Difference between revisions of "Official Installation Guide (Italiano)"

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[[Category:Getting and installing Arch (Italiano)]]
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#REDIRECT [[Installation Guide (Italiano)]]
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IN TRADUZIONE E SISTEMAZIONE
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{{Article summary text|Questa è una traduzione abbastanza aggiornata della Guida di installazione ufficiale di Arch Linux}}
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{{i18n_entry|English|Official Arch Linux Install Guide}}
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{{Article summary wiki|Beginners Guide (Italiano)}} (Se sei un nuovo utente Arch, è consigliabile leggerla)
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==Introduzione==
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===Che cos'è Arch Linux?===
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Arch Linux è una distribuzione GNU/Linux ottimizzata per sistemi i686/x86-64 sviluppata in maniera indipendente. Il suo sviluppo è focalizzato sulla semplicità, sull'eleganza, sulla correttezza del codice e su software aggiornatissimo.
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Il sistema Arch e i pacchetti binari sono ottimizzati per processori i686 e x86-64. La sua leggerezza e il suo design semplificato la rendono molto facile da estendere e plasmare in un qualsiasi tipo di sistema vogliate.
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Il sistema di pacchettizzazione di Arch è basato sul modello cosiddetto 'rolling-release', cioè a rilascio continuo. Difatto, i 'rilasci' di Arch sono meramente dei CD di installazione contenenti una istantanea del repository core, e in genere coincidono con i rilasci dei kernel. Gli aggiornamenti di sistema sono eseguiti con un unico, semplice comando, e mantengono il vostro sistema 'al passo' delle più recenti versioni dei software. Inoltre, Arch fornisce un sistema di compilazione dei pacchetti basato sul modello dei port BSD (il cosiddetto Arch Build System - ABS) per snellire e migliorare il processo di compilazione da sorgenti. L'albero ABS è sincronizzato anch'esso con un solo semplice comando, così come è possibile ricompilare l'intero sistema.
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Arch utilizza un sistema di inizializzazione init molto simile a quello dei sistemi *BSD, un sistema che inizializza e configura i servizi da un solo file di configurazione allo startup. I file di configurazione di sistema sono scritti in maniera essenziale, semplice e ben commentata.
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Ricordando i sistemi *BSD, Arch viene installata di defalut come un sistema base '''minimale'''. Il sistema base include solamente il kernel Linux e GNU. La shell inclusa nel sistema è Bash. Durante l'installazione, l'utente può scegliere di installare una manciata di librerie e di moduli, e solo pochi comandi basilari come '''make''' e '''links'''. Dalla linea di comando, il sistema viene espanso a seconda delle necessità dell'utente, tramite lo scaricamento dalla rete del software necessario tramite '''pacman''', il gestore dei pacchetti di Arch. Questo significa che virtualmente non viene installato nessun sistema di default (se escludiamo il minuscolo set di pacchetti del sistema di base). L'utente ha il completo controllo del sistema mediante la scelta di ''qualsiasi'' pacchetto addizionale da installare, e così facendo, ha la possibilità di realizzarsi un sistema su misura in base alle sue esigenze.
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Arch Linux si sforza di mantenere l'ultimissima versione stabile del software. Attualmente, viene supportato un ristretto set di software di base (repository '''core'''), un ampio set di pacchetti extra mantenuti dagli sviluppatori ufficiali di Arch (repository '''extra'''), così come migliaia di pacchetti aggiuntivi forniti dagli utenti 'di fiducia' della comunità [[Arch User Repository (Italiano)|AUR]] affinchè possano essere utilizzati da chiunque ne abbia necessità.
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Arch Linux si sforza inoltre di utilizzare alcune delle funzionalità più recenti disponibili per gli utenti GNU/Linux. Dalla versione 0.8 (Voodoo), Arch Linux utilizza di default il kernel 2.6 e udev, inoltre supporta fin dall'installazione i filesystem Ext2/Ext3/ReiserFS/XFS/JFS, RAID/LVM, e i filesystem criptati.
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===Licenza===
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Arch Linux, pacman, la documentazione, gli scripts sono copyright
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©2002-2007 di Judd Vinet, ©2007-2008 di Aaron Griffin e sono concesse in licenza sotto la GNU General Public License Versione 2.
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==Installare Arch Linux==
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===Pre-Installazione===
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Arch Linux è ottimizzata per processori i686 e non gira su chip più lenti come i386, i486 o i586, è necessario quindi avere almeno un Pentium II (a onor del vero, il passaggio all’architettura i686 è avvenuto con il Pentium Pro vedi wikipedia).
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E’ disponibile anche un set di pacchetti per processori i586 ma al momento non è mantenuto. Volontari?
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Prima di installare Arch Linux bisogna decidere il metodo di installazione che si vuole usare. Arch Linux fornisce una ISO avviabile per l’installazione da CD-ROM oltre alle immagini per i floppy disk per chi vuole eseguire l’installazione via FTP. Si può anche scaricare una ISO base da soli 200MB che contiene solo i pacchetti necessari per avere una Arch base funzionante.
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Se non si ha a disposizione un lettore cdrom la scelta migliore è ovviamente l’installazione via FTP grazie ai floppy disk.
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Altrimenti cerca di reperire un CD di installazione Arch, scaricandolo e masterizzandolo, oppure facendotelo copiare da amici se la tua connessione modem non ce la fa oppure non hai un masterizzatore. Puoi anche comprare un CD online da OSDisc, che spedisce in tutto il mondo.
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Puoi altresì effettuare un’installazione FTP con il CD, la variante floppy è consigliata solo come ultima risorsa perché i dischetti sono estremamente lenti e hanno il brutto vizio di rompersi facilmente.
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Non preoccuparti se hai un’immagine ISO vecchia, aggiornare il sistema una volta installato sarà molto semplice, almeno se possiedi una connessione veloce.
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Al momento NON è possibile utilizzare una connessione PPP per l’installazione, questo perché alcuni software necessari non sono presenti nel disco di installazione.
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Per un’installazione FTP devi avere un gateway già connesso ad Internet all’interno della tua LAN. Alternativamente potresti avere un server FTP con tutti i pacchetti e connetterti a quello. Il punto è che non puoi connettere il modem al tuo PC ed impostare una connessione al tuo provider attraverso il programma di installazione.
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Il metodo più semplice per installare Arch Linux è sicuramente installare solo il sistema base dal CD, dopo potrai aggiornare tutti i software all’ultima versione e aggiungere tutti i pacchetti che vorrai dopo aver configurato la connessione ad internet.
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Un’altra cosa che devi sapere prima di provare ad installare Arch Linux è che durante il processo di installazione ti verranno poste alcune domande circa il disco rigido da preparare, i moduli da caricare e quali cambiamenti effettuare a certi file di sistema quali lilo.conf e rc.conf. Il programma di installazione non ti guiderà attraverso le impostazioni ma dovrai sapere cosa fare. Questo è il principale requisito per un novizio, se non ti senti sicuro allora leggi attentamente tutto il manuale di installazione e saprai cosa ti verrà chiesto. In questo modo potrai cercare aiuto sui nostri forum oppure su IRC oppure dal tuo vicino di casa. Certamente puoi anche buttarti nella mischia e combattere duro finché tutto non funzionerà a dovere... ma se qualcosa va storto non dire che non ti avevamo avvertito. Detto questo... non poi così difficile come può sembrare. ;)
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Di cosa hai bisogno:
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    * una base di conoscenza di Linux e del tuo sistema
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    * un media di installazione di Arch Linux (guarda la lista dei server)
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          o il CD di installazione
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          o da 2 a 7 dischi floppy a seconda delle tue necessità (SCSI, ethernet ecc...)
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    * un pc i686 (PPro, Pentium 2 o superiore, Athlon/Duron, ecc..
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      AMD K6, Transmeta Crusoe, CyrixIII e VIA-C3 NON sono supportati
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    * un po’ di tempo
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===Ottenere Arch Linux===
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Puoi scaricare Arch Linux da uno qualsiasi dei server riportati qui sotto.
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SERVER DI DOWNLOAD
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http://prdownloads.sourceforge.net (solo ISO) USA
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ftp://ftp.nethat.com                          USA
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ftp://ftp.ibiblio.org                        USA
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ftp://ftp.oit.unc.edu                        USA
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ftp://ftp-linux.cc.gatech.edu                USA
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ftp://ftp.belnet.be                          Belgium
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ftp://ftp.kegep.tuc.gr/archlinux/            Greece
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ftp://ftp.du.se (ISO only)                    Sweden
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ftp://ftp.fsn.hu                              Hungary
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http://darkstar.ist.utl.pt                    Portugal
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ftp://ftp.parrswood.net                      Great Britain
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ftp://ftp.nluug.nl                            Netherlands
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ftp://ftp.surfnet.nl                          Netherlands
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ftp://ftp.archlinux.de                        Germany
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ftp://ftp.mpi-sb.mpg.de                      Germany
+
ftp://ftp.tu-chemnitz.de                      Germany
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ftp://ftp.gwdg.de                            Germany
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ftp://ftp.rez-gif.supelec.fr                  France
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http://archlinux.antesis.org                  France
+
ftp://archlinux.creativa.cl                  Chile
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ftp://saule.mintis.lt                        Lithuania
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ftp://sunsite.icm.edu.pl                      Poland
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http://mirror.pacific.net.au                  Australia
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ftp://gd.tuwien.ac.at                        Austria
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===Preparare i media di installazione===
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Floppy
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    * Scarica images/boot.img (percorso relativo alla cartella radice del server di download)
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    * Scarica images/root.img
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    * Scarica tutti i file add-on di cui hai bisogno dalla cartella images/addons:
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ether_pcmcia.img
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moduli e software PCMCIA e moduli Etherner
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fs.img
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software per filesystem XFS/JFS, utilità aggiuntive per Ext2
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keymaps_usb_firewire.img
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mappe tastiera aggiuntive e font aggiuntivi per console, moduli USB/Firewire
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raid_lvm.img
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moduli e software per RAID/LVM
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scsi.img
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moduli SCSI
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    * Trova alcuni dischetti vuoti e scrivi le immagini su di essi:
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(inserisci il primo disco)
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# dd if=boot.img of=/dev/fd0
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(inserisci il secondo disco)
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# dd if=root.img of=/dev/fd0
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(ripeti la stessa procedura per le immagini add-on)
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# dd if=scsi.img of=/dev/fd0
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Se vuoi scrivere i dischietti da un computer Windows puoi scaricare il programma rawrite.exe e utilizzarlo al posto di dd.
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    * Scriviti tutte le tue impostazioni di rete, così potrai configurare il tuo sistema Arch in seguito:
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          o Indirizzo IP
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          o Subnet Mask
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          o Gateway
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          o Modulo Ethernet per la tua scheda di rete (es.: eepro100, 8139too)
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Installazione da CD
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    * Scarica 0.7/iso/i686/arch-0.7.iso (percorso relativo alla cartella radice del server di download)
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    * Scarica 0.7/iso/i686/arch-0.7.md5sum
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    * Verifica l’integrità dell’immagine .iso utilizzando md5sum:
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# md5sum --check arch-0.7.md5sum
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arch-0.7.iso: OK
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    * Masterizza l’immagine .iso su un CD-R vergine (questo passo varia a seconda del software che utilizzi).
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Se vuoi scaricare l’immagine base, utilizza il filename appropriato, ad esempio arch-0.7-base.iso invece che arch-0.7.iso. Fai altrettanto per il file md5sum.
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    * Scriviti tutte le tue impostazioni di rete, così potrai configurare il tuo sistema Arch in seguito:
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          o Indirizzo IP
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          o Subnet Mask
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          o Gateway
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          o Modulo Ethernet per la tua scheda di rete (es.: eepro100, 8139too)
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===Utilizzare il CD-ROM===
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Se stai utilizzando i dischetti floppy allora salta questa sezione e vai direttamente alla successiva. Se hai familiarità con le operazioni di boot allora puoi passare a leggere direttamente le procedure di installazione.
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Riavvia il tuo computer con il CD di installazione di ArchLinux nel tuo drive. Controlla che il tuo BIOS sia impostato per accettare il boot da CD-ROM (leggi il manuale della scheda madre se non sai come fare). Una volta che il computer si è avviato da CD vedrai una linea di comando in attesa di input, con alcune linee di spiagazione delle opzioni disponibili. Se stai installando un sistema IDE premi semplicemente Enter. Se stai installando un sistema SCSI digita arch-scsi per caricare il kernel con il supporto SCSI. Puoi anche passare tutti i parametri che vuoi al kernel.
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Se il tuo CD-ROM fallisce il boot per ragioni non ovvie, probabilmente stai utilizzando un lettore CD molto vecchio e magari hai masterizzato Arch su un CD riscrivibile. Considera la possibilità di utilizzare un normale CD-R. Alcuni lettori CD molto vecchi infatti non sono in grado di leggere correttamente CD riscrivibili.
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Al termine della procedura di boot dovresti vedere una shell di amministrazione con un testo di istruzioni nella parte alta dello schermo. A questo punto puoi cominciare l’installazione vera e propria.
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===Utilizzare i floppy===
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Se hai possibilità di avviare il sistema con un CD ti consigliamo di utilizzare quel metodo. Non solo i dischetti sono inclini alle perdite di dati, ma tutto il processo di boot risulta molto più lento e il cambiamento di più dischetti può essere snervante. Nota che non è necessario avviare da floppy per installare via FTP, la versione CD-ROM è in grado di farlo ugualmente.
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Riavvia il tuo computer con il disco di boot nel lettore floppy. Dopo alcuni secondi dovresti vedere un prompt di avvio in attesa di input. Premi Invio per contianuare il processo di boot (se ne hai la necessità puoi aggiungere parametri per il kernel).
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Se stai utilizzando una tastiera USB avrai bisogno di caricare il supporto USB automaticamente all’avvio. Puoi fare questo impostando il parametro NEEDUSB al tuo tipo di bus USB. Ad esempio se ha un bus UHCI digita NEEDUSB=uhci al prompt di boot. Dopo che il disco di root sarà caricato, ti verrà chiesto di inserire il disco di add-on USB, che sarà caricato dopo 10 secondi di attesa. Se non sei sicuro di quale sia il modello del tuo bus USB allora digita NEEDUSB=auto, così il sistema caricherà in automatico tutti e tre i moduli possibili (UHCI,OHCI,EHCI).
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Durante il processo di avvio riceverai questo messaggio:
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VFS: Insert root floppy disk to be loaded into RAM disk and press ENTER
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Inserisci il disco root nel drive e premi Invio. Dopo alcuni secondi vedrai comparire una linea di comando. Se devi caricare i moduli ethernet del kernel allora inserisci il dischetto ether_pcmcia e digita:
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# loaddisk /dev/floppy/0
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Dopo un attimo tutti i moduli verranno estratti. Se la cartella /lib/modules/ è ancora vuota e/o hai ricevuto dei messaggi di errore allora il tuo dischetto era probabilmente fallato. Crea nuovamente il dischetto dei moduli (non è necessario riavviare) e lancia nuovamente il comando loaddisk.
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Dovresti anche caricare tutti i dischetti aggiuntivi di cui hai bisogno, ad esempio SCSI o RAID/LVM. Utilizza sempre il comando loaddisk per ogni floppy, l’ordine di esecuzione non è importante.
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Se sai quale modulo ethernet caricare allora ti consigliamo di farlo con il comando modprobe. Non ti preoccupare se non sai quale modulo caricare, l’installatore proverà a fare quest’operazione automaticamente.
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Procedura di installazione comune
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A questo punto il tuo sistema dovrebbe essere avviato e il disco su cui vuoi installare Arch Linux (così come il tuo media di installazione) dovrebbero essere accessibili. Controlla che i moduli necessari (se ce ne sono) siano correttamente caricati.
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===Passi di installazione===
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  1. Caricare un set tastiera non-US
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  2. Lanciare l’installatore
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  3. Configurare la rete (solo installazione FTP)
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  4. Preparare il disco rigido
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        1. Preparazione automatica
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        2. Partizionamento dei dischi rigidi
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        3. Impostazione dei punti di montaggio
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  5. Selezionare i pacchetti
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  6. Installare i pacchetti
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  7. Installare il kernel
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  8. Configurare il sistema
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  9. Installare un bootloader
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  10. Uscire dall’installatore
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Utilizzando i tool di shell gli utenti più esperti possono preparare i dischi rigidi e gli altri dispositivi prima di far partire l’installatore. Puoi semplicemente saltare questo paramentro se non vedi necessità immediata di interazione manuale. Nota che l’installazione di Arch Linux contiene anche un programma /arch/quickinst per utenti esperti. Questo programma installa il set di pacchetti “base” all’interno di una directory specificata. Se stai facendo un’installazione “esotica” con cosette divertenti tipo RAID o LVM, oppure se non vuoi l’installatore, allora quickinst probabilmente fa per te.
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====Caricare un set tastiera non-US====
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Effettuato il login come 'root', se non avete una tastiera americana sarà necessario dare il comando:
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# km
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selezionando poi l'opzione 'qwerty\it' e confermate, ignorando la schermata che vi si presenta per testare il nuovo keymap. Selezionate anche il carattere della console, se volete mantenere quello di default, selezionate appunto il 'default'.
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====Lanciare l'installatore====
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Ora puoi lanciare /arch/setup per invocare il programma di installazione. Dopo alcuni messaggi informativi ti verrà chiesto di scegliere il metodo di installazione. Se hai una connessione veloce ad Internet potresti preferire l’installazione FTP, così sarai sicuro di avere tutti i pacchetti aggiornati (magari sul CD potrebbero essere più vecchi). Nota che potresti avere problemi in caso di configurazioni particolari di proxy. Se non puoi usare un CD-ROM, allora questo sarà l’unico metodo di installazione disponibile.
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Naviganto all’interno del programma di installazione assicurati di selezionare DONE dai sottomenù quando esegui ogni singolo passo. Questo salva tutti i settaggi e va al passaggio successivo. Cerca per quanto possibile di evitare di tornare indietro perché alcune operazioni potrebbero confondere l’installatore.
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Attualmente è abbastanza facile creare un proprio mirror FTP oppure creare un CD di installazione con i pacchetti di cui hai bisogno, così l’installazione di Arch Linux su più macchine potrebbe essere molto più semplice e potresti risparmiare molta banda. Rendi la tua e la nostra vita più facile, dai un’occhiata a queste alternative!
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Quando scegli un’installazione da CD-ROM potrai installare solo i pacchetti contenuti nel CD, che potrebbero anche essere vecchi. Certamente questa soluzione ha il merito di non necessitare di una connessione ad Internet ed è quindi la scelta raccomandata per gli utenti dialup e per chiunque non desideri scaricare almeno 100MB di pacchetti.
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Dopo aver scelto tra le due alternative, vedrai il menù di installazione, contenente tutti i passi necessari nell’ordine in cui dovranno essere completati.
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In qualsiasi momento potrai andare sulla quinta console virtuale (ALT-F5) per vedere l’output di tutti i comandi che l’installatore lancerà automaticamente. Usa (ALT-F1) per ritornare alla prima console (dove viene visualizzato l’installatore) e ogni altro tasto funzione se hai bisogno di aprire un’altra console virtuale (per interventi manuali).
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====Configurare la rete (solo installazione FTP)====
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Il menù “configure network” ti permetterà di installare e configurare i tuoi dispositivi di rete.
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Se il dispositivo eth0 non è disponibile in questo momento, ti verrà chiesto se vuoi che l’installatore provi a cercare il modulo adatto. Scegli sì a meno che tu non sappia di eventuali problemi di compatibilità (non dovrebbe mai accadere). Scegli no se vuoi fare tutto manualmente. Se l’installatore non riesce a configurare automaticamente i dispositivi di rete, assicurati di aver caritato i moduli con il comando loaddisk. Se hai utilizzato il CD-ROM questo è già stato fatto automaticamente. Se la tua scheda di rete non è ancora stata rilevata allora assicurati che sia fisicamente installata nella maniesta corretta e che sia supportata dal kernel Linux.
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Quando il modulo corretto è caricato potrai scegliere se configurare la rete con DHCP (se scegli sì l’installatore farà tutto in automatico) oppure con configurazione statica (dovrai inserire le informazioni manualmente).
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Questo elemento di menù è disponibile sono se hai scelto l’installazione FTP.
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Preparare il disco rigido
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Il menù “Prepare Hard Drive” ti fara accedere ad un sottomenù con due alternative.
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La prima scelta è “Auto-Prepare”, che partizionerà automaticamente il tuo disco in tre parti: boot, swap e root. Queste partizioni saranno anche formattate e montate nei punti giusti. Per maggiore precisione, questa opzione creerà:
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    * una partizione /boot ext2 da 32 MB
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    * una partizione swap da 256 MB
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    * una partizione root ext3 per tutto lo spazio rimanente
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Attenzione: “AUTO-PREPARE” CANCELLERA’ TUTTI I DATI PRESENTI SUL TUO DISCO RIGIDO! Leggi attentamente il messaggio che dell’installatore e assicurati di aver selezionato il dispositivo corretto!
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Un modo per verificare il dispositivo sceto è aprire un altro terminale (ALT-F2, Invio) e digitare
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# cfdisk -P s <nome del dispositivo>
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così avrai l’elenco delle partizioni presenti sul disco selezionato e potrai facilmente verificare che sia quello giusto.
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Se nessun dispositivo viene mostrato (”[nothing] will be COMPLETELY ERASED! ...”) e l’installatore produce un messaggio di errore “Device not valid” assicurati di aver caricato i moduli necessari (richiesti se SCSI, RAID ecc...). Puoi ancora caricare i moduli corretti spostandoti su un terminale e digitando i comandi corretti, per poi tornare all’installatore con (ALT-F1).
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Se preferisci fare il partizionamento manualmente, utilizza se opzioni “Partition Hard Drives” e “Set Filesystem Mountpoints”, altrimenti ritorna al menù principale dopo aver auto-preparato il disco.
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====Partizionamento dei dischi rigidi====
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Salta questa sezione se hai utilizzato l’opzione “Auto-Prepare”.
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Altrimenti seleziona il disco che vuoi partizionare e verrà automaticamente caricato il programma cfdisk, grazie a cui potrai modificare la configurazione e salvarla con write e quit.
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Avrai bisogno almeno di una partizione swap e una root per poter continuare l’installazione.
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====Impostazione dei punti di montaggio====
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Salta questa sezione se hai utilizzato l’opzione “Auto-Prepare”.
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+
Seleziona questa opzione solamente se hai già partizionato il tuo disco rigido.
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La prima domanda a cui dovrai rispondere è quale partizione utilizzare come swap, selezionandola dalla lista delle partizioni disponibili. Successivamente dovrai selezionare quale partizione utilizzare come root.
+
 
+
Ogni volta che selezionerai una partizione da montare, ti verrà chiesto se desideri che su di essa venga creato un file system. Selezionando sì ti verrà chiesto quale tipo di file system creare (ext2 ecc... scegli quello che preferisci), in seguito la partizione sarà formattata con il file system prescelto e tutti i dati saranno distrutti. Non è un problema annullare l’operazione digitando no.
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Se vuoi preservare i dati esistenti sulla partizione, ti consigliamo fortemente di creare backup e non di sperare che nulla vada storto durante l’installazione. Non dire che non ti avevamo avvertito!
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+
Non ti verrà chiesto quale file system utilizzare per la swap, perché quest’ultima utilizza un unico file system apposito.
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Se vuoi montare altre partizioni, ad esempio per separare /boot o /home, puoi tranquillamente farlo ora in questo modo:
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    * seleziona la partizione da montare
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    * scegli il filesystem (se ne vuoi creare uno invece che mantenere i dati presenti)
+
    * scegli il punto di montaggio (la cartella)
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+
Ripeti questi passi finché non avrai terminato, poi seleziona DONE per procedere. Dopo che il sistema avrà lavorato alcuni secondi ti verrà riproposto il menù principale.
+
 
+
Non montare /tmp su una partizione separata a questo punto perché confonderebbe l’installatore! Lascia semplicemente le impostazioni per /tmp così come sono fintanto che l’installazione non sia terminata, dopo potrai manualmente variarla a tuo piacimento.
+
 
+
===Selezionare i pacchetti===
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Questa opzione ti permetterà di selezionare i pacchetti che desideri installare, dal CD oppure FTP.
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+
Se scegli l’installazione da CD-ROM dovrai dire all’installatore se deve provare a montarlo oppure se l’hai già montato in /src. Seleziona l’opzione secondo le tue necessità, normalmente vorrai utilizzare il CD e ti verrà chiesto quale lettore CD-ROM utilizzare dalla lista di quelli connessi al tuo computer.
+
 
+
Se il tuo lettore CD-ROM non è nella lista, controlla di aver correttamente caricato i moduli necessari al suo funzionamento, ad esempio SCSI oppure USB.
+
 
+
Se scegli l’installazione via FTP, ti verrà chiesto di selezionare un server da cui scaricare i pacchetti, selezionane uno dalla lista oppure vai su CUSTOM se vuoi digitare un indirizzo non presente (ad esempio se hai un tuo mirror nella tua LAN).
+
 
+
Qualsiasi sorgente tu scelga, dopo che l’installatore avrà scaricato la lista dei pacchetti ti verrà chiesto di scegliere le categorie da installare.
+
 
+
Se ricevi un errore durante il download del database dei pacchetti prova a selezionare un altro mirror FTP, controlla che la tua rete stia funzionando correttamente e di non aver effettuato errori di battitura durante la digitazione dell’indirizzo del server. Potrebbe anche esserci stato un errore durante il montaggio del sorgente di installazione della directory /src se questo è stato effettuato manualmente.
+
 
+
Ora che tutto è andato a buon fine puoi selezionare quali gruppi di pacchetti vuoi installare, dopo potrai ancora selezionare o deselezionare i singoli pacchetti.
+
 
+
Tutti i pacchetti nella categoria BASE dovrebbero restare selezionati in ogni circostanza.
+
 
+
Nota che la selezione dei singoli pacchetti viene mostrata solo per le categorie selezionate, quindi se hai selezionato solo la categoria BASE vedrai solamente i pacchetti nella categoria BASE.
+
 
+
Se non vuoi selezionare solamente il minimo indispensabile per l’installazione, ma vuoi navigare tutti i pacchetti allora seleziona tutte le categorie, ma ti consigliamo di selezionare anche l’opzione NO a “select all packages by default”.
+
 
+
L’opzione “seleziona tutti i pacchetti di default” può essere facilmente confusa, se scegli SI allora tutti i pacchetti veranno selezionati, altrimenti nessun pacchetto lo sarà.
+
 
+
Scegliendo NO avrai sicuramente un sistema più pulito!
+
 
+
Ricorda, è sempre raccomandato installare tutti i pacchetti della categoria BASE ma null’altro. Non ti preoccupare perché aggiungere nuovi pacchetti è veramente semplice una volta che il sistema sarà avviato. L’unica eccezione può essere quella di porre maggiore attenzione ai pacchetti per la connessione ad Internet:
+
 
+
dhcpcd (base)
+
Aggiungilo se la tua macchina è un client DHCP.
+
isdn4k-utils (network)
+
Aggiungilo se utilizzi una linea ISDN per la connessione dialup.
+
ppp (daemons)
+
Aggiungilo se utilizzi un modem analogico.
+
rp-pppoe (network)
+
Aggiungilo se utilizzi una connessione DSL con protocollo pppoe.
+
 
+
La ISO denominata base non contiene alcun pacchetto che non sia nella categoria BASE, per cui per poter configurare la connessione ad Internet avrai bisogno della ISO completa.
+
 
+
Una volta terminata questa serie di operazioni puoi continuare al prossimo passo ed installare i pacchetti.
+
====Installare i pacchetti====
+
 
+
Questo parte del programma andrà ad installare tutti i pacchetti selezionati (risolvendone le dipendenze) sul tuo disco rigido.
+
 
+
Se hai saltato la preparazione del disco rigido ti verrà chiesto dove hai montato la tua partizione di root. Questo capiterà solo a chi ha creato manualmente le partizioni. L’installatore monta la partizione di root nella directory /mnt.
+
 
+
Tutti i messaggi di errore e debug sono visibili sul terminale 5 (ALT-F5). Dopo che tutti i pacchetti saranno stati installati potrai procedere al prossimo passo, l’installazione del kernel.
+
 
+
====Installare il kernel====
+
Qui ti verrà chiesto quale immagine del kernel vuoi installare:
+
 
+
2.6 IDE
+
Il kernel 2.6.x con il solo supporto IDE. Nota che questa
+
versione permette di utilizzare i masterizzatori ATAPI
+
e le memorie di massa USB senza l'emulazione SCSI.
+
2.6 SCSI
+
Il kernel 2.6.x con supporto IDE e SCSI. Scegli questa
+
immagine se hai unità SCSI installate. Se hai dubbi
+
considera questo come un kernel più grande e lento però
+
più adatto a configurazioni "delicate".
+
2.4 IDE
+
Il kernel 2.4.x con il solo supporto IDE.
+
2.4 SCSI
+
Il kernel 2.4.x con supporto IDE e SCSI. Scegli questa
+
immagine se hai unità SCSI oppure necessiti dell'emulazione
+
SCSI.
+
2.6 SRC
+
Decomprime i sorgenti del kernel 2.6 al fine di permetterti
+
di compilarlo come preferisci. Se non sei sicuro lascia stare.
+
2.4 SRC
+
Decomprime i sorgenti del kernel 2.4 al fine di permetterti
+
di compilarlo come preferisci. Se non sei sicuro lascia stare.
+
 
+
Se vuoi compilare il tuo kernel manualmente ti consigliamo comunque di farlo dopo aver terminato l’installazione.
+
 
+
Nota che Arch Linux utilizza il kernel 2.6 come scelta predefinita. Questo non conta realmente ma volevamo fartelo sapere.
+
 
+
==Configurare il sistema==
+
L’installatore di Arch Linux ti permette di editare i file di configurazione cruciali per il tuo sistema appena installato.
+
 
+
Se sei proprio di fretta puoi saltare questa sezione e sperare che i valori impostati di default siano corretti, ma è fortemente raccomandato che tu controlli i file proposti e effettui eventuali cambiamenti con attenzione. Fai riferimento alla sezione Configurare il sistema per istruzioni più dettagliate.
+
=== File di Configurazione===
+
Questi sono i file di configurazione fondamentali per Arch Linux, adatti ad essere modificati con un qualsiasi editor di testo. In questa sezione sono elencati solo quelli relativi alla configurazione di base. Se necessitate di supporto nella configurazione di un servizio specifico, fate riferimento alla pagina man del servizio stesso o ad una qualsiasi documentazione online. In molti casi, nel Wiki di Arch Linux stesso o nei forum della comunità potreste trovare le informazioni che vi servono.
+
 
+
{{Box Note | Arch Linux non usa nessun livello di astrazione per amministrare il sistema, e nella maggior parte dei casi rilsuta essere conforme alle direttive FHS. Come risultato, solitamente potete utilizzare le istruzioni fornite dall'autore di un qualsiasi pacchetto software, o qualsiasi cosa troviate tramite il vostro motore di ricerca preferito, e sarete quasi per certo sicuri che quelle stesse istruzioni funzioneranno senza danneggiare o arrecare confusione al sistema, perchè il sistema stesso semplicemente non ci farà 'caso'.}}
+
 
+
'''Elenco dei file di configurazione'''
+
* File di configurazione rilevanti ai fini del setup del sistema:
+
** /etc/rc.conf
+
** /etc/hosts
+
** [[Fstab | /etc/fstab]]
+
** /etc/mkinitcpio.conf
+
** /etc/modprobe.conf
+
** /etc/resolv.conf
+
** /etc/locale.gen
+
** /boot/grub/menu.lst
+
** /etc/lilo.conf
+
* File di configurazione aggiuntivi:
+
** /etc/conf.d/*
+
** /etc/profile
+
 
+
 
+
'''/etc/rc.conf'''
+
 
+
Questo è il file di configurazione principale di Arch Linux. Vi permetterà di impostare la tastiera, il fuso orario, il nome del sistema, la rete, i demoni e i moduli da caricare all'avvio, i profili e molto di più. Dovreste leggere bene tutte le impostazioni in questo file e assicurarvi di capirle, cambiandole dove appropriato:
+
 
+
LOCALE
+
Questo rappresenta la lingua del vostro sistema, che verrà utilizzata da tutte le applicazioni che fanno uso della specifica i18n. Vedere inoltre locale.gen qua sotto per le opzioni disponibili. Il default è ovviamente settato sull'Inglese.
+
 
+
HARDWARECLOCK
+
Mettete UTC se il vostro orologio di sistema del BIOS è configurato su UTC, oppure mettete localtime se
+
il vostro orologio di sistema è configurato sulla vostra ora locale. Se avete sul sistema un sistema operativo che non può gestire l'ora UTC del BIOS (come Windows), scelgiete localtime, mentre in caso contrario UTC è preferibile, poichè cambierà automaticamente l'ora solare\legale ad esempio oltre ad avere altri piccoli aspetti positivi.
+
 
+
TIMEZONE
+
Specificate qui il vostro fuso orario. Le opzioni possibili, sono i path relativi ad un file di fuso orario presente nella cartella
+
/usr/share/zoneinfo. Per esempio, un fuso orario per la Germania sarà 'Europe/Berlin', che fa riferimento al file
+
/usr/share/zoneinfo/Europe/Berlin. Se non conoscete il fuso orario corretto per la zona in cui siete, non preoccupatevene ora, ma rimandate pure questa configurazione. Il fuso orario corretto per l'Italia è 'Europe/Rome'
+
 
+
KEYMAP
+
Definisce la mappa dei tasti da caricare col programma loadkeys al boot del sistema. Possibili mappe dei tasti si trovano in /usr/share/kbd/keymaps. Considerate che questo settaggio è valido solo nell'ambiente TTY, non per tutti i window managers o per l'intero X server! L'impostazione di default è per la tastiera americana.
+
 
+
CONSOLEFONT
+
Indica il font da utilizzare per la console, che verrà caricato al boot con il comando setfont. Possibili font da utilizzare si trovano in /usr/share/kbd/consolefonts.
+
 
+
CONSOLEMAP
+
Indica la mappa dei caratteri da caricare con il programma setfont durante il bootup. Mappe possibili si trovano in /usr/share/kbd/consoletrans.
+
Potreste voler indicare una mappa adatta al vostro locale
+
(8859-1 per Latin1, per esempio) se avete definito un locale utf8 sopra, e usate programmi che generano output a 8-bit. Se utilizzate X per il lavoro di tutti i giorni, potete anche ignorare questo settaggio, visto che influisce solo sull'output dei programmi GNU\Linux da console.
+
 
+
USECOLOR
+
Abilita (o disabilita) i messaggi di stato colorati durante la fase di inizializzazione del sistema.
+
 
+
MOD_AUTOLOAD
+
Se settato su "yes", Arch scansionerà il vostro hardware durante l'inizializzazione e tenterà di caricare automaticamente i moduli del kernel appropriati per il vostro sistema. Questo verrà fatto con l'utility hwdetect.
+
 
+
MOD_BLACKLIST
+
Questo è un vettore di moduli che non volete caricare in fase di inizializzazione. Per esempio, se non desiderate sentire l'irritante beep del computer, potreste mettere in blacklist il modulo pcspkr.
+
 
+
MODULES
+
In questo array potete elencare i nomi dei moduli che volete caricare durante l'avvio, senza dover legarli ad una particolare periferica hardware come nel file modprobe.conf. Semplicemente, aggiungete il nome del modulo qui, e mettete le eventuali opzioni che necessitate nel file modprobe.conf. Apponendo un ('!') davanti al nome del modulo, farà si che esso non venga caricato all'avvio, è utile per "commentare" certi moduli se necessario. Un beneficio di caricare i moduli con questo metodo, è che ad esempio le schede di rete verranno rilevate in base all'ordine del caricamento dei moduli relativi, prevenendo così eventuali errori di assegnamento in modo casuale dei nomi alle diverse periferiche ad ogni boot. Una via ancora migliore per definire i nomi delle interfaccie di rete, in effetti, sarebbe quella di configurare in maniera appropriata udev, comunque.
+
 
+
USELVM
+
Mettere su "YES" per eseguire un vgchange durante il sysinit, così come attivare qualsiasi gruppo LVM. Se non avete idea di cosa significhi ciò, non preoccupatevene.
+
 
+
HOSTNAME
+
Indicate qui il nome della macchina, senza la parte del dominio. Questo nome è completamente a vostra scelta, sempre che vi limitiate a lettere, numeri e pochi altri caratteri speciali come la barra. Non siate troppo creativi comunque, e se in dubbio, usate il nome di default.
+
 
+
INTERFACES
+
Qui definirete le impostazioni delle vostre interfacce di rete.
+
Le righe di default e i commenti inclusi sono abbastanza autoesplicativi. Se usate il DHCP, 'eth0="dhcp"' dovrebbe funzionare per voi. Se invece non lo utilizzate, tenete solo a mente che il valore della variabile (il cui nome deve essere uguale al nome della periferica di rete che intendete configurare) sarà uguale alla lista di opzioni che si dovrebbe accodare al comando ifconfig se steste configurando la periferica manualmente da console.
+
 
+
ROUTES
+
Qui potete definire le vostre routes statiche con un nome casuale.
+
Per avere un'idea, guardate l'esempio per un gateway predefinito.
+
Fondamentalmente la parte tra apici è identica a cosa vorreste
+
passare a un normale comando add di route, quindi è consigliabile
+
una lettura al man di route se non sapete cosa scrivere qui, o
+
semplicemente lasciate vuoto.
+
 
+
[[Network_Profiles | NET_PROFILES]]
+
Abilita specifici profili di rete all'avvio. I profili di rete
+
forniscono una vantaggiosa via per la gestione di multiple configurazioni
+
di rete, e sono pensate per sostituire la configurazione standard
+
INTERFACES/ROUTES che è ancora consigliata per sistemi con solo una
+
configurazione di rete. Se il vostro computer farà parte di varie reti
+
in momenti diversi (esempio un notebook) allora dovreste dare uno sguardo
+
alla cartella /etc/network-profiles/ per impostare qualche profilo.
+
Nella cartella c'è un file modello che può essere usato per creare
+
nuovi profili.
+
 
+
DAEMONS
+
Questo array è semplicemente una lista dei nomi degli script
+
contenuti in /etc/rc.d/ che si vuole siano lanciati durante
+
il processo di avvio. Se il nome di uno script è preceduto da
+
un punto esclamativo (!), non sarà eseguito. Se uno script è
+
preceduto dalla simbolo della chiocciola (@), allora sarà
+
eseguito in background, ovvero la sequenza d'avvio non attenderà
+
il completamento prima di continuare. Solitamente non è necessario
+
cambiare i valori predefiniti per avere un sistema funzionante,
+
ma vorrete modificare questo array nel caso
+
aveste installato un servizio di sistema come sshd,
+
e vorreste che questo parta automaticamente all'avvio. Questa
+
fondamentalmente è la modalità alla Arch di controllare ciò
+
che gli altri gestiscono con vari collegamenti simbolici alla
+
cartella init.d.
+
 
+
 
+
'''/etc/hosts'''
+
 
+
Questo file è dove andranno messe le associazioni hostname\ip dei computer nella vostra rete. Se un hostname non è conosciuto dal vostro DNS, potete aggiungerlo qui in modo da garantire la risoluzione dell'ip, o anche per bypassare la richiesta al DNS vero e proprio. Solitamente non sono necessarie modifiche in questo file, ma potreste aggiungere l'hostname e l'hostname + dominio della macchina locale che punti all'ip della vostra interfaccia di rete; alcuni servizi, come postfix ad esempio, non funzioneranno altrimenti. Se non sapete cosa state facendo, lasciate stare questo file perlomeno finchè non vi documentiate sul suo utilizzo.
+
 
+
 
+
'''[[Fstab | /etc/fstab]]'''
+
 
+
Le impostazioni relative ai filesystem e ai punti di montaggio sono inserite in questo file. L'installer dovrebbe già aver creato le voci necessarie per voi, ma potreste volerci dare un' occhiata e controllare che tutto sia a posto, specialmente se usate installazioni con RAID o LVM.
+
 
+
Con uno dei recenti kernel, è stata introdotta un importante novità relativa alle interfacce ATA/IDE. I nuovi driver pata (Parallel ATA) sostituiscono il vecchio sistema IDE, e con se portano l'importante modifica della denominazione dei dischi, che dal vecchio sistema hda, hdb, ecc passano ad utilizzare la denominazione sda, sdb, ecc esattamente come prima si faceva con i soli dischi SCSI e SATA. Per questo motivo, quando utilizzate il nuovo driver pata nell'array HOOKS del file /etc/mkinitcpio.conf, ricordate di utilizzare i nomi appropriati nel vostro file /etc/fstab e nella configurazione del vostro bootloader! In alternativa, potreste anche utilizzare le denominazioni /dev/disk/by-uuid/... o /dev/disk/by-label/... dei vostri dischi (dove disponibili) per eliminare il dubbio di dover utilizzare hda o sda. Se questa ultima opzione non vi piace, ecco un riepilogo di cosa è necessario fare: se utilizzate il driver pata invece di quello ide nell'array HOOKS, usate i nomi del tipo sd?. In caso contrario, potete restare alle vecchie denominazioni hd?. È ovviamente importante che controlliate quali driver avete in effetti nell'array HOOKS dell /etc/mkinitcpio.conf.
+
 
+
'''/etc/mkinitcpio.conf'''
+
 
+
This file allows you to fine-tune the initial ramdisk (also commonly
+
referred to as the "initrd") for your system. The initrd is a gzipped
+
image that is read by the kernel during bootup. The purpose of the
+
initrd is to bootstrap the system to the point where it can access the
+
root filesystem. This means it has to load any modules that are
+
required to "see" things like IDE, SCSI, or SATA drives (or USB/FW, if
+
you are booting off a USB/FW drive). Once the initrd loads the proper
+
modules, either manually or through udev, it passes control to the
+
Arch system and your bootup continues. For this reason, the initrd
+
only needs to contain the modules necessary to access the root
+
filesystem. It does not need to contain every module you would ever
+
want to use. The majority of your everyday modules will be loaded
+
later on by udev, during the init process.
+
 
+
By default, mkinitcpio.conf is configured to provide all known modules
+
for IDE, SCSI, or SATA systems through so-called HOOKS. This means the
+
default initrd should work for almost everybody. The downside to this
+
is that there are many modules loaded that you will not need. This is
+
easily visible by examining your module table after booting up (with
+
the lsmod command). While this doesn't actually hurt anything, some
+
people find it annoying. To cull this list down to only what you
+
actually need, you can edit mkinitcpio.conf and remove the subsystem
+
HOOKS (ie, IDE, SCSI, RAID, USB, etc) that you don't need.
+
 
+
You can customize even further by specifying the exact modules you
+
need in the MODULES array and remove even more of the hooks, but take
+
heed to the comments in the file, as this is a touchy place to go
+
crazy with removing entries!
+
 
+
If you're using RAID or encryption on your root filesystem, then
+
you'll have to tweak the RAID/CRYPT settings near the bottom. See the
+
wiki pages for RAID/LVM, filesystem encryption, and mkinitcpio for
+
more info.
+
 
+
When you're finished tweaking mkinitcpio.conf, you must run mkinitcpio
+
-p kernel26 as root to regenerate the images, unless you're still
+
installing the system; In that case this step will be done
+
automatically after choosing Install Kernel later in the process.
+
 
+
WARNING: If you fail to set up your mkinitcpio.conf correctly, your
+
system will not boot! For this reason, you should be especially
+
careful when tweaking this file.
+
 
+
If you do manage to render your system unbootable, you can try using
+
the fallback image that is installed alongside the stock kernel. A
+
boot option for this is included in the default GRUB and LILO
+
configuration.
+
 
+
Read the warning about the pata transition problems elaborated in the
+
fstab section carefully!
+
 
+
 
+
'''/etc/modprobe.conf'''
+
 
+
This tells the kernel which modules it needs to load for system
+
devices, and what options to set. For example, to have the kernel load
+
your Realtek 8139 ethernet module when it starts the network (ie.
+
tries to setup eth0), use this line:
+
alias eth0 8139too
+
 
+
The syntax of this file is nearly identical to the old modules.conf
+
scheme, unless you use some of the more exotic options like
+
post-install. Then you should invest a little time into reading man
+
modprobe.conf.
+
 
+
Most people will not need to edit this file.
+
 
+
 
+
'''/etc/resolv.conf'''
+
 
+
Use this file to manually setup your nameserver(s) that you want to
+
use. It should basically look like this:
+
search domain.tld
+
nameserver 192.168.0.1
+
nameserver 192.168.0.2
+
 
+
Replace domain.tld and the ip addresses with your settings. The
+
so-called search domain specifies the default domain that is appended
+
to unqualified hostnames automatically. By setting this, a ping myhost
+
will effectively become a ping myhost.domain.tld with the above
+
values. These settings usually aren't mighty important, though, and
+
most people should leave them alone for now. If you use DHCP, this
+
file will be replaced with the correct values automatically when
+
networking is started, meaning you can and should happily ignore this
+
file.
+
 
+
 
+
'''/etc/locale.gen'''
+
 
+
This file contains a list of all supported locales and charsets
+
available to you. When choosing a LOCALE in your /etc/rc.conf or when
+
starting a program, it is required to uncomment the respective locale
+
in this file, to make a "compiled" version available to the system,
+
and run the locale-gen command as root to generate all uncommented
+
locales and put them in their place afterwards. You should uncomment
+
all locales you intend to use.
+
 
+
During the installation process, you do not need to run locale-gen
+
manually, this will be taken care of automatically after saving your
+
changes to this file.
+
 
+
By default, all locales are commented out, including the default
+
en_US.utf8 locale referred to in the /etc/rc.conf file. To make your
+
system work smoothly, you must edit this file and uncomment at least
+
the one locale you're using in your rc.conf.
+
 
+
 
+
'''/boot/grub/menu.lst'''
+
 
+
GRUB is the default bootloader for Arch Linux. You should check and
+
modify this file to accommodate your boot setup if you want to use
+
GRUB, otherwise read on about the LILO configuration.
+
 
+
Make sure you read the warning regarding the pata transition
+
elaborated on in the fstab section!
+
 
+
Configuring GRUB is quite easy, the biggest hurdle is that it uses yet
+
another device naming scheme different from /dev; Your hard disks as a
+
whole are referred to as (hd0), (hd1), etc., sequentially numbered in
+
order of appearance on the IDE/SCSI bus, just like the hda, hdb, etc.
+
names in GNU/Linux. The partitions of a disk are referred to with (hd0,0),
+
(hd0,1) and so on, with 0 meaning the first partition. A few
+
conversion examples are included in the default menu.lst to aid your
+
understanding.
+
 
+
Once you grasped the concept of device naming, all you need to do is
+
to choose a nice title for your boot section(s), supply the correct
+
root partition device as a parameter to the root option to have it
+
mounted as / on bootup, and create a kernel line that includes the
+
partition and path where the kernel is located as well as any boot
+
parameters. If using the stock Arch 2.6.x kernel, you'll also need an
+
initrd line that points to the kernel26.img file in your /boot
+
directory. The path you put on your initrd line should be the same as
+
the path to vmlinuz26 that you provide on the kernel line. You should
+
be fine with the defaults, just check whether the partition
+
information is correct in the root and kernel lines, especially in
+
regard to the pata issue!
+
 
+
To create a boot option that loads the bootsector of a different OS,
+
the following example might be helpful. You will probably succeed in
+
starting any Microsoft-based operating system with it, just add this
+
block to the file after any other sections, and modify the partition
+
device accordingly to refer to the partition containing the bootsector
+
of the OS you are intending to boot.
+
  (1) Other OS
+
  title My Other OS
+
  rootnoverify (hd0,1)
+
  makeactive
+
  chainloader +1
+
 
+
For advanced configuration of other OSes, please refer to the online
+
GRUB manual.
+
 
+
After checking your bootloader configuration for correctness, you'll
+
be prompted for a partition to install the loader to. Unless you're
+
using yet another boot loader, you should install GRUB to the MBR of
+
the installation disk, which is usually represented by the appropriate
+
device name without a number suffix.
+
 
+
 
+
'''/etc/lilo.conf'''
+
 
+
This is the configuration file for the LILO bootloader. Make sure you
+
check this one and get it right if you want to use LILO to boot your
+
system. See LILO documentation for help on this.
+
 
+
Things you should check are the root= lines in the image sections and
+
the boot= line right at the beginning of the file. The root lines
+
specify the device which shall be mounted as the root filesystem on
+
bootup. If you don't know what is supposed to be entered here, change
+
to another terminal and type mount to see a list of all currently
+
mounted drives, and look for the line which displays a device name
+
mounted on /mnt type [...]. The device path at the beginning of this
+
very line should be entered in the root lines of your lilo.conf.
+
Change if necessary, and keep the pata issue in mind!
+
 
+
The boot line should be okay by default in most cases. Unless you have
+
a weird boot manager setup in mind with multiple OSes, the device
+
referenced here should be having the same prefix your root lines have,
+
but not end with a number. For example, a root of /dev/hda3 means you
+
probably want to install LILO into the Master Boot Record of the hard
+
disk, so you would set boot to /dev/hda, which references the disk as
+
a whole. During installation, the boot device must be the current name
+
of the device where you want to write the boot sector to; This may
+
differ from the name of the device after the first boot, thanks to the
+
pata transition! Check carefully what device to write to during the
+
installation stage, for example with the mount command.
+
 
+
To prevent some serious grief, you should make sure you know how to
+
restore the bootsector of your other OSes, for example with Windows's
+
FIXBOOT/FIXMBR tools.
+
 
+
To be on the safe side, you should keep the option lba32 listed. This
+
will prevent some geometry issues from happening.
+
 
+
In some cases, depending on your BIOS, LILO will not run on bootup and
+
spill out an error code infinitely. In most cases you either removed
+
the lba32 option, or your hardware setup is a little special, meaning
+
that maybe your CD-ROM drive is primary master and the hard disk you
+
installed secondary slave. This can very well confuse your BIOS, and
+
thus stop the boot process. To prevent that you can try and make the
+
install drive the primary master on your IDE bus. If you've got a
+
mixed IDE and SCSI system and the problem persists, you'll probably
+
need some experimentation with the disk and bios options of LILO to
+
provide a working mapping; The disk drives in your system are numbered
+
sequentially by your BIOS, starting with 0x80. If you're lucky your
+
SCSI controller tells you which drive has which BIOS ID, but usually
+
you're not. How the drives are effectively numbered is depending on
+
your BIOS, so in the worst case you can only guess until it works. A
+
typical disk line would look like this:
+
  boot=/dev/hda
+
  disk=/dev/hda bios=0x80
+
 
+
The disk option maps a BIOS ID to the disk device known to the system. Note
+
that there is still no guarantee that things will work as other things
+
can be wrong, so do not despair if all your tries fail, but rather try
+
rearranging your hardware in a way that's not totally odd. In this
+
area too much can go wrong and needs special handling to be explained
+
here. In most cases the lba32 option will suffice anyway. Old hard
+
drives will usually need a little more special care until they do as
+
told.
+
 
+
Don't become fidgety when reading this section, I (Dennis) just
+
happened to stumble over this problem when experimenting with a rather
+
odd system, and figured it'd be a good idea to mention this show
+
stopper and workarounds here. You probably won't ever experience this,
+
as you should be using GRUB anyway.
+
 
+
How to recreate a LILO boot sector with only a rescue disk is
+
explained later in this document.
+
 
+
 
+
'''/etc/conf.d/*'''
+
 
+
During setup, this is totally unimportant. Consider this as reference
+
for the interested.
+
 
+
Some daemon scripts will have a matching configuration file in this
+
directory that contains some more-or-less useful default values. When
+
a daemon is started, it will first source the settings from it's
+
config file within this directory, and then source the /etc/rc.conf.
+
This means you can easily centralize all your daemon configuration
+
options in your /etc/rc.conf simply by setting an appropriate variable
+
value, or split up your configuration over multiple files if you
+
prefer a decentralized approach to this issue. Isn't life great if
+
it's all just simple scripting?
+
 
+
 
+
'''/etc/profile'''
+
 
+
This script is run on each user login to initialize the system. It is
+
kept quite simple under Arch Linux, as most things are. You may wish
+
to edit or customize it to suit your needs.
+
 
+
====Kernel====
+
 
+
Il CD-ROM include l'ultimo kernel disponibile alla data del rilascio del CD. Se state utilizzando il metodo di installazione FTP, il kernel che andrete effettivamente ad installare sarà l'ultimo disponibile sulla vostra sorgente FTP, e potrebbe dunque introdurre cambiamenti/incompatibilità sconosciute. Ciò è molto improbabile ma non impossibile, quindi tenetelo a mente.
+
 
+
====Installare un bootloader====
+
 
+
Puoi installare un bootloader (GRUB o LILO) sul tuo disco rigido. Scegli quale dei due preferisci anche se ti raccomandiamo GRUB.
+
 
+
Controlla di aver correttamente editato i file di configurazione prima di installare il bootloader.
+
 
+
Se scegli di istallare LILO, il bootloader sarà automaticamente installato secondo le opzioni impostate nel file di configurazione, mentre GRUB ti chiederà prima su quale partizione installarsi. Qui dovresti scegliere ciò che avresti impostato come opzione boot di LILO, che normalmente è [...]/disc, in quanto si riferisce al master boot record di un disco rigido. Eventuali messaggi di errori possono essere visionati sul terminale 5.
+
 
+
Se vuoi impostare un sistema multiboot potrebbe essere meglio installare il bootloader nella tua partizione root o boot e riferirsi a quel settore di boot dal bootloader principale (installato sul master boot record).
+
 
+
Installare un bootloader sull’MBR eliminerà permanentemente qualsiasi altro bootloader! Cerca di comprendere tutte le implicazioni di questo problema se vuoi un sistema multiboot oppure se vuoi preservare il bootloader di altri sistemi operativi!
+
====Uscire dall'installatore====
+
 
+
Ora puoi uscire dall’installatore, rimuovere il CD dal lettore e:
+
reboot
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Quando il tuo sistema si sarà avviato potrai autenticarti come root senza alcuna password (la prima cosa che ti consigliamo di fare è di impostarne una con il comando passwd).
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Congratulazioni! Ora puoi procedere con la configurazione delle parti più interessanti del tuo sistema.
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==Appendice==
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Vedere [[Official Arch Linux Install Guide Appendix (Italiano)]]
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Revision as of 20:01, 26 July 2012