; di
 +
Grub con delle opzioni tra cui scegliere.
 +
Molto probabilmente a questo punto baster&agrave; premere Invio per procedere con
 +
l'installazione. <br />
 +
Se GRUB si blocca, si tratta di uno di quei pochi sfortunati casi in cui
 +
il lettore CD-rom non &egrave; compatibile con GRUB e si dovrebbe provare l'immagine
 +
isolinux.</p>
  
Controllate che il BIOS del computer sia impostato per accettare il boot da CD-ROM o da periferica USB.
+
<h3>Dopo aver avviato</h3>
Riavvate dunque il pc con il CD di installazione o la periferica USB inserita. Una volta che il supporto di installazione scelto verrà avviato, appariranno a schermo il logo di Arch Linux e un menu di Grub con delle opzioni da scegliere. Generalmente, a questo punto basterà premere Invio per procedere con l'installazione.
+
  
Se GRUB si blocca a questo punto, probabilmente siete fra i pochi sfortunati ad avere un drive CDROM non compatibile con GRUB, e dovrete provare l'immagine isolinux al posto di questa.
+
<p>Al termine della procedura di avvio dovrebbe comparire un prompt di login con
 +
alcune semplici istruzioni nella parte alta dello schermo. <br />
 +
Eseguire il login come root. A questo punto &egrave; possibile eseguire eventualmente
 +
le preparazioni manuali e cominciare l’installazione vera e propria.</p>
  
===Dopo il boot===
+
<ul>
 +
<li>Per usare una mappatura della tastiere diversa da quella americana si deve
 +
dare il comando <code>km</code> per definirne una (per la tastiera italiana selezionare 'qwerty\it'; lasciare il font di default nella schermata successiva).</li>
 +
<li>Se per qualche ragione &egrave; necessario un accesso alla rete prima di
 +
inizializzare l'installer (la procedura interattiva permette di configurare
 +
la rete per l'installazione NET)
 +
si pu&ograve; dare il comando <code>aif -p partial-configure-network</code></li>
 +
</ul>
  
Al termine della procedura di boot dovresti vedere una shell di amministrazione con un testo di istruzioni nella parte alta dello schermo. A questo punto puoi cominciare l’installazione vera e propria.
+
<p>Entrambe queste configurazioni saranno memorizzate per essere applicate
 +
opzionalmente al sistema che verr&agrave; installato durante la procedura interattiva. </p>
  
*Se non avete una tastiera americana sarà necessario dare il comando:
+
<p>C'&egrave; anche la possibilit&agrave; di eseguire il login come utente <code>arch</code>, in caso si
# km
+
abbia necessit&agrave; di fare qualcosa come utente senza privilegi. La maggior parte
selezionando poi l'opzione 'qwerty\it' nel caso di una tastiera italiana. Lasciate poi il font di default nella schermata successiva.
+
delle persone non ha questa necessit&agrave;.</p>
  
*Se per qualche ragione sia necessario un accesso alla rete prima di inizializzare l'installer (il quale vi permetterà di configurarla), potete inserire il comando
+
<p>Tutti gli strumenti necessari per effettuare l'installazione (una copia di  
aif -p partial-configure-network
+
questa guida, il README di aif, scorciatoie per le pi&ugrave; comuni procedure di aif)
 +
possono essere trovati nella directory /arch.</p>
  
Entrambe queste configurazioni saranno registrate e proposte nell'installer per essere applicate al sistema che state installando.
+
<h2>Effettuare l'installazione</h2>
  
C'è anche la possibilità di loggarsi a questo punto come utente ''arch'' non privilegiato, in caso si abbia necessità di fare qualcosa senza avere poteri di root. La maggior parte delle persone non hanno questa necessità comunque.
+
<p>E' possibile utilizzare o la procedura interattiva o quella automatica.
 +
Dare un'occhiata alla sezione
 +
[#Aif_the_installation_tool 2.3 AIF, the installation tool]
 +
o al README di AIF per maggiori informazioni.</p>
  
Tutti gli strumenti di cui avrete bisogno per effettuare l'installazione (una copia di questa guida (in inglese), il README di aif, scorciatoie per le più comuni procedure di aif) possono essere trovati nella cartella /arch del supporto di installazione.
+
<h3>Procedura di installazione interattiva</h3>
  
==Effettuare l'installazione==
+
<p>Digitare <code>/arch/setup</code> (oppure <code>aif -p interactive</code>, che &egrave; lo stesso)
 +
per iniziare la procedura di installazione.</p>
  
E' possibile utilizzare due differenti procedure, una interattiva e un'altra più automatizzata. Dare un occhiata alla sezione [#Aif_the_installation_tool 2.3 AIF, the installation tool] o al README di AIF per maggiori informazioni.
+
<p>Dopo il messaggio di benvenuto e il disclaimer, verr&agrave; presentato a schermo il
 +
men&ugrave; di installazione principale. Tramite le frecce SU e GIÙ sar&agrave; possibile
 +
muoversi all'interno del men&ugrave;; con il tasto TAB si passa da un pulsante
 +
all'altro e col tasto INVIO si effettua la selezione. In qualsiasi punto
 +
durante il processo di installazione sar&agrave; possibile passare alla console
 +
virtuale 7 (tramite ALT+F7) per vedere l'output dei comandi che sono in
 +
esecuzione durante l'installazione, e per tornare alla schermata
 +
dell'installazione sar&agrave; sufficiente ritornare alla console virtuale 1
 +
(ALT+F1). Tramite ALT + un altro tasto-F sar&agrave; possibile aprire un'ulteriore
 +
console per effettuare manualmente delle eventuali operazioni.</p>
  
===Procedura di installazione Interattiva===
+
<h4>Selezionare la sorgente</h4>
  
Digitando
+
<p>Il primo passo da fare sar&agrave; quello di scegliere il metodo da utilizzare
/arch/setup
+
per installare Arch Linux. Se &egrave; disponibile una connessione veloce a internet,
oppure
+
&egrave; preferibile utilizzare il metodo nella NET installation (installazione da
aif -p interactive
+
rete), cos&igrave; da ottenere gli ultimi pacchetti invece di utilizzare quelli
verrà iniziata questa procedura di installazione.
+
potenzialmente gi&agrave; obsoleti presenti sulle immagini USB o CD. Se si dispone di
 +
un'immagine Netinstall la NET installation sar&agrave; l'unica scelta possibile ;-).</p>
  
Dopo il messaggio di benvenuto e il disclaimer, verrà presentato a schermo il menu di installazione. Tramite le frecce SU e GIÙ sarà possibile muoversi all'interno di questo menu, con il tasto TAB si potrà far passare i vari pulsanti e tasto INVIO li selezionerà. In qualsiasi punto durante il processo di installazione, sarà possibile passare alla console virtuale 7 (tramite ALT+F7) per vedere l'output dei comandi che sono in esecuzione durante l'installazione, e per tornare alla videata dell'installazione sarà sufficiente ritornare alla console virtuale 1 (ALT+F1). Tramite ALT + un altro tasto-F sarà possibile aprire un ulteriore console per effettuare manualmente delle eventuali operazioni.
+
<h5>CD-ROM o ALTRA SORGENTE</h5>
  
====Selezione della sorgente====
+
<p>Scegliendo un installazione da CD-ROM o altra sorgente d'installazione,
 +
si possono installare solo i pacchetti disponibili sul CD, che potrebbero
 +
essere gi&agrave; superati, oppure altri pacchetti disponibili su qualsiasi supporto
 +
si riesca a montare manualmente sul filesystem. Certamente questo tipo di
 +
sorgente ha il vantaggio di non richiedere una connessione a internet, e quindi
 +
&egrave; consigliata per utenti di connessioni dial-up o per chi non possa per un
 +
qualsiasi motivo connettersi durante l'installazione per scaricare
 +
l'intero set di pacchetti.</p>
  
Il primo passo da fare sarà quello relativo al metodo da utilizzare per procurarsi i pacchetti da installare. Se avete una connessione veloce ad internet, potreste voler utilizzare il metodo nella ''NET installation'', o Installazione da Rete, così da procurarvi gli ultimissimi pacchetti invece di utilizzare quelli potenzialmente già obsoleti presenti sulle immagini USB o CD. Se avete scaricato un supporto Net Install, ovviamente la NET installation sarà l'unica scelta che potrete fare ;-) .
+
<h5>RETE (FTP/HTTP)</h5>
  
=====CD-ROM o altra SORGENTE=====
+
<h6>Configurare la rete</h6>
  
Scegliendo un installazione da CD-ROM o altra sorgente, installerete solo i pacchetti disponibili sul Cd di installazione, che potrebbero essere (vista la natura rolling di Arch) già superati, oppure altri pacchetti disponibili su qualsiasi supporto riusciate a montare manualmente nel filesystem. Certamente questo tipo di sorgente ha il vantaggio di non richiedere una connessione ad internet, e quindi è consigliata per utenti di connessioni dial-up o per chi non possa per un qualsiasi motivo connettersi durante l'installazione per scaricare i pacchetti base necessari.
+
<p>La voce di men&ugrave; Setup Network permette di installare e configurare tutti i
 +
dispositivi di rete. Se si utilizza una periferica di connessione wireless,
 +
sar&agrave; necessario utilizzare i normali programmi di utilit&agrave; per
 +
configurarla manualmente; in queso caso questa parte dell'installer non
 +
servir&agrave; a molto. Verr&agrave; invece mostrata una lista dei dispositivi di rete
 +
disponibili. Se nessun dispositivo ethernet &egrave; disponibile al momento, o se
 +
manca quello che si vorrebbe utilizzare, verr&agrave; chiesto se si vuole che
 +
l’installatore provi a cercare il modulo adatto. In alternativa, &egrave; sempre
 +
possibile passare a una console e caricare il modulo manualmente. Nel caso non
 +
sia ancora possibile configurare la scheda di rete, assicurarsi che sia
 +
effettivamente funzionante e che sia supportata dal kernel Linux.</p>
  
=====RETE (FTP/HTTP)=====
+
<p>Una volta caricato il modulo corretto e mostrata nella lista la scheda di
 +
rete desiderata, si dovr&agrave; selezionare il dispositivo ethernet che si vuole
 +
configurare, e verr&agrave; presentata l'opzione di configurare la rete con DHCP.
 +
Premere YES se si deve usare DHCP, e l’installatore far&agrave; tutto in automatico.
 +
Selezionando NO verr&agrave; richiesto di inserire le informazioni di rete
 +
manualmente. In entrambi i casi, a questo punto la rete sar&agrave; configurata e
 +
sar&agrave; possibile controllare l'avvenuta connessione con l'esecuzione del
 +
classico ping attraverso un'altra console.</p>
  
======Setup Network======
+
<h6>Scegliere il mirror</h6>
  
Il menù "Setup Network” permetterà di installare e configurare tutti i dispositivi di rete del vostro sistema. Se state utilizzando una periferica di connessione wireless, sarà necessario utilizzare manualmente gli strumenti di connessione e questo menu presente nell'installer non vi servirà a molto.
+
<p>La voce Choose Mirror permetter&agrave; di selezionare il mirror preferito per
Verrà invece mostrata una lista dei dispositivi Ethernet disponibili. Se nessun dispositivo (comunemente riconosciuto come eth0) è disponibile al momento, verrà chiesto se si vuole che l’installatore provi a cercare il modulo adatto. In alternativa, è sempre possibile passare ad una console e caricare il modulo manualmente. Nel caso non sia stato possibile riconoscere l'hardware di rete del tuo pc, assicurarsi che sia effettivamente funzionante e che sia supportato dal kernel linux.
+
scaricare i pacchetti da installare nel sistema. In generale, una buona scelta
 +
&egrave; quella di selezionare un mirror vicino a dove si vive (per l'Italia il server
 +
del GARR), in modo da ottenere le velocit&agrave; migliori. Successivamente,
 +
l'installer chieder&agrave; se questa scelta debba essere confermata anche per
 +
impostare il mirror di default del sistema.</p>
  
Nel momento in cui il modulo corretto sarà caricato e l'hardware di rete mostrato nella lista, si potrà procedere con la configurazione, scegliendo se configurare la rete con DHCP (in questo caso, l’installatore farà tutto in automatico) oppure attraverso la configurazione ad indirizzo statico (in questo caso sarà necessario inserire le informazioni manualmente).
+
<p><em>*Nota: *</em> ftp.archlinux.org &egrave; limitato a 50 KB/s.</p>
  
In entrambi i casi, a questo punto avrete connesso il sistema ad internet e volendo, sarà possibile controllare l'avvenuta connessione con l'esecuzione del classico ping attraverso un'altra console.
+
<p>Queste voci di men&ugrave; saranno disponibili solo se si sceglie l'installazione
 +
via FTP. Dopo aver scelto il mirror, si potr&agrave; tornare al men&ugrave; principale.</p>
  
======Scelta del Mirror======
+
<h4>Configurare l'Orologio</h4>
  
La voce ''Choose Mirror'' permetterà di selezionare il mirror preferito per scaricare i pacchetti da installare nel sistema. In generale, una buona scelta è quella di selezionare un mirror vicino a dove si vive, quindi nel caso dell'Italia il server del GARR, in modo da ottenere le velocità migliori. Successivamente, l'installer chiederà anche se questa scelta debba essere confermata anche per configurare il mirror di default del sistema (anche se sarà comunque cambiare la scelta in ogni momento).
+
<p>La voce Set Clock permette di configurare l'orologio di sistema e la data.  
 +
Innanzitutto, sar&agrave; necessario specificare se il proprio orologio di sistema
 +
debba essere impostato su UTC o su localtime.
 +
É preferibile che sia impostato s UTC, ma nel caso vi siano installati anche
 +
altri sistemi operativi che non sono in grado di gestire l'orario UTC del BIOS
 +
correttamente -come Windows- sar&agrave; necessario scegliere localtime. Dopodich&acute;
 +
verr&agrave; richiesto di selezionare il proprio continente/nazione (timezone - per
 +
l'Italia Europe/Rome), e si potr&agrave; impostare la data e l'ora (si pu&ograve; controllare
 +
su [http://www.ntp.org/ NTP] se la connessione &egrave; attiva).</p>
  
{{Note| ftp.archlinux.org è limitato a 50 KB/s, è consigliabile '''non''' utilizzarlo. }}
+
<h4>Preparazione del disco rigido</h4>
  
Questa voce sarà disponibile, per ovvie ragioni, solo se in precedenza avete scelto l'installazione via FTP. Dopo aver scelto il mirror, si potrà tornare al menu principale.
+
<p>La voce Prepare Hard Drive dar&agrave; accesso a un sottomen&ugrave; con due alternative di
 +
preparazione del disco (o o dei dischi) che verr&agrave; usato per l'installazione,
 +
oltre che a un sistema per annullare le scelte fatte in caso di errore.</p>
  
====Configurare l'Orologio====
+
<ul>
 +
<li>Auto-prepare partizioner&agrave; automaticamente (e sovrascriver&agrave; completamente) un
 +
disco scelto dall'utente, creando un semplice schema di partizionamento con
 +
una partizione /boot, una partizione swap, una partizione / e una partiizone
 +
/home, lasciando qualche scelta in merito alle dimensioni e ai filesystem da
 +
utilizzare.</li>
 +
<li>In alternativa, sar&agrave; possibile partizionare manualmente uno o pi&ugrave; dischi
 +
rigidi, oltre a definire  sempre manualmente la configuraizone completa
 +
delle partiizoni sui dischi. Anche sistemi come lvm e dm_crypt possono
 +
essere utilizzati tramite questo metodo.</li>
 +
<li>L'ultima scelta, la Rollback feature in pratica annuller&agrave; tutte le scelte
 +
fatte fino ad ora, permettendo di rifare tutto. Sarete avvisati di tutte le
 +
operazioni che verranno annullate.</li>
 +
</ul>
  
La voce ''Set Clock'' permette di configurare l'orologio di sistema e la data.
+
<p>Note:</p>
Innanzitutto, sarà necessario specificare se il proprio orologio di sistema debba essere in formato UTC o Localtime.
+
  
UTC sarebbe il formato da preferire, ma nel caso abbiate sul vostro PC anche altri sistemi operativi che non sono in grado di gestire un orologio UTC correttamente -come Windows- sarà necessario scegliere Localtime.
+
<ul>
Dopodichè verrà richiesto di selezionare il proprio continente/nazione (per la ''timezone''). Ovviamente, per l'Italia, selezionare ''Europe/Rome''. Oltre a ciò, potrete configurare effettivamente la data e l'ora (potete controllare su [http://www.ntp.org/ NTP] se avete la connessione attiva)
+
<li>AIF pu&ograve; fornire assistenza nell'impostazione dei volumi dm_crypt e lvm, ma
 +
non (ancora) per quelli softraid.</li>
 +
<li>AIF non pu&ograve; ad oggi dare assistenza nella creazione di gruppi di volume da
 +
spalmare su diversi volumi fisici (se si avesse bisogno di questo, usare
 +
vgcreate).</li>
 +
<li>AIF supporta il riuso dei filesystem, ma solo se pu&ograve; trovarne il
 +
dispositivo a blocchi. Se si vuole riutilizzare un filesystem su un volume
 +
lvm/dm_crypt/softraid, si devono impostare questi volumi manualmente.</li>
 +
</ul>
  
====Preparazione del Disco Rigido====
+
<h5>Auto-Prepare (autopreparazione)</h5>
  
La voce ''Prepare Hard Drive'' darà accesso ad un sottomenu con due alternative di preparazione del disco\dischi che avete intenzione di usare per la vostra installazione, oltre che a un sistema per annullare le vostre scelte in caso di errore.
+
<p>Scegliendo Auto-Prepare, il disco selezionato verr&agrave; diviso automaticamente in
 +
quattro partizioni: /boot, swap, root e /home, e per tutte e quattro verranno
 +
creati i filesystem. Queste partizioni saranno anche montate nei punti di
 +
mount adeguati. Nello specifico, questa opzione creer&agrave;:</p>
  
*Auto-prepare partizionerà automaticamente (e sovrascriverà completamente) un disco di vostra scelta, creando un semplice layout di partizionamento con una /boot, la partizione swap, la radice / e una /home lasciando qualche scelta in merito alle dimensioni e ai filesystem da utilizzare.
+
<ul>
*In alternativa, sarà possibile impostare manualmente il partizionamento di uno o più dischi, oltre ad impostare sempre manualmente i punti di mount preferiti. Anche sistemi come lvm e dm_crypt possono essere utilizzati tramite questo metodo.
+
<li>una partizione /boot ext2 da 32 MB</li>
*L'ultima scelta, la ''Rollback feature'' in pratica annullerà tutte le scelte fatte fino ad ora, permettendo di rifare tutto. Sarete avvisati di tutte le operazioni che verranno annullate.
+
<li>una partizione swap da 256 MB</li>
 +
<li>una partizione root da 7,5 GB</li>
 +
<li>una partizione /home per tutto lo spazio rimanente</li>
 +
</ul>
  
 +
<p>Verr&agrave; richiesto se si desidera modificare le dimensioni delle prime 3, ma la
 +
partizione /home sar&agrave; quella che andr&agrave; poi a riempire tutto il disco. </p>
  
Note:
+
<p><strong>AUTO-PREPARE CANCELLERA’ TUTTI I DATI PRESENTI SUL DISCO RIGIDO!</strong></p>
  
*AIF può aiutarvi nell'impostazione delle partizioni dm_crypt e lvm, ma non (ancora) per quelle softraid.
+
<h5>Partizionamento manuale dei dischi rigidi</h5>
*AIF non può ad oggi aiutarvi nella creazione di gruppi di volume da ''spalmare'' su diversi volumi fisici. (se avete bisogno di questo, usate vgcreate)
+
*AIF supporta il riutilizzo di filesystem già esistenti, ma solo se può trovarne il blockdevice.
+
Se volete riutilizzare un filesystem su un volume lvm/dm_crypt/softraid, dovrete impostare questi volumi manualmente.
+
  
=====Auto-Prepare (Auto Preparazione)=====
+
<p>Tramite questo metodo sar&agrave; necessario selezionare il disco che si vuol
 +
partizionare, dopodich&egrave; automaticamente verr&agrave; caricato il programma cfdisk,
 +
grazie al quale si potranno modificare dimensioni e numero di partizioni, per
 +
poi salvare e confermare la configurazione scelta con [Write] (Scrivi) e [Quit]
 +
(Chiudi). Sar&agrave; necessario creare almeno una partizione root per
 +
poter continuare l’installazione. </p>
  
Scegliendo ''Auto-Prepare'', verrà partizionato automaticamente il disco selezionato in quattro parti, da dedicare rispettivamente a /boot, swap, /home e la partizione root. Queste partizioni saranno anche formattate e montate adeguatamente. Nello specifico, questa opzione creerà:
+
<h5>Configurazione manuale dei dispositivi a blocchi, dei filesystem e</h5>
  
    * una partizione /boot ext2 da 32 MB
+
<p>dei punti di montaggio</p>
    * una partizione swap da 256 MB
+
    * una partizione root da 7,5 GB
+
    * una partizione /home per tutto lo spazio rimanente
+
  
Verrà richiesto se si desidera modificare le dimensioni delle prime 3, ma la partizione /home sarà quella che andrà poi a riempire tutto il disco.
+
<p>In questo men&ugrave; saranno visualizzate tutte le partizioni riconosciute. A
 +
questo punto si possono creare i filesystem.
 +
Si dovrebbe fare attenzione a tre considerazioni:</p>
  
{{Warning | '''AUTO-PREPARE''' CANCELLERA’ TUTTI I DATI PRESENTI SUL DISCO RIGIDO! }}
+
<ul>
 +
<li>Tutto queso &egrave; solo un modello; tutte le modifiche fatte non saranno
 +
eseguite finch&egrave; non completerete la procedura confermando tutto.</li>
 +
<li>Non tutti i dispositivi a blocchi supportano tutti i filesystem (e.g. non si
 +
pu&ograve; mettere un gruppo di volumi LVM su qualcosa che non sia un volume fisico
 +
LVM). L'installer mostrer&agrave; automaticamente solo i filesystem utilizzabili
 +
per ogni partizione, e nel caso ve ne sia solo uno disponibile selezioner&agrave;
 +
automaticamente quello.</li>
 +
<li>Alcuni filesystem implicano la creazione di nuovi dispositivi a blocchi.
 +
&Egrave; il caso dei volumi dm_crypt e lvm. Appariranno nel modello e si potr&agrave;
 +
scegliere anche per essi il tipo di filesystem da utilizzare.</li>
 +
<li>Quando verr&agrave; richiesto se utilizzare le opzioni (non obbligatorie)
 +
da passare a mkfs, gli argomenti devono essere aggiunti esattamente come
 +
quando si utilizza direttamente il comando.
 +
Ad esempio, per disablilitare il journaling sui filesystems ext:
 +
<ul>
 +
<li>non scrivete: <code>^has_journal</code></li>
 +
<li>ma piuttosto: <code>-O ^has_journal</code></li>
 +
</ul></li>
 +
</ul>
  
=====Partizionamento manuale dei dischi rigidi=====
+
<p>Una volta completata la configurazion del filesystem, per proseguire
 +
selezionare il pulsante 'Done'. A questo punto verr&agrave; eseguito un controllo che
 +
avviser&agrave; di eventuali errori critici (come l'assenza di una partizione root ad
 +
esempio) e far&agrave; altre segnalazioni meno importanti, che si possono anche
 +
ignorare (come l'assenza di partizioni swap).
 +
Se si riscontrano errori si pu&ograve; tornare indietro per sistemare questi problemi,
 +
altrimenti si continua fino a quando sar&agrave; tutto configurato come richiesto.</p>
  
Tramite questo metodo sarà necessario selezionare il disco che si vuol partizionare, dopodichè automaticamente verrà caricato il programma cfdisk, grazie al quale si potranno modificare dimensioni e numero di partizioni, per poi salvare e confermare la configurazione scelta con [Write] (Scrivi) e [Quit] (Chiudi).
+
<p>Per esempio, se si vuol creare un sistema che sfrutti LVM sopra dm_crypt,
Sarà almeno necessario creare una partizione swap e una root per poter continuare l’installazione.
+
si dovrebbe:</p>
  
=====Impostazione manuale dei filesystems e dei punti di montaggio=====
+
<ul>
 +
<li>assicurarsi di avere due partizioni, una piccola per un avvio non criptato
 +
(circa 100M), e una per il resto del sistema criptato (si possono creare
 +
tramite il partizionamento manuale - "Manually partition hard drives").</li>
 +
<li>su /dev/sdX1 creare un filesystem ext2 con punto di montaggio /boot</li>
 +
<li>su /dev/sdX2 fare un volume dm_crypt, con etichetta sdX2crypt
 +
(o una etichetta di propria scelta)</li>
 +
<li>apparir&agrave; /dev/mapper/sdX2crypt, su cui si dovr&agrave; mettere un volume fisico LVM</li>
 +
<li>apparir&agrave; anche /dev/mapper/sdX2crypt+, cio&egrave; la rappresentazione del volume
 +
fisico. Su questo di dovr&agrave; mettere un gruppo di volumi, con etichetta
 +
cryptpool (o altra etichetta a piacere)</li>
 +
<li>infine, apparir&agrave; /dev/mapper/cryptpool. Su questo gruppo di volumi si
 +
possono montare volumi logici multipli. Crearne due:
 +
<ul>
 +
<li>uno da 5G: etichettarlo cryptroot</li>
 +
<li>uno da 10G: etichettarlo crypthome</li>
 +
</ul></li>
 +
<li>appariranno 2 ulteriori volumi:
 +
<ul>
 +
<li>/dev/mapper/cryptpool-cryptroot: su questo dispositivo a blocchi si deve
 +
mettere il filesystem root, con punto di montaggio /.</li>
 +
<li>/dev/mapper/cryptpool-crypthome &egrave; il dispositivo a blocchi sul quale
 +
mettere il filesystem con punto di montaggio /home.</li>
 +
</ul></li>
 +
<li>Se si desidera uno spazio di swap, creare un volume logico per la swap,
 +
sopra il quale ci si deve mettere un volume di swap.</li>
 +
<li>Questo &egrave; tutto! Selezionando 'done' verr&agrave; elaborato il modello e creato
 +
tutto il setup dei dischi come &egrave; stato progettato.
 +
L'utilit&agrave; di questo procedimento sta nel fatto che si pu&agrave; iniziare con <br />
 +
volumi di dimensioni relativamente ridotte, e se in futuro dovesse servire
 +
ulteriore spazio si pu&ograve; ingrandire il volume logico e il relativo filesystem.</li>
 +
</ul>
  
In questo menu saranno visualizzate tutte le partizioni dei vostri dischi. A questo punto, potete scegliere se e quale filesystem creare su ognuna di esse.
+
<h5>Rollback</h5>
Dovreste fare attenzione a tre considerazioni:
+
  
*Tutte le modifiche fatte non saranno eseguite finchè non completerete la procedura confermando tutto.
+
<p>La funzione rollback far&agrave; tutto il necessario per ritornare alla situazione precedente ai cambiamenti che avete fatto manualmente nella parte Impostazione manuale dei filesystem e dei punti di montaggio o a quelli fatti dall' Auto Prepare, in modo da rifare tutto dall'inizio.</p>
*Non tutte le partizioni supportano tutti i filesystem (Eg you cannot put an LVM
+
volumegroup on something other then a LVM physical volume).
+
L'installer vi mostrerà automaticamente solo i filesystem che potrete utilizzare per ogni partizione, selezionando automaticamente quale nel caso ci sia a disposizione solo una scelta.
+
*Alcuni filesystem necessitano la creazione di nuovi dispositivi blocco.
+
È il caso, fra gli altri, dei volumi dm_crypt e lvm.
+
Li vedrete apparire nel modello e potrete scegliere anche per essi che tipo di filesystem utilizzare.
+
*Quando vi verrà richiesto se vorrete utilizzare le opzioni (non obbligatorie) da passare a mkfs, fatelo come se stiate utilizzando direttamente il comando.
+
Ad esempio, per disablilitare il journaling sui filesystems ext:
+
  
*non scrivete: <code>^has_journal</code>
+
<p>Quello che si pu&ograve; fare:</p>
*ma piuttosto: <code>-O ^has_journal</code>
+
  
 +
<ul>
 +
<li>smontare i filesystem dal sistema che verr&agrave; installato</li>
 +
<li>distruggere eventuali volumi LVM e dm_crypt.</li>
 +
</ul>
  
Quando avete completato il setup, potete andare avanti tramite il pulsante ''Done''. A questo punto verrà eseguito un check che vi avviserà di eventuali problemi (come l'assenza di una partizione root ad esempio) e darà altre segnalazioni meno importanti, che potreste anche ignorare (come l'assenza di partizioni swap).
+
<p>Quello che non si pu&ograve; fare:</p>
In questi casi, potrete tornare indietro a sistemare questi problemi, altrimenti potrete continuare confermando che avete scelto questo tipo di partizionamento.
+
  
Per esempio, se volete creare un sistema che sfrutti LVM sopra dm_crypt, dovreste:
+
<ul>
 
+
<li>ripristinare il partizionamento precedente</li>
*assicurarvi di avere due partizioni, una piccola per una boot non crittata (circa 100M), e una per il resto del sistema crittata.
+
<li>rimuovere filesystem semplici come gli ext3, xfs, swap e simili.</li>
(si possono creare tramite la ''Partizione manuale'')
+
</ul>
*sulla vostra /dev/sdX1, create un filesystem ext2 con punto di montaggio /boot
+
*sulla vostra /dev/sdX2, fare un volume dm_crypt, con etichetta ''sdX2crypt''
+
(o una etichetta a vostra scelta)
+
*Apparirà /dev/mapper/sdX2crypt, sulla quale dovrete mettere un volume LVM
+
*Apparirà anche /dev/mapper/sdX2crypt+, cioè la rappresentazione del volume fisico. Su questa, dovrete mettere un volumegroup, con etichetta cryptpool (o altra etichetta a piacere)
+
*Infine, apparirà /dev/mapper/cryptpool. Su questo volumegroup potrete montare volumi logici multipli. Createne due:
+
*uno da 5G: etichettatelo ''cryptroot''
+
*uno da 10G: etichettatelo ''crypthome''
+
 
+
*Appariranno 2 ulteriori volumi:
+
 
+
*/dev/mapper/cryptpool-cryptroot: su questo blockdevice, dovrete il vostro filesystem di root, con punto di montaggio /.
+
*/dev/mapper/cryptpool-crypthome sarà il blockdevice dove metterete il filesystem con punto di montaggio la vostra /home.
+
 
+
*Se desiderate una partizione di swap, create un volume logico e metteteci sopra la swap appunto.
+
*Avete concluso! Selezionando 'done' l'installer creerà tutto il setup dei dischi come l'avete progettato.
+
L'utilità di questo procedimento sta nel fatto che potete iniziare con piccoli valori di dimensione che potrete aumentare se, in futuro, vi servirà ulteriore spazio.
+
 
+
<h5>Rollbacks</h5>
+
 
+
<p>La funzione rollback farà tutto il necessario per ritornare alla situazione precedente ai cambiamenti che avete fatto manualmente nella parte ''Impostazione manuale dei filesystems e dei punti di montaggio'' o a quelli fatti dall' ''Auto Prepare'', in modo da rifare tutto dall'inizio.
+
 
+
Più precisamente:
+
*smonterà i filesystem dal sistema ''obiettivo'' (quello che state per installare)
+
*distruggerà eventuali volumi LVM e dm_crypt.
+
 
+
Questa procedura però:
+
* non ripristinerà il partizionamento precedente
+
* non rimuoverà filesystem ''semplici'' come gli ext3, xfs, swap e simili.
+
  
La ragione di ciò è molto semplice: vanno annullati i passi che possano compromettere eventuali preparazioni successive dei dischi.
+
<p>La ragione di ci&ograve; &egrave; molto semplice: vanno annullati i passi che possano compromettere eventuali preparazioni successive dei dischi.</p>
  
 
<h4>Selezionare i pacchetti</h4>
 
<h4>Selezionare i pacchetti</h4>
  
<p>Questa opzione ti permetterà di selezionare i pacchetti che desideri installare dal CD, da USB oppure dal mirror NET. Hai la possibilità di scegliere intere categorie, nelle quali trovi i pacchetti che ti interessano, e quindi perfezionare la tua scelta selezionando o deselezionando i pacchetti usando la barra spaziatrice della tastiera. È raccomandato installare tutti i pacchetti della categoria "base", ma nessun altro a questo punto dell'installazione. L'unica eccezione riguarda i pacchetti che necessiti per stabilire la connessione Internet.</p>
+
<p>"Select Packages" permetter&agrave; di selezionare i pacchetti che si desiderano
 +
installare dal CD, da USB oppure dal mirror NET. Si ha la possibilit&agrave; di  
 +
scegliere intere categorie contenenti i pacchetti che interessano, e  
 +
quindi perfezionare la scelta selezionando o deselezionando i pacchetti  
 +
usando la barra spaziatrice della tastiera. Si raccomanda l'installazione di
 +
tutti i pacchetti della categoria "base" e nient'altro a questo punto
 +
dell'installazione. L'unica eccezione riguarda i pacchetti necessari per
 +
configurare la connessione internet.</p>
  
<p>Una volta selezionati i pacchetti interessati, puoi proseguire con il passo successivo.</p>
+
<p>Una volta selezionati i pacchetti necessari, uscire dalla schermata della
 +
selezione e proseguire con il passo successivo.</p>
  
 
<h4>Installare i pacchetti</h4>
 
<h4>Installare i pacchetti</h4>
  
<p>Questa parte dell'installer andrà ad installare tutti i pacchetti base e quelli da te selezionati (risolvendone le dipendenze) sul tuo disco rigido.</p>
+
<p>La voce "Install Packages" installer&agrave; il sistema base e tutti i pacchetti
 +
selezionati (risolvendone le dipendenze) sul disco rigido.</p>
  
 
<h4>Configurare il sistema</h4>
 
<h4>Configurare il sistema</h4>
  
<p>Questa sezione fa più cose:</p>
+
<h4>Questa sezione fa pi&ugrave; cose:</h4>
  
 
<ul>
 
<ul>
<li>preconfigura automaticamente alcuni file di configurazione (ad esempio menu.lst di grub, mkinitcpio.conf di HOOK, le opzioni di tastiera in rc.conf, i mirror di pacman, ecc.)</li>
+
<li>preconfigura automaticamente alcuni file di configurazione (ad esempio menu.
<li>preconfigura alcuni file dopo il tuo intervento (ad esempio quelli riguardanti network)</li>
+
lst di grub, gli HOOK di mkinitcpio.conf, le impostazioni per la mappatura
<li>ti permette di cambiare manualmente importanti file di configurazione per la costruzione del tuo sistema.Ti verrà chiesto con quale editor di testo vorrai modificarli. Devi scegliere tra nano, joe e vi.</li>
+
della tastiera in rc.conf, i mirror di pacman, ecc.)</li>
<li>ti permette di scegliere la password di root del tuo sistema</li>
+
<li>preconfigura alcuni file dopo l'intervento dell'utente (ad esempio le
 +
impostazioni di rete)</li>
 +
<li>permette di cambiare manualmente importanti file di configurazione per il
 +
sistema finale. Verr&agrave; chiesto con quale editor di testo si vuole
 +
modificarli. Si deve scegliere tra nano, joe e vi.</li>
 +
<li>permette di scegliere la password di root per il sistema finale</li>
 
</ul>
 
</ul>
  
 
<p><strong>File di configurazione</strong></p>
 
<p><strong>File di configurazione</strong></p>
  
<p>Questi sono i file di configurazione fondamentali per Arch Linux. Se necessiti di supporto nella configurazione di un servizio specifico, fai riferimento alla pagina man del servizio stesso o ad una qualsiasi documentazione online. In molti casi, il [http://wiki.archlinux.org/ Wiki] di Arch Linux stesso e il [http://www.archlinux.it/forum/index.php forum] della comunità sono un'ottima fonte.</p>
+
<p>Questi sono i file di configurazione fondamentali per Arch Linux.
 +
Se si ha bisogno di assistenza nella configurazione di un servizio specifico,
 +
si legga la pagina man del servizio stesso o si faccia riferimento a una  
 +
qualsiasi documentazione online.
 +
In molti casi, il [http://wiki.archlinux.org/ Wiki] di Arch Linux e il [http://bbs.archlinux.org/ forum] della comunit&agrave;
 +
costituiscono un'ottima fonte.</p>
  
 
<ul>
 
<ul>
Line 359: Line 559:
 
<p><strong>/etc/rc.conf</strong></p>
 
<p><strong>/etc/rc.conf</strong></p>
  
<p>Questo è il file di configurazione principale di Arch Linux. Ti permetterà di impostare la tastiera, il fuso orario, il nome del sistema, la rete, i demoni e i moduli da caricare all'avvio, i profili e molto di più.</p>
+
<p>Questo &egrave; il file di configurazione principale di Arch Linux. Permette di
 +
impostare la tastiera, il fuso orario, il nome dell'host, la rete, i demoni da
 +
eseguire all'avvio e i moduli da caricare all'avvio, i profili e molto di pi&ugrave;.</p>
  
<p><strong>LOCALE:</strong> Questo rappresenta la lingua del tuo sistema, che verrà utilizzata da tutte le applicazioni che fanno uso della specifica i18n-. Vedere inoltre locale.gen più sotto per le opzioni disponibili. Il default è ovviamente settato sull'Inglese</p>
+
<p><strong>LOCALE:</strong> Questo imposta la lingua del sistema, che verr&agrave; utilizzata da tutte
 +
le applicazioni che fanno uso della specifica i18n-. Vedere inoltre locale.gen
 +
pi&ugrave; sotto per le opzioni disponibili. Il default &egrave; ovviamente impostato
 +
sull'Inglese</p>
  
<p><strong>HARDWARECLOCK:</strong> Metti UTC se il tuo orologio di sistema del BIOS è configurato su UTC, oppure metti localtime se
+
<p><strong>HARDWARECLOCK:</strong> Mettere UTC se l'orologio di sistema del BIOS &egrave; impostato
il tuo orologio di sistema è configurato sulla tua ora locale. Se hai un sistema operativo che non può gestire l'ora UTC del BIOS (come Windows), scegli localtime, mentre in caso contrario UTC è preferibile, poichè cambierà automaticamente l'ora solare\legale oltre ad avere altri piccoli aspetti positivi.</p>
+
su UTC, oppure localtime se l'orologio di sistema &egrave; impostato sull'ora locale.
 +
Se si ha un sistema operativo che non pu&ograve; gestire l'ora UTC
 +
del BIOS (come Windows), scegliere localtime, mentre in caso contrario UTC &egrave;
 +
preferibile, poich&acute; cambier&agrave; automaticamente l'ora solare\legale oltre ad avere
 +
qualche altro aspetto positivo.</p>
  
<p><strong>USEDIRECTISA:</strong> Se impostato a "yes" dirà al hwclock di usare specifiche istruzioni I/O per accedere all'orologio hardware. Altrimenti hwclock tenterà di usare il dispositivo /dev/rtc che riterrà essere governato dal driver del dispositivo rtc. Quest'impostazione, di base "no", va bene per le persone che non usano una macchina ISA.</p>
+
<p><strong>USEDIRECTISA:</strong> Se impostato a "yes" dir&agrave; al hwclock di usare specifiche
 +
istruzioni I/O per accedere all'orologio hardware. Altrimenti hwclock tenter&agrave;
 +
di usare il dispositivo /dev/rtc che riterr&agrave; essere governato dal driver del
 +
dispositivo rtc. Quest'impostazione, di base "no", va bene per le persone che
 +
non usano una macchina ISA.</p>
  
<p><strong>TIMEZONE:</strong> Specifica qui il tuo fuso orario. Le opzioni possibili, sono i path relativi ad un file di fuso orario presente nella cartella /usr/share/zoneinfo. Per esempio, il fuso orario per la Germania sarà 'Europe/Berlin', che fa riferimento al file
+
<p><strong>TIMEZONE:</strong> Specifica il fuso orario. Le opzioni possibili sono i percorsi
/usr/share/zoneinfo/Europe/Berlin. Se non conosci il fuso orario corretto per la zona in cui ti trovi, non preoccupatene ora, ma rimanda pure questa configurazione.</p>
+
relativi a un file di fuso orario presente nella cartella /usr/share/zoneinfo.
 +
Per esempio, il fuso orario per la Germania sar&agrave; 'Europe/Berlin', che fa
 +
riferimento al file /usr/share/zoneinfo/Europe/Berlin. Se non si conosce il
 +
nome esatto del file del fuso orario di appartenenza, si pu&ograve; impostarlo in un
 +
altro momento.</p>
  
<p><strong>KEYMAP:</strong> Definisce la mappa dei tasti da caricare col programma loadkeys al boot del sistema. Possibili mappe dei tasti si trovano in /usr/share/kbd/keymaps. Considera che questo settaggio è valido solo nell'ambiente TTY, non per tutti i window managers o per l'intero X server! L'impostazione di default è per la tastiera americana.</p>
+
<p><strong>KEYMAP:</strong> Definisce la mappa dei tasti da caricare col programma loadkeys
 +
all'avvio del sistema. Possibili mappe di tasti si trovano in /usr/share/kbd/
 +
keymaps. Si consideri che questa configurazione &egrave; valida solo nell'ambiente  
 +
TTY, non per i window manager grafici o per X! L'impostazione di default
 +
&egrave; per la tastiera americana.</p>
  
<p><strong>CONSOLEFONT:</strong> Indica il font da utilizzare per la console, che verrà caricato al boot con il comando setfont. Possibili font da utilizzare si trovano in /usr/share/kbd/consolefonts.</p>
+
<p><strong>CONSOLEFONT:</strong> Definisce il font da utilizzare per la console, che verr&agrave;
 +
caricato all'avvio con il comando setfont. Possibili font da utilizzare si
 +
trovano in /usr/share/kbd/consolefonts.</p>
  
<p><strong>CONSOLEMAP:</strong> Indica la mappa dei caratteri da caricare con il programma setfont durante il bootup. Le mappe possibili si trovano in /usr/share/kbd/consoletrans.Potresti voler indicare una mappa adatta al tuo locale (8859-1 per Latin1, per esempio) se hai definito un locale utf8 sopra, e usi programmi che generano output a 8-bit. Se utilizzi X per il lavoro di tutti i giorni, puoi anche ignorare questo settaggio, visto che influisce solo sull'output dei programmi GNU\Linux da console.</p>
+
<p><strong>CONSOLEMAP:</strong> Definisce la mappa dei caratteri per la console da caricare con
 +
il programma setfont all'avvio. Le mappe possibili si trovano in  
 +
/usr/share/kbd/consoletrans. Impostare una mappa adatta al proprio locale
 +
(8859-1 per Latin1, per esempio) se &egrave; stato definito un locale utf8, e si usano
 +
programmi che generano output a 8-bit. Se si utilizza X per il lavoro di tutti
 +
i giorni si pu&ograve; anche ignorare questa configurazione, visto che influisce solo
 +
sull'output dei programmi GNU\Linux da console.</p>
  
<p><strong>USECOLOR:</strong> Abilita (o disabilita) i messaggi di stato colorati durante la fase di inizializzazione del sistema.</p>
+
<p><strong>USECOLOR:</strong> Abilita (o disabilita) i messaggi di stato colorati durante la
 +
fase di inizializzazione del sistema.</p>
  
<p><strong>MOD_AUTOLOAD:</strong> Se impostato su "yes", udev scansionerà il vostro hardware durante l'inizializzazione e tenterà di caricare automaticamente i moduli appropriati. Se è impostato "no" non lo farà.</p>
+
<p><strong>MOD_AUTOLOAD:</strong> Se impostato su "yes", udev sar&agrave; abilitato a caricare
 +
automaticamente i moduli appropriati durante l'inizializzazione. Se &egrave; impostato
 +
su "no" non lo far&agrave;.</p>
  
<p><strong>MODULES:</strong> In questa sezione puoi elencare i nomi dei moduli che vuoi caricare durante l'avvio, senza dover legarli ad una particolare periferica hardware come nel file modprobe.conf. Semplicemente, aggiungi il nome del modulo qui, e metti le eventuali opzioni nel file modprobe.conf. Apponendo un ('!') davanti al nome del modulo farà si che esso non venga caricato.</p>
+
<p><strong>MODULES:</strong> In questa sezione si possono elencare i nomi dei moduli che si
 +
vogliono caricare all'avvio, senza doverli legare a un particolare dispositivo
 +
hardware come nel file modprobe.conf. &Egrave; sufficiente aggiungere il nome del
 +
modulo qui, e inserire le eventuali opzioni nel file modprobe.conf. Apponendo
 +
un punto esclamativo ('!') davanti al nome del modulo si eviter&agrave; che venga  
 +
caricato.</p>
  
<p><strong>USELVM:</strong> Imposta "yes" per eseguire un vgchange durante il sysinit, così come attivare qualsiasi gruppo LVM.</p>
+
<p><strong>USELVM:</strong> Imposta "yes" per eseguire un vgchange durante il sysinit,
 +
attivando cos&igrave; qualsiasi gruppo LVM.</p>
  
<p><strong>HOSTNAME:</strong> Indica qui il nome della macchina, senza la parte del dominio. Questo nome è completamente a tua scelta, sempre che ti limiti a lettere, numeri e pochi altri caratteri speciali come la barra.</p>
+
<p><strong>HOSTNAME:</strong> Indicare qui il nome di host della macchina, senza la parte del  
 +
dominio. Questo nome &egrave; a totale scelta dell'utente, sempre che si limiti a  
 +
lettere, numeri e pochi altri caratteri speciali come il trattino.</p>
  
<p><strong>INTERFACES:</strong> Definisci qui le impostazioni delle tue interfacce di rete. Le righe di default e i commenti inclusi sono abbastanza autoesplicativi. Se usi il DHCP, 'eth0="dhcp"' dovrebbe funzionare. Se invece non lo utilizzi, tieni solo a mente che il valore della variabile (il cui nome deve essere uguale al nome della periferica di rete che intendi configurare) sarà uguale alla lista di opzioni che si dovrebbe accodare al comando ifconfig nel caso in cui tu stia configurando la periferica manualmente da console.</p>
+
<p><strong>INTERFACES:</strong> Definire qui le impostazioni delle interfacce di rete. Le
 +
righe di default e i commenti inclusi sono abbastanza autoesplicativi. Se si
 +
usa il DHCP, 'eth0="dhcp"' dovrebbe funzionare. Se invece non lo si utilizza,
 +
si tenga a mente che il valore della variabile (il cui nome deve essere uguale
 +
al nome del dispositivo di rete che si intende configurare) sar&agrave; uguale alla
 +
lista di opzioni che si dovrebbe accodare al comando ifconfig se si dovesse
 +
configurare il dispositivo manualmente nella shell.</p>
  
<p><strong>ROUTES:</strong> Qui puoi definire le tue routes statiche con un nome casuale.
+
<p><strong>ROUTES:</strong> Vengono definiti qui gli instradamenti statici della rete con un
Per avere un'idea, guarda l'esempio per un gateway predefinito.
+
nome arbitrario. Per avere un'idea si veda l'esempio per un gateway predefinito.
Fondamentalmente la parte tra apici è identica a cosa vorresti
+
Fondamentalmente la parte tra apici &egrave; identica quello che si passerebbe a un
passare a un normale comando add di route, quindi è consigliabile
+
comando add di route dato manualmente, quindi &egrave; consigliabile una lettura alla
una lettura al man di route se non sai cosa scrivere qui, o
+
pagina man di route, o semplicemente lasciare vuota questa voce.</p>
semplicemente lascia vuoto.</p>
+
  
<p><strong>[/index.php/Network_Profiles  NET_PROFILES]:</strong> Abilita specifici profili di rete all'avvio. I profili di rete
+
<p><strong>[/index.php/Network_Profiles  NET_PROFILES]:</strong> Abilita specifici profili di rete all'avvio. I profili
forniscono una vantaggiosa via per la gestione di multiple configurazioni
+
di rete forniscono una vantaggiosa via per la gestione di configurazioni di  
di rete, e sono pensate per sostituire la configurazione standard
+
rete multiple, e sono pensate per sostituire la configurazione standard  
INTERFACES/ROUTES che è ancora consigliata per sistemi con solo una
+
INTERFACES/ROUTES che &egrave; ancora consigliata per sistemi con una sola
configurazione di rete. Se il tuo computer farà parte di varie reti
+
configurazione di rete. Se il computer far&agrave; parte di varie reti in momenti
in momenti diversi (ad esempio un notebook) allora dovresti dare uno sguardo
+
diversi (ad esempio un portatile), si consiglia di dare uno sguardo alla
alla cartella /etc/network-profiles/ per impostare qualche profilo.
+
cartella /etc/network-profiles/ per impostare qualche profilo. Nella cartella  
Nella cartella c'è un file modello che può essere usato per creare
+
c'&egrave; un file modello che pu&ograve; essere usato per creare nuovi profili. In questo
nuovi profili. In questo caso serve il pacchetto netcfg.</p>
+
caso serve il pacchetto netcfg.</p>
  
<p><strong>DAEMONS:</strong> Questo array è semplicemente una lista dei nomi degli script
+
<p><strong>DAEMONS:</strong> Questo array &egrave; semplicemente una lista dei nomi degli script  
contenuti in /etc/rc.d/ che si vuole siano lanciati durante
+
contenuti in /etc/rc.d/ che si ritiene debbano essere eseguiti durante il
il processo di avvio. Se il nome di uno script è preceduto da
+
processo di avvio. Se il nome di uno script &egrave; preceduto da un punto esclamativo
un punto esclamativo (!), non sarà eseguito. Se uno script è
+
(!), non sar&agrave; eseguito. Se uno script &egrave; preceduto dalla simbolo della
preceduto dalla simbolo della chiocciola (@), allora sarà
+
chiocciola (@), sar&agrave; eseguito in background, ovvero la sequenza d'avvio non
eseguito in background, ovvero la sequenza d'avvio non attenderà
+
attender&agrave; il completamento prima di continuare. Solitamente non &egrave; necessario  
il completamento prima di continuare. Solitamente non è necessario
+
cambiare i valori predefiniti per avere un sistema funzionante, ma si dovr&agrave;
cambiare i valori predefiniti per avere un sistema funzionante,
+
modificare questo array nel caso che siano installati servizi di sistema
ma dovrai modificare questo array nel caso
+
come sshd, e si voglia farli partire automaticamente all'avvio.</p>
avessi installato un servizio di sistema come sshd,
+
e volessi che questo parta automaticamente all'avvio.</p>
+
  
 
<p><strong>[http://wiki.archlinux.org/index.php/Fstab  /etc/fstab]</strong></p>
 
<p><strong>[http://wiki.archlinux.org/index.php/Fstab  /etc/fstab]</strong></p>
  
<p>Le impostazioni relative ai filesystem e ai punti di montaggio sono inserite in questo file. L'installer dovrebbe aver già creato le voci necessarie. Controlla che siano complete e corrette.</p>
+
<p>Le impostazioni relative ai filesystem e ai punti di montaggio sono inserite in
 +
questo file. L'installer dovrebbe aver gi&agrave; creato le voci necessarie.
 +
Assicurarsi che siano complete e corrette.</p>
  
 
<p><strong>/etc/mkinitcpio.conf</strong></p>
 
<p><strong>/etc/mkinitcpio.conf</strong></p>
  
<p>Questo file ti permette di perfezionare l'iniziale ramdisk per il tuo sistema. La ramdisk è un'immagine compressa letta dal kernel durante la fase di boot. Il suo scopo è di caricare il sistema fino all'accesso nel filesystem di root. Questo significa che deve caricare tutti i moduli necessari a individuare cose come unità IDE, SCSI, o SATA (oppure USB/FW se stai effettuando il boot da unità USB). Una volta che il ramdisk ha caricato i moduli corretti, sia direttamente che tramite udev, il controllo passa al sistema Arch e la fase di boot continua. Per questo motivo, il ramdisk deve contenere solamente i moduli necessari ad accedere alla partizione root. Non serve che contenga moduli che non userai mai. La maggior parte dei moduli usati quotidianamente difatti sarà caricata da udev successivamente, durante il processo init.</p>
+
<p>Questo file permette di perfezionare l'iniziale ramdisk per il sistema. Il
 +
ramdisk &egrave; un'immagine compressa letta dal kernel durante la fase di avvio. Il
 +
suo scopo &egrave; di caricare il sistema fino all'accesso nel filesystem di root.
 +
Questo significa che deve caricare tutti i moduli necessari a individuare cose
 +
come unit&agrave; IDE, SCSI, o SATA (oppure USB/FW se si avvia da unit&agrave; USB/FW). Una
 +
volta che il ramdisk ha caricato i moduli corretti, sia manualmente che tramite
 +
udev, il controllo passa al sistema Arch e la fase di avvio continua. Per  
 +
questo motivo, il ramdisk deve contenere solamente i moduli necessari ad  
 +
accedere al filesystem root. Non serve che contenga moduli che non verranno
 +
mai usai. La maggior parte dei moduli usati quotidianamente difatti sar&agrave;
 +
caricata da udev successivamente, durante il processo init.</p>
  
<p>Di base, mkinitcpio.conf è configurato per caricare tutti i moduli per sistemi IDE,SCSI o SATA attraverso il cosidetto HOOK. L'installazione dovrebbe inoltre aver inserito hooks come crypt, lvm, keymap e usbinput se necessario. Ciò significa che l'initrd di base dovrebbe funzionare in tutti i casi. Puoi editare mkinitcpio.conf e rimuovere gli HOOK (per es. IDE;SCSI;RAID;USB ecc) che non servono. Puoi andare anche oltre nella personalizzazione specificando i moduli esatti che servono nel parametro MODULES rimuovendo quindi ulteriori hooks, ma occorre procedere con molta cautela.</p>  
+
<p>Di default, mkinitcpio.conf &egrave; configurato per caricare tutti i moduli per
 +
sistemi IDE,SCSI o SATA attraverso i cosidetti HOOK. L'installazione dovrebbe
 +
inoltre aver inserito hook come crypt, lvm, keymap e usbinput se necessario.
 +
Ci&ograve; significa che l'initrd predefinito dovrebbe funzionare in tutti i casi. &Egrave;
 +
possibile modificare mkinitcpio.conf e rimuovere gli HOOK di sottosistema (per
 +
es. IDE;SCSI; RAID;USB ecc) che non servono.
 +
Si pu&ograve; andare anche oltre nella personalizzazione specificando i moduli esatti
 +
che servono nell'array MODULES rimuovendo quindi ulteriori hook, ma occorre
 +
procedere con molta cautela.</p>
  
<p>Se usi RAID nel filesystem di root, dovrai configurare le specifiche RAID che si trovano alla fine. Dai uno sguardo alle pagine Wiki RAID e mkinitcpio per ulteriori informazioni. Se non usi una tastiera americana, dovresti anche aggiungere l'hook chiamato 'keymap', oltrechè l'hook 'usbinput' se usi una tastiera collegata tramite USB.</p>
+
<p>Se si usa RAID nel filesystem di root, si dovranno configurare le specifiche
 +
RAID che si trovano alla fine. Si vedano le pagine wiki relative a RAID e
 +
mkinitcpio per ulteriori informazioni. Se non si usa una tastiera americana
 +
si dovrebbe anche aggiungere l'hook chiamato 'keymap', oltrech&egrave; l'hook
 +
'usbinput' se si usa una tastiera collegata tramite USB.</p>
  
 
<p><strong>/etc/modprobe.d/modprobe.conf</strong></p>
 
<p><strong>/etc/modprobe.d/modprobe.conf</strong></p>
  
<p>Questo parametro fornisce indicazioni al kernel su quali moduli caricare per i dispositivi di sistema, e quali opzioni applicarvi. Ad esempio, per far si che il kernel carichi il modulo ethernet per Realtek 8139 quando avvia il network (ad es. quando prova a configurare eth0), usa queste linee:</p>
+
<p>Questo parametro fornisce indicazioni al kernel su quali moduli caricare per i
 +
dispositivi di sistema, e quali opzioni applicarvi. Ad esempio, per far si che
 +
il kernel carichi il modulo ethernet per Realtek 8139 quando avvia la rete
 +
(ad es. quando prova a configurare eth0), usare queste linee:</p>
  
 
<pre><code> alias eth0 8139too
 
<pre><code> alias eth0 8139too
 
</code></pre>
 
</code></pre>
  
<p>La maggior parte delle persone non hanno necessità di modificare questo file.</p>
+
<p>La maggior parte delle persone non hanno necessit&agrave; di modificare questo file.</p>
  
 
<p><strong>/etc/resolv.conf</strong></p>
 
<p><strong>/etc/resolv.conf</strong></p>
  
<p>Modifica questo file per configurare il tuo (i tuoi) principale nameserver. Di base dovrebbe apparire così:</p>
+
<p>Utilizzare questo file per configurare manualmente il nameserver (o i
 +
nameserver) preferito. Di base dovrebbe apparire cos&igrave;:</p>
  
 
<pre><code> search domain.tld
 
<pre><code> search domain.tld
Line 450: Line 721:
 
</code></pre>
 
</code></pre>
  
<p>Modifica domain.tld e l'indirizzo ip con i tuoi parametri. Il dominio di ricerca indica automaticamente il dominio che viene raggiunto da hostname non definiti.
+
<p>Sostituire domain.tld e l'indirizzo ip con i propri parametri. Il c.d. dominio
Modificandolo, un ping myhost diverrà effettivamente un ping myhost.domain.tld con i valori sopra specificati. Questi parametri non sono tuttavia molto importanti e la maggior parte delle persone dovrebbe lasciarli così come sono. Se usi DHCP, questo file verrà modificato con i parametri corretti automaticamente quando si stabilisce la connessione, quindi puoi ignorare tranquillamente questo file.</p>
+
di ricerca indica il dominio predefinito che viene aggiunto ai nomi di host non
 +
definiti. Impostandolo, un ping myhost diverr&agrave; in realt&agrave; un ping
 +
myhost.domain.tld con i valori sopra specificati. Questi parametri non sono
 +
tuttavia molto importanti e la maggior parte delle persone dovrebbe lasciarli
 +
cos&igrave; come sono. Se si usa DHCP, questo file verr&agrave; modificato con i parametri
 +
corretti automaticamente quando si stabilisce la connessione, quindi si pu&ograve;
 +
ignorare tranquillamente questo file.</p>
  
 
<p><strong>/etc/hosts</strong></p>
 
<p><strong>/etc/hosts</strong></p>
  
<p>Qui è dove componi l'associazione hostname/ip del computer nella rete. Se un hostname non è riconosciuto dal tuo DNS, puoi aggiungerlo qui per farlo riconoscere correttamente, o per sovrascrivere le risposte del DNS. Normalmente non hai bisogno di modificare nulla qui, ma potresti volerci aggiungere l'hostname e l'hostname+dominio della macchina locale, risolvendo l'IP dell'interfaccia network. Alcuni servizi altrimenti, come ad esempio postfix, fallirebbero. Se non sai cosa stai facendo lascia il file così com'è e documentati con man hosts.</p>
+
<p>In questo file vengono definite le associazioni tra i nomi di host e gli
 +
indirizzi ip dei computer nella rete. Se un nome di host non &egrave; riconosciuto
 +
dal proprio DNS, si pu&ograve; aggiungerlo qui per permetterne la corretta
 +
risoluzione, o per sovrascrivere le risposte del DNS. Normalmente non si ha
 +
bisogno di modificare nulla, ma &egrave; sempre meglio aggiungere il nome di host e
 +
il nome di host+dominio della macchina locale per risolvere l'IP
 +
dell'interfaccia di rete. Altrimenti alcuni servizi, come ad esempio postfix,
 +
fallirebbero. Se si &egrave; sicuri &egrave; meglio lasciare il file cos&igrave; com'&egrave; e finch&acute; non
 +
ci si &egrave; documentati con man hosts.</p>
  
 
<p><strong>/etc/hosts.deny</strong></p>
 
<p><strong>/etc/hosts.deny</strong></p>
  
<p>Questo file nega l'accesso a servizi network. Di base tutti i servizi network sono negati.</p>
+
<p>Questo file nega l'accesso a servizi di rete. Di default tutti i servizi di
 +
rete non sono autorizzati.</p>
  
 
<pre><code> ALL: ALL: DENY
 
<pre><code> ALL: ALL: DENY
Line 466: Line 752:
 
<p><strong>/etc/hosts.allow</strong></p>
 
<p><strong>/etc/hosts.allow</strong></p>
  
<p>Questo file permette gli accessi ai servizi network. Inserisci qui i servizi che vuoi permettere. Ad esempio per permettere alle tue macchine di connetterti via ssh:</p>
+
<p>Questo file permette gli accessi ai servizi di rete. Inserire qui i servizi ai
 +
quali si vuol permettere l'accesso. Ad esempio per autorizzare tutte le
 +
macchine a connettersi via ssh:</p>
  
 
<pre><code> sshd: ALL: ALLOW
 
<pre><code> sshd: ALL: ALLOW
Line 473: Line 761:
 
<p><strong>/etc/locale.gen</strong></p>
 
<p><strong>/etc/locale.gen</strong></p>
  
<p>Questo file contiene una lista di tutti i locales e charsets a tua disposizione. Quando scegni un LOCALE nel tuo /etc/rc.conf o quando avvi un programma, viene richiesto di decommentare il locale corrispettivo in questo file, in modo tale da creare una versione “compilata” disponibile al sistema, e lanciando il comando locale-gen da root per generare tutti i locale decommentati e per inserirli poi al loro posto. Dovresti decommentare tutti i locales che intendi usare.</p>
+
<p>Questo file contiene una lista dei locale supportati e dei set di caratteri
 +
disponibili. Quando si sceglie un LOCALE nel file /etc/rc.conf o quando si
 +
avvia un programma, viene richiesto di decommentare il locale corrispondente in
 +
questo file, in modo tale da creare una versione “compilata” disponibile al
 +
sistema; col il comando locale-gen da root vengono generati tutti i locale
 +
ecommentati e inseriti poi al loro posto. Si dovrebbero decommentare tutti i
 +
locale che si intendono usare.</p>
  
<p>Durante il processo d'installazione, non hai bisogno di avviare locale-gen manualmente, ma cià accadrà automaticamente dopo aver salvato i tuoi cambiamenti a questo file. Di base, sono abilitati tutti i locales in linea con le impostazioni LOCALE del file rc.conf .
+
<p>Durante il processo d'installazione non c'&egrave; bisogno di eseguire locale-gen
Per usare senza difficoltà il sistema dovresti decommentare, in questo file, almeno il locale che utilizzi nel tuo rc.conf.</p>
+
manualmente; verr&agrave; fatto automaticamente dopo il salvataggio delle modifiche a
 +
questo file. Di default, sono abilitati tutti i locale in linea con le
 +
impostazioni LOCALE del file rc.conf. Per usare senza difficolt&agrave; il sistema si
 +
dovrebbe decommentare, in questo file, almeno il locale utilizzato in rc.conf.</p>
  
 
<p><strong>/etc/pacman.d/mirrorlist</strong></p>
 
<p><strong>/etc/pacman.d/mirrorlist</strong></p>
  
<p>Questo file contiene una lista di server dai quali pacman scaricherà i pacchetti dei repositories ufficiali Arch Linux. I servers verranno interrogati nell'ordine in cui sono elencati. La macro $repo viene generata automaticamente da pacman sulla base del repository (core, extra, community o testing).</p>
+
<p>Questo file contiene una lista di server dai quali pacman scaricher&agrave; i
 +
pacchetti dei repository ufficiali Arch Linux. I server verranno interrogati
 +
nell'ordine in cui sono elencati. La macro $repo viene espansa automaticamente
 +
da pacman a seconda del repository (core, extra, community o testing).</p>
  
<p>Se stai effettuando un'installazione FTP, il mirror dal quale hai scaricato i pacchetti verrà aggiunto in cima alla lista, in modo tale da essere usato come il server di base nel tuo nuovo sistema Arch Linux.</p>
+
<p>Se si sta effettuan do un'installazione FTP, il mirror utilizzato per
 +
scaricare i pacchetti verr&agrave; aggiunto in cima alla lista, in modo tale da
 +
essere usato come server di default nel nuovo sistema Arch Linux.</p>
  
 
<p><strong>/etc/pacman.conf</strong></p>
 
<p><strong>/etc/pacman.conf</strong></p>
  
<p>Qui puoi specificare i parametri di pacman come i repositories da utilizzare.</p>
+
<p>Qui possono essere specificati i parametri di pacman, come i repository da utilizzare.</p>
  
<p><strong>Impostare la Password di Root</strong></p>
+
<p><strong>Impostare la password di root</strong></p>
  
<p>A questo punto devi scegliere la password di root per il tuo sistema. Scegli la password con cura, preferibilmente usando un insieme di caratteri alfanumerici e speciali, dal momento che questa password ti permetterà di modificare le parti più critiche del tuo sistema.</p>
+
<p>A questo punto si deve scegliere la password di root per il sistema. Scegli
 +
la password con cura, preferibilmente usando un insieme di caratteri
 +
alfanumerici e speciali, dal momento che questa password permetter&agrave; di
 +
modificare le parti pi&ugrave; critiche del sistema.</p>
  
<p>Quando hai finito di editare i file di configurazione, scegli Return per tornare al menu principale. Il setup rigenererà il ramdisk iniziale per abilitare i cambiamenti fatti a mkinitcpio.conf.</p>
+
<p>Una volta finito di editare i file di configurazione, scegliere Return per
 +
tornare al menu principale. Il setup rigenerer&agrave; il ramdisk iniziale per
 +
abilitare i cambiamenti fatti a mkinitcpio.conf.</p>
  
<h4>Installare un Bootloader</h4>
+
<p>Installare un Bootloader</p>
  
<p>Adesso verrà installato un bootloader sul disco fisso, GRUB o nessuno nel caso se ne abbia uno già installato e si desideri utilizzare quello. Se si sceglie di installare GRUB, lo script setup chiederà di esaminare il file di configurazione appropriato per confermare le impostazioni corrette.</p>
+
<p>Adesso verr&agrave; installato un bootloader sul disco fisso, GRUB o nessuno nel caso
 +
se ne abbia uno gi&agrave; installato e si desideri utilizzare quello. Se si sceglie
 +
di installare GRUB, lo script setup chieder&agrave; di esaminare il file di
 +
configurazione appropriato per confermare le impostazioni corrette.</p>
  
 
<p><strong>/boot/grub/menu.lst</strong></p>
 
<p><strong>/boot/grub/menu.lst</strong></p>
  
<p>Se si decide di usare GRUB si dovrebbe controllare e modificare questo file per adattare/regolare la configurazione di avvio, altrimenti si dovrà modificare il file di configurazione del bootloader esistente. Questo file si trova già precompilato dall'installatore usando le voci UUID; potrebbe essere necessario cambiare queste voci nel caso in cui si fossero dovute cambiare nel file fstab.</p>
+
<p>Se si decide di usare GRUB si dovrebbe controllare e modificare questo file
 +
per regolare la configurazione di avvio, altrimenti si dovr&agrave; modificare il
 +
file di configurazione del bootloader esistente. Questo file si trova gi&agrave;
 +
preconfigurato dall'installatore usando le voci UUID; potrebbe essere
 +
necessario cambiare queste voci nel caso in cui si fossero dovute cambiare
 +
nel file fstab.</p>
  
<p>Dopo aver verificato la correttezza della configurazione del bootloader, verrà richiesta una partizione su cui installare il bootloader. A meno che non si stia utilizzando un altro boot loader, è necessario installare GRUB nel MBR del disco, che di solito è rappresentato dal nome del dispositivo senza un numero suffisso. (es: /dev/sda)</p>
+
<p>Dopo aver verificato la correttezza della configurazione del bootloader, verr&agrave;
 +
richiesta una partizione su cui installare il bootloader. A meno che non si
 +
stia utilizzando un altro boot loader, &egrave; necessario installare GRUB nel MBR
 +
del disco, che di solito &egrave; rappresentato dal nome del dispositivo senza un
 +
numero suffisso. (es: /dev/sda)</p>
  
 
<h4>Uscire dall'installazione</h4>
 
<h4>Uscire dall'installazione</h4>
  
<p>Uscire dall'installazione, rimuoveve il dispositivo usato per l'installazione (CD-ROM o disco USB), digitare reboot alla console, premere invio ed incrociare le dita!</p>
+
<p>Uscire dall'installazione, rimuoveve il supporto usato per l'installazione,
 +
digitare reboot alla console, premere invio e incrociare le dita!</p>
  
<h3>Procedura d'Installazione Automatica</h3>
+
<h3>Procedura d'installazione automatica</h3>
  
<p>Con la procedura di installazione automatica, è possibile fare installazioni automatiche tramite script. Vedere [#Aif_the_installation_tool 2.3 AIF, il programma di installazione].
+
<p>Con la procedura di installazione automatica, &egrave; possibile fare installazioni
In /usr/share/aif/examples si troveranno esempi che non hanno bisogno di nessuna modifica o quasi per installare il sistema:</p>
+
automatiche tramite script.
 +
Vedere [#Aif_the_installation_tool 2.3 AIF, il programma di installazione].  
 +
In /usr/share/aif/examples si troveranno profili di esempio che non hanno  
 +
bisogno di nessuna modifica o quasi per installare il sistema:</p>
  
 
<ul>
 
<ul>
 
<li>generic-install-on-sda
 
<li>generic-install-on-sda
in questo file vengono impostate alcune cose che si possono fare durante l'installazione (aggiungere di pacchetti personalizzati, impostare il fuso orario, aggiornare i file di configurazione, ecc)
+
in questo file vengono impostate alcune cose che si possono fare durante
Esso definisce una semplice installazione (con una struttura simile a quella che si ottiene
+
l'installazione (aggiungere di pacchetti personalizzati, impostare il fuso
con Auto-prepare) su /dev/sda</li>
+
orario, aggiornare i file di configurazione, ecc).Configura una semplice
 +
installazione (con una struttura simile a quella che si ottiene con
 +
Auto-prepare) su /dev/sda</li>
 
<li>fancy-install-on-sda
 
<li>fancy-install-on-sda
molto simile a quello generico-install-on-sda,
+
molto simile a generic-install-on-sda, ma installa un sistema con  
ma installa un sistema con supporto a filesystem crittografati (LVM / dm_crypt) su /dev/sda</li>
+
supporto a filesystem crittografati (LVM / dm_crypt) su /dev/sda</li>
 
</ul>
 
</ul>
  
<p>Si noti che questi file sono semplici file di bash, quindi se si desidera definire per
+
<p>Si noti che questi file sono semplici file di bash, quindi se si desidera
esempio <code>SYNC_URL</code>, questo deve essere racchiuso tra apici singoli per evitare che bash espandi <code>$repo</code></p>
+
definire per esempio SYNC_URL, questo deve essere racchiuso tra apici singoli
 +
per evitare che bash espanda $repo</p>
  
<p>Richiamare come aif -p automatic -c /percorso/del/file/di/configurazione. Ovviamente, non si deve dimenticare di modificare il nome del disco rigido a meno che non si voglia usare /dev/sda.</p>
+
<p>Richiamare come aif -p automatic -c /percorso/del/file/di/configurazione.
 +
Ovviamente, non si deve dimenticare di modificare i nomi dei dischi rigidi a
 +
meno che non si voglia usare /dev/sda.</p>
  
 
<h4>Sintassi del file di configurazione</h4>
 
<h4>Sintassi del file di configurazione</h4>
  
<p>I file di configurazione saranno interpretati dalla shell bash, quindi devono contenere codice bash valido.</p>
+
<p>I file di configurazione saranno interpretati dalla shell bash, quindi devono  
 +
contenere codice bash valido.</p>
  
<p><strong>PARTIZIONI:</strong> Permette di definire le partizioni del proprio disco rigido, separate da spazi.</p>
+
<p><strong>PARTITIONS:</strong> Permette di definire le partizioni del proprio disco rigido,
 +
separate da spazi.</p>
  
 
<ul>
 
<ul>
<li>Prima viene il file del dispositivo per il disco rigido </li>
+
<li>prima viene il file del dispositivo per il disco rigido</li>
<li> quindi per ogni partizione che si desidera: dimensione in MiB (o '*' per tutto lo spazio restante), il tipo di filesystem e, facoltativamente, un '+' per selezionare il flag avviabile separate dai due punti (':')</li>
+
<li>quindi per ogni partizione che si desidera: dimensione in MiB (o '*' per
 +
tutto lo spazio restante), il tipo di filesystem e, facoltativamente, un '+'
 +
per selezionare il flag avviabile separate dai due punti (':')</li>
 
</ul>
 
</ul>
  
<p><strong>BLOCKDATA:</strong> In questa variabile multi-linea si può stabilire come ciascuna
+
<p><strong>BLOCKDATA:</strong> In questa variabile multiriga si pu&ograve; stabilire come ciascuna  
partizione dovrebbe essere usata. Studiare gli esempi per vedere come funziona.</p>
+
partizione dovrebbe essere usata. Studiare gli esempi per vedere  
 +
come funziona.</p>
  
 
<h3>Personalizzare l'installazione</h3>
 
<h3>Personalizzare l'installazione</h3>
  
<p>È inoltre possibile personalizzare l'installazione, scrivendo nuove procedure (o procedure derivate da quelle attuali) o file di configurazione per le procedure che lo supportano (automatico).
+
<p>&Egrave; inoltre possibile personalizzare l'installazione, scrivendo nuove procedure
Si hanno le librerie AIF a tua disposizione e si possono creare nuove librerie (vedi /usr/lib/aif).
+
(possibilmente derivate da quelle attuali) o file di configurazione per le
Consultare il file README di AIF per maggiori informazioni.</p>
+
procedure che lo supportano (p.es. automatico).
 +
Si hanno le librerie AIF a disposizione e si possono creare nuove librerie  
 +
(si veda /usr/lib/aif).
 +
Questo &egrave; in costante evoluzione. Consultare il file README di AIF per maggiori  
 +
informazioni.</p>
  
<h1>Il proprio nuovo sistema</h1>
+
<h1>Il nuovo sistema</h1>
  
<p>Se tutto è andato a buon fine, si può riavviare il sistema (assicurandosi che non si avvii di nuovo dallo stesso disco USB o dal CD-ROM).</p>
+
<p>Se tutto &egrave; andato a buon fine, si pu&ograve; riavviare il sistema (assicurandosi che  
 +
non si avvii di nuovo dallo stesso disco USB o dal CD-ROM).</p>
  
<p>Durante l'early userspace (la parte che viene immediatamente dopo il bootloader) vengono eseguiti gli hook (definiti in mkinitcpio.conf) necessari per ottenere il tuo filesystem radice. <br />
+
<p>Nel "early userspace" (la parte che viene immediatamente dopo il
Se si utilizza lvm, verrà eseguito l'hook lvm. Se si usa la crittografia, verrà eseguito sia l'hook keymap che l'hook encrypt in modo che si possa inserire la password per decrittare il volume.</p>
+
bootloader) vengono eseguiti gli hook (definiti in mkinitcpio.conf) necessari
 +
per ottenere il filesystem root.
 +
Se si utilizza lvm, verr&agrave; eseguito l'hook lvm. Se si usa la crittografia, verr&agrave;
 +
eseguito sia l'hook keymap che l'hook encrypt in modo che si possa inserire la
 +
password per decrittare il volume.</p>
  
<p>Quando il proprio sistema sarà avviato sarà possibile autenticarsi come root senza alcuna password (la prima cosa che consigliamo di fare è di impostarne una con il comando passwd).</p>
+
<p>Quando il sistema sar&agrave; avviato sar&agrave; possibile autenticarsi come root, senza
 +
alcuna password, ma nella procedura interattiva &egrave; possibile impostarne una.</p>
  
 
<h1>Ulteriori Informazioni</h1>
 
<h1>Ulteriori Informazioni</h1>
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<h2>Gestione dei pacchetti</h2>
 
<h2>Gestione dei pacchetti</h2>
  
<p>Pacman è un gestore di pacchetti che tiene traccia di tutto il software installato sul tuo sistema. Risolve automaticamente le dipendenze e usa archivi .tar.gz standard per tutti i pacchetti.
+
<p>Pacman &egrave; un gestore di pacchetti che tiene traccia di tutto il software
Di seguito vengono spiegare alcune operazioni ordinarie, che potresti dover utilizzare durante l'installazione, con i loro rispettivi comandi. Per una spiegazione più approfondita delle opzioni di pacman, leggere la sua pagina di manuale o consultare il wiki
+
installato sul sistema. Risolve automaticamente le dipendenze e usa
[http://wiki.archlinux.org/index.php/Pacman_(Italiano) Pacman (Italiano)].</p>
+
archivi in formato .tar.gz standard per tutti i pacchetti. Di seguito vengono  
 +
spiegate alcune operazioni ordinarie che si potrebbe aver bisogno di utilizzare
 +
durante l'installazione, con i loro rispettivi comandi. Per una spiegazione pi&ugrave;
 +
approfondita delle opzioni di pacman, leggere la sua pagina di manuale o
 +
consultare il wiki di Arch Linux [http://wiki.archlinux.org/index.php/Pacman_(Italiano) Wiki].</p>
  
 
<p><strong>Operazioni ordinarie:</strong></p>
 
<p><strong>Operazioni ordinarie:</strong></p>
Line 575: Line 922:
 
</ul>
 
</ul>
  
<p>Recupera un nuovo elenco dei pacchetti dai database remoti definiti
+
<p>Recupera un nuovo elenco dei pacchetti dai repository definiti nel file
nel file /etc/pacman.conf e lo decomprime nel database locale.</p>
+
/etc/pacman.conf e lo decomprime nel database locale.</p>
  
 
<ul>
 
<ul>
<li><p>Cercare un pacchetto</p>
+
<li><p>Cercare un pacchetto nei repository</p>
  
 
<p># pacman --sync --search <regexp></p>
 
<p># pacman --sync --search <regexp></p>
Line 586: Line 933:
 
</ul>
 
</ul>
  
<p>Cerca ogni pacchetto all'interno dei database remoti il cui nome o descrizione corrispondono con regexp.</p>
+
<p>Cerca ogni pacchetto all'interno dei database remoti il cui nome o descrizione  
 +
corrispondono con regexp.</p>
  
 
<ul>
 
<ul>
<li><p>Mostrare informazioni di un pacchetto dai database remoti</p>
+
<li><p>Mostrare informazioni di un pacchetto dal database del repository</p>
  
 
<p># pacman --sync --info foo</p>
 
<p># pacman --sync --info foo</p>
Line 596: Line 944:
 
</ul>
 
</ul>
  
<p>Mostra le informazioni dal database dei pacchetti sul pacchetto foo (dimensioni,
+
<p>Mostra le informazioni dal database dei pacchetti sul pacchetto foo  
data di costruzione, dipendenze, conflitti, ecc)</p>
+
(dimensioni, data di costruzione, dipendenze, conflitti, ecc)</p>
  
 
<ul>
 
<ul>
Line 607: Line 955:
 
</ul>
 
</ul>
  
<p>Recuperare e installare il pacchetto foo, completo di tutte le dipendenze che richiede.
+
<p>Recuperare e installare il pacchetto foo, completo di tutte le dipendenze che  
Prima di utilizzare qualsiasi opzione di sincronizzazione, assicuratevi di aggiornare la lista dei pacchetti.</p>
+
richiede. Prima di utilizzare qualsiasi opzione di sincronizzazione,
 +
assicurarsi di aver aggiornato la lista dei pacchetti.</p>
  
 
<ul>
 
<ul>
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<ul>
 
<ul>
<li><p>Controllare se un pacchetto è installato</p>
+
<li><p>Controllare se un pacchetto &egrave; installato</p>
  
 
<p># pacman --query foo</p>
 
<p># pacman --query foo</p>
Line 628: Line 977:
 
</ul>
 
</ul>
  
<p>Questo comando visualizzerà il nome e la versione del pacchetto foo solo se questo è installato nel sistema.</p>
+
<p>Questo comando visualizzer&agrave; il nome e la versione del pacchetto foo solo se  
 +
questo &egrave; installato nel sistema.</p>
  
 
<ul>
 
<ul>
<li><p>Mostrare informazioni di un pacchetto</p>
+
<li><p>Mostrare informazioni su un pacchetto specifico</p>
  
 
<p># pacman --query --info foo</p>
 
<p># pacman --query --info foo</p>
Line 638: Line 988:
 
</ul>
 
</ul>
  
<p>Mostra informazioni sul pacchetto installato foo (dimensione, data di installazione, data di costruzione, dipendenze, conflitti, ecc.)</p>
+
<p>Mostra informazioni sul pacchetto installato foo (dimensione, data di  
 +
installazione, data di costruzione, dipendenze, conflitti, ecc.)</p>
  
 
<ul>
 
<ul>
Line 658: Line 1,009:
 
</ul>
 
</ul>
  
<p>Questo comando mostra il nome e la versione del pacchetto che contiene il file passato come parametro con il percorso completo.</p>
+
<p>Questo comando mostra il nome e la versione del pacchetto che contiene il  
 +
file passato come parametro con il percorso completo.</p>
  
 
<h2>APPENDICE</h2>
 
<h2>APPENDICE</h2>
  
<p>Vedere [http://wiki.archlinux.org/index.php/Official_Arch_Linux_Install_Guide_Appendix_(Italiano) Official Arch Linux Install Guide Appendix (Italiano)]
+
<p>Vedere [http://wiki.archlinux.org/index.php/Official_Arch_Linux_Install_Guide_Appendix_(Italiano Official Arch Linux Install Guide Appendix (Italiano)])
per ulteriore documentazione che i nuovi utenti possono trovare utile.</p>
+
per ulteriore documentazione non ufficiale, che i nuovi utenti possono  
 +
trovare utile.</p>

Revision as of 22:11, 19 April 2010

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General installation documentation for the Arch Linux distribution.

This guide is only valid for release 2009.08 or newer.

This guide is maintained in aif git
Patches/comments are welcome on the arch releng mailing list or mail to dieter@archlinux.org

This guide is available in the /arch directory of release media and on The arch wiki

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Introduzione

Cos'è Arch Linux?

Arch Linux è una distribuzione Linux ottimizzata per architetture i686 e x86_64 sviluppata in maniera indipendente, originariamente basta sulle idee di CRUX. Lo sviluppo è focalizzato sul bilanciamento tra semplicità, eleganza, correttezza del codice e software aggiornato all'ultima versione. La sua leggerezza ed il suo design semplice la rendono facile da estendere e trasformare in qualsiasi tipo di sistema si stia costruendo.

Licenza

Arch Linux ed i suoi script sono copyright

2002-2007 Judd Vinet

2007-2009 Aaron Griffin

e sono rilasciati sotto GNU General Public License (GPL).

Pre-Installazione

Architetture

Arch Linux è ottimizzata per processori i686 e x86_64 e quindi non girerà su quasiasi tipo di processore x86 inferiore o incompatibile con questi ultimi (i386, i486 o i586). Sono richiesti processori Pentium Pro, Pentium II, AMD Athlon (K7) o superiori (tecnicamente, cpu senza le istruzioni cmov come l'AMD K6 ed il VIA C3 sono anch'esse i686, ma in questa distribuzione si utilizza gcc che si avvale di istruzioni cmov). Prima di installare Arch Linux, bisognerebbe decidere quale metodo di installazione si vuole utilizzare.

Immagini disponibili

Arch Linux fornisce immagini avviabili per:

  • Lettori Cd-Rom (formato ISO): funzionano su quasi tutti i tipi di macchina con un lettore cd-rom
  • Immagini USB (formato raw): funziona su qualunque sistema abilitato all'avvio da periferica USB.

Viene utilizzato il bootloader GRUB ma, per coloro i quali avessero dei problemi per il mancato caricamento di GRUB con determinati lettori Cd-Rom, vengono fornite anche delle immagini ISO col bootloader ISOLINUX. Ci sono due varianti per ogni tipo di supporto, che differiscono solo in termini di pacchetti forniti.

  • Le immagini "core" contengono uno "snapshot" dei pacchetti essenziali.
    Queste immagini sono ideali per chi ha una connessione internet lenta, o difficile da configurare.

  • Le immagini "net" non contengono alcun pacchetto, e useranno la connessione internet per installarli.
    Queste immagini sono preferibili in quanto al termine dell'installazione ci si ritroverà con un sistema aggiornato, e sono ideali per chi ha a disposizione una connessione veloce.

Si può impostare l'installer in modo da ottenere i pacchetti tramite una connessione (internet o di altro tipo) usando una di queste immagini, e ognuna di queste può anche essere utilizzata come ambiente di recupero completamente funzionante. Le immagini lavorano come un qualsiasi sistema Arch Linux regolarmente installato. Infatti sono esattamente la stessa cosa, solamente installate su CD o su un'immagine USB anzichè su di un disco fisso.
Includono l'intero set di pacchetti "base", così come vari programmi di utilità di rete e driver, e hanno il pacchetto AIF installato. Se nel corso della procedura si dovesse aver bisogno di qualcosa d'altro, basta installarlo tramite pacman sfruttando la connessione internet.
Una breve guida ai comandi di pacman è disponibile alla fine di questa pagina.

AIF, lo strumento di installazione

Arch Linux utilizza AIF, 'Arch Linux Installation Framework', per eseguire l'installazione.
Questo strumento - scritto in Bash - consiste in alcune librerie per eseguire varie attività (installazione di pacchetti, preparazione del disco etc.) e alcune c.d. procedure che usano queste librerie per fornire un semplice mezzo di installazione o per eseguire porzioni di procedura correlate più piccole ('procedure parziali'). Le seguenti procedure sono fornite di default:

  • interattiva: una procedura d'installazione interattiva, che pone alcuni quesiti all'utente, lo guida durante l'installazione e lo aiuta a configurare il sistema finale modificando automaticamente alcune impostazioni in base alle scelte effettuate in precedenza (ad es. impostazioni di rete). Il sistema installato avrà inizialmente solo un set di pacchetti "base" personalizzabile con tutti gli strumenti e i driver di cui si ha bisogno per essere connessi in rete. Una volta avviato correttamente il sistema installato, si potrà eseguire un aggiornamento totale del sistema e l'installazione di altri pacchetti desiderati. (richiamata da /arch/setup)
  • automatica: una procedura automatizzata, con un interazione con l'utente tendente a zero.
    Utilizza profili predefiniti per la configurazione del sistema. Si vedano i file con i profili d'esempio nella directory /usr/share/aif/examples/. Gli esempi rappresentano alcuni scenari generici, ma si è liberi di modificarli nel caso si volessero installare ulteriori pacchetti, apportare modifiche alle configurazioni, etc.
  • base: installazione di base, con poca interazione con l'utente, e alcune configurazioni standard.
    Questa procedura è utilizzata dalle altre per ereditarietà, NON è stata creata per essere utilizzata direttamente dall'utente finale.
  • parziale-configurazione della rete: riprende i passi della procedura
    interattiva relativamente alla configurazione della rete, per dare assistenza per la configurazione della rete nell'ambiente live parziale-dischi: esegue il sottosistema disco o un ripristino parziale-keymap: cambia le configurazioni di mappatura della tastiera o dei font della console (richiamata dal comando km)

L'utilità di procedure come parziale-keymap e parziale-configurazione-della-rete rispetto all'utilizzo diretto di strumenti quali loadkeys o ifconfig sta nel fatto che, al momento di eseguire la procedura interattiva, verrà richiesto se applicare o meno queste impostazioni ai file di configurazione del sistema finale.

Se si vuole andare oltre, si può anche:

  • scrivere le proprie procedure da zero o sovrascrivendo alcune parti di procedure già esistenti
  • scrivere le proprie librerie, in modo da fornire nuove e riusabili funzionalità
  • creare le proprie configurazioni per le procedure che le supportano (ad es. automatica)

Per maggiori informazioni, consultare il README di AIF.

Ottenere Arch Linux

  • È possibile scaricare Arch Linux da un qualsiasi mirror tra quelli elencati sulla pagina download

  • È anche possibile acquistare un cd d'installazione da Archux, OSDisc o LinuxCD e riceverlo in qualsiasi parte del mondo.

Preparazione del supporto d'installazione

CD-ROM

  • Scaricare iso/<release>/archlinux-XXX.iso

  • Scaricare iso/<release>/sha1sums.txt

  • Verificare l'integrità dell'immagine .iso utilizzando sha1sum:

    sha1sum --check sha1sums.txt

    archlinux-XXX.iso: OK

  • Masterizzare l'immagine .iso su di un CD-R o CD-RW utilizzando un software a scelta

USB

  • Scaricare iso/<release>/archlinux-XXX.img

  • Scaricare iso/<release>/sha1sums.txt

  • Verificare l'integrità dell'immagine .iso utilizzando sha1sum:

    sha1sum --check sha1sums.txt

    archlinux-XXX.img: OK

  • Scrivere l'immagine del disco su di una unità di archiviazione di massa, utilizzando dd o altri software simili di scrittura a basso livello:

    dd if=archlinux-XXX.img of=/dev/sdX

Assicurarsi di utilizzare /dev/sdX e non /dev/sdX1. Questo comando cancellerà irrimediabilmente tutti i dati dalla memoria USB, per cui è meglio assicurarsi di non avere file importanti su di essa.

Installare Arch Linux

Usare il supporto di installazione

Prima di avviare

Controllare che il BIOS del computer sia impostato per accettare l'avvio da CD-ROM o da periferica USB.
Riavvare il computer con il CD di installazione di Arch Linux nel lettore o la periferica USB inserita nella porta. Una volta che il supporto di installazione scelto verrà avviato, appariranno a schermo il logo di Arch Linux e un menù di Grub con delle opzioni tra cui scegliere. Molto probabilmente a questo punto basterà premere Invio per procedere con l'installazione.
Se GRUB si blocca, si tratta di uno di quei pochi sfortunati casi in cui il lettore CD-rom non è compatibile con GRUB e si dovrebbe provare l'immagine isolinux.

Dopo aver avviato

Al termine della procedura di avvio dovrebbe comparire un prompt di login con alcune semplici istruzioni nella parte alta dello schermo.
Eseguire il login come root. A questo punto è possibile eseguire eventualmente le preparazioni manuali e cominciare l’installazione vera e propria.

  • Per usare una mappatura della tastiere diversa da quella americana si deve dare il comando km per definirne una (per la tastiera italiana selezionare 'qwerty\it'; lasciare il font di default nella schermata successiva).
  • Se per qualche ragione è necessario un accesso alla rete prima di inizializzare l'installer (la procedura interattiva permette di configurare la rete per l'installazione NET) si può dare il comando aif -p partial-configure-network

Entrambe queste configurazioni saranno memorizzate per essere applicate opzionalmente al sistema che verrà installato durante la procedura interattiva.

C'è anche la possibilità di eseguire il login come utente arch, in caso si abbia necessità di fare qualcosa come utente senza privilegi. La maggior parte delle persone non ha questa necessità.

Tutti gli strumenti necessari per effettuare l'installazione (una copia di questa guida, il README di aif, scorciatoie per le più comuni procedure di aif) possono essere trovati nella directory /arch.

Effettuare l'installazione

E' possibile utilizzare o la procedura interattiva o quella automatica. Dare un'occhiata alla sezione [#Aif_the_installation_tool 2.3 AIF, the installation tool] o al README di AIF per maggiori informazioni.

Procedura di installazione interattiva

Digitare /arch/setup (oppure aif -p interactive, che è lo stesso) per iniziare la procedura di installazione.

Dopo il messaggio di benvenuto e il disclaimer, verrà presentato a schermo il menù di installazione principale. Tramite le frecce SU e GIÙ sarà possibile muoversi all'interno del menù; con il tasto TAB si passa da un pulsante all'altro e col tasto INVIO si effettua la selezione. In qualsiasi punto durante il processo di installazione sarà possibile passare alla console virtuale 7 (tramite ALT+F7) per vedere l'output dei comandi che sono in esecuzione durante l'installazione, e per tornare alla schermata dell'installazione sarà sufficiente ritornare alla console virtuale 1 (ALT+F1). Tramite ALT + un altro tasto-F sarà possibile aprire un'ulteriore console per effettuare manualmente delle eventuali operazioni.

Selezionare la sorgente

Il primo passo da fare sarà quello di scegliere il metodo da utilizzare per installare Arch Linux. Se è disponibile una connessione veloce a internet, è preferibile utilizzare il metodo nella NET installation (installazione da rete), così da ottenere gli ultimi pacchetti invece di utilizzare quelli potenzialmente già obsoleti presenti sulle immagini USB o CD. Se si dispone di un'immagine Netinstall la NET installation sarà l'unica scelta possibile ;-).

CD-ROM o ALTRA SORGENTE

Scegliendo un installazione da CD-ROM o altra sorgente d'installazione, si possono installare solo i pacchetti disponibili sul CD, che potrebbero essere già superati, oppure altri pacchetti disponibili su qualsiasi supporto si riesca a montare manualmente sul filesystem. Certamente questo tipo di sorgente ha il vantaggio di non richiedere una connessione a internet, e quindi è consigliata per utenti di connessioni dial-up o per chi non possa per un qualsiasi motivo connettersi durante l'installazione per scaricare l'intero set di pacchetti.

RETE (FTP/HTTP)
Configurare la rete

La voce di menù Setup Network permette di installare e configurare tutti i dispositivi di rete. Se si utilizza una periferica di connessione wireless, sarà necessario utilizzare i normali programmi di utilità per configurarla manualmente; in queso caso questa parte dell'installer non servirà a molto. Verrà invece mostrata una lista dei dispositivi di rete disponibili. Se nessun dispositivo ethernet è disponibile al momento, o se manca quello che si vorrebbe utilizzare, verrà chiesto se si vuole che l’installatore provi a cercare il modulo adatto. In alternativa, è sempre possibile passare a una console e caricare il modulo manualmente. Nel caso non sia ancora possibile configurare la scheda di rete, assicurarsi che sia effettivamente funzionante e che sia supportata dal kernel Linux.

Una volta caricato il modulo corretto e mostrata nella lista la scheda di rete desiderata, si dovrà selezionare il dispositivo ethernet che si vuole configurare, e verrà presentata l'opzione di configurare la rete con DHCP. Premere YES se si deve usare DHCP, e l’installatore farà tutto in automatico. Selezionando NO verrà richiesto di inserire le informazioni di rete manualmente. In entrambi i casi, a questo punto la rete sarà configurata e sarà possibile controllare l'avvenuta connessione con l'esecuzione del classico ping attraverso un'altra console.

Scegliere il mirror

La voce Choose Mirror permetterà di selezionare il mirror preferito per scaricare i pacchetti da installare nel sistema. In generale, una buona scelta è quella di selezionare un mirror vicino a dove si vive (per l'Italia il server del GARR), in modo da ottenere le velocità migliori. Successivamente, l'installer chiederà se questa scelta debba essere confermata anche per impostare il mirror di default del sistema.

*Nota: * ftp.archlinux.org è limitato a 50 KB/s.

Queste voci di menù saranno disponibili solo se si sceglie l'installazione via FTP. Dopo aver scelto il mirror, si potrà tornare al menù principale.

Configurare l'Orologio

La voce Set Clock permette di configurare l'orologio di sistema e la data. Innanzitutto, sarà necessario specificare se il proprio orologio di sistema debba essere impostato su UTC o su localtime. É preferibile che sia impostato s UTC, ma nel caso vi siano installati anche altri sistemi operativi che non sono in grado di gestire l'orario UTC del BIOS correttamente -come Windows- sarà necessario scegliere localtime. Dopodich´ verrà richiesto di selezionare il proprio continente/nazione (timezone - per l'Italia Europe/Rome), e si potrà impostare la data e l'ora (si può controllare su NTP se la connessione è attiva).

Preparazione del disco rigido

La voce Prepare Hard Drive darà accesso a un sottomenù con due alternative di preparazione del disco (o o dei dischi) che verrà usato per l'installazione, oltre che a un sistema per annullare le scelte fatte in caso di errore.

  • Auto-prepare partizionerà automaticamente (e sovrascriverà completamente) un disco scelto dall'utente, creando un semplice schema di partizionamento con una partizione /boot, una partizione swap, una partizione / e una partiizone /home, lasciando qualche scelta in merito alle dimensioni e ai filesystem da utilizzare.
  • In alternativa, sarà possibile partizionare manualmente uno o più dischi rigidi, oltre a definire sempre manualmente la configuraizone completa delle partiizoni sui dischi. Anche sistemi come lvm e dm_crypt possono essere utilizzati tramite questo metodo.
  • L'ultima scelta, la Rollback feature in pratica annullerà tutte le scelte fatte fino ad ora, permettendo di rifare tutto. Sarete avvisati di tutte le operazioni che verranno annullate.

Note:

  • AIF può fornire assistenza nell'impostazione dei volumi dm_crypt e lvm, ma non (ancora) per quelli softraid.
  • AIF non può ad oggi dare assistenza nella creazione di gruppi di volume da spalmare su diversi volumi fisici (se si avesse bisogno di questo, usare vgcreate).
  • AIF supporta il riuso dei filesystem, ma solo se può trovarne il dispositivo a blocchi. Se si vuole riutilizzare un filesystem su un volume lvm/dm_crypt/softraid, si devono impostare questi volumi manualmente.
Auto-Prepare (autopreparazione)

Scegliendo Auto-Prepare, il disco selezionato verrà diviso automaticamente in quattro partizioni: /boot, swap, root e /home, e per tutte e quattro verranno creati i filesystem. Queste partizioni saranno anche montate nei punti di mount adeguati. Nello specifico, questa opzione creerà:

  • una partizione /boot ext2 da 32 MB
  • una partizione swap da 256 MB
  • una partizione root da 7,5 GB
  • una partizione /home per tutto lo spazio rimanente

Verrà richiesto se si desidera modificare le dimensioni delle prime 3, ma la partizione /home sarà quella che andrà poi a riempire tutto il disco.

AUTO-PREPARE CANCELLERA’ TUTTI I DATI PRESENTI SUL DISCO RIGIDO!

Partizionamento manuale dei dischi rigidi

Tramite questo metodo sarà necessario selezionare il disco che si vuol partizionare, dopodichè automaticamente verrà caricato il programma cfdisk, grazie al quale si potranno modificare dimensioni e numero di partizioni, per poi salvare e confermare la configurazione scelta con [Write] (Scrivi) e [Quit] (Chiudi). Sarà necessario creare almeno una partizione root per poter continuare l’installazione.

Configurazione manuale dei dispositivi a blocchi, dei filesystem e

dei punti di montaggio

In questo menù saranno visualizzate tutte le partizioni riconosciute. A questo punto si possono creare i filesystem. Si dovrebbe fare attenzione a tre considerazioni:

  • Tutto queso è solo un modello; tutte le modifiche fatte non saranno eseguite finchè non completerete la procedura confermando tutto.
  • Non tutti i dispositivi a blocchi supportano tutti i filesystem (e.g. non si può mettere un gruppo di volumi LVM su qualcosa che non sia un volume fisico LVM). L'installer mostrerà automaticamente solo i filesystem utilizzabili per ogni partizione, e nel caso ve ne sia solo uno disponibile selezionerà automaticamente quello.
  • Alcuni filesystem implicano la creazione di nuovi dispositivi a blocchi. È il caso dei volumi dm_crypt e lvm. Appariranno nel modello e si potrà scegliere anche per essi il tipo di filesystem da utilizzare.
  • Quando verrà richiesto se utilizzare le opzioni (non obbligatorie) da passare a mkfs, gli argomenti devono essere aggiunti esattamente come quando si utilizza direttamente il comando. Ad esempio, per disablilitare il journaling sui filesystems ext:
    • non scrivete: ^has_journal
    • ma piuttosto: -O ^has_journal

Una volta completata la configurazion del filesystem, per proseguire selezionare il pulsante 'Done'. A questo punto verrà eseguito un controllo che avviserà di eventuali errori critici (come l'assenza di una partizione root ad esempio) e farà altre segnalazioni meno importanti, che si possono anche ignorare (come l'assenza di partizioni swap). Se si riscontrano errori si può tornare indietro per sistemare questi problemi, altrimenti si continua fino a quando sarà tutto configurato come richiesto.

Per esempio, se si vuol creare un sistema che sfrutti LVM sopra dm_crypt, si dovrebbe:

  • assicurarsi di avere due partizioni, una piccola per un avvio non criptato (circa 100M), e una per il resto del sistema criptato (si possono creare tramite il partizionamento manuale - "Manually partition hard drives").
  • su /dev/sdX1 creare un filesystem ext2 con punto di montaggio /boot
  • su /dev/sdX2 fare un volume dm_crypt, con etichetta sdX2crypt (o una etichetta di propria scelta)
  • apparirà /dev/mapper/sdX2crypt, su cui si dovrà mettere un volume fisico LVM
  • apparirà anche /dev/mapper/sdX2crypt+, cioè la rappresentazione del volume fisico. Su questo di dovrà mettere un gruppo di volumi, con etichetta cryptpool (o altra etichetta a piacere)
  • infine, apparirà /dev/mapper/cryptpool. Su questo gruppo di volumi si possono montare volumi logici multipli. Crearne due:
    • uno da 5G: etichettarlo cryptroot
    • uno da 10G: etichettarlo crypthome
  • appariranno 2 ulteriori volumi:
    • /dev/mapper/cryptpool-cryptroot: su questo dispositivo a blocchi si deve mettere il filesystem root, con punto di montaggio /.
    • /dev/mapper/cryptpool-crypthome è il dispositivo a blocchi sul quale mettere il filesystem con punto di montaggio /home.
  • Se si desidera uno spazio di swap, creare un volume logico per la swap, sopra il quale ci si deve mettere un volume di swap.
  • Questo è tutto! Selezionando 'done' verrà elaborato il modello e creato tutto il setup dei dischi come è stato progettato. L'utilità di questo procedimento sta nel fatto che si puà iniziare con
    volumi di dimensioni relativamente ridotte, e se in futuro dovesse servire ulteriore spazio si può ingrandire il volume logico e il relativo filesystem.
Rollback

La funzione rollback farà tutto il necessario per ritornare alla situazione precedente ai cambiamenti che avete fatto manualmente nella parte Impostazione manuale dei filesystem e dei punti di montaggio o a quelli fatti dall' Auto Prepare, in modo da rifare tutto dall'inizio.

Quello che si può fare:

  • smontare i filesystem dal sistema che verrà installato
  • distruggere eventuali volumi LVM e dm_crypt.

Quello che non si può fare:

  • ripristinare il partizionamento precedente
  • rimuovere filesystem semplici come gli ext3, xfs, swap e simili.

La ragione di ciò è molto semplice: vanno annullati i passi che possano compromettere eventuali preparazioni successive dei dischi.

Selezionare i pacchetti

"Select Packages" permetterà di selezionare i pacchetti che si desiderano installare dal CD, da USB oppure dal mirror NET. Si ha la possibilità di scegliere intere categorie contenenti i pacchetti che interessano, e quindi perfezionare la scelta selezionando o deselezionando i pacchetti usando la barra spaziatrice della tastiera. Si raccomanda l'installazione di tutti i pacchetti della categoria "base" e nient'altro a questo punto dell'installazione. L'unica eccezione riguarda i pacchetti necessari per configurare la connessione internet.

Una volta selezionati i pacchetti necessari, uscire dalla schermata della selezione e proseguire con il passo successivo.

Installare i pacchetti

La voce "Install Packages" installerà il sistema base e tutti i pacchetti selezionati (risolvendone le dipendenze) sul disco rigido.

Configurare il sistema

Questa sezione fa più cose:

  • preconfigura automaticamente alcuni file di configurazione (ad esempio menu. lst di grub, gli HOOK di mkinitcpio.conf, le impostazioni per la mappatura della tastiera in rc.conf, i mirror di pacman, ecc.)
  • preconfigura alcuni file dopo l'intervento dell'utente (ad esempio le impostazioni di rete)
  • permette di cambiare manualmente importanti file di configurazione per il sistema finale. Verrà chiesto con quale editor di testo si vuole modificarli. Si deve scegliere tra nano, joe e vi.
  • permette di scegliere la password di root per il sistema finale

File di configurazione

Questi sono i file di configurazione fondamentali per Arch Linux. Se si ha bisogno di assistenza nella configurazione di un servizio specifico, si legga la pagina man del servizio stesso o si faccia riferimento a una qualsiasi documentazione online. In molti casi, il Wiki di Arch Linux e il forum della comunità costituiscono un'ottima fonte.

  • /etc/rc.conf
  • /etc/fstab
  • /etc/mkinitcpio.conf
  • /etc/modprobe.d/modprobe.conf
  • /etc/resolv.conf
  • /etc/hosts
  • /etc/hosts.deny
  • /etc/hosts.allow
  • /etc/locale.gen
  • /etc/pacman.d/mirrorlist
  • /etc/pacman.conf

/etc/rc.conf

Questo è il file di configurazione principale di Arch Linux. Permette di impostare la tastiera, il fuso orario, il nome dell'host, la rete, i demoni da eseguire all'avvio e i moduli da caricare all'avvio, i profili e molto di più.

LOCALE: Questo imposta la lingua del sistema, che verrà utilizzata da tutte le applicazioni che fanno uso della specifica i18n-. Vedere inoltre locale.gen più sotto per le opzioni disponibili. Il default è ovviamente impostato sull'Inglese

HARDWARECLOCK: Mettere UTC se l'orologio di sistema del BIOS è impostato su UTC, oppure localtime se l'orologio di sistema è impostato sull'ora locale. Se si ha un sistema operativo che non può gestire l'ora UTC del BIOS (come Windows), scegliere localtime, mentre in caso contrario UTC è preferibile, poich´ cambierà automaticamente l'ora solare\legale oltre ad avere qualche altro aspetto positivo.

USEDIRECTISA: Se impostato a "yes" dirà al hwclock di usare specifiche istruzioni I/O per accedere all'orologio hardware. Altrimenti hwclock tenterà di usare il dispositivo /dev/rtc che riterrà essere governato dal driver del dispositivo rtc. Quest'impostazione, di base "no", va bene per le persone che non usano una macchina ISA.

TIMEZONE: Specifica il fuso orario. Le opzioni possibili sono i percorsi relativi a un file di fuso orario presente nella cartella /usr/share/zoneinfo. Per esempio, il fuso orario per la Germania sarà 'Europe/Berlin', che fa riferimento al file /usr/share/zoneinfo/Europe/Berlin. Se non si conosce il nome esatto del file del fuso orario di appartenenza, si può impostarlo in un altro momento.

KEYMAP: Definisce la mappa dei tasti da caricare col programma loadkeys all'avvio del sistema. Possibili mappe di tasti si trovano in /usr/share/kbd/ keymaps. Si consideri che questa configurazione è valida solo nell'ambiente TTY, non per i window manager grafici o per X! L'impostazione di default è per la tastiera americana.

CONSOLEFONT: Definisce il font da utilizzare per la console, che verrà caricato all'avvio con il comando setfont. Possibili font da utilizzare si trovano in /usr/share/kbd/consolefonts.

CONSOLEMAP: Definisce la mappa dei caratteri per la console da caricare con il programma setfont all'avvio. Le mappe possibili si trovano in /usr/share/kbd/consoletrans. Impostare una mappa adatta al proprio locale (8859-1 per Latin1, per esempio) se è stato definito un locale utf8, e si usano programmi che generano output a 8-bit. Se si utilizza X per il lavoro di tutti i giorni si può anche ignorare questa configurazione, visto che influisce solo sull'output dei programmi GNU\Linux da console.

USECOLOR: Abilita (o disabilita) i messaggi di stato colorati durante la fase di inizializzazione del sistema.

MOD_AUTOLOAD: Se impostato su "yes", udev sarà abilitato a caricare automaticamente i moduli appropriati durante l'inizializzazione. Se è impostato su "no" non lo farà.

MODULES: In questa sezione si possono elencare i nomi dei moduli che si vogliono caricare all'avvio, senza doverli legare a un particolare dispositivo hardware come nel file modprobe.conf. È sufficiente aggiungere il nome del modulo qui, e inserire le eventuali opzioni nel file modprobe.conf. Apponendo un punto esclamativo ('!') davanti al nome del modulo si eviterà che venga caricato.

USELVM: Imposta "yes" per eseguire un vgchange durante il sysinit, attivando così qualsiasi gruppo LVM.

HOSTNAME: Indicare qui il nome di host della macchina, senza la parte del dominio. Questo nome è a totale scelta dell'utente, sempre che si limiti a lettere, numeri e pochi altri caratteri speciali come il trattino.

INTERFACES: Definire qui le impostazioni delle interfacce di rete. Le righe di default e i commenti inclusi sono abbastanza autoesplicativi. Se si usa il DHCP, 'eth0="dhcp"' dovrebbe funzionare. Se invece non lo si utilizza, si tenga a mente che il valore della variabile (il cui nome deve essere uguale al nome del dispositivo di rete che si intende configurare) sarà uguale alla lista di opzioni che si dovrebbe accodare al comando ifconfig se si dovesse configurare il dispositivo manualmente nella shell.

ROUTES: Vengono definiti qui gli instradamenti statici della rete con un nome arbitrario. Per avere un'idea si veda l'esempio per un gateway predefinito. Fondamentalmente la parte tra apici è identica quello che si passerebbe a un comando add di route dato manualmente, quindi è consigliabile una lettura alla pagina man di route, o semplicemente lasciare vuota questa voce.

[/index.php/Network_Profiles NET_PROFILES]: Abilita specifici profili di rete all'avvio. I profili di rete forniscono una vantaggiosa via per la gestione di configurazioni di rete multiple, e sono pensate per sostituire la configurazione standard INTERFACES/ROUTES che è ancora consigliata per sistemi con una sola configurazione di rete. Se il computer farà parte di varie reti in momenti diversi (ad esempio un portatile), si consiglia di dare uno sguardo alla cartella /etc/network-profiles/ per impostare qualche profilo. Nella cartella c'è un file modello che può essere usato per creare nuovi profili. In questo caso serve il pacchetto netcfg.

DAEMONS: Questo array è semplicemente una lista dei nomi degli script contenuti in /etc/rc.d/ che si ritiene debbano essere eseguiti durante il processo di avvio. Se il nome di uno script è preceduto da un punto esclamativo (!), non sarà eseguito. Se uno script è preceduto dalla simbolo della chiocciola (@), sarà eseguito in background, ovvero la sequenza d'avvio non attenderà il completamento prima di continuare. Solitamente non è necessario cambiare i valori predefiniti per avere un sistema funzionante, ma si dovrà modificare questo array nel caso che siano installati servizi di sistema come sshd, e si voglia farli partire automaticamente all'avvio.

/etc/fstab

Le impostazioni relative ai filesystem e ai punti di montaggio sono inserite in questo file. L'installer dovrebbe aver già creato le voci necessarie. Assicurarsi che siano complete e corrette.

/etc/mkinitcpio.conf

Questo file permette di perfezionare l'iniziale ramdisk per il sistema. Il ramdisk è un'immagine compressa letta dal kernel durante la fase di avvio. Il suo scopo è di caricare il sistema fino all'accesso nel filesystem di root. Questo significa che deve caricare tutti i moduli necessari a individuare cose come unità IDE, SCSI, o SATA (oppure USB/FW se si avvia da unità USB/FW). Una volta che il ramdisk ha caricato i moduli corretti, sia manualmente che tramite udev, il controllo passa al sistema Arch e la fase di avvio continua. Per questo motivo, il ramdisk deve contenere solamente i moduli necessari ad accedere al filesystem root. Non serve che contenga moduli che non verranno mai usai. La maggior parte dei moduli usati quotidianamente difatti sarà caricata da udev successivamente, durante il processo init.

Di default, mkinitcpio.conf è configurato per caricare tutti i moduli per sistemi IDE,SCSI o SATA attraverso i cosidetti HOOK. L'installazione dovrebbe inoltre aver inserito hook come crypt, lvm, keymap e usbinput se necessario. Ciò significa che l'initrd predefinito dovrebbe funzionare in tutti i casi. È possibile modificare mkinitcpio.conf e rimuovere gli HOOK di sottosistema (per es. IDE;SCSI; RAID;USB ecc) che non servono. Si può andare anche oltre nella personalizzazione specificando i moduli esatti che servono nell'array MODULES rimuovendo quindi ulteriori hook, ma occorre procedere con molta cautela.

Se si usa RAID nel filesystem di root, si dovranno configurare le specifiche RAID che si trovano alla fine. Si vedano le pagine wiki relative a RAID e mkinitcpio per ulteriori informazioni. Se non si usa una tastiera americana si dovrebbe anche aggiungere l'hook chiamato 'keymap', oltrechè l'hook 'usbinput' se si usa una tastiera collegata tramite USB.

/etc/modprobe.d/modprobe.conf

Questo parametro fornisce indicazioni al kernel su quali moduli caricare per i dispositivi di sistema, e quali opzioni applicarvi. Ad esempio, per far si che il kernel carichi il modulo ethernet per Realtek 8139 quando avvia la rete (ad es. quando prova a configurare eth0), usare queste linee:

<code> alias eth0 8139too
</code>

La maggior parte delle persone non hanno necessità di modificare questo file.

/etc/resolv.conf

Utilizzare questo file per configurare manualmente il nameserver (o i nameserver) preferito. Di base dovrebbe apparire così:

<code> search domain.tld

 nameserver 192.168.0.1

 nameserver 192.168.0.2
</code>

Sostituire domain.tld e l'indirizzo ip con i propri parametri. Il c.d. dominio di ricerca indica il dominio predefinito che viene aggiunto ai nomi di host non definiti. Impostandolo, un ping myhost diverrà in realtà un ping myhost.domain.tld con i valori sopra specificati. Questi parametri non sono tuttavia molto importanti e la maggior parte delle persone dovrebbe lasciarli così come sono. Se si usa DHCP, questo file verrà modificato con i parametri corretti automaticamente quando si stabilisce la connessione, quindi si può ignorare tranquillamente questo file.

/etc/hosts

In questo file vengono definite le associazioni tra i nomi di host e gli indirizzi ip dei computer nella rete. Se un nome di host non è riconosciuto dal proprio DNS, si può aggiungerlo qui per permetterne la corretta risoluzione, o per sovrascrivere le risposte del DNS. Normalmente non si ha bisogno di modificare nulla, ma è sempre meglio aggiungere il nome di host e il nome di host+dominio della macchina locale per risolvere l'IP dell'interfaccia di rete. Altrimenti alcuni servizi, come ad esempio postfix, fallirebbero. Se si è sicuri è meglio lasciare il file così com'è e finch´ non ci si è documentati con man hosts.

/etc/hosts.deny

Questo file nega l'accesso a servizi di rete. Di default tutti i servizi di rete non sono autorizzati.

<code> ALL: ALL: DENY
</code>

/etc/hosts.allow

Questo file permette gli accessi ai servizi di rete. Inserire qui i servizi ai quali si vuol permettere l'accesso. Ad esempio per autorizzare tutte le macchine a connettersi via ssh:

<code> sshd: ALL: ALLOW
</code>

/etc/locale.gen

Questo file contiene una lista dei locale supportati e dei set di caratteri disponibili. Quando si sceglie un LOCALE nel file /etc/rc.conf o quando si avvia un programma, viene richiesto di decommentare il locale corrispondente in questo file, in modo tale da creare una versione “compilata” disponibile al sistema; col il comando locale-gen da root vengono generati tutti i locale ecommentati e inseriti poi al loro posto. Si dovrebbero decommentare tutti i locale che si intendono usare.

Durante il processo d'installazione non c'è bisogno di eseguire locale-gen manualmente; verrà fatto automaticamente dopo il salvataggio delle modifiche a questo file. Di default, sono abilitati tutti i locale in linea con le impostazioni LOCALE del file rc.conf. Per usare senza difficoltà il sistema si dovrebbe decommentare, in questo file, almeno il locale utilizzato in rc.conf.

/etc/pacman.d/mirrorlist

Questo file contiene una lista di server dai quali pacman scaricherà i pacchetti dei repository ufficiali Arch Linux. I server verranno interrogati nell'ordine in cui sono elencati. La macro $repo viene espansa automaticamente da pacman a seconda del repository (core, extra, community o testing).

Se si sta effettuan do un'installazione FTP, il mirror utilizzato per scaricare i pacchetti verrà aggiunto in cima alla lista, in modo tale da essere usato come server di default nel nuovo sistema Arch Linux.

/etc/pacman.conf

Qui possono essere specificati i parametri di pacman, come i repository da utilizzare.

Impostare la password di root

A questo punto si deve scegliere la password di root per il sistema. Scegli la password con cura, preferibilmente usando un insieme di caratteri alfanumerici e speciali, dal momento che questa password permetterà di modificare le parti più critiche del sistema.

Una volta finito di editare i file di configurazione, scegliere Return per tornare al menu principale. Il setup rigenererà il ramdisk iniziale per abilitare i cambiamenti fatti a mkinitcpio.conf.

Installare un Bootloader

Adesso verrà installato un bootloader sul disco fisso, GRUB o nessuno nel caso se ne abbia uno già installato e si desideri utilizzare quello. Se si sceglie di installare GRUB, lo script setup chiederà di esaminare il file di configurazione appropriato per confermare le impostazioni corrette.

/boot/grub/menu.lst

Se si decide di usare GRUB si dovrebbe controllare e modificare questo file per regolare la configurazione di avvio, altrimenti si dovrà modificare il file di configurazione del bootloader esistente. Questo file si trova già preconfigurato dall'installatore usando le voci UUID; potrebbe essere necessario cambiare queste voci nel caso in cui si fossero dovute cambiare nel file fstab.

Dopo aver verificato la correttezza della configurazione del bootloader, verrà richiesta una partizione su cui installare il bootloader. A meno che non si stia utilizzando un altro boot loader, è necessario installare GRUB nel MBR del disco, che di solito è rappresentato dal nome del dispositivo senza un numero suffisso. (es: /dev/sda)

Uscire dall'installazione

Uscire dall'installazione, rimuoveve il supporto usato per l'installazione, digitare reboot alla console, premere invio e incrociare le dita!

Procedura d'installazione automatica

Con la procedura di installazione automatica, è possibile fare installazioni automatiche tramite script. Vedere [#Aif_the_installation_tool 2.3 AIF, il programma di installazione]. In /usr/share/aif/examples si troveranno profili di esempio che non hanno bisogno di nessuna modifica o quasi per installare il sistema:

  • generic-install-on-sda in questo file vengono impostate alcune cose che si possono fare durante l'installazione (aggiungere di pacchetti personalizzati, impostare il fuso orario, aggiornare i file di configurazione, ecc).Configura una semplice installazione (con una struttura simile a quella che si ottiene con Auto-prepare) su /dev/sda
  • fancy-install-on-sda molto simile a generic-install-on-sda, ma installa un sistema con supporto a filesystem crittografati (LVM / dm_crypt) su /dev/sda

Si noti che questi file sono semplici file di bash, quindi se si desidera definire per esempio SYNC_URL, questo deve essere racchiuso tra apici singoli per evitare che bash espanda $repo

Richiamare come aif -p automatic -c /percorso/del/file/di/configurazione. Ovviamente, non si deve dimenticare di modificare i nomi dei dischi rigidi a meno che non si voglia usare /dev/sda.

Sintassi del file di configurazione

I file di configurazione saranno interpretati dalla shell bash, quindi devono contenere codice bash valido.

PARTITIONS: Permette di definire le partizioni del proprio disco rigido, separate da spazi.

  • prima viene il file del dispositivo per il disco rigido
  • quindi per ogni partizione che si desidera: dimensione in MiB (o '*' per tutto lo spazio restante), il tipo di filesystem e, facoltativamente, un '+' per selezionare il flag avviabile separate dai due punti (':')

BLOCKDATA: In questa variabile multiriga si può stabilire come ciascuna partizione dovrebbe essere usata. Studiare gli esempi per vedere come funziona.

Personalizzare l'installazione

È inoltre possibile personalizzare l'installazione, scrivendo nuove procedure (possibilmente derivate da quelle attuali) o file di configurazione per le procedure che lo supportano (p.es. automatico). Si hanno le librerie AIF a disposizione e si possono creare nuove librerie (si veda /usr/lib/aif). Questo è in costante evoluzione. Consultare il file README di AIF per maggiori informazioni.

Il nuovo sistema

Se tutto è andato a buon fine, si può riavviare il sistema (assicurandosi che non si avvii di nuovo dallo stesso disco USB o dal CD-ROM).

Nel "early userspace" (la parte che viene immediatamente dopo il bootloader) vengono eseguiti gli hook (definiti in mkinitcpio.conf) necessari per ottenere il filesystem root. Se si utilizza lvm, verrà eseguito l'hook lvm. Se si usa la crittografia, verrà eseguito sia l'hook keymap che l'hook encrypt in modo che si possa inserire la password per decrittare il volume.

Quando il sistema sarà avviato sarà possibile autenticarsi come root, senza alcuna password, ma nella procedura interattiva è possibile impostarne una.

Ulteriori Informazioni

Gestione dei pacchetti

Pacman è un gestore di pacchetti che tiene traccia di tutto il software installato sul sistema. Risolve automaticamente le dipendenze e usa archivi in formato .tar.gz standard per tutti i pacchetti. Di seguito vengono spiegate alcune operazioni ordinarie che si potrebbe aver bisogno di utilizzare durante l'installazione, con i loro rispettivi comandi. Per una spiegazione più approfondita delle opzioni di pacman, leggere la sua pagina di manuale o consultare il wiki di Arch Linux Wiki.

Operazioni ordinarie:

  • Aggiornamento della lista dei pacchetti

    # pacman --sync --refresh

    # pacman -Sy

Recupera un nuovo elenco dei pacchetti dai repository definiti nel file /etc/pacman.conf e lo decomprime nel database locale.

  • Cercare un pacchetto nei repository

    # pacman --sync --search <regexp>

    # pacman -Ss <regexp>

Cerca ogni pacchetto all'interno dei database remoti il cui nome o descrizione corrispondono con regexp.

  • Mostrare informazioni di un pacchetto dal database del repository

    # pacman --sync --info foo

    # pacman -Si foo

Mostra le informazioni dal database dei pacchetti sul pacchetto foo (dimensioni, data di costruzione, dipendenze, conflitti, ecc)

  • Aggiungere un pacchetto dal database dei pacchetti

    # pacman --sync foo

    # pacman -S foo

Recuperare e installare il pacchetto foo, completo di tutte le dipendenze che richiede. Prima di utilizzare qualsiasi opzione di sincronizzazione, assicurarsi di aver aggiornato la lista dei pacchetti.

  • Visualizzare tutti i pacchetti installati

    # pacman --query

    # pacman -Q

Elenca tutti i pacchetti installati nel sistema.

  • Controllare se un pacchetto è installato

    # pacman --query foo

    # pacman -Q foo

Questo comando visualizzerà il nome e la versione del pacchetto foo solo se questo è installato nel sistema.

  • Mostrare informazioni su un pacchetto specifico

    # pacman --query --info foo

    # pacman -Qi foo

Mostra informazioni sul pacchetto installato foo (dimensione, data di installazione, data di costruzione, dipendenze, conflitti, ecc.)

  • Mostrare la lista dei file contenuti in un pacchetto

    # pacman --query --list foo

    # pacman -Ql foo

Elenca tutti i file appartenenti al pacchetto foo.

  • Trovare a quale pacchetto appartenga uno specifico file

    # pacman --query --owns /percorso/del/file

    # pacman -Qo /percorso/del/file

Questo comando mostra il nome e la versione del pacchetto che contiene il file passato come parametro con il percorso completo.

APPENDICE

Vedere Official Arch Linux Install Guide Appendix (Italiano)) per ulteriore documentazione non ufficiale, che i nuovi utenti possono trovare utile.