Official Installation Guide (Italiano)

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Introduzione

Cos'è Arch Linux?

Arch Linux è una distribuzione Linux ottimizzata per architetture i686 e x86_64 sviluppata in maniera indipendente, originariamente basta sulle idee di CRUX.
Lo sviluppo è focalizzato sul bilanciamento tra semplicità, eleganza, correttezza del codice, e software aggiornato all'ultima versione.
La sua leggerezza ed il suo design semplice la rendono facile da estendere e trasformare in qualsiasi tipo di sistema si stia costruendo.

Licenza

Arch Linux ed i suoi script sono copyright

2002-2007 Judd Vinet

2007-2009 Aaron Griffin

e sono rilasciati sotto GNU General Public License (GPL).

Pre-Installazione

Architetture

Arch Linux è ottimizzata per processori i686 e x86_64 e quindi non girerà su quasiasi tipo di processore x86 inferiore o incompatibile con questi ultimi (i386, i486 o i586). Sono richiesti processori Pentium Pro, un Pentium II, AMD Athlon (K7) o superiori. (tecnicamente, cpu senza le istruzioni cmov come l'AMD K6 ed il VIA C3 sono anch'esse i686, ma in questa distribuzione si utilizza gcc che si avvale di istruzioni cmov) Prima di installare Arch Linux, bisognerebbe decidere quale metodo di installazione si vuole utilizzare.

Immagini Disponibili

Arch Linux fornisce immagini avviabili per:

  • Lettori Cd-Rom (formato ISO): funzionano su quasi ogni tipo di macchina con un lettore cd-rom
  • Immagine per drive USB (formato raw): funziona su qualunque sistema abilitato all'avvio da periferica USB.

Si utilizza il bootloader GRUB, ma per coloro i quali avessero dei problemi di mancato caricamento di GRUB con determinati lettori Cd-Rom, vengono fornite anche delle immagini con bootloader ISOLINUX.
Ci sono due varianti per ogni tipo di supporto, che differiscono solo in termini di pacchetti forniti.

  • Le immagini "core" contengono uno "snapshot" dei pacchetti essenziali
    Queste immagini sono ideali per chi ha una connessione lenta, o difficile da configurare.

  • Le immagini "net" non contengono alcun pacchetto, ed useranno la connessione Internet per installarli.
    Queste immagini sono preferibili in quanto al termine dell'installazione ci si ritroverà con un sistema aggiornato all'ultima versione di ogni pacchetto, e sono ideali per chi ha a disposizione una connessione veloce.

Si può impostare l'installer in modo da ottenere i pacchetti tramite una connessione (Internet o di altro tipo) usando una qualunque tra queste immagini, ed ognuna di queste può anche essere utilizzata come ambiente di recupero completamente funzionante.
Le immagini lavorano come un qualsiasi sistema Arch Linux regolarmente installato.
Infatti, sono esattamente la stessa cosa, solamente installate su CD o drive USB anzichè su Hard Disk.
Includono l'intero set di pacchetti "base", cosiccome vari programmi di utilità di rete ed hanno già installato il pacchetto AIF.
Se c'è qualcos'altro di cui ti trovi ad aver bisogno durante l'utilizzo, sfrutta semplicemente la tua connessione ad Internet ed installalo tramite pacman.
Una breve guida ai comandi di pacman è disponibile alla fine di questa pagina.

AIF, lo strumento di installazione

Arch Linux utilizza AIF, 'Arch Linux Installation Framework', per eseguire l'installazione.
Questo strumento - scritto in Bash - consiste in alcune librerie per eseguire varie attività (installazione di pacchetti, preparazione del disco etc.) ed alcune procedure che usano queste librerie per fornire un semplice mezzo di completa installazione o per eseguire porzioni di procedura correlate più piccoli('procedure parziali'). Le seguenti procedure sono fornite di default:

  • interattiva: Una procedura d'installazione interattiva, che pone alcuni quesiti all'utente, lo guida durante l'installazionea e lo aiuta a configurare il sistema modificando automaticamente alcune impostazioni in base alle scelte effettuate in precedenza. (ad es. impostazioni di rete)
    Il sistema installato avrà inizialmente solo un set di pacchetti "base" personalizzabile con tutti gli strumenti ed i driver di cui si ha bisogno per essere connessi in rete.
    Una volta avviato correttamente il sistema installato, si potrà eseguire un aggiornamento totale del sistema e l'installazione di altri pacchetti desiderati. (aliased as /arch/setup)
  • automatic: Una procedura automatizzata, con un interazione con l'utente tendente a zero.
    Utilizza profili predefiniti per la configurazione del sistema.
    Controllare /usr/share/aif/examples/ per vedere dei file con profili d'esempio. Gli esempi rappresentano alcuni scenari generici, ma si è liberi di modificarli nel caso si volessero installare ulteriori pacchetti, apportare modifiche alle configurazioni, etc.
  • base: Installazione di base, con poca interazione con l'utente, ed alcune configurazioni standard.
    Questa procedura è utilizzata dalle altre per ereditarietà, NON è stata creata per essere utilizzata direttamente dall'utente finale.
  • configurazione-parziale-della-rete: riprende i passi della procedura interattiva relativamente alla configurazione della rete, per operare queste ultime direttamente da sistema live
  • dischi-parziale: Esegue il sottosistema disco, o un ripristino
  • parziale-keymap: cambia le configurazioni di mappatura della tastiera o di font della console (aliased as km)

L'utilità di procedure come configurazione-parziale-della-rete o parziale-keymap rispetto all'utilizzo diretto di strumenti quali loadkeys o ifconfig, sta nel fatto che al momento di eseguire la procedura interattiva verrà richiesto se applicare o meno queste impostazioni al sistema

Se si vuole andare oltre, si può anche:

  • scrivere le proprie procedure da zero, o sovrascrivendo alcune parti di procedure già esistenti.
  • scrivere le proprie librerie, in modo da fornire nuove e riusabili funzionalità.
  • creare le proprie configurazioni per le procedure che le supportano (ad es. automatica)

Per maggiori informazioni, consultare il README di AIF.

Ottenere Arch Linux

  • È possibile scaricare Arch Linux da uno qualunque dei mirror elencati sulla pagina download

  • È anche possibile acquistare un cd d'installazione da Archux, OSDisc o LinuxCD per riceverlo ovunque nel mondo.

Preparazione del Supporto d'Installazione

CD-ROM

  • Scaricare iso/<release>/archlinux-XXX.iso

  • Scaricare iso/<release>/sha1sums.txt

  • Verificare l'integrità dell'immagine .iso utilizzando sha1sum:

    sha1sum --check sha1sums.txt

    archlinux-XXX.iso: OK

  • Masterizzare l'immagine .iso su di un CD-R o CD-RW utilizzando un software a scelta

USB

  • Scaricare iso/<release>/archlinux-XXX.img

  • Scaricare iso/<release>/sha1sums.txt

  • Verificare l'integrità dell'immagine .iso utilizzando sha1sum:

    sha1sum --check sha1sums.txt

    archlinux-XXX.img: OK

  • Scrivere l'immagine del disco su di una unità di archiviazione di massa, utilizzando dd o altri software simili di scrittura a basso livello:

    dd if=archlinux-XXX.img of=/dev/sdX

Assicurarsi di utilizzare /dev/sdX e non /dev/sdX1
Questo comando cancellerà irrimediabilmente tutti i dati dalla memoria USB Assicurarsi perciò di non avere file importanti su di essa.


Utilizzare il CD-ROM

Se stai utilizzando i dischetti floppy allora salta questa sezione e vai direttamente alla successiva. Se hai familiarità con le operazioni di boot allora puoi passare a leggere direttamente le procedure di installazione.

Riavvia il tuo computer con il CD di installazione di ArchLinux nel tuo drive. Controlla che il tuo BIOS sia impostato per accettare il boot da CD-ROM (leggi il manuale della scheda madre se non sai come fare). Una volta che il computer si è avviato da CD vedrai una linea di comando in attesa di input, con alcune linee di spiagazione delle opzioni disponibili. Se stai installando un sistema IDE premi semplicemente Enter. Se stai installando un sistema SCSI digita arch-scsi per caricare il kernel con il supporto SCSI. Puoi anche passare tutti i parametri che vuoi al kernel.

Se il tuo CD-ROM fallisce il boot per ragioni non ovvie, probabilmente stai utilizzando un lettore CD molto vecchio e magari hai masterizzato Arch su un CD riscrivibile. Considera la possibilità di utilizzare un normale CD-R. Alcuni lettori CD molto vecchi infatti non sono in grado di leggere correttamente CD riscrivibili.

Al termine della procedura di boot dovresti vedere una shell di amministrazione con un testo di istruzioni nella parte alta dello schermo. A questo punto puoi cominciare l’installazione vera e propria.

Utilizzare i floppy

Se hai possibilità di avviare il sistema con un CD ti consigliamo di utilizzare quel metodo. Non solo i dischetti sono inclini alle perdite di dati, ma tutto il processo di boot risulta molto più lento e il cambiamento di più dischetti può essere snervante. Nota che non è necessario avviare da floppy per installare via FTP, la versione CD-ROM è in grado di farlo ugualmente.

Riavvia il tuo computer con il disco di boot nel lettore floppy. Dopo alcuni secondi dovresti vedere un prompt di avvio in attesa di input. Premi Invio per contianuare il processo di boot (se ne hai la necessità puoi aggiungere parametri per il kernel).

Se stai utilizzando una tastiera USB avrai bisogno di caricare il supporto USB automaticamente all’avvio. Puoi fare questo impostando il parametro NEEDUSB al tuo tipo di bus USB. Ad esempio se ha un bus UHCI digita NEEDUSB=uhci al prompt di boot. Dopo che il disco di root sarà caricato, ti verrà chiesto di inserire il disco di add-on USB, che sarà caricato dopo 10 secondi di attesa. Se non sei sicuro di quale sia il modello del tuo bus USB allora digita NEEDUSB=auto, così il sistema caricherà in automatico tutti e tre i moduli possibili (UHCI,OHCI,EHCI).

Durante il processo di avvio riceverai questo messaggio:

VFS: Insert root floppy disk to be loaded into RAM disk and press ENTER

Inserisci il disco root nel drive e premi Invio. Dopo alcuni secondi vedrai comparire una linea di comando. Se devi caricare i moduli ethernet del kernel allora inserisci il dischetto ether_pcmcia e digita:

  1. loaddisk /dev/floppy/0

Dopo un attimo tutti i moduli verranno estratti. Se la cartella /lib/modules/ è ancora vuota e/o hai ricevuto dei messaggi di errore allora il tuo dischetto era probabilmente fallato. Crea nuovamente il dischetto dei moduli (non è necessario riavviare) e lancia nuovamente il comando loaddisk.

Dovresti anche caricare tutti i dischetti aggiuntivi di cui hai bisogno, ad esempio SCSI o RAID/LVM. Utilizza sempre il comando loaddisk per ogni floppy, l’ordine di esecuzione non è importante.

Se sai quale modulo ethernet caricare allora ti consigliamo di farlo con il comando modprobe. Non ti preoccupare se non sai quale modulo caricare, l’installatore proverà a fare quest’operazione automaticamente. Procedura di installazione comune

A questo punto il tuo sistema dovrebbe essere avviato e il disco su cui vuoi installare Arch Linux (così come il tuo media di installazione) dovrebbero essere accessibili. Controlla che i moduli necessari (se ce ne sono) siano correttamente caricati.

Passi di installazione

  1. Caricare un set tastiera non-US
  2. Lanciare l’installatore
  3. Configurare la rete (solo installazione FTP)
  4. Preparare il disco rigido
        1. Preparazione automatica
        2. Partizionamento dei dischi rigidi
        3. Impostazione dei punti di montaggio
  5. Selezionare i pacchetti
  6. Installare i pacchetti
  7. Installare il kernel
  8. Configurare il sistema
  9. Installare un bootloader
  10. Uscire dall’installatore

Utilizzando i tool di shell gli utenti più esperti possono preparare i dischi rigidi e gli altri dispositivi prima di far partire l’installatore. Puoi semplicemente saltare questo paramentro se non vedi necessità immediata di interazione manuale. Nota che l’installazione di Arch Linux contiene anche un programma /arch/quickinst per utenti esperti. Questo programma installa il set di pacchetti “base” all’interno di una directory specificata. Se stai facendo un’installazione “esotica” con cosette divertenti tipo RAID o LVM, oppure se non vuoi l’installatore, allora quickinst probabilmente fa per te.

Caricare un set tastiera non-US

Effettuato il login come 'root', se non avete una tastiera americana sarà necessario dare il comando:

# km

selezionando poi l'opzione 'qwerty\it' e confermate, ignorando la schermata che vi si presenta per testare il nuovo keymap. Selezionate anche il carattere della console, se volete mantenere quello di default, selezionate appunto il 'default'.

Lanciare l'installatore

Ora puoi lanciare /arch/setup per invocare il programma di installazione. Dopo alcuni messaggi informativi ti verrà chiesto di scegliere il metodo di installazione. Se hai una connessione veloce ad Internet potresti preferire l’installazione FTP, così sarai sicuro di avere tutti i pacchetti aggiornati (magari sul CD potrebbero essere più vecchi). Nota che potresti avere problemi in caso di configurazioni particolari di proxy. Se non puoi usare un CD-ROM, allora questo sarà l’unico metodo di installazione disponibile.

Naviganto all’interno del programma di installazione assicurati di selezionare DONE dai sottomenù quando esegui ogni singolo passo. Questo salva tutti i settaggi e va al passaggio successivo. Cerca per quanto possibile di evitare di tornare indietro perché alcune operazioni potrebbero confondere l’installatore.

Attualmente è abbastanza facile creare un proprio mirror FTP oppure creare un CD di installazione con i pacchetti di cui hai bisogno, così l’installazione di Arch Linux su più macchine potrebbe essere molto più semplice e potresti risparmiare molta banda. Rendi la tua e la nostra vita più facile, dai un’occhiata a queste alternative!

Quando scegli un’installazione da CD-ROM potrai installare solo i pacchetti contenuti nel CD, che potrebbero anche essere vecchi. Certamente questa soluzione ha il merito di non necessitare di una connessione ad Internet ed è quindi la scelta raccomandata per gli utenti dialup e per chiunque non desideri scaricare almeno 100MB di pacchetti.

Dopo aver scelto tra le due alternative, vedrai il menù di installazione, contenente tutti i passi necessari nell’ordine in cui dovranno essere completati.

In qualsiasi momento potrai andare sulla quinta console virtuale (ALT-F5) per vedere l’output di tutti i comandi che l’installatore lancerà automaticamente. Usa (ALT-F1) per ritornare alla prima console (dove viene visualizzato l’installatore) e ogni altro tasto funzione se hai bisogno di aprire un’altra console virtuale (per interventi manuali).

Configurare la rete (solo installazione FTP)

Il menù “configure network” ti permetterà di installare e configurare i tuoi dispositivi di rete.

Se il dispositivo eth0 non è disponibile in questo momento, ti verrà chiesto se vuoi che l’installatore provi a cercare il modulo adatto. Scegli sì a meno che tu non sappia di eventuali problemi di compatibilità (non dovrebbe mai accadere). Scegli no se vuoi fare tutto manualmente. Se l’installatore non riesce a configurare automaticamente i dispositivi di rete, assicurati di aver caritato i moduli con il comando loaddisk. Se hai utilizzato il CD-ROM questo è già stato fatto automaticamente. Se la tua scheda di rete non è ancora stata rilevata allora assicurati che sia fisicamente installata nella maniesta corretta e che sia supportata dal kernel Linux.

Quando il modulo corretto è caricato potrai scegliere se configurare la rete con DHCP (se scegli sì l’installatore farà tutto in automatico) oppure con configurazione statica (dovrai inserire le informazioni manualmente).

Questo elemento di menù è disponibile sono se hai scelto l’installazione FTP. Preparare il disco rigido

Il menù “Prepare Hard Drive” ti fara accedere ad un sottomenù con due alternative.

La prima scelta è “Auto-Prepare”, che partizionerà automaticamente il tuo disco in tre parti: boot, swap e root. Queste partizioni saranno anche formattate e montate nei punti giusti. Per maggiore precisione, questa opzione creerà:

   * una partizione /boot ext2 da 32 MB
   * una partizione swap da 256 MB
   * una partizione root ext3 per tutto lo spazio rimanente

Attenzione: “AUTO-PREPARE” CANCELLERA’ TUTTI I DATI PRESENTI SUL TUO DISCO RIGIDO! Leggi attentamente il messaggio che dell’installatore e assicurati di aver selezionato il dispositivo corretto!

Un modo per verificare il dispositivo sceto è aprire un altro terminale (ALT-F2, Invio) e digitare

  1. cfdisk -P s <nome del dispositivo>

così avrai l’elenco delle partizioni presenti sul disco selezionato e potrai facilmente verificare che sia quello giusto.

Se nessun dispositivo viene mostrato (”[nothing] will be COMPLETELY ERASED! ...”) e l’installatore produce un messaggio di errore “Device not valid” assicurati di aver caricato i moduli necessari (richiesti se SCSI, RAID ecc...). Puoi ancora caricare i moduli corretti spostandoti su un terminale e digitando i comandi corretti, per poi tornare all’installatore con (ALT-F1).

Se preferisci fare il partizionamento manualmente, utilizza se opzioni “Partition Hard Drives” e “Set Filesystem Mountpoints”, altrimenti ritorna al menù principale dopo aver auto-preparato il disco.

Partizionamento dei dischi rigidi

Salta questa sezione se hai utilizzato l’opzione “Auto-Prepare”.

Altrimenti seleziona il disco che vuoi partizionare e verrà automaticamente caricato il programma cfdisk, grazie a cui potrai modificare la configurazione e salvarla con write e quit.

Avrai bisogno almeno di una partizione swap e una root per poter continuare l’installazione.

Impostazione dei punti di montaggio

Salta questa sezione se hai utilizzato l’opzione “Auto-Prepare”.

Seleziona questa opzione solamente se hai già partizionato il tuo disco rigido.

La prima domanda a cui dovrai rispondere è quale partizione utilizzare come swap, selezionandola dalla lista delle partizioni disponibili. Successivamente dovrai selezionare quale partizione utilizzare come root.

Ogni volta che selezionerai una partizione da montare, ti verrà chiesto se desideri che su di essa venga creato un file system. Selezionando sì ti verrà chiesto quale tipo di file system creare (ext2 ecc... scegli quello che preferisci), in seguito la partizione sarà formattata con il file system prescelto e tutti i dati saranno distrutti. Non è un problema annullare l’operazione digitando no.

Se vuoi preservare i dati esistenti sulla partizione, ti consigliamo fortemente di creare backup e non di sperare che nulla vada storto durante l’installazione. Non dire che non ti avevamo avvertito!

Non ti verrà chiesto quale file system utilizzare per la swap, perché quest’ultima utilizza un unico file system apposito.

Se vuoi montare altre partizioni, ad esempio per separare /boot o /home, puoi tranquillamente farlo ora in questo modo:

   * seleziona la partizione da montare
   * scegli il filesystem (se ne vuoi creare uno invece che mantenere i dati presenti)
   * scegli il punto di montaggio (la cartella)

Ripeti questi passi finché non avrai terminato, poi seleziona DONE per procedere. Dopo che il sistema avrà lavorato alcuni secondi ti verrà riproposto il menù principale.

Non montare /tmp su una partizione separata a questo punto perché confonderebbe l’installatore! Lascia semplicemente le impostazioni per /tmp così come sono fintanto che l’installazione non sia terminata, dopo potrai manualmente variarla a tuo piacimento.

Selezionare i pacchetti

Questa opzione ti permetterà di selezionare i pacchetti che desideri installare dal CD, da USB oppure dal mirror NET. Hai la possibilità di scegliere intere categorie, nelle quali trovi i pacchetti che ti interessano, e quindi perfezionare la tua scelta selezionando o deselezionando i pacchetti usando la barra spaziatrice della tastiera. È raccomandato installare tutti i pacchetti della categoria "base", ma nessun altro a questo punto dell'installazione. L'unica eccezione riguarda i pacchetti che necessiti per stabilire la connessione Internet.

Una volta selezionati i pacchetti interessati, puoi proseguire con il passo successivo.

Installare i pacchetti

Questa parte dell'installer andrà ad installare tutti i pacchetti base e quelli da te selezionati (risolvendone le dipendenze) sul tuo disco rigido.

Configurare il sistema

"Configurare il sistema" fa più cose:

  • preconfigura automaticamente alcuni file di configurazione (ad esempio menu.lst di grub, mkinitcpio.conf di HOOK, le opzioni di tastiera in rc.conf, i mirror di pacman, ecc.)
  • preconfigura alcuni file dopo il tuo intervento (ad esempio quelli riguardanti network)
  • ti permette di cambiare manualmente importanti file di configurazione per la costruzione del tuo sistema. Ti verrà chiesto con quale editor di testo vorrai modificarli. Devi scegliere tra nano, joe e vi.
  • ti permette di scegliere la password di root del tuo sistema

File di Configurazione

Questi sono i file di configurazione fondamentali per Arch Linux, adatti ad essere modificati con un qualsiasi editor di testo. In questa sezione sono elencati solo quelli relativi alla configurazione di base. Se necessitate di supporto nella configurazione di un servizio specifico, fate riferimento alla pagina man del servizio stesso o ad una qualsiasi documentazione online. In molti casi, nel Wiki di Arch Linux stesso o nei forum della comunità potreste trovare le informazioni che vi servono.

Template:Box Note

Elenco dei file di configurazione

  • File di configurazione rilevanti ai fini del setup del sistema:
    • /etc/rc.conf
    • /etc/hosts
    • /etc/fstab
    • /etc/mkinitcpio.conf
    • /etc/modprobe.conf
    • /etc/resolv.conf
    • /etc/locale.gen
    • /boot/grub/menu.lst
    • /etc/lilo.conf
  • File di configurazione aggiuntivi:
    • /etc/conf.d/*
    • /etc/profile


/etc/rc.conf

Questo è il file di configurazione principale di Arch Linux. Vi permetterà di impostare la tastiera, il fuso orario, il nome del sistema, la rete, i demoni e i moduli da caricare all'avvio, i profili e molto di più. Dovreste leggere bene tutte le impostazioni in questo file e assicurarvi di capirle, cambiandole dove appropriato:

LOCALE Questo rappresenta la lingua del vostro sistema, che verrà utilizzata da tutte le applicazioni che fanno uso della specifica i18n. Vedere inoltre locale.gen qua sotto per le opzioni disponibili. Il default è ovviamente settato sull'Inglese.

HARDWARECLOCK Mettete UTC se il vostro orologio di sistema del BIOS è configurato su UTC, oppure mettete localtime se il vostro orologio di sistema è configurato sulla vostra ora locale. Se avete sul sistema un sistema operativo che non può gestire l'ora UTC del BIOS (come Windows), scelgiete localtime, mentre in caso contrario UTC è preferibile, poichè cambierà automaticamente l'ora solare\legale ad esempio oltre ad avere altri piccoli aspetti positivi.

TIMEZONE Specificate qui il vostro fuso orario. Le opzioni possibili, sono i path relativi ad un file di fuso orario presente nella cartella /usr/share/zoneinfo. Per esempio, un fuso orario per la Germania sarà 'Europe/Berlin', che fa riferimento al file /usr/share/zoneinfo/Europe/Berlin. Se non conoscete il fuso orario corretto per la zona in cui siete, non preoccupatevene ora, ma rimandate pure questa configurazione. Il fuso orario corretto per l'Italia è 'Europe/Rome'

KEYMAP Definisce la mappa dei tasti da caricare col programma loadkeys al boot del sistema. Possibili mappe dei tasti si trovano in /usr/share/kbd/keymaps. Considerate che questo settaggio è valido solo nell'ambiente TTY, non per tutti i window managers o per l'intero X server! L'impostazione di default è per la tastiera americana.

CONSOLEFONT Indica il font da utilizzare per la console, che verrà caricato al boot con il comando setfont. Possibili font da utilizzare si trovano in /usr/share/kbd/consolefonts.

CONSOLEMAP Indica la mappa dei caratteri da caricare con il programma setfont durante il bootup. Mappe possibili si trovano in /usr/share/kbd/consoletrans. Potreste voler indicare una mappa adatta al vostro locale (8859-1 per Latin1, per esempio) se avete definito un locale utf8 sopra, e usate programmi che generano output a 8-bit. Se utilizzate X per il lavoro di tutti i giorni, potete anche ignorare questo settaggio, visto che influisce solo sull'output dei programmi GNU\Linux da console.

USECOLOR Abilita (o disabilita) i messaggi di stato colorati durante la fase di inizializzazione del sistema.

MOD_AUTOLOAD Se settato su "yes", Arch scansionerà il vostro hardware durante l'inizializzazione e tenterà di caricare automaticamente i moduli del kernel appropriati per il vostro sistema. Questo verrà fatto con l'utility hwdetect.

MOD_BLACKLIST Questo è un vettore di moduli che non volete caricare in fase di inizializzazione. Per esempio, se non desiderate sentire l'irritante beep del computer, potreste mettere in blacklist il modulo pcspkr.

MODULES In questo array potete elencare i nomi dei moduli che volete caricare durante l'avvio, senza dover legarli ad una particolare periferica hardware come nel file modprobe.conf. Semplicemente, aggiungete il nome del modulo qui, e mettete le eventuali opzioni che necessitate nel file modprobe.conf. Apponendo un ('!') davanti al nome del modulo, farà si che esso non venga caricato all'avvio, è utile per "commentare" certi moduli se necessario. Un beneficio di caricare i moduli con questo metodo, è che ad esempio le schede di rete verranno rilevate in base all'ordine del caricamento dei moduli relativi, prevenendo così eventuali errori di assegnamento in modo casuale dei nomi alle diverse periferiche ad ogni boot. Una via ancora migliore per definire i nomi delle interfaccie di rete, in effetti, sarebbe quella di configurare in maniera appropriata udev, comunque.

USELVM Mettere su "YES" per eseguire un vgchange durante il sysinit, così come attivare qualsiasi gruppo LVM. Se non avete idea di cosa significhi ciò, non preoccupatevene.

HOSTNAME Indicate qui il nome della macchina, senza la parte del dominio. Questo nome è completamente a vostra scelta, sempre che vi limitiate a lettere, numeri e pochi altri caratteri speciali come la barra. Non siate troppo creativi comunque, e se in dubbio, usate il nome di default.

INTERFACES Qui definirete le impostazioni delle vostre interfacce di rete. Le righe di default e i commenti inclusi sono abbastanza autoesplicativi. Se usate il DHCP, 'eth0="dhcp"' dovrebbe funzionare per voi. Se invece non lo utilizzate, tenete solo a mente che il valore della variabile (il cui nome deve essere uguale al nome della periferica di rete che intendete configurare) sarà uguale alla lista di opzioni che si dovrebbe accodare al comando ifconfig se steste configurando la periferica manualmente da console.

ROUTES Qui potete definire le vostre routes statiche con un nome casuale. Per avere un'idea, guardate l'esempio per un gateway predefinito. Fondamentalmente la parte tra apici è identica a cosa vorreste passare a un normale comando add di route, quindi è consigliabile una lettura al man di route se non sapete cosa scrivere qui, o semplicemente lasciate vuoto.

NET_PROFILES Abilita specifici profili di rete all'avvio. I profili di rete forniscono una vantaggiosa via per la gestione di multiple configurazioni di rete, e sono pensate per sostituire la configurazione standard INTERFACES/ROUTES che è ancora consigliata per sistemi con solo una configurazione di rete. Se il vostro computer farà parte di varie reti in momenti diversi (esempio un notebook) allora dovreste dare uno sguardo alla cartella /etc/network-profiles/ per impostare qualche profilo. Nella cartella c'è un file modello che può essere usato per creare nuovi profili.

DAEMONS Questo array è semplicemente una lista dei nomi degli script contenuti in /etc/rc.d/ che si vuole siano lanciati durante il processo di avvio. Se il nome di uno script è preceduto da un punto esclamativo (!), non sarà eseguito. Se uno script è preceduto dalla simbolo della chiocciola (@), allora sarà eseguito in background, ovvero la sequenza d'avvio non attenderà il completamento prima di continuare. Solitamente non è necessario cambiare i valori predefiniti per avere un sistema funzionante, ma vorrete modificare questo array nel caso aveste installato un servizio di sistema come sshd, e vorreste che questo parta automaticamente all'avvio. Questa fondamentalmente è la modalità alla Arch di controllare ciò che gli altri gestiscono con vari collegamenti simbolici alla cartella init.d.


/etc/hosts

Questo file è dove andranno messe le associazioni hostname\ip dei computer nella vostra rete. Se un hostname non è conosciuto dal vostro DNS, potete aggiungerlo qui in modo da garantire la risoluzione dell'ip, o anche per bypassare la richiesta al DNS vero e proprio. Solitamente non sono necessarie modifiche in questo file, ma potreste aggiungere l'hostname e l'hostname + dominio della macchina locale che punti all'ip della vostra interfaccia di rete; alcuni servizi, come postfix ad esempio, non funzioneranno altrimenti. Se non sapete cosa state facendo, lasciate stare questo file perlomeno finchè non vi documentiate sul suo utilizzo.


/etc/fstab

Le impostazioni relative ai filesystem e ai punti di montaggio sono inserite in questo file. L'installer dovrebbe già aver creato le voci necessarie per voi, ma potreste volerci dare un' occhiata e controllare che tutto sia a posto, specialmente se usate installazioni con RAID o LVM.

Con uno dei recenti kernel, è stata introdotta un importante novità relativa alle interfacce ATA/IDE. I nuovi driver pata (Parallel ATA) sostituiscono il vecchio sistema IDE, e con se portano l'importante modifica della denominazione dei dischi, che dal vecchio sistema hda, hdb, ecc passano ad utilizzare la denominazione sda, sdb, ecc esattamente come prima si faceva con i soli dischi SCSI e SATA. Per questo motivo, quando utilizzate il nuovo driver pata nell'array HOOKS del file /etc/mkinitcpio.conf, ricordate di utilizzare i nomi appropriati nel vostro file /etc/fstab e nella configurazione del vostro bootloader! In alternativa, potreste anche utilizzare le denominazioni /dev/disk/by-uuid/... o /dev/disk/by-label/... dei vostri dischi (dove disponibili) per eliminare il dubbio di dover utilizzare hda o sda. Se questa ultima opzione non vi piace, ecco un riepilogo di cosa è necessario fare: se utilizzate il driver pata invece di quello ide nell'array HOOKS, usate i nomi del tipo sd?. In caso contrario, potete restare alle vecchie denominazioni hd?. È ovviamente importante che controlliate quali driver avete in effetti nell'array HOOKS dell /etc/mkinitcpio.conf.

/etc/mkinitcpio.conf

This file allows you to fine-tune the initial ramdisk (also commonly referred to as the "initrd") for your system. The initrd is a gzipped image that is read by the kernel during bootup. The purpose of the initrd is to bootstrap the system to the point where it can access the root filesystem. This means it has to load any modules that are required to "see" things like IDE, SCSI, or SATA drives (or USB/FW, if you are booting off a USB/FW drive). Once the initrd loads the proper modules, either manually or through udev, it passes control to the Arch system and your bootup continues. For this reason, the initrd only needs to contain the modules necessary to access the root filesystem. It does not need to contain every module you would ever want to use. The majority of your everyday modules will be loaded later on by udev, during the init process.

By default, mkinitcpio.conf is configured to provide all known modules for IDE, SCSI, or SATA systems through so-called HOOKS. This means the default initrd should work for almost everybody. The downside to this is that there are many modules loaded that you will not need. This is easily visible by examining your module table after booting up (with the lsmod command). While this doesn't actually hurt anything, some people find it annoying. To cull this list down to only what you actually need, you can edit mkinitcpio.conf and remove the subsystem HOOKS (ie, IDE, SCSI, RAID, USB, etc) that you don't need.

You can customize even further by specifying the exact modules you need in the MODULES array and remove even more of the hooks, but take heed to the comments in the file, as this is a touchy place to go crazy with removing entries!

If you're using RAID or encryption on your root filesystem, then you'll have to tweak the RAID/CRYPT settings near the bottom. See the wiki pages for RAID/LVM, filesystem encryption, and mkinitcpio for more info.

When you're finished tweaking mkinitcpio.conf, you must run mkinitcpio -p kernel26 as root to regenerate the images, unless you're still installing the system; In that case this step will be done automatically after choosing Install Kernel later in the process.

WARNING: If you fail to set up your mkinitcpio.conf correctly, your system will not boot! For this reason, you should be especially careful when tweaking this file.

If you do manage to render your system unbootable, you can try using the fallback image that is installed alongside the stock kernel. A boot option for this is included in the default GRUB and LILO configuration.

Read the warning about the pata transition problems elaborated in the fstab section carefully!


/etc/modprobe.conf

This tells the kernel which modules it needs to load for system devices, and what options to set. For example, to have the kernel load your Realtek 8139 ethernet module when it starts the network (ie. tries to setup eth0), use this line: alias eth0 8139too

The syntax of this file is nearly identical to the old modules.conf scheme, unless you use some of the more exotic options like post-install. Then you should invest a little time into reading man modprobe.conf.

Most people will not need to edit this file.


/etc/resolv.conf

Use this file to manually setup your nameserver(s) that you want to use. It should basically look like this: search domain.tld nameserver 192.168.0.1 nameserver 192.168.0.2

Replace domain.tld and the ip addresses with your settings. The so-called search domain specifies the default domain that is appended to unqualified hostnames automatically. By setting this, a ping myhost will effectively become a ping myhost.domain.tld with the above values. These settings usually aren't mighty important, though, and most people should leave them alone for now. If you use DHCP, this file will be replaced with the correct values automatically when networking is started, meaning you can and should happily ignore this file.


/etc/locale.gen

This file contains a list of all supported locales and charsets available to you. When choosing a LOCALE in your /etc/rc.conf or when starting a program, it is required to uncomment the respective locale in this file, to make a "compiled" version available to the system, and run the locale-gen command as root to generate all uncommented locales and put them in their place afterwards. You should uncomment all locales you intend to use.

During the installation process, you do not need to run locale-gen manually, this will be taken care of automatically after saving your changes to this file.

By default, all locales are commented out, including the default en_US.utf8 locale referred to in the /etc/rc.conf file. To make your system work smoothly, you must edit this file and uncomment at least the one locale you're using in your rc.conf.


/boot/grub/menu.lst

GRUB is the default bootloader for Arch Linux. You should check and modify this file to accommodate your boot setup if you want to use GRUB, otherwise read on about the LILO configuration.

Make sure you read the warning regarding the pata transition elaborated on in the fstab section!

Configuring GRUB is quite easy, the biggest hurdle is that it uses yet another device naming scheme different from /dev; Your hard disks as a whole are referred to as (hd0), (hd1), etc., sequentially numbered in order of appearance on the IDE/SCSI bus, just like the hda, hdb, etc. names in GNU/Linux. The partitions of a disk are referred to with (hd0,0), (hd0,1) and so on, with 0 meaning the first partition. A few conversion examples are included in the default menu.lst to aid your understanding.

Once you grasped the concept of device naming, all you need to do is to choose a nice title for your boot section(s), supply the correct root partition device as a parameter to the root option to have it mounted as / on bootup, and create a kernel line that includes the partition and path where the kernel is located as well as any boot parameters. If using the stock Arch 2.6.x kernel, you'll also need an initrd line that points to the kernel26.img file in your /boot directory. The path you put on your initrd line should be the same as the path to vmlinuz26 that you provide on the kernel line. You should be fine with the defaults, just check whether the partition information is correct in the root and kernel lines, especially in regard to the pata issue!

To create a boot option that loads the bootsector of a different OS, the following example might be helpful. You will probably succeed in starting any Microsoft-based operating system with it, just add this block to the file after any other sections, and modify the partition device accordingly to refer to the partition containing the bootsector of the OS you are intending to boot.

 (1) Other OS
 title My Other OS
 rootnoverify (hd0,1)
 makeactive
 chainloader +1

For advanced configuration of other OSes, please refer to the online GRUB manual.

After checking your bootloader configuration for correctness, you'll be prompted for a partition to install the loader to. Unless you're using yet another boot loader, you should install GRUB to the MBR of the installation disk, which is usually represented by the appropriate device name without a number suffix.


/etc/lilo.conf

This is the configuration file for the LILO bootloader. Make sure you check this one and get it right if you want to use LILO to boot your system. See LILO documentation for help on this.

Things you should check are the root= lines in the image sections and the boot= line right at the beginning of the file. The root lines specify the device which shall be mounted as the root filesystem on bootup. If you don't know what is supposed to be entered here, change to another terminal and type mount to see a list of all currently mounted drives, and look for the line which displays a device name mounted on /mnt type [...]. The device path at the beginning of this very line should be entered in the root lines of your lilo.conf. Change if necessary, and keep the pata issue in mind!

The boot line should be okay by default in most cases. Unless you have a weird boot manager setup in mind with multiple OSes, the device referenced here should be having the same prefix your root lines have, but not end with a number. For example, a root of /dev/hda3 means you probably want to install LILO into the Master Boot Record of the hard disk, so you would set boot to /dev/hda, which references the disk as a whole. During installation, the boot device must be the current name of the device where you want to write the boot sector to; This may differ from the name of the device after the first boot, thanks to the pata transition! Check carefully what device to write to during the installation stage, for example with the mount command.

To prevent some serious grief, you should make sure you know how to restore the bootsector of your other OSes, for example with Windows's FIXBOOT/FIXMBR tools.

To be on the safe side, you should keep the option lba32 listed. This will prevent some geometry issues from happening.

In some cases, depending on your BIOS, LILO will not run on bootup and spill out an error code infinitely. In most cases you either removed the lba32 option, or your hardware setup is a little special, meaning that maybe your CD-ROM drive is primary master and the hard disk you installed secondary slave. This can very well confuse your BIOS, and thus stop the boot process. To prevent that you can try and make the install drive the primary master on your IDE bus. If you've got a mixed IDE and SCSI system and the problem persists, you'll probably need some experimentation with the disk and bios options of LILO to provide a working mapping; The disk drives in your system are numbered sequentially by your BIOS, starting with 0x80. If you're lucky your SCSI controller tells you which drive has which BIOS ID, but usually you're not. How the drives are effectively numbered is depending on your BIOS, so in the worst case you can only guess until it works. A typical disk line would look like this:

 boot=/dev/hda
 disk=/dev/hda bios=0x80

The disk option maps a BIOS ID to the disk device known to the system. Note that there is still no guarantee that things will work as other things can be wrong, so do not despair if all your tries fail, but rather try rearranging your hardware in a way that's not totally odd. In this area too much can go wrong and needs special handling to be explained here. In most cases the lba32 option will suffice anyway. Old hard drives will usually need a little more special care until they do as told.

Don't become fidgety when reading this section, I (Dennis) just happened to stumble over this problem when experimenting with a rather odd system, and figured it'd be a good idea to mention this show stopper and workarounds here. You probably won't ever experience this, as you should be using GRUB anyway.

How to recreate a LILO boot sector with only a rescue disk is explained later in this document.


/etc/conf.d/*

During setup, this is totally unimportant. Consider this as reference for the interested.

Some daemon scripts will have a matching configuration file in this directory that contains some more-or-less useful default values. When a daemon is started, it will first source the settings from it's config file within this directory, and then source the /etc/rc.conf. This means you can easily centralize all your daemon configuration options in your /etc/rc.conf simply by setting an appropriate variable value, or split up your configuration over multiple files if you prefer a decentralized approach to this issue. Isn't life great if it's all just simple scripting?


/etc/profile

This script is run on each user login to initialize the system. It is kept quite simple under Arch Linux, as most things are. You may wish to edit or customize it to suit your needs.

Kernel

Il CD-ROM include l'ultimo kernel disponibile alla data del rilascio del CD. Se state utilizzando il metodo di installazione FTP, il kernel che andrete effettivamente ad installare sarà l'ultimo disponibile sulla vostra sorgente FTP, e potrebbe dunque introdurre cambiamenti/incompatibilità sconosciute. Ciò è molto improbabile ma non impossibile, quindi tenetelo a mente.

Installare un Bootloader

Adesso verrà installato il bootloader sul disco fisso, GRUB o nessuno nel caso se ne abbia uno già installato e si desidera utilizzare quello. Se si sceglie di installare GRUB, il setup ti farà esaminare il file di configurazione per confermare le impostazioni.

/boot/grub/menu.lst

Si dovrebbe controllare e modificare questo file per ospitare la configurazione di boot se si vuole usare GRUB, altrimenti si dovrà modificare il file di configurazione del bootloader esistente. L'installatore avrà già popolato questo file usando le voci UUID che dovrebbe essere necessario cambiare nel caso in cui hai già avuto bisogno di cambiare il tuo fstab.

Dopo aver verificato la correttezza della configurazione del bootloader, ti verrà richiesta una partizione su cui installare il bootloader. A meno che non si stia utilizzando un altro boot loader, è necessario installare GRUB nel MBR del disco, che di solito è rappresentato dal nome del dispositivo senza un numero suffisso. (es: /dev/sda)

Uscire dall'installazione

Esci dall'installazione, rimuovi il dispositivo che hai usato per l'installazione (CD-ROM o disco USB), digita reboot dalla console, premi invio ed incrocia le dita!

Procedura d'Installazione Automatica

con la procedura di installazione automatica, è possibile fare tramite installazioni automatiche tramite script. Vedere [#Aif_the_installation_tool 2.3 AIF, il programma di installazione]. In /usr/share/aif/examples troverai esempi che hanno bisogno di nessuna o minima modifica per installare il sistema:

  • generic-install-on-sda in questo file vengono illustrate alcune cose che puoi fare (aggiungere di pacchetti personalizzati, impostare il fuso orario, aggiornare i file di configurazione, ecc) Esso definisce una semplice installazione (con una struttura simile a quella che si ottiene con Auto-prepare) su /dev/sda
  • fancy-install-on-sda molto simile a quello generico-install-on-sda, ma installa un sistema con supporto a filesystem crittografati (LVM / dm_crypt) su /dev/sda

Si noti che questi file sono semplici file di bash, quindi se si desidera definire per esempio SYNC_URL deve essere racchiuso tra apici singoli per evitare che bash espandi $repo

Richiamare come aif -p automatic -c /percorso/del/file/di/configurazione. Ovviamente, non dimenticate di modificare il nome del disco rigido a meno che non si voglia usare /dev/sda.

Sintassi del file di configurazione

I file di configurazione saranno interpretati dalla shell bash, quindi devono contenere codice bash valido.

PARTIZIONI: Permette di definire le partizioni del tuo disco rigido, separate da spazi.

  • Prima viene il file del dispositivo per il disco rigido
  • quindi per ogni partizione che si desidera: dimensione in MiB (o '*' per tutto lo spazio restante), il tipo di filesystem e, facoltativamente, un '+' per selezionare il flag avviabile separate dai due punti (':')

BLOCKDATA: In questa variabile multi-linea puoi decidere come ciascuna partizione dovrebbe essere usata. Studiare gli esempi per vedere come funziona.

Personalizzare l'installazione

È inoltre possibile personalizzare l'installazione, scrivendo nuove procedure (o procedure derivate da quelle attuali) o file di configurazione per le procedure che lo supportano (automatico). Hai tutte le librerie AIF a tua disposizione e puoi creare nuove librerie (vedi /usr/lib/aif). Consulta il file README di AIF per maggiori informazioni.

Il tuo nuovo sistema

Se tutto è andato a buon fine, puoi riavviare il sistema (assicurati che il sistema non si avvii di nuovo dallo stesso disco USB o dal CD-ROM).

Ti accorgerai che durante l'early userspace (la parte che viene immediatamente dopo il bootloader) vengono eseguiti gli hook (definiti in mkinitcpio.conf) necessari per ottenere il tuo filesystem radice.
Se usi lvm, eseguirà l'hook lvm. Se usi la crittografia, eseguirà sia l'hook keymap che l'hook encrypt in modo che tu possa inserire la password per decrittare il volume.

Quando il tuo sistema si sarà avviato potrai autenticarti come root senza alcuna password (la prima cosa che ti consigliamo di fare è di impostarne una con il comando passwd).

Ulteriori Informazioni

Gestione dei pacchetti

Pacman è un gestore di pacchetti che tiene traccia di tutto il software installato sul tuo sistema. Risolve automaticamente le dipendenze e usa archivi .tar.gz standard per tutti i pacchetti. Di seguito vengono spiegare alcune operazioni ordinarie, che potresti dover utilizzare durante l'installazione, con i loro rispettivi comandi. Per una spiegazione più approfondita delle opzioni di pacman, leggi la sua pagina di manuale o consulta il wiki Pacman (Italiano).

Operazioni ordinarie:

  • Aggiornamento della lista dei pacchetti

    # pacman --sync --refresh

    # pacman -Sy

Recupera un nuovo elenco dei pacchetti dai database remoti definiti nel file /etc/pacman.conf e lo decomprime nel database locale.

  • Cercare un pacchetto

    # pacman --sync --search <regexp>

    # pacman -Ss <regexp>

Cerca ogni pacchetto all'interno dei database remoti il cui nome o descrizione corrispondono con regexp.

  • Mostrare informazioni di un pacchetto dai database remoti

    # pacman --sync --info foo

    # pacman -Si foo

Mostra le informazioni dal database dei pacchetti sul pacchetto foo (dimensioni, data di costruzione, dipendenze, conflitti, ecc)

  • Aggiungere un pacchetto dal database dei pacchetti

    # pacman --sync foo

    # pacman -S foo

Recuperare e installare il pacchetto foo, completo di tutte le dipendenze che richiede. Prima di utilizzare qualsiasi opzione di sincronizzazione, assicuratevi di aggiornare la lista dei pacchetti.

  • Visualizzare tutti i pacchetti installati

    # pacman --query

    # pacman -Q

Elenca tutti i pacchetti installati nel sistema.

  • Controllare se un pacchetto è installato

    # pacman --query foo

    # pacman -Q foo

Questo comando visualizzerà il nome e la versione del pacchetto foo solo se questo è installato nel sistema.

  • Mostrare informazioni di un pacchetto

    # pacman --query --info foo

    # pacman -Qi foo

Mostra informazioni sul pacchetto installato foo (dimensione, data di installazione, data di costruzione, dipendenze, conflitti, ecc.)

  • Mostrare la lista dei file contenuti in un pacchetto

    # pacman --query --list foo

    # pacman -Ql foo

Elenca tutti i file appartenenti al pacchetto foo.

  • Trovare a quale pacchetto appartenga uno specifico file

    # pacman --query --owns /percorso/del/file

    # pacman -Qo /percorso/del/file

Questo comando mostra il nome e la versione del pacchetto che contiene il file passato come parametro con il percorso completo.

APPENDICE

Vedere Official Arch Linux Install Guide Appendix (Italiano) per ulteriore documentazione che i nuovi utenti possono trovare utile.