Difference between revisions of "Partitioning (Italiano)"

From ArchWiki
Jump to: navigation, search
(Content from Beginners' Guide: copied content from Beginners' Guide)
(translated wikipedia content)
Line 12: Line 12:
 
{{Article summary end}}
 
{{Article summary end}}
  
''Disk partitioning is the act of dividing a hard disk drive into multiple virtual hard disk drives, referred to as partitions, to treat one physical disk drive as if it were multiple disks.''
+
''La partizione in informatica consiste nella suddivisione di un'unità fisica (per esempio un hard disk) in più unità logiche. Le singole unità logiche vengono viste dal sistema operativo come unità separate e possono essere formattate e gestite in modo indipendente.''
  
: — [[Wikipedia:Disk partitioning]]
+
: — [[Wikipedia:it:Partizione]]
  
 
{{Note|This article is currently under construction.}}
 
{{Note|This article is currently under construction.}}

Revision as of 21:42, 8 October 2011

This template has only maintenance purposes. For linking to local translations please use interlanguage links, see Help:i18n#Interlanguage links.


Local languages: Català – Dansk – English – Español – Esperanto – Hrvatski – Indonesia – Italiano – Lietuviškai – Magyar – Nederlands – Norsk Bokmål – Polski – Português – Slovenský – Česky – Ελληνικά – Български – Русский – Српски – Українська – עברית – العربية – ไทย – 日本語 – 正體中文 – 简体中文 – 한국어


External languages (all articles in these languages should be moved to the external wiki): Deutsch – Français – Română – Suomi – Svenska – Tiếng Việt – Türkçe – فارسی

Tango-preferences-desktop-locale.pngThis article or section needs to be translated.Tango-preferences-desktop-locale.png

Notes: please use the first argument of the template to provide more detailed indications. (Discuss in Talk:Partitioning (Italiano)#)

Tango-view-fullscreen.pngThis article or section needs expansion.Tango-view-fullscreen.png

Reason: please use the first argument of the template to provide a brief explanation. (Discuss in Talk:Partitioning (Italiano)#)
Nota: Questo articolo è in fase di traduzione. Seguite per ora le istruzioni della versione inglese.

Template:Article summary start Template:Article summary text Template:Article summary heading Template:Article summary wiki Template:Article summary wiki Template:Article summary wiki Template:Article summary end

La partizione in informatica consiste nella suddivisione di un'unità fisica (per esempio un hard disk) in più unità logiche. Le singole unità logiche vengono viste dal sistema operativo come unità separate e possono essere formattate e gestite in modo indipendente.

Wikipedia:it:Partizione
Note: This article is currently under construction.

Panoramica

  • Cosa è il partizionamento?
  • Perchè partizionare?

Partizionare un disco consente di dividere lo spazio disponibile in diverse sezioni a cui sarà possibile accedere indipendentemente l'una dall'altra. Le informazioni sulle partizioni risiedono sul MBR del disco.

Un disco può essere allocato in una singola partizione, oppre può essere diviso in diverse partizioni. In diverse condizioni è necessaria la creazioni di partizioni multiple: sistemi dual- o multi-boot, oppure per avere una partizione di swap. In altri casi, il partizionamento è usato per suddividere in maniera logica i dati, come la creazioni di partizioni dedicate per i file audio e i file video. Gli schemi di partizionamento più comuni saranno discussi più avanti.

Sarà possibile creare fino a quattro partizioni primarie per ogni disco. Se sarà necessario creare un numero maggiore di partizioni è possibile creare una partizione estesa (avremo quindi fino a tre partizioni primarie ed una partizione estesa). Una partizione estesa può essere suddivisa a sua volta in un numero non limitato di partizioni logiche.

Strumenti di partizionamento

  • fdisk - Lo strumento di partizionamento di Linux(da terminale). Contenuto nel pacchetto Template:Package Official.
  • cfdisk - Uno strumento di partizionamento per Linux scritto con le librerie curse(da terminale). Contenuto nel pacchetto Template:Package Official.
  • GNU Parted - Un altro strumento di partizionamento per Linux, esso consente anche il ridimensionamento e la copia delle partizioni.
  • Partitionmanager - uno strumento grafico scritto con le Qt
  • QtParted - uno strumento grafico scritto con le Qt, alternativa a Partitionmanager reperibile su AUR.
  • GParted - uno strumento grafico scritto in GTK

Schemi di partizionamento

Di seguito verranno elencate le cartelle che comunemente vengono separate, ed le relative motivazioni e caratteristiche. Per ulteriori informazioni riguardo alla struttura del filesystem ed alle funzioni delle varie cartelle consultare Filesystem Hierarchy Standard

"All-in-one"

  • Una unica partizione per l'intero disco.

Partizione /boot separata

  • Questa partizione è necessaria solo durante la fase di boot (e durante la rigenerazione del ramdisk)
  • Non è richiesta per le normali operazioni di sistema.
  • L'uso del journaling non è necessario.
  • Può essere necessario averla separata se si effettua il boot di un sistema installato su un RAID0(stripe).

Partizione /home separata

  • Semplifica le procedure di backup l'uso di sistemi multi-boot(ad. esempio si può utilizzare la partizone Template:Filename per due distribuzioni diverse, anche se non è consigliato utilizzare il solito utente, dato che le versioni dei software e le loro configurazioni potrebbero differire).
  • La partizione Template:Filename spesso richiede molto spazio(per gli utenti desktop) e può essere necessario espanderla in un secondo momento.

Partizione /var separata

  • Questa partizione subisce molti accessi in lettura/scrittura(vi risiedono i log e la cache)
  • Impedisce di riempire il disco a causa di log malfuznionanti, ecc.
  • A volte può essere utile anche per motivi di sicurezza, impedendo l'esecuzione di programmi dall'interno di essa(questa cartella può essere scritta da tutti gli utenti).

Partizione /usr separata

  • Può essere condivisa da più sistemi.

Considerations

  • Partition sizes
  • File systems
  • LVM

Creating new partitions

Resizing partitions

Contenuto dalla Beginners' Guide

(Consultare la Beginners' Guide (Italiano) per un contenuto più aggiornato.)

Preparare il disco rigido

Attenzione: Partizionare un hard disk è sempre un'operazione rischiosa, e può distruggere i dati presenti in esso. È fortemente consigliato fare prima una copia di sicurezza dei dati importanti.
Nota: Il partizionamento può essere eseguito prima di avviare l'installazione di Arch se lo si desidera, utilizzando gli strumenti disponibili come GParted o altro. Se l'unità di installazione è già stata partizionata con le specifiche desiderate, allora si può continuare consultando continuare con Impostare i filesystem nei punti di montaggio

Verificare le identità dei dischi e delle partizioni correnti invocando il comando Template:Filename con l'opzione Template:Codeline (è una "L" minuscola). Aprire un'altra console virtuale Template:Keypress+Template:Keypress e dare il comando:

Template:Cli

Prendere nota del disco(i)/partizione(i) da utilizzare durante l'installazione di Arch.

Ritornare allo script di installazione con Template:Keypress+Template:Keypress

Selezionare la prima voce del menu 'Prepare Hard Drive'.

  • OPZIONE 1 : Auto-Prepare (Cancella l'intera partizione del disco rigido.):

l'opzione Auto-Prepare suddivide il disco nel seguente modo:

  • partizione /boot con filesystem ext2 da 100MB. Verrà chiesto di modificare la dimensione.
  • partizione swap da 256MB. Vi verrà chiesto di modificare la dimensione.
  • Partizione separata per / e per /home, (la dimensione può anche essere specificata). È possibile scegliere come file system tra: ext2, ext3, ext4, ReiserFS, XFS e JFS, ma si noti che sia / che /home devono condividere lo stesso tipo di filesystem condizione necessaria per usare Auto-Prepare.

Tenere bene in conto che Auto-Prepare cancella completamente il disco rigido scelto. Leggere il warning che si presenta con molta attenzione e assicurarsi di partizionare il dispositivo corretto. Questo metodo potrebbe essere non stabile.

  • OPZIONE 2 : Manually Partition Hard Drives. Raccomandato

Questa opzione permette una soluzione più affidabile e personalizzata per partizionare in base alle proprie esigenze.

  • OPZIONE 3: Manually Configure block devices, filesystems and mountpoints

Selezionando questa opzione, il sistema elencherà i filesystem e i punti di mount che ha trovato, e chiederà quali usare tra questi. Se si seleziona "Yes" sarà fornita una scelta per scegliere il metodo desiderato per l'identificazione. Es. by dev, label o uuid.

  • OPZIONE 4:Rollback last filesystem changes

A questo punto, gli utenti GNU/Linux più esperti che hanno familiarità con il partizionamento manuale possono anche saltare a Selezionare i pacchetti.

Nota: Se si sta installando su dispositivi USB flash, consultare " Installare Arch Linux su dispositivi USB".

Partizionare il Disco Rigido (informazioni generali)

Il Partizionamento

Il partizionamento di un hard disk definisce specifiche aree (le partizioni) all'interno di un disco, ognuna si comporterà e apparirà come fosse un disco separato, sui quali potrà essere creato (formattato) un filesystem.

Esistono 3 tipi di partizione
  • Primaria
  • Estesa
    • Logica

Le partizioni primarie possono essere avviabili e sono limitate a 4 partizioni per disco o volumi Raid. Se si desidera avere più di 4 partizioni, una partizione primaria deve essere impostata come partizione estesa, capace di contenere al suo interno le partizioni logiche.

Le partizioni estese non sono utilizzabili da sole, ma sono semplicemente un contenitore per le partizioni logiche. Un disco rigido può contenere solo una partizione estesa, che possono poi essere suddiviso in partizioni logiche. Si noti che la partizione estesaè considerata anch'essa come una partizione primaria. Questo significa che se si decide di creare una partizione estesa, è possibile avere solo 3 partizioni primarie in più su quel disco. Tuttavia, il numero delle partizioni logiche che è possibile creare all'interno della partizione estesa è illimitata.

Quando si partiziona un disco, si può osservare questo schema di numerazione: con la creazione di partizioni primarie da sda1 fino a sda3, seguito con la creazione di una partizione estesa , sda4, e successivamente la creazione di partizioni logiche all'interno della partizione estesa: sda5, sda6, e così via

La partizione Swap

Una partizione swap è uno spazio sul disco rigido dove risiede la ram virtuale, e che permette al kernel di usare facilmente spazio su disco, per dati che non richiedono di essere caricati sulla RAM fisica. Storicamente, la regola generale per le dimensioni della partizione di swap era di 2 volte la quantità di RAM fisica. Nel corso del tempo i computer hanno acquisito capacità di memoria sempre più grandi e questa norma è diventata sempre più obsoleta. In generale, su macchine fino a 512MB di RAM, una swap grande il doppio della RAM è di solito più che sufficiente. Su installazioni su macchine che beneficiano di un grande quantitativo di RAM (superiore ai 1024MB), può essere possibile rinunciare completamente alla partizione di swap, dato che l'opzione per creare un file di swap è sempre disponibile in seguito. Di solito su macchine con più di 2GB di RAM non è necessario creare una partizione di swap.

In questo esempio verrà utilizzata una partizione swap da 1 GB.

Nota: Se si vuole usare la sospensione su disco (ibernazione) è necessaria una swap pari almeno alla dimensione della RAM più un 10-15% (per evitare problemi legati a possibili settori danneggiati).
Schema di partizionamento

Il processo di partizionamento del disco consiste nello scegliere quante partizioni creare, con quali filesystem formattarle e per quali scopi utilizzarle, in base alle proprie abitudini, alle esigenze e ai requisiti hardware. Se si desidera un sistema dual boot Arch Linux con un sistema operativo Windows si veda Windows and Arch Dual Boot.

Alcune directory che possono risiedere in partizioni separate:

/ (root) Il file system di root è la directory principale da cui tutti gli altri file system derivano; è al vertice della gerarchia. Tutti i file e directory sono visualizzati sotto la directory root "/", anche se sono memorizzati su dispositivi fisici differenti. Il contenuto del filesystem di root deve essere adeguato per l'avvio, il ripristino, il recupero e/o la riparazione del sistema. Pertanto, alcune directory presenti in "/" non sono candidate per essere partizioni separate. (Vedere l'avviso in seguito).

/boot Questa directory contiene i kernel (ed eventuali immagini ramdisk associate) e i file necessari al bootloader per poter avviare il sistema. Contiene anche dati usati prima che il kernel esegua programmi in spazio utente. Questo potrebbe includere settori del MBR salvati e files di mapping dei settori. /boot pur essendo essenziale per l'avvio del sistema, è l'unica che può essere ancora conservata in una partizione separata (se richiesto).

/home Al suo interno è presente una directory per ogni utente, in cui vengono salvati i dati personali e i file di configurazione specifici dell'utente per le varie applicazioni.

/tmp É la directory per i programmi che richiedono file temporanei, come i file ". lck", che possono essere usati per prevenire più istanze di un rispettivo programma fino a quando un compito è completato. A questo punto il file ". lck" saranno rimossi. I programmi non devono assumere che il contenuto di /tmp sia conservato tra le chiamate dei programmi poiché i file e directory che si trovano in /tmp saranno generalmente cancellati ogni volta che il sistema viene riavviato.

/var Contiene dati di sistema variabili, come le directory dei file di spool, dati amministrativi e log di sistema, la cache di pacman, l'albero ABS, etc. /var esiste per consentire di montare /usr in sola lettura. Tutto ciò che storicamente è presente in /usr, e che viene scritto durante il funzionamento del sistema (eccezion fatta per l'installazione e la manutenzione del software), deve risiedere in /var.

Attenzione: Oltre a /boot, le directory essenziali per l'avvio sono: '/ bin', '/ etc', '/ lib', e '/ sbin'. Pertanto, esse non devono risiedere su una partizione separata da '/'.

Ci sono molti vantaggi nel distribuire le directory su più partizioni invece che tenerle tutte in una sola:

  • Sicurezza: i filesystem possono essere configurati in Template:Filename come 'nosuid', 'nodev', 'noexec', 'readonly', ecc.
  • Stabilità: un utente, o un programma malfunzionante, può riempire completamente il filesystem di spazzatura se ne ha i permessi di scrittura. Programmi critici che risiedono in un filesystem differente non vengono interrotti.
  • Velocità: un filesystem su cui viene scritto di frequente può diventare frammentato. (Un buon metodo per evitare la frammentazione è assicurarsi che ogni filesystem non sia mai in pericolo di essere riempito completamente.) Filesystem separati non vengono compromessi e possono essere comunque deframmentati separatamente.
  • Integrità: Se un filesystem viene danneggiato, filesystem separati non vengono compromessi.
  • Versatilità: Condividere dati fra vari sistemi diventa più comodo usando filesystem indipendenti. Inoltre possono essere scelti tipi di filesystem differenti in base alla natura dei dati e all'utilizzo.

In questo esempio useremo delle partizioni separate per /,/var,/home e una partizione di swap.

Nota: Template:Filename contiene molti file di piccole dimensioni. Ciò deve essere tenuto in considerazione quando si sceglie un tipo di filesystem per essa, (se si intende creare una partizione separata).
Quanto dovrebbero essere grandi le partizioni?

La risposta è che dipende dalle esigenze personali. Si potrebbe semplicemente creare una partizione per root e una partizione per swap, o solo una per root senza swap oppure prendere spunto dagli esempi che seguono e utilizzarli come uno schema di riferimento:

  • Il filesystem root (/) nell'esempio contiene la cartella /usr, che può espandersi considerevolmente, dipendendo da quanto software verrà poi installato. 15-20 GB possono essere sufficienti per la maggior parte degli utenti.
  • Il filesystem /var conterrà, oltre al resto, l'albero ABS e la cache di pacman. Mantenere i pacchetti di pacman "in salvo" può risultare piuttosto utile, in quanto permette di fare il downgrade dei pacchetti in caso di bisogno futuro. /var tende ad espandersi anche molto con il passare del tempo, ma è possibile svuotarlo facilmente in qualsiasi momento. Se si usa un disco SSD, si potrebbe anche installare /var su un HDD mantenendo le partizioni / e /home sull'SSD, limitando così il numero di letture e scritture sull'SSD. 8-12 GB su un sistema desktop dovrebbero bastare per /var. I server invece, tendono ad avere dei /var estremamente grossi.
  • Il filesystem /home è tradizionalmente il posto dove vengono conservati dati, downloads, e file di applicazioni multimediali, perciò su un sistema desktop è normalmente il filesystem che richiede le dimensioni più grandi. Da ricordare inoltre, che in caso di reinstallazione di Arch, tutti i dati contenuti in /home non verranno in nessun caso persi con l'utilizzo della partizione separata.
  • Uno spazio extra del 25% aggiunto ad ogni filesystem , fornirà un cuscino di sicurezza nel caso di imprevisti ed espansioni, oltre a prevenire la frammentazione.

Da quanto descritto sopra, il sistema d'esempio disporrà di ~15GB come partizione di root (/), ~10GB /var, 1GB swap, e una /home contenente lo spazio di disco rimanente.

Partizionamento manuale dei dischi rigidi (tramite cfdisk)

Cominciare creando la partizione primaria che conterrà la directory radice "/".

Scegliere New -> 'Primary' e immettere la dimensione desiderata per la partizione di root. Inserire la partizione all'inizio del disco.

Scegliere come tipo di partizione (alla voce Type) '83 Linux'. La partizione creata apparirà come sda1 nell'esempio.

Creare una partizione primaria per /var, dandole ancora come Tipo '83 Linux'. Questa partizione apparirà come sda2.

Creare adesso una partizione per la swap, specificando come Tipo '82 (Linux swap/Solaris)'. Questa partizione apparirà come sda3.

Per ultimo, creare una partizione per la directory /home . Scegliere ancora una partizione primaria di Tipo '83 Linux' e impostare la dimensione desiderata. Questa partizione apparirà come sda4.

Esempio:

Name    Flags  Part Type   FS Type         [Label]         Size (MB)
-------------------------------------------------------------------------
sda1    Boot   Primary     Linux                           15440 #root
sda2           Primary     Linux                           10256 #/var
sda3           Primary     Linux swap / Solaris             1024 #swap
sda4           Primary     Linux                          140480 #/home

Scegliere Write e digita 'yes'. Attenzione, questa operazione distruggerà i dati sul disco. Scegliendo Quit si esce dal partizionamento. Scegliere 'Done' per abbandonare questo menù e continuare con la creazione dei filesystem nei punti di montaggio

Nota: Dal momento che le ultime versioni del kernel di Linux includono i moduli libata e PATA, tutti i dischi IDE SATA e SCSI hanno adottato lo schema di denominazione sdx. Questo è perfettamente normale e non deve essere una preoccupazione.

Crerazione dei filesystem (informazioni generali)

Specificare per ogni partizione il suo punto di montaggio corrispondente alle proprie esigenze. (Si ricordi che le partizioni terminano con un numero (es: sda1). Di conseguenza, sda di per sé non è una partizione, ma piuttosto, indica l'intero disco).

Tipi di Filesystem

Ancora una volta, la scelta del filesystem è una questione soggettiva che dipende molto dalle preferenze personali. Ciascuno ha i propri vantaggi, svantaggi, e idiosincrasie uniche. Qui c'è una panoramica molto breve dei filesystem supportati:

  1. ext2 Second Extended Filesystem- È il vecchio filesystem GNU/Linux. Veloce e molto stabile, ma senza supporto al journaling e ai "Barriers", che possono causare la perdita di dati, una perdita di potenza o un crash di sistema. Può essere sconveniente utilizzarlo per root (/) e la /home, e ciò è dovuto al suo controllo dell'integrità molto lungo. Un filesystem ext2 può facilmente essere convertito in ext3.
  2. ext3 Third Extended Filesystem- Essenzialmente è il sistema ext2, ma con il supporto per il journaling e alla scrittura dei barrier. Ext3 è completamente compatibile con Ext2. Estremamente stabile, maturo.
  3. ext4 Fourth Extended Filesystem- Retro-compatibile con le versioni ext2 ed ext3. Introduce il supporto per i volumi con dimensioni fino a 1 exabyte e file con dimensioni fino a 16 terabyte. Aumenta il limite da 32.000 sottodirectory di ext3 a 64.000. Offre capacità di deframmentazione in linea.
  4. ReiserFS (V3)- Il file system con journaling ad alte prestazioni di Hans Reiser usa un metodo di manipolazione dati molto interessante, basato su un algoritmo innovativo. ReiserFS è molto veloce e reattivo, specialmente nella gestione di molti file di piccole dimensioni. È veloce per quanto riguarda la formattazione, ma relativamente lento nel montaggio. Da considerarsi maturo e stabile, ReiserFS non è più in fase di sviluppo attivo (Reiser4 è il nuovo filesystem Reiser). In genere rappresenta una buona scelta per le partizioni /var/.
  5. JFS - è il journaling FS di IBM. JFS è piuttosto ben affermato, veloce e stabile. È stato il primo filesystem ad offrire il journaling, ed è stato impiegato per molti anni nel sistema operativo IBM AIX® prima di accedere a GNU/Linux. JFS è il filesystem che occupa meno risorse CPU tra tutti quelli disponibili per GNU/Linux. Veloce nella formattazione, montaggio e controllo integrità, gode di ottime prestazioni in generale, specialmente in associazione con il "deadline I/O scheduler". (Consultare JFS.) Non così largamente supportato come ext o ReiserFS, ma molto maturo e stabile.
  6. XFS - Un altro tra i primi filesystem con journaling, sviluppato originariamente da Silicon Graphics per il sistema operativo IRIX e portato poi su Linux. XFS offre una gestione molto veloce su file e file system di grandi dimensioni, così come una veloce fase di formattazione e montaggio. In generale più lento con molti file di piccole dimensioni, rispetto ad altri filesystem. XFS è molto maturo e supporta servizi di deframmentazione online.
  7. Btrfs - Conosciuto anche come "Better FS" è un nuovo filesystem con notevoli e potenti caratteristiche, simili all'eccellente ZFS sviluppato da Sun/Oracle. Questi comprendono la creazione di istantanee (snapshots), lo striping e mirroring multi-disco (RAID software fondamentalmente senza mdadm), checksuming, backup incrementale, e la compressione integrata di alta efficienza (che può dare un impulso significativo delle prestazioni, nonché di risparmiare spazio), e altro ancora. A partire da gennaio 2011 è ancora considerato "instabile", ma è stato inserito nella ramo principale del kernel in stato sperimentale. Btrfs sembra essere il futuro del filesystem di Linux, e ora è presente come scelta opzionale per il filesystem di root nelle installazioni delle maggiori distribuzioni.
Attenzione: Allo stato attuale Btrfs non ha nessun tool di manutenzione fsck, quindi qualsiasi danneggiamento o corruzione del file system risulta impossibile da riparare.
  • JFS e XFS non possono essere ridimensionati completamente da utilità di partizionamento grafiche quali gparted o parted magic.
Una considerazione sul Journaling

Tutti i filesystem sopra citati, ad eccezione di ext2, utilizzano il journaling. I file system con journaling, utilizzano un "diario" per registrare le modifiche prima che queste siano inviate al file system, per evitare la corruzione dei metadati in caso di crash. Da notare che non tutte le tecniche di journaling sono uguali: in particolare, solo ext3 ed ext4 si avvalgono della modalità journaling dei dati (anche se non di default), che annota sia i dati che i meta-dati (con una penalizzazione di velocità significativa). Gli altri supportano unicamente la modalità data-mode-journaling, che registra solo i meta-dati. Dopo un crash (come ad esempio l'interruzione di corrente elettrica), il filesystem verrà ripristinato allo stato precedente senza conseguenze negative, in quanto la modalità journaling offre la massima protezione contro la corruzione del file system e la perdita di dati, anche se può soffrire di un certo degrado nelle prestazioni, dato che tutti i dati vengono scritti due volte (prima al journaling, poi al disco). Quando si sceglie un filesystem anche questo tipo di considerazioni deve essere preso in esame, soprattutto al fine di preservare dati importanti con maggiore sicurezza.

Configurare manualmente i dispositivi a blocchi, filesystems e punti di mount

Specificare ogni partizione e punto di montaggio adatto alle vostre esigenze. Ricordiamo che le partizioni terminano con un numero. Pertanto,sda non è di per sé una partizione, ma piuttosto, indica un intero disco. Scegliere e creare il filesystem (formattare la partizione) per / selezionando yes. Ora verrà chiesto di aggiungere eventuali altre partizioni. Nell'esempio, rimangono sda2 e sda4. Per sda2, scegliere un tipo di filesystem e montarlo in /var. Infine, scegliere il tipo di filesystem per sda4, e montarla come /home.

Template:Box Note

Tornare al menu principale.