Beginners Guide (Italiano)
From ArchWiki
| Article summary |
|---|
| Fornisce una guida molto dettagliata per l'installazione e la configurazione di un sistema Arch Linux full-optional. |
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| Articoli correlati |
| Official Arch Linux Install Guide (Italiano) (fornisce un approccio più generale) |
[edit] Prefazione
[edit] Tutto ciò di cui avete sempre voluto sapere sull' installazione di Arch, ma non avete osato chiedere
Benvenuto. Questo documento vi guiderà attraverso il processo di installazione e configurazione di Arch Linux; una distribuzione GNU/Linux semplice, snella e leggera, basata sul sistema operativo UNIX. E' più di una guida all'installazione: Arch Linux richiede una certa dose di conoscenze approfondite della sua configurazione e di metodologia dei sistemi UNIX-like e per questa ragione sono state incluse qua e là delle informazioni aggiuntive.
Questa guida, pur essendo indirizzata ai nuovi utenti Arch, ambisce infatti a servire come solido punto di riferimento e fonte di informazioni per chiunque. Sebbene intenda illustrare come ottenere un sistema Arch Linux completamente configurato (un ambiente desktop grafico, la possibilità di guardare DVD, navigare in Internet, lavorare con le e-mail e ascoltare musica), è impossibile descrivere (o anche solo immaginare) tutte le possibilità e le opzioni possibili.
Così come è stata concepita, questa guida concentrerà l'attenzione su alcuni punti ritenuti particolarmente utili; per approfondire si può utilizzare il Wiki di Arch Linux o i forum di Arch Linux. Una lettura interessante è Il metodo Arch, che delinea i principi fondamentali della distribuzione Arch Linux.
Per chi si avvicina per la prima volta al sistema GNU/Linux si consiglia qualche lettura sul sistema GNU/Linux in generale. Il testo più completo in lingua italiana è Appunti di informatica libera. Una buona documentazione sui sistemi GNU/Linux è reperibile sul sito del PLUTO Project in Italiano, e sul sito del The Linux Documentation Project in lingua inglese.
Questa guida è strutturata il 3 parti principali:
Parte I: Installare il sistema di base
Parte II: Installare X e configurare ALSA
Parte III: Installare un ambiente grafico
[edit] DON'T PANIC!
Per i nuovi utenti, bisogna tener conto che le procedure e metodi d'installazione di Arch Linux potrebbero essere in gran parte differenti da altre distribuzioni GNU/Linux. Un sistema Arch Linux è costruito dall'utente, partendo dall'installatore ncurses e dal sistema base con nient'altro che una shell bash e strumenti di base del sistema. Diversamente da altre distribuzioni, non vi sono ambienti di default ne' configurazioni già settate ed imposte all'utente. Dalla linea di comando si aggiungeranno pacchetti dai repository Arch usando pacman attraverso la connessione ad internet e si procederà alla configurazione manuale dell'installazione, fino a che il sistema sarà adattato alle proprie esigenze. Questo permette la massima flessibilità, scelta, e controllo delle risorse occupate dal sistema. Dato che è l'utente che lo costruisce, egli conoscerà perfettamente i pregi e i difetti del proprio sistema, e acquisterà familiarità con quello che c'è sotto l'involucro.
Il sistema Arch Linux deve essere configurato editando files di testo. L'utente non ha a disposizione alcuna utilità grafica e non viene guidato nella progettazione e personalizzazione del proprio sistema. Arch Linux è destinato all'utente esperto di GNU/Linux o all'utente disposto ad investire del tempo per imparare i meccanismi del sistema.
Arch è uno strumento atto ad essere modellato dall'utente.
[edit] Il metodo Arch
Il principio su cui Arch si basa è "mantenersi semplice" (KISS, Keep It Simple Stupid).
Da notare che, in questo contesto, "semplice" non significa "facile" ne' "amichevole" ma piuttosto "senza inutili aggiunte, modifiche o complicazioni". In breve, un approccio elegante e minimalistico.
"Semplice" è definito da un punto di vista tecnico, non dell'usabilità. E' meglio essere tecnicamente eleganti, con un'alta curva di apprendimento, che facili da usare ma tecnicamente schifosi" - Aaron Griffin
"La parte straordinaria del [mio metodo] sta nella sua semplicità...Ho sempre pensato che un metodo semplice è un metodo giusto." - Bruce Lee
Il rasoio di Occam: Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem cioè "Non moltiplicare gli elementi più del necessario". Il termine rasoio si riferisce all'atto di grattare via le assunzioni non strettamente necessarie per spiegare un dato fenomeno.
- Si può stampare questa guida come un libro di 58 pagine che servirà come utile prontuario per l'utente di Arch Linux.
- Se si desidera aggiungere qualcosa a questo wiki, si prega di includere il "Perchè" e il "Come", in modo appropriato. La migliore documentazione insegna come fare ma anche il perché!
- Il wiki di Arch è una risorsa eccellente e dovrebbe essere consultata per ogni problema prima di tutto; Sono disponibili anche IRC e i forum, nel caso in cui non fosse possibile trovare una risposta.
Benvenuto in Arch! Ora cominciamo.
[edit] Parte I: Installare il Sistema di Base
[edit] Ottenere l' ultima versione ISO
E' possibile ottenere l'ultimo rilascio ufficiale da www.archlinux.org/download/.
- Sia il sistema Core di installazione che FTP forniscono solo i pacchetti necessari per creare un sistema Arch Linux di base. Si noti che il sistema di base non include una GUI. E 'composto principalmente di GNU toolchain (compilatore, assembler, linker, librerie, shell e alcuni servizi utili) il kernel di Linux, e qualche librerie e moduli.
- Per includere il software aggiuntivo, un' interfaccia grafica, includere software extra, ecc, si ottiene il tutto, dalla riga di comando, attraverso pacman il gestore di pacchetti binari per i686/x86-64. Come funziona lo vedremo nel dettaglio qui di seguito.
[edit] CD installer
Masterizza la .iso nel CD con il tuo burner preferito, e continua con Avviare l' installazione di Arch Linux
[edit] USB stick
Inserire una chiave USB vuota, determinare il percorso (/dev/sdx), e scrivere l' immagine così:
dd if=archlinux-2008.06-[core_or_ftp]-i686.img of=/dev/sdx
dove if= sta per l' immagine iso e of= sta per il dispositivo. Sicuramente userai /dev/sdx e non /dev/sdx1.
Attenzione: questo distruggerà tutti i dati, se presenti, nella tua chiave USB.
Continua con Avviare l' installazione di Arch Linux
[edit] Avviare l' installazione di Arch Linux
Al pari delle indicazioni di questa guida, può essere altrettanto utile la Guida ufficiale di installazione di Arch Linux. Inoltre, è disponibile una copia stampabile.
Inserire il CD oppure la chiave USB e avviare il pc da lì. Potrebbe essere necessario cambiare l'ordine di avvio nel bios del computer o premere un tasto (generalmente Canc, oppure F1,F2,F11 o F12) durante la fase del bios.
Requisiti di memoria:
- CORE : 160 MB RAM x86_64/i686 (all packages selected, with swap partition)
- FTP : 160 MB RAM x86_64/i686 (all packages selected, with swap partition)
Scegliere Boot Archlive o Boot Archlive [legacy IDE] se hai problemi con libata/PATA.
Per modificare le opzioni di boot, premere e ed editare le linee. Molti utenti potrebbero voler cambiare la risoluzione del framebuffer, per un output più leggibile. tipo:
vga=773
aggiungerlo alla fine della linea del kernel, così da avere una risoluzione di 1024x768. Premere b per procedere nel boot.(avvio)
Il sistema ora si avvierà e presenterà una schermata di login.
[edit] Login e Cambio della mappatura della tastiera
Loggarsi come 'root'. Per configurare una tastiera non-US scrivere
km
al prompt, scegliere la mappatura appropriata per la tastiera.
Per il font della consolle "default8x16.psfu.gz" va sempre bene.
[edit] Documentazione
La guida che stai leggendo ora, è disponibile sul sistema live. Cambia consolle vc/2 premendo <ALT>+F2 e fai:
less /arch/beginnersguide.txt
Less vi permetterà di scorrere le pagine del documento. Per tornare indietro alla vc/1 premi <ALT>+F1.
Torna alla vc/2 se hai bisogno di leggere la guida ogni volta che vorrai.
[edit] Iniziare l'installazione
Da root, per far partire l'installazione in vc/1:
/arch/setup
[edit] Selezionare una sorgente di installazione
Dopo la schermata di benvenuto, verrà suggerita una fonte di installazione.
- Scegliere CD se si usa una ISO core
- scegliere ftp se si vuole fare il download. Verrà chiesto di caricare manualmente i driver ethernet, se lo si desidera. Udev è molto efficace a caricare i moduli necessari, per cui, potete dare per scontato che l' ha già fatto. Si può verificare il tutto, invocando ifconfig -a da vc/3. (Selezionare OK per continuare.)
[edit] Configurare la rete (FTP/HTTP)
Verranno mostrate le interfacce disponibili. Se una interfaccia e un HWaddr (HardWare address) è presente, allora il modulo è già stato caricato. Se l'interfaccia non è presente nella lista, è possibile provare a inserirlo tramite l'installer, o anche manualmente da un'altra console virtuale.
Nella prossima schermata apparirà il prompt Select the interface,(seleziona l' interfaccia) Probe,(sonda) or Cancel. Scegliere l' interfaccia appropriata e continuare.
Il programma di installazione chiederà se si desidera utilizzare il protocollo DHCP. Scegliere Yes verrà eseguito dhcpcd cercherà un gateway disponibile e richiederà un indirizzo IP; sciegliendo No si dovrà immettere IP statico, netmask, broadcast, gateway DNS IP, HTTP proxy, and FTP proxy. Infine, vi verrà presentato un quadro generale per garantire se le voci immesse siano corrette.
[edit] Wireless Quickstart (Se hai bisogno di connettività wireless durante l'installazione)
I driver wireless e programmi correlati sono ora disponibili direttamente dall'ambiente live del supporto di installazione.
Se hai bisogno di funzionalità wireless dall'installazione iniziale (ambiente di installazione live), i passi base saranno:
- Spostati su una virtual console libera, ad esempio: <ALT>+F3
- Identifica la tua scheda wireless e il modulo appropriato:
hwdetect --show-net
- Assicurati che udev abbia caricato il modulo:
lsmod | grep <nome_modulo>
- Se no, caricalo:
modprobe <nome_modulo>
- Assicurati che il driver abbia creato un'interfaccia wireless usabile:
iwconfig
(l'output ti dovrebbe mostrare un'interfaccia wireless disponibile)
- Porta su l'interfaccia con
ifconfig <interfaccia> up
Un esempio, usando una scheda atheros e i driver madwifi:
ifconfig ath0 up
(Ricorda, la tua interfaccia potrebbe avere un altro nome, a seconda del tuo modulo (driver) e chip: wlan0, eth1, etc.)
- Specifica l'id della rete wireless conn iwconfig <interfaccia> essid <essid della rete> key <chiave wep>, per esempio:
iwconfig ath0 essid linksys key 0241baf34c
- Ottieni un indirizzo ip valido con dhcpcd <interfaccia>, esempio:
dhcpcd ath0
- Assicurati che l'instradamento sia andato a buon fine:
ping -c 3 www.google.com
Fatto. :)
Dopo che l'installazione iniziale di Arch è terminata, potresti voler vedere Configurazione Wireless per sistemare permanentemente la configurazione del tuo sistema.
Ritorna alla virtual console 1 con <ALT>+F1. Continua con Preparare il Disco Rigido
[edit] Preparare il Disco Rigido
ATTENZIONE: il partizionamento dei dischi rigidi è in grado di distruggere i dati. Siete avvertiti, è fortemente consigliato fare il backup prima.
Selezionare la prima voce di menù "Prepare Hard Drive".
- Opzione 1: Auto Prepare
"Auto-Prepare" divide il tuo disk nella seguente configurazione.
- ext2 /boot di default è 32MB. Vi verrà chiesto di modificare la dimensione.
- swap di default è 256MB. Vi verrà chiesto di modificare la dimensione.
- Una partizione separata per / e /home, (la dimensione può anche essere specificata). È possibile scegliere tra ext2, ext3, ReiserFS, XFS e JFS, ma nota che sia / e /home devono condividere lo stesso tipo di fs condizione necessaria per usare Auto Prepare
Siete avvisati. Auto-prepare cancella completamente il disco rigido scelto. Attenzione. Leggere l'avviso precedente con molta calma e assicurarsi di partizionare il dispositivo corretto.
- Option 2: (Raccomandato) Partition Hard Drives (con cfdisk)
opzione che consente un più robusto partizionamento e una soluzione personalizzata per le tue esigenze
A questo punto, gli utenti GNU/Linux più evoluti che hanno familiarità con il partizionamento manualmente potrebbe desiderare di saltare avanti Selezionare i Pacchetti
[edit] Partizionare i Dischi Rigidi
[edit] Info su partizioni
Una partizione è una sezione dello spazio del disco rigido che appare come un disco separato, e può essere aggiunto al filesystem di Archlinux. Esistono 3 tipi di partizioni Primaria, Estesa e Logica.
Le partizioni primarie possono essere avviabili, e sono limitate a 4. Se uno schema di partizionamento richiede oltre le 4 partizioni, saremo costretti a usare una partizione estesa contenente partizioni logiche.
Le partizioni estese di per se non sono utilizzabili, esse sono dei meri "contenitori" per le partizioni logiche. Le partizioni logiche devono essere contenute in questa partizione estesa.
Quando si partiziona un disco, si può osservare questo schema di numerazione creando partizioni primarie sda1-3 più una partizione estesa sda4, creandone all' interno più partizioni logiche; sda5, sda6 e così via.
[edit] La partizione swap
Una partizione di swap è uno spazio sul tuo disco rigido dove risiede ram virtuale, che consente al kernel di utilizzare facilmente archiviando su disco i dati che non rientrano nella RAM fisica
Storicamente, la regola generale per la dimenzione della partizione di swap è stata 2x volte la quantità della RAM fisica. Nel corso del tempo, come i computer hanno acquisito sempre maggiore capacità di memoria, questa norma è diventata sempre più deprecata. In generale, su macchine fino a 512MB di RAM, la regola 2x è di solito più che sufficiente. Su macchine con 1GB RAM, la regola 1x, generalmente, è sufficiente. Se hai gratuita quantità di RAM (più di 1024 MB) può essere possibile rinunciare completamente una partizione di swap. In questo esempio verrà creato uno spazio di swap pari a 1 GB.
[edit] Schema di Partizioni
Uno schema di partizionamento del disco ha molte preferenze personali. Ciascun utente sceglierà unicamente in base alle abitudini ed ai requisiti hardware. I Filesystem candidati per le partizioni separate, comprendono:
/ (root) The root filesystem is the primary filesystem from which all other filesystems stem; the top of the hierarchy. All files and directories appear under the root directory "/", even if they are stored on different physical devices. The contents of the root filesystem must be adequate to boot, restore, recover, and/or repair the system.
/boot This directory contains the kernel and ramdisk images as well as the bootloader configuration file, and bootloader stages. /boot also stores data that is used before the kernel begins executing userspace programs. This may include saved master boot sectors and sector map files.
/home User data and user specific configuration files for applications are stored in each user's home directory in a file that starts with the '.' character (a "dot file").
/usr While root is the primary filesystem, /usr is the secondary hierarchy, for user data, containing the majority of (multi-)user utilities and applications. /usr is shareable, read-only data. This means that /usr shall be shareable between various hosts and must not be written to, except in the case of system update/upgrade. Any information that is host-specific or varies with time is stored elsewhere.
/tmp directory for programs that require temporary files
/var contains variable data; spool directories and files, administrative and logging data, pacman's cache, the ABS tree, etc.
Ci sono nolte ragioni per usare filesystems separati, piuttosto che unirne tutte in uno:
- Sicurezza: i Filesystems possono essere configurati come 'nosuid', 'nodev', 'noexec', 'readonly', ecc. (Questo viene specificato in /etc/fstab).
- Stabilità: A user, or a misbehaved program, can completely fill a filesystem with garbage if they have write permissions for it. Critical programs, which reside on a different filesystem, do not get interrupted.
- Velocità: A filesystem which gets written to frequently may become somewhat fragmented. (An effective method of avoiding fragmentation is to ensure that each filesystem is never in danger of filling up completely.) Separate filesystems remain unaffected, and each can be defragmented separately as well.
- Integrità: If one filesystem becomes corrupted, separate filesystems remain unaffected.
- Versatilità: Sharing data across several systems becomes more expedient when independent filesystems are used. Separate filesystem types may also be chosen based upon the nature of data and usage.
In questo esempio, noi useremo partizioni separate per /, /var, /home, e una partizione swap.
[edit] Quanto devono essere grandi le mie partizioni?
This question is best answered based upon individual needs. If you have little or no experience with partitioning, you may wish to simply create one partition for root, and one partition for swap. Or, follow the recommended example closely, and consider these guidelines to provide a frame of reference:
- The root filesystem (/) in the example will contain the /usr directory, which can become moderately large, depending upon how much software is installed.
- The /var filesystem will contain, among other data, the pacman cache. Keeping cached packages is useful and versatile; it provides the ability to downgrade packages if needed. The cache can grow large over long periods of time, but can be safely cleared if needed.
- The /home filesystem is typically where user data, downloads, and multimedia reside, typically resulting in the largest filesystem on the drive by a large margin.
- An extra 25% of space added to each filesystem will provide a cushion for unforeseen occurrence, expansion, and serve as a preventive against fragmentation.
From the guidelines above, the example system shall contain a ~12GB root (/) partition, ~6GB /var, 1GB swap, and a /home containing the remaining disk space.
Il risultato potrebbere essere qualcosa di simile: (la dimensione potrebbere variare in base alle decisioni dell'utente)
[edit] cfdisk
Start by creating the primary partition that will contain the root, (/) filesystem.
Choose New -> Primary and enter the desired size for root (/). Put the partition at the beginning of the disk.
Also choose the Type by designating it as '83 Linux'. The created / partition shall appear as sda1 in our example.
Now create a primary partition for /var, designating it as Type 83 Linux. The created /var partition shall appear as sda2
Next, create a partition for swap. Select an appropriate size and specify the Type as 82 (Linux swap / Solaris). The created swap partition shall appear as sda3.
Lastly, create a partition for your /home directory. Choose another primary partition and set the desired size.
Likewise, select the Type as 83 Linux. The created /home partition shall appear as sda4.
Esempio:
Name Flags Part Type FS Type [Label] Size (MB) ------------------------------------------------------------------------- sda1 Boot Primary Linux (4096 - 8192) sda2 Primary Linux (> 100) sda3 Primary Linux swap / Solaris (512 - 1024)
Scegliere Write e digitare 'yes'. Attenzione, questa operazione può distruggere i dati sul disco se si sono cancellate delle partizioni. Scegliere Quit per abbandonare il partizionatore. Scegliere Done per abbandonare questo menù e continuare con "Set Filesystem Mountpoints"
[edit] Definire i punti di montaggio del filesystem
[edit] Due parole su filesystem e "file system":
Tecnicamente, e per la precisione, un filesystem è un formato di dati per le informazioni di throughput, mentre un "file system" (notare lo spazio) è un termine di riferimento per indicare la struttura di tutti i file e directory di un dato sistema. Pertanto, quando viene chiesto se si desidera creare un "filesystem", viene chiesto se si desidera un "formato" particolare per una partizione (ext3, fat, reiserfs ecc.)... Ma quando viene chiesto un punto di mount, si sta chiedendo dove risiederà (in che cartella) una data partizione nel "file system" Arch Linux. Andiamo a cominciare.
Per prima cosa bisogna rispondere alla domanda sulla partizione da usare come swap, scegliere quella appropriata (in questo esempio sda3). Verrà chiesto se si vuol creare un filesystem swap, selezionare yes. Poi bisogna decidere dove montare la directory / (root), scegliere la partizione (sda1 nell'esempio). Verrà chiesto che genere di filesystem si desidera.
[edit] Tipi di Filesystem
Di nuovo, se si chiede a due persone quale filesystem scegliere si avranno 5 risposte differenti. Ognuno ha vantaggi e svantaggi. Qui di seguito è riportata una breve panoramica sui filesystem supportati.
1. ext2 Second Extended Filesystem- E' il vecchio filesystem GNU/Linux. Veloce e molto stabile, ma senza supporto al journaling. Un filesystem ext2 può facilmente essere convertito in ext3. Generalmente è una buona scelta per /boot.
2. ext3 Third Extended Filesystem- Essenzialmente è il sistema ext2, ma col supporto per il journaling. Ext3 è completamente compatibile con ext2. Estremamente stabile, maturo e di gran lunga il più usato, supportato e sviluppato da GNU/Linux FS. Leggermente più lento di ext2 ed altri filesystem.
Filesystems ad Alte Performance:
3. ReiserFS - il journaling FS ad alte prestazioni di Hans Reiser usa un metodo molto interessante di data throughput. ReiserFSè molto veloce, specialmente quando opera con molti file piccoli. ReiserFS è piuttosto ben affermato e stabile.
4. JFS - è il journaling FS di IBM. JFS è piuttosto ben affermato, veloce e stabile.
5. XFS - è un veloce journaling filesystem che è più adatto per file di grandi dimensioni, maggiori 1 GB; è più lento con piccoli file. Piuttosto stabile.
[edit] Una nota sul Journaling
Tutti i filesystem ad eccezione di Ext2 usano il journaling (qualcosa di simile ai log di transazione negli ambienti di database). Ext3 è completamente compatibile con Ext2, perciò si può montarlo anche con CD di ripristino molto vecchi. Una scelta sicura per la partizione radice è Ext3. Reiserfs, XFS e JFS vanno ugualmente bene dal momento che GRUB (il boot manager che installeremo dopo) può avviare anche da questi. Creare il filesystem (format the partition) selezionando yes. Ora verrà chiesto di creare qualche partizione aggiuntiva. Nell'esempio rimane solo sda2, scegliere un tipo di filesystem e montarlo sotto /home. Di nuovo creare il filesystem e scegliere Done. Tornare al menù principale.
[edit] Selezionare i Pacchetti
Ora selezioniamo alcuni pacchetti da installare. Scegliere CD come sorgente e selezionare il drive cd appropriato, se ce n'è più d'uno.
Scegliere la cateria base. Nella schermata successiva, eventualmente e solo se si sa cosa si sta facendo, è possibile affinare la selezione dei pacchetti base aggiungendone o togliendone qualcuno in base alle proprie esigenze. Il software così selezionato permetterà, una volta portata a termine l'installazione, di avere un sistema base funzionante che permetterà di installare altro software con pacman dal cd di installazione o dalla rete.
Andare alla fase successiva per "Installare i pacchetti".
[edit] Installare i Pacchetti
Questo è un lavoro facile perchè tutto si svolge automaticamente. Andare a prendere un caffè e attendere la fine dell'installazione (premere continue se necessario).
[edit] Configurare il sistema
Seguire con attenzione, la comprensione di questa procedura è di importanza fondamentale per garantire un sistema configurato correttamente.
Il programma di installazione chiederà se si desidera scegliere hwdetect per raccogliere informazioni per la propria configurazione. Per i principianti consigliamo di scegliere 'sì'.
Agli utenti avanzati che hanno completamente familiarità con il loro hardware e moduli necessari, sono in grado di configurare manualmente / etc / rc.conf, / etc / mkinitcpio e / etc / fstab, ecc da zero. Potrebbero voler scegliere 'no'. (Inutile dire che questa opzione va al di là del campo di applicazione di questa guida che, pertanto, non è coperta.)
Quindi, vi verrà chiesto se avete bisogno di supporto per l'avvio da dispositivi USB, dispositivi FireWire, dispositivi PCMCIA, condivisioni NFS, il software RAID array, volumi LVM2, volumi cifrati e DSDT. Scegliere Sì se ne avete bisogno; nel nostro esempio non è necessario.
Ora vi verrà chiesto editor di testo che si desidera utilizzare; scegliere nano o vim (raccomandato). Vi verrà presentato un menu tra cui i principali file di configurazione per il vostro sistema.
[edit] Installer è in grado di gestire questo automaticamente?
Nascondere il processo di configurazione del sistema è in diretta opposizione al The Arch Way. Se è vero che le recenti versioni di kernel e strumenti per sondare Hardware offrono eccellente supporto (auto-configurazione), Arch presenta all'utente tutti i file di configurazione durante l'installazione il fine è la trasparenza. Con il tempo si terminerà di modificare questi file per le vostre esigenze specifiche, avrete imparato il metodo (semplice) manuale, di Arch Linux e diventare più familiari con la struttura di base, lasciando meglio disposti a una maggiore produttività.
[edit] /etc/rc.conf:
Arch Linux segue nella tradizione *BSD di utilizzare /etc/rc.conf come principale luogo di configurazione del sistema. Questo file contiene una vasta gamma di informazioni di configurazione, principalmente utilizzati all'avvio del sistema. Come il suo nome implica direttamente, contiene anche le impostazioni per e invoca il file /etc/rc* file, e, naturalmente, è di provenienza di questi file. /etc/rc.conf offre un semplice, elegante metodo di razionalizzazione delle risorse di sistema di configurazione che comprende una vasta gamma di controllo, facilmente accessibili per gli utenti Arch.
- LOCALIZATION section
- LOCALE=: se necessario (e.g. "it_IT.utf8")
- HARDWARECLOCK=:UTC (orario universale) localtime (scheda madre)
- TIMEZONE=: se necessario (e.g. "Europe/Rome")
- KEYMAP=: se necessario (e.g. "it")
- CONSOLEFONT=: Available console fonts reside under /usr/share/kbd/consolefonts/ if you must change. The default (blank) is safe.
- CONSOLEMAP=: Defines the console map to load with the setfont program on bootup. Possible maps are found in /usr/share/kbd/consoletrans, if needed. The default (blank) is safe.
- USECOLOR=: Select "yes" if you have a color monitor and wish to have colors in your consoles.
LOCALE="it_IT.utf8" HARDWARECLOCK="localtime" TIMEZONE="Europe/Rome" KEYMAP="it" CONSOLEFONT= CONSOLEMAP= USECOLOR="yes"
- Cambiare MODULES se si è a conoscenza che un modulo importante non viene caricato (hwdetect dovrebbe aver rilevato i moduli più importanti)
- Cambiare il proprio HOSTNAME Cambiare le impostazioni di rete:
- Non modificare la linea lo
- Aggiustare l'indirizzo IP, netmask e broadcast se si utilizza un ip statico
- Impostare eth0="dhcp" se si ha un router che assegna un indirizzo ip dinamicamente
- Se si ha un IP statico impostare l'indirizzo del gateway a quello del proprio router e rimuovere il prefisso ! dalla relativa voce in ROUTES
[edit] DEMONI
Non si deve cambiare la linea daemons in questo momento, però è utile spiegare cosa sono i demoni, perchè ne avremo bisogno più avanti in questa guida.
Un demone è un programma che viene eseguito in background, rimane in attesa di eventi e fornisce servizi. Un buon esempio è un webserver che attende una richiesta per trasmettere una pagina o un server SSH in attesa che qualcuno cerchi di autenticarsi. Mentre queste sono applicazioni
complete, ci sono demoni il cui lavoro non è quello visibile. Un demone che scrive messaggi in un file log (e.g. syslog, metalog), un demone che abbassa la frequenza della cpu se il sistema non ha niente da fare o un demone che fornisce un login grafico (e.g. gdm, kdm).
Tutti questi programmi possono essere aggiunti alla linea daemons e verranno eseguiti all'avvio del sistema. Demoni utili saranno presentati nel corso di questa guida.
Utilizzare Ctrl+X per abbandonare l'editor, ciò è valido se si sta usando l'editor "nano", se usate altri editor come vi, vim ecc ecc si dà per scontato che sappiate usarli! (si scherza.. per Vi o Vim dovete uscire premendo il tasto [Esc] e poi digitare :wq )
[edit] /etc/hosts:
Aggiungere l'hostname desiderato (quello che hai definito prima in rc.conf) come nel seguente esempio:
127.0.0.1 localhost.localdomain localhost miohostname
Questo formato, incluso i nomi dei 'localhost', è richiesto per la compatibilità del programma. Per la maggior parte degli utenti il semplice aggiungere il nome dell'hostname alla fine della linea di default funziona, comunque alcuni utenti raccomandano di usare la seguente sintassi:
127.0.0.1 miohostname.domain.org localhost.localdomain localhost miohostname
Se si usa un IP statico, aggiungere una nuova linea <static-ip> hostname.domainname hostname, p. es.
192.168.1.100 miohostname.domain.org miohostname
[edit] /etc/fstab, mkinitcpio.conf e modprobe.conf
Non è necessario modificare /etc/fstab, mkinitcpio.conf e modprobe.conf a questo punto (fstab gestisce i filesystem, mkinitcpio configura la ramdisk (e.g. avviare da RAID, volumi cifrati) e modprobe può essere usato per definire alcune opzioni di configurazione particolari per i moduli).
[edit] /etc/resolv.conf (per IP statico)
Se si usa un ip statico impostare il server dns in /etc/resolv.conf (nameserver <ip-address>) You may have as many as you wish.
Se si utilizza un router, sarebbe meglio specificare i server DNS nel router stesso, e semplicemente puntare a essi dal file resolv.conf, usando l'indirizzo IP del router (che è anche il proprio gateway da /etc/rc.conf), e.g.:
nameserver 192.168.1.1
Alternativamente, aggiungere i server preferiti uno ad uno, e.g.:
nameserver 4.2.2.1 nameserver 4.2.2.2
[edit] /etc/locale.gen
Scegliere i locale che servono (rimuovere il prefisso # dalla linea desiderata), e.g.:
en_US ISO-8859-1 en_US.UTF-8
(Il proprio locale deve coincidere con quello specificato nel file /etc/rc.conf di cui sopra.)
[edit] root password
Per finire impostare una password per l'utente root e assicurarsi di ricordarla in futuro.
Tornare al menù principale e proseguire con l'intallazione di un kernel.
[edit] Installare il Kernel
Qui non ci sono molte scelte, scegliere v2.6 e continuare. Si potrebbe cambiare il kernel in un secondo momento. Verrà creata un'immagine di fallback; per andare sul sicuro mantenere mkinitcpio così com'è. Continuare con "installare un bootloader".
[edit] Installare un bootloader
Poichè non abbiamo alcun sistema operativo secondario nel nostro esempio, ci serve un bootmanager. Si consiglia GNU GRUB. In alternativa si può optare per LILO. La configurazione di GRUB proposta (/boot/grub/menu.lst) dovrebbe essere sufficiente. La sola cosa che si potrebbe modificare è la risoluzione della consolle. Aggiungere un vga=<numero> alla prima linea del kernel. Una tavola di corrispondenza tra le risoluzioni e i numeri vga compare nel file menu.lst.
title Arch Linux (Main) root (hd0,0) kernel /boot/vmlinuz26 root=/dev/sda1 ro vga=773 initrd /boot/kernel26.img
L'argomento "vga=773" assegna un framebuffer 1024x768 con color depth 256.
Uscire dall'installazione e digitare reboot.
Se tutto va bene, il nuovo sistema ArchLinux verrà caricato e al termine comparirà una riga di login (è possibile cambiare l'ordine di avvio nel BIOS per avviare dal disco rigido).
Congratulations, and welcome to your shiny, new Arch Linux core system
[edit] Configurare il sistema core
Il nuovo sistema core Arch Linux è ora un funzionale sistema operativo GNU/Linux pronto per essere personalizzato. From here, you may build this elegant set of tools into whatever you wish or require for your purposes! Let's begin.
Autenticarsi (login) con l'account root. Vedremo come configurare pacman e aggiornare il sistema come utente root, aggiungeremo poi un utente normale.
[edit] Configurare pacman
[edit] Cos'è pacman ?
Pacman è il gestore di pacchetti di Arch Linux. Pacman è scritto in C ed è veloce, semplice, ed estremamente potente. Gestisce l'intero sistema dei pacchetti e permette l'installazione, la disinstallazione, il ripristino di versioni precedenti dei pacchetti (attraverso la cache), il trattamento dei pacchetti autocompilati, la risoluzione automatica delle dipendenze, ricerche da remoto e in locale, e molto altro. Pacman scarica ed installa i pacchetti dei programmi da repository remoti.
Pacman è la più importante tra le applicazioni di Arch Linux per la costruzione del sistema più adatto alle proprie esigenze.
[edit] Modifica di /etc/pacman.conf
Pacman cercherà di leggere pacman.conf ogni volta che è invocato. Questo file di configurazione è diviso in sezioni corrispondenti ai repository. Ogni sezione definisce un repository che pacman può utilizzare quando cerca dei pacchetti. Un comportamento diverso ha la sezione opzioni, che definisce le opzioni globali.
nano -w /etc/pacman.conf
Esempio:
[core] # Add your preferred servers here, they will be used first #Server = http://mirrors.easynews.com/linux/archlinux/current/os/i686 Include = /etc/pacman.d/core [extra] # Add your preferred servers here, they will be used first #Server = http://mirrors.easynews.com/linux/archlinux/extra/os/i686 Include = /etc/pacman.d/extra #[unstable] # Add your preferred servers here, they will be used first #Server = http://mirrors.easynews.com/linux/archlinux/unstable/os/i686 #Include = /etc/pacman.d/unstable [community] # Add your preferred servers here, they will be used first #Server = http://mirrors.easynews.com/linux/archlinux/community/os/i686 Include = /etc/pacman.d/community
Assicurarsi che il repository [community] sia abilitato (rimuovere # dall'inizio delle righe "Include = /etc/pacman.d/community" e "[community]"). Il repository della comunità Arch offre molte utili applicazioni.
La linea "Server =", se decommentata, costringerà il server specificato ad essere il primo luogo di ricerca dei pacchetti. Ulteriori server per la ricerca sono nei file presenti in /etc/pacman.d/
Se non è stato fatto durante l'installazione, modificare i file in /etc/pacman.d/ (core, extra, community) spostando in alto le righe relative ai mirrors che si trovano più vicini a te (se usi nano, Alt+A inizia la selezione di un'area, il cursore in basso marca le linee, Ctrl+K taglia l'area selezionata e Ctrl+U incolla). Mirror più veloci migliorano notevolmente le performance di Pacman e l'esperienza globale di Arch Linux. Si potrebbe voler tornare a modificare questi file di configurazione sperimentando vari mirrors.
Dopo aver configurato la rete (vedere sotto), è possibile utilizzare lo script "rankmirrors", fornito con il pacchetto pacman più recente, che ordinerà automaticamente i mirrors in base alla loro velocità. Per esempio, per ordinare i mirrors nel repository "core", si esegua come root:
rankmirrors /etc/pacman.d/core
[edit] Configurare la rete (se necessario)
Se tutto è andato bene si dovrebbe avere una rete funzionante. Provare con ping www.google.it per verificarlo.
ping -c 3 www.google.com
Se viene stabilita una connessione di rete, continuare con "Aggiornare, sincronizzare e Upgrade il sistema con pacman".
Se, dopo aver eseguito ping www.google.com, viene segnalato un errore "unknown host", la rete non è configurata. Provare a ricontrollare se sono corretti i settaggi nei seguenti files:
/etc/rc.conf # Controllare soprattutto la riga HOSTNAME= e la sezione NETWORKING
/etc/hosts # Double-check your format. (See above.)
/etc/resolv.conf # If you are using a static IP. If you are using DHCP, this file will be dynamically created and destroyed by default, but can be changed to your preference. (See Network.)
Istruzioni avanzate per configurare la rete si trovano nell'articolo Network.
[edit] Rete locale via cavo
Controllare con
ifconfig
ci dovrebbe essere una voce per eth0. É possibile definire un nuovo ip statico con
ifconfig eth0 <ip address> netmask <netmask> up
e il gateway di default con
route add default gw <ip address of the gateway>
Controllare se /etc/resolv.conf contiene il server dns e aggiungerlo se manca. Controllare di nuovo la rete con ping www.google.it. Se tutto ora funziona, adattare /etc/rc.conf come descritto nella sezione 2.6 (IP statico). Se si ha un server/router dhcp nella rete provare
dhcpcd eth0
Se questo funziona, adattare /etc/rc.conf come descritto nella sezione 2.6 (ip dinamico).
[edit] Rete locale Wireless
Guida di configurazione dettagliata Configurazione Wireless
[edit] Modem analogico
Per poter usare un modem Hayes-compatibile, esterno, analogico, bisogna aver installato almeno il pacchetto ppp. Modificare il file /etc/ppp/options per adattarlo alle proprie esigenze e seguendo la pagina man di pppd (man pppd). Bisogna definire uno script di chat per fornire username e password all'ISP una volta stabilita la connessione iniziale. Le pagine man di pppd e chat forniscono esempi che dovrebbero essere sufficienti per stabilire una connessione funzionante se si ha abbastanza esperienza o perseveranza. Con udev, le porte seriali in genere sono /dev/tts/0 and /dev/tts/1. Leggere il suggerimento Dialup without a dialer HOWTO
Invece di combattere con lo spartano pppd, si può scegliere di installare wvdial o uno strumento simile che semplifichi considerevolmente il processo di configurazione. Nel caso si usi un cosidetto WinModem, che è sostanzialmente una scheda plugin PCI che funziona come un modem analogico interno, ci si può soffermare sull'ampia documentazione nella pagina principale di LinModem.
[edit] ISDN
La configurazione dell'ISDN è fatta in tre fasi:
- Installare e configurare l'hardware
- Installare e configurare le utilità ISDN
- Aggiungere le impostazioni per il proprio ISP
Gli attuali kernel standard di Arch includono i moduli ISDN necessari, intendendo con ciò che non è necessario ricompilare il kernel a meno che non si debba usare un hardware ISDN alquanto insolito. Dopo aver installato fisicamente la scheda ISDN sulla macchina oppure collegato il box ISDN alla porta USB, si cercherà di caricare i moduli con modprobe. Quasi tutte le schede ISDN PCI passive sono gestite dal modulo isax che richiede due parametri; type and protocol. Il protocollo dev'essere impostato a '1' se il proprio paese usa lo sandard TR6, '2' se usa EuroISDN (EDSS1), '3' se si è agganciati ad una cosidetta leased-line senza canale Delta, and '4' per US NI1.
I dettagli di tutte queste impostazioni e su come definirle sono inclusi nella documentazione del kernel, più specificatamente nella subdirectory isdn, oppure sono disponibili online. Il parametro type dipende dalla scheda; Una lista di tutti i possibili tipi si trova nel file README.HiSax della documentazione del kernel. Sceglere la propria scheda e caricare il modulo con le opzioni appropriate in questo modo:
modprobe hisax type=18 protocol=2
Questo carica il modulo hisax per ELSA Quickstep 1000PCI, che in Germania è usato col protocollo EDSS1. Si può trovare un utile rapporto di debug nel file /var/log/everything.log nel quale si vede come la scheda viene preparata per il funzionamento. Notare che probabilmente sarà necessario caricare alcuni moduli usb prima di poter utilizzare un adattatore USB ISDN esterno.
Verificato che la scheda funziona con determinate impostazioni, aggiungere le opzioni del modulo a /etc/modprobe.conf:
alias ippp0 hisax options hisax type=18 protocol=2
Alternativamente, si può aggiungere qui solo la linea delle opzioni, e aggiungere hisax all'array MODULES in rc.conf. Questa è veramente una scelata personale, ma questo esempio ha il vantaggio che il modulo non verrà caricato finché non ce ne sarà veramente bisogno.
Fatto questo, si dovrebbe avere un hardware funzionante e supportato. Ora servono i programmi di utilità essenziali per poterlo usare effettivamente!
Installare il pacchetto isdn4k-utils e leggere la pagina man di isdnctrl per iniziare. Proseguendo nella pagina man si troveranno spiegazioni su come creare un file di configurazione che può essere analizzato da isdnctrl, così come alcuni utili esempi di configurazione. Notare che se si usa US NI1 bisogna aggiungere il proprio SPID all'impostazione dell'MSN separato da due punti.
Dopo aver configurato la scheda ISDN con l'utilità isdnctrl, si dovrebbe essere in grado di collegarsi al numero di telefono specificato nel parametro PHONE_OUT, senza però riuscire nell'autenticazione con nome utente e password. Per far questo è necessario aggiungere nome utente e password a /etc/ppp/pap-secrets o /etc/ppp/chap-secrets, a seconda del protocollo usato dal proprio ISP per l'autenticazione, come se si dovesse configurare una normale connessione analogica PPP. Nel dubbio inserire i dati in entrambi i file.
Se tutto è configurato correttamente, si dovrebbe essere in grado di stabilire una connessione dial-up con
isdnctrl dial ippp0
come utente root. Se ci sono problemi controllare i file di log!
[edit] DSL (PPPoE)
Queste istruzioni valgono solo se dovrà essere il proprio PC a controllare la connessione all'ISP. Non c'è bisogno di fare nient'altro che definire un corretto gateway di default se si usa un router separato di qualche tipo per svolgere le funzioni secondarie.
Prima di usare la connessione alla linea DSL, bisogna installare fisicamente la scheda di rete che sarà connessa al modem DSL nel computer. Dopo aver aggiunto la scheda di rete appena intallata a modprobe.conf o all'array MODULES, si dovrà installare il pacchetto rp-pppoe ed eseguire lo script pppoe-setup per configurare la connessione. Una volta inseriti tutti i dati richiesti, ci si può connettere e disconnettere con
/etc/rc.d/adsl start
e
/etc/rc.d/adsl stop
rispettivamente. La configurazione è generalmente piuttosto facile e lineare, però si possono leggere le pagine man per avere suggerimenti. Per connettersi automaticamente all'avvio aggiungere adsl all'array DAEMONS.
[edit] Aggiornare il sistema con pacman
Ora aggiorneremo il sistema con pacman-
Aggiornare e sincronizzare il database dei pacchetti con:
pacman -Syu
pacman acquisirà le informazioni più recenti sui pacchetti disponibili e effettuerà tutti gli aggiornamenti. (You may be prompted to upgrade pacman itself at this point. If so, say yes, and then reissue the pacman -Syu command when finished.)
[edit] Se avviene un importante aggiornamento del kernel.
Se il kernel viene sottoposto ad un importante aggiornamento, alcuni moduli come nvidia (sarà installato dopo nella guida) saranno inutilizzabili. Dovranno essere disinstallati e reinstallati sul nuovo kernel. Dopo l'installazione sarà necessario un riavvio.
[edit] La bellezza di una distribuzione rolling release
Tenere presente che Arch è una distribuzione rolling release. Questo significa che non c'è necessità di eseguire la reinstallazione del sistema per aggiornarlo ad una versione più recente. Dare periodicamente il comando pacman -Syu mantiene aggiornato il sistema alla versione corrente.
[edit] Familiarizzare con pacman
Pacman è il miglior amico dell'utente Arch. E' fortemente raccomandato studiarne i comandi e poi provarli. Provare:
man pacman
Andare in fondo a questo articolo per una panoramica sui comandi di pacman.
[edit] Aggiungere un utente e impostare i gruppi
Non si dovrebbe fare il lavoro quotidiano con l'account di root scrivere una lettera o ascoltare musica, perchè è pericoloso. Utilizzatelo solo per gestire il sistema. Aggiungete invece un account utente con:
adduser
Mentre la maggior parte delle opzioni di default possono essere usate tranquillamente, quando richiesto aggiungete i seguenti gruppi supplementari audio, optical, storage, video e wheel (separati con una virgola e non con uno spazio) - specialmente se avete in mente di avere un ambiente completo. Gruppi e utenti che ne fanno parte sono definiti in /etc/group.
... Initial group [ users ]: Additional groups (comma separated) []: audio,floppy,lp,optical,storage,video,wheel ...
- audio - per processi che riguardano la scheda audio e il software relativo
- floppy - per accedere al floppy se necessario
- lp - per gestire i processi di stampa
- optical - per gestire i drive ottici e masterizzare
- storage - per gestire i dispositivi di archiviazione
- video - per gestire il video ed usare l'accelerazione 3d
- wheel - per usare sudo
Vedi Groups per sapere quali sono i gruppi e di quali bisogna essere membri.
Leggi il manuale di usermod e gpasswd per ulteriori informazioni.
[edit] Installare ed impostare Sudo
Vedi sudo
[edit] Installare e configurare l'Hardware
[edit] Configurare la scheda audio con alsamixer
L'Advanced Linux Sound Architecture (conosciuto con l'acronimo ALSA) è un componente del kernel di Linux che intende rimpiazzare l'originale Open Sound System (OSS) nel fornire i drivers per la scheda audio. Besides the sound device drivers, ALSA also bundles a user space library for application developers who want to use driver features with a higher level API than direct interaction with the kernel drivers. Il pacchetto alsa-utils contiene alsamixer, che permette di configurare la periferica audio dalla console. (Si può anche avviare da terminale in ambiente grafico).
Installare il pacchetto alsa-utils:
pacman -S alsa-utils
poi configurare la scheda audio con
alsaconf
e usare alsamixer per regolare i volumi.
alsamixer
La scheda audio dovrebbe essere già funzionante ma non si sentirà alcun suono perché i volumi sono muti di default. Attivare il volume almeno del Master e del canale PCM muovendosi con le frecce di direzione sinistra/destra e premendo M. Incrementare o diminuire il livello dei volumi con le frecce di direzione sopra/sotto. (70-90 dovrebbe essere un livello ottimale). Uscire da alsamixer premendo ESC.
Per non perdere al riavvio i settaggi appena effettuati dare i comando
alsactl store
e aggiungere alsa alla sezione DAEMONS in /etc/rc.conf.
nano /etc/rc.conf
DAEMONS=(syslog-ng network crond alsa)
Se non è stato già fatto durante la creazione dell' utente, aggiungerlo al gruppo audio con
gpasswd -a <user> audio
[edit] Configurare la regolazione della frequenza della CPU
I processori moderni possono diminuire la frequenza e il voltaggio per ridurre il riscaldamento e il il consumo di energia. In primo luogo una riduzione porterà ad avere un sistema più silenzioso, quindi anche un sistema desktop ne avrà vantaggi. Installare cpufrequtils con
pacman -S cpufrequtils
e aggiungere cpufreq ai demoni in /etc/rc.conf.
DAEMONS=(syslog-ng network crond alsa cpufreq)
Editare il file di configurazione /etc/conf.d/cpufreq e cambiare
governor="conservative"
che incrementa dinamicamente la frequenza della cpu quando è necessario ( è una scelta sicura anche sui sistemi desktop). Modificare min_freq e max_freq per adattarle alle specifiche della cpu del sistema. If you don't know the frequencies, run cpufreq-info after loading one of the frequency scaling modules. Add the frequency scaling modules to your /etc/rc.conf modules line. Most modern notebooks and desktops can simply use the acpi-cpufreq driver, however other options include the p4-clockmod, powernow-k6, powernow-k7, powernow-k8, and speedstep-centrino drivers. Caricare il modulo con
modprobe <modulname>
e far partire cpufreq con
/etc/rc.d/cpufreq start
Per maggiori e più dettagliate informazione vedere Cpufrequtils
[edit] Alcune precisazioni per i portatili
Il supporto per ACPI è necesssario per usare alcune funzioni speciali sul notebook (e.g. sleep, sleep quando il coperchio è chiuso, tasti speciali...). Installare acpid
pacman -S acpid
aggiungerlo ai demoni in /etc/rc.conf (acpid). Avviarlo con
/etc/rc.d/acpid start
Informazioni più specifiche riguardo ad Arch Linux sui diversi computer portatili si trovano in Category:Laptops (English)
[edit] Installare e configurare X
The X Window System (commonly X11, or just simply X) is a networking and display protocol which provides windowing on bitmap displays. It provides the standard toolkit and protocol to build graphical user interfaces (GUIs) on Unix-like operating systems.
X provides the basic framework, or primitives, for building GUI environments: drawing and moving windows on the screen and interacting with a mouse and/or keyboard. X does not mandate the user interface individual client programs handle this.
Installare i pacchetti base di Xorg usando pacman. E' il primo passo per costruire un ambiente grafico (GUI, Graphical User Interface).
Da root, dare il comando:
pacman -S xorg
Ora che abbiamo i pacchetti base che servono per far partire il server X, bisogna aggiungere il driver per la scheda grafica (e.g. xf86-video-<nome>). Per avere una lista completa dei driver video open-source digitare:
pacman -Ss xf86-video | less
Se non si conosce la scheda grafica in uso eseguire
lspci | grep VGA
Si riporta una lista dei driver open source, e dei corrispondenti chipset video.
- xf86-video-apm Alliance ProMotion video driver
- xf86-video-ark ark video driver
- xf86-video-ati ati video driver
- xf86-video-chips Chips and Tehcnologies video driver
- xf86-video-cirrus Cirrus Logic video driver
- xf86-video-dummy dummy video driver
- xf86-video-fbdev framebuffer video driver
- xf86-video-glint GLINT/Permedia video driver
- xf86-video-i128 Number 0 i128 video driver
- xf86-video-i740 Intel i740 video driver
- xf86-video-i810 Intel i810/i830/i9xx video drivers
- xf86-video-imstt Integrated Micro Solutions Twin Turbo vidoe driver
- xf86-video-mga mga video driver (Matrox Graphics Adapter)
- xf86-video-neomagic neomagic video driver
- xf86-video-nv nvidia nv video driver
- xf86-video-rendition Rendition video driver
- xf86-video-s3 S3 video driver
- xf86-video-s3virge S3 Virge video driver
- xf86-video-savage savage video driver
- xf86-video-siliconmotion siliconmotion video driver
- xf86-video-sis SiS video driver
- xf86-video-sisusb SiS USB video driver
- xf86-video-tdfx tdfx video driver
- xf86-video-trident Trident video driver
- xf86-video-tseng tseng video driver
- xf86-video-unichrome Unichrome video drivers
- xf86-video-v4l v4l video driver
- xf86-video-vesa vesa video driver
- xf86-video-vga VGA 16 color video driver
- xf86-video-via via video driver
- xf86-video-vmware vmware video driver
- xf86-video-voodoo voodoo video driver
- Notare che il driver vesa è il più generico, e dovrebbe essere compatibile con quasi tutti i moderni chipset video. Se non si riesce a trovare un driver adatto per il proprio chipset video, vesa dovrebbe funzionare.
- Se si ha una scheda video nVIDIA o ATI, si può voler installare il driver proprietario nVIDIA or ATI. Installare i drivers video proprietari come spiegato più avanti in "Usare i driver proprietari della scheda grafica (Nvidia, Ati)"
Installare il driver video appropriato per la propria scheda video, ad esempio:
pacman -S xf86-video-i810
(per installare il driver del chipset intel 810.)
[edit] Creare /etc/X11/xorg.conf
[edit] Che cos'è /etc/X11/xorg.conf?
/etc/X11/xorg.conf è il file di configurazione principale per il vostro X Window System, la base della vostra interfaccia grafica o GUI (dall'inglese Graphical User Interface). Esso è un comune file di testo ordinato in sezioni e sottosezioni, quelle più importanti sono le sezioni Files, InputDevice, Monitor, Modes, Screen, Device, e ServerLayout. Le sezioni possono comparire in qualsiasi ordine e potrebbero essercene più di una per ogni tipo (ad esempio se avete più di un monitor, come un LCD e un videoproiettore che avranno diverse impostazioni di risoluzione, refresh, ecc.. avrete più sezioni "Monitor")
Per default non c'è un file di configurazione di Xorg, e con l'ultimo Xorg non serve, se l'autoidentificazione funziona adeguatamente e non si devono attivare caratterisctiche tipo aiglx e simili. Tuttavia molti avranno ancora la necessità di generare un file di configurazione.
- Per fare un file di configurazione usando Xorg eseguire
Xorg -configure
Che crea il file /root/xorg.conf. Spostare il file di configurazione generato nella posizione appropriata, e.g.,
mv /root/xorg.conf.new /etc/X11/xorg.conf
- Un altro metodo per fare un file xorg.conf senza metterci le mani sopra è quello di servirsi dell'utilità di tpowa:
hwd -xa hwd (per vedere le diverse opzioni)
I drive video proprietari inoltre hanno strumenti di utilità che elaborano il file xorg.conf per configurare i driver (vedi sotto). Questi sono
aticonfig
e
nvidia-xconfig
Tuttavia si dovrebbe avere dimestichezza nel modificare il file di configurazione manualmente (poiché ciò è necessario di solito per risolvere diversi inconvenienti di tanto in tanto):
nano /etc/X11/xorg.conf
Editare il file /etc/X11/xorg.conf per specificare i propri driver video. e.g.:
Section "Device" Driver "i810"
[edit] Un semplice test per X
A questo punto si dovrebbe avere xorg installato, con un driver video adatto e un file di configurazione /etc/X11/xorg.conf. Per testare la propria configurazione velocemente, prima di installare un ambieinte desktop completo, installare xterm. Xterm è un emulatore di terminale molto semplice che gira nell'ambiente X Server. Xterm consentirà di verificare effettivamente se il driver video e /etc/X11/xorg.conf sono configurati correttamente. In alternativa, si può verificare se l'autorilevamento di X funziona in modo soddisfacente, in assenza di /etc/X11/xorg.conf.
pacman -S xterm
Modificare il file /home/username/.xinitrc, come utente normale, per stabilire l'evento del server X da chiamare col comando 'startx':
su mionomeutente
nano ~/.xinitrc
e aggiungere (o decommentare)
exec xterm
Si dovrebbe avere qualcosa di simile:
#!/bin/sh # # ~/.xinitrc # # Executed by startx (run your window manager from here) # exec xterm # exec wmaker # exec startkde # exec icewm # exec blackbox # exec fluxbox
(Assicurarsi di avere una sola linea commentata in ~/.xinitrc ) Se non c'è ~/.xinitrc, si deve semplicemente crearne uno con le informazioni viste sopra.
Avviare il server X come utente normale, con:
startx
Si dovrebbe avere una sessione di xterm aperta. Si può uscire dal server X con Ctrl+Alt+Backspace, o digitando "exit". Se si hanno problemi nell'avviare X, si possono cercare gli errori nel file /var/log/Xorg.0.log e nei messaggi sulla consolle da cui è stato avviato X.
Ora si potrebbe installare un login manager grafico (per evitare di dover editare startx ogni volta che si accende il computer) tipo GDM or KDM, però per questo si può attendere e si trovano istruzioni dettagliate sulla configurazione di Xorg nell'articolo Xorg.
[edit] Regolare il layout della tastiera
Per cambiare il layout della tastiera aprire il file /etc/X11/xorg.conf e aggiungere queste linee nella sezione Input (keyboard0) (l'esempio mostra un layout italiano con nessun tasto inattivo, modificarlo secondo le necessità).
Option "XkbLayout" "it"
Option "XkbVariant" "nodeadkeys"
[edit] Regolare il Mouse per l'uso della rotellina
Se si vuole abilitare l'uso della rotellina, aggiungere alla sezione Input (mouse0):
Option "ZAxisMapping" "4 5 6 7"
[edit] evdev
Se si possiede un mouse moderno con diversi tasti e funzioni, sarebbe meglio installare il driver per il mouse evdev, che permette di sfruttare la piena funzionalità del proprio mouse:
pacman -S xf86-input-evdev
Caricare il driver:
modprobe evdev
Trovare il nome del mouse:
cat /proc/bus/input/devices | egrep "Name"
Utilizzando il nome del mouse, configurare la sezione InputDevice di /etc/X11/xorg.conf di conseguenza, eg:
Section "InputDevice" Identifier "Evdev Mouse" Driver "evdev" Option "Name" "Logitech USB-PS/2 Optical Mouse" Option "CorePointer" EndSection
Si può avere solo un dispositivo "CorePointer" specificato in /etc/X11/xorg.conf, perciò assicurarsi di decommentare le righe relative ad un nuovo mouse solo dopo aver correttamente rimosso quelle relative al mouse non più utilizzato.
Modificare anche la sezione ServerLayout per includere Evdev Mouse come CorePointer e.g.:
Section "ServerLayout" Identifier "Layout0" Screen 0 "Screen0" InputDevice "Keyboard0" "CoreKeyboard" InputDevice "Evdev Mouse" "CorePointer"
[edit] Usare i driver proprietari della scheda grafica (Nvidia, Ati)
Si potrebbero voler utilizzare i drivers proprietari nVIDIA or ATI.
[edit] Scheda grafica Nvidia
I driver nVIDIA proprietari sono generalmente cosiderati di qualità eccellente, e offrono prestazioni 3D superiori.
Prima di configurare la scheda grafica bisogna sapere quali sono i driver adatti. Arch ha attualmente 3 diversi diriver ognuno dei quali è adatto a un certo sottogruppo di schede:
- nvidia-71xx per schede molto vecchie come TNT e TNT2
- nvidia-96xx supporta debolmente le schede più nuove fino alla GF 4
- nvidia supporta solo le GPU più nuove, successive alla GF 4
Consultare l'homepage di nVIDIA per vedere quella che va bene. La differenza è solo per l'intallazione; la configurazione è la stessa per tutti i driver.
Installare i driver nvidia appropriati, p. es.:
pacman -S nvidia
A questo punto, ci sono 3 modi di procedere.
- 1. Se non esiste affatto un file xorg.conf, o se c'è un xorg.conf e si vuole generarne uno completamente nuovo con l'utilità di nVIDIA, fare una copia di quello vecchio:
mv /etc/X11/xorg.conf /etc/X11/xorg.old
Quindi creare il nuovo /etc/X11/xorg.conf con
nvidia-xconfig
L'utilità nvidia-xconfig crea nomalmente un xorg.conf molto corto, semplificato e facile da leggere.
Ha anche diverse opzioni che specificano ulteriormente il contenuto e le opzioni del file xorg. Per esempio,
nvidia-xconfig --composite --add-argb-glx-visuals
Per informazioni più dettagliate, vedere nvidia-xconfig(1).
- 2. ''Expert Option: Se esiste un xorg.conf e si vuole utilizzare quello, editare xorg manualmente, e at the very least, aggiustare la sezione Device Section cambiando Driver "<vecchionomedriver>" con Driver "nvidia".
Section "Device" Driver "nvidia"
- 3. In alternativa, si può tenere il file /etc/X11/xorg.conf esistente ed eseguire:
nvidia-xconfig
che aggiorna automaticamente /etc/X11/xorg.conf per l'utilzzo col driver proprietario nVIDIA.
Alcune opzioni utili nella sezione device sono (attenzione che queste potrebbero non funzionare sul sistema in uso):
Option "RenderAccel" "true"
Option "NoLogo" "true"
Option "AGPFastWrite" "true"
Option "EnablePageFlip" "true"
nvidia-xconfig aggiunge automaticamente l'opzione glx in xorg. Se non si usa nvidia-xconfig, si dovrebbe aggiungerla alla sezione module:
Load "glx"
Ricontrollare /etc/X11/xorg.conf per essere sicuri che i valori di default depth, horizontal refresh, vertical refresh e resolutions siano accettabili.
Logout e login.
Avviare il server X server come utente normale, per testare la configurazione:
startx
Istruzioni avanzate per la configurazione Nvidia si trovano nell'articolo NVIDIA.
[edit] Schede grafiche ATI
I possessori di schede ATI hannno due opzioni per i driver. Se si è indecisi sui driver da usare si consiglia di provare prima quello open source. Il driver open source soddisfa la maggior parte delle esigenze oltre a essere generalmente meno problematico.
Installare il driver ATI proprietario con
pacman -S catalyst catalyst-utils
Usare lo strumento di utilità aticonfig per modificare il file xorg.conf. Aggiungere quindi fglrx alla riga MODULES in /etc/rc.conf. Nota: Il driver proprietario non supporta AIGLX. Per usare Compiz o Beryl con questo driver si deve usare XGL.
Installare il driver ATI open-source con
pacman -S xf86-video-ati
Installare anche il pacchetto libgl-dri se si vuole abilitare l'accelerazione 3d.
Modificare poi il file /etc/X11/xorg.conf nella sezione "Device" inserendo come Driver "radeon". Inserire radeon anche nella sezione MODULES del file /etc/rc.conf.
Attualmente il driver open source non ha lo stesso livello di prestazioni di quello proprietario. Inoltre non ha il TV-out, il supporto per i DVI dual-link, e probabilmente altre caratteristiche. Per un'altro verso supporta Aiglx e ha un miglior supporto per il dual-head.
Istruzioni avanzate per la configurazione delle schede ATI si trovano in ATI wiki.
[edit] Installare e configurare un ambiente Desktop
Se si chiede quale sia il miglior Desktop Environment o Window Manager, si riceveranno diverse risposte. Bisogna scegliere tra varie possibilità l'ambiente più adatto alle proprie esigenze.
- Se si cerca qualcosa di completo e simile a Windows e Mac OSX, KDE è una buona scelta.
- Se si cerca qualcosa più minimale, che segue il pincipio K.I.S.S. più da vicino, è meglio GNOME.
- Se si ha una vecchia macchina o si cerca qualcolsa di più leggero, una buona soluzione è xfce4 poichè dà ancora un ambiente desktop completo.
- Se si vuole qualcosa di ancora più leggero, openbox, fluxbox o fvwm2 può essere quello giusto (per non parlare di tutti gli altri window manager leggeri come icewm, windowmaker e twm).
- Se si ha in mente qualcosa di completamente differente provare ion, wmii o dwm.
[edit] Installare i font
Inizialmente conviene installare alcuni font attraenti prima di installare un ambiente desktop/window manager. Dejavu e bitstream-vera sono dei set di font carini. Per i siti web sarebbe meglio avere anche i font microsoft. Installare con
pacman -S ttf-ms-fonts ttf-dejavu ttf-bitstream-vera
[edit] Gnome
[edit] Generalità su Gnome
The GNU Network Object Model Environment. Il progetto GNOME project prevede due cose: l'ambiente desktop GNOME, un intuitivo e attraente desktop per utenti finali, e la piattaforma di sviluppo GNOME, un'architettura estesa per la creazione di applicazioni da integrare nel resto del desktop.
[edit] Installazione
Installare l'ambiente GNOME completo con:
pacman -S gnome gnome-system-tools gnome-extra
Per essere sicuri scegliere tutti i pacchetti mostrati. In alternativa, si può installare uno GNOME più basilare, spogliato di molte applicazioni inutili per qualcuno:
pacman -S gnome
[edit] DEMONI utili per GNOME
Un demone è un programma che gira in background, attendendo un segnale per intervenire ed offire un servizio. Il demone hal, tra l'altro, automatizza il montaggio di dischi, drives ottici (CD/DVD) e drives/thumbdrives USB per l'utilizzo in ambiente grafico. Il demone fam consente l'aggiornamento in tempo reale dell'interfaccia grafica del sistema ad ogni alterazione dei file nel file system. Permette ad esempio l'accesso istantaneo ai programmi appena installati e l'aggiornamento di Desktop e File Manager dopo aver spostato o cancellato un file. Entrambi hal e fam rendono più facile la vita dell'utente di GNOME.
Si può voler installare un Login Manager grafico. Per GNOME, il demone gdm è la scelta giusta. Installare gdm con
pacman -S gdm
Quasi sicuramente si vorranno i demoni hal and fam.
Per attivare hal e fam:
/etc/rc.d/hal start
/etc/rc.d/fam start
Aggiungerli in /etc/rc.conf nella sezione DAEMONS, così partiranno automaticamente all' avvio del sistema:
nano /etc/rc.conf
DAEMONS=(syslog-ng network crond alsa hal fam gdm)
(se si preferisce loggarsi in console e far partire X manualmente come da 'tradizione Slackware', omettere gdm).
[edit] ~/.xinitrc
Questo file di configurazione controlla ciò che succede quando si da il comando 'startx'.
Modificare /home/username/.xinitrc per utilizzare GNOME:
nano ~/.xinitrc
Decommentare la linea 'exec gnome-session' in modo che somigli a qualcosa di simile:
#!/bin/sh # # ~/.xinitrc # # Executed by startx (run your window manager from here) # #exec xterm #exec wmaker # exec startkde exec gnome-session # exec icewm # exec blackbox # exec fluxbox
Se il file ~/.xinitrc non esiste, bisogna crearlo e inserirvi le informazioni indicate qui sopra. Tenere ben presente che si deve avere solo una linea decommentata nel file ~/.xinitrc.
Passare all'utente normale:
su USERNAME
e provare con:
startx
Sarebbe opportuno installare anche un terminale e un editor di testo. Tra le possibili scelte si segnalano gnome-terminal e geany:
pacman -S geany gnome-terminal
Istruzioni avanzate per l'installazione e la configurazione di Gnome si trovano nell'articolo Gnome.
[edit] Migliorare l'aspetto del desktop
Non tutti trovano i temi e le icone di gnome molto attraenti. Un tema gtk carino è murrine. Installarlo con
pacman -S gtk-engine-murrine
e selezionarlo con Sistema->Preferenze->Aspetto. Diversi temi, icone e sfondi si trovano in Gnome Look
[edit] KDE
[edit] Generalità su KDE
The K Desktop Environment. KDE è un potente ambiente grafico desktop Free Software per stazioni di lavoro GNU/Linux e Unix. Unisce facilità d'uso, contemporanea funzionalità e grafica straordinaria con la superiorità tecnologica dei sistemi operativi simili a UNIX.
[edit] Installazione
Arch propone diverse versioni di kde: kde, kdebase, and KDEmod. Scegliere una delle seguenti e proseguire con "Useful KDE DAEMONS":
1.) Il pacchetto kde è il pacchetto KDE vanilla completo, ~300MB.
pacman -S kde
2.) Il pacchetto kdebase è una versione is più snella con meno applicazioni, ~80MB.
pacman -S kdebase
3.) Infine, KDEmod è un sistema esclusivo di Arch Linux tenuto dalla comunità, modificato per avere grandi prestazioni e modularità. Il sito web del progetto KDEmod si trova in http://kdemod.ath.cx/. KDEmod è estremamente veloce, leggero e reattivo, con tema gradevole e personalizzabile.
Per installare KDEmod in 5 facili passi, è sufficiente seguire queste istruzioni d'intallazione... Note: Prima di iniziare ricordarsi di leggere tutti i messaggi d'installazione. Essi sono abbstanza esaurienti e should solve any upcoming questions after the installation. If you cant scroll back to see all messages, just take a look into /var/log/pacman.log
- 1. Add the kdemod repo to your /etc/pacman.conf:
nano /etc/pacman.conf
Add one of these entries at the top of your server list:
[kdemod]
Server = http://kdemod.ath.cx/repo/current/i686
for 32 bit Arch, or
[kdemod]
Server = http://kdemod.ath.cx/repo/current/x86_64
for 64 bit Arch.
- 2. You must also activate the [community] repository in /etc/pacman.conf because KDEmod needs some packages from this repository. Make sure the following lines are uncommented:
[community] Include = /etc/pacman.d/community
- 3. Update your package database with pacman -Syu. Now you can choose between two installations:
pacman -S kdemod - installs a light base system
pacman -S kdemod-complete - installs the full KDE desktop
If you encounter any errors or conflicts at this step, check pacmans output, and if there are some unsolvable problems, tell us about them at the forums.
- 4. Install your localization. Take a look at the list of packages or simply do a pacman -Ss kdemod-kde-i18n to see which of them are already included.
- 5. Install all the extra apps you want. You can check out all available KDEmod packages by entering pacman -Sl kdemod
[edit] Useful KDE DAEMONS
KDE necessita dei demoni hal (Hardware Abstraction Layer) e fam (File Alteration Monitor). Il demone kdm è il K Display Manager, il quale fornisce un login grafico, se desiderato.
Richiamiamo da sopra che un demone è un programma che funziona in background, in attesa del verificarsi di un evento per offrire un particolare servizio. Il demone hal, fra le altre cose, renderà automatico il montaggio dei dischi, dei drive ottici, dei drive e chiavette USB per essere utilizzati tramite la GUI (Graphic User Interface, interfaccia grafica dell'utente). Il demone fam invece permetterà una rappresentazione real time delle alterazioni dei file tramite la GUI, permettendo quindi un accesso istantaneo ai programmi recentemente installati, o ai cambiamenti occorsi nel filesystem. Sia hal che fam rendono la vita più facile per l'utente KDE, e sono installati quando viene installato KDE. Fate partire hal e fam con:
/etc/rc.d/hal start
/etc/rc.d/fam start
Modificate la vostra sezione DAEMONS nell' /etc/rc.conf:
nano /etc/rc.conf
Aggiungete hal e fam alla sezione DAEMONS, per farli partire al boot. Se preferite un login grafico, aggiungete anche kdm alla lista:
DAEMONS=(syslog-ng network crond alsa hal fam kdm)
(Se preferite loggarvi dalla console e far partire il server grafico manualmente, come la 'tradizione Slackware' vuole, non inserite kdm.)
[edit] ~/.xinitrc
Questo file di configurazione controlla cosa succede quando date il comando 'startx'.
Editate il vostro /home/nomeutente/.xinitrc per utilizzare KDE:
nano ~/.xinitrc
Decommentate la riga 'exec startkde' così da far apparire una cosa simile a questa:
#!/bin/sh # # ~/.xinitrc # # Executed by startx (run your window manager from here) # #exec xterm #exec wmaker exec startkde # exec gnome-session # exec icewm # exec blackbox # exec fluxbox
Se non avete un file ~/.xinitrc, semplicemente createne uno con le informazioni qua sopra. Ricordate, dovete avere solo una riga decommentata nel vostro ~/.xinitrc.
Tornate al vostro utente normale:
su username
Adesso provate a far partire il server X:
startx
Congratulazioni! Benvenuti nel vostro Kde Desktop Environment e al vostro nuovo sistema Arch Linux! Potreste continuare il disc