Difference between revisions of "Systemd (Italiano)"

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[[Category: Boot process (Italiano)]]
 
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{{Article summary text|Tratta di come installare e configurare systemd}}
 
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{{Article summary heading|Articoli correlati}}
 
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{{Article summary wiki|systemd FAQ_(Italiano)}} - FAQs
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{{Article summary wiki|init Rosetta}}
 
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{{translateme | Questo articolo è in fase di traduzione. Seguite per ora le istruzioni della versione inglese. | Talk:ArchWiki Translation Team (Italiano)#Pagine Marcate come "out of date" e "Traslateme"}}
 
  
 
Dalla pagina web del  [http://freedesktop.org/wiki/Software/systemd progetto]:
 
Dalla pagina web del  [http://freedesktop.org/wiki/Software/systemd progetto]:
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Leggi anche l' articolo su [[Wikipedia:Systemd|Wikipedia]].
 
Leggi anche l' articolo su [[Wikipedia:Systemd|Wikipedia]].
  
== Cose da considerare prima di passare a systemd ==
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== Considerazioni prima di passare a systemd ==
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* E' fortemente consigliato passare al nuovo sistema di configurazione degli '''initscripts''' descritto nell' [[Rc.conf|articolo relativo a rc.conf]].  Una volta eseguita questa configurazione, si è fatto la maggior parte del lavoro che occorre per passare a systemd.
 
 
* [http://freedesktop.org/wiki/Software/systemd/ Documentarsi] su systemd.
 
* [http://freedesktop.org/wiki/Software/systemd/ Documentarsi] su systemd.
 
* Notare che systemd possiede un sistema '''journal''' che rimpiazza '''syslog''', tuttavia i due possono coesistere. Vedi  [[#Il_Journal|la sezione relativa al journal]] più sotto.
 
* Notare che systemd possiede un sistema '''journal''' che rimpiazza '''syslog''', tuttavia i due possono coesistere. Vedi  [[#Il_Journal|la sezione relativa al journal]] più sotto.
 
* Anche se systemd può rimpiazzare le funzionalità di '''cron''', '''acpid''', o '''xinetd''', non c'è nessun bisogno di abbandonare l'uso dei demoni tradizionali a meno con non lo si voglia.
 
* Anche se systemd può rimpiazzare le funzionalità di '''cron''', '''acpid''', o '''xinetd''', non c'è nessun bisogno di abbandonare l'uso dei demoni tradizionali a meno con non lo si voglia.
 +
* Gli scripts interattivi non funzionano in systemd. In particolare, '''netcfg-menu''' non può essere usato all'avvio del sistema ({{bug|31377}}).
  
 
==Installazione==
 
==Installazione==
  
Systemd può essere installato a fianco del normale pacchetto {{pkg|initscripts}} di Arch, e può essere abilitato/disabilitato aggiugendo/rimuovendo {{ic|1=init=/usr/lib/systemd/systemd}} dai [[kernel parameters|parametri del kernel]].
+
{{Nota|{{pkg|systemd}} e {{pkg|systemd-sysvcompat}} sono entrambi utilizzati di default nei recenti media di installazione dal [https://www.archlinux.org/news/systemd-is-now-the-default-on-new-installations/ 13 Ottobre 2012].}}
  
=== Una installazione mista systemd/sysvinit/initscripts ===
+
{{Nota|Se si sta utilizzando Arch Linux in un VPS, vedere [[Virtual_Private_Server#Moving_your_VPS_from_initscripts_to_systemd la pagina appropriata]].}}
  
E' possibile mantenere sia systemd che SysVinit installati usando gli stessi files di configurazione cosicché da poter tornare in dietro liberamente:
+
La seguente sezione è dedicata alle installazioni di Arch Linux che ripiegano ancora su {{pkg|sysvinit}} e {{pkg|initscripts}} e che non sono ancora migrate a {{pkg|systemd}}.
  
# Togliere il formato di configurazione di initscripts ormai deprecato (dovrebbe esserci un avvertimento al boot) mediante [[#Configurazione_nativa|una configurazione nativa di systemd]], e riavviare per verificare che gli initscripts  funzionino come ci si aspetta.
+
# Installare {{pkg|systemd}} e aggiungere il seguente comando ai [[kernel line|parametri del kernel]] nel bootloader: {{ic|1=init=/usr/lib/systemd/systemd}}
# Installare {{Pkg|systemd}} dai [[Official Repositories|repo ufficiali]].
+
# Una volta fatto è possibile abilitare qualsiasi servizio si desideri per mezzo di {{ic|systemctl enable <service_name>}} (pari a ciò che si trova nella sezione {{ic|DAEMONS}}. Nuovi nomi possono essere trovati [[Daemons_List|qui]]. ).
# Aggiungere {{ic|1=init=/usr/lib/systemd/systemd}} ai [[kernel parameters|parametri del kernel]] nel bootloader.
+
# Riavviare il proprio sistema e verificare che {{ic|systemd}} sia attivo utilizzando il seguente comando: {{ic|cat /proc/1/comm}}. Questo dovrebbe rispondere con la stringa {{ic|systemd}}.
# Riavviare.
+
# Assicurarsi che il proprio hostname sia configurato correttamente in systemd: {{ic|hostnamectl set-hostname myhostname}}.
 
+
# Procedere rimuovendo {{pkg|initscripts}} e {{pkg|sysvinit}} dal sistema e installando {{pkg|systemd-sysvcompat}}.
Systemd avvierà i demoni in {{ic|/etc/rc.conf}} e avvierà {{ic|/etc/rc.local}} e {{ic|/etc/rc.local.shutdown}} all'avvio o allo spegnimento (vedi [[#Emulazione_degli_Initscripts]] più sotto). Se il vecchio supporto per {{ic|DAEMONS}} in {{ic|rc.conf}} o lo  script in {{ic|rc.local}} non è necessario, il corrispondente servizio li disabiliterà.
+
# A scelta, rimuovere il parametro {{ic|1=init=/usr/lib/systemd/systemd}} in quanto non è più necessario. {{pkg|systemd-sysvcompat}} lo imposta come default.
 
+
Se si sta usando un login manager (SLiM, GDM, etc.) avviandolo da {{ic|/etc/inittab}} non partirà, in quanto systemd non usa {{ic|inittab}}. La pagina del wiki per i [[Display_Manager_(Italiano)|login manager]] spiega come aggiungerli ai servizi di systemd.
+
 
+
{{Attenzione|In caso si abbiano demoni nella riga {{ic|DAEMONS}} che possiedono files service nativi di systemd, quest'ultimi saranno utilizzati automaticamente. Tuttavia, se il nome del servizio e il nome dello script rc non corrispondono, questo non funzionerà e occorre assicurarsi che solo uno dei due (preferibilmente quello nativo) sia attivato.}}
+
 
+
{{Attenzione|Systemd è un processo asincrono, confrontato con quello di avvio sequenziale tramite {{ic|DAEMONS}}. In particolare {{ic|network}} essendo un servizio datato, può avviarsi troppo tardi rispetto la partenza delle interfacce richieste da altri servizi. Si consiglia di passare a [[Netcfg_(Italiano)|netcfg]] o [[NetworkManager_(Italiano)|NetworkManager]] prima di inoltrarsi in systemd. }}
+
 
+
=== Una installazione mista systemd/initscripts ===
+
 
+
E' possibile rimpiazzare sysvinit con systemd, ma mantenere gli initscripts nel caso che alcuni rc scripts non abbiano l'equivalente in systemd (vedere [[#Initscripts emulation]] più sotto).
+
 
+
# Seguire le istruzioni per una installazione mista systemd/sysvinit/initscripts
+
# [[#Usare_le_unit.C3.A0|Attivare i demoni]] formalmente elencati in {{ic|/etc/rc.conf}} con {{ic|systemctl enable "daemonname"}}. Per una traduzione dei demoni da {{ic|/etc/rc.conf}} ai servizi di systemd, vedere: [[Daemons List|Lista dei demoni]] e dei [[Systemd/Services|servizi]]. I demoni che non hanno ancora un servizio di systemd equivalente devono essere mantenuti nella riga DAEMONS affinché systemd possa avviarli dal vecchio rc scripts.
+
# Installare {{Pkg|systemd-sysvcompat}}. Questo va in conflitto con {{Pkg|sysvinit}}, e ne chiederà la rimozione.
+
# Rimuovere {{ic|1=init=...}} dai parametri del bootloader in quanto {{ic|/sbin/init}} ora è un link simbolico a systemd.
+
# Riavviare.
+
 
+
La sola differenza tra questa modalità e quella di mantenere sysvinit è che tutti i files binari di sysvinit sono rimpiazzati da link simbolici a systemctl. In ogni caso, le funzionalità sono immutate.
+
 
+
=== Una installazione pura di systemd ===
+
 
+
Infine, è possibile rimuovere interamente {{pkg|initscripts}} e {{pkg|sysvinit}} e usare solo systemd.
+
 
+
# Seguire le istruzioni per una installazione mista systemd/initscripts
+
# Accertarsi che non ci siano più demoni avviati dalla riga DAEMONS di {{ic|/etc/rc.conf}} e che {{ic|/etc/rc.local}} e {{ic|/etc/rc.local.shutdown}} siano entrambi vuoti. Per replicare le funzionalità di {{ic|/etc/rc.local}} in systemd, vedere [[#Emulare_.2Fetc.2Frc.local]].
+
# Rimuovere il pacchetto {{pkg|initscripts}} dal sistema.
+
 
+
{{Attenzione|'''Non''' rimuovere {{pkg|systemd-sysvcompat}} finché il pacchetto si trova nel gruppo {{grp|base}}.
+
  
 
=== Informazioni supplementari ===
 
=== Informazioni supplementari ===
 
*Con systemd l'aggiunta del proprio utente ai [[Users and Groups|gruppi]] ({{ic|optical}}, {{ic|audio}}, {{ic|scanner}}, ...)  '''non''' è più necessaria in parecchi casi. I gruppi possono causare dei problemi di funzionalità. Per esempio il gruppo audio può guastare il cambio utente rapido e permettere alle applicazioni di bloccare il mixer sostware. Ogni accesso con PAM fornisce una sessione logind, la quale per una sessione locale darà i permessi via [[Wikipedia:Access control list|POSIX ACLs]] sui dispositivi audio/video, e permette certe operazioni come il montaggio di dischi removibili per mezzo di [[udisks]].
 
 
{{Nota|Systemd-logind rimpiazza[[ConsoleKit]] il quale è stato rimosso dai repo, cosicché un sistema può essere avviato con systemd ed essere perfettamente funzionante. Vedere [https://www.archlinux.org/news/consolekit-replaced-by-logind/ here] per maggiori informazioni.}}
 
  
 
*Se si utilizza {{ic|quiet}} nei parametri del kernel, è possibile rimuoverlo durante i primi avvii di systemd per identificare eventuali problemi durante il boot.
 
*Se si utilizza {{ic|quiet}} nei parametri del kernel, è possibile rimuoverlo durante i primi avvii di systemd per identificare eventuali problemi durante il boot.
 +
* Aggiungere il vostro utente ai [[Users and Groups (Italiano)|gruppi]] ({{ic|sys}}, {{ic|disk}}, {{ic|lp}}, {{ic|network}}, {{ic|video}}, {{ic|audio}}, {{ic|optical}}, {{ic|storage}}, {{ic|scanner}}, {{ic|power}}, etc.) '''non''' è necessario per la maggior parte dei casi di uso comune con systemd. I gruppi possono anche causare alcuni malfunzionamenti. Ad esempio, il gruppo {{ic|audio}} si romperà al cambio rapido di utente e permette di bloccare le applicazioni software di mixaggio. Ogni login di PAM prevede una sessione logind , che per una sessione locale vi darà i permessi tramite le [[Wikipedia:Access control list|POSIX ACLs]] sui dispositivi audio/video, e consentirà alcune operazioni come il montaggio di memorizzazione rimovibile tramite [[udisks]]
 +
* Si veda l'articolo [[Configurazione della Rete]] per come impostare i target per la connessione di rete.
  
 
== Configurazione nativa ==
 
== Configurazione nativa ==
  
{{Nota|E' possibile che ci sia bisogno di creare questi files. Tutti i file devono avere i permessi a 644 e il proprietario root:root}}
+
{{Nota|E' possibile che ci sia bisogno di creare questi files. Tutti i file devono avere i permessi a {{ic|644}} e il proprietario {{ic|root:root}}}}
  
 
=== Hostname ===
 
=== Hostname ===
L'hostname è configurato in {{ic|/etc/hostname}}. Il file non contiene il dominio di sistema, se esiste. Per configurare l'hostname:
+
L'hostname è configurato in {{ic|/etc/hostname}}. Il file può contenere il nome del dominio di sistema, se esiste, tuttavia nel momento di scrivere {{ic|hostnamectl}} non si può configurare il FQDN. Per configurare l'hostname corto:
  
 
  # hostnamectl set-hostname '''myhostname'''
 
  # hostnamectl set-hostname '''myhostname'''
Line 98: Line 72:
 
=== Impostazioni locali ===
 
=== Impostazioni locali ===
  
 +
{{Note|Before you set the default locale, you first need to enable locales available to the system by uncommenting them in {{ic|/etc/locale.gen}} and then executing {{ic|locale-gen}} as root. The locale set via {{ic|localectl}} must be one of the '''uncommented''' locales in {{ic|/etc/locale.gen}}.}}
 
Le impostazioni locali di default sono configurate in {{ic|/etc/locale.conf}} Per configurare il locale di default:  
 
Le impostazioni locali di default sono configurate in {{ic|/etc/locale.conf}} Per configurare il locale di default:  
  
 
  # localectl set-locale LANG="it_IT.utf8"
 
  # localectl set-locale LANG="it_IT.utf8"
 
{{Nota|Prima di configurare il locale di default, si devono attivare quelle disponibili al sistema decommentandole in {{ic|/etc/locale.gen}} e poi eseguendo {{ic|locale-gen}} da root. Quella configurata con {{ic|localectl}} deve essere una di quelle '''decommentate''' in {{ic|/etc/locale.gen}}.}}
 
 
 
 
 
 
Vedere {{ic|man 1 localectl}} e {{ic|man 5 locale.conf}} per dettagli.
 
Vedere {{ic|man 1 localectl}} e {{ic|man 5 locale.conf}} per dettagli.
Line 127: Line 100:
 
  # localectl set-keymap it
 
  # localectl set-keymap it
  
Ciò ha il vantaggio di configurare la tastiera per l'uso in X11.
+
<code>localectl</code> può essere usato anche per configurare la tastiera in ambiente X:
 +
 +
# localectl set-x11-keymap it
  
 
Vedere {{ic|man 1 localectl}} e {{ic|man 5 vconsole.conf}} per maggiori dettagli.
 
Vedere {{ic|man 1 localectl}} e {{ic|man 5 vconsole.conf}} per maggiori dettagli.
  
 
Per maggiori informazioni vedere  [[Fonts_(Italiano)#Font_per_console|i font per console]] e [[KEYMAP|configurazione tastiera]].
 
Per maggiori informazioni vedere  [[Fonts_(Italiano)#Font_per_console|i font per console]] e [[KEYMAP|configurazione tastiera]].
 
=== Settare il fuso orario ===
 
 
Il fuso orario è configurato creando un apposito link simbolico in {{ic|/etc/localtime}} che punti ad un file di informazioni sulla zona in {{ic|/usr/share/zoneinfo/}}. Per farlo automaticamente:
 
 
# timedatectl set-timezone Europe/Rome
 
 
Leggere {{ic|man 1 timedatectl}} e {{ic|man 5 localtime}} per maggiori dettagli.
 
 
In alternativa creare manualmente il collegamento:
 
 
# ln -s ../usr/share/zoneinfo/Europe/Rome /etc/localtime
 
  
 
=== Orario di sistema ===
 
=== Orario di sistema ===
Line 163: Line 126:
 
Attenzione che, se l'orologio hardware è configurato a localtime, la gestione dell'orario legale è persa. Se l'orario legale cambia finché il computer è spento il proprio orario sarà sbagliato al prossimo riavvio ([http://www.cl.cam.ac.uk/~mgk25/mswish/ut-rtc.html ulteriori approfondimenti]). I kernel recenti configurano l'orario di sistema dall'orologio hardware direttamente al boot, presupponendo che l'orologio hardware sia impostato a UTC. Questo significa che se l'orologio hardware è su locale l'orologio di sistema sarà prima configurato sbagliato e poi corretto ad ogni boot. Questa è la causa di alcuni noiosi bugs (il tempo che torna indietro è raramente una buona cosa).
 
Attenzione che, se l'orologio hardware è configurato a localtime, la gestione dell'orario legale è persa. Se l'orario legale cambia finché il computer è spento il proprio orario sarà sbagliato al prossimo riavvio ([http://www.cl.cam.ac.uk/~mgk25/mswish/ut-rtc.html ulteriori approfondimenti]). I kernel recenti configurano l'orario di sistema dall'orologio hardware direttamente al boot, presupponendo che l'orologio hardware sia impostato a UTC. Questo significa che se l'orologio hardware è su locale l'orologio di sistema sarà prima configurato sbagliato e poi corretto ad ogni boot. Questa è la causa di alcuni noiosi bugs (il tempo che torna indietro è raramente una buona cosa).
  
Una ragione per permettere che l'orologio hardware sia settato sul'orario locale è quella del dual boot con Windows ([http://blogs.msdn.com/b/oldnewthing/archive/2004/09/02/224672.aspx il quale usa localtime]). Tuttavia, Windows è in grado di gestire l'orario con l'orologio hardware settato su UTC con un semplice [[Time#UTC_in_Windows|aggiustamento del registro di sistema]]. Quindi, è consigliato che Windows usi UTC, piuttosto che Linux usi localtime.
+
Una ragione per permettere che l'orologio hardware sia settato sul'orario locale è quella del dual boot con Windows ([http://blogs.msdn.com/b/oldnewthing/archive/2004/09/02/224672.aspx il quale usa localtime]). Tuttavia, Windows è in grado di gestire l'orario con l'orologio hardware settato su UTC con un semplice [[Time#UTC in Windows|aggiustamento del registro di sistema]]. Quindi, è consigliato configurare Windows affinché usi UTC, piuttosto che Linux usi localtime. Se si usa UTC su Windows, ricordarsi inoltre di disabilitare l'opzione di Windows "Internet Time Update", al fine di evitare confusione tra windows e l'orologio hardware, nel tentativo di sincronizzazione con l'orario internet. Al contrario, occorre lasciare che Linux sincronizzi l'orario di sistema con l'orario internet attivando il demone [[NTP]], come suggerito precedentemente.
  
 
* Per maggiori informazioni vedere [[Time]].
 
* Per maggiori informazioni vedere [[Time]].
Line 179: Line 142:
  
 
vedere {{ic|man 5 modules-load.d}} per maggiori dettagli.
 
vedere {{ic|man 5 modules-load.d}} per maggiori dettagli.
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==== Configurare le opzioni dei moduli ====
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Ulteriori opzioni per i moduli devono essere impostati in {{ic|/etc/modprobe.d/modprobe.conf}}.
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Esempio:
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* Abbiamo il file {{ic|/etc/modules-load.d/loop.conf}} con all'interno il modulo {{ic|loop}} da far caricare durante la fase di boot.
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* in {{ic|/etc/modprobe.d/modprobe.conf}} specifichiamo le opzioni addizionali, es. {{ic|options loop max_loop&#61;64}}
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In seguito, l'opzione appena impostato potrebbe essere verificata tramite {{ic|cat /sys/module/loop/parameters/max_loop}}
  
 
==== Blacklisting ====
 
==== Blacklisting ====
Line 186: Line 161:
 
=== Montaggio del filesystem ===
 
=== Montaggio del filesystem ===
  
La configurazione di default automaticamente controlla e monta i  filesystems prima di avviare i servizi ai quali occorre che siano montati. Per esempio, systemd automaticamente si assicura che il montaggio di filesystems come [[NFS]] o [[Samba]] avvenga solo dopo che la rete è attiva. Pertanto, il montaggio dei filesystems, sia locali che remoti, specificati in {{ic|/etc/fstab}} dovrebbe funzionare senza problemi.
+
La configurazione di default controlla e monta i  filesystems prima di avviare i servizi ai quali occorre che siano montati. Per esempio, systemd automaticamente si assicura che il montaggio di filesystems come [[NFS]] o [[Samba]] avvenga solo dopo che la rete è attiva. Pertanto, il montaggio dei filesystems, sia locali che remoti, specificati in {{ic|/etc/fstab}} dovrebbe funzionare senza problemi.
  
 
Vedere {{ic|man 5 systemd.mount}} per dettagli.
 
Vedere {{ic|man 5 systemd.mount}} per dettagli.
Line 192: Line 167:
 
==== Automount ====
 
==== Automount ====
  
* Se si possiede una grande partizione {{ic|/home}}, sarebbe meglio permettere ai servizi che non dipendono da essa di avviarsi mentre {{ic|/home}} è controllata. Questo può essere ottenuto aggiungendo la seguente opzione alla riga della partizione di {{ic|/home}} in fstab:
+
* Se si possiede una grande partizione {{ic|/home}}, sarebbe meglio permettere ai servizi che non dipendono da essa di avviarsi durante il controllo di {{ic|/home}} da parte di fsck. Ciò può essere ottenuto aggiungendo la seguente opzione alla riga della partizione di {{ic|/home}} in {{ic|/etc/fstab}}:
  
 
  noauto,x-systemd.automount
 
  noauto,x-systemd.automount
Line 198: Line 173:
 
Questo controllerà e monterà {{ic|/home}} al primo accesso, e il kernel memorizzerà in un buffer tutti gli accessi ai file in {{ic|/home}} finché non sarà pronta.
 
Questo controllerà e monterà {{ic|/home}} al primo accesso, e il kernel memorizzerà in un buffer tutti gli accessi ai file in {{ic|/home}} finché non sarà pronta.
  
* Lo stesso si può applicare al ontaggio dei filesystems remoti. Se si desidera montarli successivamente all'accesso occorrerà usare i parametri {{ic|noauto,x-systemd.automount}}. In aggiunta, si può usare l'opzione {{ic|1=x-systemd.device-timeout=#}} per specificare un tempo di timeout in caso la risorsa di rete non sia disponibile.
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Nota: questo renderà il filesystem {{ic|/home}} di tipo {{ic|autofs}}, che è ignorato da [[mlocate]] di default. La velocità di montaggio automatico di {{ic|/home}} non può essere maggiore di un secondo o due, a seconda del proprio sistema, quindi è possibile che non valga la pena di utilizzare questo trucco.
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* Lo stesso si può applicare al montaggio dei filesystems remoti. Se si desidera montarli successivamente all'accesso occorrerà usare i parametri {{ic|noauto,x-systemd.automount}}. In aggiunta, si può usare l'opzione {{ic|1=x-systemd.device-timeout=#}} per specificare un tempo di timeout in caso la risorsa di rete non sia disponibile.
  
 
* Se si hanno filesystems criptati con keyfiles, si può comunque aggiungere il parametro {{ic|noauto}} alla corrispondente riga in {{ic|/etc/crypttab}}. Systemd non aprirà il supporto corispondente all'avvio, ma aspetterà finché non avverrà un accesso e quindi automaticamente aprirà il keyfile specifico prima di montarlo. Questo potrebbe far risparmiare un po' di secondi al boot se si sta per esempio utilizzando un supporto RAID criptato, in quanto systemd non deve aspettare finché il dispositivo non sarà disponibile. Per esempio:
 
* Se si hanno filesystems criptati con keyfiles, si può comunque aggiungere il parametro {{ic|noauto}} alla corrispondente riga in {{ic|/etc/crypttab}}. Systemd non aprirà il supporto corispondente all'avvio, ma aspetterà finché non avverrà un accesso e quindi automaticamente aprirà il keyfile specifico prima di montarlo. Questo potrebbe far risparmiare un po' di secondi al boot se si sta per esempio utilizzando un supporto RAID criptato, in quanto systemd non deve aspettare finché il dispositivo non sarà disponibile. Per esempio:
Line 207: Line 184:
 
==== LVM ====
 
==== LVM ====
  
Se si possiede un volume LVM non attivato durante [[Mkinitcpio|l'initramfs]], attivare {{ic|lvm.service}} (fornito dal pacchetto {{pkg|lvm2}} ):
+
Se si possiede un volume [[LVM]] non attivato durante [[Mkinitcpio|l'initramfs]], attivare il servizio {{ic|lvm-monitoring}} fornito dal pacchetto {{pkg|lvm2}}:
  
  # systemctl enable lvm
+
  # systemctl enable lvm-monitoring.service
 
+
Similmente, se si ha un supporto LVM criptato montato più tardi durante l'avvio (per esempio da {{ic|/etc/crypttab}}), attivare {{ic|lvm-on-crypt.service}} (anch'esso fornito dal pacchetto {{pkg|lvm2}}):
+
 
+
# systemctl enable lvm-on-crypt
+
  
 
=== ACPI power management ===
 
=== ACPI power management ===
  
Systemd gestisce degli eventi ACPI relativi all'alimentazione. Possono essere configurati attraverso le seguenti opzioni di {{ic|/etc/systemd/logind.conf}}:
+
Systemd gestisce degli eventi [[Wikipedia:Advanced_Configuration_and_Power_Interface|ACPI]] relativi all'alimentazione. Possono essere configurati attraverso le seguenti opzioni di {{ic|/etc/systemd/logind.conf}}:
  
 
* {{ic|HandlePowerKey}} : specifica che azione deve essere eseguita quando viene premuto il bottone di avvio
 
* {{ic|HandlePowerKey}} : specifica che azione deve essere eseguita quando viene premuto il bottone di avvio
Line 224: Line 197:
 
* {{ic|HandleLidSwitch}} : specifica che azione deve essere eseguita quando il coperchio del portatile viene chiuso.
 
* {{ic|HandleLidSwitch}} : specifica che azione deve essere eseguita quando il coperchio del portatile viene chiuso.
  
Le azioni specificate possono essere una qualsiasi di {{ic|ignore}}, {{ic|poweroff}}, {{ic|reboot}}, {{ic|halt}}, {{ic|suspend}}, {{ic|hibernate}} or {{ic|kexec}}.
+
Le azioni specificate possono essere una qualsiasi di {{ic|ignore}}, {{ic|poweroff}}, {{ic|reboot}}, {{ic|halt}}, {{ic|suspend}}, {{ic|hibernate}},  {{ic|hybrid-sleep}} o {{ic|kexec}}.
  
 
Se queste opzioni non sono configurate, systemd userà quelle di default: {{ic|1=HandlePowerKey=poweroff}}, {{ic|1=HandleSuspendKey=suspend}}, {{ic|1=HandleHibernateKey=hibernate}}, and {{ic|1=HandleLidSwitch=suspend}}.
 
Se queste opzioni non sono configurate, systemd userà quelle di default: {{ic|1=HandlePowerKey=poweroff}}, {{ic|1=HandleSuspendKey=suspend}}, {{ic|1=HandleHibernateKey=hibernate}}, and {{ic|1=HandleLidSwitch=suspend}}.
Line 230: Line 203:
 
Su sistemi che non hanno una configurazione grafica o semplici gestori di finestre come [[i3]] o [[awesome]], può rimpiazzare il demone [[acpid]]  che è solitamente usato per gestire questi eventi ACPI.
 
Su sistemi che non hanno una configurazione grafica o semplici gestori di finestre come [[i3]] o [[awesome]], può rimpiazzare il demone [[acpid]]  che è solitamente usato per gestire questi eventi ACPI.
  
Nell'attuale versione di systemd, le opzioni  {{ic|Handle}} saranno applicate al sistema finché non saranno "inibite" (temporaneamente spente) da un programma, come un gestore di alimentazione in un DE. Se questi inibitori non sono usati, si può finire in una situazione in cui systemd sospende il sistema , poi al risveglio gli altri gestori di alimentazione lo sospendono di nuovo.
+
{{Nota|Digitare {{ic|systemctl restart systemd-logind.service}} perchè le modifiche abbiano effetto.}}
 +
 
 +
{{Nota|Systemd non riesce a gestire gli eventi di alimentazione di rete e di batteria, sicché è ancora richiesto l'uso di [[Laptop Mode Tools]] o altri strumenti [[acpid]] similari.}}
 +
 
 +
Nell'attuale versione di systemd, le opzioni  {{ic|Handle*}} saranno applicate al sistema finché non saranno "inibite" (temporaneamente spente) da un programma, come un gestore di alimentazione in un DE. Se questi inibitori non sono usati, si può finire in una situazione in cui systemd sospende il sistema , poi al risveglio gli altri gestori di alimentazione lo sospendono di nuovo.
 
 
{{Attenzione|Attualmente, il gestore di alimentazione del più recente [[KDE]] è l'unico che possiede i necessari comandi inibitori. Quando li avranno anche gli altri, occorrerà settare l'opzione {{ic|Handle}} a {{ic|ignore}} se si voglio gestire gli eventi ACPI con [[GNOME]], [[Xfce]], [[acpid]] o qualsiasi altro programma. Le nuove versioni stanno implementando tale funzionalità.}}
+
{{Attenzione|Attualmente, i gestori di alimentazione delle versioni più recenti di [[KDE]] e [[GNOME]] sono gli unici che possiedono i necessari comandi inibitori. Quando li avranno anche gli altri, occorrerà settare l'opzione {{ic|Handle}} a {{ic|ignore}} se si voglio gestire gli eventi ACPI con [[Xfce]], [[acpid]] o qualsiasi altro programma.}}
  
 
{{Nota|Systemd può anche usare altri backends per la sospensione  (come [[Uswsusp]] o [[TuxOnIce]]), in aggiunta al backend di default del ''kernel'', al fine di mettere il computer in uno stato di sleep o ibernazione.}}
 
{{Nota|Systemd può anche usare altri backends per la sospensione  (come [[Uswsusp]] o [[TuxOnIce]]), in aggiunta al backend di default del ''kernel'', al fine di mettere il computer in uno stato di sleep o ibernazione.}}
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For {{ic|systemctl hibernate}} to work on your system you need to follow instructions at [[Pm-utils#Hibernation_.28suspend2disk.29|Hibernation]] and possibly at [[Pm-utils#Mkinitcpio_Resume_Hook|Mkinitcpio Resume Hook]] ({{ic|pm-utils}} does not need to be installed).
  
 
==== Sleep hooks ====
 
==== Sleep hooks ====
Systemd non usa [[pm-utils]] per mettere la macchina a riposo quando usa {{ic|systemctl suspend}} o {{ic|systemctl hibernate}}, Quindi gli hooks di [[Pm-utils_(Italiano)|Pm-utils]] incluso qualsiasi [[Pm-utils_(Italiano)#Creazione_di_un_Hook_personale|hook personalizzato]] si sia creato non funzionerà. Tuttavia, systemd fornisce un meccanismo simile per avviare script personali in base a questi eventi. Systemd avvia tutti gli eseguibili in {{ic|/usr/lib/systemd/system-sleep/}} e passa due argomenti a ognuno di essi:
 
* Argument 1: o {{ic|pre}} o {{ic|post}}, a seconda che la macchina si stia addormentando o svegliando
 
* Argument 2: o {{ic|suspend}} o {{ic|hibernate}}, dipende da cosa è stato invocato.
 
  
Al contrario di [[Pm-utils_(Italiano)|Pm-utils]], systemd avvierà questi scripts contemporaneamente e non uno dopo l'altro.
+
Systemd non usa [[pm-utils]] per mettere la macchina a riposo quando usa {{ic|systemctl suspend}}, {{ic|systemctl hibernate}} oppure {{ic|systemctl hybrid-sleep}}, quindi gli hooks di [[Pm-utils_(Italiano)|Pm-utils]] incluso qualsiasi [[Pm-utils_(Italiano)#Creazione_di_un_Hook_personale|hook personalizzato]] si sia creato non funzioneranno. Tuttavia, systemd fornisce due meccanismi simili per avviare script personali in base a questi eventi.  
  
L'output del vostro script sarà registrato da {{ic|systemd-suspend.service}} o {{ic|systemd-hibernate.service}} cosicché è possibile vedere i propri outputs nel [[Systemd_(Italiano)#Il Journal_di_Systemd|journal]]:
+
===== Suspend/resume service files =====
# journalctl -b -u systemd-suspend
+
  
Nota che è possibile usare anche {{ic|sleep.target}}, {{ic|suspend.target}} o {{ic|hibernate.target}} per agganciare le unità allo stato di sospensione invece di usare degli scripts.
+
Dei service files possono essere agganciati a suspend.target, hibernate.target e sleep.target per eseguire azioni prima o dopo  la sospensione lo l'ibernazione. Files separati dovrebbero essere creati per azioni degli utenti e azioni di sistema (root). Per attivare i servizi degli utenti, {{ic|# systemctl enable suspend@<user> && systemctl enable resume@<user>}}. Esempi:
  
Esempio:
+
{{hc|/etc/systemd/system/suspend@.service|2=<nowiki>
 +
[Unit]
 +
Description=User suspend actions
 +
Before=sleep.target
  
{{hc|/usr/lib/systemd/system-sleep/example.sh|
+
[Service]
#!/bin/sh
+
User=%I
case $1/$2 in
+
Type=forking
  pre/*)
+
Environment=DISPLAY=:0
    echo "Going to $2..."
+
ExecStartPre= -/usr/bin/pkill -u %u unison ; /usr/local/bin/music.sh stop ; /usr/bin/mysql -e 'slave stop'
 +
ExecStart=/usr/bin/sflock
  
    ;;
+
[Install]
  post/* )
+
WantedBy=sleep.target</nowiki>}}
    echo "Waking up from $2..."
+
    ;;
+
esac}}
+
  
Vedere {{ic|man 7 systemd.special}} e {{ic|man 8 systemd-sleep}} per dettagli.
+
{{hc|/etc/systemd/system/resume@.service|2=<nowiki>
 +
[Unit]
 +
Description=User resume actions
 +
After=suspend.target
  
=== I files temporanei ===
+
[Service]
 +
User=%I
 +
Type=simple
 +
ExecStartPre=/usr/local/bin/ssh-connect.sh
 +
ExecStart=/usr/bin/mysql -e 'slave start'
  
Systemd-tmpfiles mantiene la configurazione dei file in {{ic|/usr/lib/tmpfiles.d/}} e in {{ic|/etc/tmpfiles.d/}} per descrivere la creazione, la pulizia e la rimozione dei files e delle cartelle temporanee e volatili che normalmente risiedono in cartelle come {{ic|/run}} o {{ic|/tmp}}. Ogni file di configurazione prende il nome nello stile di {{ic|/etc/tmpfiles.d/<program>.conf}}. Ciò sovrascriverà ogni file in {{ic|/usr/lib/tmpfiles.d/}} con lo stesso nome.
+
[Install]
 +
WantedBy=suspend.target</nowiki>}}
  
I tmpfiles sono normalmente forniti assieme al service files per creare cartelle che certi demoni si aspettano di trovare esistenti. Per esmpio il demone [[Samba]] si aspetta che esista la cartella {{ic|/var/run/samba}} per ottenere i permessi corretti. Il corrispondente tmpfile è qualcosa del genere:
+
Per azioni di sistema o root (attivare con {{ic|# systemctl enable root-suspend}}):
  
{{hc|/usr/lib/tmpfiles.d/samba.conf|
+
{{hc|/etc/systemd/system/root-resume.service|2=<nowiki>
D /var/run/samba 0755 root root}}
+
[Unit]
 +
Description=Local system resume actions
 +
After=suspend.target
  
Tuttavia, tmpfiles possono anche essere usati per scrivere valori in certi files al boot. Per esempio, se si usa {{ic|/etc/rc.local}} per disabilitare il risveglio del sistema attraverso dispositivi USB con {{ic|echo USBE > /proc/acpi/wakeup}}, si può usare in alternativa il seguente tmpfile:
+
[Service]
 +
Type=simple
 +
ExecStart=/usr/bin/systemctl restart mnt-media.automount
  
{{hc|/etc/tmpfiles.d/disable-usb-wake.conf|
+
[Install]
w /proc/acpi/wakeup - - - - USBE}}
+
WantedBy=suspend.target</nowiki>}}
  
Il metodo dei tmpfiles è in questo caso raccomandato da quando systemd non supporta più {{ic|/etc/rc.local}}.
+
{{hc|/etc/systemd/system/root-suspend.service|2=<nowiki>
 +
[Unit]
 +
Description=Local system suspend actions
 +
Before=sleep.target
  
Vedi {{ic|man 5 tmpfiles.d}} per i dettagli.
+
[Service]
 +
Type=simple
 +
ExecStart=-/usr/bin/pkill sshfs
  
=== Unità ===
+
[Install]
 +
WantedBy=sleep.target</nowiki>}}
  
Un file di configurazione di unità racchiude informazioni riguardanti un servizio, un socket, un dispositivo, un punto di montaggio, un punto di automontaggio, un file o una partizione di swap, un obbiettivo di avvio, un percorso del filesystem oppure un controllo schedulato da systemd. La sintassi è ispirata da "XDG Desktop Entry Specification" files di tipo .desktop, che a loro volta richiamano i files .ini di windows.  
+
Un paio di consigli a proposito di questi servizi (maggiori informazioni in {{ic|man systemd.service}}):
 +
* Se si usa {{ic|1=<nowiki>Type=OneShot</nowiki>}} si possono usare linee {{ic|1=<nowiki>ExecStart=</nowiki>}} multiple. Altrimenti solo una linea ExecStart è permessa. Si possono aggiungere più comandi con {{ic|ExecStartPre}} oppure separandoli con un punto e virgola (vedere il primo esempio più su -- notare gli spazi prima e dopo il punto e virgola... sono indispensabili!).
 +
* Un comando preceduto da  '-' causerà una uscita con stato non-zero  per essere ignorato e trattato come un comando successivo.  
 +
* Il miglior modo per trovare gli errori in questi servizi è naturalmente con {{ic|journalctl}}.
  
Vedi {{ic|man 5 systemd.unit}} per maggiori informazioni.
+
===== Servizi combinati di Suspend/resume =====
 +
 +
Con il servizio combinato suspend/resume, un singolo collegamento fa tutto il lavoro per le varie fasi (sleep/resume) e per i differenti targets (suspend/hibernate/hybrid-sleep).
 +
 +
Esempi e spiegazioni:
 +
 +
{{hc|/etc/systemd/system/wicd-sleep.service|2=<nowiki>
 +
[Unit]
 +
Description=Wicd sleep hook
 +
Before=sleep.target
 +
StopWhenUnneeded=yes
  
== Transizione da initscripts a systemd ==
+
[Service]
 +
Type=oneshot
 +
RemainAfterExit=yes
 +
ExecStart=-/usr/share/wicd/daemon/suspend.py
 +
ExecStop=-/usr/share/wicd/daemon/autoconnect.py
  
=== Emulazione degli Initscripts ===
+
[Install]
 +
WantedBy=sleep.target</nowiki>}}
  
L'integrazione con la classica configurazione di Arch è garantita dal pacchetto {{Pkg|initscripts}}. Quando {{Pkg|initscripts}} sono installati in parallelo con systemd, con il sistema che sta eseguondo systemd, systemd farà i seguenti passi:
+
* {{ic|1=<nowiki>RemainAfterExit=yes</nowiki>}}: Dopo averlo avviato, il servizio è considerato attivo fino a quando non è esplicitamente fermato.
 +
* {{ic|1=<nowiki>StopWhenUnneeded=yes</nowiki>}}: Quando è attivo, il servizio sarà fermato se nessun altro servizio necessita di esso. Nell'esempio specifico, sarà fermato dopo che sleep.target sarà fermato.
 +
* Perché sleep.target venga richiamato da suspend.target, hibernate.target e hybrid-sleep.target e sleep.target esso stesso è un StopWhenUnneeded service, il collegamento garantisce l'avvio e la fermata corretta per diversi compiti.
  
# Analizzare la riga {{ic|DAEMONS}} di {{ic|/etc/rc.conf}} e avviare tutti i demoni elencati all'avvio
+
===== Hooks in /usr/lib/systemd/system-sleep =====
# Eseguire {{ic|/etc/rc.local}} durante l'avvio
+
# Eseguire {{ic|/etc/rc.local.shutdown}} durante lo spegnimento
+
  
L'emulazione degli Initscripts vuole essere semplicmente una misura transitoria per facilitare gli utenti a passare a systemd, e '''eventualmente tornare indietro'''. Systemd nativo non invoca la configurazione centralizzata in {{ic|rc.conf}}, cosicché è raccomandato usare [[#Configurazione_nativa| i files di configurazione nativa di systemd]], i quali avranno la precedenza su {{ic|/etc/rc.conf}}.
+
Systemd avvia tutti gli eseguibili in {{ic|/usr/lib/systemd/system-sleep/}} e passa due argomenti a ognuno di essi:
 +
* Argument 1: {{ic|pre}} o {{ic|post}}, a seconda che la macchina si stia addormentando o svegliando
 +
* Argument 2: {{ic|suspend}}, {{ic|hibernate}} oppure {{ic|hybrid-sleep}}, dipende da quello che è stato invocato.
  
{{Nota|Se si disabilita {{keypress|Ctrl+Alt+Canc}} per riavviare  in {{ic|/etc/inittab}}, occorrerà riconfigurarlo per systemd digitando {{ic|systemctl mask ctrl-alt-del.target}} da root.}}
+
Al contrario di [[Pm-utils_(Italiano)|Pm-utils]], systemd avvierà questi scripts contemporaneamente e non uno dopo l'altro.
  
=== Abbandonare la riga DAEMONS ===
+
L'output di ogni script personalizzato sarà registrato da {{ic|systemd-suspend.service}}, {{ic|systemd-hibernate.service}} oppure {{ic|systemd-hybrid-sleep.service}} cosicché sarà possibile vedere i propri outputs nel [[Systemd_(Italiano)#Il Journal|journal]]:
 +
# journalctl -b -u systemd-suspend
  
Per una configurazione pura di systemd, si dovrebbe rimuovere interamente il file {{ic|/etc/rc.conf}} ed avviare i servizi solo tramite {{ic|systemctl}}. Per ogni {{ic|<service_name>}} nella riga {{ic|DAEMONS}} in {{ic|/etc/rc.conf}}, digitare:
+
Nota che è possibile usare anche {{ic|sleep.target}}, {{ic|suspend.target}}, {{ic|hibernate.target}} oppure {{ic|hybrid-sleep.target}} per agganciare le unità allo stato di sospensione invece di usare degli scripts personalizzati.
  
# systemctl enable <service_name>
+
Un esempio di script personalizzato:
  
{{Suggerimento|Per una lista dei demoni più usati con la loro equivalenza tra initscripts e systemd, vedere [[Daemons List|questa tabella]].}}
+
{{hc|/usr/lib/systemd/system-sleep/example.sh|
 +
#!/bin/sh
 +
case $1/$2 in
 +
  pre/*)
 +
    echo "Going to $2..."
  
Se {{ic|<service_name>.service}} non esiste:
+
    ;;
 +
  post/* )
 +
    echo "Waking up from $2..."
 +
    ;;
 +
esac}}
  
* Probabilmente, systemd usa un diverso nome. Per esempio, {{ic|cronie.service}} rimpiazza il demone di init {{ic|crond}}; {{ic|alsa-store.service}} e {{ic|alsa-restore.service}} rimpiazzano il demone di init {{ic|alsa}}. Un'altra importante differenza è il demone {{ic|network}}, il quale è rimpiazzato con un'altra serie di servizi (vedere [[Configuring Network]] per maggiori dettagli.)
+
Non dimenticare di rendere lo script eseguibile:
* in alternativa, un servizio può non essere disponibile per systemd. In questo caso, bisognerà mantenere {{ic|rc.conf}} per avviare il servizio all'avvio.
+
+
 +
# chmod a+x /usr/lib/systemd/system-sleep/example.sh
  
{{Suggerimento|E' possibile cercare dentro i pacchetti che contengono gli script di avvio dei demoni i nomi dei servizi. Per esempio:
+
Vedere {{ic|man 7 systemd.special}} e {{ic|man 8 systemd-sleep}} per maggiori dettagli.
$ pacman -Ql cronie
+
[...]
+
cronie /etc/rc.d/crond                            #Daemon initscript elencato nella riga DAEMONS (non usata in una configurazione "pura" di systemd)
+
[...]
+
cronie /usr/lib/systemd/system/cronie.service    #Servizio di systemd corrispondente
+
[...]
+
}}
+
  
* Finalmente, alcuni servizi non hanno bisogno di essere esplicitamente attivati dagli utenti. Per esempio, {{ic|dbus.service}} sarà automaticamente attivato con l'installazione di {{ic|dbus-core}}. {{ic|alsa-store.service}} e {{ic|alsa-restore.service}} sono anch'essi attivati automaticamente da sistemd. Controllare la lista dei servizi disponibili e del loro stato usando il comando {{ic|systemctl}} in questo modo:
+
=== I files temporanei ===
{{ic|systemctl status <service_name>}}
+
  
=== Tavola di comparazione tra la vecchia configurazione e quella nativa ===
+
Systemd-tmpfiles mantiene la configurazione dei file in {{ic|/usr/lib/tmpfiles.d/}} e in {{ic|/etc/tmpfiles.d/}} per descrivere la creazione, la pulizia e la rimozione dei files e delle cartelle temporanee e volatili che normalmente risiedono in cartelle come {{ic|/run}} o {{ic|/tmp}}. Ogni file di configurazione prende il nome nello stile di {{ic|/etc/tmpfiles.d/<program>.conf}}. Ciò sovrascriverà ogni file in {{ic|/usr/lib/tmpfiles.d/}} con lo stesso nome.
  
{| class="wikitable"
+
I tmpfiles sono normalmente forniti assieme al service files per creare cartelle che certi demoni si aspettano di trovare esistenti. Per esmpio il demone [[Samba]] si aspetta che esista la cartella {{ic|/run/samba}} per ottenere i permessi corretti. Il corrispondente tmpfile è qualcosa del genere:
|-
+
! scope="col"| Configurazione
+
! scope="col"| Files di configurazione
+
! scope="col"| Vecchia sezione [https://projects.archlinux.org/initscripts.git/tree/rc.conf?id=97f0cd6751e8d22c14d7492cdc2186cf41157ba6 rc.conf]  
+
|-
+
| align="center"|Hostname
+
| align="left"|{{ic|/etc/hostname}}
+
{{ic|/etc/hosts}}
+
| align="center"|{{ic|NETWORKING}}
+
|-
+
| align="center"|Console font and keymap
+
| align="left"|{{ic|/etc/vconsole.conf}}
+
| align="center"|{{ic|LOCALIZATION}}
+
|-
+
| align="center"|Locale
+
| align="left"|{{ic|/etc/locale.conf}}
+
{{ic|/etc/locale.gen}}
+
| align="center"|{{ic|LOCALIZATION}}
+
|-
+
| align="center"|Time zone
+
| align="left"|{{ic|/etc/localtime}}
+
| align="center"|{{ic|LOCALIZATION}}
+
|-
+
| align="center"|Hardware clock
+
| align="left"|{{ic|/etc/adjtime}}
+
| align="center"|{{ic|LOCALIZATION}}
+
|-
+
| align="center"|Kernel modules
+
| align="left"|{{ic|/etc/modules-load.d/}}
+
| align="center"|{{ic|HARDWARE}}
+
|}
+
  
=== Emulare /etc/rc.local ===
+
{{hc|/usr/lib/tmpfiles.d/samba.conf|
 +
D /run/samba 0755 root root}}
  
Se si vuole mantenere la semplicità di {{ic|/etc/rc.local}} in systemd, occorre creare il seguente servizio ed abilitarlo. Aggiungere solo tante linee {{ic|1=ExecStart=}} quanti i comandi da avviare. Se si ha bisogno di funzionalità più avanzate (come ad esempio cicli {{ic|for}}), si può creare un script Bash ed eseguirlo dal servizio. Rimuovere {{ic|1=ExecStart=/bin/true}} quando si aggiunge un vero comando qui.
+
I tmpfiles possono anche essere usati per scrivere valori in certi files al boot. Per esempio, se si usa {{ic|/etc/rc.local}} per disabilitare il risveglio del sistema attraverso dispositivi USB con {{ic|echo USBE > /proc/acpi/wakeup}}, si può usare in alternativa il seguente tmpfile:
  
{{hc|/etc/systemd/system/rc-local.service|<nowiki>
+
{{hc|/etc/tmpfiles.d/disable-usb-wake.conf|
[Unit]
+
w /proc/acpi/wakeup - - - - USBE}}
Description=/etc/rc.local compatibility
+
  
[Service]
+
Vedi {{ic|man 5 tmpfiles.d}} per i dettagli.
Type=oneshot
+
{{nota|Questo metodo potrebbe non funzionare per impostare le opzioni in {{ic|/sys}} poiché il servizio {{ic|systemd-tmpfiles-setup}} può eseguirsi prima che i moduli delle periferiche appropriate siano caricati. In questo caso si potrebbe verificare che il modulo abbia un parametro per l'opzione che si desidera impostare con {{ic|modinfo <module>}} e impostare questa opzione con un [[Modprobe.d#Configuration|file di configurazione in {{ic|/etc/modprobe.d}}]]. In caso contrario si dovrà scrivere una [[Udev#About_udev_rules| regola udev]] per impostare l' attributo appropriato non appena viene visualizzato il dispositivo.}}
ExecStart=/bin/true
+
RemainAfterExit=yes
+
+
[Install]
+
WantedBy=multi-user.target
+
</nowiki>}}
+
  
== Esempi d'uso dei comandi basilari ==
+
=== Unità ===
  
*{{ic|systemctl}}: utilizzato per controllare lo stato del gestore di servizi e del sistema systemd
+
Un file di configurazione di unità racchiude informazioni riguardanti un servizio, un socket, un dispositivo, un punto di montaggio, un punto di automontaggio, un file o una partizione di swap, un obbiettivo di avvio, un percorso del filesystem oppure un controllo schedulato da systemd. La sintassi è ispirata da "XDG Desktop Entry Specification" files di tipo .desktop, che a loro volta richiamano i files .ini di windows.  
*{{ic|systemd-cgls}}: mostra ricorsivamente i contenuti della gerarchia del gruppo di controllo Linux selezionato con uno schema ad albero
+
*{{ic|systemadm}}: Un frontend grafico per systemd che permette un profondo controllo del sistema (disponibile attraverso il pacchetto {{AUR|systemd-ui-git}} di [[AUR]]).
+
  
Vedi le pagine man per ulteriori dettagli.  
+
Vedi {{ic|man 5 systemd.unit}} per maggiori informazioni.
 +
 
 +
== Uso base di systemctl ==
 +
 
 +
Il principale comando usato per controllare systemd è {{ic|systemctl}}. Alcuni degli utilizzi possibili sono l'esame dello stato del sistema e la gestione del sistema e dei servizi. Vedere {{ic|man 1 systemctl}} per maggiori dettagli
  
 
{{Suggerimento|Si può usare il seguente comando {{ic|systemctl}} con lo switch {{ic|-H <user>@<host>}} per controllare un'istanza di systemd su una macchina remota. Si userà [[SSH]] per connettersi all'istanza remota di systemd.}}
 
{{Suggerimento|Si può usare il seguente comando {{ic|systemctl}} con lo switch {{ic|-H <user>@<host>}} per controllare un'istanza di systemd su una macchina remota. Si userà [[SSH]] per connettersi all'istanza remota di systemd.}}
 +
 +
{{Nota|{{ic|systemadm}} è il frontend grafico ufficiale per {{ic|systemctl}}. E' fornito dal pacchetto {{AUR|systemd-ui-git}} di [[AUR]].}}
  
 
=== Analizzare lo stato del sistema ===
 
=== Analizzare lo stato del sistema ===
Line 446: Line 429:
 
  # systemctl enable <unit>
 
  # systemctl enable <unit>
  
{{Nota| Se i servizi non hanno una sezione Install, significa, di solito, che sono evocati automaticamente da altri servizi.  Me se occorre installarli manualmente usare il seguente comando rimpiazzando {{ic|foo}} con il nome del servizio.
+
{{Nota| I servizi senza una sezione {{ic|[Install]}}, sono solitamente evocati automaticamente da altri servizi.  Me se occorre installarli manualmente usare il seguente comando rimpiazzando {{ic|foo}} con il nome del servizio.
  
 
  # ln -s /usr/lib/systemd/system/"foo".service /etc/systemd/system/graphical.target.wants/
 
  # ln -s /usr/lib/systemd/system/"foo".service /etc/systemd/system/graphical.target.wants/
Line 458: Line 441:
  
 
  $ systemctl help <unit>
 
  $ systemctl help <unit>
 +
 +
Ricaricare systemd, controllo per nuove o modificate unità:
 +
 +
# systemctl daemon-reload
  
 
=== Power management ===
 
=== Power management ===
  
 +
{{ic|polkit}} è indispensabile per la gestione energetica.
 
Se ci si trova in una sessione locale di  {{ic|systemd-logind}}  e non ci sono altre sessioni attive, il seguente comando funzionerà senza i privilegi di root. Altrimenti (per esempio se un altro utente è loggato in una console), systemd automaticamente richiederà la password di root.
 
Se ci si trova in una sessione locale di  {{ic|systemd-logind}}  e non ci sono altre sessioni attive, il seguente comando funzionerà senza i privilegi di root. Altrimenti (per esempio se un altro utente è loggato in una console), systemd automaticamente richiederà la password di root.
  
Line 470: Line 458:
  
 
  $ systemctl poweroff
 
  $ systemctl poweroff
 
Spegnimento completo del sistema:
 
 
$ systemctl halt
 
  
 
Sospensione del sistema:
 
Sospensione del sistema:
Line 482: Line 466:
  
 
  $ systemctl hibernate
 
  $ systemctl hibernate
 +
 +
Stato ibrido di riposo (o suspend-to-both):
 +
 +
$ systemctl hybrid-sleep
 +
 +
== Avviare DM con systemd ==
 +
 +
Per avviare il login grafico, abilitare il demone del suo [[Display Manager_(Italiano)|Display Manager]] corrispondente (per esempio [[KDM_(Italiano)|KDM]]). Attualmente esistono i .service per [[GDM]], [[KDM_(Italiano)|KDM]], [[SLiM_(Italiano)|SLiM]], [[XDM]] and [[LXDM]] e [[LightDM]].
 +
 +
# systemctl enable kdm
 +
 +
Questo dovrebbe funzionare. Se non dovesse, potrebbe essere ancora presente l'impostazione di default.target di una vecchia installazione:
 +
 +
{{hc|# ls -l /etc/systemd/system/default.target|/etc/systemd/system/default.target -> /usr/lib/systemd/system/graphical.target}}
 +
 +
è sufficiente eliminare il link simbolico e systemd utilizzerà il default.target predefinito (per esempio {{ic|graphical.target}}).
 +
 +
# rm /etc/systemd/system/default.target
 +
 +
=== Usare systemd-logind ===
 +
 +
{{Nota|Dal 30 Ottobre 2012, [[ConsoleKit]] è stato [https://www.archlinux.org/news/consolekit-replaced-by-logind/ rimpiazzato da systemd-logind] come meccanismo di default per autentificarsi nei DE.}}
 +
 +
Per controllare lo stato della propria sessione utente, si può utilizzare {{ic|loginctl}}. Tutte le azioni di [[PolicyKit]] come la sospensione del sistema o il montaggio di dispositivi esterni funzioneranno automaticamente.
 +
 +
$ loginctl show-session $XDG_SESSION_ID
  
 
==Scrivere i files .service personalizzati==
 
==Scrivere i files .service personalizzati==
 +
''Vedere: [[Systemd/Services]]''
  
 
===Gestire le dipendenze===
 
===Gestire le dipendenze===
Line 496: Line 507:
 
Ci sono parecchi tipi differenti di avvio da considerare quando si scrive un servizio personalizzato. Ciò è configurato tramite il parametro {{ic|1=Type=}} nella sezione {{ic|[Service]}}. Vedere {{ic|man systemd.service}} per una spiegazione più dettagliata.
 
Ci sono parecchi tipi differenti di avvio da considerare quando si scrive un servizio personalizzato. Ciò è configurato tramite il parametro {{ic|1=Type=}} nella sezione {{ic|[Service]}}. Vedere {{ic|man systemd.service}} per una spiegazione più dettagliata.
  
* {{ic|1=Type=simple}}: systemd presuppone che il servizio deve essere avviato immediatamente. Il processo non può essere suddiviso. Non usare questo tipo se altri servizi hanno bisogno di essere disposti con questo servizio, a meno che non sia attivato dal socket.
+
* {{ic|1=Type=simple}}(default): systemd presuppone che il servizio deve essere avviato immediatamente. Il processo non può essere suddiviso. Non usare questo tipo se altri servizi hanno bisogno di essere disposti con questo servizio, a meno che non sia attivato dal socket.
 
* {{ic|1=Type=forking}}: systemd presuppone che il servizio deve essere avviato prima il processo sia suddiviso e il genitore sia concluso. Per i classici demoni usare questo tipo a meno che non si sappia che non è necessario, come la maggior parte dei demoni usa il double-forking per segnalare che sono pronti. Occorre pure specificare {{ic|1=PIDFile=}} perché systemd tenga traccia del processo principale.
 
* {{ic|1=Type=forking}}: systemd presuppone che il servizio deve essere avviato prima il processo sia suddiviso e il genitore sia concluso. Per i classici demoni usare questo tipo a meno che non si sappia che non è necessario, come la maggior parte dei demoni usa il double-forking per segnalare che sono pronti. Occorre pure specificare {{ic|1=PIDFile=}} perché systemd tenga traccia del processo principale.
* {{ic|1=Type=oneshot}}: E' utile per scripts che eseguono un singolo lavoro e si concludono. Si può configurare pure con  {{ic|1=RemainAfterExit=}} in modo che systemd consideri il servizio ancora attivo anche dopo che il processo si è concluso.
+
* {{ic|1=Type=oneshot}}: E' utile per scripts che eseguono un singolo lavoro e si concludono. Si può configurare pure con  {{ic|1=RemainAfterExit=yes}} in modo che systemd consideri il servizio ancora attivo anche dopo che il processo si è concluso.
 
* {{ic|1=Type=notify}}: Identico a {{ic|1=Type=simple}}, ma con l'accorgimento che il demone invierà un segnale a systemd quando sarà pronto. L'implementazione di riferimento per questa notifica è fornita da {{ic|libsystemd-daemon.so}}.
 
* {{ic|1=Type=notify}}: Identico a {{ic|1=Type=simple}}, ma con l'accorgimento che il demone invierà un segnale a systemd quando sarà pronto. L'implementazione di riferimento per questa notifica è fornita da {{ic|libsystemd-daemon.so}}.
 
* {{ic|1=Type=dbus}}: Il servizio è considerato pronto quando lo specificato {{ic|BusName}} appare nel sistema di bus si DBus.
 
* {{ic|1=Type=dbus}}: Il servizio è considerato pronto quando lo specificato {{ic|BusName}} appare nel sistema di bus si DBus.
Line 504: Line 515:
 
===Rimpiazzare le unità fornite===
 
===Rimpiazzare le unità fornite===
  
Le unità in {{ic|/etc/systemd/system/}} hanno la precedenza su quelle in {{ic|/usr/lib/systemd/system/}}.
+
Per editare il file unit fornito da un pacchetto, si può creare una cartella chiamata  {{ic|/etc/systemd/system/<unit>.d/}} per esempio {{ic|/etc/systemd/system/httpd.service.d/}} e mettere i files {{ic|*.conf}} in essa per sovrascrivere e aggiungere nuove opzioni. Systemd controllerà questi files {{ic|*.conf}} e li applicherà al di sopra degli originali. Per esempio, se si vuole semplicemente aggiungere un dipendenza all'unità si può creare il seguente file:
Per mantenere la propria versione di una unità (che non sarà distrutta dopo un aggiornamento), copiare la vecchia unità da {{ic|/usr/lib/}} a {{ic|/etc/}} e fare le proprie modifiche qui. In alternativa si può usare {{ic|.include}} per analizzare un servizio esistente e sovrascrivere o aggiungere nuove opzioni. Per esempio, se si vuole semplicemente aggiungere una dipendenza al servizio, si può usare:
+
 
{{hc|/etc/systemd/system/<service-name>.service|2=
+
{{hc|/etc/systemd/system/<unit>.d/customdependency.conf|2=
.include /usr/lib/systemd/system/<service-name>.service
+
  
 
[Unit]
 
[Unit]
Line 515: Line 525:
 
Poi eseguire i comandi seguenti perché le modifiche abbiano effetto:
 
Poi eseguire i comandi seguenti perché le modifiche abbiano effetto:
  
  # systemctl reenable <unit>
+
  # systemctl daemon-reload
 
  # systemctl restart <unit>
 
  # systemctl restart <unit>
  
{{Suggerimento|Si può usare {{ic|systemd-delta}} per vedere quali unità sono state sovrascritte e quali esattamente sono state modificate.}}
+
In alternativa si può copiare la vecchia unità da  {{ic|/usr/lib/systemd/system/}} in {{ic|/etc/systemd/system/}} e fare qui le modifiche. Una unità in {{ic|/etc/systemd/system/}} sovrascriverà sempre la stessa unità in {{ic|/usr/lib/systemd/system/}}. Da notare che quando l'unità originale in {{ic|/usr/lib/}} cambia a causa di un aggiornamento, le modifiche non si rifletteranno automaticamente sulla propria unità personalizzata in {{ic|/etc/}}. In aggiunta occorre riattivarla manualmente con {{ic|systemctl reenable <unit>}}. E' raccomandato usare il metodo con il {{ic|*.conf}} descritto sopra.
 +
 
 +
{{Suggerimento|Si può usare {{ic|systemd-delta}} per vedere quali unità sono state sovrascritte e quali esattamente sono state modificate.}} Siccome le unità saranno aggiornate di volta in volta , usare systemd-delta per la manutenzione del sistema.
  
 
===Evidenziazione della sintassi per le unità di systemd con Vim===
 
===Evidenziazione della sintassi per le unità di systemd con Vim===
  
L'evidenziazione della sintassi per le unità di systemd con [[Vim]] può essere attivata installando {{AUR|vim-systemd}} da [[Arch User Repository|AUR]].
+
L'evidenziazione della sintassi per le unità di systemd con [[Vim]] può essere attivata installando {{Pkg|vim-systemd}} dal [[Official Repositories|repo ufficiale]].
  
 
== Targets ==
 
== Targets ==
Line 592: Line 604:
 
  # journalctl
 
  # journalctl
  
Di default (when {{ic|Storage&#61;}} è configurato a {{ic|auto}} in {{ic|/etc/systemd/journald.conf}}), il journal scrive in {{ic|/var/log/journal/}}. Se la directory {{ic|/var/log/journal/}} non esiste (o per esempio se qualche programma lo cancellasse), systemd '''not''' lo creerà automaticamente, ma invece lo scriverà in {{ic|/run/systemd/journal}}. Ciò significa che i log saranno persi al riavvio.
+
Di default (quando {{ic|Storage&#61;}} è configurato a {{ic|auto}} in {{ic|/etc/systemd/journald.conf}}), il journal scrive in {{ic|/var/log/journal/}}. La directory {{ic|/var/log/journal/}} è parte di core/systemd. Se si è cancellata intenzionalmente o se qualche programma lo ha fatto systemd '''non''' lo riicreerà automaticamente, tuttavia sarà ricreata durante il prossimo aggiornamento di systemd. Fino a quel momento i log saranno scritti in {{ic|/run/systemd/journal}}. Ciò significa che i log saranno persi al riavvio.
  
 
=== Filtrare l' output ===
 
=== Filtrare l' output ===
Line 600: Line 612:
 
Esempi:
 
Esempi:
  
Mostra tutti i messaggi di un eseguibile specifico:
+
Mostrare tutti i messaggi di questo boot:
 +
 +
# journalctl -b
 +
 
 +
Tuttavia, spesso un utente può essere interessato ai messaggi non del corrente boot, ma del precedente (per esempio a causa di un non recuperabile blocco occorso). Attualmente, questa opzione non è implementata, ma esiste una discussione a  [http://comments.gmane.org/gmane.comp.sysutils.systemd.devel/6608 systemd-devel@lists.freedesktop.org] (Settembre/Ottobre 2012).
 +
 +
Come workaround al momento si può usare:
 +
 
 +
# journalctl --since=today | tac | sed -n '/-- Reboot --/{n;:r;/-- Reboot --/q;p;n;b r}' | tac
 +
 +
,che provoca che il precedente boot sia come scaturito oggi. Tenere presente che, se ci sono molti messaggi per il giorno corrente, l'output di questo comando può essere ritardato per un bel po 'di tempo.
 +
 +
Seguire i nuovi messaggi:
 +
 +
# journalctl -f
 +
 
 +
Mostrare tutti i messaggi di un eseguibile specifico:
  
 
  # journalctl /usr/lib/systemd/systemd
 
  # journalctl /usr/lib/systemd/systemd
  
Mostra tutti i messaggi di uno specifico processo:
+
Mostrare tutti i messaggi di uno specifico processo:
  
 
  # journalctl _PID=1
 
  # journalctl _PID=1
  
Mostra tutti i messaggi di una specifica unità:
+
Mostrare tutti i messaggi di una specifica unità:
  
 
  # journalctl -u netcfg
 
  # journalctl -u netcfg
  
  
Vedi {{ic|man journalctl}} e {{ic|systemd.journal-fields}} per dettagli.
+
Vedere {{ic|man journalctl}} e {{ic|systemd.journal-fields}} oppure il [http://0pointer.de/blog/projects/journalctl.html blog] di Lennert per dettagli.
  
 
=== Limiti alla dimensione del journal ===
 
=== Limiti alla dimensione del journal ===
Line 629: Line 657:
  
 
  # systemctl enable syslog-ng
 
  # systemctl enable syslog-ng
 +
Una buona guida a {{ic|journalctl}} è [http://0pointer.de/blog/projects/journalctl.html| qui].
  
== Avviare un DE con systemd ==
+
== Ottimizzazioni ==
  
Per avviare il login grafico, abilitare il demone del suo [[Display Manager_(Italiano)|Display Manager]] corrispondente (per esempio [[KDM_(Italiano)|KDM]]). Attualmente esistono i .service per [[GDM]], [[KDM_(Italiano)|KDM]], [[SLiM_(Italiano)|SLiM]], [[XDM]] and [[LXDM]] e [[LightDM]].
+
{{merge|Improve Boot Performance|reason=Dovrebbe essere spostato l'articolo per coprire l'argomento.}}
  
# systemctl enable kdm
+
Vedere [[Improve Boot Performance]].
  
Questo dovrebbe funzionare. Se non dovesse, potrebbe essere ancora presente l'impostazione di default.target di una vecchia installazione:
+
=== Analizzare il processo di boot ===
  
{{hc|# ls -l /etc/systemd/system/default.target|/etc/systemd/system/default.target -> /usr/lib/systemd/system/graphical.target}}
+
==== systemd-analyze ====
  
è sufficiente eliminare il link simbolico e systemd utilizzerà il default.target predefinito (per esempio {{ic|graphical.target}}).
+
Systemd fornisce una utilità chiamata {{ic|systemd-analyze}} che permette di analizzare il proprio processo d'avvio al fine di evidenziare quali unità stanno causando rallentamenti nel processo di avvio stesso. E' possibile quindi ottimizzare il sistema tenendo conto di ciò.  
 
+
# rm /etc/systemd/system/default.target
+
 
+
=== Usare systemd-logind ===
+
 
+
{{Nota|Dal 30 Ottobre 2012, [[ConsoleKit]] è stato [https://www.archlinux.org/news/consolekit-replaced-by-logind/ rimpiazzato da systemd-logind] come meccanismo di default per autentificarsi nei DE.}}
+
 
+
Per controllare lo stato della propria sessione utente, si può utilizzare {{ic|loginctl}}. Tutte le azioni di [[PolicyKit]] come la sospensione del sistema o il montaggio di dispositivi esterni funzioneranno automaticamente.
+
 
+
$ loginctl show-session $XDG_SESSION_ID
+
 
+
{{Nota|Se si usa [[NetworkManager]], occorre ricompilarlo con il supporto a systemd da [[ABS]] configurando {{ic|1=--with-session-tracking=systemd}} nel [[PKGBUILD]].}}
+
 
+
== Ottimizzazioni ==
+
 
+
=== systemd-analyze ===
+
 
+
Systemd fornisce una utilità chiamata {{ic|systemd-analyze}} che permette di analizzare il proprio processo d'avvio al fine di evidenziare quali unità stanno causando rallentamenti nel processo di avvio stesso. E' possibile quindi ottimizzare il sistema tenendo conto di ciò. Occorre installare {{Pkg|python2-dbus}} e {{Pkg|python2-cairo}} per usarlo.
+
  
Per vedere quanto tempo ha impiegato il boot del kernel e dello userspace, semplicemente si usi:
+
Per vedere quanto tempo ha impiegato il boot del kernelspace e dello userspace, semplicemente si usi:
  
 
  $ systemd-analyze
 
  $ systemd-analyze
  
{{Suggerimento|Per vedere quanto tempo è trascorso nell' initramfs, aggiungere l'aggancio a {{ic|timestamp}} al parametro {{ic|HOOKS}} in {{ic|/etc/[[mkinitcpio]].conf}} e, con root, ricostruire l'initramfs con {{ic|mkinitcpio -p linux}} }}
+
{{Tip|
 +
* Se si aggiunge l'hook {{ic|timestamp}} al proprio  {{ic|HOOKS}} array in {{ic|/etc/[[mkinitcpio]].conf}} e si ricostruisce l'initramfs con {{ic|mkinitcpio -p linux}}, systemd-analyze è in grado di mostrare anche quanto tempo è passato nell'initramfs.
 +
* Se si fa il boot tramite[[UEFI]] e si usa un boot loader che implementi systemds' [http://www.freedesktop.org/wiki/Software/systemd/BootLoaderInterface Boot Loader Interface] (attualmente solo [[Gummiboot]]), systemd-analyze può mostrare in aggiunta quanto tempo è trascorso nel firmware EFI firmware e nel boot loader stesso.}}
  
 
Per elencare le unità avviate, ordinate a seconda del tempo che impiegano ad avviarsi:
 
Per elencare le unità avviate, ordinate a seconda del tempo che impiegano ad avviarsi:
Line 674: Line 687:
 
  $ systemd-analyze plot > plot.svg
 
  $ systemd-analyze plot > plot.svg
  
====Attivare bootchart assieme a systemd====
+
====Usare systemd-bootchart====
 +
 
 +
Bootchart è stato implementato in systemd dal 17 Ottobre 2012, e si può utilizzarlo per il boot proprio come si farebbe con il bootchart originale. Aggiongere alla linea del kernel:
 +
 
 +
  initcall_debug printk.time=y init=/usr/lib/systemd/systemd-bootchart
 +
 
 +
==== Usare bootchart2 ====
  
 
E' possibile usare una versione di bootchart per visualizzare la sequenza di boot. Da quando non è più possibile inserire un secondo "init" nel comando del kernel non c'è più la possibilità di usare alcuna configurazione standard di bootchart. Tuttavia il pacchetto {{AUR|bootchart2}} di [[AUR]] nasce con un non documentato service di systemd. Dopo aver installato bootchart2 fare:
 
E' possibile usare una versione di bootchart per visualizzare la sequenza di boot. Da quando non è più possibile inserire un secondo "init" nel comando del kernel non c'è più la possibilità di usare alcuna configurazione standard di bootchart. Tuttavia il pacchetto {{AUR|bootchart2}} di [[AUR]] nasce con un non documentato service di systemd. Dopo aver installato bootchart2 fare:
Line 681: Line 700:
  
 
Leggere la [https://github.com/mmeeks/bootchart documentazione di bootchart] per ulteriori dettagli sull'uso di questa versione di bootchart.
 
Leggere la [https://github.com/mmeeks/bootchart documentazione di bootchart] per ulteriori dettagli sull'uso di questa versione di bootchart.
 
=== Tasti di scelta rapida della Shell ===
 
 
La gestione dei demoni tramite systemd richiede un po' più digitazione per realizzare i comandi come l'avvio, lo stop, l'attiavzione, il controllo dello stato, ecc. Le seguenti funzioni possono essere aggiunte a quelle nel file {{ic|~/.bashrc}} per semplificare le interazioni con systemd e per migliorare l'esperienza complessiva.
 
 
{{bc|
 
 
# comandi semplificati di systemd, per esempio "sudo systemctl stop xxx" - > "0.stop xxx"
 
if ! systemd-notify --booted;
 
then  # for not systemd
 
    0.start() {
 
        sudo rc.d start $@
 
    }
 
 
    0.restart() {
 
        sudo rc.d restart $@
 
    }
 
 
    0.stop() {
 
        sudo rc.d stop $@
 
    }
 
else
 
# start systemd service
 
    0.start() {
 
        sudo systemctl start $@
 
    }
 
# restart systemd service
 
    0.restart() {
 
        sudo systemctl restart $@
 
    }
 
# stop systemd service
 
    0.stop() {
 
        sudo systemctl stop $@
 
    }
 
# enable systemd service
 
    0.enable() {
 
        sudo systemctl enable $@
 
    }
 
# disable a systemd service
 
    0.disable() {
 
        sudo systemctl disable $@
 
    }
 
# show the status of a service
 
    0.status() {
 
        systemctl status $@
 
    }
 
# reload a service configuration
 
    0.reload() {
 
        sudo systemctl reload $@
 
    }
 
# list all running service
 
    0.list() {
 
        systemctl
 
    }
 
# list all failed service
 
    0.failed () {
 
        systemctl --failed
 
    }
 
# list all systemd available unit files
 
    0.list-files() {
 
        systemctl list-unit-files
 
    }
 
# check the log
 
    0.log() {
 
        sudo journalctl
 
    }
 
# show wants
 
    0.wants() {
 
        systemctl show -p "Wants" $1.target
 
    }
 
# analyze the system
 
    0.analyze() {
 
        systemd-analyze $@
 
    }
 
fi
 
}}
 
 
=== Diminuire l'output ===
 
 
Cambiare {{ic|verbose}} in {{ic|quiet}} nella riga del kernel del bootloader. Per certi sistemi, particolarmente quelli che utilizzano un SSD, il rallentamento delle prestazioni di TTY e attualmente un collo di bottiglia, quindi la diminuzione dell'output significa velocizzare l'avvio.
 
 
=== Avvio anticipato ===
 
 
Una caratteristica centrale di systemd è l'attivazione di  [[D-Bus]] e dei socket, il ché provoca l'avvio dei servizi al primo accesso, e generalmente è una cosa positiva. Tuttavia, se si è a conoscenza che un servizio (come [[UPower]]) sarà sempre avviato durante il boot, il tempo di avvio potrà essere ridotto avviandolo il prima possibile. Ciò può essere ottenuto (se il servizioè impostato per ciò, e nella maggior parte dei casi lo è) mediante l'immissione di:
 
 
# systemctl enable upower
 
 
Questo provocherà l'avvio di UPower al più presto possibile, senza causare gare con l'attivazione dei socket o di D-Bus.
 
 
=== Automount ===
 
 
Le impostazioni standard controllano con fsck e montano tutti i filesystems prima di avviare la maggior parte dei demoni e dei servizi. Se si possiede una grande partizione di {{ic|/home}}, sarebbe meglio permettere ai servizi che non dipendono dalla{{ic|/home}} di avviarsi mentre la {{ic|/home}} sarà controllata. Ciò può essere ottenuto aggiungendo le seguenti opzioni  alla voce della propria partizione {{ic|/home}} in fstab:
 
 
noauto,x-systemd.automount
 
 
Questo controllerà e monterà la {{ic|/home}} quando ci sarà l'accesso per la prima volta,  e il kernel memorizzerà tutti gli accessi ai file della {{ic|/home}} finché non sarà pronta.
 
 
Se si utilizzano filesystems criptati con keyfiles, è possibile aggiungere il paramtero {{ic|noauto}} alla corrispondente voce in {{ic|/etc/crypttab}}. Systemd non aprirà il dispositivo criptato al boot, maal contrario aspetterà finché non ci sarà un accesso e sarà automaticamente aperto con lo specifico keyfile prima di montarlo. Ciò può far risparmiare un po' di secondi al boot se si sta usando un dispositivo RAID criptato per esempio, perché systemd non dovrà aspettare che il dispositivo diventi disponibile. Per esempio:
 
{{hc|/etc/crypttab|data /dev/md0 /root/key noauto}}
 
  
 
=== Readahead ===
 
=== Readahead ===
Line 788: Line 708:
  
 
Ricorda che prima che readahead sprigioni la sua magia, occorre riavviare un paio di volte.
 
Ricorda che prima che readahead sprigioni la sua magia, occorre riavviare un paio di volte.
 
 
  
 
== Correzione di errori ==
 
== Correzione di errori ==
Line 797: Line 715:
 
Se il processo di spegnimento impiega molto tempo (oppure sembra bloccarsi) probabilmente la colpa è da attribuirsi alla mancata chiusura di un servizio. Systemd attende del tempo per la chiusura di ogni servizio prima di chiuderlo forzatamente.
 
Se il processo di spegnimento impiega molto tempo (oppure sembra bloccarsi) probabilmente la colpa è da attribuirsi alla mancata chiusura di un servizio. Systemd attende del tempo per la chiusura di ogni servizio prima di chiuderlo forzatamente.
 
Per vedere se si soffre di questo problema vedere [http://freedesktop.org/wiki/Software/systemd/Debugging#Shutdown_Completes_Eventually questo articolo].
 
Per vedere se si soffre di questo problema vedere [http://freedesktop.org/wiki/Software/systemd/Debugging#Shutdown_Completes_Eventually questo articolo].
 +
 +
=== I processi di breve durata non registrano nessun output ===
 +
 +
Se {{ic|journalctl -u foounit.service}} non mostra nessun output per un processo di breve durata, controllare il PID. Per esempio, se systemd-modules-load.service fallisce, e {{ic|systemctl status systemd-modules-load}} evidenzia che è eseguito con PID 123, è possibile vedere l'output del journal per quel PID, per esempio {{ic|journalctl -b _PID&#61;123}}. I campi con metadata del journal come _SYSTEMD_UNIT e _COMM sono raccolti in modo asincrono e fanno affidamento sulla cartella {{ic|/proc}} per il processo esistente. La sistemazione di questo richiede una sistemazione del kernel per fornire questi dati per mezzo di una connessione socket, come per SCM_CREDENTIALS.
 +
 +
=== Diagnosi dei problemi al Boot ===
 +
 +
Avviare il sistema con questi parametri sulla linea di comando del kernel:
 +
 +
{{ic|<nowiki>systemd.log_level=debug systemd.log_target=kmsg log_buf_len=1M</nowiki>}}
 +
 +
[http://freedesktop.org/wiki/Software/systemd/Debugging Maggiori informazioni sul  Debugging]
  
 
== Vedi anche==
 
== Vedi anche==
Line 808: Line 738:
 
*[http://fedoraproject.org/wiki/Systemd Systemd su Fedora Project]
 
*[http://fedoraproject.org/wiki/Systemd Systemd su Fedora Project]
 
*[http://fedoraproject.org/wiki/How_to_debug_Systemd_problems Come correggere i problemi di systemd]
 
*[http://fedoraproject.org/wiki/How_to_debug_Systemd_problems Come correggere i problemi di systemd]
*[http://www.h-online.com/open/features/Booting-up-Tools-and-tips-for-systemd-1570630.html Avviamento: Strumenti e consigli per systemd, uno strumento di avvio di Linux.]
+
*[http://www.h-online.com/open/features/Control-Centre-The-systemd-Linux-init-system-1565543.html Two] [http://www.h-online.com/open/features/Booting-up-Tools-and-tips-for-systemd-1570630.html part] articolo introduttivo nella rivista ''The H Open''.
 
*[http://0pointer.de/blog/projects/systemd.html Lennart's blog story]
 
*[http://0pointer.de/blog/projects/systemd.html Lennart's blog story]
 
*[http://0pointer.de/blog/projects/systemd-update.html status update]
 
*[http://0pointer.de/blog/projects/systemd-update.html status update]

Revision as of 15:18, 1 June 2013

Sommario help replacing me
Tratta di come installare e configurare systemd
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systemd FAQ_(Italiano) - FAQs
init Rosetta
udev

Dalla pagina web del progetto: '"systemd è un gestore di sistema e di servizi per Linux, compatibile con gli initscript SysV e LSB. systemd fornisce una notevole capacità di parallelizzazione, usa socket e D-Bus per l'avvio dei demoni, offre un avvio su richiesta dei demoni, tiene traccia dei processi con l'utilizzo del control groups di Linux, supporta lo snapshotting e il restore dello stato del sistema, mantiene i punti di mount e di automount e implementa un elaborato servizio di controllo logico basato sulle relazioni delle dipendenze. Può funzionare come rimpiazzo totale di sysvinit."

Nota: Per una dettagliata spiegazione del motivo per cui Arch è passato a systemd, leggi questo post.

Leggi anche l' articolo su Wikipedia.

Contents

Considerazioni prima di passare a systemd

  • Documentarsi su systemd.
  • Notare che systemd possiede un sistema journal che rimpiazza syslog, tuttavia i due possono coesistere. Vedi la sezione relativa al journal più sotto.
  • Anche se systemd può rimpiazzare le funzionalità di cron, acpid, o xinetd, non c'è nessun bisogno di abbandonare l'uso dei demoni tradizionali a meno con non lo si voglia.
  • Gli scripts interattivi non funzionano in systemd. In particolare, netcfg-menu non può essere usato all'avvio del sistema (FS#31377).

Installazione

Nota: systemd e systemd-sysvcompat sono entrambi utilizzati di default nei recenti media di installazione dal 13 Ottobre 2012.
Nota: Se si sta utilizzando Arch Linux in un VPS, vedere Virtual_Private_Server#Moving_your_VPS_from_initscripts_to_systemd la pagina appropriata.

La seguente sezione è dedicata alle installazioni di Arch Linux che ripiegano ancora su sysvinit e initscripts e che non sono ancora migrate a systemd.

  1. Installare systemd e aggiungere il seguente comando ai parametri del kernel nel bootloader: init=/usr/lib/systemd/systemd
  2. Una volta fatto è possibile abilitare qualsiasi servizio si desideri per mezzo di systemctl enable <service_name> (pari a ciò che si trova nella sezione DAEMONS. Nuovi nomi possono essere trovati qui. ).
  3. Riavviare il proprio sistema e verificare che systemd sia attivo utilizzando il seguente comando: cat /proc/1/comm. Questo dovrebbe rispondere con la stringa systemd.
  4. Assicurarsi che il proprio hostname sia configurato correttamente in systemd: hostnamectl set-hostname myhostname.
  5. Procedere rimuovendo initscripts e sysvinit dal sistema e installando systemd-sysvcompat.
  6. A scelta, rimuovere il parametro init=/usr/lib/systemd/systemd in quanto non è più necessario. systemd-sysvcompat lo imposta come default.

Informazioni supplementari

  • Se si utilizza quiet nei parametri del kernel, è possibile rimuoverlo durante i primi avvii di systemd per identificare eventuali problemi durante il boot.
  • Aggiungere il vostro utente ai gruppi (sys, disk, lp, network, video, audio, optical, storage, scanner, power, etc.) non è necessario per la maggior parte dei casi di uso comune con systemd. I gruppi possono anche causare alcuni malfunzionamenti. Ad esempio, il gruppo audio si romperà al cambio rapido di utente e permette di bloccare le applicazioni software di mixaggio. Ogni login di PAM prevede una sessione logind , che per una sessione locale vi darà i permessi tramite le POSIX ACLs sui dispositivi audio/video, e consentirà alcune operazioni come il montaggio di memorizzazione rimovibile tramite udisks
  • Si veda l'articolo Configurazione della Rete per come impostare i target per la connessione di rete.

Configurazione nativa

Nota: E' possibile che ci sia bisogno di creare questi files. Tutti i file devono avere i permessi a 644 e il proprietario root:root

Hostname

L'hostname è configurato in /etc/hostname. Il file può contenere il nome del dominio di sistema, se esiste, tuttavia nel momento di scrivere hostnamectl non si può configurare il FQDN. Per configurare l'hostname corto:

# hostnamectl set-hostname myhostname

See man 5 hostname e man 1 hostnamectl per dettagli.

Esempio di file:

/etc/hostname
myhostname

Impostazioni locali

Note: Before you set the default locale, you first need to enable locales available to the system by uncommenting them in /etc/locale.gen and then executing locale-gen as root. The locale set via localectl must be one of the uncommented locales in /etc/locale.gen.

Le impostazioni locali di default sono configurate in /etc/locale.conf Per configurare il locale di default:

# localectl set-locale LANG="it_IT.utf8"
	

Vedere man 1 localectl e man 5 locale.conf per dettagli.

Per ulteriori informazioni vedere Locale.

Esempio di file:

/etc/locale.conf
LANG=it_IT.utf8

Console virtuale

La console virtuale (la mappatura della tastiera, i caratteri della console e la mappatura della console) è configurata in /etc/vconsole.conf:

/etc/vconsole.conf
KEYMAP=it
FONT=
FONT_MAP=
Nota: Da systemd-194, si utilizzano i caratteri integrati nel kernel e la mappatura della tastiera "us" se KEYMAP= e FONT= sono vuoti o non configurati.

Un altro modo di configurare la mappatura della tastiera è:

# localectl set-keymap it

localectl può essere usato anche per configurare la tastiera in ambiente X:

# localectl set-x11-keymap it

Vedere man 1 localectl e man 5 vconsole.conf per maggiori dettagli.

Per maggiori informazioni vedere i font per console e configurazione tastiera.

Orario di sistema

Systemd usa UTC di default per l'orologio hardware.

Suggerimento: E' generalmente consigliato avere il demone Network Time Protocol attivo per mantenere l'orologio di sistema sincronizzato con Internet e con l'orologio del bios.

Orologio hardware in localtime

Se si vuole cambiare l'orologio hardware ad usare l'orario locale (ALTAMENTE SCONSIGLIATO):

# timedatectl set-local-rtc true

Se si vuole riconvertirlo a UTC:

# timedatectl set-local-rtc false

Attenzione che, se l'orologio hardware è configurato a localtime, la gestione dell'orario legale è persa. Se l'orario legale cambia finché il computer è spento il proprio orario sarà sbagliato al prossimo riavvio (ulteriori approfondimenti). I kernel recenti configurano l'orario di sistema dall'orologio hardware direttamente al boot, presupponendo che l'orologio hardware sia impostato a UTC. Questo significa che se l'orologio hardware è su locale l'orologio di sistema sarà prima configurato sbagliato e poi corretto ad ogni boot. Questa è la causa di alcuni noiosi bugs (il tempo che torna indietro è raramente una buona cosa).

Una ragione per permettere che l'orologio hardware sia settato sul'orario locale è quella del dual boot con Windows (il quale usa localtime). Tuttavia, Windows è in grado di gestire l'orario con l'orologio hardware settato su UTC con un semplice aggiustamento del registro di sistema. Quindi, è consigliato configurare Windows affinché usi UTC, piuttosto che Linux usi localtime. Se si usa UTC su Windows, ricordarsi inoltre di disabilitare l'opzione di Windows "Internet Time Update", al fine di evitare confusione tra windows e l'orologio hardware, nel tentativo di sincronizzazione con l'orario internet. Al contrario, occorre lasciare che Linux sincronizzi l'orario di sistema con l'orario internet attivando il demone NTP, come suggerito precedentemente.

  • Per maggiori informazioni vedere Time.

Moduli del Kernel

Ad oggi, tutti i moduli necessari da caricare sono gestiti automaticamente da udev, cosicché, se non si vuole usare qualcuno dei moduli fuori dal kernel, non c'è bisogno di mettere i moduli che dovrebbero essere caricati al boot in nessun file di configurazione. Tuttavia, ci sono casi in cui si vuole caricare un modulo extra durante il processo di avvio oppure evitare il caricamento di un altro perché il computer funzioni correttamente.

Moduli extra da caricare all'avvio

I moduli extra al kernel da caricare durante il boot sono configurati in una lista statica in /etc/modules-load.d/. Ogni file di configurazione ha il nome nello stile di /etc/modules-load.d/<programma>.conf/. I files di configurazione dovrebbero semplicemente contenere una lista con i nomi dei moduli da caricare, separati dal tasto INVIO. Le linee vuote o quelle dove il primo carattere che non è uno spazio è # oppure ; sono ignorate. Ad esempio:

/etc/modules-load.d/virtio-net.conf
# Carica virtio-net.ko al boot
virtio-net

vedere man 5 modules-load.d per maggiori dettagli.

Configurare le opzioni dei moduli

Ulteriori opzioni per i moduli devono essere impostati in /etc/modprobe.d/modprobe.conf.

Esempio:

  • Abbiamo il file /etc/modules-load.d/loop.conf con all'interno il modulo loop da far caricare durante la fase di boot.
  • in /etc/modprobe.d/modprobe.conf specifichiamo le opzioni addizionali, es. options loop max_loop=64

In seguito, l'opzione appena impostato potrebbe essere verificata tramite cat /sys/module/loop/parameters/max_loop

Blacklisting

Per evitare il caricamento di alcuni moduli del kernel si utilizza la stessa modalità degli initscripts in quanto è attualmente gestito da kmod. Vedere Blacklist dei moduli per maggiori dettagli.

Montaggio del filesystem

La configurazione di default controlla e monta i filesystems prima di avviare i servizi ai quali occorre che siano montati. Per esempio, systemd automaticamente si assicura che il montaggio di filesystems come NFS o Samba avvenga solo dopo che la rete è attiva. Pertanto, il montaggio dei filesystems, sia locali che remoti, specificati in /etc/fstab dovrebbe funzionare senza problemi.

Vedere man 5 systemd.mount per dettagli.

Automount

  • Se si possiede una grande partizione /home, sarebbe meglio permettere ai servizi che non dipendono da essa di avviarsi durante il controllo di /home da parte di fsck. Ciò può essere ottenuto aggiungendo la seguente opzione alla riga della partizione di /home in /etc/fstab:
noauto,x-systemd.automount

Questo controllerà e monterà /home al primo accesso, e il kernel memorizzerà in un buffer tutti gli accessi ai file in /home finché non sarà pronta.

Nota: questo renderà il filesystem /home di tipo autofs, che è ignorato da mlocate di default. La velocità di montaggio automatico di /home non può essere maggiore di un secondo o due, a seconda del proprio sistema, quindi è possibile che non valga la pena di utilizzare questo trucco.

  • Lo stesso si può applicare al montaggio dei filesystems remoti. Se si desidera montarli successivamente all'accesso occorrerà usare i parametri noauto,x-systemd.automount. In aggiunta, si può usare l'opzione x-systemd.device-timeout=# per specificare un tempo di timeout in caso la risorsa di rete non sia disponibile.
  • Se si hanno filesystems criptati con keyfiles, si può comunque aggiungere il parametro noauto alla corrispondente riga in /etc/crypttab. Systemd non aprirà il supporto corispondente all'avvio, ma aspetterà finché non avverrà un accesso e quindi automaticamente aprirà il keyfile specifico prima di montarlo. Questo potrebbe far risparmiare un po' di secondi al boot se si sta per esempio utilizzando un supporto RAID criptato, in quanto systemd non deve aspettare finché il dispositivo non sarà disponibile. Per esempio:
/etc/crypttab
data /dev/md0 /root/key noauto

LVM

Se si possiede un volume LVM non attivato durante l'initramfs, attivare il servizio lvm-monitoring fornito dal pacchetto lvm2:

# systemctl enable lvm-monitoring.service

ACPI power management

Systemd gestisce degli eventi ACPI relativi all'alimentazione. Possono essere configurati attraverso le seguenti opzioni di /etc/systemd/logind.conf:

  • HandlePowerKey : specifica che azione deve essere eseguita quando viene premuto il bottone di avvio
  • HandleSuspendKey : specifica che azione deve essere eseguita quando viene premuto il bottone di sospensione
  • HandleHibernateKey : specifica che azione deve essere eseguita quando viene premuto il bottone di ibernazione
  • HandleLidSwitch : specifica che azione deve essere eseguita quando il coperchio del portatile viene chiuso.

Le azioni specificate possono essere una qualsiasi di ignore, poweroff, reboot, halt, suspend, hibernate, hybrid-sleep o kexec.

Se queste opzioni non sono configurate, systemd userà quelle di default: HandlePowerKey=poweroff, HandleSuspendKey=suspend, HandleHibernateKey=hibernate, and HandleLidSwitch=suspend.

Su sistemi che non hanno una configurazione grafica o semplici gestori di finestre come i3 o awesome, può rimpiazzare il demone acpid che è solitamente usato per gestire questi eventi ACPI.

Nota: Digitare systemctl restart systemd-logind.service perchè le modifiche abbiano effetto.
Nota: Systemd non riesce a gestire gli eventi di alimentazione di rete e di batteria, sicché è ancora richiesto l'uso di Laptop Mode Tools o altri strumenti acpid similari.

Nell'attuale versione di systemd, le opzioni Handle* saranno applicate al sistema finché non saranno "inibite" (temporaneamente spente) da un programma, come un gestore di alimentazione in un DE. Se questi inibitori non sono usati, si può finire in una situazione in cui systemd sospende il sistema , poi al risveglio gli altri gestori di alimentazione lo sospendono di nuovo.

Attenzione: Attualmente, i gestori di alimentazione delle versioni più recenti di KDE e GNOME sono gli unici che possiedono i necessari comandi inibitori. Quando li avranno anche gli altri, occorrerà settare l'opzione Handle a ignore se si voglio gestire gli eventi ACPI con Xfce, acpid o qualsiasi altro programma.
Nota: Systemd può anche usare altri backends per la sospensione (come Uswsusp o TuxOnIce), in aggiunta al backend di default del kernel, al fine di mettere il computer in uno stato di sleep o ibernazione.

For systemctl hibernate to work on your system you need to follow instructions at Hibernation and possibly at Mkinitcpio Resume Hook (pm-utils does not need to be installed).

Sleep hooks

Systemd non usa pm-utils per mettere la macchina a riposo quando usa systemctl suspend, systemctl hibernate oppure systemctl hybrid-sleep, quindi gli hooks di Pm-utils incluso qualsiasi hook personalizzato si sia creato non funzioneranno. Tuttavia, systemd fornisce due meccanismi simili per avviare script personali in base a questi eventi.

Suspend/resume service files

Dei service files possono essere agganciati a suspend.target, hibernate.target e sleep.target per eseguire azioni prima o dopo la sospensione lo l'ibernazione. Files separati dovrebbero essere creati per azioni degli utenti e azioni di sistema (root). Per attivare i servizi degli utenti, # systemctl enable suspend@<user> && systemctl enable resume@<user>. Esempi:

/etc/systemd/system/suspend@.service
[Unit]
Description=User suspend actions
Before=sleep.target

[Service]
User=%I
Type=forking
Environment=DISPLAY=:0
ExecStartPre= -/usr/bin/pkill -u %u unison ; /usr/local/bin/music.sh stop ; /usr/bin/mysql -e 'slave stop'
ExecStart=/usr/bin/sflock

[Install]
WantedBy=sleep.target
/etc/systemd/system/resume@.service
[Unit]
Description=User resume actions
After=suspend.target

[Service]
User=%I
Type=simple
ExecStartPre=/usr/local/bin/ssh-connect.sh
ExecStart=/usr/bin/mysql -e 'slave start'

[Install]
WantedBy=suspend.target

Per azioni di sistema o root (attivare con # systemctl enable root-suspend):

/etc/systemd/system/root-resume.service
[Unit]
Description=Local system resume actions
After=suspend.target

[Service]
Type=simple
ExecStart=/usr/bin/systemctl restart mnt-media.automount

[Install]
WantedBy=suspend.target
/etc/systemd/system/root-suspend.service
[Unit]
Description=Local system suspend actions
Before=sleep.target

[Service]
Type=simple
ExecStart=-/usr/bin/pkill sshfs

[Install]
WantedBy=sleep.target

Un paio di consigli a proposito di questi servizi (maggiori informazioni in man systemd.service):

  • Se si usa Type=OneShot si possono usare linee ExecStart= multiple. Altrimenti solo una linea ExecStart è permessa. Si possono aggiungere più comandi con ExecStartPre oppure separandoli con un punto e virgola (vedere il primo esempio più su -- notare gli spazi prima e dopo il punto e virgola... sono indispensabili!).
  • Un comando preceduto da '-' causerà una uscita con stato non-zero per essere ignorato e trattato come un comando successivo.
  • Il miglior modo per trovare gli errori in questi servizi è naturalmente con journalctl.
Servizi combinati di Suspend/resume

Con il servizio combinato suspend/resume, un singolo collegamento fa tutto il lavoro per le varie fasi (sleep/resume) e per i differenti targets (suspend/hibernate/hybrid-sleep).

Esempi e spiegazioni:

/etc/systemd/system/wicd-sleep.service
[Unit]
Description=Wicd sleep hook
Before=sleep.target
StopWhenUnneeded=yes

[Service]
Type=oneshot
RemainAfterExit=yes
ExecStart=-/usr/share/wicd/daemon/suspend.py
ExecStop=-/usr/share/wicd/daemon/autoconnect.py

[Install]
WantedBy=sleep.target
  • RemainAfterExit=yes: Dopo averlo avviato, il servizio è considerato attivo fino a quando non è esplicitamente fermato.
  • StopWhenUnneeded=yes: Quando è attivo, il servizio sarà fermato se nessun altro servizio necessita di esso. Nell'esempio specifico, sarà fermato dopo che sleep.target sarà fermato.
  • Perché sleep.target venga richiamato da suspend.target, hibernate.target e hybrid-sleep.target e sleep.target esso stesso è un StopWhenUnneeded service, il collegamento garantisce l'avvio e la fermata corretta per diversi compiti.
Hooks in /usr/lib/systemd/system-sleep

Systemd avvia tutti gli eseguibili in /usr/lib/systemd/system-sleep/ e passa due argomenti a ognuno di essi:

  • Argument 1: pre o post, a seconda che la macchina si stia addormentando o svegliando
  • Argument 2: suspend, hibernate oppure hybrid-sleep, dipende da quello che è stato invocato.

Al contrario di Pm-utils, systemd avvierà questi scripts contemporaneamente e non uno dopo l'altro.

L'output di ogni script personalizzato sarà registrato da systemd-suspend.service, systemd-hibernate.service oppure systemd-hybrid-sleep.service cosicché sarà possibile vedere i propri outputs nel journal:

# journalctl -b -u systemd-suspend

Nota che è possibile usare anche sleep.target, suspend.target, hibernate.target oppure hybrid-sleep.target per agganciare le unità allo stato di sospensione invece di usare degli scripts personalizzati.

Un esempio di script personalizzato:

/usr/lib/systemd/system-sleep/example.sh
#!/bin/sh
case $1/$2 in
  pre/*)
    echo "Going to $2..."

    ;;
  post/* )
    echo "Waking up from $2..."
    ;;
esac

Non dimenticare di rendere lo script eseguibile:

	+	
# chmod a+x /usr/lib/systemd/system-sleep/example.sh

Vedere man 7 systemd.special e man 8 systemd-sleep per maggiori dettagli.

I files temporanei

Systemd-tmpfiles mantiene la configurazione dei file in /usr/lib/tmpfiles.d/ e in /etc/tmpfiles.d/ per descrivere la creazione, la pulizia e la rimozione dei files e delle cartelle temporanee e volatili che normalmente risiedono in cartelle come /run o /tmp. Ogni file di configurazione prende il nome nello stile di /etc/tmpfiles.d/<program>.conf. Ciò sovrascriverà ogni file in /usr/lib/tmpfiles.d/ con lo stesso nome.

I tmpfiles sono normalmente forniti assieme al service files per creare cartelle che certi demoni si aspettano di trovare esistenti. Per esmpio il demone Samba si aspetta che esista la cartella /run/samba per ottenere i permessi corretti. Il corrispondente tmpfile è qualcosa del genere:

/usr/lib/tmpfiles.d/samba.conf
D /run/samba 0755 root root

I tmpfiles possono anche essere usati per scrivere valori in certi files al boot. Per esempio, se si usa /etc/rc.local per disabilitare il risveglio del sistema attraverso dispositivi USB con echo USBE > /proc/acpi/wakeup, si può usare in alternativa il seguente tmpfile:

/etc/tmpfiles.d/disable-usb-wake.conf
w /proc/acpi/wakeup - - - - USBE

Vedi man 5 tmpfiles.d per i dettagli.

Nota: Questo metodo potrebbe non funzionare per impostare le opzioni in /sys poiché il servizio systemd-tmpfiles-setup può eseguirsi prima che i moduli delle periferiche appropriate siano caricati. In questo caso si potrebbe verificare che il modulo abbia un parametro per l'opzione che si desidera impostare con modinfo <module> e impostare questa opzione con un file di configurazione in /etc/modprobe.d. In caso contrario si dovrà scrivere una regola udev per impostare l' attributo appropriato non appena viene visualizzato il dispositivo.

Unità

Un file di configurazione di unità racchiude informazioni riguardanti un servizio, un socket, un dispositivo, un punto di montaggio, un punto di automontaggio, un file o una partizione di swap, un obbiettivo di avvio, un percorso del filesystem oppure un controllo schedulato da systemd. La sintassi è ispirata da "XDG Desktop Entry Specification" files di tipo .desktop, che a loro volta richiamano i files .ini di windows.

Vedi man 5 systemd.unit per maggiori informazioni.

Uso base di systemctl

Il principale comando usato per controllare systemd è systemctl. Alcuni degli utilizzi possibili sono l'esame dello stato del sistema e la gestione del sistema e dei servizi. Vedere man 1 systemctl per maggiori dettagli

Suggerimento: Si può usare il seguente comando systemctl con lo switch -H <user>@<host> per controllare un'istanza di systemd su una macchina remota. Si userà SSH per connettersi all'istanza remota di systemd.
Nota: systemadm è il frontend grafico ufficiale per systemctl. E' fornito dal pacchetto systemd-ui-gitAUR di AUR.

Analizzare lo stato del sistema

Lista della unità attive:

$ systemctl

oppure:

$ systemctl list-units

Lista delle unità che hanno avuto problemi:

$ systemctl --failed

I file delle unità disponibili possono essere visti in /usr/lib/systemd/system/ e /etc/systemd/system/ (questi ultimi hanno la precedenza sui primi). Si possono vedere le unità installate con:

$ systemctl list-unit-files

Usare le unità

Le unità possono essere, per esempio, servizi (.service), punti di monatggio (.mount), dispositivi (.device) oppure i sockets (.socket).

Quando si usa systemctl, occorre generalmente specificare sempre il nome completo dell'unità compreso il suffisso, per esempio sshd.socket. Esistono tuttavia delle scorciatoie quando si specifica l'unità nei seguenti comandi systemctl:

  • Se non si specifica il suffisso, per systemctl sarà sottointeso .service. Per esempio, netcfg e netcfg.service sono equivalenti.
  • I punti di montaggio saranno automaticamente tradotti nella appropriata unità .mount. Per esempio, specificare /home è equivalente a home.mount.
  • Come i punti di montaggio, anche i dispositivi sono automaticamente tradotti nell'appropriata unità .device, quindi specificare /dev/sda2 è equivalente a dev-sda2.device.

Vedi man systemd.unit per dettagli.

Attivare immediatamente una unità:

# systemctl start <unit>

Fermare immediatamente una unità:

# systemctl stop <unit>

Far ripartire una unità:

# systemctl restart <unit>

Chiedere ad una unità di ricaricare la sua configurazione:

# systemctl reload <unit>

Mostrare lo stato di una unità, compreso se sta funzionando o no:

$ systemctl status <unit>

Controllare se una unità è già attivata o no:

$ systemctl is-enabled <unit>

Attivare l'avvio automatico al boot:

# systemctl enable <unit>
Nota: I servizi senza una sezione [Install], sono solitamente evocati automaticamente da altri servizi. Me se occorre installarli manualmente usare il seguente comando rimpiazzando foo con il nome del servizio.
# ln -s /usr/lib/systemd/system/"foo".service /etc/systemd/system/graphical.target.wants/

Disattivare l'avvio automatico al boot:

# systemctl disable <unit>

Mostra la pagina del manuale associata a una unità (non supportato dai files .unit):

$ systemctl help <unit>

Ricaricare systemd, controllo per nuove o modificate unità:

# systemctl daemon-reload

Power management

polkit è indispensabile per la gestione energetica. Se ci si trova in una sessione locale di systemd-logind e non ci sono altre sessioni attive, il seguente comando funzionerà senza i privilegi di root. Altrimenti (per esempio se un altro utente è loggato in una console), systemd automaticamente richiederà la password di root.

Spegnimento e riavvio del sistema:

$ systemctl reboot

Spegnimento del sistema:

$ systemctl poweroff

Sospensione del sistema:

$ systemctl suspend

Ibernazione del sistema:

$ systemctl hibernate

Stato ibrido di riposo (o suspend-to-both):

$ systemctl hybrid-sleep

Avviare DM con systemd

Per avviare il login grafico, abilitare il demone del suo Display Manager corrispondente (per esempio KDM). Attualmente esistono i .service per GDM, KDM, SLiM, XDM and LXDM e LightDM.

# systemctl enable kdm

Questo dovrebbe funzionare. Se non dovesse, potrebbe essere ancora presente l'impostazione di default.target di una vecchia installazione:

# ls -l /etc/systemd/system/default.target
/etc/systemd/system/default.target -> /usr/lib/systemd/system/graphical.target

è sufficiente eliminare il link simbolico e systemd utilizzerà il default.target predefinito (per esempio graphical.target).

# rm /etc/systemd/system/default.target

Usare systemd-logind

Nota: Dal 30 Ottobre 2012, ConsoleKit è stato rimpiazzato da systemd-logind come meccanismo di default per autentificarsi nei DE.

Per controllare lo stato della propria sessione utente, si può utilizzare loginctl. Tutte le azioni di PolicyKit come la sospensione del sistema o il montaggio di dispositivi esterni funzioneranno automaticamente.

$ loginctl show-session $XDG_SESSION_ID

Scrivere i files .service personalizzati

Vedere: Systemd/Services

Gestire le dipendenze

Con systemd le dipendenze possono essere risolte progettando le unità correttamente. Il caso più tipico è che l'unità A richieda l'unità B per poter funzionare prima che A parta. In questo caso aggiungere Requires=B e After=B alla sezione [Unit] di A. Se la dipendenza è opzionale aggiungere, invece, Wants=B e After=B. Notare che Wants= e Requires= non includono After=, il che significa che se After= non è specificato, le due unità saranno avviate in parallelo.

Le dipendenze sono di solito posizionate sui .service e non sui .target. Per esempio, network.target è richiamato qualsiasi sia il servizio che configuri l'interfaccia di rete, quindi avviare successivamente la propria unità personalizzata è sufficiente in quanto network.target è avviato comunque.

Type

Ci sono parecchi tipi differenti di avvio da considerare quando si scrive un servizio personalizzato. Ciò è configurato tramite il parametro Type= nella sezione [Service]. Vedere man systemd.service per una spiegazione più dettagliata.

  • Type=simple(default): systemd presuppone che il servizio deve essere avviato immediatamente. Il processo non può essere suddiviso. Non usare questo tipo se altri servizi hanno bisogno di essere disposti con questo servizio, a meno che non sia attivato dal socket.
  • Type=forking: systemd presuppone che il servizio deve essere avviato prima il processo sia suddiviso e il genitore sia concluso. Per i classici demoni usare questo tipo a meno che non si sappia che non è necessario, come la maggior parte dei demoni usa il double-forking per segnalare che sono pronti. Occorre pure specificare PIDFile= perché systemd tenga traccia del processo principale.
  • Type=oneshot: E' utile per scripts che eseguono un singolo lavoro e si concludono. Si può configurare pure con RemainAfterExit=yes in modo che systemd consideri il servizio ancora attivo anche dopo che il processo si è concluso.
  • Type=notify: Identico a Type=simple, ma con l'accorgimento che il demone invierà un segnale a systemd quando sarà pronto. L'implementazione di riferimento per questa notifica è fornita da libsystemd-daemon.so.
  • Type=dbus: Il servizio è considerato pronto quando lo specificato BusName appare nel sistema di bus si DBus.

Rimpiazzare le unità fornite

Per editare il file unit fornito da un pacchetto, si può creare una cartella chiamata /etc/systemd/system/<unit>.d/ per esempio /etc/systemd/system/httpd.service.d/ e mettere i files *.conf in essa per sovrascrivere e aggiungere nuove opzioni. Systemd controllerà questi files *.conf e li applicherà al di sopra degli originali. Per esempio, se si vuole semplicemente aggiungere un dipendenza all'unità si può creare il seguente file:

/etc/systemd/system/<unit>.d/customdependency.conf
[Unit]
Requires=<new dependency>
After=<new dependency>

Poi eseguire i comandi seguenti perché le modifiche abbiano effetto:

# systemctl daemon-reload
# systemctl restart <unit>

In alternativa si può copiare la vecchia unità da /usr/lib/systemd/system/ in /etc/systemd/system/ e fare qui le modifiche. Una unità in /etc/systemd/system/ sovrascriverà sempre la stessa unità in /usr/lib/systemd/system/. Da notare che quando l'unità originale in /usr/lib/ cambia a causa di un aggiornamento, le modifiche non si rifletteranno automaticamente sulla propria unità personalizzata in /etc/. In aggiunta occorre riattivarla manualmente con systemctl reenable <unit>. E' raccomandato usare il metodo con il *.conf descritto sopra.

Suggerimento: Si può usare systemd-delta per vedere quali unità sono state sovrascritte e quali esattamente sono state modificate.
Siccome le unità saranno aggiornate di volta in volta , usare systemd-delta per la manutenzione del sistema.

Evidenziazione della sintassi per le unità di systemd con Vim

L'evidenziazione della sintassi per le unità di systemd con Vim può essere attivata installando vim-systemd dal repo ufficiale.

Targets

Quello dei "runlevels" è un concetto superato in systemd. Systemd ha il concetto di target (lett. "bersagli") che adempiono uno scopo simile a quello dei runlevel, ma che hanno un comportamento leggermente differente. Ogni target ha un nome anziché un numero ed è usato per raggiungere uno specifico scopo con la possibilità di averne più di uno attivo nello stesso momento. Alcuni targets sono attivati ereditando tutto dei servizi di un altro target e implementandolo di servizi addizionali. Ci sono target che simulano i runlevel di SystemVinit, è così possibile passare da un target all'altro utilizzando il comando telinit RUNLEVEL.

Conoscere il target attuale

Il seguente comando dovrebbe essere usato sotto systemd al posto di runlevel:

$ systemctl list-units --type=target

Creare un target personalizzato

I runlevels sono assegnati ad uno specifico scopo su l'installazione vanilla di Fedora; 0, 1, 3, 5, e 6; hanno una mappatura 1:1 con uno specifico target di systemd. Sfortunatamente non c'è un altrettanto buon metodo per i runlevels definiti dall'utente come 2 e 4. Se si fa uso di questi, si suggerisce di dare un nuovo nome al target di systemd come /etc/systemd/system/<your target> che prenda come base une dei runlevels esistenti (vedi /usr/lib/systemd/system/graphical.target come esempio), creare una cartella /etc/systemd/system/<your target>.wants, e fare un collegamento ai servizi addizionali da /usr/lib/systemd/system/ che si intendono attivare.

Targets table

SysV Runlevel systemd Target Notes
0 runlevel0.target, poweroff.target Ferma il sistema.
1, s, single runlevel1.target, rescue.target Modalità utente singolo (single user).
2, 4 runlevel2.target, runlevel4.target, multi-user.target Definita dall'utente. Preconfigurata a 3.
3 runlevel3.target, multi-user.target Multi-user, non-graphical. Users can usually login via multiple consoles or via the network.
5 runlevel5.target, graphical.target Multi-user, grafica. Solitamente ha tutti i servizi del runlevel 3 con l'aggiunta di un login grafico.
6 runlevel6.target, reboot.target Riavvio
emergency emergency.target Console di emergenza

Cambiare il target corrente

In systemd i targets sono esplicitati per mezzo di "target units". Si possono cambiare così:

# systemctl isolate graphical.target

Questo comando cambierà solamente il target corrente e non avrà nessun effetto sul prossimo avvio. Questo è equivalente ai comandi telinit 3 oppure telinit 5 in Sysvinit.

Cambiare il target predefinito all'avvio

Il target standard è default.target, che è abbinato in modo predefinito a graphical.target (che corrisponde al vecchio runlevel 5). Per cambiare il target predefinito al boot, aggiungere uno dei seguenti parametri del kernel alla linea nel bootloader:

Suggerimento: L'estensione .target può essere tralasciata.
  • systemd.unit=multi-user.target (che corrisponde al vecchio runevel 3),
  • systemd.unit=rescue.target (che corrisponde al vecchio runevel 1).

In alternativa si può lasciare il bootloader inalterato e cambiare default.target. Ciò può essere fatto usando systemctl:

# systemctl enable multi-user.target

L'effetto di questo comando si nota nell'output di systemctl; viene creato un link simbolico al nuovo target predefinito /etc/systemd/system/default.target. Questo funziona solo se:

[Install]
Alias=default.target

si trova nel file di configurazione del target. Attualmente, sia multi-user.target che graphical.target lo possiedono.

Il Journal

Fin dalla versione 38 systemd possiede un proprio sistema di log chiamato journal. Tuttavia, far funzionare il demone syslog non è più richiesto. Per leggere il log si usa:

# journalctl

Di default (quando Storage= è configurato a auto in /etc/systemd/journald.conf), il journal scrive in /var/log/journal/. La directory /var/log/journal/ è parte di core/systemd. Se si è cancellata intenzionalmente o se qualche programma lo ha fatto systemd non lo riicreerà automaticamente, tuttavia sarà ricreata durante il prossimo aggiornamento di systemd. Fino a quel momento i log saranno scritti in /run/systemd/journal. Ciò significa che i log saranno persi al riavvio.

Filtrare l' output

journalctl permette di filtrare l'output secondo specifici campi.

Esempi:

Mostrare tutti i messaggi di questo boot:

# journalctl -b

Tuttavia, spesso un utente può essere interessato ai messaggi non del corrente boot, ma del precedente (per esempio a causa di un non recuperabile blocco occorso). Attualmente, questa opzione non è implementata, ma esiste una discussione a systemd-devel@lists.freedesktop.org (Settembre/Ottobre 2012).

Come workaround al momento si può usare:

# journalctl --since=today | tac | sed -n '/-- Reboot --/{n;:r;/-- Reboot --/q;p;n;b r}' | tac

,che provoca che il precedente boot sia come scaturito oggi. Tenere presente che, se ci sono molti messaggi per il giorno corrente, l'output di questo comando può essere ritardato per un bel po 'di tempo.

Seguire i nuovi messaggi:

# journalctl -f

Mostrare tutti i messaggi di un eseguibile specifico:

# journalctl /usr/lib/systemd/systemd

Mostrare tutti i messaggi di uno specifico processo:

# journalctl _PID=1

Mostrare tutti i messaggi di una specifica unità:

# journalctl -u netcfg


Vedere man journalctl e systemd.journal-fields oppure il blog di Lennert per dettagli.

Limiti alla dimensione del journal

Se il journal è persistente (non volatile) la sua dimensione è fissata al 10% della dimensione del rispettivo file system. Per esempio con /var/log/journal allocato su una partizione di root di 50 GiB comporterebbe 5 GiB di dati nel journal. La dimensione massima del journal persistente può essere controllata attraverso SystemMaxUse in /etc/systemd/journald.conf, così per limitarla ad esempio a 50 MiB decommentare ed editare la linea corrispondente linea:

SystemMaxUse=50M

Fare riferimento a man journald.conf per maggiori dettagli.

Journald coesistente con syslog

La compatibilità con il classico syslog è fornita dal socket /run/systemd/journal/syslog, attraverso il quale passano tutti i messaggi. Per rendere il demone syslog funzionante con il journal, si deve associarlo a questo socket anziché a /dev/log (official announcement). Il pacchetto syslog-ng dei repo ufficiali automaticamente fornisce la necessaria configurazione.

# systemctl enable syslog-ng

Una buona guida a journalctl è qui.

Ottimizzazioni

Merge-arrows-2.pngThis article or section is a candidate for merging with Improve Boot Performance.Merge-arrows-2.png

Notes: Dovrebbe essere spostato l'articolo per coprire l'argomento. (Discuss in Talk:Systemd (Italiano)#)

Vedere Improve Boot Performance.

Analizzare il processo di boot

systemd-analyze

Systemd fornisce una utilità chiamata systemd-analyze che permette di analizzare il proprio processo d'avvio al fine di evidenziare quali unità stanno causando rallentamenti nel processo di avvio stesso. E' possibile quindi ottimizzare il sistema tenendo conto di ciò.

Per vedere quanto tempo ha impiegato il boot del kernelspace e dello userspace, semplicemente si usi:

$ systemd-analyze
Tip:
  • Se si aggiunge l'hook timestamp al proprio HOOKS array in /etc/mkinitcpio.conf e si ricostruisce l'initramfs con mkinitcpio -p linux, systemd-analyze è in grado di mostrare anche quanto tempo è passato nell'initramfs.
  • Se si fa il boot tramiteUEFI e si usa un boot loader che implementi systemds' Boot Loader Interface (attualmente solo Gummiboot), systemd-analyze può mostrare in aggiunta quanto tempo è trascorso nel firmware EFI firmware e nel boot loader stesso.

Per elencare le unità avviate, ordinate a seconda del tempo che impiegano ad avviarsi:

$ systemd-analyze blame

Si può inoltre creare un file SVG che descriva il processo di boot graficamente, similmente a Bootchart:

$ systemd-analyze plot > plot.svg

Usare systemd-bootchart

Bootchart è stato implementato in systemd dal 17 Ottobre 2012, e si può utilizzarlo per il boot proprio come si farebbe con il bootchart originale. Aggiongere alla linea del kernel:

 initcall_debug printk.time=y init=/usr/lib/systemd/systemd-bootchart
 
==== Usare bootchart2 ====

E' possibile usare una versione di bootchart per visualizzare la sequenza di boot. Da quando non è più possibile inserire un secondo "init" nel comando del kernel non c'è più la possibilità di usare alcuna configurazione standard di bootchart. Tuttavia il pacchetto bootchart2AUR di AUR nasce con un non documentato service di systemd. Dopo aver installato bootchart2 fare:

# systemctl enable bootchart

Leggere la documentazione di bootchart per ulteriori dettagli sull'uso di questa versione di bootchart.

Readahead

Systemd nasce con la propria implementazione di readahead , questo dovrebbe principalmente migliorare il tempo d'avvio. Tuttavia, in relazione alla versione del kernel e al tipo di disco rigido, i tempi possono variare (per esempio potrebbe essere più lento). Per attivarlo, fare:

# systemctl enable systemd-readahead-collect systemd-readahead-replay

Ricorda che prima che readahead sprigioni la sua magia, occorre riavviare un paio di volte.

Correzione di errori

Lo spegnimento e il riavvio sono terribilmente lunghi

Se il processo di spegnimento impiega molto tempo (oppure sembra bloccarsi) probabilmente la colpa è da attribuirsi alla mancata chiusura di un servizio. Systemd attende del tempo per la chiusura di ogni servizio prima di chiuderlo forzatamente. Per vedere se si soffre di questo problema vedere questo articolo.

I processi di breve durata non registrano nessun output

Se journalctl -u foounit.service non mostra nessun output per un processo di breve durata, controllare il PID. Per esempio, se systemd-modules-load.service fallisce, e systemctl status systemd-modules-load evidenzia che è eseguito con PID 123, è possibile vedere l'output del journal per quel PID, per esempio journalctl -b _PID=123. I campi con metadata del journal come _SYSTEMD_UNIT e _COMM sono raccolti in modo asincrono e fanno affidamento sulla cartella /proc per il processo esistente. La sistemazione di questo richiede una sistemazione del kernel per fornire questi dati per mezzo di una connessione socket, come per SCM_CREDENTIALS.

Diagnosi dei problemi al Boot

Avviare il sistema con questi parametri sulla linea di comando del kernel:

systemd.log_level=debug systemd.log_target=kmsg log_buf_len=1M

Maggiori informazioni sul Debugging

Vedi anche