Difference between revisions of "Official Installation Guide (Italiano)"

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[[Category:Getting and installing Arch (Italiano)]]
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#REDIRECT [[Installation Guide (Italiano)]]
[[Category:HOWTOs (Italiano)]]
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{{i18n|Official Arch Linux Install Guide}}
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{{translateme}}
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IN TRADUZIONE E SISTEMAZIONE
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{{Article summary start}}
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{{Article summary text|Questa è una traduzione abbastanza aggiornata della Guida di installazione ufficiale di Arch Linux}}
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{{Article summary heading|Articoli Collegati}}
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{{Article summary wiki|Beginners Guide (Italiano)}} (Se sei un nuovo utente Arch, è consigliabile leggerla)
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{{Article summary end}}
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<h1>Introduzione</h1>
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<h2>Cos'è Arch Linux?</h2>
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<p>Arch Linux è una distribuzione Linux ottimizzata per architetture i686 e x86_64 sviluppata in maniera indipendente,
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originariamente basta sulle idee di CRUX. <br />
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Lo sviluppo è focalizzato sul bilanciamento tra semplicità, eleganza, correttezza del codice, e software aggiornato all'ultima versione.<br />
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La sua leggerezza ed il suo design semplice la rendono facile da estendere e trasformare in qualsiasi tipo di sistema si stia costruendo.</p>
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<h2>Licenza</h2>
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<p>Arch Linux ed i suoi script sono copyright</p>
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<p>2002-2007 Judd Vinet</p>
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<p>2007-2009 Aaron Griffin</p>
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<p>e sono rilasciati sotto GNU General Public License (GPL).</p>
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<h1>Pre-Installazione</h1>
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<h2>Architetture</h2>
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<p>Arch Linux è ottimizzata per processori i686 e x86_64 e quindi non girerà su quasiasi tipo  di processore x86 inferiore o incompatibile con questi ultimi (i386, i486 o i586).
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Sono richiesti processori Pentium Pro, un Pentium II, AMD Athlon (K7) o superiori.
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(tecnicamente, cpu senza le istruzioni cmov come l'AMD K6 ed il VIA C3 sono anch'esse i686, ma in questa distribuzione si utilizza gcc che si avvale di istruzioni cmov)
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Prima di installare Arch Linux, bisognerebbe decidere quale metodo di installazione si vuole utilizzare.</p>
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<h2>Immagini Disponibili</h2>
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<p>Arch Linux fornisce immagini avviabili per:</p>
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<ul>
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<li>Lettori Cd-Rom (formato ISO): funzionano su quasi ogni tipo di macchina con un lettore cd-rom</li>
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<li>Immagine per drive USB (formato raw): funziona su qualunque sistema abilitato all'avvio da periferica USB.</li>
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</ul>
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<p>Si utilizza il bootloader GRUB, ma per coloro i quali avessero dei problemi di mancato caricamento di GRUB con determinati lettori Cd-Rom, vengono fornite anche delle immagini con bootloader ISOLINUX. <br />
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Ci sono due varianti per ogni tipo di supporto, che differiscono solo in termini di pacchetti forniti.</p>
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<ul>
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<li><p>Le immagini "core" contengono uno "snapshot" dei pacchetti essenziali <br />
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Queste immagini sono ideali per chi ha una connessione lenta, o difficile da configurare.</p></li>
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<li><p>Le immagini "net" non contengono alcun pacchetto, ed useranno la connessione Internet per installarli. <br />
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Queste immagini sono preferibili in quanto al termine dell'installazione ci si ritroverà con un sistema aggiornato all'ultima versione di ogni pacchetto, e sono ideali per chi ha a disposizione una connessione veloce.</p></li>
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</ul>
+
 
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<p>Si può impostare l'installer in modo da ottenere i pacchetti tramite una connessione (Internet o di altro tipo)
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usando una qualunque tra queste immagini, ed ognuna di queste può anche essere utilizzata come ambiente di recupero completamente funzionante.<br />
+
Le immagini lavorano come un qualsiasi sistema Arch Linux regolarmente installato. <br />
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Infatti, sono esattamente la stessa cosa, solamente installate su CD o drive USB anzichè su Hard Disk. <br />
+
Includono l'intero set di pacchetti "base", cosiccome vari programmi di utilità di rete ed hanno già installato il pacchetto AIF. <br />
+
Se c'è qualcos'altro di cui ti trovi ad aver bisogno durante l'utilizzo, sfrutta semplicemente la tua connessione ad Internet ed installalo tramite pacman. <br />
+
Una breve guida ai comandi di pacman è disponibile alla fine di questa pagina.</p>
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<h2>AIF, lo strumento di installazione</h2>
+
 
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<p>Arch Linux utilizza AIF, 'Arch Linux Installation Framework', per eseguire l'installazione. <br />
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Questo strumento - scritto in Bash - consiste in alcune librerie per eseguire varie attività (installazione di pacchetti, preparazione del disco etc.) ed
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alcune procedure che usano queste librerie per fornire un semplice mezzo di completa installazione o per eseguire porzioni di procedura correlate più piccoli('procedure parziali').
+
Le seguenti procedure sono fornite di default:</p>
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<ul>
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<li>interattiva: Una procedura d'installazione interattiva, che pone alcuni quesiti all'utente, lo guida durante l'installazionea
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e lo aiuta a configurare il sistema modificando automaticamente alcune impostazioni in base alle scelte effettuate in precedenza.
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(ad es. impostazioni di rete) <br />
+
          Il sistema installato avrà inizialmente solo un set di pacchetti "base" personalizzabile
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          con tutti gli strumenti ed i driver di cui si ha bisogno per essere connessi in rete. <br />
+
          Una volta avviato correttamente il sistema installato, si potrà eseguire un aggiornamento totale del sistema e l'installazione di altri pacchetti desiderati.
+
          (aliased as <code>/arch/setup</code>)</li>
+
<li>automatic:  Una procedura automatizzata, con un interazione con l'utente tendente a zero.<br />
+
          Utilizza profili predefiniti per la configurazione del sistema. <br />
+
          Controllare /usr/share/aif/examples/ per vedere dei file con profili d'esempio.
+
          Gli esempi rappresentano alcuni scenari generici, ma si è liberi di modificarli nel caso si volessero
+
          installare ulteriori pacchetti, apportare modifiche alle configurazioni, etc.</li>
+
<li>base:        Installazione di base, con poca interazione con l'utente, ed alcune configurazioni standard. <br />
+
          Questa procedura è utilizzata dalle altre per ereditarietà, NON è stata creata per essere utilizzata direttamente dall'utente finale.</li>
+
<li>configurazione-parziale-della-rete: riprende i passi della procedura interattiva relativamente alla configurazione della rete, per operare queste ultime direttamente da sistema live</li>
+
<li>dischi-parziale: Esegue il sottosistema disco, o un ripristino</li>
+
<li>parziale-keymap: cambia le configurazioni di mappatura della tastiera o di font della console (aliased as <code>km</code>)</li>
+
</ul>
+
 
+
<p>L'utilità di procedure come configurazione-parziale-della-rete o parziale-keymap rispetto
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all'utilizzo diretto di strumenti quali loadkeys o ifconfig, sta nel fatto che al momento di eseguire la procedura interattiva
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verrà richiesto se applicare o meno queste impostazioni al sistema</p>
+
 
+
<p>Se si vuole andare oltre, si può anche:</p>
+
 
+
<ul>
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<li>scrivere le proprie procedure da zero, o sovrascrivendo alcune parti di procedure già esistenti.</li>
+
<li>scrivere le proprie librerie, in modo da fornire nuove e riusabili funzionalità.</li>
+
<li>creare le proprie configurazioni per le procedure che le supportano (ad es. automatica)</li>
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</ul>
+
 
+
<p>Per maggiori informazioni, consultare il README di AIF.</p>
+
 
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<h2>Ottenere Arch Linux</h2>
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<ul>
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<li><p>È possibile scaricare Arch Linux da uno qualunque dei mirror elencati sulla pagina
+
[http://www.archlinux.org/download/ download]</p></li>
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<li><p>È anche possibile acquistare un cd d'installazione da Archux, OSDisc o LinuxCD
+
per riceverlo ovunque nel mondo.</p></li>
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</ul>
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<h2>Preparazione del Supporto d'Installazione</h2>
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<p><strong>CD-ROM</strong></p>
+
 
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<ul>
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<li><p>Scaricare iso/<release>/archlinux-XXX.iso</p></li>
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<li><p>Scaricare iso/<release>/sha1sums.txt</p></li>
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<li><p>Verificare l'integrità dell'immagine .iso utilizzando sha1sum:</p>
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<p>sha1sum --check sha1sums.txt</p>
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<p>archlinux-XXX.iso: OK</p></li>
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<li><p>Masterizzare l'immagine .iso su di un CD-R o CD-RW utilizzando un software a scelta</p></li>
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</ul>
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<p><strong>USB</strong></p>
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<ul>
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<li><p>Scaricare iso/<release>/archlinux-XXX.img</p></li>
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<li><p>Scaricare iso/<release>/sha1sums.txt</p></li>
+
<li><p>Verificare l'integrità dell'immagine .iso utilizzando sha1sum:</p>
+
 
+
<p>sha1sum --check sha1sums.txt</p>
+
 
+
<p>archlinux-XXX.img: OK</p></li>
+
<li><p>Scrivere l'immagine del disco su di una unità di archiviazione di massa,
+
utilizzando dd o altri software simili di scrittura a basso livello:</p>
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<p>dd if=archlinux-XXX.img of=/dev/sdX</p></li>
+
</ul>
+
 
+
<p>Assicurarsi di utilizzare /dev/sdX e non /dev/sdX1 <br />
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Questo comando cancellerà irrimediabilmente tutti i dati dalla memoria USB
+
Assicurarsi perciò di non avere file importanti su di essa.</p>
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===Utilizzare il CD-ROM===
+
 
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Se stai utilizzando i dischetti floppy allora salta questa sezione e vai direttamente alla successiva. Se hai familiarità con le operazioni di boot allora puoi passare a leggere direttamente le procedure di installazione.
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+
Riavvia il tuo computer con il CD di installazione di ArchLinux nel tuo drive. Controlla che il tuo BIOS sia impostato per accettare il boot da CD-ROM (leggi il manuale della scheda madre se non sai come fare). Una volta che il computer si è avviato da CD vedrai una linea di comando in attesa di input, con alcune linee di spiagazione delle opzioni disponibili. Se stai installando un sistema IDE premi semplicemente Enter. Se stai installando un sistema SCSI digita arch-scsi per caricare il kernel con il supporto SCSI. Puoi anche passare tutti i parametri che vuoi al kernel.
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Se il tuo CD-ROM fallisce il boot per ragioni non ovvie, probabilmente stai utilizzando un lettore CD molto vecchio e magari hai masterizzato Arch su un CD riscrivibile. Considera la possibilità di utilizzare un normale CD-R. Alcuni lettori CD molto vecchi infatti non sono in grado di leggere correttamente CD riscrivibili.
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Al termine della procedura di boot dovresti vedere una shell di amministrazione con un testo di istruzioni nella parte alta dello schermo. A questo punto puoi cominciare l’installazione vera e propria.
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===Utilizzare i floppy===
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Se hai possibilità di avviare il sistema con un CD ti consigliamo di utilizzare quel metodo. Non solo i dischetti sono inclini alle perdite di dati, ma tutto il processo di boot risulta molto più lento e il cambiamento di più dischetti può essere snervante. Nota che non è necessario avviare da floppy per installare via FTP, la versione CD-ROM è in grado di farlo ugualmente.
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Riavvia il tuo computer con il disco di boot nel lettore floppy. Dopo alcuni secondi dovresti vedere un prompt di avvio in attesa di input. Premi Invio per contianuare il processo di boot (se ne hai la necessità puoi aggiungere parametri per il kernel).
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Se stai utilizzando una tastiera USB avrai bisogno di caricare il supporto USB automaticamente all’avvio. Puoi fare questo impostando il parametro NEEDUSB al tuo tipo di bus USB. Ad esempio se ha un bus UHCI digita NEEDUSB=uhci al prompt di boot. Dopo che il disco di root sarà caricato, ti verrà chiesto di inserire il disco di add-on USB, che sarà caricato dopo 10 secondi di attesa. Se non sei sicuro di quale sia il modello del tuo bus USB allora digita NEEDUSB=auto, così il sistema caricherà in automatico tutti e tre i moduli possibili (UHCI,OHCI,EHCI).
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Durante il processo di avvio riceverai questo messaggio:
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VFS: Insert root floppy disk to be loaded into RAM disk and press ENTER
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Inserisci il disco root nel drive e premi Invio. Dopo alcuni secondi vedrai comparire una linea di comando. Se devi caricare i moduli ethernet del kernel allora inserisci il dischetto ether_pcmcia e digita:
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# loaddisk /dev/floppy/0
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Dopo un attimo tutti i moduli verranno estratti. Se la cartella /lib/modules/ è ancora vuota e/o hai ricevuto dei messaggi di errore allora il tuo dischetto era probabilmente fallato. Crea nuovamente il dischetto dei moduli (non è necessario riavviare) e lancia nuovamente il comando loaddisk.
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+
Dovresti anche caricare tutti i dischetti aggiuntivi di cui hai bisogno, ad esempio SCSI o RAID/LVM. Utilizza sempre il comando loaddisk per ogni floppy, l’ordine di esecuzione non è importante.
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Se sai quale modulo ethernet caricare allora ti consigliamo di farlo con il comando modprobe. Non ti preoccupare se non sai quale modulo caricare, l’installatore proverà a fare quest’operazione automaticamente.
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Procedura di installazione comune
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A questo punto il tuo sistema dovrebbe essere avviato e il disco su cui vuoi installare Arch Linux (così come il tuo media di installazione) dovrebbero essere accessibili. Controlla che i moduli necessari (se ce ne sono) siano correttamente caricati.
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+
===Passi di installazione===
+
  1. Caricare un set tastiera non-US
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  2. Lanciare l’installatore
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  3. Configurare la rete (solo installazione FTP)
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  4. Preparare il disco rigido
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        1. Preparazione automatica
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        2. Partizionamento dei dischi rigidi
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        3. Impostazione dei punti di montaggio
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  5. Selezionare i pacchetti
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  6. Installare i pacchetti
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  7. Installare il kernel
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  8. Configurare il sistema
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  9. Installare un bootloader
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  10. Uscire dall’installatore
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Utilizzando i tool di shell gli utenti più esperti possono preparare i dischi rigidi e gli altri dispositivi prima di far partire l’installatore. Puoi semplicemente saltare questo paramentro se non vedi necessità immediata di interazione manuale. Nota che l’installazione di Arch Linux contiene anche un programma /arch/quickinst per utenti esperti. Questo programma installa il set di pacchetti “base” all’interno di una directory specificata. Se stai facendo un’installazione “esotica” con cosette divertenti tipo RAID o LVM, oppure se non vuoi l’installatore, allora quickinst probabilmente fa per te.
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====Caricare un set tastiera non-US====
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Effettuato il login come 'root', se non avete una tastiera americana sarà necessario dare il comando:
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# km
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selezionando poi l'opzione 'qwerty\it' e confermate, ignorando la schermata che vi si presenta per testare il nuovo keymap. Selezionate anche il carattere della console, se volete mantenere quello di default, selezionate appunto il 'default'.
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====Lanciare l'installatore====
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Ora puoi lanciare /arch/setup per invocare il programma di installazione. Dopo alcuni messaggi informativi ti verrà chiesto di scegliere il metodo di installazione. Se hai una connessione veloce ad Internet potresti preferire l’installazione FTP, così sarai sicuro di avere tutti i pacchetti aggiornati (magari sul CD potrebbero essere più vecchi). Nota che potresti avere problemi in caso di configurazioni particolari di proxy. Se non puoi usare un CD-ROM, allora questo sarà l’unico metodo di installazione disponibile.
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+
Naviganto all’interno del programma di installazione assicurati di selezionare DONE dai sottomenù quando esegui ogni singolo passo. Questo salva tutti i settaggi e va al passaggio successivo. Cerca per quanto possibile di evitare di tornare indietro perché alcune operazioni potrebbero confondere l’installatore.
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+
Attualmente è abbastanza facile creare un proprio mirror FTP oppure creare un CD di installazione con i pacchetti di cui hai bisogno, così l’installazione di Arch Linux su più macchine potrebbe essere molto più semplice e potresti risparmiare molta banda. Rendi la tua e la nostra vita più facile, dai un’occhiata a queste alternative!
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Quando scegli un’installazione da CD-ROM potrai installare solo i pacchetti contenuti nel CD, che potrebbero anche essere vecchi. Certamente questa soluzione ha il merito di non necessitare di una connessione ad Internet ed è quindi la scelta raccomandata per gli utenti dialup e per chiunque non desideri scaricare almeno 100MB di pacchetti.
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Dopo aver scelto tra le due alternative, vedrai il menù di installazione, contenente tutti i passi necessari nell’ordine in cui dovranno essere completati.
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In qualsiasi momento potrai andare sulla quinta console virtuale (ALT-F5) per vedere l’output di tutti i comandi che l’installatore lancerà automaticamente. Usa (ALT-F1) per ritornare alla prima console (dove viene visualizzato l’installatore) e ogni altro tasto funzione se hai bisogno di aprire un’altra console virtuale (per interventi manuali).
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====Configurare la rete (solo installazione FTP)====
+
Il menù “configure network” ti permetterà di installare e configurare i tuoi dispositivi di rete.
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Se il dispositivo eth0 non è disponibile in questo momento, ti verrà chiesto se vuoi che l’installatore provi a cercare il modulo adatto. Scegli sì a meno che tu non sappia di eventuali problemi di compatibilità (non dovrebbe mai accadere). Scegli no se vuoi fare tutto manualmente. Se l’installatore non riesce a configurare automaticamente i dispositivi di rete, assicurati di aver caritato i moduli con il comando loaddisk. Se hai utilizzato il CD-ROM questo è già stato fatto automaticamente. Se la tua scheda di rete non è ancora stata rilevata allora assicurati che sia fisicamente installata nella maniesta corretta e che sia supportata dal kernel Linux.
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Quando il modulo corretto è caricato potrai scegliere se configurare la rete con DHCP (se scegli sì l’installatore farà tutto in automatico) oppure con configurazione statica (dovrai inserire le informazioni manualmente).
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Questo elemento di menù è disponibile sono se hai scelto l’installazione FTP.
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Preparare il disco rigido
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Il menù “Prepare Hard Drive” ti fara accedere ad un sottomenù con due alternative.
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La prima scelta è “Auto-Prepare”, che partizionerà automaticamente il tuo disco in tre parti: boot, swap e root. Queste partizioni saranno anche formattate e montate nei punti giusti. Per maggiore precisione, questa opzione creerà:
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    * una partizione /boot ext2 da 32 MB
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    * una partizione swap da 256 MB
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    * una partizione root ext3 per tutto lo spazio rimanente
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Attenzione: “AUTO-PREPARE” CANCELLERA’ TUTTI I DATI PRESENTI SUL TUO DISCO RIGIDO! Leggi attentamente il messaggio che dell’installatore e assicurati di aver selezionato il dispositivo corretto!
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Un modo per verificare il dispositivo sceto è aprire un altro terminale (ALT-F2, Invio) e digitare
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# cfdisk -P s <nome del dispositivo>
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così avrai l’elenco delle partizioni presenti sul disco selezionato e potrai facilmente verificare che sia quello giusto.
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Se nessun dispositivo viene mostrato (”[nothing] will be COMPLETELY ERASED! ...”) e l’installatore produce un messaggio di errore “Device not valid” assicurati di aver caricato i moduli necessari (richiesti se SCSI, RAID ecc...). Puoi ancora caricare i moduli corretti spostandoti su un terminale e digitando i comandi corretti, per poi tornare all’installatore con (ALT-F1).
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Se preferisci fare il partizionamento manualmente, utilizza se opzioni “Partition Hard Drives” e “Set Filesystem Mountpoints”, altrimenti ritorna al menù principale dopo aver auto-preparato il disco.
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====Partizionamento dei dischi rigidi====
+
Salta questa sezione se hai utilizzato l’opzione “Auto-Prepare”.
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Altrimenti seleziona il disco che vuoi partizionare e verrà automaticamente caricato il programma cfdisk, grazie a cui potrai modificare la configurazione e salvarla con write e quit.
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Avrai bisogno almeno di una partizione swap e una root per poter continuare l’installazione.
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====Impostazione dei punti di montaggio====
+
Salta questa sezione se hai utilizzato l’opzione “Auto-Prepare”.
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+
Seleziona questa opzione solamente se hai già partizionato il tuo disco rigido.
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La prima domanda a cui dovrai rispondere è quale partizione utilizzare come swap, selezionandola dalla lista delle partizioni disponibili. Successivamente dovrai selezionare quale partizione utilizzare come root.
+
 
+
Ogni volta che selezionerai una partizione da montare, ti verrà chiesto se desideri che su di essa venga creato un file system. Selezionando sì ti verrà chiesto quale tipo di file system creare (ext2 ecc... scegli quello che preferisci), in seguito la partizione sarà formattata con il file system prescelto e tutti i dati saranno distrutti. Non è un problema annullare l’operazione digitando no.
+
 
+
Se vuoi preservare i dati esistenti sulla partizione, ti consigliamo fortemente di creare backup e non di sperare che nulla vada storto durante l’installazione. Non dire che non ti avevamo avvertito!
+
 
+
Non ti verrà chiesto quale file system utilizzare per la swap, perché quest’ultima utilizza un unico file system apposito.
+
 
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Se vuoi montare altre partizioni, ad esempio per separare /boot o /home, puoi tranquillamente farlo ora in questo modo:
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+
    * seleziona la partizione da montare
+
    * scegli il filesystem (se ne vuoi creare uno invece che mantenere i dati presenti)
+
    * scegli il punto di montaggio (la cartella)
+
 
+
Ripeti questi passi finché non avrai terminato, poi seleziona DONE per procedere. Dopo che il sistema avrà lavorato alcuni secondi ti verrà riproposto il menù principale.
+
 
+
Non montare /tmp su una partizione separata a questo punto perché confonderebbe l’installatore! Lascia semplicemente le impostazioni per /tmp così come sono fintanto che l’installazione non sia terminata, dopo potrai manualmente variarla a tuo piacimento.
+
 
+
<h4>Selezionare i pacchetti</h4>
+
 
+
<p>Questa opzione ti permetterà di selezionare i pacchetti che desideri installare dal CD, da USB oppure dal mirror NET. Hai la possibilità di scegliere intere categorie, nelle quali trovi i pacchetti che ti interessano, e quindi perfezionare la tua scelta selezionando o deselezionando i pacchetti usando la barra spaziatrice della tastiera. È raccomandato installare tutti i pacchetti della categoria "base", ma nessun altro a questo punto dell'installazione. L'unica eccezione riguarda i pacchetti che necessiti per stabilire la connessione Internet.</p>
+
 
+
<p>Una volta selezionati i pacchetti interessati, puoi proseguire con il passo successivo.</p>
+
 
+
<h4>Installare i pacchetti</h4>
+
 
+
<p>Questa parte dell'installer andrà ad installare tutti i pacchetti base e quelli da te selezionati (risolvendone le dipendenze) sul tuo disco rigido.</p>
+
 
+
<h4>Configurare il sistema</h4>
+
 
+
<p>Questa sezione fa più cose:</p>
+
 
+
<ul>
+
<li>preconfigura automaticamente alcuni file di configurazione (ad esempio menu.lst di grub, mkinitcpio.conf di HOOK, le opzioni di tastiera in rc.conf, i mirror di pacman, ecc.)</li>
+
<li>preconfigura alcuni file dopo il tuo intervento (ad esempio quelli riguardanti network)</li>
+
<li>ti permette di cambiare manualmente importanti file di configurazione per la costruzione del tuo sistema.Ti verrà chiesto con quale editor di testo vorrai modificarli. Devi scegliere tra nano, joe e vi.</li>
+
<li>ti permette di scegliere la password di root del tuo sistema</li>
+
</ul>
+
 
+
<p><strong>File di configurazione</strong></p>
+
 
+
<p>Questi sono i file di configurazione fondamentali per Arch Linux. Se necessiti di supporto nella configurazione di un servizio specifico, fai riferimento alla pagina man del servizio stesso o ad una qualsiasi documentazione online. In molti casi, il [http://wiki.archlinux.org/ Wiki] di Arch Linux stesso e il [http://www.archlinux.it/forum/index.php forum] della comunità sono un'ottima fonte.</p>
+
 
+
<ul>
+
<li>/etc/rc.conf</li>
+
<li>[http://wiki.archlinux.org/index.php/Fstab  /etc/fstab]</li>
+
<li>/etc/mkinitcpio.conf</li>
+
<li>/etc/modprobe.d/modprobe.conf</li>
+
<li>/etc/resolv.conf</li>
+
<li>/etc/hosts</li>
+
<li>/etc/hosts.deny</li>
+
<li>/etc/hosts.allow</li>
+
<li>/etc/locale.gen</li>
+
<li>/etc/pacman.d/mirrorlist</li>
+
<li>/etc/pacman.conf</li>
+
</ul>
+
 
+
<p><strong>/etc/rc.conf</strong></p>
+
 
+
<p>Questo è il file di configurazione principale di Arch Linux. Ti permetterà di impostare la tastiera, il fuso orario, il nome del sistema, la rete, i demoni e i moduli da caricare all'avvio, i profili e molto di più.</p>
+
 
+
<p><strong>LOCALE:</strong> Questo rappresenta la lingua del tuo sistema, che verrà utilizzata da tutte le applicazioni che fanno uso della specifica i18n-. Vedere inoltre locale.gen più sotto per le opzioni disponibili. Il default è ovviamente settato sull'Inglese</p>
+
 
+
<p><strong>HARDWARECLOCK:</strong> Metti UTC se il tuo orologio di sistema del BIOS è configurato su UTC, oppure metti localtime se
+
il tuo orologio di sistema è configurato sulla tua ora locale. Se hai un sistema operativo che non può gestire l'ora UTC del BIOS (come Windows), scegli localtime, mentre in caso contrario UTC è preferibile, poichè cambierà automaticamente l'ora solare\legale oltre ad avere altri piccoli aspetti positivi.</p>
+
 
+
<p><strong>USEDIRECTISA:</strong> Se impostato a "yes" dirà al hwclock di usare specifiche istruzioni I/O per accedere all'orologio hardware. Altrimenti hwclock tenterà di usare il dispositivo /dev/rtc che riterrà essere governato dal driver del dispositivo rtc. Quest'impostazione, di base "no", va bene per le persone che non usano una macchina ISA.</p>
+
 
+
<p><strong>TIMEZONE:</strong> Specifica qui il tuo fuso orario. Le opzioni possibili, sono i path relativi ad un file di fuso orario presente nella cartella /usr/share/zoneinfo. Per esempio, il fuso orario per la Germania sarà 'Europe/Berlin', che fa riferimento al file
+
/usr/share/zoneinfo/Europe/Berlin. Se non conosci il fuso orario corretto per la zona in cui ti trovi, non preoccupatene ora, ma rimanda pure questa configurazione.</p>
+
 
+
<p><strong>KEYMAP:</strong> Definisce la mappa dei tasti da caricare col programma loadkeys al boot del sistema. Possibili mappe dei tasti si trovano in /usr/share/kbd/keymaps. Considera che questo settaggio è valido solo nell'ambiente TTY, non per tutti i window managers o per l'intero X server! L'impostazione di default è per la tastiera americana.</p>
+
 
+
<p><strong>CONSOLEFONT:</strong> Indica il font da utilizzare per la console, che verrà caricato al boot con il comando setfont. Possibili font da utilizzare si trovano in /usr/share/kbd/consolefonts.</p>
+
 
+
<p><strong>CONSOLEMAP:</strong>  Indica la mappa dei caratteri da caricare con il programma setfont durante il bootup. Le mappe possibili si trovano in /usr/share/kbd/consoletrans.Potresti voler indicare una mappa adatta al tuo locale (8859-1 per Latin1, per esempio) se hai definito un locale utf8 sopra, e usi programmi che generano output a 8-bit. Se utilizzi X per il lavoro di tutti i giorni, puoi anche ignorare questo settaggio, visto che influisce solo sull'output dei programmi GNU\Linux da console.</p>
+
 
+
<p><strong>USECOLOR:</strong> Abilita (o disabilita) i messaggi di stato colorati durante la fase di inizializzazione del sistema.</p>
+
 
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<p><strong>MOD_AUTOLOAD:</strong> Se impostato su "yes", udev scansionerà il vostro hardware durante l'inizializzazione e tenterà di caricare automaticamente i moduli appropriati. Se è impostato "no" non lo farà.</p>
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<p><strong>MODULES:</strong> In questa sezione puoi elencare i nomi dei moduli che vuoi caricare durante l'avvio, senza dover legarli ad una particolare periferica hardware come nel file modprobe.conf. Semplicemente, aggiungi il nome del modulo qui, e metti le eventuali opzioni nel file modprobe.conf. Apponendo un ('!') davanti al nome del modulo farà si che esso non venga caricato.</p>
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<p><strong>USELVM:</strong> Imposta "yes" per eseguire un vgchange durante il sysinit, così come attivare qualsiasi gruppo LVM.</p>
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<p><strong>HOSTNAME:</strong> Indica qui il nome della macchina, senza la parte del dominio. Questo nome è completamente a tua scelta, sempre che ti limiti a lettere, numeri e pochi altri caratteri speciali come la barra.</p>
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<p><strong>INTERFACES:</strong> Definisci qui le impostazioni delle tue interfacce di rete. Le righe di default e i commenti inclusi sono abbastanza autoesplicativi. Se usi il DHCP, 'eth0="dhcp"' dovrebbe funzionare. Se invece non lo utilizzi, tieni solo a mente che il valore della variabile (il cui nome deve essere uguale al nome della periferica di rete che intendi configurare) sarà uguale alla lista di opzioni che si dovrebbe accodare al comando ifconfig nel caso in cui tu stia configurando la periferica manualmente da console.</p>
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<p><strong>ROUTES:</strong> Qui puoi definire le tue routes statiche con un nome casuale.
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Per avere un'idea, guarda l'esempio per un gateway predefinito.
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Fondamentalmente la parte tra apici è identica a cosa vorresti
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passare a un normale comando add di route, quindi è consigliabile
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una lettura al man di route se non sai cosa scrivere qui, o
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semplicemente lascia vuoto.</p>
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<p><strong>[/index.php/Network_Profiles  NET_PROFILES]:</strong> Abilita specifici profili di rete all'avvio. I profili di rete
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forniscono una vantaggiosa via per la gestione di multiple configurazioni
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di rete, e sono pensate per sostituire la configurazione standard
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INTERFACES/ROUTES che è ancora consigliata per sistemi con solo una
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configurazione di rete. Se il tuo computer farà parte di varie reti
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in momenti diversi (ad esempio un notebook) allora dovresti dare uno sguardo
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alla cartella /etc/network-profiles/ per impostare qualche profilo.
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Nella cartella c'è un file modello che può essere usato per creare
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nuovi profili. In questo caso serve il pacchetto netcfg.</p>
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<p><strong>DAEMONS:</strong> Questo array è semplicemente una lista dei nomi degli script
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contenuti in /etc/rc.d/ che si vuole siano lanciati durante
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il processo di avvio. Se il nome di uno script è preceduto da
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un punto esclamativo (!), non sarà eseguito. Se uno script è
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preceduto dalla simbolo della chiocciola (@), allora sarà
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eseguito in background, ovvero la sequenza d'avvio non attenderà
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il completamento prima di continuare. Solitamente non è necessario
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cambiare i valori predefiniti per avere un sistema funzionante,
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ma dovrai modificare questo array nel caso
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avessi installato un servizio di sistema come sshd,
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e volessi che questo parta automaticamente all'avvio.</p>
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<p><strong>[http://wiki.archlinux.org/index.php/Fstab  /etc/fstab]</strong></p>
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<p>Le impostazioni relative ai filesystem e ai punti di montaggio sono inserite in questo file. L'installer dovrebbe aver già creato le voci necessarie. Controlla che siano complete e corrette.</p>
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<p><strong>/etc/mkinitcpio.conf</strong></p>
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<p>Questo file ti permette di perfezionare l'iniziale ramdisk per il tuo sistema. La ramdisk è un'immagine compressa letta dal kernel durante la fase di boot. Il suo scopo è di caricare il sistema fino all'accesso nel filesystem di root. Questo significa che deve caricare tutti i moduli necessari a individuare cose come unità IDE, SCSI, o SATA (oppure USB/FW se stai effettuando il boot da unità USB). Una volta che il ramdisk ha caricato i moduli corretti, sia direttamente che tramite udev, il controllo passa al sistema Arch e la fase di boot continua. Per questo motivo, il ramdisk deve contenere solamente i moduli necessari ad accedere alla partizione root. Non serve che contenga moduli che non userai mai. La maggior parte dei moduli usati quotidianamente difatti sarà caricata da udev successivamente, durante il processo init.</p>
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<p>Di base, mkinitcpio.conf è configurato per caricare tutti i moduli per sistemi IDE,SCSI  o SATA attraverso il cosidetto HOOK. L'installazione dovrebbe inoltre aver inserito hooks come crypt, lvm, keymap e usbinput se necessario. Ciò significa che l'initrd di base dovrebbe funzionare in tutti i casi. Puoi editare mkinitcpio.conf e rimuovere gli HOOK (per es. IDE;SCSI;RAID;USB ecc) che non servono. Puoi andare anche oltre nella personalizzazione specificando i moduli esatti che servono nel parametro MODULES rimuovendo quindi ulteriori hooks, ma occorre procedere con molta cautela.</p>
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<p>Se usi RAID nel filesystem di root, dovrai configurare le specifiche RAID che si trovano alla fine. Dai uno sguardo alle pagine Wiki RAID e mkinitcpio per ulteriori informazioni. Se non usi una tastiera americana, dovresti anche aggiungere l'hook chiamato 'keymap', oltrechè l'hook 'usbinput' se usi una tastiera collegata tramite USB.</p>
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<p><strong>/etc/modprobe.d/modprobe.conf</strong></p>
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<p>Questo parametro fornisce indicazioni al kernel su quali moduli caricare per i dispositivi di sistema, e quali opzioni applicarvi. Ad esempio, per far si che il kernel carichi il modulo ethernet per Realtek 8139 quando avvia il network (ad es. quando prova a configurare eth0), usa queste linee:</p>
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<pre><code> alias eth0 8139too
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</code></pre>
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<p>La maggior parte delle persone non hanno necessità di modificare questo file.</p>
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<p><strong>/etc/resolv.conf</strong></p>
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<p>Modifica questo file per configurare il tuo (i tuoi) principale nameserver. Di base dovrebbe apparire così:</p>
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<pre><code> search domain.tld
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nameserver 192.168.0.1
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nameserver 192.168.0.2
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</code></pre>
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<p>Modifica domain.tld e l'indirizzo ip con i tuoi parametri. Il dominio di ricerca indica automaticamente il dominio che viene raggiunto da hostname non definiti.
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Modificandolo, un ping myhost diverrà effettivamente un ping myhost.domain.tld con i valori sopra specificati. Questi parametri non sono tuttavia molto importanti e la maggior parte delle persone dovrebbe lasciarli così come sono. Se usi DHCP, questo file verrà modificato con i parametri corretti automaticamente quando si stabilisce la connessione, quindi puoi ignorare tranquillamente questo file.</p>
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<p><strong>/etc/hosts</strong></p>
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<p>Qui è dove componi l'associazione hostname/ip del computer nella rete. Se un hostname non è riconosciuto dal tuo DNS, puoi aggiungerlo qui per farlo riconoscere correttamente, o per sovrascrivere le risposte del DNS. Normalmente non hai bisogno di modificare nulla qui, ma potresti volerci aggiungere l'hostname e l'hostname+dominio della macchina locale, risolvendo l'IP dell'interfaccia network. Alcuni servizi altrimenti, come ad esempio postfix, fallirebbero. Se non sai cosa stai facendo lascia il file così com'è e documentati con man hosts.</p>
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<p><strong>/etc/hosts.deny</strong></p>
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<p>Questo file nega l'accesso a servizi network. Di base tutti i servizi network sono negati.</p>
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<pre><code> ALL: ALL: DENY
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</code></pre>
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<p><strong>/etc/hosts.allow</strong></p>
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<p>Questo file permette gli accessi ai servizi network. Inserisci qui i servizi che vuoi permettere. Ad esempio per permettere alle tue macchine di connetterti via ssh:</p>
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<pre><code> sshd: ALL: ALLOW
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</code></pre>
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<p><strong>/etc/locale.gen</strong></p>
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<p>Questo file contiene una lista di tutti i locales e charsets a tua disposizione. Quando scegni un LOCALE nel tuo /etc/rc.conf o quando avvi un programma, viene richiesto di decommentare il locale corrispettivo in questo file, in modo tale da creare una versione “compilata” disponibile al sistema, e lanciando il comando locale-gen da root per generare tutti i locale decommentati e per inserirli poi al loro posto. Dovresti decommentare tutti i locales che intendi usare.</p>
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<p>Durante il processo d'installazione, non hai bisogno di avviare locale-gen manualmente, ma cià accadrà automaticamente dopo aver salvato i tuoi cambiamenti a questo file. Di base, sono abilitati tutti i locales in linea con le impostazioni LOCALE del file rc.conf .
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Per usare senza difficoltà il sistema dovresti decommentare, in questo file, almeno il locale che utilizzi nel tuo rc.conf.</p>
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<p><strong>/etc/pacman.d/mirrorlist</strong></p>
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<p>Questo file contiene una lista di server dai quali pacman scaricherà i pacchetti dei repositories ufficiali Arch Linux. I servers verranno interrogati nell'ordine in cui sono elencati. La macro $repo viene generata automaticamente da pacman sulla base del repository (core, extra, community o testing).</p>
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<p>Se stai effettuando un'installazione FTP, il mirror dal quale hai scaricato i pacchetti verrà aggiunto in cima alla lista, in modo tale da essere usato come il server di base nel tuo nuovo sistema Arch Linux.</p>
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<p><strong>/etc/pacman.conf</strong></p>
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<p>Qui puoi specificare i parametri di pacman come i repositories da utilizzare.</p>
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<p><strong>Impostare la Password di Root</strong></p>
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<p>A questo punto devi scegliere la password di root per il tuo sistema. Scegli la password con cura, preferibilmente usando un insieme di caratteri alfanumerici e speciali, dal momento che questa password ti permetterà di modificare le parti più critiche del tuo sistema.</p>
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<p>Quando hai finito di editare i file di configurazione, scegli Return per tornare al menu principale. Il setup rigenererà il ramdisk iniziale per abilitare i cambiamenti fatti a mkinitcpio.conf.</p>
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<h4>Installare un Bootloader</h4>
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<p>Adesso verrà installato un bootloader sul disco fisso, GRUB o nessuno nel caso se ne abbia uno già installato e si desideri utilizzare quello. Se si sceglie di installare GRUB, lo script setup chiederà di esaminare il file di configurazione appropriato per confermare le impostazioni corrette.</p>
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<p><strong>/boot/grub/menu.lst</strong></p>
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<p>Se si decide di usare GRUB si dovrebbe controllare e modificare questo file per adattare/regolare la configurazione di avvio, altrimenti si dovrà modificare il file di configurazione del bootloader esistente. Questo file si trova già precompilato dall'installatore usando le voci UUID; potrebbe essere necessario cambiare queste voci nel caso in cui si fossero dovute cambiare nel file fstab.</p>
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<p>Dopo aver verificato la correttezza della configurazione del bootloader, verrà richiesta una partizione su cui installare il bootloader. A meno che non si stia utilizzando un altro boot loader, è necessario installare GRUB nel MBR del disco, che di solito è rappresentato dal nome del dispositivo senza un numero suffisso. (es: /dev/sda)</p>
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<h4>Uscire dall'installazione</h4>
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<p>Uscire dall'installazione, rimuoveve il dispositivo usato per l'installazione (CD-ROM o disco USB), digitare reboot alla console, premere invio ed incrociare le dita!</p>
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<h3>Procedura d'Installazione Automatica</h3>
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+
<p>Con la procedura di installazione automatica, è possibile fare installazioni automatiche tramite script. Vedere [#Aif_the_installation_tool 2.3 AIF, il programma di installazione].
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In /usr/share/aif/examples si troveranno esempi che non hanno bisogno di nessuna modifica o quasi per installare il sistema:</p>
+
 
+
<ul>
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<li>generic-install-on-sda
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in questo file vengono impostate alcune cose che si possono fare durante l'installazione (aggiungere di pacchetti personalizzati, impostare il fuso orario, aggiornare i file di configurazione, ecc)
+
Esso definisce una semplice installazione (con una struttura simile a quella che si ottiene
+
con Auto-prepare) su /dev/sda</li>
+
<li>fancy-install-on-sda
+
molto simile a quello generico-install-on-sda,
+
ma installa un sistema con supporto a filesystem crittografati (LVM / dm_crypt) su /dev/sda</li>
+
</ul>
+
 
+
<p>Si noti che questi file sono semplici file di bash, quindi se si desidera definire per
+
esempio <code>SYNC_URL</code>, questo deve essere racchiuso tra apici singoli per evitare che bash espandi <code>$repo</code></p>
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+
<p>Richiamare come aif -p automatic -c /percorso/del/file/di/configurazione. Ovviamente, non si deve dimenticare di modificare il nome del disco rigido a meno che non si voglia usare /dev/sda.</p>
+
 
+
<h4>Sintassi del file di configurazione</h4>
+
 
+
<p>I file di configurazione saranno interpretati dalla shell bash, quindi devono contenere codice bash valido.</p>
+
 
+
<p><strong>PARTIZIONI:</strong> Permette di definire le partizioni del proprio disco rigido, separate da spazi.</p>
+
 
+
<ul>
+
<li>Prima viene il file del dispositivo per il disco rigido </li>
+
<li> quindi per ogni partizione che si desidera: dimensione in MiB (o '*' per tutto lo spazio restante), il tipo di filesystem e, facoltativamente, un '+' per selezionare il flag avviabile separate dai due punti (':')</li>
+
</ul>
+
 
+
<p><strong>BLOCKDATA:</strong> In questa variabile multi-linea si può stabilire come ciascuna
+
partizione dovrebbe essere usata. Studiare gli esempi per vedere come funziona.</p>
+
 
+
<h3>Personalizzare l'installazione</h3>
+
 
+
<p>È inoltre possibile personalizzare l'installazione, scrivendo nuove procedure (o procedure derivate da quelle attuali) o file di configurazione per le procedure che lo supportano (automatico).
+
Si hanno le librerie AIF a tua disposizione e si possono creare nuove librerie (vedi /usr/lib/aif).
+
Consultare il file README di AIF per maggiori informazioni.</p>
+
 
+
<h1>Il proprio nuovo sistema</h1>
+
 
+
<p>Se tutto è andato a buon fine, si può riavviare il sistema (assicurandosi che non si avvii di nuovo dallo stesso disco USB o dal CD-ROM).</p>
+
 
+
<p>Durante l'early userspace (la parte che viene immediatamente dopo il bootloader) vengono eseguiti gli hook (definiti in mkinitcpio.conf) necessari per ottenere il tuo filesystem radice. <br />
+
Se si utilizza lvm, verrà eseguito l'hook lvm. Se si usa la crittografia, verrà eseguito sia l'hook keymap che l'hook encrypt in modo che si possa inserire la password per decrittare il volume.</p>
+
 
+
<p>Quando il proprio sistema sarà avviato sarà possibile autenticarsi come root senza alcuna password (la prima cosa che consigliamo di fare è di impostarne una con il comando passwd).</p>
+
 
+
<h1>Ulteriori Informazioni</h1>
+
 
+
<h2>Gestione dei pacchetti</h2>
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<p>Pacman è un gestore di pacchetti che tiene traccia di tutto il software installato sul tuo sistema. Risolve automaticamente le dipendenze e usa archivi .tar.gz standard per tutti i pacchetti.
+
Di seguito vengono spiegare alcune operazioni ordinarie, che potresti dover utilizzare durante l'installazione, con i loro rispettivi comandi. Per una spiegazione più approfondita delle opzioni di pacman, leggere la sua pagina di manuale o consultare il wiki
+
[http://wiki.archlinux.org/index.php/Pacman_(Italiano) Pacman (Italiano)].</p>
+
 
+
<p><strong>Operazioni ordinarie:</strong></p>
+
 
+
<ul>
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<li><p>Aggiornamento della lista dei pacchetti</p>
+
 
+
<p># pacman --sync --refresh</p>
+
 
+
<p># pacman -Sy</p></li>
+
</ul>
+
 
+
<p>Recupera un nuovo elenco dei pacchetti dai database remoti definiti
+
nel file /etc/pacman.conf e lo decomprime nel database locale.</p>
+
 
+
<ul>
+
<li><p>Cercare un pacchetto</p>
+
 
+
<p># pacman --sync --search <regexp></p>
+
 
+
<p># pacman -Ss <regexp></p></li>
+
</ul>
+
 
+
<p>Cerca ogni pacchetto all'interno dei database remoti il cui nome o descrizione corrispondono con regexp.</p>
+
 
+
<ul>
+
<li><p>Mostrare informazioni di un pacchetto dai database remoti</p>
+
 
+
<p># pacman --sync --info foo</p>
+
 
+
<p># pacman -Si foo</p></li>
+
</ul>
+
 
+
<p>Mostra le informazioni dal database dei pacchetti sul pacchetto foo (dimensioni,
+
data di costruzione, dipendenze, conflitti, ecc)</p>
+
 
+
<ul>
+
<li><p>Aggiungere un pacchetto dal database dei pacchetti</p>
+
 
+
<p># pacman --sync foo</p>
+
 
+
<p># pacman -S foo</p></li>
+
</ul>
+
 
+
<p>Recuperare e installare il pacchetto foo, completo di tutte le dipendenze che richiede.
+
Prima di utilizzare qualsiasi opzione di sincronizzazione, assicuratevi di aggiornare la lista dei pacchetti.</p>
+
 
+
<ul>
+
<li><p>Visualizzare tutti i pacchetti installati</p>
+
 
+
<p># pacman --query</p>
+
 
+
<p># pacman -Q</p></li>
+
</ul>
+
 
+
<p>Elenca tutti i pacchetti installati nel sistema.</p>
+
 
+
<ul>
+
<li><p>Controllare se un pacchetto è installato</p>
+
 
+
<p># pacman --query foo</p>
+
 
+
<p># pacman -Q foo</p></li>
+
</ul>
+
 
+
<p>Questo comando visualizzerà il nome e la versione del pacchetto foo solo se questo è installato nel sistema.</p>
+
 
+
<ul>
+
<li><p>Mostrare informazioni di un pacchetto</p>
+
 
+
<p># pacman --query --info foo</p>
+
 
+
<p># pacman -Qi foo</p></li>
+
</ul>
+
 
+
<p>Mostra informazioni sul pacchetto installato foo (dimensione, data di installazione, data di costruzione, dipendenze, conflitti, ecc.)</p>
+
 
+
<ul>
+
<li><p>Mostrare la lista dei file contenuti in un pacchetto</p>
+
 
+
<p># pacman --query --list foo</p>
+
 
+
<p># pacman -Ql foo</p></li>
+
</ul>
+
 
+
<p>Elenca tutti i file appartenenti al pacchetto foo.</p>
+
 
+
<ul>
+
<li><p>Trovare a quale pacchetto appartenga uno specifico file</p>
+
 
+
<p># pacman --query --owns /percorso/del/file</p>
+
 
+
<p># pacman -Qo /percorso/del/file</p></li>
+
</ul>
+
 
+
<p>Questo comando mostra il nome e la versione del pacchetto che contiene il file passato come parametro con il percorso completo.</p>
+
 
+
<h2>APPENDICE</h2>
+
 
+
<p>Vedere [http://wiki.archlinux.org/index.php/Official_Arch_Linux_Install_Guide_Appendix_(Italiano) Official Arch Linux Install Guide Appendix (Italiano)]
+
per ulteriore documentazione che i nuovi utenti possono trovare utile.</p>
+

Revision as of 20:01, 26 July 2012