Rc.conf (Italiano)

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Introduzione

Il file rc.conf (/etc/rc.conf) è il principale file di configurazione utilizzato in Arch Linux. Al suo interno è possibile impostare alcuni dei settaggi più comuni come timezone, keymap, moduli del kernel e demoni da caricare all'avvio, etc. mantenendo così il sistema pulito e facilmente cofigurabile da un unico file principale di configurazione.

Di seguito un esempio di come troverete il file rc.conf subito dopo l'installazione.

Template:File

Localizzazione

  • LOCALE: Qui viene impostata la lingua di sistema, che verrà utilizzata da tutte le applicazioni i18n-compatibili. Potete avere un elenco completo ddi tutte le lingue disponibili eseguendo Template:Codeline da linea di comando. All'inizio troverete l'impostazione per l'inglese US, per impostare l'italiano come lingua di sistema inserite "it_IT.utf8" (ricordatevi poi di decommentare la relativa linea nel file Template:Filename e di eseguire il comando Template:Codeline per rigenerare i file di sistema relativi alla lingua).
  • HARDWARECLOCK: Viene specificato se l'orologio di sistema, che viene sincronizzato ad ogni avvio e spegnimento del sistema, utilizza il formato UTC, o è gestito localmente. UTC semplifica di molto i cambi di fuso orario e di ora, facendo risparmiare tempo. D'altro canto Template:Codeline è necessario se Arch Linux è installato in dual boot con un sistema operativo che supporta solo la gestione locale dell'orologio, come Windows.
  • TIMEZONE: Specifica il proprio fuso orario. I possibili valori sono i percorsi relativi al proprio fuso orario all'interno della directory Template:Filename. Il fuso orario standard italiano sarà quindi Template:Codeline, che fa riferimento al file Template:Filename.
  • KEYMAP: Il layout di tastiera che si desidera utilizzare. Lo standard italiano è "it". I possibii valori sono consultabili in Template:Filename. Il settaggio di questo campo imposta la tastiera solo ed esclusivamente per la console, non è valido per il server grafico X.
  • CONSOLEFONT: Definisce il font che deve essere caricato all'avvio tramite il comando setfont per essere utilizzato nella console. I possibili valori sono consultabili in Template:Filename. Per maggiori informazioni cosultare: Fonts in console
  • CONSOLEMAP: Definisce la mappa di console da caricare all'avvio con il comando setfont. Le possibili mappe sono consultabili in Template:Filename. E' consigliabile impostare una mappa compatibile con il proprio locale (8859-1 per Latin1, ad esempio). Se normalmente utilizzate X11 non preoccupatevene, questa impostazione influenza solo ed esclusivamente la console.
  • USECOLOR: Abilita (o disabilita) i messaggi di stato colorati all'avvio.

Hardware

  • MOD_AUTOLOAD: Se impostato a "yes", Arch controllerà l'harware all'avvio cercando di caricare automaticamente i moduli necessari. Questo è fatto tramite l'utility hwdetect.
  • MOD_BLACKLIST: Questo è una lista di moduli da NON caricare all'avvio. Per esempio, se non volete il noioso altoparlante del case (il bip per intenderci), potete aggiungere alla lista il modulo pcspkr.
  • MODULES: In questa lista vanno elencati tutti i moduli che si vogliono caricare all'avvio senza necessità di collegarli ad una specifica device hardware in modprobe.conf. E sufficiente aggiungere qua il modulo, e aggiungere le eventuali opzioni deisderate in modprobe.conf. Facendo precedere il nome del modulo da un punto esclamativo ('!') eviterà il suo caricamento (non è però la stessa cosa che includerlo nella lista MOD_BLACKLIST!). Un beneficio di aggiungere i moduli relativi alle schede di rete in questo array è che le schede ethernet verranno riconosciute esattamente nello stesso ordine dei moduli inseriti. Una soluzione migliore sarebbe comunque quella di gestire le schede di rete usando etichette statiche, questo è possibile configurando appropriatamente udev.
  • USELVM: Scansiona i volumi LVM all'avvio, necessario se usate LVM. Se impostato a "YES" effettua vgchange durante il sysinit.

Gestione della rete

  • Template:Codeline: Imposta il nome dell'host, tralasciando il dominio. Può essere impostato arbitariamente, utilizzando però solo caratteri di tipo lettera, numero e pochi altri come "-".
  • Template:Codeline: Qua è possibile difinire i settaggi per le interfacce di rete. Sono presenti righe di default e svariati commenti che si spiegano facilmente da soli. Se non si usa il DHCP per configurare un'interfaccia di rete, si tenga presente che il valore della variabile (il quale nome deve essere uguale all'interfaccia da configurare) deve essere uguale a quello da utilizzare configurando l'interfaccia manualmente con ifconfig.
  • Template:Codeline: Qua è possibile difinire le proprie network routes statiche con nomi arbitrari. Dare un'occhiata all'esempio presente per un gateway di default per farsi un'idea. Essenzialmente il valore deve essere quello passato al comando route se eseguito manualmente.
  • NET_PROFILES: Abilita determinati profili di rete all'avvio. I profili di rete sono un modo conveniente per gestire configurazioni diverse per reti differenti. E' presente un file di template che può essere usato per creare nuovi profili di rete.
  • Template:Codeline: Abilita determinati profili di rete all'avvio. I profili di rete sono un modo conveniente per gestire configurazioni diverse per reti differenti, e sono destinati a rimpiazzare la classica configurazione Template:Codeline/Template:Codeline, è ancora raccomandato per i sistemi con una sola configurazione di rete. Se il computer si collega a reti diverse in tempi diversi (es. un laptop), è possibile configurare i profili nella directory Template:Filename. Vi è un file di esempio in Template:Filename che potrete usare come modello per creare nuovi profili.

Demoni

  • DAEMONS: Questo array è una semplice lista di nomi, corrispondenti ai nomi dei file contenuti in Template:Filename, utili all'avvio dei demoni desiderati durante il bootup del sistema. Se il nome di un demone viene preceduto da un "!" il corrispettivo script non sarà avviato. Se invece viene usato il prefisso "@" il demone verrà avviato in background, ovvero la sequenza di boot non attenderà il termine dell'esecuzione del relativo script per proseguire. Questa è la modalità in cui Arch gestisce quello che normalmente le altre distribuzioni gestiscono tramite collegamenti simbolici ad una directory init.d.
Nota: L'ordine dei demoni nell'array è importante, infatti verranno caricati nell'ordine specificato.